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giovedì 5 novembre 2020

Premana. Salvato il torrente Fraina

 

Vi ricordate gli striscioni pacifici, non politici, della protesta dei pesci di fiume di inizio anno? Erano comparsi in tutti Italia, e anche a Premana, frutto dell’iniziativa di un coordinamento che riuniva tutte le grandi associazioni di tutela ambientale e i comitati spontanei impegnati nella difesa degli ultimi fiumi e torrenti liberi dalla devastazione e dalla speculazione del mini idroelettrico.



A Premana la battaglia è stata vinta! Dopo dieci anni esatti dedicati alla tutela dell’Alpe Rasga e del torrente Fraina, hanno vinto gli Alpigiani che ne hanno difeso l’integrità, rivendicando anche la titolarità degli antichi usi civici su terre e acque a scopo di uso collettivo, e le Associazioni che li hanno sostenuti - primi tra tutti WWF e Legambiente Lecco.

Ma con loro, ci spiegano, ha vinto finalmente la ragione, il buon senso, la cura per il territorio, il paesaggio e l’ambiente, per i nostri luoghi.



È di ieri infatti la notizia che la Provincia di Lecco ha formulato un diniego definitivo, con conclusione del procedimento, all’autorizzazione unica richiesta dalla società Energia Futuro Srl, che avrebbe prosciugato un corso d’acqua ancora quasi intatto e naturale, stravolgendo con centinaia di metri di condotte da incassare in pareti rocciose o sotto l’antica strada militare i versanti fragili della Valvarrone, che proprio in questi giorni sono stati nuovamente oggetto di gravissimi episodi di dissesto.

Nel corso di questi anni, grazie anche all’impegno del legale che ha seguito con dedizione questa complessa vicenda, l’avv. Paola Brambilla, oggi Coordinatrice del Comitato Giuridico del WWF Italia, che spiega: “abbiamo contestato con osservazioni, diffide e ricorsi:

  • l’esclusione dalla procedura di valutazione di impatto ambientale, fatta con metodi in contrasto con la normativa europea, basata su dati di torrenti dell’appennino emiliano e non su rilievi puntuali e che non ha tenuto conto che il bacino del Varrone è già interessato da una decina di altre derivazioni, tra cui anche dighe;
  • la procedura con cui il Comune ha venduto al privato le proprie domande di derivazione, che erano invece state presentate per impedire l’impianto;
  • l’intenzione del Comune di vendere gli usi civici, che servono per mantenere ambiente e paesaggio e beni naturali alla fruizione di tutti, e non per fare gli interessi speculativi di pochi;
  • la localizzazione della derivazione e del tracciato in zone a rischio di dissesto (basta vedere cosa è successo alle opere della diga di Pagnona gli scorsi anni o cosa è successo in questi giorni alle pendici e strade attraversate dalle condotte dell’acqua);

infine, grazie a uno studio affidato a un esperto, si è anche dimostrato che si trattava di un’operazione meramente speculativa, che stava in piedi solo grazie agli incentivi”.

Ebbene, tutte ragioni fondate: ARPA ha certificato l’incompatibilità ambientale per le acque del prelievo, impedendo per legge l’erogazione dell’incentivazione, e i conti hanno smascherato la natura solo speculativa dell’operazione, al punto che la società stessa, si legge nel provvedimento di diniego, ha ammesso che senza incentivo l’operazione non si regge.



Dice Roberto Tenderini, portavoce degli Alpigiani:  "È veramente un risultato incredibile, frutto del lavoro portato avanti per 10 anni con tenacia, attenzione scrupolosa e tanta passione! È soprattutto il frutto di un lavoro di squadra, abbiamo lavorato sempre uniti, guidati magistralmente dal nostro super Eco-Avvocato Paola Brambilla. Avere al fianco persone come Mauro Spazzadeschi e Fabrizio Fazzini del Comitato Salviamo i Nostri Torrenti, instancabili nel supportarci  al fine di vedere riconosciuti i nostri diritti, tutelato il nostro territorio e difeso fino allo stremo il nostro torrente e l'Alpeggio è stata per noi una grande fortuna! Così come ringraziamo per il preziosissimo supporto anche gli altri due consiglieri di minoranza del gruppo Di Nuovo Premana, Piero Caverio e Angelo Gianola. Va ricordato ovviamente il Presidente dell'Associazione Alpe Rasga, Andrea Sanelli che non ha mai esitato un istante a sottoscrivere ogni iniziativa intrapresa. Tutti insieme siamo arrivati a questo grande risultato, che però per tutti noi non è certo la conclusione del percorso, poiché continueremo sicuramente ad essere vigili e a mantenere sempre alta la guardia, anche perché alcuni procedimenti sono ancora in corso, in particolare il ricorso al Commissario Usi Civici. Lavoreremo sempre per vedere riconosciuti i nostri diritti e per mantenere sempre LIBERA l'acqua del nostro meraviglioso torrente!”.

