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giovedì 14 maggio 2026

Ai piedi del Campanone: la Brianza che si racconta camminando


Nel cuore della Brianza più autentica prende forma una nuova occasione per riscoprire il territorio passo dopo passo. Domenica 24 maggio 2026, l’associazione ARCI Macherio propone “Ai piedi del Campanone”, un’escursione che attraversa paesaggi collinari, borghi storici e sentieri immersi nel verde, offrendo uno sguardo inedito sulla Brianza.

L’iniziativa si inserisce nello spirito di una narrazione lenta e consapevole del territorio: non solo una camminata, ma un’esperienza capace di intrecciare natura e storia. Il percorso si sviluppa lungo il Monte di Brianza, con partenza da Santa Maria Hoè e arrivo a Brianzola, toccando luoghi ricchi di fascino come Villa Semezza, Piecastello, Colle Brianza e Ravellino. Un itinerario che alterna antiche mulattiere, strade di paese e tratti panoramici, restituendo ai partecipanti una Brianza spesso poco conosciuta.

Con i suoi circa 9 chilometri e un dislivello positivo di 345 metri, la camminata è pensata per escursionisti allenati, ma ripaga lo sforzo con scorci suggestivi, campi aperti e boschi ombreggiati. È un invito a rallentare, osservare e riconnettersi con un paesaggio che conserva ancora tracce profonde della sua identità rurale.

L’iniziativa è riservata ai tesserati ARCI, con iscrizione obbligatoria (posti limitati - 30 persone). È previsto un contributo di 5 euro comprensivo di ristoro finale.

  • Ritrovo ore 8.20 presso il sagrato Chiesa della B.V. Addolorata, via Corsia Mercato, Santa Maria Hoè (LC).
  • Termine escursione ore 14 circa presso il sagrato Chiesa Sussidiaria di San lorenzo, via Montecassino, Brianzola (LC)

Per iscrizioni:
📧 cultura@arcimacherio.it
📞 335 632 8590 (Augusta)

Per informazioni:
📞 339 844 6553 (Gianni)

Come da consuetudine, gli organizzatori non si assumono responsabilità per eventuali incidenti o danni a persone e/o cose.

Organizzazione: ARCI Macherio
In collaborazione con: Associazione Monte di Brianza

venerdì 19 luglio 2024

Il ritorno dei gamberi autoctoni nel torrente Bevera di Brianza: aggiornamenti e prospettive future


Nei mesi di aprile e luglio, i volontari del WWF Lecco, coordinati dal Consigliere dell’Associazione, Dott. Raoul Manenti, insieme ai biologi Beatrice Caimi e Matteo Galbiati, nonché al personale del Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, hanno effettuato alcuni sopralluoghi nel tratto del Torrente Bevera interessato, nello scorso autunno, dalla moria di gamberi autoctoni.

La finalità del sopralluogo era quella di verificare l’attuale situazione della popolazione di gamberi, nonché il funzionamento delle barriere posizionate nel novembre 2023 sul torrente. L’esito è stato sicuramente positivo.


Nel corso delle osservazioni effettuate sia in aprile sia in luglio, infatti, sono stati rilevati i seguenti dati: a valle della prima barriera, assenza di gamberi di fiume (non erano presenti né esemplari vivi, né esemplari morti); a monte della prima delle due barriere, invece, è stato possibile osservare diversi individui vivi e attivi fin dal mese di aprile. Nell’ultimo sopralluogo di luglio, nel tratto a monte sia della prima che della seconda barriera è stata osservata una densità media di 0,75 gamberi/m², considerando solo i gamberi più lunghi di 4 cm.


Nei prossimi giorni si provvederà pertanto a rimuovere la seconda barriera; la prima, invece, per prudenza sarà mantenuta almeno sino ai mesi autunnali. Tra ottobre e novembre sono previsti intensi monitoraggi volti a valutare lo status della popolazione di gamberi.
 

Sicuramente una bella notizia, resa ancora migliore dalla consapevolezza che questo risultato è stato raggiunto grazie alla collaborazione di WWF Lecco con il Comune di Colle Brianza e l’ERSAF, nonché grazie all’indispensabile supporto delle associazioni del territorio (Associazione Amici del Monte di Brianza, Comitato per la difesa delle Bevere e del Fiume Lambro, WWF Insubria) e al generoso contributo economico della cittadinanza.

L’attenzione non deve però sopirsi: il tratto attualmente interessato dalla presenza dei gamberi è solo una piccola porzione di quello inizialmente occupato; inoltre, presenta caratteristiche non così ottimali come i tratti a valle in cui è avvenuta la moria.

