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sabato 8 novembre 2025

Esondazione del Tarò a Meda: analisi, responsabilità e proposte per il futuro

Il reticolo idrico minore che confluisce nel Tarò a Meda

L’ESONDAZIONE DEL TARÒ A MEDA, LA FRAGILITÀ DEL RETICOLO IDRICO E GLI INTERVENTI DA VALUTARE CON ATTENZIONE
di Sinistra e Ambiente - Impulsi, Meda

Prima di intervenire sull’esondazione del Tarò del 22 settembre 2025, abbiamo atteso che passasse il periodo più critico dell’immediata emergenza per poter valutare e scrivere sull’accadimento con la possibilità di approfondimenti documentali e senza la frenesia di annunci o prese di posizione dettate dal mero protagonismo o dalla pura polemica.

La violenza del fenomeno meteorologico che ha causato l’esondazione, colpendo duramente la nostra città e altre del bacino del Tarò/Certesa e del Seveso, è stata presa a pretesto da istituzioni ed enti coinvolti nella gestione, prevenzione e cura del territorio per autoassolversi.
Si è detto e ripetuto che troppa è stata l’acqua precipitata (200 mm di pioggia tra le ore 3 e le ore 11) perché si potesse fare qualcosa per contrastarla; che il piano di emergenza comunale è risultato inadeguato rispetto alla portata di un evento simile, altamente non prevedibile; che il processo di urbanizzazione risale a molti anni fa, e così via.

Ma si trascura che, al mattino, dopo che per buona parte della notte si erano riversate copiose piogge, è mancato l’allarme che avrebbe quantomeno impedito l’accesso veicolare alle aree investite dalla piena e permesso di limitare i danni in quelle adiacenti.
Si ammette poi, a denti stretti, che in questi ultimi anni cresce la frequenza di eventi atmosferici violenti e si restringe lo spazio temporale tra di essi, mentre i cambiamenti climatici sono ormai un’innegabile evidenza.

Quanto accaduto ha interessato un’ampia zona oggi considerata a rischio idrogeologico, dove negli anni si è autorizzato a cementificare ovunque, saturando gli spazi liberi e dove persino l’alveo del Tarò, nel Comune di Cabiate, è stato ricoperto con un selciatone in pietre e cemento, rendendolo un canale a scorrimento veloce e compromettendo il delicato equilibrio tra urbano e naturale.
Si è così messa a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente, danneggiando anche le attività economiche e sociali.

IL CONSUMO DI SUOLO HA SATURATO LE AREE DI NATURALE ESONDAZIONE E IMPERMEABILIZZATO LE SUPERFICI

L’antropizzazione non accenna ad arrestarsi, pur a fronte del calo demografico e delle diverse leggi regionali che formalmente limitano il consumo di suolo ma che poi derogano, non conteggiando le trasformazioni legate a espansioni infrastrutturali (come nel caso dell’autostrada Pedemontana), o permettono nuovi insediamenti, ampliamenti produttivi e completamenti edilizi, offrendo comunque l’opportunità di prorogare piani attuativi mai partiti o rimasti fermi per anni.

Il rapporto annuale sul consumo di suolo 2024, reso noto da ISPRA il 24 ottobre 2025, conferma la provincia di Monza e Brianza al primo posto in Italia con quasi il 41% di suolo consumato e ulteriori 47 ettari di superficie trasformata irreversibilmente negli ultimi dodici mesi.
Dal 2006 – anno preso a riferimento dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente – tutti i Comuni, compresi quelli piccoli e a bassa densità abitativa, hanno continuato a consumare suolo.

