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lunedì 9 marzo 2026

Macherio. Un gioiello medievale in mezzo ai cantieri: la storia dell’oratorio delle Torrette

Una iniziativa in difesa dell'antico Oratorio, 2012

Nei giorni scorsi la comparsa di transenne di cantiere davanti all’oratorio di Santa Margherita alle Torrette, a Bareggia di Macherio, ha suscitato preoccupazione tra molti abitanti della zona.

Il timore era comprensibile. L’area si trova infatti a poca distanza dal cantiere di Pedemontana e dalle zone interessate dai movimenti di terra, e la presenza di un nuovo spazio delimitato proprio di fronte alla chiesetta aveva fatto pensare ad un possibile deposito di terre di scavo.

Foto Andre, 2026

Alcune fotografie diffuse tra i residenti mostravano il retro della chiesa e le transenne nel terreno davanti all’ingresso, accompagnate da commenti preoccupati: “Bareggia davanti alla chiesa delle Torrette. Speravo che quell’area potesse scamparla.”

Le immagini hanno riportato l’attenzione anche sullo stato di conservazione dell’edificio, in particolare su una crepa ben visibile sulla facciata.

Un altro residente ha scritto: “A seguito dell'apertura del nuovo cantiere davanti alla chiesetta alle Torrette di Bareggia, ho fatto qualche foto dello stato in cui è. Temo che con le vibrazioni e le sollecitazioni dei mezzi la situazione possa solo peggiorare.”

Una foto scattata nel 2022 mostra che la crepa era già presente alcuni anni fa. Proprio per questo motivo la prospettiva di nuovi lavori e del passaggio di mezzi pesanti aveva aumentato l’apprensione.

La crepa nella facciata, in questi giorni a sx, e nel 2022 a dx.

Nella giornata di oggi è arrivato però un primo chiarimento: l’area delimitata davanti all’oratorio non sarebbe destinata a deposito di terre, ma diventerebbe un parcheggio a servizio dei residenti di via XXV Aprile. Sempre secondo quanto riferito, sarebbe stata stanziata una cifra significativa per mettere in sicurezza l’oratorio. Una notizia accolta con sollievo anche se resta un tema aperto: la mancanza di informazioni tempestive ai cittadini.

Foto Andre, 2026

Resta tuttavia una riflessione da fare. Se è positivo sapere che l’area non diventerà un deposito di terre di scavo, la realizzazione di un nuovo parcheggio comporta comunque ulteriore consumo di suolo, in un territorio come la Brianza dove gli spazi liberi sono ormai sempre più rari. L’area delle Torrette si trova in un contesto storico di valore, già fortemente segnato dai cantieri della Pedemontana. Per questo motivo sarebbe importante valutare con attenzione soluzioni che limitino l’impermeabilizzazione del suolo, salvaguardando il più possibile il contesto attorno all’antico oratorio e mantenendo viva l’attenzione su un patrimonio storico e ambientale fragile.

Una iniziativa a favore dell'Oratorio delle Torrette, 2012

La preoccupazione per la chiesetta non nasce oggi. Negli anni scorsi l'Associazione Torrette Bini Dosso Boscone di Macherio e il Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale hanno promosso diverse iniziative per difendere e valorizzare questo piccolo ma prezioso edificio storico. Tra le attività organizzate ricordiamo le visite guidate all’oratorio, quando le condizioni di sicurezza lo permettevano, e la partecipazione alla campagna “Luoghi del Cuore” del FAI.

Oggi resta fondamentale monitorare con attenzione l’impatto dei lavori e dei cantieri vicini, affinché questo piccolo gioiello storico non subisca ulteriori danni.

Scheda di approfondimento
L’oratorio di Santa Margherita alle Torrette: un gioiello medievale della Brianza

L'interno dell'antico Oratorio come apppariva nel 2009. Foto Gianni Casiraghi

L’oratorio di Santa Margherita alle Torrette, a Bareggia di Macherio, è considerato l’edificio religioso più antico del territorio. Secondo le ricostruzioni storiche, la sua origine risalirebbe alla metà del XIV secolo.

Per secoli la chiesetta è rimasta legata alla cascina delle Torrette, nata come luogo di culto per gli abitanti della cascina e delle campagne circostanti.

