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domenica 26 gennaio 2025

I Sindaci contro la Tratta D-Breve di Pedemontana: inviata una diffida legale al CIPESS

Inquadramento della tratta D breve di Pedemontana nel territorio del Parco P.A.N.E.

Il comitato "Ferma Ecomostro Tratta D-Breve" ha annunciato un'importante iniziativa legale volta a bloccare il procedimento di variante in corso per la Tratta D-Breve della Pedemontana. Un gruppo di dieci comuni della Brianza – Agrate Brianza, Bellusco, Bernareggio, Burago di Molgora, Caponago, Carnate, Cavenago di Brianza, Ornago, Sulbiate e Vimercate – ha inviato una formale diffida legale al CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) e agli enti competenti, richiedendo di non procedere con l'approvazione del progetto.

Nella diffida, i sindaci sottolineano una serie di problematiche procedurali e normative che mettono in discussione la legittimità del progetto di variante. Tra le contestazioni principali emergono:

  • Inquadramento normativo illegittimo, con violazioni delle norme vigenti;
  • Assenza di atti presupposti necessari per avviare e giustificare il procedimento;
  • Mancato rispetto delle condizioni di immodificabilità del tracciato, che contraddicono quanto stabilito in precedenti fasi progettuali;
  • Violazioni del quadro concessorio in essere, sollevando dubbi sulla trasparenza amministrativa;
  • Lesione del principio costituzionale di leale collaborazione istituzionale, fondamentale per garantire il buon funzionamento della pubblica amministrazione.

La diffida non si limita a questioni procedurali, ma si inserisce in un quadro più ampio di opposizione al progetto. I comuni firmatari avevano già presentato contestazioni nell'ambito della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), evidenziando:

  • Gravi carenze documentali relative alla progettazione;
  • Assenza di analisi su alternative progettuali più sostenibili dal punto di vista economico e ambientale;
  • Enorme impatto ambientale e paesaggistico della Tratta D-Breve, in un territorio già fortemente urbanizzato e fragile.

Per fornire un quadro completo e dettagliato delle azioni intraprese, i sindaci hanno convocato una conferenza stampa per sabato 1° febbraio, alle ore 11, presso la sala consiliare del Municipio di Burago di Molgora. Durante l’evento verranno illustrati i dettagli delle criticità sollevate e le prossime mosse legali e istituzionali per contrastare l’approvazione del progetto.

Con questa iniziativa, i sindaci intendono richiamare l’attenzione del Governo sulle ricadute del progetto per il territorio e le comunità coinvolte. La Tratta D-Breve rappresenta non solo un potenziale ecomostro, ma anche un esempio di pianificazione che, secondo gli amministratori locali, ignora principi fondamentali di sostenibilità, trasparenza e concertazione istituzionale.

La battaglia contro la Tratta D-Breve non si ferma qui. I comuni e il comitato promettono di continuare a vigilare e a intraprendere tutte le azioni necessarie per difendere il territorio e le esigenze dei cittadini.

martedì 3 dicembre 2024

Uniti contro l’Ecomostro: sindaci e cittadini insieme per fermare la "tratta D Breve" della Pedemontana

Bosco della Bruciata. Foto di Manuela Meloni

La questione della "tratta D Breve" della Pedemontana continua a suscitare un’intensa mobilitazione in Brianza, coinvolgendo amministrazioni locali, associazioni e cittadini. In prima linea, i sindaci di 11 comuni brianzoli (Agrate Brianza, Bellusco, Bernareggio, Burago di Molgora, Cavenago di Brianza, Cambiago, Caponago, Carnate, Ornago, Sulbiate e Vimercate), che hanno inviato al Ministero dell'Ambiente osservazioni dettagliate sull’ultima integrazione presentata da APL (Autostrada Pedemontana Lombarda) nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

Foto aerea. Nel cerchio rosso il Bosco della Bruciata

Manuela, del "Comitato di cittadini Ferma Ecomostro dbreve", in un post su Facebook sottolinea l'importanza della collaborazione tra amministrazioni comunali e popolazione, definendola un evento straordinario per il territorio. L’incontro fissato lo scorso 30 novembre presso il parco P.A.N.E. ha rappresentato un momento cruciale per fare il punto sulle azioni future e consolidare l’opposizione a un’opera considerata da molti dannosa e priva di utilità pubblica.


Questa sinergia tra istituzioni e cittadini appare particolarmente significativa, in quanto mai si era vista una tale unione su un tema così controverso nella storia recente della Brianza.

Anemone nemorosa

Il dibattito va oltre le questioni politiche ed economiche: al centro della discussione c’è la tutela del Parco Agricolo Nord Est (P.A.N.E.). Manuela ricorda che questo parco è un “museo a cielo aperto”, con una rilevanza geologica ed ambientale naturale.
Tra le sue peculiarità, il Bosco della Bruciata, un raro esempio di Querco-Ulmeto che rappresenta un unicum vegetazionale a livello nazionale e testimonianza di un passato millenario. Inoltre, il parco conserva tracce delle ultime tre fasi glaciali, rendendolo un patrimonio inestimabile da salvaguardare.

Corydalis cava

Tuttavia, non mancano le preoccupazioni. La realizzazione di tratti in galleria artificiale – spesso indicata come una soluzione di compromesso – viene criticata perché comprometterebbe comunque il parco, minandone l’integrità e l’equilibrio ecologico.

Scilla bifolia

Oltre agli aspetti ambientali, la Pedemontana pone interrogativi culturali e sociali. "Non si tratta solo di una questione ambientale o politica," scrive Manuela, "ma di un tema che riguarda l’intera collettività." La Corte dei Conti ha già segnalato l’insostenibilità finanziaria dell’opera, che graverà sulle risorse pubbliche con un debito da ripagare a partire dal 2045. Inoltre, l’autostrada non ridurrà il traffico locale, ma aumenterà quello di attraversamento, nonostante i volumi di traffico siano stati sovrastimati, impattando notevolmente sulle comunità coinvolte.

Elleboro verde

Il confronto è tutt’altro che concluso. Cittadini e amministrazioni attendono con impazienza i prossimi sviluppi sulla procedura di VIA, ma l’opposizione alla "tratta D Breve" rimane ferma. La vera sfida sarà mantenere viva questa coesione e diffondere una maggiore consapevolezza sull’importanza di preservare il territorio, non solo per il presente, ma anche per le future generazioni.

domenica 14 agosto 2016

Le cure dell'Ospedale Maggiore fanno perdere terreno agricolo alla Brianza

Le attuali proprietà dell'Ospedale Maggiore a Lentate e Seregno
La Fondazione Sviluppo Ca’ Granda ha pubblicato un’asta per la vendita di 731.526 mq di terreni fabbricabili in Lombardia, il cui valore è stimato in € 30,652 milioni. La superficie complessiva di tali aree è pari all’1% di tutti i terreni di proprietà del Policlinico e in gestione alla Fondazione Sviluppo: l’eventuale vendita basterebbe all’ospedale per estinguere il mutuo acceso nel 2013 per la realizzazione del nuovo Pronto Soccorso.