La sfida potrà dirsi davvero vinta solo se, nei prossimi anni, la popolazione di gamberi di fiume riprenderà la propria originaria estensione (sia numerica, sia in termini di diffusione geografica) e se, ovviamente, simili eventi di moria non si ripeteranno.

mercoledì 17 luglio 2024

Salvaguardare il torrente Gandaloglio: la diffida del Circolo 'Ilaria Alpi'

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” invita la Comunità Montana Lario Orientale - Valle San Martino a non realizzare le opere di ‘difesa spondale’ sul torrente Gandaloglio: una diffida contro i lavori di sistemazione delle sponde!


Una diffida contro i lavori di ‘sistemazione spondale’ sul torrente Gandaloglio. Ad inviarla nei giorni scorsi alla Comunità Montana Lario Orientale - Valle San Martino è stato il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, che periodicamente monitora lo stato ecologico del torrente Gandaloglio, rilevandone in particolare i rischi connessi alla perdita di naturalità, conseguenti a interventi di artificializzazione. Già lo scorso aprile, insieme ad altre associazioni ambientaliste, era stato denunciato il pesante taglio di alberi lungo il percorso del torrente nei territori di Dolzago, Ello e Colle Brianza.

Stavolta il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” si è attivato dopo aver letto la delibera della Giunta Esecutiva della Comunità Montana, approvata lo scorso aprile, avente per oggetto “Interventi urgenti e prioritari per la difesa del suolo e la mitigazione dei rischi idrogeologici del territorio lombardo - Rimodellazione versante e posizionamento di sistema di drenaggio acque, consolidamento e realizzazione nuove difese spondali al piede sul torrente Gandaloglio - Lotto 1”, lavori per i quali sono stati stanziati 800.000 euro.

La preoccupazione del Circolo ambientalista è che il letto e le sponde del torrente vengano deturpati dal punto di vista naturalistico, molto più e in maniera più profonda di quanto causato dal taglio della vegetazione della scorsa primavera. Per questo è partita una diffida nei confronti della Comunità Montana, in cui il Circolo chiede appunto di evitare ogni intervento che possa interessare l’alveo e le sponde del torrente, visto che la delibera prevede la “realizzazione nuove difese spondali al piede sul torrente Gandaloglio”.

In particolare, il Circolo scrive che “devono essere evitati tutti i lavori che prevedano:

  • la presenza – già dalla fase di cantiere – di mezzi meccanici (escavatori, camion, ecc.) nell’alveo del torrente;
  • la modifica dell’alveo e delle sponde, per lo più naturali, del torrente Gandaloglio, con qualsiasi intervento di rettifica, escavazione del letto e/o delle sponde.

I rischi, ben evidenti, sono infatti quelli di perdere la naturalità dell’ecosistema del torrente. Gli interventi di sistemazione idraulica tengono infatti conto solo dell'aspetto idraulico e non considerano gli aspetti ecologici quali la naturalità delle acque, la flora, la fauna e la microfauna, ovvero il cosiddetto ‘ecosistema fluviale’.


È ampiamente dimostrato che gli scavi in alveo determinano notevoli problematiche ambientali e idrogeologiche. I fenomeni di erosione che questi scavi provocano, si propagano sia a monte che a valle per diversi chilometri. Sono difatti accertate in letteratura le seguenti problematiche:
aumento della vulnerabilità delle opere fondate in alveo (ad esempio i ponti);

  • modifica delle pendenze naturali dei corsi d’acqua;
  • degrado dell’ecosistema fluviale, perdita di zone umide o a falda subaffiorante, modifica degli ambienti golenali, riduzione delle biomasse dei pesci e della densità degli invertebrati.

Nel caso in cui non venisse dato seguito alla diffida e pertanto venissero intrapresi nuovi provvedimenti ed azioni per l’esecuzione dei lavori sul torrente, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” verificherà se rivolgersi ad autorità superiori per evidenziare i possibili rischi segnalati. Infatti, la diffida è emessa, anche a futura memoria, in relazione ai possibili rischi, anche futuri, connessi alle specifiche caratteristiche del territorio afferente il torrente Gandaloglio, dal punto di vista sia delle possibili ricadute ambientali sia del possibile danno a persone o cose.

La diffida è stata inviata per conoscenza anche alla Regione Lombardia (che ha finanziato i lavori) e ai sindaci dei Comuni di Dolzago, Ello e Colle Brianza.

venerdì 12 aprile 2024

Torrente Gandaloglio: un taglio degli alberi devastante, tutela del territorio a rischio!