Secondo quanto riportato da monsignor Ennio Bernasconi nel volume Lissonum – Notizie di Lissone del 1926, l’oratorio era stato costruito: “per commodo degli abitanti di quella cascina e vicine”. In origine vi si celebrava la festa patronale e occasionalmente alcune messe nei giorni feriali. Un documento del 1602 ricorda che Giovanni Maria Ortensio di Monza, proprietario della cascina, lasciò un lascito di 100 lire imperiali in perpetuo per la celebrazione della messa nel giorno di Santa Margherita.

Nel 1565 anche Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano e grande riformatore della diocesi, si occupò dell’oratorio.

Durante la visita pastorale ordinò diversi interventi:
  • la chiusura di una porta laterale che collegava la chiesa alla cascina
  • la chiusura di un passaggio verso una cantina sotto l’altare, per evitare usi privati
  • lo spostamento della campana dalle case alla chiesa
Secondo le cronache dell’epoca, però, queste disposizioni non vennero mai completamente attuate.

Nel XVIII secolo l’oratorio conservava numerose immagini sacre. Nel 1754 si ricordavano: una Madonna col Bambino, Santa Margherita, un Crocifisso con la Vergine e San Giovanni, altre figure di santi. Molte di queste opere scomparvero probabilmente durante il restauro del 1770, data che ancora oggi compare sopra il portale.

Foto Gianni Casiraghi, 2009

Secondo Bernasconi, nella chiesa erano comunque presenti affreschi della seconda metà del Settecento raffiguranti: Santa Monica e San Rocco, Santa Lucia e San Sebastiano, Cristo morto tra due sante sull’altare.

Nel 1988 il giornale locale Il Paese riuscì a visitare l’oratorio insieme allo storico dell’arte Ermanno Arslan, allora direttore delle Civiche Raccolte Archeologiche di Milano. L’esperto rimase colpito dalla qualità dell’edificio e individuò tracce di decorazioni molto più antiche sotto l’intonaco. Secondo la sua ipotesi: sotto l’imbiancatura potrebbero esserci pitture del Quattrocento e alcune figure vicino all’altare sarebbero attribuibili a una scuola influenzata da Bernardino Luini, pittore lombardo dei primi anni del Cinquecento.

All’interno della chiesa furono trovate anche scritture lasciate dagli artigiani durante i lavori del 1905, con nomi e firme: Alessandro Casiraghi, capomastro, Carlo Cassanmagnago, falegname, i fratelli Recalcati, imbianchini, Ambrogio Rivolta, tornitore. Accanto a queste firme compariva anche una nota ironica lasciata da un sacrestano: “Meregalli sacrista senza salari, ma con rimproveri sì”.

La cascina vicina all’oratorio ha cambiato nome più volte nei secoli. Tra le denominazioni storiche ricordate nei documenti: Cascina dei Pellizzoni (XVI secolo), Cascina degli Ortensi (XVII secolo), Cascina dei Marcellini, Cascina dei Lazzari (XVIII secolo).

Il nome “Torrette” è invece molto antico e deriva probabilmente da strutture difensive o torri presenti nell’area in epoca medievale.

 
La "Chiesetta del Cuore", 2012

Nonostante le sue dimensioni modeste, l’oratorio di Santa Margherita alle Torrette rappresenta un tassello prezioso della storia della Brianza. Proprio per questo negli anni cittadini, associazioni e comitati si sono mobilitati per far conoscere e salvaguardare questo luogo, organizzando visite, iniziative culturali e campagne di sensibilizzazione. Oggi la speranza è che la proprietà pubblica e gli annunciati interventi di messa in sicurezza possano finalmente avviare un vero percorso di tutela e recupero, restituendo alla comunità uno dei suoi monumenti più antichi.

mercoledì 2 aprile 2025

Ambientalisti in pressing sul Sindaco di Macherio per il futuro del PL 24

L'Oratorio di Santa Margherita alle Torrette (XIV sec.) situato nei pressi del PL 24

Giovedì 27 marzo 2025, i rappresentanti di diverse associazioni e gruppi ambientalisti della Brianza hanno incontrato l'amministrazione comunale di Macherio, rappresentata dal sindaco Franco Redaelli, per discutere l'impatto dell'autostrada Pedemontana sul territorio, con particolare attenzione alla Compensazione Ambientale del Progetto Locale 24 (PL 24).