Non sorprende quindi che anche nel nostro territorio non vi sia stata alcuna assunzione di responsabilità, nemmeno quando negli anni passati si è consentita l’edificazione di nuove costruzioni con piani interrati lungo l’asta del Tarò o nelle immediate vicinanze.
Lo stesso si è fatto nel 2016 con la realizzazione del parcheggio sotterraneo di piazza della Repubblica e, ancor prima, con le costruzioni residenziali in sponda al torrente Ry, in via Agrati.
Solo da qualche anno questo non è più possibile, da quando il Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni 2022 ha individuato gli ambiti con pericolosità idraulica R4 del torrente Tarò/Certesa.


LA VARIANTE AL PGT

La variante al PGT rappresenta ora un’occasione da non sprecare.
Se approvate, le osservazioni presentate da Sinistra e Ambiente - Impulsi, insieme al PD e alla lista MedaAperta (si veda il post pubblicato il 13 ottobre), costituirebbero un segnale concreto di inversione di tendenza per la salvaguardia del territorio.

Non sarebbero certo esaustive, ma riteniamo che debbano essere tenute in considerazione nel dibattito apertosi all’indomani dell’esondazione, per capire dove intervenire e come agire per riparare i danni e mettere in sicurezza il territorio.

Alla discussione non intendiamo sottrarci, pur sapendo che mancano le risorse economiche dalla Regione, mentre il Governo nazionale ha approvato in questi giorni lo stato di emergenza per i Comuni delle province di Monza e Brianza e di Como colpiti dall’esondazione, stanziando 10 milioni di euro, somma riservata però alla copertura delle sole spese sostenute dai Comuni per la gestione dell’emergenza.
Una cifra probabilmente insufficiente, mentre ben maggiori risultano i danni materiali causati dall’esondazione del Tarò nel solo Comune di Meda, che attendono ancora una qualche forma di risarcimento.

ALCUNI PRIMI INTERVENTI NECESSARI

Sono certamente necessari interventi immediati che, anche se non risolutivi, possano mitigare la potenza devastante dei fenomeni di piena.
Serve intervenire al più presto per ripulire gli alvei del Tarò (di competenza AIPO) e del reticolo minore o secondario (di competenza comunale), e per ripristinare gli argini danneggiati ed erosi.
Occorre rivedere la struttura dei ponti di via Val Seriana, via Luigi Rho e via Cadorna, incrementandone dove necessario la luce, per consentire in caso di piena una maggiore fluidità alla corrente del Tarò ed evitare, come avviene ora, il fenomeno del rigurgito laterale.

È inoltre opportuno predisporre e installare una rete di misurazione, monitoraggio e allerta che comunichi in tempo reale i livelli raggiunti dal torrente, e programmare azioni periodiche comunali di manutenzione e pulizia sulle vallette che scendono dalla collina della Brughiera.

GLI INTERVENTI PREVISTI NEL PROGRAMMA D’AZIONE DEL CONTRATTO DI FIUME SEVESO

La ricetta comunemente caldeggiata e sostenuta da Regione Lombardia è quella delle vasche di laminazione.
Alcune di esse sono inserite nel Programma d’Azione del Contratto di Fiume Seveso.
Due sono già previste e finanziate per un totale di 12,644 milioni di euro, che si aggiungerebbero alla vasca di 80.000 m³ esistente a Carugo, in zona Cascina S. Ambrogio, sulla valle del Brenna.

La vasca di Carugo, durante la piena del 22 settembre 2025

Una prima nuova vasca di 200.000 m³ è localizzata nel Comune di Alzate Brianza, sulla Roggia Vecchia, affluente di sinistra del Tarò.



Il progetto la colloca in prossimità della stazione di Brenna-Alzate, in un’area golenale agricola già soggetta ad allagamenti, ai margini del Parco Regionale delle Groane e della Brughiera.


La seconda vasca è prevista a Mariano Comense, in località Cascina Bice - Vallone del Certesa/Tarò (dietro Cascina Mordina), e consiste in due invasi in linea con capacità rispettive di 50.000 e 25.000 m³, in un’area finora non soggetta ad allagamenti, anch’essa interna al Parco Regionale.
Si tratta di luoghi di pregio naturalistico, che rischierebbero di essere completamente snaturati da soluzioni esclusivamente ingegneristiche come bacini di raccolta in cemento con impermeabilizzazione del suolo.
I volumi previsti, inoltre, risulterebbero insufficienti a contenere piene della portata di quella del 22 settembre 2025.

