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venerdì 17 luglio 2026

Torrenti dell'Oggionese in difficoltà a causa della siccità

Il Gandaloglio a Ello

a cura del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

La siccità degli ultimi mesi sta mettendo in difficoltà i torrenti dell'Oggionese, anche se la situazione non è, finora, allarmante.
Nello specifico, il torrente Bevera, a monte di Molteno, e il torrente Gandaloglio a monte di Oggiono, sono in una situazione di scarsità di acqua, ma non di totale secca. Il deflusso delle acque nei due torrenti è ad un livello molto basso, sebbene al momento, fortunatamente, non si registra una situazione di secca, anche in conseguenza degli acquazzoni delle ultime settimane.

È il risultato del monitoraggio dei torrenti dell'Oggionese, realizzato nei giorni scorsi - come avviene periodicamente - dai volontari del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", associazione da sempre attenta alla situazione dei corsi d'acqua del territorio. 

La Bevera zona Moiacchina

Entrando nel dettaglio, il torrente Bevera dalla zona della Moiacchina di Castello Brianza e fino a Molteno, passando per Sirone, vede un deflusso basso. Stessa situazione per il Gandaloglio, da Marconaga di Ello e fino a Molteno, passando per Dolzago e Oggiono. 
Resta invece sempre critica la situazione nelle zone in cui il letto e gli argini dei torrenti sono stati, negli scorsi decenni, cementificati, in particolare per il Bevera nel centro di Molteno e per il Gandaloglio nell'area urbana di Dolzago. 

La Bevera a Molteno

Commenta Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi": "Dalle nostre verifiche abbiamo notato una situazione critica dei torrenti Bevera e Gandaloglio, conseguente alla siccità degli ultimi periodi. La situazione non è, finora, di allarme, come invece era avvenuto nel periodo compreso tra il 2022 e il 2023, quando si era verificata una prolungata siccità che aveva portato i due torrenti in una situazione di secca totale. Ora, abbiamo verificato, vi è comunque un minimo di deflusso delle acque nei due torrenti.
Invece resta purtroppo elevata la criticità nei tratti artificializzati dei due corsi d'acqua: nel tratto urbano di Dolzago - lungo la via Parini di fronte al municipio - il Gandaloglio 'scompare', mentre nell'area abitata di Molteno - dalla zona del supermercato e di via Roma - il Bevera è ridotto ad un rigagnolo nel letto di cemento!".

Il Gandaloglio a Dolzagi, via Parini

L'auspicio del nostro Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" è che la situazione dei torrenti non peggiori ulteriormente, a causa della scarsità delle precipitazioni e in conseguenza degli interventi di artificializzazione. Con questi ultimi che possono e devono essere evitati per il futuro!

martedì 26 maggio 2026

Molteno: pesante consumo di suolo e costi triplicati per il bypass idraulico dei torrenti Bevera-Gandaloglio


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


Il progetto del bypass idraulico Bevera-Gandaloglio a Molteno triplica i costi e, insieme alla tangenzialina di Raviola, cementificherà quasi 1 ettaro di terreni agricoli.

Stiamo parlando di un bypass che - secondo gli ingegneri idraulici e il comune di Molteno - dovrebbe servire come 'compensazione' idraulica legata alla costruzione della nuova tangenzialina di Raviola, col paradosso - si scopre adesso - che il bypass costerebbe più della stessa tangenzialina. Infatti i costi della nuova strada potrebbero raggiungere quasi 2 milioni di euro, mentre i costi del bypass sono già lievitati a 2 milioni e 300 mila euro.



Come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ribadiamo la nostra totale contrarietà alle due opere, sia per i danni ambientali sia per i costi pubblici.  

