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mercoledì 30 luglio 2025

Lago di Pusiano, allarme inquinamento: servono interventi urgenti sulle fognature

Schiuma visibile nelle acque in uscita dal lago di Pusiano verso il fiume Lambro, in località Stallo di Merone

a cura del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

L'inquinamento rilevato nei giorni scorsi nel lago di Pusiano, in corrispondenza della foce del torrente Lambrone, conferma la necessità di dare priorità al disinquinamento delle acque, attraverso interventi sulla rete fognaria e sul collettamento e la depurazione delle acque reflue.

È questo il commento del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" in merito al superamento dei valori di Escherichia coli, rilevati da ATS Insubria alla foce del Lambrone: un dato che ha portato il Comune di Eupilio a emanare un’ordinanza di divieto di balneazione per quel tratto di lago.

Roberto Fumagalli, presidente dell'associazione ambientalista, commenta:

    "Gli interventi per il disinquinamento del lago di Pusiano devono partire dal collettamento e dalla depurazione di tutti gli scarichi fognari nel Triangolo Lariano, da cui provengono i reflui che confluiscono nei corsi d'acqua afferenti al bacino dell'alto Lambro e del Lambrone.
    È fondamentale separare le acque chiare (meteoriche) da quelle nere (fognarie), poiché in alcune aree è ancora in funzione un sistema fognario misto. In caso di forti piogge, ciò comporta l'attivazione degli scolmatori di piena, che riversano acque inquinate direttamente nei corsi d'acqua e da lì nei laghi di Pusiano e Alserio.
    Serve quindi un’azione sistematica di raccolta e collettamento degli scarichi ancora non collegati alla rete fognaria, per arrivare al completo disinquinamento del lago. Questi interventi sono prioritari e devono essere realizzati da Como Acqua, la società che gestisce il servizio idrico integrato, secondo quanto previsto dal Piano d’Ambito della Provincia di Como.
    Purtroppo, troppo spesso le istituzioni (Regione, Parco, Comunità Montana, Comuni) concentrano risorse su progetti legati alla cosiddetta 'fruibilità turistica' del lago, come la rimozione degli inerti alla foce del Lambrone, la realizzazione di spiagge o di piste ciclabili. Si trovano fondi per il turismo, ma si ignora il tema fondamentale: la depurazione dei fiumi e del lago. Il lago va disinquinato e rinaturalizzato, non trasformato in un'attrazione artificiale.”


Il problema dell’inquinamento delle acque del lago di Pusiano si ripresenta spesso, come dimostrano anche le fotografie scattate nei giorni scorsi dal consigliere del Circolo, Massimo Cattaneo, in località Stallo di Merone. In corrispondenza dello sbocco del lago di Pusiano nel fiume Lambro – attraverso il cavo Diotti – si notava chiaramente la presenza di schiuma, segno evidente della contaminazione delle acque.

martedì 2 aprile 2024

Lavori al Lago di Pusiano: le preoccupazioni e le richieste del Circolo Ambiente 'Ilaria Alpi' e del Lake Pusiano Eco Team


Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" e Lake Pusiano eco team evidenziano alcuni rischi ambientali derivanti dai lavori in corso di esecuzione in corrispondenza della foce del torrente Lambrone e lungo le sponde del Lago di Pusiano, in territorio comunale di Eupilio.


Nelle scorse settimane sono stati realizzati, da parte del Parco Valle Lambro, lavori di escavazione della ghiaia in corrispondenza della foce del Lambrone, con spostamento dello stesso materiale lungo le sponde del lago, sempre in territorio di Eupilio. I lavori hanno comporto anche il taglio di molti alberi e arbusti dell'area in cui, fino ad una ventina di anni fa, si lavorava la ghiaia scavata dalla foce del Lambrone e in cui, dopo l'abbandono delle attività produttive, la natura aveva riconquistato i propri spazi, facendo ricrescere alberi ed arbusti molto rigogliosi, che avevano assunto un'importanza ecologica, sia in funzione di protezione delle sponde dall'erosione, che in funzione della protezione degli uccelli.


Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" e Lake Pusiano eco team hanno evidenziato al Parco valle Lambro e al Comune di Eupilio che i lavori in corso ricadono nel territorio compreso nel Parco Regionale della Valle del Lambro e, in particolare, nel Sito di Interesse Comunitario (SIC) 'Lago di Pusiano', i cui obiettivi primari sono quelli di garantire la qualità dell’ambiente, sia naturale sia antropizzato. Abbiamo pertanto chiesto se i lavori in corso hanno rispettato le norme a tutela del SIC e le norme europee di riferimento 'Direttiva Habitat' e 'Direttiva Uccelli', poste rispettivamente a tutela dell'habitat naturalistico e dell'avifauna; chiedendo pertanto se nei lavori in corso si è pertanto garantita, in ogni caso, la massima tutela del lago di Pusiano e delle sue sponde, anche per la salvaguardia di quei "corridoi ecologici", che l'Unione Europea ci richiama a rispettare.


I due sodalizi hanno inoltre chiesto informazioni sul previsto progetto di una nuova pista ciclopedonale dalla foce del Lambrone al Centro Remiero Lago di Pusiano: il Comune di Eupilio sarebbe alle prese con un progetto preliminare per accedere ai finanziamenti, che permetterebbero di realizzare il nuovo percorso ciclopedonale.


I nostri sodalizi attendono ora precise risposte da parte degli Enti interessati, visto anche che attraverso i nostri canali social e tramite messaggi email, molti cittadini ci hanno già espresso il loro timore per i lavori in corso, trattandosi appunto di un territorio prezioso dal punto di vista ecologico e naturalistico.

Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"          
Lake Pusiano eco team

giovedì 16 febbraio 2023

Ancora grave la siccità del Lambro e dei suoi affluenti!

Il Lambro a Scarenna

La condizione del fiume Lambro e dei suoi affluenti desta ancora preoccupazione per la scarsità di acqua. A distanza di 6 mesi dal precedente monitoraggio, negli ultimi giorni gli attivisti del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" hanno percorso alcuni tratti del Lambro e dei torrenti Ravella, Bova e Bevera, verificando la situazione dei livelli di portata di acqua.

Il Lambro a Merone

Commenta Roberto Fumagalli presidente del Circolo: “La condizione del Lambro e dei torrenti è ancora preoccupante, poiché le portate sono minime. C'è presenza di acqua, comunque poca, nei tratti 'montani' e naturali dei due torrenti,  mentre nelle parti che hanno subìto artificializzazione l'acqua è ancor più scarsa se non del tutto assente”.

Ecco nello specifico qual è la situazione verificata dai membri del Circolo.

Il Lambro nella zona di Scarenna, tra Asso e Canzo, ha poca acqua, che raggiunge al massimo pochi centimetri, come attestato da Raffaella Rusconi. La quale ha monitorato anche il torrente Ravella nella zona urbana di Canzo: anche il torrente ha ben poca acqua.

Il corso del torrente Bova ad Erba - come riscontrato da Moreno Casotto - ha poca acqua,  praticamente la stessa scarsità verificata nello scorso luglio.
 
Il Lambrone ad Erba

Situazione sempre grave per il Lambrone a Erba che, prima dell'immissione nel lago di Pusiano,  praticamente è asciutto, come succede per molti mesi all'anno poiché il fiume, in questo tratto artificializzato, si ‘interra’. La situazione è stata verificata da Antonio Bertelè. Il quale ha invece notato che a Merone il corso dell'emissario naturale del lago di Pusiano, ha un po’ più acqua rispetto alla scorsa estate, ma comunque sempre scarsa.
Sempre a Merone, dopo l'uscita dal lago tramite il Cavo Diotti, il Lambro riprende un po’ di vigore, in virtù appunto alla regolazione della diga.

Il Ravella a Canzo

La stessa situazione di sofferenza è stata verificata sui torrenti, tra loro connessi, Gandaloglio e Bevera di Molteno, che costituiscono il maggiore affluente del Lambro settentrionale. Nella zona di Dolzago e di Molteno, Roberto Fumagalli e  Lucia Bolotta hanno verificato una scarsa presenza di acqua nei tratti naturali, che addirittura diminuisce fino quasi a scomparire nei tratti artificializzati.

Nel complesso la condizione del Lambro e dei suoi affluenti è solo leggermente migliore rispetto allo scorso luglio, ma resta comunque fortemente critica, vista la scarsità di precipitazioni.
Questa situazione, come  verificato anche l’estate passata, è sicuramente negativa, poiché, laddove l'acqua si perde, di fatto siamo di fronte al collasso ambientale dei fiumi e torrenti.
 