Durante l’incontro, il sindaco Redaelli ha illustrato le difficoltà nella realizzazione del PL 24, causate dall’uscita dal progetto del Comune di Lissone e dall’esclusione di Sovico, coinvolto solo dalla tangenzialina TRM10 e quindi senza più accesso ai fondi compensativi. Redaelli ha inoltre confermato, in linea con quanto emerso dall’interpellanza della minoranza di Progetto Macherio durante il consiglio comunale del 12 marzo 2025, che i costi degli espropri, secondo le stime della società Autostrada Pedemontana Lombarda, ammonterebbero a 2,5 milioni di euro, superando i 1,762 milioni di euro stanziati per Macherio.


Gli ambientalisti hanno ribadito l’importanza del PL 24 e chiesto che il progetto venga confermato, utilizzando i fondi disponibili per acquisire al patrimonio pubblico quante più aree possibile all'interno del perimetro della Compensazione Ambientale. L’area interessata, attualmente di proprietà privata, prima dell’esproprio temporaneo di una porzione del terreno per il deposito delle terre derivanti dagli scavi di Pedemontana, veniva utilizzata a fini agricoli nel rispetto del prezioso Oratorio di Santa Margherita alle Torrette, un edificio storico del Trecento, che è anche il simbolo di tutto il contesto storico paesaggistico circostante.

L’area è tutelata dal Piano Provinciale come Ambito Agricolo di Interesse Strategico ed è inserita nel Parco Regionale della Valle del Lambro, con destinazione agricola e forestale anche in caso di permanenza della proprietà privata. Tuttavia, la mancata acquisizione pubblica limiterebbe la possibilità di attrarre finanziamenti necessari per la riqualificazione e la riforestazione della zona, oltre che per interventi di ingegneria ambientale e fruizione pubblica. L’acquisizione comunale dell’area garantirebbe ai cittadini uno spazio verde collegato ecologicamente alle residue aree verdi di questa porzione di Brianza, costituendo un primo passo per il completamento del PL 24 che si attuerebbe mediante la partecipazione a futuri bandi al fine di ottenere ulteriori finanziamenti necessari per interventi di riforestazione (formazione di nuovi boschi, di filari, di alberature e di siepi naturali) e la realizzazione di percorsi ciclopedonali.


La necessità di un recupero ambientale è resa ancor più urgente da due fattori. Da un lato, l’area è attualmente destinata a ospitare il deposito temporaneo delle terre degli scavi di Pedemontana, con il rischio di un danno ambientale irreversibile. Dall'altro, l’area del PL 24 si trova in prossimità dell’antico Oratorio di Santa Margherita, un edificio storico risalente al XIV secolo che diverrà presto di proprietà comunale grazie a una donazione della stessa proprietà dei terreni. Il Comune ha già previsto, in accordo con la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Belle Arti, interventi di messa in sicurezza e di consolidamento della chiesetta che, assieme alle aree circostanti, dovrebbe, a nostro avviso, essere integrata sia nel Progetto Locale 24 che nel Parco Regionale della Valle del Lambro.

Il sindaco Redaelli ha dichiarato che non sono ancora state prese decisioni definitive sulle eventuali compensazioni ambientali alternative, precisando che il tempo a disposizione dei comuni è di cinque anni dalla conclusione dei lavori per la realizzazione dell’autostrada. Il primo cittadino macheriese ha comunque ammesso l'esistenza di proposte per l’utilizzo dei fondi che, a detta delle associazioni ambientaliste, se attuate rischierebbero di suddividere in tante piccole parti gli interventi compensazione ambientale e, conseguentemente, di snaturare il progetto iniziale elaborato dal Politecnico di Milano (Masterplan del 2009), non senza un cospicuo aumento dei costi di manutenzione delle opere.


Gli ambientalisti hanno condiviso l’atteggiamento prudente del sindaco e chiedono di evitare decisioni affrettate. Temono che le risorse destinate al PL 24 vengano disperse in piccoli progetti senza impatto reale, compromettendo il piano di rigenerazione ecologica della provincia di Monza e Brianza, in cui Macherio gioca un ruolo fondamentale.

