martedì 21 maggio 2024
Desio e Meda: protesta contro la riduzione dei fondi sanitari per coprire l'indebitamento di Pedemontana
Il 25 maggio 2024 alle ore 15:30, di fronte all'ospedale di Desio, si terrà una manifestazione organizzata dal Coordinamento No Pedemontana per protestare contro il quarto decreto del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Questo decreto, recentemente approvato dal governo, ha ridotto i fondi destinati alla sanità, permettendo allo stesso tempo di utilizzare i fondi PNRR per coprire eventuali indebitamenti legati al progetto Pedemontana.
Secondo il Coordinamento No Pedemontana, questa decisione riflette una grave inversione delle priorità, in cui i governi scelgono di sottrarre risorse al diritto alla salute per destinarle a un'opera considerata inutile e dannosa per il territorio. "È una decisione a dir poco scandalosa," dichiarano gli organizzatori, sottolineando come questa mossa evidenzi le priorità della classe politica del paese.
Il progetto Pedemontana, già supportato da interventi pubblici nonostante dovesse essere finanziato all'80% da investimenti privati mai pervenuti, riceve nuovamente fondi pubblici. Gli oppositori criticano aspramente l'iniziativa, evidenziando come il tempo risparmiato nel raggiungere l'aeroporto di Malpensa sia insignificante rispetto ai lunghi tempi di attesa per una visita specialistica negli ospedali.
Oltre al presidio di Desio, il Coordinamento No Pedemontana invita i cittadini a partecipare alla raccolta firme per la trasparenza sulla bonifica della Diossina sulla tratta b2, che avrà luogo a Meda la mattina del 26 maggio 2024.
mercoledì 10 febbraio 2021
Nel territorio di Monza e Brianza nasce il Coordinamento per il Diritto alla Salute
a cura del Coordinamento Diritto alla Salute Monza e Brianza
Aderiamo e condividiamo le iniziative del Coordinamento Lombardo: la richiesta di Commissariamento della Sanità lombarda, il rifiuto della Legge Maroni [L.R. 23/2015] e della privatizzazione dell’assistenza ai malati cronici, oltre alle numerosissime iniziative di presidio programmate per il 20 febbraio ad un anno esatto del "paziente uno " di inizio della pandemia.
Rivendichiamo la tutela e la ricostruzione della Sanità pubblica, tanto più in una Regione – la Lombardia – nella quale l’impresa privata, fatta entrare con l’alibi dei miglioramenti indotti dalla concorrenza, ha introdotto il criterio del profitto e depauperato il sistema pubblico, mortificando le sue originarie funzioni principali – cioè la presenza del servizio sanitario nel territorio ed il primato della prevenzione.
Condividiamo le analisi e le proposte contenute nel manifesto di Medicina Democratica dell’aprile 2020, riteniamo insufficiente sia la semplice sostituzione dell'assessore Gallera con l’ex ministra Moratti, sia l'affidamento delle vaccinazioni lombarde a Bertolaso come super-commissario.
Queste sono solo modifiche di facciata che prefigurano ulteriori devastazioni.
A un anno dal “paziente uno”, il vero ammalato di neoliberismo oltre che di imprevidenza e incompetenza, è la sanità lombarda.
Prima le Giunte Formigoni, poi la riforma Maroni del 2015 e infine l’attuale Giunta Fontana.
Vogliamo l’abbandono del modello che ha portato alla distruzione della Sanità pubblica lombarda.
La Sanità è di fondamentale importanza per tutte le persone, senza differenze di reddito e di territorio, e perciò deve essere pubblica per poter essere offerta ad ognuno con pari attenzione, mentre la Regione Lombardia ha scelto invece di privilegiare i risultati economici e le concentrazioni.
Il Sistema Sanitario Regionale lombardo è diventato un “sistema ospedalocentrico”, in cui MEDICINA TERRITORIALE e PREVENZIONE sono state indebolite, quasi azzerate e con la creazione della ATS Brianza e la creazione futura della Fondazione ospedaliera San Gerardo si aggrava ulteriormente una realtà sanitaria già gravemente compromessa.
L'estesa pratica dell'accreditamento delle strutture private e il taglio dei finanziamenti a quelle pubbliche hanno causato l’esplosione delle liste d’attesa riducendo l’accesso per le cure delle cronicità.
Nell’attuale drammatica esperienza della pandemia la mancanza dei servizi sanitari territoriali e di base ha concorso a produrre la congestione degli ospedali, che non riescono ad assicurare gli interventi sanitari anche per le patologie più pericolose ed invalidanti.
Ci proponiamo di operare per riaffermare i principi costituzionali e di civiltà della Sanità Pubblica e Universale, a partire dalla salvaguardia e ripristino dei presidi sanitari minacciati di smobilitazione e dalla difesa dei diritti dei ricoverati anche nelle RSA e nelle RSD fatta dai comitati di parenti – che rivendicano il controllo su tali strutture.
Solidarizziamo con le operatrici e gli operatori sanitari e le loro organizzazioni rappresentative per rivendicare un’occupazione adeguata, non precaria, ed orientata verso le originarie funzioni territoriali e preventive del sistema pubblico.
Monza e la Brianza non possono rimanere silenziose davanti alle sofferenze della Sanità pubblica, con le sue ingiustizie che in Lombardia ci stanno schiacciando: è nostro dovere intervenire per rimediare a questo scempio scandaloso.
LA SALUTE NON E’ UNA MERCE, LA SANITA’ NON E’ UN'AZIENDA.
Coordinamento Diritto alla Salute Monza e Brianza.
Per adesioni scrivere alla Pagina Facebook: Coordinamento per il Diritto alla Salute - MB

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