Meglio dunque pensare a soluzioni diversificate, meno impattanti e più sostenibili, in grado di ridurre il rischio idraulico e adattarsi ai cambiamenti climatici, mantenendo e proteggendo la biodiversità e gli ecosistemi.

L'intervento di BrianzAcque a Meda in via Giovanni XXIII

A Meda è in corso un progetto finanziato da BrianzAcque per ridurre in modo sostenibile le portate immesse in rete in caso di pioggia, con la realizzazione di una nuova fognatura bianca che si collega ai tratti esistenti nell’area della piazza del Mercato e, percorrendo via Giovanni XXIII, raggiunge l’area verde oltre via degli Angeli Custodi, dove le acque verranno trattate e infiltrate in un bacino drenante.

Nel Programma d’Azione del Contratto di Fiume Seveso, l’amministrazione di Meda ha inoltre incluso uno studio preliminare per individuare possibili aree di laminazione o di esondazione naturale del reticolo idrografico minore, con l’ipotesi di creare opere di 5.000/10.000 m³ a un costo stimato di 300.000 euro. L’intervento non è ancora finanziato.

L'area di laminazione prevista a Cabiate in località "La Busa"

Per il bacino del Certesa/Tarò, nel Comune di Cabiate è previsto un intervento con briglie e rimodellamento morfologico per la realizzazione di un’area di laminazione di 5.000/10.000 m³ in località “La Busa”, con un finanziamento già disponibile di 100.000 euro.
Una cifra esigua se rapportata all’estensione delle aree coinvolte e ai volumi di piena.

Tra le soluzioni va certamente considerata anche la de-impermeabilizzazione di piazze e parcheggi. Tuttavia, i pochi interventi pianificati ad Arosio, Carugo e Mariano Comense risultano ancora privi di copertura economica.

PENSARE E VALUTARE CON ATTENZIONE GLI INTERVENTI POSSIBILI

Le vasche di laminazione attualmente previste altererebbero lo stato dei luoghi, sottraendo spazi liberi in aree pregiate che sono state conservate e tutelate grazie all’impegno di chi ha a cuore l’ambiente.
Meglio allora cercare e verificare altri siti da destinare a tale impiego.
Nel territorio di Meda e dei Comuni limitrofi esistono numerose aree dismesse e comparti con piani attuativi mai decollati, che potrebbero essere presi in considerazione – previo studio di fattibilità – per localizzarvi impianti di contenimento e laminazione delle acque di piena.

È indispensabile una progettazione coordinata tra tutti i Comuni dell’asta del Certesa/Tarò, coinvolgendo competenze ambientali, geologiche, idriche, ingegneristiche e fluviali.
Serve inoltre prendere in considerazione sia interventi di de-impermeabilizzazione diffusa, sia l’utilizzo di aree dismesse che non possono più essere oggetto di soli piani privati di riqualificazione residenziale o commerciale, ma devono contemplare anche funzioni pubbliche come bacini di laminazione e aree di contenimento.

lunedì 20 gennaio 2025

Valle del Seveso: dalla concertazione al progetto di un parco regionale integrato


Le informazioni che seguono sono tratte dal blog Sinistra e Ambiente, che ha documentato in dettaglio quanto discusso nella prima riunione del Tavolo di concertazione per la creazione di un parco lungo l’asta fluviale del Seveso.


Giovedì 16 gennaio 2025 si è tenuto il primo incontro per avviare un percorso partecipativo che definirà progetti, priorità e azioni necessarie per dare attuazione alla delibera Odg 692, approvata il 25 luglio 2024 dal Consiglio di Regione Lombardia.