La delegazione ambientalista ha inoltre espresso preoccupazione per lo scempio del territorio comunale causato da Pedemontana, che l’attraverserà, da est a ovest, e, congiuntamente alla nuova provinciale TRM10 e allo svincolo autostradale, lo dividerà in quattro parti, lambendo entrambi i cimiteri comunali, numerosissime abitazioni e, non ultima, la scuola primaria “Gianni Rodari” di Bareggia, passando a soli otto metri di distanza da essa.

Il sindaco Redaelli si è impegnato a valutare attentamente i suggerimenti delle associazioni e dei gruppi ambientalisti e si è dichiarato disponibile per futuri momenti di confronto e aggiornamento.

Osservatorio PTCP Monza e Brianza
Legambiente Circolo Laura Conti, Seveso
Sinistra e Ambiente, Meda
Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale

 

Rassegna stampa

Su PrimaMonza:
https://primamonza.it/attualita/compensazioni-ambientali-necessario-il-progetto-locale-24/
 

martedì 31 maggio 2022

La chiesetta delle Torrette diventerà di proprietà pubblica

Foto Gianni Casiraghi, 2009

Il Consiglio Comunale di Macherio ieri sera, 30 maggio 2022, ha approvato all'unanimità l'atto di indirizzo per l'acquisizione gratuita della Chiesetta delle Torrette (XIV - XV secolo).
 

La proprietà aveva, infatti, nei giorni precedenti, inviato al comune una dichiarazione d'intenti per la cessione bonaria della chiesetta a patto che ne venga preservato l'uso religioso, sociale e culturale.
 

Leggi anche: Un piccolo gioiello storico nel "futuro" parco: L'ORATORIO DI SANTA MARGHERITA A MACHERIO

 

Per guardare la registrazione del Consiglio Comunale cliccare qui e andare al minuto 56.

domenica 12 ottobre 2014

"... quel terreno dell' Aldepranda, che si trova alla Baragia sotto il bosco di Summovico..." (Parte 2)

Questo è il secondo post in cui ci occupiamo della zona compresa tra i comuni di Sovico, Lissone e Macherio.  Nel primo  abbiamo parlato delle Cascine della frazione Aliprandi di Lissone e del Boscone di Sovico; ora tratteremo delle cascine e degli antichi oratori della zona occidentale di Macherio e della confinante zona di Lissone.

Ricordiamo che questi luoghi erano citati in un testamento dell'arcivescovo Ansperto del IX sec., in cui egli lasciava al nipote un ronco "detto dell'Aldepranda, che si trova alla Baragia, sotto il Bosco di Summovico".

Baraggia è un termine derivato dal celtico, che significava zona incolta, landa, ed era molto diffuso dalle nostre parti per indicare aree periferiche non dissodate. Per la verità questo nome non era del tutto appropriato per la zona in questione, visto che vi sono state riconosciute tracce di centuriazione romana.

Elaborazione di carta topografica dell'I.G.M. (1937). In rosso il reticolo delle centurie (710,4 x 710,4 metri). In verde strade e sentieri paralleli ai cardini (nord-sud) o ai decumani (est-ovest). [Tratta da (6)]
Ma forse nei "secoli bui" del primo medioevo le coltivazioni erano state abbandonate e proprio ai tempi di Ansperto c'era una ripresa dell'agricoltura, se consideriamo che il campo che lasciava al nipote veniva chiamato ronco, parola che indicava un terreno disboscato appunto per essere destinato alla coltivazione.

Comunque sia nella parte occidentale del comune di Macherio e a cavallo del confine con Lissone esistevano ben quattro cascine almeno dal XVI secolo, ma più probabilmente già dal XIV.

Catasto Teresiano 1721 - Le quattro cascine in comune di Macherio: dall'alto a sinistra, in senso orario, le Cascine Torrette (Vetta), Verri, Maldura, Bareggia
Al centro sorgeva la cascina delle Torrette, forse la più antica, abbattuta negli anni sessanta del secolo scorso. Qui oggi rimane solo il bellissimo Oratorio, intitolato a S. Margherita, che per le sue caratteristiche stilistiche si può far risalire al XIV secolo; tuttavia lo troviamo citato per la prima volta, insieme alla cascina a cui era annesso (allora chiamata anche dei Pellizzoni), solo nel 1567.

