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mercoledì 22 luglio 2026

Comitato Ferma Ecomostro D Breve: "Pedemontana, un vero e proprio cappio finanziario per la Lombardia"


Riceviamo e pubblichiamo.
di Comitato Ferma Ecomostro D Breve


Mentre si continuano a tagliare risorse alla sanità pubblica e ai servizi essenziali, la Corte dei Conti traccia un quadro drammatico e inequivocabile sulla sostenibilità economica dell'Autostrada Pedemontana Lombarda (APL):

I numeri del disastro:

  • 1,18 MILIARDI di euro di debiti accumulati (di cui 837 milioni contratti direttamente con le banche).
  • 1,8 MILIARDI di euro di perdite o voragini contabili segnalate dai report contabili.
  • 101 MILIONI di euro di perdite registrate nell'ultimo esercizio.
  • Oltre 700 MILIONI di euro in garanzie concesse dalla Regione.

Chi sta pagando il conto?

Nonostante i rischi d'impresa dovrebbero teoricamente gravare sui privati, l'opera è nei fatti sostenuta quasi interamente dal settore pubblico (la Regione controlla oltre il 90% del capitale sociale).
Come sottolineato nei report, si stanno prosciugando le casse pubbliche per coprire un’opera fallimentare basata su "previsioni di traffico fantasiose", azzerando la ripartizione del rischio con i privati e scaricando interamente il costo sulle tasche di tutti i cittadini lombardi.
Invece di concentrare le risorse su sanità, trasporti pubblici e opere davvero utili per il benessere della comunità, la politica continua a iniettare denaro pubblico per sostenere una voragine senza fondo.
È ora di fermarsi e ripensare radicalmente le priorità della nostra regione.

A questo link il documento originale 
https://www.corteconti.it/.../Docum.../DettaglioDocumenti...
Per approfondimenti circa Pedemontana vi rimandiamo alla pagina de La Rondine Concorezzo che ringraziamo per l'importantissimo e puntuale lavoro di indagine 
https://www.larondineconcorezzo.com/pedemontana.html

venerdì 14 novembre 2025

Una serata “dalla parte del suolo”: la Brianza cerca alternative al cemento


A Concorezzo si accende il dibattito sulla tutela del suolo, tema sempre più urgente in una Brianza che continua a essere la provincia più cementificata d’Italia. La progressiva avanzata del cemento, l’assenza di una chiara inversione di rotta e il silenzio della politica rendono necessario un momento di confronto pubblico capace di rimettere al centro la terra, le persone e il loro futuro.

Per questo La Rondine Concorezzo e il comitato Ferma Ecomostro D Breve, realtà da anni impegnata nella difesa del territorio e nella battaglia contro Pedemontana, promuovono una serata di approfondimento dal titolo “Cosa possiamo fare per proteggere la nostra terra?”.

L’incontro si terrà giovedì 20 novembre alle 21.00 in Piazza della Pace a Concorezzo e vedrà la partecipazione del prof. Paolo Pileri, docente del Politecnico di Milano e autore del libro “Dalla parte del suolo – L’ecosistema invisibile”. Sarà l’occasione per comprendere cosa sta accadendo sotto i nostri piedi, quali trasformazioni sono in corso e quali scelte — individuali e collettive — possono ancora proteggere il suolo, bene prezioso e insostituibile.

Durante la serata si parlerà di alternative al cemento, di modelli economici capaci di essere davvero sostenibili e delle buone pratiche che possono fare la differenza nella vita quotidiana e nelle politiche territoriali. L’obiettivo è chiaro: promuovere conoscenza e consapevolezza per generare azioni concrete, perché difendere il suolo significa difendere la comunità che lo abita.

Un invito aperto a tutti: conoscere è il primo passo per cambiare.

domenica 5 ottobre 2025

Monza, in duemila per dire NO a Pedemontana: “Un vento nuovo soffia sulla nostra lotta”


Una piazza gremita, voci unite, striscioni colorati e tanta determinazione: ieri pomeriggio circa duemila persone hanno partecipato alla grande manifestazione a Monza per fermare la Pedemontana. L’iniziativa, organizzata dai Comitati NO Pedemontana, ha visto la presenza di tutte le anime ambientaliste che da anni si battono contro quella che definiscono “un’opera inutile e devastante”.