I terreni dislocati in Brianza riguardano 7 comuni (5 della provincia di Monza e Brianza e 2 della Provincia di Lecco). La superficie complessiva arriva a 93.811 mq (di cui 91.114 in Provincia MB e 2.697 in Provincia LC). La maggior parte di questi terreni è attualmente agricola e, con la vendita, è presumibile che vengano edificati.

In un comunicato la Fondazione Sviluppo Ca' Granda afferma che "con la vendita dei terreni potrebbe risparmiare fino a € 260.000 all’anno di Imu e Tasi e destinarli alla ricerca dell’ospedale"; inoltre "il Policlinico potrebbe abbattere i € 15,315 milioni del mutuo per il nuovo Pronto Soccorso".

Di seguito il dettaglio dei terreni dislocati in Brianza.

Bellusco MB


Il terreno si sviluppa su di una superficie di 8.950 mq, non completamente pianeggiante, ed è coltivato: è delimitato a Nord da insediamenti residenziali, in prevalenza villette bi-familiari, a sud, ovest ed est da altri terreni agricoli.

Bernareggio MB


L’area si sviluppa su di una superficie di circa 5.500 mq (parte di un più ampio comparto adibito ad usi agricoli di ca. 80.000 mq), risulta pianeggiante e coltivata.
Si inserisce in un ambito agricolo caratterizzato da nuovi insediamenti residenziali con villette o piccole palazzine su Via Romagna.

Bollate MB


Viene messa in vendita una grande area attualmente agricola (estensione territoriale quasi 66.000 mq), ricadente all’interno di un più ampio comparto soggetto a pianificazione attuativa (AT2). Nella parte Nord l’area confina con una strada pertinenziale. Il contesto a Nord-Est e Nord-Ovest è prevalentemente residenziale, a Sud è delimitato da una importante infrastruttura veicolare (SP46).


Sempre a Bollate saranne vendute 2 aree edificabili (in  attuazione diretta) site ai margine del tessuto edificato a prevalente destinazione residenziale, ed ai margini dell’Ambito di Trasformazione AT2. Complessivamente l’asset occupa una superficie di 442 mq.

Casatenovo LC


L’area edificabile di 2.397 mq è collocata tra la zona residenziale e quella agricola; si presenta pianeggiante, attualmente coltivato e in buone condizioni, raggiungibile proseguendo oltre via Colombaro.

Castello in Brianza LC


Lotto di terreno edificabile della superficie di 300 mq ed attualmente adibito ad usi agricoli.

Lentate sul Seveso MB


Il terreno edificabile ha una superficie territoriale di 9.000 mq e si  presenta  pianeggiante,  in  buone  condizioni  ed  attualmente  risulta  coltivato. L’asset risulta delimitato a nord da un ambito produttivo, a ovest da ambiti residenziali. L’area è accessibile sul lato meridionale attraverso Via Giovanni Bizzozzero.

Seregno MB


Il lotto di terreno edificabile ha superficie pari a 1.222 mq. L’area si presenta pianeggiante, in buone condizioni ed attualmente è adibita a prato. A nord confina con un ambito residenziale, mentre a sud con una piccola area deposito.

sabato 25 ottobre 2014

Bernareggio: respinti i tentativi di aggirare i vincoli ambientali

Riceviamo dagli amici di Bernareggio il seguente commento riguardante la sentenza del TAR che respinge il tentativo del comune di aggirare i vincoli ambientali del PTCP. L'argomento è di interesse anche per la nostra zona. Consigliamo la lettura anche del seguente post: RICORSO PTCP: COMMENTO ALLA SENTENZA DEL TAR


Il ricorso presentato a fine 2013 dalla precedente maggioranza (Forza Italia - Lega Nord) contro il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) è stato in gran parte respinto. Per il TAR non c’è stata nessuna “illogica imposizione”: le prescrizioni del piano sono legittime. Le scelte fatte al momento dell’approvazione del Piano di Governo del Territorio (PGT) di Bernareggio, invece, non rispettano gli obiettivi di contenimento del consumo di suolo.

La sentenza ha ritenuto infondate le presunte irregolarità della fase di approvazione: l’iter è stato completo e corretto. Il Piano Provinciale non impone spropositati ed ingiustificati vincoli. La Regione ha chiesto maggior tutela e la Provincia ha accolto le osservazioni.


Nessun attacco all’autonomia comunale. IL TAR HA RICONOSCIUTO LA LEGITTIMITÀ DELLE PRESCRIZIONI DEL PTCP CHE PREVALGONO SU QUELLE DEL PGT. Il ricorso invece ha cercato di ribaltare la situazione per sostenere le scelte di ulteriore urbanizzazione del PGT, arrivando anche a contestare l’importanza dell’ intesa tra gli enti.

Per poter edificare si è messa in dubbio la classificazione dell’area agricola all’incrocio del cimitero, minacciata dall’Ambito di Trasformazione R1. Non è strategica perché non redditizia economicamente - si sosteneva nell’esposto. Ma il criterio della Provincia è fortunatamente ben diverso: PERSEGUIRE LA DIFESA DELLE AREE AGRICOLE PER LA LORO VALENZA AMBIENTALE E PER LA TUTELA DEL PAESAGGIO non per quanto producono.

L’unico punto su cui il TAR ha dato ragione al comune riguarda la prescrizione di standard aggiuntivi. La Provincia, per disincentivare il consumo del suolo, aveva richiesto per ogni intervento edilizio previsto e da realizzare la cessione aggiuntiva di aree nella misura di un metro quadrato ceduto per ogni metro quadrato di superficie fondiaria, richiesta che il TAR ha dichiarato essere illegittima, poiché la misura degli standard da cedere è disciplinata per legge.
Per continuare ad arginare l’emergenza “consumo del suolo”, è necessario adesso che l'attuale Amministrazione Comunale di Bernareggio confermi quanto previsto nel programma di mandato: l’eliminazione degli Ambiti di Trasformazione inseriti nel PGT e l'ingresso il prima possibile in un Parco Locale di Interesse Sovracomunale. E’ necessario, altresì, che la nuova Amministrazione Provinciale non decida di cambiare i positivi principi del PTCP.
 Un Parco per Bernareggio

 La Parola al Cittadino

martedì 11 marzo 2014

Bernareggio: lanciata una petizione per salvare le Aree Agricole Strategiche


Lanciata una petizione a sostegno della decisione della Provincia di Monza e Brianza di impugnare il P.G.T. di Bernareggio.

Testo dell'appello lancianto dalle associazioni: "Un parco per Bernareggio" e "La parola al cittadino"

Sosteniamo la decisione dell’Amministrazione Provinciale di Monza e Brianza (delibera della Giunta Provinciale n. 14 del 19/2/2014) di impugnare con ricorso straordinario al P.d.R il Piano di Governo del Territorio di Bernareggio perché in contrasto con le prescrizioni del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.

La decisione della Provincia è una speranza per i cittadini di Bernareggio che con una petizione popolare (1219 firme) e la presentazione di osservazioni al PGT hanno cercato in tutti i modi di convincere l’Amministrazione Comunale a desistere dal sacrificare nuovo territorio per il perseguimento di interessi leciti ma privati, confermati in contrasto con le previsioni provinciali e nonostante il valore paesaggistico delle aree e la fragilità idrogeologica attestate dalla VAS.