Si ricorda che, da progetto, la tangenzialina di Raviola dovrebbe correre in parallelo al corso del Bevera, rischiando così di ridurre la capacità di esondazione naturale del torrente in caso di forti piogge. La pessima soluzione trovata dal comune di Molteno e dai tecnici idraulici è quella del bypass Bevera-Gandaloglio, con la funzione proprio di compensare l'effetto di arginatura causato dalla nuova strada.
Nel frattempo la somma dei costi del bypass e della tangenzialina sta lievitando oltre i 4 milioni di euro. Questi costi, uniti ai circa 10 milioni per la vasca di laminazione sul Gandaloglio, determinano un dispendio incredibile per il nostro territorio. Ma quello che è peggio è che tutte queste opere - tangenzialina, bypass e vasca di laminazione - rischiano di danneggiare l'equilibrio ecologico dei torrenti Bevera e Gandaloglio. Oltretutto come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" nutriamo forti dubbi sull'effettivo funzionamento delle opere di regimazione: infatti secondo il progetto ipotizzato, le acque di piena del torrente Bevera dovrebbero deviare nel bypass, facendo una curva a 90 gradi. Però non è sicuro che il Bevera, essendo un torrente naturale e non un canale artificiale, in caso di forti piene riesca a deviare ad angolo retto, anziché esondare a monte o a valle del bypass stesso! Il rischio è quindi che, una volta danneggiato il territorio con la tangenzialina e col bypass, il sistema di deviazione delle acque di piena non funzioni a dovere.

Oltretutto il bypass, paradossalmente, rischia di consumare più suolo rispetto alla tangenzialina: infatti in base ai rispettivi progetti, la strada avrebbe una larghezza di circa 8 metri per una lunghezza di circa 350 metri, mentre il bypass - realizzato con argini in cemento - avrebbe una larghezza media di 16 metri (!) per una estensione di oltre 400 metri. In totale - tra tangenzialina e bypass - avremmo una cementificazione di quasi 10 mila metri quadri: circa 1 ettaro di terreni agricoli verrebbe impermeabilizzato, nel comune che già oggi è di gran lunga il più cementificato della provincia di Lecco.

Per tutti questi motivi - costi economici, dubbi sul funzionamento del sistema idraulico, consumo di suolo agricolo - chiediamo agli Enti interessati, in primis al Comune di Molteno e alla Regione Lombardia, di abbandonare i nefasti progetti della tangenzialina di Raviola e del bypass idraulico sui torrenti Bevera e Gandaloglio.

sabato 7 marzo 2026

Circolo Ambiente: "Dieci milioni per opere inutili sui torrenti oggionesi"


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Continuano ad aumentare esponenzialmente i costi per la realizzazione delle opere idrauliche sui torrenti Bevera e Gandaloglio, tra Oggiono e Molteno. Tanti, troppi soldi pubblici per opere idrauliche che rischiano di trasformare i torrenti naturali in canali artificiali!

Ci riferiamo al progetto per la realizzazione – già in corso – della vasca di laminazione sul torrente Gandaloglio, nell'area compresa tra Oggiono e Molteno. E anche al nuovo progetto del bypass tra i torrenti Bevera e Gandaloglio nella zona di Raviola, a monte dell'abitato di Molteno.


Come detto, c'è da considerare il fortissimo aumento dei costi, che ora ammonterebbero in totale a quasi 10 milioni di euro: poco meno di otto milioni per la vasca e circa 1,5 per il bypass.

Ma le nostre principali preoccupazioni, con conseguente contrarietà, sono anzitutto legate alle ricadute ambientali.
I due interventi in discussione, la vasca e il bypass, sono opere inutili e dannose, che rappresentano un palliativo rispetto all'obiettivo di prevenire i problemi conseguenti alle esondazioni dei torrenti. Le esondazioni sono fenomeni assolutamente naturali, le cui ricadute sulle aree abitate sono però causate dall'eccessiva cementificazione del territorio e dei torrenti stessi, avvenuta nei decenni passati.

La vasca di laminazione e il bypass sono entrambi progetti idraulici che considerano – erroneamente – i corsi d'acqua come se fossero canali artificiali. Invece i torrenti sono elementi naturali, che hanno disegnato il loro alveo e la conformazione del territorio nel corso dei secoli e, come tali, vanno preservati e, laddove cementificati, rinaturalizzati.