Oltre 150 associazioni, gruppi civici e forze politiche hanno aderito all’appello, insieme a 17 Comuni che hanno patrocinato ufficialmente la manifestazione, mentre altri hanno scelto di partecipare con rappresentanze istituzionali.


Luigi De Vincentis, uno dei portavoce dei comitati, a fine corteo ha espresso la propria soddisfazione per il successo dell’iniziativa: “È stata una bella, bella, bella manifestazione. Grazie a tutti, e che nessuno si senta escluso da questo ringraziamento. Adesso però comincia il dopo-manifestazione, che è il momento più difficile… dove non si deve disperdere tutto il patrimonio di partecipazione e passione che si sono espressi ieri”.


De Vincentis ha sottolineato anche il cambiamento che si respira nel territorio: “Ho l’impressione che stia tirando un’aria più favorevole tra la gente… la voglia di partecipazione, il desiderio di umanità espresso in questi giorni ha contagiato la lotta a difesa del territorio, del suolo, contro i mostri come Pedemontana, e non solo, producendo una discesa in piazza a Monza che è andata oltre le aspettative. Oggi ci sentiamo più forti nelle nostre convinzioni, ma ancora tanto abbiamo da fare e da pensare”.



La giornata ha rappresentato un punto di svolta per il movimento ambientalista lombardo, capace di mettere insieme esperienze, competenze e comunità diverse. Tra le realtà presenti c’era anche Sinistra e Ambiente Meda, come ha ricordato Alberto Colombo: “C’eravamo anche noi a Monza il 4 ottobre 2025 per dire che Pedemontana fa male. Eravamo presenti fisicamente e non virtualmente quali gruppi ambientalisti e liste civiche della tratta B2 e C che da due decenni si oppongono alla realizzazione dell’autostrada Pedemontana Lombarda e che continuano tuttora a farlo, occupandosi anche delle delicate e difficili partite della bonifica da diossina, delle compensazioni ambientali, delle proposte di Barriera Verde e di Dorsale Verde dei Parchi”.



Anche il Gruppo La Rondine di Concorezzo ha raccontato l’atmosfera della giornata con parole cariche di emozione: “Un pomeriggio meraviglioso per la nostra terra. Un fiume di persone per dire no a Pedemontana. Un’alternativa c’è. Questo è il messaggio delle 2000 persone che si sono ritrovate a Monza in un corteo pacifico e determinato. Mentre i promotori di Pedemontana provano a dividere il nostro territorio, ieri si è levata forte l’unità di intenti. Un abbraccio ai comitati promotori, protagonisti di un lavoro davvero eccezionale. Quattro realtà che abbiamo conosciuto e con cui è un piacere lavorare: Ferma Ecomostro D Breve, Comitato per la Difesa del Territorio, Suolo Libero e No Pedemontana. Un grazie a chi ha voluto manifestare al fianco di tante istituzioni del territorio, di tante associazioni di cittadini e tanti gruppi politici. Bisogna continuare ad insistere, uniti: siamo fiduciosi che le nostre buone ragioni potranno infine prevalere sulla prepotenza di chi confonde il dovere di governare con l’arroganza del potere”.


👉 Il manifesto ufficiale, con le adesioni e i patrocini istituzionali, è disponibile cliccando qui.

giovedì 27 marzo 2025

La battaglia de "La Rondine" per la tutela del paesaggio minacciato da Pedemontana

Foto: La Rondine di Concorezzo

Il gruppo civico "La Rondine" di Concorezzo ha lanciato un nuovo appello per la salvaguardia del paesaggio del Parco Agricolo Nord Est, minacciato dall’avanzata del progetto autostradale Pedemontana. L’iniziativa mira a sensibilizzare i cittadini sull'importanza della bellezza del territorio e a raccogliere adesioni per fermare un’opera che, secondo gli attivisti, avrebbe un impatto negativo sotto molteplici aspetti.

Con l'arrivo della primavera, il Parco Agricolo Nord Est si prepara a tingersi di giallo grazie alla fioritura della colza (Brassica napus), una delle tante espressioni di un paesaggio rurale che rischia di scomparire. "La Rondine" sottolinea come la bellezza del territorio non sia solo una questione estetica, ma un elemento fondamentale per il benessere della comunità e per la qualità della vita.