Presieduta dall’assessore regionale Gianluca Comazzi, la riunione ha visto la partecipazione di istituzioni locali, tecnici, rappresentanti di enti pubblici e associazioni. Tra i presenti figuravano il presidente della Provincia di Monza e Brianza, il vicesindaco della Città Metropolitana di Milano, dirigenti del settore Parchi, la responsabile del Contratto di Fiume Seveso, rappresentanti delle aziende pubbliche CAP e BrianzAcque, e numerose associazioni tra cui Legambiente, Innova21 e Amici Parco Nord. Quest’ultima ha comunicato la nascita del Laboratorio Parco Valle del Seveso, sottolineando l’impegno del mondo ambientalista per sostenere il progetto con un approccio partecipativo.

Durante l’incontro, Arturo Lanzani, presidente del Parco Grubria e docente al Politecnico di Milano, ha illustrato lo stato delle aree lungo il fiume Seveso, evidenziando le criticità della zona più urbanizzata, da Seveso a Milano. Lanzani ha sottolineato l’urgenza di interventi per tutelare il suolo, migliorandone la permeabilità per prevenire allagamenti ed esondazioni.

Dalla discussione è emersa una visione condivisa: il futuro Parco Regionale dovrà essere uno strumento di gestione integrata del territorio. Tuttavia, si è superata la concezione originaria di un semplice Parco Fluviale del Seveso, riconoscendo la necessità di includere una dimensione territoriale più ampia. La proposta del Parco della Valle del Seveso riflette questa visione integrata, che unisce la tutela dell’acqua e del suolo con l’adattamento ai cambiamenti climatici.

A conclusione della riunione, l’assessore Comazzi ha richiesto ai dirigenti regionali di raccogliere e sistematizzare tutti i dati relativi ai progetti e ai finanziamenti già in corso, con il contributo di enti locali, aziende pubbliche e associazioni. Questi dati costituiranno la base per coinvolgere direttamente i Comuni interessati, garantendo un percorso decisionale condiviso.

Questa prima riunione rappresenta un passo significativo verso la creazione del Parco della Valle del Seveso. Attraverso il coordinamento tra istituzioni, enti e cittadini, il progetto punta a trasformare una realtà complessa e fragile in un modello virtuoso di gestione sostenibile del territorio.

venerdì 10 gennaio 2025

Verso il Parco Fluviale e Territoriale del Seveso: al via il corso di In-Formazione su acque, territorio e governance


Un’opportunità per approfondire il tema della gestione delle risorse idriche e il futuro del territorio del Seveso: il corso di in-formazione “Acque, Territorio e Governance”, promosso dall’Associazione Amici Parco Nord e dal Laboratorio Parco Fluviale e Territoriale del Seveso, prenderà il via il prossimo 18 gennaio 2025. L’iniziativa si articola in due incontri aperti al pubblico e completamente gratuiti, con l’obiettivo di sensibilizzare e coinvolgere la cittadinanza nella costruzione del Parco Fluviale e Territoriale del Seveso.

Calendario degli incontri

  • Sabato 18 gennaio 2025, dalle 9:30 alle 12:30, presso la sede dell’Associazione Amici Parco Nord, Viale Suzzani 273, Milano.
  • Sabato 1 febbraio 2025, dalle 9:30 alle 12:30, al Centro Visite del Bosco delle Querce, via Ada Negri, Seveso.

Il corso rappresenta un’occasione unica per:

  • Approfondire il concetto e l’applicazione del Contratto di Fiume, un innovativo strumento di pianificazione e gestione delle risorse idriche.
  • Esplorare le caratteristiche geologiche e geografiche della valle del Seveso.
  • Contribuire alla costruzione di un territorio resiliente ai cambiamenti climatici.
  • Analizzare il delicato equilibrio tra elementi naturali e artificiali, considerando il ruolo delle città, delle campagne e dei parchi.