Manteniamo i nostri forti dubbi sulla futura efficacia idraulica della vasca di laminazione – una volta completata – e se possa realmente funzionare come un artificioso circuito idraulico. Ovvero se, in caso di forti piogge, l'acqua in eccesso dal Gandaloglio entri effettivamente nel bypass e riempia la vasca, anziché allagare, come ha sempre fatto, le aree di esondazione naturale che in passato erano costituite per lo più da campi agricoli, oggi però in parte occupate dai capannoni e dalle villette del Mognago di Oggiono.


Le stesse perplessità le abbiamo sull'efficacia funzionale del bypass tra il Bevera e il Gandaloglio, opera “inventata” solo per sbloccare la realizzazione della devastante nuova tangenzialina di Raviola!

Resta sempre insoluto l'unico vero nodo idraulico che andrebbe risolto in quella zona, ovvero la confluenza tra il Bevera e il Gandaloglio, che oggi avviene sotto la soletta dello stabilimento dell'ex Segalini. Purtroppo su questo non leggiamo alcuna previsione di intervento, quando sarebbe la prima e unica opera idraulica da realizzare. Si tratterebbe cioè di concordare con la nuova proprietà – o di procedere con l'esproprio, trattandosi di area demaniale – la demolizione della soletta e la conseguente rinaturalizzazione dell'area della confluenza tra i due torrenti che, come detto più volte, è oggi il vero problema idraulico.

Invece Regione, AIPO, Parco Valle Lambro e i comuni di Oggiono e Molteno preferiscono spendere quasi 10 milioni di euro di fondi pubblici per interventi inutili e devastanti per la naturalità dei torrenti.

venerdì 28 febbraio 2025

Tangenzialina di Raviola a Molteno. Circolo Ambiente: "Tutte le responsabilità ricadono sul comune!"

La Bevera in piena, ottobre 2024

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


Il parere dell'Aipo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) sul progetto della tangenzialina di Raviola è tutto uno scaricare sul comune di Molteno le responsabilità in caso di eventuali e futuri danni provocati dalle esondazioni del vicino torrente Bevera.
E' questo, in estrema sintesi, ciò che si può dedurre dal 'parere idraulico' che Aipo ha fornito nel 2024 al Comune di Molteno in merito alla realizzazione della nuova strada che dovrebbe collegare la SP 52, al confine con Sirone, fino al supermercato lungo la SP 49.

Aipo scrive che "per qualsiasi esigenza idraulica, ivi comprese quelle derivanti da attività di protezione civile connesse ad eventuali fenomeni di piena, il richiedente [Comune di Molteno] dovrà adattarsi alle mutate condizioni, anche successivamente all’esecuzione delle opere in oggetto, senza pretendere dall’Agenzia indennizzi di sorta".
Prosegue Aipo: "Rimangono a carico del richiedente gli oneri relativi alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere in oggetto derivanti da variazioni plano-altimetriche dell’alveo del torrente Bevera dovute a fenomeni legati al trasporto solido e/o derivanti da eventi di piena del fiume Lambro".
E ancora: "Rimangono a carico del richiedente gli oneri relativi alla sicurezza del cantiere ..., svincolando questa Agenzia da qualsiasi responsabilità in caso di danni derivanti da eventi di piena del torrente Bevera".
Prosegue ancora Aipo nel proprio parere: "Rimane a carico dell’Amministrazione Comunale ... la predisposizione di uno specifico Piano di Emergenza ...; resta anche in capo ai proponenti la redazione e l’attuazione di tale piano e delle azioni e delle misure necessarie a garantire la fruizione in sicurezza delle opere, nonché la loro interdizione in caso di pericolo. Rimangono a carico del richiedente gli oneri relativi alla manutenzione delle opere di compensazione idraulica previste (fossi longitudinali e drenaggi trasversali), nonché le eventuali responsabilità legate al loro malfunzionamento idraulico".
Conclude Aipo: "Il concessionario sarà tenuto all’immediato risarcimento di tutti i danni che venissero arrecati alla proprietà pubbliche o private ed al ripristino delle medesime".