Il Bova a Crevenna di Erba

Conclude Fumagalli: “Da qui reiteriamo la nostra denuncia: i fiumi, nonostante la prolungata siccità - che crea gravi problemi ambientali - riescono a mantenere un minimo di presenza d'acqua, laddove il loro corso è lasciato naturale. Mentre dove l'uomo è intervenuto con la cementificazione degli alvei,  l'acqua praticamente scompare, causando di fatto la morte biologica dei corsi d’acqua. Per questo occorre che non solo non vengano fatte ulteriori opere di artificializzazione delle sponde dei fiumi, ma che si programmino interventi di rinaturalizzazione degli alvei che in passato sono stati cementificati”.

martedì 26 luglio 2022

Allarme siccità: fiume Lambro senz'acqua!

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” denuncia le condizioni del fiume e dei suoi affluenti nell’Erbese.


Lambrone ad Erba (CO)

È allarme siccità nel fiume Lambro, ormai quasi privo d'acqua. Da mesi si assiste alla forte siccità che ha colpito anche il fiume Lambro e i suoi affluenti, ridotti ormai a rigagnoli, se non addirittura a poche pozze d'acqua quasi stagnante. La mancanza di precipitazioni, che dura ormai dallo scorso autunno, sta mettendo in forte sofferenza fiumi e torrenti, che sono al livello di morte biologica. Infatti nelle poche pozze si notano solo piccoli pesci, quasi agonizzanti, e poche altre forme di vita.

Gli attivisti del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" hanno effettuato in quest'ultimo fine settimana una ricognizione lungo il bacino del Lambro, nella zona del Triangolo Lariano e dell'Erbese.

Torrente Ravella a Canzo

Testimonia Raffaella Rusconi: “A Canzo nel torrente Ravella, affluente del Lambro, in prossimità della località San Miro si vede l’acqua scorrere, mentre nel tratto che attraversa l’abitato di Canzo risulta ridotto a un rigagnolo. Purtroppo anche nel Lambro, nella zona di Scarenna, si vedono solo piccoli rivoli d'acqua”.

Peggiore ancora la situazione del fiume proseguendo nella zona di Castelmarte, dove gli argini sono stati cementificati dalle opere di 'regimazione' realizzate negli scorsi decenni, che hanno messo in ulteriore sofferenza il fiume.
Fino a due settimane fa l'acqua nel Lambro era un po' più presente ora, arrivando a quest'ultimo week-end, abbiamo notato che in pratica nel fiume l’acqua è sensibilmente diminuita.

Torrente Bova a monte di Erba

Torrente Bova al ponte di Crevenna

Conferma Moreno Casotto: “Anche a Erba il Lambro è in forte sofferenza, con pochissima acqua. Mentre il torrente Bova, nonostante tutto, sembra resistere: vista la situazione, pensavo peggio, c'è presenza di acqua,  seppur poca, nel tratto a monte della città, mentre già al ponte di Crevenna, lo scorrimento dell'acqua è meno visibile”.

Il Lambro a Merone

Antonio Bertelè ha monitorato la zona della Piana d'Erba e di Merone: “Nel Lambrone, come spesso succede - trattandosi di un alveo artificiale - praticamente  non si vede acqua in superficie. Anche a Merone il fiume è in sofferenza, in pratica vi scorre solo un piccolo rigagnolo d’acqua”.

In forte sofferenza anche il torrente Bevera di Molteno (che è il principale affluente del Lambro settentrionale e che entra nel fiume nella zona di Baggero), che sta pertanto apportando pochissima acqua nel già martoriato Lambro.
 
Commenta Roberto Fumagalli, presidente del Circolo: “La situazione del Lambro e dei suoi affluenti è grave. La causa di tutto ciò è ovviamente da ricercarsi nella mancanza di precipitazioni - a sua volta causata dal riscaldamento globale - che va avanti ormai da troppi mesi. Ma questa può essere l'occasione per riflettere sul destino dei corsi d'acqua, in particolare nei tratti in cui sono state realizzate opere di cementificazione degli argini, come avvenuto ad esempio sul Lambro a Castelmarte, dove il fiume è stato ridotto ad un canale artificiale! Oggi il Lambro e i suoi  affluenti sono quasi in secca e quindi quasi privi di vita. Invece i corsi d'acqua sono fonte di vita, per gli uomini e per altri animali e vegetali. La siccità li sta facendo morire, almeno questa diventi l’opportunità per evitare di ripetere gli errori del passato, preservando la naturalità di fiumi e torrenti. Oltre a tutto questo, speriamo nelle prossime piogge”.