Programma del corso

Modulo 1: Le acque e il Contratto di Fiume

Questo primo incontro si concentrerà sulla gestione idrica e sul Contratto di Fiume, trattando temi come la qualità delle acque, il rischio idraulico e la sostenibilità nella gestione delle piene.
Tra i relatori:

  • Mila Campanini (Responsabile Contratto di Fiume), che illustrerà la storia e il riconoscimento legislativo del Contratto di Fiume.
  • Dario Kian (funzionario Ersaf), che presenterà le azioni in corso nel sottobacino del Seveso.
  • Yuri Santagostino (Presidente CAP Holding), con un focus sulla resilienza territoriale attraverso una gestione sostenibile delle acque piovane.
  • Pierluigi Angiuoni (Associazione Amici Parco Nord), che discuterà il ruolo dei comuni nell’invarianza idraulica.

Modulo 2: Il Territorio

Il secondo incontro approfondirà temi legati all’uso del suolo, agli effetti del cambiamento climatico e alla pianificazione dei parchi, con particolare attenzione al Parco Fluviale e Territoriale del Seveso.
Tra i relatori:

  • Alessia Borroni (Sindaca di Seveso), che racconterà l’esperienza del Parco delle Querce, simbolo di riscatto territoriale.
  • Arturo Lanzani (Politecnico di Milano), che esplorerà i limiti della pianificazione locale e la necessità di una gestione integrata delle acque.
  • Marzio Marzorati (Presidente Parco Nord), con un intervento sul ruolo dei parchi nella tutela ambientale e della salute.
  • Luca Grimaldi (dirigente Ersaf), che discuterà l’importanza di Ersaf nella realizzazione del Parco Fluviale.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il Circolo Lega Ambiente Laura Conti, Seveso Futura e Sinistra e Ambiente di Meda, nell’ambito del progetto “Insieme per il Bosco” promosso dall’Associazione Fare di Meda.

La partecipazione al corso è gratuita e aperta a tutti gli interessati. Per informazioni, è possibile contattare gli organizzatori all’indirizzo e-mail laboratorioseveso@gmail.com

mercoledì 20 novembre 2024

Contratto di Fiume Seveso: si muove il progetto “Connecting Seveso”


Nel cuore del percorso partecipativo del Contratto di Fiume Seveso emergono nuove iniziative volte a valorizzare il territorio e a promuovere la sostenibilità. Il WWF Lombardia informa che l'Agenzia InnovA21 ha fatto propria una sua proposta per creare un collegamento tra il sentiero Baden Powell, situato nel Bosco delle Querce di Seveso e Meda, e il Centro Sportivo di Meda, con l’obiettivo di integrarlo nella rete urbana circostante. Questo progetto si propone di ottenere il supporto finanziario del Contratto di Fiume Seveso.

L’iniziativa si inserisce all’interno del progetto “Connecting Seveso”, avviato nel febbraio 2024 grazie al finanziamento del bando europeo EIT Community Connect NEB. Il progetto mira a una riqualificazione territoriale sovracomunale delle aree verdi lungo il Seveso e i suoi affluenti, rispondendo alle sfide ambientali con una visione integrata che valorizza il paesaggio e migliora la fruibilità per le comunità locali.

Le sette aree verdi pilota, tra cui l'area di via Vignazzola a Meda, rappresentano esempi concreti di questa trasformazione. Gli interventi si basano sui tre principi del New European Bauhaus: bellezza, sostenibilità e inclusività. Come affermato dal WWF Lombardia: “Questi luoghi non solo diventeranno più belli e sostenibili, ma saranno anche più accessibili e inclusivi per tutti.”