Fotografie di Roberto Fumagalli

In merito ai lavori in corso lungo il torrente Gandaloglio, nell'area che comprende i Comuni di Dolzago, Ello e Colle Brianza, e in attesa che la Comunità Montana Lario Orientale valle San Martino fornisca la documentazione richiesta tramite un accesso agli atti che abbiamo già inoltrato, vogliamo avanzare alcune considerazioni. Chi conosce quei luoghi sa che, da decenni, il versante sotto la cascina Panizzera è interessato da una grave minaccia di dissesto idrogeologico, con un movimento franoso che ciclicamente mette in allarme soprattutto gli abitanti di Dolzago che vivono proprio sotto. Pertanto, intervenire per garantire la sicurezza è stato e rimane un dovere.

Ciò che risulta difficile da comprendere e giustificare sono tutti quegli interventi di supporto - avviati nelle settimane passate - a partire dal taglio boschivo attualmente in corso a monte del ponte della Bosina, e in corrispondenza del Ponte dell'Oglio fino a Dolzago.


Inoltre, l'autorizzazione reca espressamente "taglio di manutenzione in prossimità di strade, canali e ferrovie". Da qui nasce la prima osservazione: se ci trovassimo in presenza di una delle tre circostanze appena menzionate, non avremmo nulla da obiettare, poiché si tratterebbe di situazioni artificiali dove un taglio anche pesante degli alberi potrebbe favorire la sicurezza del transito veicolare o ferroviario. Tuttavia, nel nostro caso, ci troviamo di fronte a un torrente che scorre liberamente lungo un profondo vallone, generando un ecosistema di grande pregio naturalistico e paesaggistico. Pertanto, ci troviamo in un ambiente naturale dove sarebbe stato necessario adottare un approccio radicalmente diverso, rispetto, appunto, a strade, ferrovie o canali artificiali. Invece, stiamo assistendo a un taglio indiscriminato degli alberi lungo tutto il corso del torrente, dalle sponde all'alveo fino ai versanti. 

 


Un'ispezione della zona avrebbe chiaramente mostrato che, considerata la qualità forestale già compromessa da tagli passati, sarebbe stato necessario un intervento più prudente per preservare la porzione forestale ancora di buona qualità lungo il torrente. La perdita della copertura forestale del torrente avrà un impatto negativo sull'ecosistema, esponendolo maggiormente ai raggi solari in stagioni sempre più siccitose, con scarse precipitazioni e alte temperature. La pioggia di questo periodo non deve ingannare.


Se il problema è il dissesto idrogeologico, un taglio indiscriminato degli alberi nel tratto dal Ponte dell'Oglio fino alla filanda della Bosina e in altri tratti risulta non solo inutile ma addirittura dannoso, controproducente e in contrasto con i principi di prevenzione dei fenomeni di dissesto idrogeologico. In effetti, sarebbe stato più efficace e importante preservare alcune piante lungo i versanti proprio per la loro capacità di trattenere i pendii.

Desideriamo ora sapere se questi lavori di abbattimento degli alberi siano preliminari alla realizzazione di eventuali interventi di sistemazione delle sponde del torrente Gandaloglio. Esprimiamo fin d'ora le nostre perplessità su tali lavori, poiché riteniamo che le sponde dei torrenti debbano essere mantenute il più possibile naturali, senza interventi di artificializzazione, inclusi quelli realizzati con tecniche di ingegneria naturalistica. Questo al fine di preservare la naturalità delle rive del torrente e evitare la velocizzazione delle acque a valle in caso di piena, il che potrebbe comportare rischi maggiori per gli abitanti delle zone circostanti.


Chiediamo pertanto agli Enti coinvolti (Comunità Montana, Regione e Comuni) di rendere pubblica fin da subito la natura del progetto complessivo, cioè il tipo di interventi che si prevede di attuare. Monitoreremo l'andamento di tali lavori come associazioni, al fine di evitare ulteriori danni ambientali oltre a quelli già causati dal taglio degli alberi.

Per quale motivo è stato autorizzato un taglio così indiscriminato e su così vasta scala?


Il cartello in loco mostra l'autorizzazione generica della Comunità Montana Lario Orientale - valle San Martino. Ci chiediamo quindi quale ufficio specifico abbia rilasciato tale autorizzazione.

Gli interventi di disboscamento eseguiti rispettano le autorizzazioni rilasciate? Se sì, dobbiamo allora guardare con sospetto un Ente che, nel proprio Statuto, promuove principi come "tutela del paesaggio... salvaguardando gli equilibri naturali e della biodiversità; tutela del patrimonio naturalistico; promozione della formazione della coscienza ambientale come condizione indispensabile per l'armoniosa convivenza tra Uomo e Natura".