La nuova tangenzialina di Raviola

Anche alla luce del parere Aipo, come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ribadiamo la nostra netta contrarietà alla realizzazione della tangenzialina di Raviola che, come in parte evidenziato dall'Agenzia, potrebbe - anche potenzialmente - aumentare i danni derivanti dalle esondazioni del vicino torrente Bevera. Ricordiamo infatti che, secondo il progetto, la nuova strada correrà parallela al Bevera, già pesantemente cementificato nell’intero tratto urbano di Molteno. L’artificializzazione delle aree spondali dei fiumi mette a rischio il loro equilibrio ecologico. La realizzazione della strada a pochi metri dal Bevera potrebbe aumentare i danni in caso di esondazioni naturali del torrente, fenomeni che purtroppo in futuro si potranno verificare con sempre maggiore frequenza e intensità, anche a causa della crisi climatica. Occorre infatti tenere in considerazione la situazione che si potrebbe verificare con le eventuali (e probabili) piene del torrente. Le piene verrebbero trattenute dalle nuove opere di contenimento della nuova strada, e pertanto il Bevera sarebbe costretto ad esondare nel tratto a monte o a valle, causando eventuali e peggiori danni anche agli abitati!

lunedì 14 ottobre 2024

Bevera e Gandaloglio: il Circolo Ambiente lancia l’allarme, “Stop alla cementificazione per fermare le esondazioni”

Le esondazioni dei torrenti Bevera e Gandaloglio, che nelle scorse settimane hanno interessato le zone a confine tra Molteno, Sirone e Oggiono, rappresentano un campanello d’allarme non solo per il fenomeno naturale in sé, ma soprattutto per le conseguenze che le attività umane stanno aggravando.

A lanciare l’allarme è Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”. Fumagalli sottolinea come le esondazioni dei torrenti siano eventi naturali che si sono sempre verificati. Ad esempio, nel caso del Gandaloglio, come evidenziato dalle immagini scattate la scorsa settimana, il torrente è esondato naturalmente invadendo prati ancora verdi nelle aree limitrofe a Molteno, Sirone e Oggiono.

Esondazione naturale del Gandaloglio nei prati al confine tra Oggiono, Sirone e Molteno

“L’esondazione in sé non è un problema – spiega Fumagalli – lo diventa quando le aree naturali di espansione delle acque vengono occupate dalla cementificazione e dalle costruzioni, come è accaduto nell’area del Mognago a Oggiono o in via Colombo a Sirone. L’impermeabilizzazione del suolo peggiora la situazione, rendendo più gravi le esondazioni nelle zone a monte e a valle”.

La soluzione, secondo Fumagalli, non sta certo nel cercare di imbrigliare ulteriormente i torrenti, con la costruzione di nuovi argini artificiali o altre opere idrauliche invasive. “Pensare a interventi come il bypass tra il Bevera e il Gandaloglio è una scelta completamente sbagliata – continua – Non fa altro che spostare il problema dell’acqua da un punto all’altro, senza intervenire sulle cause reali”.

Il presidente del Circolo Ambiente pone l'accento su quella che considera una priorità assoluta: il blocco immediato del consumo di nuovo suolo verde. “È necessario agire sui PGT (Piani di Governo del Territorio) – afferma Fumagalli – e non prevedere nuove aree edificabili o strade, come invece sta facendo l’Amministrazione comunale di Molteno con la tangenzialina di Raviola. Quest’ultima rischia di aumentare la portata delle esondazioni, aggravando il problema per le zone circostanti”.

Fumagalli propone interventi mirati e meno invasivi per mitigare i rischi idraulici, come l’ampliamento di alcuni ponti che attualmente costituiscono delle “strozzature artificiali” per il corso naturale dei torrenti. Sottolinea inoltre l’importanza di liberare le aree alla confluenza tra il Bevera e il Gandaloglio, un nodo critico che al momento è coperto dalla soletta dello stabilimento ex Segalini. 


Piena del Bevera che sovrasta la vasca di raccolta sedimenti a monte del supermercato di Molteno

In conclusione, il Circolo Ambiente ribadisce l’importanza di preservare gli spazi verdi rimasti e di rivedere le scelte urbanistiche per prevenire disastri futuri: "La risposta alle esondazioni non può essere una corsa alla cementificazione, ma piuttosto una riconciliazione con il territorio e le sue dinamiche naturali".

mercoledì 27 marzo 2024

Perplessità del Circolo Ambiente sul nuovo progetto per i torrenti Bevera e Gandaloglio a Molteno

Ipotesi di tracciato del nuovo bypass tra i torrenti Bevera e Gandaloglio a Molteno.