L’area verde di via Vignazzola, con una superficie di circa 7.000 mq, sarà oggetto di una serie di interventi mirati:

  • Sicurezza e accessibilità: installazione di una staccionata lungo il torrente Tarò-Certesa e miglioramento dei percorsi di accesso per 300 metri lineari.
  • Infrastrutture inclusive: attrezzature come panchine, tavoli e fontanelle pensate anche per persone con disabilità.
  • Valorizzazione della biodiversità: creazione di aree fiorite per attrarre farfalle e api.
  • Collegamento strategico: realizzazione di un sentiero ciclopedonale in continuità con il sentiero Baden Powell, che sarà collegato al centro sportivo tramite un ponte ciclopedonale.

Il progetto non si limita all’area di Meda, ma coinvolge anche altri comuni, tra cui Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Seveso, Barlassina, Lentate sul Seveso e Varedo. Ogni intervento mira a integrare le aree verdi con percorsi ciclopedonali e infrastrutture comuni, migliorando la fruibilità del territorio e rafforzando la consapevolezza sull’importanza degli ecosistemi fluviali.

L'importo complessivo per la realizzazione degli interventi ammonta a 35.000 euro, ma al momento mancano risorse disponibili, e il progetto richiede ulteriori finanziamenti per essere completato.

“Questo progetto rappresenta un passo avanti significativo nella riqualificazione del Seveso e del suo territorio”, ha concluso il WWF Lombardia, “È un esempio di come un approccio partecipativo e integrato possa generare benefici concreti per l’ambiente e le comunità locali.”

mercoledì 15 gennaio 2020

WWF: liberiamo i fiumi, rigeneriamo le città e i territori

Lo stato degli ecosistemi di acqua dolce, tra i più minacciati sul pianeta, è estremamente critico: in Europa ben il 60% delle acque non è in un buono “stato di salute”. In Italia solo il 43% dei 7494 fiumi monitorati è in un “buono stato ecologico”, come richiesto nella Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE), mentre il 41% è ben al di sotto dell’obiettivo di qualità e un 16% non è nemmeno stato classificato. Ancor più grave la situazione dei 347 laghi, di cui solo il 20% è “in regola” con la normativa europea.

Inoltre, nel nostro Paese si è irresponsabilmente costruito in aree pericolose e la percentuale di suolo consumato all’interno delle aree lungo i fiumi a pericolosità idraulica elevata è del 7,3%, mentre è del 10,5% nelle aree a pericolosità media, lasciando così oltre 7,7 milioni di italiani a rischio idrogeologico. (ISPRA).

Il WWF approfondisce nel documento alcuni prioritari aspetti del governo delle acque soprattutto in ambito urbano e fornisce alcune proposte concrete per recuperare le funzioni ecologiche del territorio partendo da alcuni casi di città europee che potrebbero essere riproposte nelle nostre città, dove orami vive più di un terzo della popolazione italiana.

Torrente Lura: mappa degli interventi di riqualificazione fluviale
Tra gli esempi, assieme ai “sistemi di drenaggio urbano sostenibile” (Ruscello di Gohard, Nantes, Fiume Sprea, Berlino), tra quelli di “riqualificazione fluviale in città” troviamo il Torrente Lura (Fiume Marden, Calne, Fiume Isar, Monaco, Fiume Ravensbourne, Londra, Rio Mareta, Vipiteno, Fiume Great Ouse, Milton Keynes, Fiume Vidå, Tønder, Fiume Mayesbrook , Fiume Gallego, Zuera, il progetto europeo Horizon2020 “clever cities”).

Per scaricare il rapporto "Liberiamo i fiumi" del WWF cliccare qui.

mercoledì 9 ottobre 2019

Buone notizie dal Contratto di Fiume Seveso. E una proposta d'azione

di Gianni Del Pero, Presidente Delegato WWF Lombardia

Accolta e finanziata la nostra richiesta di manutenzione diffusa del Taro'/Certesa per 700.000 €. Finalmente modifichiamo l'approccio alla gestione dei nostri corsi d'acqua. Non più canali cementati ma interventi di manutenzione idraulico-forestale per la conservazione degli elementi naturali del reticolo e la prevenzione del rischio idrogeologico!  Ci auguriamo che gli interventi siano realizzati con il massimo rispetto dei nostri corsi d'acqua e per questo confermiamo la nostra disponibilità, già espressa negli anni scorsi ai Comuni del Parco ed al Parco stesso, per garantire gratuitamente la direzione dei lavori ai quali potranno essere associate iniziate con il coinvolgimento di volontari, GEV e dei Gruppi di Protezione Civile locali.