Gli attivisti hanno spesso posto l’accento sugli aspetti critici del progetto Pedemontana: l’inutilità dal punto di vista trasportistico, le perdite economiche già accertate e quelle future previste, nonché il forte impatto ambientale. Tuttavia, l’associazione invita a riflettere anche sul valore paesaggistico, troppo spesso trascurato nelle discussioni sulle grandi opere infrastrutturali.

Attraverso un link diretto (https://bit.ly/Rondine_StopPedemontana), "La Rondine" invita i cittadini a esprimere la propria adesione alla campagna di sensibilizzazione e a prendere parte attiva alla tutela del territorio. L'obiettivo è quello di difendere non solo l’ambiente e la biodiversità, ma anche il senso di appartenenza e identità che il paesaggio trasmette alle comunità locali.

L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo nella lotta per un modello di sviluppo sostenibile, in cui le necessità infrastrutturali siano bilanciate con la tutela del patrimonio naturale e paesaggistico. "La Rondine" ribadisce che il futuro del territorio dipende dalle scelte di oggi e invita tutti a unirsi in questa battaglia per preservare la bellezza e l’integrità del Parco Agricolo Nord Est.

martedì 25 febbraio 2025

Pedemontana finanziata, Metropolitana M5 dimenticata


Questo post riporta le critiche sollevate dal gruppo civico La Rondine di Concorezzo riguardo alla disparità di trattamento tra le due infrastrutture.


Un nuovo finanziamento da oltre 400 milioni di euro è stato stanziato per l'Autostrada Pedemontana Lombarda, mentre il prolungamento della Metropolitana M5 fino a Monza continua a incontrare ostacoli economici e politici. Questa disparità di trattamento tra le due infrastrutture ha sollevato numerose critiche, in particolare da parte del gruppo civico La Rondine di Concorezzo.

L'autostrada Pedemontana Lombarda, un progetto controverso e impattante sul territorio della Provincia di Monza e Brianza, ha visto i suoi costi lievitare nel tempo. Nonostante la società che la gestisce abbia accumulato perdite superiori ai 100 milioni di euro, la Regione Lombardia ha deciso di intervenire con un nuovo finanziamento da 431 milioni di euro. Questo è stato reso possibile grazie a una norma inserita nel Decreto PNRR 4 e successivamente convertita nella Legge n. 56 del 2024, che ha eliminato il divieto di indebitamento per la ricapitalizzazione delle società in perdita. Una scelta che permetterà di coprire parte del debito già miliardario dell’opera, il cui peso graverà sulle future generazioni.

Parallelamente, il progetto di prolungamento della Metropolitana M5 fino a Monza, unanimemente considerato necessario per migliorare la mobilità locale, sta affrontando difficoltà nel reperire i fondi necessari. I costi stimati sono aumentati fino a 580 milioni di euro, ma, a differenza di quanto accaduto per Pedemontana, il sostegno politico ed economico tarda ad arrivare. Si discute, infatti, di ridimensionare il progetto, ridurre il numero di fermate o addirittura realizzarne solo una parte per contenere le spese.

Le scelte della Regione Lombardia hanno suscitato polemiche, con critiche rivolte a una politica che, secondo alcuni, favorisce opere a forte impatto ambientale e dai costi elevati, mentre penalizza progetti di trasporto pubblico che potrebbero ridurre il traffico e l’inquinamento. Il Sindaco di Monza, Paolo Pilotto, ha ribadito l’importanza della Metropolitana M5 per la cittadinanza, sottolineando come l’infrastruttura potrebbe servire centinaia di migliaia di persone ogni giorno.

giovedì 13 febbraio 2025

Passeggiate e proteste: continua la mobilitazione contro l'autostrada Pedemontana


Le associazioni e i comitati locali proseguono la loro battaglia contro l'autostrada Pedemontana, smontando le narrazioni ufficiali e denunciando le criticità di un progetto che continua a suscitare polemiche. Attraverso comunicati, approfondimenti tecnici e iniziative sul campo, il fronte del dissenso si rafforza, evidenziando i rischi e le incongruenze dell'opera.

Le bugie di Pedemontana: il Comitato Difesa del Territorio di Lissone smonta la narrazione ufficiale


Il Comitato Difesa del Territorio di Lissone prosegue nella sua opera di smascheramento delle dichiarazioni ufficiali con la campagna "Le Bugie di Pedemontana". Dopo aver confutato le affermazioni che l'autostrada sarebbe rispettosa del territorio e che contribuirebbe a ridurre il traffico (leggi qui), ora il focus è sulla promessa dei "1000 giorni di cantiere".