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Siamo perplessi sulla proposta di un nuovo progetto per i torrenti Bevera e Gandaloglio a Molteno, per il quale si prevede uno stanziamento economico di 800 mila euro da parte della Regione.   
Lo diciamo in merito all'esito dell'incontro, reso pubblico dal sindaco di Molteno, il quale si sarebbe visto coi tecnici di Regione Lombardia per la possibilità di realizzare un by-pass tra i torrenti Bevera e Gandaloglio, per la protezione del nucleo abitato di Molteno.

Noi continuiamo a ribadire le nostre perplessità sulla logica con cui si vuole affrontare la gestione dei torrenti e dei rischi di allagamento. La realizzazione di un by-pass risponde solo alla solita logica, puramente idraulica ed ingegneristica, di spostare l'acqua da un punto all'altro, senza risolvere le vere cause all'origine dei rischi derivanti dalle esondazioni, cause che invece vanno cercate nell'eccessiva cementificazione del territorio, soprattutto nelle aree vicine ai corsi d'acqua. Purtroppo la stessa logica, di natura solo idraulica, la si sta applicando con le vasche di laminazione in località Redaella sul torrente Gandaloglio.
Invece la vera soluzione passa anzitutto dal porre un vincolo urbanistico per mantenere libere (cioè non edificabili) tutte le zone di esondazione naturale dei torrenti, attraverso lo stop al consumo di suolo. Cosa che non vediamo negli strumenti urbanistici dei comuni del territorio e in particolare di Molteno che, lo ricordiamo, ha il record di cementificazione in provincia di Lecco e il cui PGT vigente prevede ulteriori edificazioni anche in aree prossime ai torrenti!

La confluenza dei torrenti Bevera e Gandaloglio nel tratto 'coperto' in corrispondenza dello stabilimento ex Segalini.

Se poi si deve ragionare in termini di priorità negli interventi di 'messa in sicurezza', se Regione Lombardia ha dei soldi da stanziale, ebbene questi li si potrebbero utilizzare per risolvere il vero e unico nodo idraulico sui torrenti, ovvero l'area della ex Segalini, costruita proprio sopra la confluenza tra i torrenti Bevera e Gandaloglio. Con quello stanziamento economico si potrebbe acquisire o espropriare quella porzione della ex Segalini, per poi procedere con la demolizione della parte di capannone liberando l'area di confluenza tra i due torrenti in modo che venga rinaturalizzata, creando un'area verde a cielo aperto proprio in corrispondenza della confluenza a 'Y'.
Invece qui ci sembra che si stia pensando - ancora una volta - alla soluzione apparentemente più 'comoda': scavare un nuovo canale artificiale - oltretutto tagliando in due una preziosa area agricola - con un by-pass che, ripetiamo, non si capisce come potrebbe risolvere il problema degli allagamenti. Infatti col nuovo by-pass, le acque di piena del Bevera, anziché continuare nello stesso torrente verso il centro di Molteno, verrebbero fatte confluire nel Gandaloglio (il cui tratto finale passa altrettanto vicino ad alcune abitazioni di Molteno), dove però lo stesso volume di acqua verrebbe 'fermato' dalla soletta del capannone della ex Segalini. Quindi, col by-pass, avremmo una 'non' soluzione definitiva del problema, ma solo lo spostamento delle acque da un punto ad un altro.

lunedì 23 ottobre 2023

Circolo Ambiente: "A Molteno la nuova ‘tangenzialina’ di Raviola danneggerà l’ambiente e il torrente Bevera!"


Roberto Fumagalli
, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”


In merito al progetto della nuova ‘tangenzialina’ di Raviola, tra Molteno e Sirone, sembra assolutamente paradossale che l’AIPO (Agenzia interregionale per il fiume Po) possa avere dato parere favorevole alla realizzazione di una nuova strada che correrebbe parallela, a pochi metri, dal corso del torrente Bevera! Ci chiediamo se è stata tenuta in considerazione la situazione che si potrebbe verificare con le eventuali (e probabili) piene del torrente. Infatti le piene verrebbero trattenute dalle nuove opere di contenimento della nuova strada, e pertanto il Bevera sarebbe costretto ad esondare nel tratto a monte o a valle, causando eventuali e peggiori danni anche agli abitati!