Restiamo in attesa di risposte tempestive da parte degli Enti competenti.


Associazione Monte di Brianza
CAI CALCO
Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"
CROS Varenna
Legambiente Lecco
WWF Lecco
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venerdì 10 novembre 2023

Salvataggio gamberi di fiume: WWF Lecco subito in azione

Una delle barriere installate dal WWF Lecco

Nella mattinata del 7 novembre, il Sindaco di Colle Brianza Tiziana Galbusera ha autorizzato con apposita ordinanza gli interventi di contenimento della diffusione della peste del gambero (causata dal patogeno Aphanomyces astaci) nel torrente Bevera di Brianza (leggi qui).

WWF Lecco è entrata immediatamente in azione per il salvataggio dei gamberi di fiume sopravvissuti nel tratto a monte del corso d’acqua, fornendo il materiale necessario a procedere all’installazione delle barriere.

In questo modo, già nella notte del 7 novembre stesso, il personale specializzato e autorizzato dal Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali e dal Comune di Colle Brianza – con il coordinamento del referente designato per il progetto, PhD Raoul Manenti, ricercatore presso l'Università degli Studi di Milano e Consigliere dell'associazione WWF Lecco – ha potuto procedere ad effettuare una prima installazione.

La speciale barriera è stata posta a valle di un tratto di torrente, situato in una zona piuttosto impervia della Valle della Tajada, che ospita gamberi apparentemente ancora sani. Si tratta di una modesta barriera, addossata a un salto naturale formato da massi che circondano una piccola pozza già esistente. Realizzata in legno, la struttura è composta da una parte verticale (che abbraccia l’intero alveo di morbida), sulla quale poggia una parte orizzontale sporgente (su cui l’acqua lamina al livello naturale del salto esistente). La combinazione della parete verticale, della sporgenza orizzontale e della corrente presente dovrebbe impedire ai gamberi a valle, potenzialmente infetti, di risalire e diffondere a monte il patogeno.  La “barriera” è oggetto di costante monitoraggio; i primi esiti dei rilevamenti, che probabilmente comprenderanno anche la marcatura (in modo non invasivo) dei gamberi a valle dell’installazione, saranno tempestivamente trasmessi al Comune di Colle Brianza.

L’integrale progetto prevede l’installazione di due coppie di barriere, tutte realizzate sfruttando salti naturali già esistenti: la prima coppia nella zona della Valle della Tajada, la seconda coppia nella zona della Val Chignolo. Nei prossimi giorni, pertanto, verrà completata l’installazione nella Valle della Tajada con l’aggiunta della seconda barriera e, successivamente, verrà realizzata la seconda coppia in Val Chignolo.

Sarà inoltre testata l’efficacia di materiale atossico liscio ed ecocompatibile fornito volontariamente da una ditta di Olginate per implementare la funzionalità di barriera dei salti su cui posano (o poseranno) le installazioni.

I costi delle operazioni sono sostenuti integralmente da WWF Lecco, grazie ad una campagna di crowfunding che ha raccolto finora 935,00 €, donati sia da privati cittadini sia da associazioni del territorio, tra cui il Comitato per la difesa delle Bevere e del fiume Lambro, WWF Insubria e l’associazione Monte di Brianza.

«Teniamo particolarmente a ringraziare tutti i donatori» ha dichiarato la Presidente di WWF Lecco, Giovanna Corti «è grazie a loro che abbiamo potuto fornire i materiali per la realizzazione delle barriere. La risposta della cittadinanza, così rapida e generosa, ci spinge a fare sempre di più per tutelare flora e fauna del nostro territorio. A tal proposito, abbiamo organizzato, in collaborazione con Parco Monte Barro, Comitato Bevere e Associazione Monte di Brianza, una serata divulgativa sul gambero di fiume per il prossimo 16 novembre, alle ore 21 presso Villa Bertarelli a Galbiate. Sarà un’ottima occasione per conoscere i primi risultati dell’azione svolta e instaurare un confronto su come migliorare l’efficacia delle risposte in situazioni di emergenza a livello faunistico».