Nel Comitato di Coordinamento del Contratto di Fiume Seveso di martedì 8 ottobre è stato approvato il programma di Azione 2019 che prevede anche altri interventi alla Fontana del Guercio e nel Parco delle Groane e della Brughiera.

E adesso una proposta per un ulteriore passo avanti: miglioriamo l'efficienza degli interventi per l'invarianza idraulica.

Il Comitato Parco Groane-Brughiera, il Gruppo Naturalistico della Brianza ed il WWF, in questi ultimi anni, oltre alle richieste di attenzione agli elementi del reticolo idrico, hanno proposto azioni per migliorare il drenaggio urbano e incrementare l'infiltrazione delle acque meteoriche pulite in falda. Con l'approvazione del regolamento regionale sull'invarianza idraulica (r.r.. 8/19) ci sono stati forniti utili strumenti ma, ad oggi, non è consentita l'infiltrazione nella fascia di rispetto dei pozzi definita con criterio geometrico in 200 m. Un'area molto vasta nella quale non potendo smaltire le acque verso la falda con pozzi perdenti si devono realizzare vasche di laminazione che poi devono recapitare le acque bianche in fognatura, con i problemi che ne conseguono e perdendo una risorsa.

La proposta di azione, rivolta in particolare ai Presidenti delle Altre Associazioni, è quella di richiedere ai nostri comuni la riperimetrazione della fascia di rispetto dei pozzi con il criterio idrogeologico, con ciò liberando ampie superfici dove consentire l'infiltrazione delle acque verso la falda anche con semplici pozzi perdenti.

Una azione semplice e forse anche una buona azione.


martedì 26 dicembre 2017

Contratti di Fiume: approvato il progetto strategico del sottobacino del torrente Seveso

dalla newsletter "Contratti di Fiume"

Importanti strenne sotto l'albero di Natale dei Contratti di Fiume di Regione Lombardia: sono state approvate durante la giunta di lunedì 18 dicembre due delibere  promosse dalla Direzione Generale Ambiente: l'approvazione con dgr 7563 del Progetto Strategico di Sottobacino del torrente Seveso. Approvato anche, con dgr 7565, l'aggiornamento e l'integrazione dell’A.Q.S.T. “Contratto di Fiume Olona - Bozzente - Lura - Lambro meridionale” e presa d’atto del Programma delle Azioni approvato il 27  novembre 2017 dal comitato di coordinamento.

Con il Progetto Strategico di Sottobacino del Torrente Seveso per la prima volta si coniugano all'interno di uno stesso documento azioni inerenti la qualità delle acque con azioni di riqualificazione fluviale e azioni di prevenzione dal rischio idraulico, il tutto costruito in stretta sinergia con il territorio. Da gennaio 2018 partirà l’attuazione del Progetto con i soggetti locali, fino ad arrivare a luglio 2018 alla convocazione di un Comitato Tecnico per un bilancio complessivo. Entro l’autunno il Comitato di coordinamento verrà riconvocato per l’aggiornamento del programma delle Azioni del CdF Seveso e un eventuale riorientamento del Progetto di sottobacino.

Progetto Strategico di Sottobacino del Seveso (dgr n. X/7563 del 18/12/2017)  Scarica la delibera

PdA 2017 del CdF Olona con adeguamento della denominazione dell'AQST al Lambro Meridionale (dgr n. X/7565 del 18/12/2017)  Scarica la delibera