L'Oratorio di Santa Margherita alle Torrette (Macherio)
Nelle relazioni delle visite pastorali intorno al 1600 si deploravano alcuni gravi inconvenienti, e cioè l'esistenza di un uscio laterale che immetteva direttamente nella cascina e di una cantina ad uso privato sotto l'altare, oltre al fatto che la campana fosse situata sul tetto delle case e non della chiesa.

La parte lissonese di cascina Bareggia nel Catasto Teresiano - 1722
A sud delle Torrette, in prossimità del confine comunale, si trovavano le cascine Bareggia e Maldura.
La prima si estendeva sia nel comune di Macherio che in quello di Lissone. Anche questa cascina probabilmente risaliva al XIV secolo, quando apparteneva, insieme alle tre cascine Aliprandi più ad ovest, alla famiglia omonima. Nel '500 passò ai Pellizzoni e all'inizio del secolo successivo ai Bareggi.
Questi costruirono presso la cascina un Oratorio dedicato ai Santi Giacomo e Filippo, poi passato ad uso profano quando all'inizio del '900 fu costruita la nuova chiesa parrocchiale.

Madonna Incoronata (fine '700). Quadro una volta situato nella nicchia di legno sulla parete di via Cantù di una porzione di Cascina Bareggia poi abbattuta
Nel 1665 i Bareggi lasciarono la cascina, con tutti i terreni, all'Ospedale Maggiore di Milano, che ne rimase in possesso fino al 1845, quando li mise in vendita.
La parte lissonese della cascina ora appartiene al Comune, che l'ha restaurata.

Cascina Bareggia (Lissone)
Dipinto del XVIII sec. sulla parete di Cascina Bareggia (Lissone)
La cascina Maldura, in comune di Macherio, prendeva il nome dai suoi proprietari, che lo rimasero per almeno due secoli. Non sappiamo a quando risale la cascina; la sua prima notizia è del XVI secolo. Anche qui nel secondo decennio del '600 fu costruito un oratorio, prima intitolato a S. Giuseppe e poi a S. Anna.

L'edificio che ospita l'oratorio di Sant'Anna (proprietà privata)
Dipinto sull'altare dell'oratorio di Sant'Anna
In una visita pastorale della fine di quel secolo si lamentava il fatto che sopra l'Oratorio fosse stata edificata una stanza ad uso della famiglia Maldura (stanza tuttora esistente, pare anche affrescata).
La proprietà della Maldura passò, probabilmente nella seconda metà del '700, alla famiglia Greppi, che trasformò l'antico edificio, già parzialmente utilizzato come abitazione padronale, in villa signorile e fece costruire una nuova cascina più ad ovest. Di fronte a questa, successivamente fu costruito - e c'è tuttora - un forno comune.

Catasto Lombardo Veneto (1855). Nell'angolo in basso a destra è segnato l'oratorio. L'edificio contrassegnato con il n. 297 è stato demolito nel secolo scorso
Ai Greppi subentrarono per matrimonio i Belgioioso e nel secolo scorso i fratelli Fontana, che adibirono parte della casa padronale a stabilimento di tessitura di lino e canapa.
Purtroppo l'antica villa non ha avuto un'adeguata manutenzione e l'oratorio seicentesco, sconosciuto ai più, è quasi perennemente chiuso.
La parte lissonese della Maldura - a sud della strada che divide i due comuni - sorse nel XVII secolo, ma è stata abbattuta vent'anni fa.

Villa della Maldura (lato nord)
Cascina Maldura (lato su via Belgioioso)
Cascina Maldura - seconda metà sec. XVIII o inizio XIX
Il forno comune (ora in disuso) di Cascina Maldura (seconda metà sec. XIX)
Infine a nord est della Bareggia sorgeva la Cascina Rivolta, vicino alla Cascina de' Berti (poi Greppi) in comune di Sovico. Anche questa cascina pare risalisse al XIV secolo. Nel '500 passò ai Verri, probabilmente in seguito al matrimonio di Pietro Antonio con Lavinia Maldura. La famiglia Verri aveva estese proprietà anche nei comuni limitrofi, particolarmente a Biassono dove più avanti costruirà una dimora di campagna.
Dalla fine del Settecento la cascina venne chiamata Pedresse.