Auspichiamo che il ricorso della Provincia venga accolto e, quindi, mantenute le prescrizioni sulla conservazione delle Aree Agricole Strategiche e delle aree di valenza paesaggistico-ambientale individuate nel Piano.

E’ importante che ad ogni livello nazionale e locale, il decisore contrasti il grave problema del consumo di suolo. L’edificazione intensa che ha caratterizzato Bernareggio nel passato recente fa parte di una politica miope che ha portato la provincia di Monza e Brianza ad essere la più urbanizzata d’Italia.

Uniamo le forze per garantire salute e sicurezza alla cittadinanza, per conservare la risorsa suolo (non rinnovabile) e ridurre lo spreco generato dal patrimonio invenduto e sfitto, sia residenziale che produttivo.

Si può firmare la petizione cliccando qui.



domenica 5 gennaio 2014

PTCP: L'assalto continua


Intervento dell'Osservatorio PTCP di Monza e Brianza

Continuano a fioccare i ricorsi al TAR da parte delle amministrazioni comunali brianzole contro il PTCP della Provincia di MB.
Dopo  i ricorsi di  Concorezzo, Bernareggio, Cornate, Sulbiate, Triuggio e Usmate, si sono ora aggiunti Giussano e Vimercate.
Sono ricorsi "trasversali", nel senso che parliamo di amministrazioni sia di centrodestra sia di centrosinistra, purtroppo in questo caso accumunate da dichiarazioni difficilmente condivisibili (vedi articoli allegati).
Non è bello constatare l'uso disinvolto della rivendicazione della propria autonomia nell'avere il diritto di decidere "come e dove costruire nella provincia più cementificata d'Italia" (citazione tratta dal blog Brianza Centrale che condividiamo in pieno).

C'è un allergia viscerale a qualsivoglia tentativo di pianificazione che abbia una visione più amplia e globale, a partire dal livello provinciale.
Così si rivendica la "patria potestà localista", non considerando lo stato di "disastro urbanistico" in cui versa la Brianza monzese, ridotta (fatto salvo alcune residue zone) ad una piastra di cemento e asfalto, tant'è da risultare la più cementificata d'Italia.

L'abbiamo già detto, in questo PCTP ci sono luci ed ombre.
Come gruppi ed associazioni ambientaliste de l'OSSERVATORIO PTCP di Monza e Brianza avremmo voluto regole più stringenti, più aree tutelate in modo più deciso e con questi obbiettivi, nella nostra più completa autonomia operativa e di giudizio, abbiamo interloquito con un alcuni Consiglieri Provinciali del PD sensibili al tema.
Questo ha indubbiamente consentito il miglioramento, sotto molti aspetti, del PTCP.

Abbiamo scelto la strada di esserci e continueremo ad essere presenti, proseguendo nel nostro rapporto con quei consiglieri che si sono dimostrati attenti alle nostre istanze, cercando di evitare che il PTCP sia depotenziato da ricorsi al TAR o da future richieste di modifiche o varianti  "al ribasso" da parte sia dei privati sia delle amministrazioni comunali.
Per questo, sin d'ora, chiediamo all'Istituzione Provincia di resistere in tutti i gradi di giudizio ai ricorsi.

Faremo altresì la nostra parte, con la nostra rappresentanza in sede del previsto Osservatorio Provinciale, per promuovere la necessità dello STOP AL CONSUMO DI SUOLO, utilizzando tutte le attribuzioni di cui è stato investito l'Osservatorio Provinciale.

In una Provincia, in un ambito territoriale dove si è superato ampiamente la soglia di tollerabilità dell'edificato, è fuori luogo continuare a pensare e a puntare sull'edilizia quale motore di sviluppo, sopratutto quando una fetta consistente di quanto recentemente costruito risulta vuoto ed inutilizzato e quindi, rispondente a fattori speculativi e non a reali bisogni insediativi.

Gli articoli su Giussano e Vimercate:

Il Giornale di Seregno - 31/12/2013

Piano regolatore. Il Comune contro la Provincia. Ricorso al Tar
di Marco Dozio da il Giorno del 29/12/013

LA PROVINCIA di Monza trascinata in tribunale dal Comune di Vimercate. Che ha scelto di ricorrere al Tar per bloccare gli effetti del Ptcp, il Piano regolatore provinciale mal digerito da una nutrita schiera di municipi, gelosi delle proprie prerogative in ambito di pianificazione territoriale. Ogni campanile vuole salvaguardare l’autonomia di decidere dove e come costruire. Senza subire le imposizioni di Palazzo Grossi che in sostanza ha vincolato tutte le aree verdi brianzole, nella speranza di arginare la cementificazione galoppante. «Ma noi siamo una realtà virtuosa. Nel Pgt abbiamo ridotto le aree edificabili di oltre mezzo milione di metri quadri», spiega il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Corrado Boccoli, argomentando le ragioni di un ricorso che vede Vimercate capofila di un dissenso ampio e trasversale, che nella Brianza orientale coinvolge Giunte di centrodestra (Concorezzo, Cornate, Bernareggio) e di centrosinistra (Usmate).

Il punto è che il Ptcp rischia di mandare in fumo il nuovo quartiere ipotizzato nei campi tra la Bananina e l’ex Provinciale Sp2: un comparto di case e negozi che dovrebbe accogliere anche il trasloco e l’ampliamento dell’Esselunga.

«Si tratta dell’ultimo e definitivo ambito di espansione della città», assicura Boccoli, che nell’elenco dei progetti bloccati dalla Provincia inserisce le 4 palazzine del piano di lottizzazione di Cascina Castellazzo. «Interventi piccoli e grandi rischiano di non partire nonostante sia già stata approvata la convenzione con gli operatori: in linea di principio il Ptcp afferma istanze condivisibili, in particolare l’esigenza di preservare le aree verdi, ma occorre trovare un equilibrio tra necessità di sviluppo e tutela ambientale». Per Boccoli è in ballo anche una questione più generale che riguarda l’interazione tra i diversi enti locali. Ovvero chi deve fare cosa. La Provincia, in altre parole, non avrebbe rispettato l’autorità dei Comuni commettendo un’invasione di campo. «Il Ptcp nei fatti ha ridotto le competenze assegnate per legge ai Comuni in termini di pianificazione urbana e ambientale».

L’unica speranza per ricomporre il dissidio, prima della sfida in tribunale, è affidata alla convocazione di un tavolo di confronto. «La Provincia non ci ha concesso il tempo necessario per impostare una concertazione, quindi siamo stati costretti a presentare il ricorso. Ma da parte nostra abbiamo la volontà, se sarà possibile, di trovare una soluzione alternativa all’aula giudiziaria: per questo motivo abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo di confronto».