Gli interventi proposti, svolti di concerto con enti locali e regionali, associazioni ambientaliste ed enti scientifici, se da un lato hanno carattere sperimentale, dall’altro rappresentano un passo fondamentale per la realizzazione di un protocollo d’azione in caso di emergenze legate alla diffusione della peste del gambero. L’esperienza locale, se avrà risultati positivi, potrebbe costituire un prezioso precedente per casi analoghi in tutto il territorio nazionale, al fine di velocizzare la capacità di intervento in favore di una specie così a rischio come il gambero di fiume italiano.

giovedì 9 novembre 2023

Colle Brianza: il Sindaco, su sollecitazione del WWF Lecco, promulga un'ordinanza per la salvaguardia dei gamberi autoctoni

Esempio di barriera da installare nell'alveo per impedire la risalita dei gamberi

Grazie all'intervento proattivo del WWF di Lecco (leggi qui), il Sindaco di Colle Brianza, Tiziana Galbusera, ha emanato un'ordinanza finalizzata a contrastare l'emergenza causata dalla diffusione del fungo patogeno Aphanomyces astaci tra i gamberi autoctoni d'acqua dolce nel torrente Bevera, situato nella località Colle Brianza (LC) – Val Chignolo, frazione Nava.

Il WWF di Lecco, promotore dell'iniziativa e artefice di una raccolta fondi per finanziare gli interventi necessari, esprime la propria soddisfazione. Questo impegno della comunità e delle organizzazioni ambientali locali mette in luce l'importanza della collaborazione per affrontare le sfide ambientali.

Frontespizio dell'ordinanza

L'ordinanza del Sindaco, richiamando disposizioni sindacali precedenti, sottolinea la gravità della situazione e la necessità di adottare misure urgenti. La relazione tecnica fornita dall'Università degli Studi di Milano ha proposto un intervento immediato mediante l'implementazione di barriere artificiali sui salti naturali nell'alveo. Questo approccio mira a impedire la risalita del tratto interessato dai gamberi colpiti dal patogeno fungino, preservando così le popolazioni a monte ancora apparentemente non affette.

L'ordinanza sottolinea che l'intervento proposto sarà temporaneo, con un impatto visivo e idraulico limitato. Gli esiti dei monitoraggi dovranno essere trasmessi tempestivamente al Comune di Colle Brianza per garantire una valutazione continua della situazione.

Il gambero di fiume. Fonte immagine: WWF Lecco.

L'ordinanza ha efficacia immediata e sarà in vigore fino a sei mesi, salvo ulteriori provvedimenti o cambiamenti nelle condizioni di emergenza. Il Comitato Bevere di Capriano di Briosco, l'ATS Brianza di Monza, la Provincia di Lecco, l'Arpa Lombardia di Milano e la Regione Lombardia sono stati tutti informati della decisione.

Questa azione del Comune di Colle Brianza, che ha accolto le proposte dell'associazione ambientalista, riflette l'impegno a tutelare l'ambiente e a preservare le specie autoctone minacciate dal contagio fungino.

domenica 29 ottobre 2023

Continua la battaglia per salvare il gambero di fiume: WWF Lecco diffida il Comune di Colle Brianza

Moria di gamberi lungo la Bevera a Colle Brianza

Nonostante gli appelli da parte di cittadini e ambientalisti, la situazione del gambero di fiume lungo la Bevera di Brianza continua a rimanere critica. Il WWF Lecco ha deciso di intervenire e ha inviato una diffida al Comune di Colle Brianza, sollecitando una risposta immediata a questa emergenza ecologica.

La presidente del WWF Lecco, Giovanna Corti, esprime la sua crescente preoccupazione per il persistere del silenzio da parte delle autorità e per la mancanza di azioni concrete a difesa del gambero di fiume (Austropotamobius pallipes). Questa specie autoctona è al centro di una situazione disperata lungo la Bevera di Brianza, ma sembra che la sua tutela non sia considerata una priorità dalla politica.

Il WWF sottolinea che la tutela dell'ambiente non è una semplice scelta, ma un dovere sancito dalla Costituzione. La recente riforma costituzionale ha incluso la protezione della fauna tra i compiti dello Stato a tutti i livelli amministrativi. Inoltre, il Codice dell'Ambiente stabilisce che la pubblica amministrazione debba promuovere lo sviluppo sostenibile e dare priorità alla tutela dell'ambiente e del patrimonio culturale in scelte che coinvolgono interessi pubblici e privati.

Gambero di fiume. Foto WWF Lecco

Nel frattempo, la comunità locale ha dimostrato un notevole interesse e partecipazione all'iniziativa. Un video informativo sul gambero di fiume ha ricevuto migliaia di visualizzazioni su Instagram, e la raccolta fondi sta procedendo con successo. Sono stati raccolti circa cinquecento euro in soli due giorni, che saranno utilizzati per acquistare i materiali necessari per costruire una barriera di contenimento.