Lo ribadiamo: quella ‘tangenzialina’ non deve essere costruita, perché rovinerebbe uno dei contesti agricoli del territorio di Molteno, e oltretutto rischierebbe appunto di soffocare ancora di più il corso del torrente Bevera, già cementificato nell’intero tratto urbano di Molteno.



Anziché pensare ad una nuova, inutile, strada accanto ad un torrente, si sarebbe dovuto intervenire sul vero nodo idraulico che è la confluenza tra i torrenti Bevera e Gandaloglio, che avviene sotto lo stabilimento della ex Segalini. È paradossale che gli Enti pubblici procedano, coi nostri soldi, ad espropriare terreni agricoli per far passare una nuova e inutile strada. Ma al contempo non abbiano il coraggio di espropriare una parte dei capannoni della vecchia Segalini per abbatterne la soletta e liberare i sottostanti corsi d'acqua, ripristinando gli alvei naturali dei torrenti. Su questo intervento non si fa nulla, mentre per la nuova strada si procede a colpi di cemento e asfalto, vicino ad un torrente!

Gli errori e le devastazioni ambientali continuano, in una fase storica dove i segnali di crisi ecologica si fanno sempre più forti.

 

Come è e come sarà 

Il vanto del Comune di Molteno

 



giovedì 21 settembre 2023

Oggiono, lavori anti-alluvione sul torrente Gandaloglio. Il Circolo Ambiente: “Un palliativo, occorre ridurre il consumo di suolo!”

Il tratto coperto del torrente Gandaloglio in corrispondenza dello stabilimento della ex Segalini


Roberto Fumagalli
, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”  

 

Sui lavori anti-alluvione in fase di realizzazione lungo il torrente Gandaloglio tra Oggiono e Molteno (che prevedono la realizzazione di una vasca di laminazione), come Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” continuiamo a esprimere le nostre perplessità.



A nostro giudizio, gli interventi anti-esondazioni vanno pensati in maniera diversa, risalendo anzitutto alle cause. Il bacino idrico del Gandaloglio nei decenni passati è stato interessato da una pesante cementificazione, che ha interessato sia le sponde che le aree di esondazione naturale del torrente. Se pensiamo al tratto in cui il torrente corre stretto in mezzo ai capannoni, tra via per Dolzago e il Peslago. E poi alla pesante cementificazione, sempre di capannoni, nella zona del Mognago, che in precedenza era formata dai campi agricoli, che si allagavano in caso di forti piogge, ovvero costituiva di fatto l'area di esondazione naturale del Gandaloglio. Questo gravoso consumo di suolo in una zona in cui la falda è profonda pochi decine di centimetri, costringe il fiume - in caso di forti piogge - a esondare sulla strada. C'è poi il tema, già ricordato più volte, dello stabilimento della ex Segalini di Molteno costruito proprio sulla confluenza tra il Gandaloglio e il Bevera, ovvero nell'area più delicata dal punto di vista idraulico! Ebbene, per risolvere i problemi degli allagamenti vanno ridotte le cause e va gestito diversamente il territorio.  



Opere come quelle in corso d'opera - che costano svariati milioni di euro di soldi pubblici - rischiano di essere solo un palliativo. Non è detto poi che, in caso di forti piogge, la vasca di laminazione entri in funzione.  L'abbiamo già visto ad esempio nel 2002 a Baggero di Merone, alla confluenza tra il torrente Bevera e il fiume Lambro. Qui, dopo pochi mesi dalla costruzione di una inutile vasca di laminazione, il fiume è esondato lo stesso, allagando abitazioni e costringendo alla evacuazione decine di famiglie.
Quindi, lo ripetiamo, il primo tema da affrontare è l'eccessivo consumo di suolo.  È nei PGT che si decide tutto: Oggiono, Molteno e gli altri comuni della zona dimostrino anzitutto di avere PGT a consumo di suolo zero. Solo così, senza ulteriore  cementificazione, si possono contenere le conseguenze delle esondazioni naturali dei corsi d'acqua.