Eppure a scorrere il documento provinciale qualche elemento di sintonia tra Palazzo Trotti e Palazzo Grossi spunta qua e là. «Condividiamo pienamente la norma sull’eliminazione dei cartelloni pubblicitari dalle strade provinciali: è un passo in avanti nella direzione della tutela paesaggistica».

sabato 4 gennaio 2014

Comuni alla carica per consolidare il primato cementificatorio della Brianza


Si allunga la lista dei ricorsi al TAR dei Comuni contro il PTCP che ha vincolato diverse aree verdi brianzole, nella speranza di arginare la cementificazione galoppante. In pratica ogni Comune rivendica la propria autonomia nel decidere come e dove costruire nella provincia più cementificata d'Italia.

Dopo Concorezzo, Bernareggio, Cornate, Sulbiate, Triuggio e Usmate, in questi ultimi giorni si sono aggiunti anche i Comuni di Giussano e Vimercate.

Insomma, i Comuni, di qualsiasi colore politico, paiono insofferenti a una pianificazione che cerchi di coordinare un minimo le scelte urbanistiche. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: cemento a gogò. 

Immagine tratta dal web

Leggi anche il comunicato dell'Osservatorio PTCP di Monza e Brianza

lunedì 23 dicembre 2013

In Brianza azioni locali per la grande battaglia in difesa del territorio

20131215-brianza di Luca D'Achille, tratto da www.salviamo il paesaggio.it 

Grazie alle osservazioni al piano provinciale, le associazioni ottengono più tutela per il territorio anche se qualche amministrazione comunale continua ad alimentare la cementificazione. Sullo sfondo crescono le proposte di nuovi parchi: 4 vicende dalla provincia più urbanizzata d’Italia. 

Dopo che il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Monza e Brianza è diventato operativo con la pubblicazione sul BURL (Bollettino Ufficiale Regione Lombardia) lo scorso ottobre, in diversi comuni si valuta l’esito delle molte osservazioni presentate in primavera.
 
Grande era la distanza tra le associazioni, coordinate dall’Osservatorio PTCP, che chiedevano la salvaguardia degli ultimi spazi verdi della provincia più urbanizzata d’Italia, e qualche amministrazione locale. Quest’ultime infatti in molti casi si sono aggiunte alle richieste di soggetti privati chiedendo lo stralcio delle aree tutelate per consentire nuova cementificazione.

Questa distanza c’è ancora. A Bernareggio c’è soddisfazione nei comitati per l’accoglimento di buona parte delle osservazioni presentate a tutela dell’area del Paleoalveo e dell’area agricola a est del centro abitato. Zone agricole di connessione a ovest e aree cuscinetto in corrispondenza di un’opera stradale connessa all’autostrada Pedemontana ad est sono state inserite nelle Aree Agricole Strategiche e saranno più tutelate.

Al contrario non sono state accolte le richieste di stralcio  presentate dall’Amministrazione Comunale in contrasto con gli ambiti di trasformazione previsti nel Piano di Governo del Territorio comunale. Ma le aree sono ancora in pericolo: pochi giorni fa la Giunta ha promosso un ricorso al TAR per contestare il piano provinciale considerandolo “gravemente lesivo degli interessi comunali”.

Situazione che si ripresenta in altri comuni. Anche il comitato + Limbiate – Cemento con la sua azione ha raggiunto importanti risultati. Le osservazioni presentate per questo comune sono state accolte e numerose aree sono state inserite nelle Aree Agricole Strategiche. Anche qui però non è per tutti un lieto fine: potrebbero esserci ulteriori tentativi per rimettere in gioco gli interessi economici e ridare spazio all’edificazione in aree ancor più appetitose perché in vicinanza del centro abitato.

Primi passi per la formazione di due nuovi parchi  

Il Comune di Lissone invece segue altri comuni della provincia tra cui Desio, Macherio, Sovico e la stessa Monza, e chiede alla Regione di istituire il nuovo parco regionale della Brianza Centrale.
L’Amministrazione comunale ha dato mandato ai parchi locali del Grugnotorto-Villoresi e della Brianza Centrale per costituire un unico parco, prima fase per la formazione della nuova grande area tutelata. Un progetto per creare collaborazione e mettere in relazione le risorse considerando le opportunità di sviluppo e le esigenze di salvaguardia di un territorio fortemente urbanizzato.


Poco distante nasce anche la proposta di un parco lineare sul tratto di ferrovia dismessa Seregno-Saronno. Legambiente Saronno sta raccogliendo le firme per promuovere il progetto ricordando che sono molti gli esempi al mondo di riconversione naturali di ferrovie dismesse. Un’opera che sarebbe importantissima per la creazione di un collegamento naturalistico e per dare spazio alla mobilità ciclabile in un’area dominata dal traffico veicolare.

http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/

sabato 14 dicembre 2013

Il verde lede gravemente Bernareggio


Su questo blog, qualche tempo fa, avevamo dato notizia che nel PTCP di Monza e Brianza erano state accolte le proposte degli ambientalisti per la tutela del Paleoalveo e dell'area agricola a est di Bernareggio (leggi qui). Ora apprendiamo che il Comune di Bernareggio ha stanziato ben 27.000 euro per ricorre contro il PTCP con la motivazione generica che "risulta gravemente lesivo degli interessi comunali".

Lesivo perché garantisce più tutela delle aree verdi rispetto al PGT?

Per visualizzare la delibera della Giunta Comunale cliccare qui.

La notizia su "Il Cittadino"

giovedì 21 novembre 2013

PTCP Monza e Brianza: accolte le proposte di tutela del Paleoalveo e dell'area agricola a est di Bernareggio


Intervento delle associazioni "Un Parco per Bernareggio" e "La Parola al Cittadino"
 

E’ diventato operativo dopo la pubblicazione sul BURL dello scorso 23 ottobre 2013, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Monza e Brianza. Le due osservazioni presentate per chiedere che il Paleoalveo di Bernareggio e la zona limitrofa alla nuova tangenzialina siano considerate Aree Agricole strategiche SONO STATE IN BUONA PARTE ACCOLTE. Grazie a questa iniziativa, gran parte di queste aree sarà più tutelata.

Era il 19 marzo 2013 la scadenza per presentare le osservazioni al piano adottato nel mese di dicembre del 2012. Molti soggetti hanno presentato i loro documenti, chi per chiedere la tutela del territorio, soprattutto associazioni e comitati, chi, in direzione opposta, per chiedere di svincolare aree da destinare all’urbanizzazione. Le richieste che avrebbero portato nuovo cemento sono purtroppo arrivate da molte amministrazioni comunali tra cui anche quella di Bernareggio.

Vediamo nel dettaglio come si è espressa la Provincia sulle osservazioni riguardanti il territorio di Bernareggio.

L’osservazione n. 69 proponeva l’inserimento nelle Aree Agricole strategiche della parte sud del Paleoalveo di Bernareggio. Proposta accolta quasi tutta tranne un’area interclusa, quella della vasca volano, e quella del giardino della Villa De Azzi-Lanfranconi di Villanova.
L’obiettivo è comunque raggiunto: aree agricole già inserite a est e a ovest del tracciato del Paleoalveo non saranno più separate ma in continuità, come si può vedere nell’immagine sotto riportata.

