giovedì 12 febbraio 2026
Solo sì è sì: a Monza la mobilitazione di CADOM contro il DDL Bongiorno
Rilanciamo l’iniziativa “Scendiamo in piazza per dire NO al DDL Bongiorno”, organizzata da CADOM Monza, un appuntamento pubblico per ribadire un principio fondamentale: senza consenso non c’è libertà.
Domenica 15 febbraio alle ore 10.00, in Largo Mazzini a Monza, cittadine e cittadini sono chiamati a scendere in piazza per difendere il significato profondo del consenso, così come sancito dalla Convenzione di Istanbul, all’articolo 36: “Ogni atto sessuale deve essere basato sul consenso volontario della persona, valutato tenendo conto delle circostanze.”
Il consenso non è accondiscendenza, non è adattamento, non è una “concessione” all’interno di un rapporto diseguale. È una scelta libera, il confine netto tra libertà e violenza. Metterlo in discussione significa indebolire una conquista fondamentale per il riconoscimento della dignità e dell’autodeterminazione delle persone.
La riforma proposta dal DDL Bongiorno, secondo CADOM Monza e le realtà che hanno aderito all’iniziativa, rischia di cancellare proprio questo confine, rendendo il consenso meno centrale e meno tutelato. Per questo la piazza diventa uno spazio necessario di presa di parola collettiva, per affermare con chiarezza che “solo sì è sì”.
All’iniziativa, promossa da CADOM Monza, partecipano anche numerose associazioni del territorio: Casa delle Donne di Desio, CISDA Onlus, ANPI Monza, BOA Brianza, ARCI Scuotivento, LabMonza, APS QDonna, Futura Casa delle Donne Villasanta.
sabato 27 novembre 2021
Seregno, 27/11/2021: Un mosaico di coperte e un libro per combattere la violenza contro le donne
Sabato 27/11/2021 dalle 15 alle 19
Seregno, piano terra dell'Auditorium comunale
Evento conclusivo del cartellone legato a
#25novembre Giornata per l'eliminazione della violenza contro le donne.
Appuntamento con UN MOSAICO DI COPERTE, mostra a cura di Cadom all’interno della quale ci sarà la presentazione del volume Né schiava né ribelle di Carmela Tandurella e Giuseppe Mariani.
Sabato 27 Novembre 2021
ore 15,30
Presentazione del volume "Né schiava né ribelle"
di Carmela Tandurella e Giuseppe Mariani
Il Circolo Culturale Seregn de la memoria è orgoglioso di presentare, in occasione della Giornata per l'eliminazione della violenza contro le donne, il 31° volume della sua collana I ciculabèt dedicato alla storia di una donna, la maestra Rosa Cappelletti, che insegnò nella scuola elementare della frazione seregnese di San Carlo fra il 1907 e il 1915, e che, come moltissime sue colleghe dell'epoca, dovette subire una dolorosa vicenda di ingiuste accuse e di iniqui provvedimenti, dovuti all'ostilità del parroco e, per solidarietà con lui, del sindaco e di parte della popolazione: se ne difese con dignità e coraggio, forte della sua profonda dedizione al suo lavoro e alla sua “missione educativa” anche in favore delle donne della frazione, ed è per questo che la consideriamo degna di rappresentare anche oggi tutte le donne.
La vicenda è stata “scoperta” e ricostruita grazie all'attenta ricerca d'archivio che Giuseppe Mariani, già docente e dirigente scolastico, nonché autore di numerosi testi per la preparazione dei docenti ai concorsi per dirigente, ha condotto per anni intorno alla storia della scuola comunale a Seregno dal 1815 al 1945: all'interno di questa ampia e importante ricerca, che è in attesa di pubblicazione, la storia di Rosa Cappelletti assumeva un rilievo particolare, tanto più perché richiamava alla mente la condizione generale delle maestre nell'Italia post-unitaria. Chiamate ad assolvere il compito davvero storico di sollevare dall'analfabetismo prevalente una popolazione ancora in gran parte contadina, preferite ai maestri perché la loro retribuzione era inferiore di un terzo, esse dipendevano dalle autorità municipali che esercitavano nei loro confronti un'autorità che scadeva spesso in arbitrio e sopruso, erano invise ai parroci che vedevano scalzato il loro tradizionale monopolio educativo e alle famiglie alle quali l'obbligo scolastico sottraeva la manodopera rappresentata dai figli. Di tutto questo si occupa la stampa e la letteratura di quell'Italia: la seconda parte del volume, curata da Carmela Tandurella, vicepresidente di Seregn de la memoria e anche lei già docente, presenta le principali testimonianze letterarie sui drammi che tante donne dovettero affrontare lungo la via dolorosa dell'emancipazione femminile e del riscatto della nazione dall'analfabetismo.