La Presidente Giovanna Corti esprime la sua gratitudine per il sostegno e la generosità dimostrati dalla cittadinanza. Questa dimostrazione di solidarietà rafforza la convinzione che, nonostante la politica sembri spesso indifferente alle questioni ambientali, i cittadini sono pronti a fare la differenza.

Questo il link per partecipare alla raccolta fondi (https://gofund.me/df8e87cc).

venerdì 27 ottobre 2023

La burocrazia uccide due volte il gambero di Colle Brianza. WWF Lecco: chiediamo risposte urgenti per avviare il salvataggio

Moria gamberi di fiume

«La situazione è davvero grave. La specie di gambero autoctono che vive nel fiume Bevera rischia di scomparire a causa della presenza di “peste del gambero”. Abbiamo allertato il Comune di Colle Brianza con una PEC in cui spiegavamo dettagliatamente sia il problema sia la possibile soluzione, ma senza finora ricevere l’autorizzazione a procedere. Si tratta di un intervento semplice e poco impattante dal punto di vista ambientale, che consentirebbe però il salvataggio di centinaia di esemplari di gamberi. Come WWF Lecco ci siamo offerti di sostenere i costi dell’intervento, nonché di provvedere al montaggio delle barriere e al conseguente smontaggio, quando l’emergenza sarà passata. Il silenzio da parte delle Autorità continua però ad essere assordante e il ritardo dovuto alla burocrazia sta costando la vita a centinaia di gamberi, quando un intervento tempestivo avrebbe consentito – e consentirebbe ancora – di evitare questo disastro. Ma il tempo sta per scadere».
A lanciare l’allarme è la presidente del WWF Lecco, Giovanna Corti.

Esempio di barriera da installare

La popolazione di gambero di fiume in questione (Austropotamobius pallipes) è una delle ultime abbondanti e ben strutturate dell’intera provincia di Lecco. L’attuale moria rischia di cancellare un patrimonio ecologico e genetico determinante per la sopravvivenza della specie a livello provinciale e anche regionale. La perdita poi di una così elevata biomassa di organismi che, come i gamberi di fiume, svolgono un fondamentale ruolo di ricircolo dei nutrienti all’interno del corso d’acqua, determinerà uno stravolgimento dell’intera funzionalità ecologica del torrente stesso.

La barriera sarebbe costruita su un modello già sperimentato per un intervento simile effettuato nel Cantone di Berna dall’FHNW University of Applied Sciences and Arts Northwestern Switzerland e consentirebbe, appunto, di separare i gamberi già malati da quelli ancora sani, preservando questi ultimi e la specie. I lavori sarebbero poi coordinati dal Dott. Raoul Manenti, ricercatore dell’Università degli Studi di Milano, oltre che Consigliere di WWF Lecco.

«Per sostenere i costi degli interventi abbiamo avviato una raccolta fondi sulla piattaforma Gofundme a cui chiunque può partecipare (“Salviamo il Gambero di fiume”, rinvenibile al seguente link Raccolta fondi di Stefania Berna : Salviamo il Gambero di fiume [gofundme.com])» ha spiegato Stefania Berna, Vicepresidente di WWF Lecco.

Moria di gamberi

Ricordiamo infatti che il gambero di fiume autoctono Austropotamobius pallipes è una specie protetta, in quanto a rischio di estinzione. Inoltre, è indicata dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat” (Allegato II e Allegato IV) come specie di interesse comunitario per la quale devono essere adottate misure speciali di conservazione. La specie compare anche nell’elenco previsto dalla Legge Regionale 31 marzo 2008, n. 10 “Disposizioni per la tutela e la conservazione della piccola fauna, della flora e della vegetazione spontanea”.

Anche ARPA Lombardia ha ribadito l’urgenza nel porre in atto tutte le misure necessarie per contrastare la diffusione del fungo patogeno Aphanomyces astaci tra i popolamenti di gamberi rimasti nei tratti di monte dei corpi idrici indicati nonché la diffusione in altri corpi idrici.

«Restiamo in attesa delle autorizzazioni da parte del Comune di Colle Brianza; autorizzazioni che ci auguriamo arrivino nel più breve tempo possibile, onde evitare che l’ecosistema venga irrimediabilmente compromesso» ha concluso la Presidente Corti.