Anche l’osservazione n. 70, che aveva come obiettivo quello di tutelare la fascia interna dell’area agricola ad est del centro abitato, è stata in  buona parte accolta. L’area in questione sarà irrimediabilmente tagliata in due dalla nuova tangenzialina connessa alla Pedemontana, se questa verrà realizzata. Con la nuova strada e nessuna tutela la parte verso il centro abitato sarebbe stata fortemente a rischio espansione di completamento. A parte un insediamento commerciale a nord, già previsto nel precedente PRG di Bernareggio e un’area “di espansione subordinata a Piano Attuativo”, il resto è stato inserito nelle Aree Agricole strategiche. Il “cuscino verde” di protezione dalla nuova tangenzialina sarà così più esteso, anche verso ovest.

In verde le aree inserite tra quelle Agricole Strategiche grazie alle osservazioni n. 69 e n. 70
Non sono state accolte, ed è anche questo un segnale positivo, tutte le richieste di stralcio dalle Aree Agricole Strategiche avanzate dal Comune di Bernareggio che contrastavano con gli ambiti di trasformazione previsti nel PGT. Anche le richieste di stralcio dalle Rete Verde di Ricomposizione Paesaggistica non sono state accolte.

C’è anche un’altra buona notizia: respinto lo stralcio dell’area al confine con il Parco del Molgora oggetto della richiesta del privato che intendeva collocare in quell’area un impianto industriale.

Accolta invece la richiesta di inserire nella Rete Verde di Ricomposizione Paesaggistica il corridoio ecologico tra Villanova e Bernareggio, proseguimento del Paleoalveo e già individuato dal PTCP della Provincia di Milano, anch’esso a rischio estinzione per l’espansione di un’area produttiva.

venerdì 22 marzo 2013

Bernareggio: decine di osservazioni al PGT per fermare il consumo di suolo

I Comitati La Parola al Cittadino e Un Parco Per Bernareggio hanno presentato il 20 marzo 2013 ben 11 moduli con decine di osservazioni e proposte sul Piano di Governo del Territorio di Bernareggio adottato lo scorso mese di dicembre.

Con questi documenti si chiede la protezione del territorio mediante l’inserimento in un’area vincolata (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) dell’intera area del Paleoalveo di Bernareggio, da sud a nord, creando finalmente la connessione tra il Parco del Molgora e quello del Rio Vallone. Risulta essenziale inoltre tutelare con l’annessione ad un parco anche le aree limitrofe alla nuova tangenzialina, opera connessa con la realizzazione dell’autostrada Pedemontana, sia che essa venga realizzata oppure no.

Per fermare l’insostenibile espansione edilizia e conservare le ultime aree agricole rimaste si propone lo stralcio dei nuovi ambiti di trasformazione che porteranno altrimenti nuovo cemento su aree attualmente libere interrompendo importanti connessioni ecologiche.

Si sottolinea che le concessioni previste dal precedente Piano Regolatore Generale possono essere riviste in considerazione di una recente sentenza del Consiglio di Stato (n. 6656/2012) e che non sono state valutate nel quadro conoscitivo del piano il numero delle unità immobiliari (residenziali e produttive) vuote e non utilizzate.

Si ribadisce inoltre il no allo spostamento dell’attività produttiva PASSONI in un'area attualmente agricola e boschiva.

All’iniziativa “NO AL PGT, BASTA CEMENTO, NO AL PASSONI A VILLANOVA'' iniziata lo scorso anno, SEGUONO OGGI le osservazioni formali alla delibera di adozione per sostenere la richiesta dei 1219 cittadini che hanno fatto appello all’Amministrazione per sospendere l’attività edilizia e il consumo di aree agricole e boschive sottoscrivendo la petizione: “STOP AL CEMENTO! REGALIAMOCI UN PARCO!”.

sabato 9 febbraio 2013

Censimento del cemento: in Brianza solo 7 comuni rispondono all'appello

Fonte immagine: earthobservatory.nasa.gov

Monza e Brianza: nonostante gli appelli, il territorio è ancora inascoltato

di Luca D’Achille, tratto da Salviamo il paesaggio del 4/2/2013 

La Provincia di Monza e Brianza, secondo il rapporto di Legambiente Lombardia presentato a dicembre, ha un territorio cementificato all’84%. Poche le risposte al Censimento del Cemento. Manca la volontà di arginare il problema nonostante la criticità della situazione. 

Dopo gli appelli, si contano presenti e assenti

Ad inizio 2013 questa è la situazione delle risposte al Censimento del Cemento proposto da Salviamo il Paesaggio per la Provincia di Monza e Brianza, la più urbanizzata d’Italia.

Su 55 comuni 7 questionari consegnati con 2 risposte giudicate positive e complete (Mezzago e Vimercate) e ben 5 valutate parziali (Agrate Brianza, Biassono, Camparada, Lentate sul Seveso e Seveso).

A distanza di 4 mesi dal precedente punto della situazione e dopo qualche sollecito inviato direttamente ai comuni da associazioni e singoli individui che hanno compreso l’importanza del tema, l’aumento di risposte è comunque limitato a solo 4 schede consegnate.

Tra le assenze spicca soprattutto il capoluogo, Monza. Qui dopo le elezioni dello scorso anno, che hanno portato un cambio alla guida della città, non sono mancate le polemiche su scelte fatte in termini di tutela del territorio.
Lo spostamento previsto di un centro commerciale che verrà chiuso e riaperto ancora più grande, con palazzi per uffici, su un’area agricola, a poca distanza da un altro centro commerciale esistente ha suscitato molta discussione.
Le associazioni, che più delle amministrazioni hanno compreso la gravità della situazione, speravano che le priorità e le scelte dell’amministrazione fossero altre.

Mancano all’appello tanti comuni del vimercatese, tra cui Bernareggio, da tempo protagonista in negativo. A dicembre è scoppiata la polemica a seguito dell’adozione di un PGT  (Piano di Governo del Territorio) che, nonostante il notevole sviluppo urbanistico degli anni passati, prevede ulteriore consumo di suolo. Rimangono inascoltati gli appelli per tutelare il territorio e per non essere più l’unico comune che non aderisce a nessun Parco locale.

Anche dalla fascia ovest della Provincia, fortemente cementificata, in cui il degrado ambientale, misurato attraverso il progetto ACI (Antropentropia Comuni Italiani), fa segnare i risultati più elevati e preoccupanti, sono arrivati pochi riscontri.
Vedano al Lambro (cementificata al 90% secondo il già citato rapporto di Legambiente), Lissone, Bovisio-Masciago, Muggiò, Verano Brianza e Villasanta fanno registrare valori molto alti di alterazione dell’ambiente a causa dell’edificazione.
Considerando che il valore massimo della misura dell’alterazione è 1, in tutti questi comuni siamo oltre lo 0,9.

Nonostante questo non si agisce e ancor peggio, non si vuole affrontare il tema neanche tramite la compilazione del censimento.
Chi ha risposto cosa dice

Apriamo i questionari e diamo una prima ed indicativa lettura dei dati che saranno ovviamente oggetto di analisi più dettagliate.