 


Lello Bonelli, presidente del WWF Lecco, conclude: “ci sono Regioni che hanno deliberato, proprio in questi giorni, l’esclusione di nuovi impianti di micro e mini elettrico sui corsi d’acqua alpini: stravolgono la natura, il paesaggio, minano i fragili equilibri idrogeologici del territorio. È una notizia che fa sperare, e che dimostra che istituzioni, associazioni ecologiste e comunità locali possono e devono essere alleate per la tutela del territorio e dell’ambiente.”

martedì 26 maggio 2020

Salviamo il torrente Fraina!

Torrente Fraina: l'esiguità del corso d'acqua
Continua l’impegno del WWF Lecco contro il moltiplicarsi delle centraline e della corsa alla concessione ai prelievi idrici degli ultimi anni. Una corsa che ha coinvolto in molte occasioni anche i torrenti della montagna lecchese con danni gravissimi agli ecosistemi fluviali.


Con riferimento all’istanza della società Energia e Futuro s.r.l., per l’ottenimento di autorizzazione unica finalizzata allo sfruttamento idrico del torrente Fraina in comune di Premana, ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) ha recentemente espresso giudizio di ESCLUSIONE della derivazione a fini idroelettrici, per incompatibilità della stessa con gli obiettivi di tutela delle acque ai sensi della normativa vigente, comunitaria e nazionale.


Sulla base di questo parere che finalmente rende giustizia alle puntuali contestazioni di natura ambientale dell’Associazione Alpe Rasga e delle altre associazioni ambientaliste che hanno sostenuto l’opposizione degli Alpigiani, si è proceduto, attraverso uno Studi Legale, a formale diffida a procedere secondo la normativa vigente.


Le piccole centrali idroelettriche producono poca energia elettrica ma danneggiano massicciamente la vita nei corsi d’acqua.

martedì 24 aprile 2018

Doppio ricordo del partigiano Guglielmo Pennati di Casatenovo...

Era l'8 ottobre 1944. Quattro partigiani, tra cui Guglielmo Pennati di Casatenovo, periscono in un conflitto a fuoco con i fascisti all'Alpe Casarsa di Premana.
In ricordo di quell'evento due le manifestazioni in programma.

25 aprile 2018
La prima sarà il prossimo 25 aprile a Casatenovo in concomitanza con l'inaugurazione della Chiesina della Madonna della Neve a Valaperta, dove sarà celebrata una Messa in ricordo del partigiano ucciso. Qui a fianco il programma completo della mattinata.



13 maggio 2018
La seconda sarà invece il 13 maggio a Premana, nell'ambito degli Itinerari della memoria, ci sarà la scopertura di due targhe a ricordo degli eventi all'Alpe Barconcelli e all'Alpe Casarsa. Anche di questa manifestazione trovate qui a fianco la locandina con l'intero programma.



Fonte: sentieriecascine

domenica 11 dicembre 2016

Lecco: l'appello delle associazioni ambientaliste per salvare la valle del Fraina

Immagine tratta dal blog malatidimontagna
WWF  Lecco  e Legambiente  Lario  Sponda Orientale e Lecco  entrano in campo e scrivono agli enti: Regione, Provincia e Comune chiamati a prendere una decisione in ordine alla derivazione idroelettrica in Val Fraina.

La Regione ha rilasciato nel 2011 un provvedimento di esclusione sulla base di criteri non in linea con le normative  comunitarie  in  materia  di  V.I.A.  (Valutazione  di  Impatto  Ambientale)  che  richiedono  la valutazione  degli  effetti  cumulativi  di  più  derivazioni  sullo  stesso  bacino  idrografico.  Il  provvedimento dovrebbe aver validità quinquennale ed è scaduto. Il datato provvedimento regionale inoltre non rispetta le previsioni della direttiva quadro sulle acque, che vieta utilizzi suscettibili di peggiorare la qualità delle acque superficiali: e la qualità delle acque del bacino idrografico a cui appartiene il  Fraina, tributario del Varrone, sono peggiorate anche a causa delle decine di impianti e dighe che hanno invaso quest’angolo di Valsassina.