"Cassine Pedres" nel Catasto Lombardo Veneto del 1855
Uno degli edifici del complesso Cascina Rivolta/Verri/Pedresse (Macherio)
Cascina de' Berti/Greppi (Sovico)
All'inizio del XVIII secolo la proprietà terriera di questa parte del comune di Macherio era ancora suddivisa quasi completamente tra i proprietari delle quattro cascine: Francesco Marcellino per la Cascina Torrette (allora chiamata Vetta), i Verri, l'Ospedale Maggiore per la Bareggia e i Maldura; gli ultimi due avevano estesi possedimenti anche nella parte confinante del comune di Lissone.
Ad eccezione di alcune piccole aree boschive (per un totale di circa 4 ettari), i terreni erano coltivati a cereali, ma quasi ovunque erano presenti anche gelsi e più di un terzo degli aratori erano "vitati", cioè intervallavano la coltivazione di cereali con filari di viti.

Purtroppo la maggior parte dei begli edifici storici della zona è attualmente soffocata dalle costruzioni moderne e alcuni - soprattutto l'Oratorio delle Torrette ma anche la cascina e la villa della Maldura - dovrebbero essere restaurati e adeguatamente valorizzati.

Villa della Maldura (attualmente l'edificio è frazionato in vari appartamenti)
Cascina Maldura (vista da via Belgioioso)
Posizione dei luoghi citati nei due post: C. Aliprandi (1) - C. Bini (2) - C. Santa Margherita (3) - Torrette (4) - C. Bareggia (5) - C. Maldura (6) - C. Pedressi (7) - C. Greppi (8) - Boscone (9)

Testo di Chiara Ballabio   
Fotografie di Zeno Celotto
 
© riproduzione riservata

Curiosità:
Riceviamo da Gianni C., che ringraziamo, l'immagine dell'antica segnaletica in pietra indicante la località MALDURA posizionata all'inizio di via Roma a Macherio nei pressi dello storico incrocio principale del centro cittadino, in particolare l'indicazione è posizionata sulla facciata nord di Corte Rossa.
Facciamo notare come il segnavia indichi MALDURA, LISSONE e DESIO e non la BAREGGIA...


Riferimenti bibliografici:
1) G. Sassi - Storia di Macherio - Macherio, 1995
2) E. Bernasconi - Lissonum - Monza, 1926 (riedito dal Comune di Lissone nel 1987)
3) E. Mariani - L'antico comune di Cassine Aliprandi - Milano, 1999
4) AA.VV. - Bareggia cento anni di storia 1902-2002 - Macherio, 2004 
5) M. Dolci - "Ager Mediolanensis" e "Ager Comensis": il problema della centuriazione - Pisa-Roma, 2005
6) Museo Civico "Carlo Verri" Biassono - La centuriazione a nord di Monza - Biassono, 2008

sabato 5 ottobre 2013

Ispirazioni Barocche all'Oratorio di Santa Margherita alle Torrette


11 Ottobre 2013 – ore 21,00
Ispirazioni Barocche
Concerto Musicale a 3 strumenti  
di Matteo Colombo, Chiara Telleri, Enrico Bernardi
presso Oratorio di Santa Margherita alle Torrette, via Cesare Battisti, Macherio

Il termine musica barocca non è utilizzato per definire un determinato stile musicale, ma per indicare la musica composta tra la fine del’500 e la metà del ‘700. La musica barocca era votata al desiderio di stupire e divertire l'ascoltatore con cambi repentini di tempo, passaggi di grande virtuosismo insieme ad uno sviluppato senso dell'improvvisazione, ma anche di esprimere i sentimenti più profondi. Essa spazia dallo stile severo e contrappuntistico tedesco, caratterizzato dal complesso intreccio delle voci, a quello melodico e galante di origine italiana e francese.

La speciale ambientazione all’interno dell’oratorio di Santa Margherita, edificio religioso risalente al XIV-XV secolo e del suo contesto paesaggistico circostante, l’armonia di una musica Barocca di rara finezza, l’utilizzo di strumenti musicali acustici (anche d’epoca) quali il Violino, l’Oboe e il Clavicembalo, sapranno rievocare atmosfere magiche e uniche, a metà tra il sacro ed il profano

Ingresso Libero
Per Informazioni : Luca Zappa 3474043640