Il Comitato sottolinea come sia poco credibile che un'opera concepita in oltre trent'anni possa essere realizzata in tempi così brevi. La complessità della realizzazione, aggravata da criticità irrisolte come la bonifica per la diossina lungo la tratta B2 e le questioni legate agli espropri, rendono questa promessa irrealistica. "1000 giorni è solo un numero simbolico, perché di questo Pedemontana vive: di simboli", affermano gli attivisti, mettendo in guardia sulla lunga durata e sulle ripercussioni territoriali di un cantiere che rischia di impattare pesantemente la viabilità locale.

I numeri che non tornano: il comunicato de La Rondine Concorezzo


La lista civica La Rondine Concorezzo punta invece i riflettori sulle fragilità economiche del progetto, denunciando il drastico calo delle previsioni di traffico e il conseguente aumento dei costi.

Negli ultimi dieci anni, i dati ufficiali di Pedemontana hanno più che dimezzato le stime del traffico, un elemento che mina la sostenibilità finanziaria dell'opera. Inoltre, le stime attuali appaiono comunque sovrastimate, basandosi su un modello di calcolo già rivelatosi fallimentare nel caso della BreBeMi. La costruzione di un'autostrada a tre corsie per senso di marcia appare del tutto ingiustificata a fronte di volumi di traffico che potrebbero essere gestiti con normali strade provinciali.

Parallelamente, i costi sono lievitati da 4,1 miliardi a 5,2 miliardi di euro, con il rischio di ulteriori aumenti. Per contenere questa crescita, Regione Lombardia ha proposto la cosiddetta Tratta D-Breve, una variante che, secondo il Centro Studi PIM, risulta inefficace sul piano trasportistico e che si sovrappone inutilmente alla Tangenziale Est A51. Questa modifica ha suscitato l'opposizione dei comuni del Vimercatese, che hanno presentato una formale diffida legale contro il progetto.

La mobilitazione continua: "Passeggiata della vergogna 2.0"


Oltre all'attività di analisi e denuncia, i comitati proseguono con azioni di sensibilizzazione sul territorio. Sabato 22 febbraio alle ore 14.30, diverse associazioni e gruppi locali si ritroveranno in Piazza Italia a Baruccana di Seveso per la "Passeggiata della vergogna 2.0". L'iniziativa prevede una visita al cantiere della NON bonifica, con l'obiettivo di mostrare direttamente ai cittadini la situazione sul campo e di rafforzare la consapevolezza sugli effetti di Pedemontana sul territorio.

"Pedemontana vs Valle del Lambro": un'escursione per vedere i luoghi prima della devastazione


Nell'ambito del programma "Le Brianze raccontate e camminate", domenica 23 febbraio si terrà un'escursione organizzata dall'Arci di Macherio tra il Parco Regionale della Valle del Lambro e il Parco sovracomunale dei Colli Briantei. Il percorso, lungo 8,2 km, attraverserà aree destinate a subire profondi cambiamenti a causa dei lavori di Pedemontana, offrendo ai partecipanti l'opportunità di vederle nella loro forma attuale forse per l'ultima volta.

L'itinerario toccherà luoghi di pregio storico e naturalistico, tra cui il ponte ciclopedonale sul Lambro, le corti storiche di Gerno di Lesmo e il parco di Villa Borromeo D'Adda ad Arcore. Un momento significativo sarà il ricordo del comandante partigiano Livio Cesana, con un omaggio nel luogo a lui dedicato. L'evento si concluderà presso il Monumento alla Resistenza, in collaborazione con le sezioni ANPI di Arcore e Biassono.

L'escursione è riservata ai tesserati ARCI con iscrizione obbligatoria e un massimo di 30 partecipanti. Per informazioni cliccare qui.

Un'opera senza senso collettivo?

Le critiche sollevate dai comitati e dalle associazioni convergono su un punto chiave: l'autostrada Pedemontana sembra rispondere più a logiche politiche ed economiche che a un reale bisogno collettivo. Con costi in crescita, previsioni di traffico in calo e un impatto territoriale significativo, le ragioni per proseguire il progetto appaiono sempre meno convincenti. La mobilitazione non si ferma e continuerà a sollevare interrogativi su un'opera che rischia di diventare un pesante fardello per le comunità locali.