La palla a questo punto passa alle Autorità: ambientalisti e cittadini, ma soprattutto i gamberi superstiti, attendono risposte.

lunedì 13 giugno 2016

L'antico percorso di fede in terra di Brianza


Attraverso “L’Antico percorso di Fede in Terra di Brianza” si vogliono fare scoprire valori e tradizioni di fede antichi legati al sentimento di un territorio che , per certi aspetti, mantiene ancora oggi queste caratteristiche.
Nel corso dei secoli i nostri antenati percorrevano questo sentiero, non solo per motivi religiosi, ma per svolgere le attività quotidiane dall’ agricoltura, alla lavorazione del ferro, al lavoro nelle filande , alla vendita al mercato di Oggiono ed alla difesa del proprio territorio. Non può sfuggire alla nostra attenzione la comunalità dell’“Università di Monte di Brianza” sorta nel 1400, nella quale ogni Comune, mantenendo la propria autonomia, dava il proprio contributo per l’interesse del proprio territorio.

Il percorso presentato, che si snoda attraverso antichi sentieri ed è percorribile solo a piedi, ha il solo scopo di permettere di scoprire la fede di questo territorio attraverso la visita delle quattro chiese presentate (S. Giorgio di Annone, Battistero di Oggiono, SS. Giacomo e Filippo di Ello, S. Martino di Colle Brianza). Non è prevista una partenza o un arrivo il sentiero può essere percorso in modo libero o solo in parte. Inoltre per coloro che intendono visitare i luoghi sacri utilizzando l’automobile verrà segnalato il percorso stradale indicando i possibili parcheggi vicini alle chiese da visitare.


Le visite guidate inizieranno in ogni chiesa alle ore 8:30 per la durata di 60 minuti fino alla chiusura ore 12:30 al mattino; 16:00 al pomeriggio di domenica 26 giugno 2016. Ad Annone la chiesa è aperta solo al mattino.

Per coloro che desiderano pranzare sono previsti due punti ristoro ad Ello presso Centro Sportivo Comunale - Colle Brianza Centro Sportivo Parrocchiale al costo di € 10,00. (prenotazione con l’iscrizione alla manifestazione).
Per problemi organizzativi si chiede gentilmente un’inscrizione prima del giorno della manifestazione che può essere fatta presso ogni singola Associazione o gruppo o attraverso alle seguenti e-mail

indicando nome e cognome di ogni partecipante.

È prevista una quota di partecipazione di € 5,00 a copertura della spese che dovrà essere versata il giorno 26 giugno al primo luogo che verrà visitato. Verrà rilasciata regolare ricevuta insieme al cartoncino della manifestazione.

domenica 29 maggio 2016

Arte, storia e natura del Monte di Brianza

 

Domenica 5 giugno 2016 il calendario escursionistico de "Le Stagioni del Parco" si arricchisce di un'inedita "tappa alpina" dedicata alla scoperta dell'altura simbolo di tutto il nostro territorio: il Monte di Brianza.

Promossa in connubio con Alta Brianza itinerari ed in collaborazione con l'Associazione “Monte di Brianza” e con l'Associazione Culturale Archeologica di Oggiono, l'escursione di tutta la giornata non sarà caratterizzata solo da notevoli dislivelli da affrontare, dalle ripide rampe degli storici tracciati o dagli impegnativi sentieri montani dell'itinerario ad anello, disegnato sul versante collinare che delimita ad oriente la regione dei laghi prealpini. Sullo sfondo degli splendidi panorami del Lago d'Oggiono, del Resegone, delle Grigne, dei monti del triangolo lariano e dei mille colli briantei, in una inaspettata quanto incredibile sequenza di vedute e panorami, dominati ad occidente dal Montofano ed incorniciati dalle lontane immacolate giogaie della catena alpina, s'incontreranno, infatti, le leonardesche impronte del Marco d'Oggiono, i classicheggianti affreschi dell'Appiani, il capolavoro romanico del Battistero di San Giovanni Battista e poi, ancora, le strade longobarde nei possedimenti di Teodolinda, i lasciti del Barbarossa fino all'antica abbazia cluniacense di Figina collegata a Pontida, a Civate, al Moro... Non solo. In un continuo eccelso susseguirsi di storia, di arte e di natura, ecco ancora le Marcite di Ello, il prezioso scrigno quattrocentesco della Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo e la casa natale dei Negroni Missaglia alternarsi ai nobili tratti di sontuose ville di delizia, a massi avelli romani, alle antiche vestigia di chiese, borghi, torri e castelli medioevali.

Tutto in una volta. Tutto in un sol giorno. Solo con un poco di fatica in più, dal lago alla montagna attraverso la nostra storia.