Cominciamo da Mezzago, comune che da subito si è dimostrato sensibile al problema con il tentativo di riunire più amministrazioni in una sorta di carta d’intenti per la tutela del paesaggio. A Mezzago questa è la situazione : su 1576 unità immobiliari di qualsivoglia destinazione risultano vuote o non utilizzate 121. Nello specifico per le unità abitative risultano non occupate 93 su 1482. Si apprende inoltre che sono 52 gli ettari di verde in previsione rispetto ai 45 già presenti.

Vimercate, uno dei comuni più grandi della provincia, comunica invece questa situazione: su 29701 unità immobiliari di diversa destinazione sono 677 quelle vuote. Per le unità abitative invece le non occupate sono più di 2000 sulle 13000 totali circa.

Restando nel vimercatese, questa è la situazione ad Agrate Brianza: non è disponibile il dato delle non occupate, ma si apprende che sono ancora da costruire 317063 mq di superficie lorda già prevista dal PGT (Piano di Governo del Territorio) di cui 33078 mq a destinazione abitativa. In aumento le aree a verde già previste: 52,42 ettari rispetto a 31,77 già disponibili. Si rileva anche che 1,58 ettari di superficie sono utilizzati per fotovoltaico “a terra”.
Dai Comuni alla Provincia: è fondamentale capire il territorio prima di decidere

Queste situazioni locali si incrociano con quanto sta succedendo ad un livello di pianificazione più alto, quello provinciale. Questo incrocio evidenzia ancor di più la notevole distanza tra associazioni e politica.

Nelle osservazioni al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P) sono tante infatti le richieste di nuova edificazione presentate da privati e dalle stesse amministrazioni comunali, in direzione totalmente contraria a quelle presentate dalle associazioni che chiedono disperatamente di scegliere la tutela del territorio.

Per quest’ultime sembra veramente un’impresa disperata quella di far superare gli interessi e le diverse priorità che la politica, provinciale e non solo, continua ad avere e che continuano a prevalere.
Proprio i Comuni, l’ente che dovrebbe essere più vicino alle richieste della cittadinanza e attento nella gestione di un bene pubblico così prezioso, chiedono di edificare ancora nonostante la crisi del mercato immobiliare, la disponibilità di case sfitte e la possibilità di recuperare aree dismesse.

Le entrate provenienti dagli oneri di urbanizzazione ingolosiscono ancora troppo le casse delle amministrazioni locali che continuano così a scegliere il cemento peggiorando ulteriormente la situazione.

Manca ancora la consapevolezza, o peggio, la volontà di trovare quella convergenza di intenti tra la difesa dell’interesse pubblico e la corretta scelta politica che rappresenta l’unica possibilità di salvezza per il nostro territorio.

Leggi anche:
- Censimento sul cemento a Seregno: smentiamo l'assessore Mazza
- Perchè il comune di seregno non ha risposto al censimento sul cemento?

martedì 8 gennaio 2013

Bernareggio: Un PGT di gru e cemento


In campagna elettorale è stato gioco facile alzare la voce contro le gru, ergersi a difesa del territorio. Avuto il consenso e la guida del paese, la musica è cambiata.

C’era la possibilità di rimettere in discussione le scelte del PRG, chi aveva tanto gridato ai cementificatori, avrebbe potuto cancellare con merito le aree edificabili non ancora autorizzate, dimostrando di voler “salvare la terra dei nostri padri”.

E’ STATO FATTO? No! Come nelle migliori tradizioni, agli interessi del cemento si dice di sì e si china la testa, tutto come sempre e anche di più!

L’adozione del PGT ha addirittura legittimato il progetto speculativo dei f.lli Passoni che non era riuscito a passare negli anni 90. Chi la dura, la vince o qualche cittadino ha una posizione così dominante da poter determinare le scelte di qualunque amministrazione, tanto da decidere la localizzazione delle proprie attività sulla base delle proprie convenienze e a dispetto di ogni vincolo ambientale.

L’allarme sulla criticità ambientale è, finalmente, emersa a tutti i livelli. Appelli per il suolo e orientare lo sviluppo sul recupero dell’esistente e delle aree dismesse vengono dallo Stato, dalla Regione e dalla Provincia, ma la decisione finale è lasciata alle amministrazioni comunali che dovrebbero confrontarsi con la loro comunità.

Questa logica si dimostra molto debole quando chi è alla guida del Comune non ha acquisito consapevolezza del valore “collettivo” delle aree non edificate (agricole e boschive) da cui deriva il livello di qualità e benessere della comunità, aree che richiederebbero attenzione e impegno, per la funzione generale che devono avere e che giustifica il sacrificio “economico” dei proprietari a cui è imposta una limitazione di disponibilità.
Nonostante l’appello dei cittadini è prevalsa, con tutta evidenza, la solita logica degli interessi di parte sempre ben sostenuti e rappresentati dai cittadini “che contano” a cui non si può osare dire di no quando si agisce con la visione del consenso e del sostegno elettorale.

Manca alla guida di questo Paese una sensibilità che abbia reale coscienza dei limiti di un modello di sviluppo che preda la terra e il coraggio di una sfida controcorrente capace di difendere ed investire nella conservazione del suolo libero rimasto, da cui dipende il benessere di tutti.
Ed è così che a Bernareggio con votazione della maggioranza di destra (PdL - Lega) si continuerà a costruire fino a quando il territorio sarà irrimediabilmente compromesso.

Una visione miope, una vergogna, decisa con l'adozione del Piano di Governo del Territorio, avvenuta nel Consiglio comunale di venerdì 21 dicembre 2012.
Per interesse privato, è stata concessa nuova urbanizzazione, con spaventosa indifferenza verso gli accorati appelli sottoscritti da cittadini, dalle associazioni e dai Partiti di minoranza, che chiedono agli amministratori locali di fermarsi dal compiere altri scempi verso il territorio e l'ambiente.

La Provincia sta valutando le osservazioni pervenute al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Oltre a quelle che chiedono ancora cemento, ci sono quelle delle associazioni che chiedono la tutela del poco territorio rimasto verde/agricolo/boschivo. Tra queste vi sono osservazioni che chiedono di salvare anche le aree libere ed i corridoi ecologici del territorio di Bernareggio.

Si spera che la Regione Lombardia, dopo le prossime elezioni, torni ad essere amministrata come merita, e soprattutto che intervenga contro il consumo del suolo.
Diversamente se ne renderà conto la cittadinanza: nei prossimi anni infatti pagherà caramente in termini di vivibilità ridotta, di inadeguatezza e carenza di servizi, di aumento del traffico e dell'inquinamento.
A Bernareggio, come nel resto della Provincia di Monza e Brianza, si continuerà ad informare i cittadini e saranno preparate le osservazioni al PGT al fine di non far approvare le norme che porterebbero alla distruzione di nuovo territorio.

L’Amministrazione, se vuole, può ancora fare un passo indietro. Non sarebbe segno di debolezza ma di coraggio e saggezza. Ci appelliamo alle forze giovani della maggioranza che, per prime, dovrebbero volgere il loro sguardo al futuro e scegliere con lungimiranza.