Il recente  Piano di bilancio idrico della Provincia di Lecco, valutato il deterioramento della qualità delle acque del Varrone a valle del Fraina, e l’elevatissimo e insostenibile prelievo del bacino, conclude affermando che in tale caso NON possono essere attuate nuove derivazioni.

La Provincia di Lecco, pur richiamata dalla Regione, a valutare se in considerazione del tempo trascorso dalla valutazione del contesto ambientale e idrico di riferimento, e del suo mutamento, sia opportuno procedere a rinnovazione della verifica di valutazione di impatto ambientale, ad oggi non vi ha provveduto. Il Comune di Premana, altra istituzione chiamata in  causa,  è chiamato a pronunciarsi prossimamente  sullo sgravio degli usi civici dei suoi cittadini a uso e consumo del privato; il Consiglio Comunale deve decidere se chiedere alla Regione, a favore della società interessata allo sfruttamento del Fraina,  lo sgravio dall’uso civico dei pascoli, boschi e terreni dei suoi cittadini su cui dovrebbe essere realizzata la centrale e le opere di presa; opere  per  la  cui  realizzazione  sono  previsti  scavi e sbancamenti imponenti, anche in aree instabili geologicamente e oggi paesaggisticamente incontaminate.

Stiamo  assistendo  a un vergognoso e inaccettabile rimpallo di competenze, in cui le Pubbliche Amministrazioni, che devono rispettare il diritto comunitario in materia ambientale e ripristinare la legalità dell’azione  amministrativa, fanno  finta  di non vedere la drammaticità  della  situazione  dell’arco  alpino: costellato  da  migliaia  di  domande  di  derivazioni idroelettriche  insostenibili  ambientalmente, valutate in modo non conforme a quanto richiede la direttiva VIA  2014/52/UE  e la direttiva acque  2000/60/CE, come ben chiarito dalle procedure di pre-infrazione che pendono avverso l’Italia, EU Pilot 6011/14/ENVI e 7304/15/ENVI.

Mancano valutazioni di impatto cumulativo, non si considera  lo stato di qualità delle acque e il divieto di ogni azione che ne causi il peggioramento  (Corte di Giustizia,  sentenza C-461/13  del 1/7/2015:  la direttiva acque  osta all’autorizzazione di un progetto che possa provocare un deterioramento dello stato del corpo idrico interessato e non  è applicabile alcuna deroga), né  si vuole tener conto dei dati e delle indicazioni del Piano di bilancio idrico provinciale, che esclude la sostenibilità di ogni ulteriore prelievo sull’asta del Fraina.

Quanto agli incentivi pubblici, il Gestore dei Servizi Energetici ha proprio in questo mese reso noto che che per l’idroelettrico sono pervenute, nel termine di legge del 28 ottobre 2016, circa 565 domande di incentivo pari ad una potenza complessiva di 249 MW, il triplo rispetto al contingente disponibile di 79 MW messo a bando  con  il  D.M.  23  giugno  2016,  con  conseguente  ed  anticipato  saturamento  degli  incentivi  pubblici: segnalando anch’esso l’insostenibilità del prelievo.

Anche la recentissima Direttiva c.d. Derivazioni adottata, a seguito dell’intervenuta notifica allo Stato italiano della procedura di infrazione della Commissione Europea (EU PILOT 6011/14/ENVI), dall’Autorità di Bacino del Fiume Po nel dicembre 2015 ed avente ad oggetto la valutazione del rischio ambientale connesso alle derivazioni  idriche  in  rapporto  agli  obiettivi  di  qualità  definiti  dal  Piano  Distrettuale  Idrografico  Padano, conferma ancora una volta la contrarietà a ogni principio di tutela di ogni ulteriore derivazione sul bacino a cui appartiene il Fraina.