Domenica 5 giugno 2016

MONTE DI BRIANZA
ARTE STORIA NATURA


escursione nei comuni di Oggiono, Ello, Galbiate, Colle Brianza e Dolzago
partenza ore 8,30 presso Piazza della Chiesa,  Oggiono (LC)

L' itinerario in sintesi 
(per luoghi e beni artistici ed architettonici)

OGGIONO 
Battistero romanico di San Giovanni Battista  (visita guidata)
Chiesa Prepositurale di Santa Eufemia (visita guidata):
  • Andrea Appiani - “Sposalizio di Maria Vergine”
  • Marco d'Oggiono - “Madonna tra Sant'Eufemia e Santa Caterina d'Alessandria”
  • Marco d'Oggiono -  Polittico
Sala della Comunità Pastorale S. Giovanni Battista (visita guidata):
Marco d'Oggiono - “Ultima Cena” riproduzione fotografica in dimensioni reali
Piazza Alta - panorama sul Lago d'Oggiono e sulle Prealpi
Via I° Maggio - finestra in cotto tardo gotica
Piazza Garibaldi
Scalinata medioevale del Bosisolo
Canyon e storiche canalizzazioni del Torrente Daverio
Località Castello - resti del castello di origine medioevale dei Perachi

ELLO
Sito naturale della Marcita di Ello
Scalinata comunale ottocentesca di Villa Annoni
Chiesa tre/quattrocentesca dei Santi Giacomo e Filippo (visita guidata)
Opere idrauliche e Filatoio Redaelli, De Vecchi, Dell'Oro
Casa natale degli armaioli Negroni - Missaglia
Lastra con iscrizione di Via De Vecchi
Villa Radaelli, Prinetti, Amman
Masso della Fertilità  localmente detto della “Scarlinghera”
NB: in corrispondenza del “Masso della Scarlinghera” si concluderà la parte mattutina dell'itinerario con possibilità di ridiscendere verso Oggiono, ripercorrendo a ritroso il percorso di salita. Altrimenti si proseguirà, per un ultimo tratto, ancora in salita, in direzione della località Figina. Ponte dell'Olio

GALBIATE
Antico percorso per Polgina e Figina
Località Figina (visita guidata)
Chiesa cluniacense dei Santi Nicolao e Sigismondo a Figina (visita guidata)

COLLE BRIANZA
Lavatoio e fontana con masso avello romano in località Ravellino
Chiesa Parrocchiale di Ravellino
Antico percorso tra Ravellino e Panizzera
Cascina Panizzera

DOLZAGO
Nucleo medioevale di Cavonio
Lavatoio con masso avello a Cavonio
Chiesa romanica di Sant'Alessandro a Cavonio  (visita guidata)
ex Mulino di Cavonio
La Torre e il nucleo medioevale di Cogoredo
Villa Nava, Brusadelli a Cogoredo
Laghetto di Cogoredo

OGGIONO
Località Trescano
Cascina Ghisolfa (origine medioevale) sull'omonimo poggio panoramico su Brianza e Prealpi
Salita medioevale al Chiarè
Sorgente Pissarrot dal Lazzerett
Chiesa di San Giobbe al Lazzaretto
Piazza Alessandro Manzoni
Via Marco d'Oggiono

NB: l'itinerario, qui sinteticamente descritto, a seconda delle condizioni del tempo e dello stato di percorribilità dei percorsi, potrà essere ridotto e/o subire modifiche anche sostanziali.

Dove parcheggiare


Si consiglia di lasciare i mezzi a motore presso il parcheggio pubblico gratuito di Viale Vittoria che dista poche centinaia di metri ed una manciata di minuti a piedi da Piazza dell Chiesa, dove è previsto il ritrovo di partenza dell'escursione. Il parcheggio e la piazza sono collegati da un comodo percorso, in prevalenza pedonale, (vedi immagine sopra).

Altre informazioni
  • la partecipazione all'intero itinerario, comprensiva delle visite guidate, è gratuita;
  • le visite guidate e le descrizioni lungo l'itinerario sono a cura dell'Associazione Culturale Archeologica di Oggiono e dell'Associazione “Monte di Brianza”, con contributi di “Alta Brianza itinerari”;
  • lungo il percorso sono assai rari i luoghi ove è possibile rifornirsi di acqua potabile, si consiglia quindi di attrezzarsi a dovere, sin dalla partenza, con acqua e bevande sufficienti per l'intera giornata;
  • lungo l'itinerario, nel centro di Oggiono e, successivamente, in quello Ello, si incontreranno alcuni bar;
  • dovendosi percorrere lunghi tratti su ripide mulattiere, è consigliato l'utilizzo di bastoncini da trekking;
  • trattandosi di itinerario di media montagna, per precauzione - anche se non è prevista pioggia - si consiglia di equipaggiarsi con mantelline e/o indumenti impermeabili;
NB: per ulteriori informazioni fare esclusivamente riferimento al manifesto ufficiale dell'iniziativa.