Comunicato condiviso da alcune associazioni impegnate nella salvaguardia del territorio di Bernareggio
La Parola al Cittadino, referente: Maggioni Candida maggionic@virgilio.it
Un Parco per Bernareggio, referenti: Albino Casati binoche84@gmail.com - Luca D’Achille dak77@libero.it - Luigi Villa villui@tiscali.it

lunedì 16 aprile 2012

Bernareggio tra Pedemontana e "bananina": chi semina asfalto raccoglie traffico, inquinamento e malattie


Comunicato stampa di Ecologisti e Civici, Partito della Rifondazione Comunista e Società civile

Da una parte la nuova, eventuale, autostrada Pedemontana e la "storica" Tangenziale Est, dall'altra la "bananina" che sarà realizzata ad est di Bernareggio (opera connessa alla Pedemontana che passerà a Sud di Villanova ed avrà una gigantesca area di sosta e manutenzione automezzi tra Bernareggio e Ruginello), i bernareggesi saranno le vittime predestinate (insieme alla scomparsa di aree verdi/agricole/boschive) di queste opere inutili, dannose e costose.

I più penalizzati saranno i bambini della scuola materna, i ragazzi della scuola primaria e secondaria e tutte quelle persone residenti nelle fasce a ridosso di queste strade inquinanti.

La "bananina" non sarà né in galleria, né in trincea, ma a raso e questo determinerà un fortissimo inquinamento sia acustico che atmosferico che si riverserà sulle aree scolastiche non più protette e quindi intossicate!

Gli Amministratori locali non informano, mentre i comuni vicini attendono la realizzazione della "bananina" per scaricare il traffico pesante su questa e poi sulla Pedemontana, Brebemi, Tem, A1 e A4. Infatti i paesi a Nord/Est di Bernareggio puntano ad espandere ulteriormente i loro poli industriali quando entrerà in servizio la "bananina", facendo aumentare in modo esponenziale il transito dei mezzi pesanti e non solo.

Possibile che i nostri Amministratori affrontino questo problema, con tale incoscienza, senza avvertire la gravità del disastro umano ed ambientale che ne conseguirà??

I più colpiti saranno i bambini. I veleni, scaricati durante la costruzione e successivamente dal transito di decine di migliaia di veicoli,
saranno i compagni di viaggio di tutta l'infanzia dei bambini bernareggesi.

L'Amministrazione di Bernareggio dovrebbe informare la popolazione, dovrebbe difendere i più inermi e trovare, da subito, gli accorgimenti per impedire che sulla via principale del paese transitino mezzi pesanti con carichi pericolosi e dovrebbe individuare soluzioni disincentivanti alle elevate velocità raggiunte da altri veicoli in transito. Dovrebbe altresì impegnarsi  per lo sviluppo del trasporto pubblico con collegamenti efficienti con l'ospedale e con le stazioni ferroviarie e metropolitane.

Diversamente ci dimostri quale dovrebbe essere il vero interesse per la comunità bernareggese su un tema così importante dalle conseguenze così devastanti.

giovedì 19 gennaio 2012

Un "polmone verde" per il Vimercatese


Vimercatese, sos per l'ambiente
Un superparco contro il cemento


articolo di Anna Prada, tratto da "Il Cittadino" del 18 gennaio 2012

Punti di contatto e permeabilità tra i parchi dei Colli Briantei, del Molgora della Cavallera, passando per Arcore, Usmate e Vimercate. E ancora, un grande parco agricolo, che stringa vincoli di tutela sulla vasta area verde che sorge tra il PLIS del Molgora (parco locale di interesse sovracomunale) e quello del Rio Vallone e che potrebbe fungere da trait d'union ecologico tra i due polmoni verdi, accorpando porzioni di territorio in una decina di Comuni del Vimercatese, e arrivando fino a toccare le aree libere del Trezzese.



Sono forse le impalcature più ardite tra le molteplici disegnate dalle associazioni ambientaliste nel nutrito elenco di osservazioni presentate al piano urbanistico brianzolo (PTCP), per potenziare la tutela sulle aree agricole, mettere al riparo gli spazi verdi da cemento e strade, arrivare a una strategia d'insieme che ponga vincoli sempre più solidi, anche di natura paesaggistica. L'osservatorio del PTCP prova a correre in difesa dell'area verde distesa tra i confini dei parchi dei Colli Briantei e della Cavallera, unica in grado di congiungerli e in procinto di essere attraversata dall'autostrada Pedemontana; questo corridoio era considerato “da vincolare” anche nel più volte richiamato progetto della Dorsale verde nord, nelle tavole del 2007 commissionate dall'allora giunta provinciale Penati. Agire invece sulla connessione tra i parchi del Molgora e del Rio Vallone significa addentrarsi all'interno dei confini di Bernareggio, Aicurzio, Sulbiate, Mezzago, Vimercate, Burago, Agrate e Ornago.

Qui si trova una vasta area agricola, cuore del 'paesaggio agricolo delle visuali' individuato dall'architetto Andreas Kipar all'interno del progetto “2009 Molta + Brianza” commissionato in quell'anno dalla Provincia di Milano, dove sono in corso produzioni innovative di filiera corta, come il progetto Pane del Molgora e Gusto di Brianza est, e dove agisce una rete di gruppi di acquisto solidale. La salvaguardia di questo comparto, unito a quello già inserito nei confini dei parchi, permetterebbe la creazione di un vero e proprio parco agricolo di fascia nel nord milanese. Altro punto di connessione e di potenziamento di parchi esistenti è individuato tra Agrate e Concorezzo, tra i parchi della Cavallera e del Molgora.

L'area che le associazioni ecologiste vorrebbero tutelata è tagliata dalla tangenziale est e quindi servirebbe trovare una soluzione di continuità, magari tramite sottopasso. All'interno di questo settore c'è la cascina Vergana, edificio storico in buono stato, dotato di un pozzo nel cortile esterno; l'idea è di recuperarla. Richiesta di tutela come area agricola strategica anche per il territorio situato al confine est della provincia monzese, come corridoio ecologico aperto sul parco del Rio Vallone. In questo caso i Comuni interessati sono quelli di Bellusco, Busnago, Ornago e Roncello. Tra Mezzago e Cornate si colloca l'ambito strategico per connettere i parchi del Rio Vallone e il parco regionale Adda nord.

Oltre alla naturale vocazione agricola, questo territorio si presta allo sviluppo di un turismo ecocompatibile e il corridoio ecologico potrebbe fungere da collegamento alla rete di sentieri ciclopedonali dei due parchi. Lavorare su questa porzione di verde significa dirigersi verso quel parco agricolo nord Milano che potrebbe connettere anche le aree libere del Trezzese. Nei confini di Villasanta si estende la fascia che serve per unire il parco Valle Lambro con il PLIS della Cavallera. È l'ultimo corridoio ecologico tra i due parchi e l'osservatorio chiede la sua tutela esplicita.

mercoledì 4 gennaio 2012

Bernareggio: il cemento al governo del territorio


Riceviamo da "Ecologisti e reti civiche di Bernareggio", "Società civile" e "PRC di Carnate – Bernareggio – Aicurzio – Ronco" il seguente comunicato stampa:

Ancora cemento e asfalto: non se ne può più !!
Il piano di governo del territorio della giunta PDL e Lega Nord, in barba a tutte le promesse elettorali, prevede:
- nuovo cemento per attività produttive
- abitazioni su aree verdi e agricole
- la realizzazione di un bitumificio altamente inquinante in un''area verde già ambientalmente compromessa dalla realizzazione della Pedemontana

Le aree agricole del nostro territorio, le ultime rimaste per ricordarci il ruolo che l’agricoltura ha avuto, e dovrebbe ancora avere, per tutti noi, subiranno un’ulteriore riduzione. Queste aree agricole dovrebbero essere tutelate in un PARCO, ma gli Amministratori di maggioranza continuano testardamente ad opporsi a questa doverosa scelta relegando Bernareggio ad essere l'unico paese, dal Lambro all'Adda, a non avere attuato questa soluzione.
Si tratta peraltro di aree che la Provincia di Monza e Brianza considera strategiche e da conservare.