Le associazioni chiedono dunque:
  1. al Comune  di Pemana:  di rifiutare lo sgravio degli usi civici a favore di un’iniziativa insostenibile ambientalmente,  come  dimostrano  tutti  i  dati  ufficiali,  e  di  difendere  i  beni  comuni,  ambiente, acqua,  salute  richiedendo  a  Provincia  e  Regione  la  ripetizione  della  VIA  secondo  criteri  legali  e secondo le attuali condizioni del torrente ed ambientali in genere, tra cui la drammatica riduzione delle precipitazioni;
  2. alla Provincia  di Lecco:  di richiedere d’imperio e in attuazione della normativa comunitaria, oltre che sulla scorta  delle indicazioni Regionali, una nuova procedura di V.I.A.  che tenga conto degli impatti cumulativi delle diverse derivazioni sul Fraina e sul bacino a cui appartiene il torrente;
  3. alla  Regione  Lombardia:  di  adempiere  al  proprio  ruolo  di  istituzione  chiamata  a  dare  attuazione corretta al diritto comunitario, ai principi di prevenzione e precauzione e alle direttive UE, di disporre ai sensi della Legge 5/10 ogni azione in autotutela per il ripristino della legalità violata.
Le Associazioni procederanno a segnalare il caso alla Commissione UE,  quale ulteriore oggetto di infrazione delle direttive V.I.A. ed acque, nell’ambito delle procedure di infrazione già aperte, e si riservano ogni azione legale,  nel caso in cui non si assista  a una netta e doverosa azione  pubblica  a difesa dei beni ambientali a rischio.

venerdì 8 giugno 2012

A Premana per il Corpus Domini: una delle più straordinarie feste religiose tradizionali italiane


Domenica 10 giugno 2012 dalle ore 10

A PREMANA PER IL CORPUS DOMINI

a seguire:

INCONTRO SU LA VITA DI UN VILLAGGIO ALPINO

CONCERTO "ALTE VOCI"

Domenica 10 giugno alle ore 10 si svolgerà a Premana la tradizionale celebrazione del Corpus Domini con la celebre processione che parte dalla piazza della Chiesa. Si tratta di una delle più straordinarie feste religiose tradizionali italiane: studiosi, fotografi, registi si sono spinti a Premana per documentarla.

Dopo la messa solenne, nella quale canterà la Corale S. Cecilia di Premana, si svolge la processione. Il percorso è addobbato con lenzuola, tendaggi e drappi; quadri, fazzoletti di seta, fiori si aggiungono in modo che risulti completamente coperto e la processione passi come dentro un tunnel di tessuti e di fiori. Le confraternite portano i loro stendardi e candelabri; le donne per l'occasione indossano il costume.

Si consiglia di non perdersi la preparazione degli addobbi: fin dall’alba le tele vengono stese per coprire portoni e muri e nascondere le finestre; il tutto è completato con rami verdi e fiori di campo insieme a immagini religiose, e ancora con  pizzi e tovaglie ricamate. In alcuni punti si innalzano altari.

Nel contesto di questa giornata si inserisce il primo appuntamento di Voces: un grande progetto organizzato dalle associazioni Sviluppo Non Profit e Res Musica di Lecco, che vedrà protagonista la popolazione del territorio della provincia di Lecco alla riscoperta della cultura tradizionale. Incontri, visite guidate, concerti, celebrazioni si susseguiranno per l"intera estate.

Alle ore 15.30 presso il Museo Etnografico di Premana avrà luogo l’incontro con l’etnomusicologo e regista Renato Morelli che descriverà La vita di un villaggio alpino. Con il sussidio di realizzazioni audiovisive, Morelli racconterà la vita delle comunità alpine e di Premana in particolare.

L'evento continuerà alle ore 16.30 con il concerto Alte voci, un formidabile "duello" canoro fra i cantori di Premana e i cantori di Vermiglio, l’ultimo paese della Val di Sole in Trentino. Nella cornice di alcuni luoghi del centro storico, le due realtà si metteranno a confronto proponendo un repertorio di canti sacri e profani, intonati nello stile tradizionale alpino con voci "urlate" e "generose" che rappresentano uno dei più importanti documenti di musica popolare ancora vivente.

L'iniziativa è patrocinata dal Comune di Premana, dal Museo Etnografico di Premana e dalla Provincia di Lecco.

Per informazioni:
Res Musica – Centro ricerca e promozione musicale 0341.493471 – 392.4671504
Email: resmusica@alice.it – www.artemusicfestival.it