Il nostro territorio ha già molti problemi, uno su tutti, lo scarso assorbimento delle acque meteoriche: con la nuova cementificazione, la situazione peggiorerà ulteriormente.
Importanti corridoi ecologici verranno interrotti e aree di sfogo, anche vicine al centro storico (vedi quella di via Gramsci) saranno irrimediabilmente compromesse

Il bitumificio a Villanova, (un impianto altamente inquinante !!) in un'area agricola, una scelta deleteria, che va ad aggiungersi al danno della realizzazione della Pedemontana. Un colpo di grazia al territorio e ai cittadini bernareggesi!

Non c’è tutela per il Paleoalveo unica risorsa del nostro territorio, un vero e proprio “fiume verde” ed ecologico ad ovest del paese. Area agricola ed elemento di connessione tra i confinanti parchi locali di interesse sovracomunale del Molgora e del Rio Vallone. Questa parte di territorio va protetta, invece la giunta Biella Emilio - Tornaghi Stefano non lo vuole fare!!

Non c’è tutela per l''area ad ovest della eventuale tangenzialina.
La colata di cemento e asfalto consentirà a decine di migliaia di veicoli di transitare giorno e notte, scaricando quintali di materiale inquinante che andrà a depositarsi nelle aree limitrofe. Per poter almeno limitare questo inquinamento, non si vuole neppure realizzare l’opera in un tunnel sotterraneo o in trincea con barriere protettive, in modo da salvaguardare i bimbi della Scuola Materna RODARI e gli abitanti a ridosso della stessa tangenzialina.

Questo ulteriore accanimento verso il consumo del suolo è inaccettabile!

Il patrimonio naturale e i terreni agricoli, negli ultimi anni sono già stati pesantemente ridotti, il tutto per costruire nuovi edifici, nonostante la presenza in paese, di un gran numero di appartamenti sfitti.

giovedì 24 novembre 2011

Un parco anche per Bernareggio!


IL PGT: CARO VICESINDACO I CITTADINI LO CHIEDONO: 
Un parco anche per Bernareggio!

Comunicato stampa del Comitato UN PARCO PER BERNAREGGIO

"Bernareggio=Zeru-parchi". Questa la triste realtà del nostro paese, unico centro della Brianza orientale dal Lambro fino all'Adda, a non aderire a nemmeno un parco sovracomunale o regionale!
E non perchè a Bernareggio manchino aree bellissime, preziose quanto fragili, tutt'altro.
L'occasione c'è, ora, ed è unica e non si ripeterà che tra 5 anni, si chiama PGT e non va assolutamente persa.

Negli ultimi due anni, grazie all'azione delle Associazioni, dei cittadini e del comitato "Un parco per Bernareggio" l'idea di aderire al Parco del Rio Vallone ha preso sempre più piede ed è facilissimo dimostrare che la stragrande maggioranza dei bernareggesi sta dalla parte della salvaguardia dell'ambiente e del territorio, esattamente gli scopi istitutivi di un Parco.

Ricordiamo in particolare la serata del 12 aprile 2011, organizzata dal comitato Un parco per Bernareggio ed dell’Associazione per i Parchi del Vimercatese, con gli interventi accorati del Presidente del Parco Rio Vallone perchè finalmente anche Bernareggio aderisca al parco, alla presenza dei politici locali e dell'Assessore Tornaghi.

Il comitato Un parco per Bernareggio da parte sua ha dimostrato in questi anni di voler realmente puntare alla salvaguardia del territorio collaborando con l’amministrazione comunale in diversi interventi : Piantumazioni, manutenzioni volontarie, aiuto in iniziative ambientali, ecc. quindi la disponibilità c'è stata e ci sarà ancora, adesso si tratta di trasformare le premesse in atti concreti.

Il parco del Rio Vlalone non è un parco qualsiasi ma è unanimemente riconosciuto come uno degli enti meglio gestiti in Lombardia, basti pensare al fatto che il bilancio del parco viene moltiplicato diverse volte grazie alla capacità dell'ente di attrarre finanziamenti e progetti promossi da Regione, Provincia e fondazioni .
Se è vero come è vero che in Italia ci sono 'carrozzoni' pubblici questo non è certamente il caso del PLIS del Rio Vallone.

Il Parco del rio Vallone è efficiente. L'ente ha la struttura, le conoscenze tecniche e la capacità di offrire servizi alla popolazione che nessuna amministrazione comunale è in grado di fornire da sola ed è per questo che tanti comuni della nostra zona hanno aderito al consorzio.

I servizi fornito alla comunità sono tantissimi: Ci riferiamo ad esempio all'educazione ambientale nelle scuole, ai progetti di riqualificazione ambientale, al sostegno all'agricoltura locale, alla manutenzione dei percorsi di campagna, al servizio di vigilanza ambientale di recente promosso con l'isituzione del corpo di Guardie Ecologiche Volontarie, alla miriade di eventi per grandi e piccini che permettono ai cittadini di 'vivere' il territorio in modo intelligente.

Davvero si pensa che il comune di Bernareggio sia in grado di fornire un servizio di questo tipo ai cittadini facendo tutto da solo? Oggettivamente non è realistico.
La capacità di erogare servizi offerta del parco non è qualcosa 'ancora da dimostrare' è oggettiva e documentata in oltre 10 anni di attività.

Se l'Amministrazione non vorrà cogliere questa occasione non dovrà spiegarlo alle associazioni o al nostro comitato ma dovrà spiegarlo ai cittadini.
Basta un pò di buona volontà, manca solo un ultimo passo, facciamolo.

mercoledì 29 giugno 2011

Volontariato nel Paleoalveo di Bernareggio

La scorsa settimana i volontari di UnParcoPerBernareggio hanno effettuato lo sfalcio sull’area del Paleoalveo oggetto della piantumazione nello scorso mese di marzo dei 25 alberi premio della Pieve in Bici 2010.

Con questo intervento sono state liberate dagli infestanti le piante messe a dimora ed effettuata una selezione delle altre essenze presenti sull’area dando spazio a quelle autoctone e di maggior pregio.

L’impegno del gruppo continuerà anche nei prossimi mesi per non vanificare lo sforzo fatto nel promuovere la tutela del territorio e del patrimonio arboreo con questa concreta iniziativa.

Prima
Dopo