mercoledì 26 ottobre 2022

5 e 19 novembre 2022 | Sentiero Pedemonte: escursioni Lecco-Sala al Barro e Oggiono-Molteno-Rogeno


Il Comitato Sentiero Pedemonte Ferrovia Como-Lecco propone due eventi di inaugurazione:

PROGRAMMA CAMMINATE:
 

Sabato 5 Novembre 2022: Lecco-Sala al Barro

Ritrovo alle ore 9.00 presso il piazzale Stazione RFI (Piazza Lega Lombarda) a Lecco per l'inaugurazione del cartello Sentiero Pedemonte alla presenza delle autorità e partenza a piedi per raggiungere l'Eremo di Monte Barro. Alle ore 12.30 ci si fermerà per una pausa con un aperi-pranzo offerto dagli organizzatori presso il Ristorante Eremo. Dopo il pranzo continua l'escursione per arrivare alla Stazione di Sala al Barro, dove si inaugurerà il secondo pannello informativo sul Sentiero Pedemonte posato sulla tratta Lecco-Sala al Barro. Alle 15.41 è previsto il rientro in treno da Sala al Barro a Lecco, con arrivo alle ore 15.53.

Dettagli escursione approssimativi: 4 ore di cammino, 550m dislivello, 13,5km. Il percorso si svolgerà prevalentemente sui sentieri all'interno del Parco Monte Barro con alcuni tratti su strade urbane e sterrate.
(🌧️ in caso di maltempo rimandato al 12 Novembre)

 

Sabato 19 Novembre: Oggiono-Molteno-Rogeno

Ritrovo alle ore 9.00 presso la Stazione RFI di Oggiono (Via Giacomo Leopardi, 1) per l'inaugurazione del cartello promozionale del Sentiero Pedemonte alla presenza delle autorità e partenza a piedi lungo il percorso per raggiungere la Stazione di Molteno dove si inaugurerà un altro cartello posato lungo la tratta. A Molteno è previsto un aperitivo offerto per poi ripartire a piedi e completare questa escursione con l'inaugurazione del cartello presso la Stazione di Casletto-Rogeno. Sarà possibile il rientro in treno: partenza del treno alle ore 14.21 da Casletto-Rogeno con arrivo a Oggiono alle ore 14.35 (cambio a Molteno).

Dettagli escursione approssimativi: 4 ore di cammino, 15km. Il percorso si svolgerà prevalentemente su strade sterrate e sentieri con brevi tratti su strade urbane.
(🌧️ in caso di maltempo rimandato al 26 Novembre)
 

I promotori non si assumono responsabilità per danni a cose o persone.
Consigliato abbigliamento comodo e scarponi da trekking.
Per informazioni contattare: sentieropedemonte@gmail.com o 0341 365798

Partecipazione gratuita su prenotazione (entro il giovedì della settimana dell'escursione).
Per iscriversi compilare il modulo di iscrizione al seguente link:
https://forms.gle/3fXUufXZWUjqsK1o6

Il Comitato Sentiero Pedemonte è composto da:
Legambiente Lecco, Legambiente Cantù, Circolo Ambiente Ilaria Alpi, Comitato Pendolari Como-Lecco, Comitato Parco Groane Brughiera

domenica 18 giugno 2017

Da Rogeno a Molteno, lungo il percorso del sentiero Pedemonte


Oltre 50 persone si sono ritrovate domenica 18 giugno 2017 per partecipare alla seconda tappa del Sentiero Pedemonte, che ha attraversato i comuni di Rogeno, Bosisio Parini e Molteno.

Palazzo Negri, Rogeno
La partenza è avvenuta da piazza Vittorio Emanuele di Rogeno, comune nel cui centro storico si trovano i palazzi delle famiglie Gadda e Negri.

L'illustrazione del percorso
In verde il percorso
Rogeno vanta un forte legame anche con Papa Pio XI, al secolo Achille Ratti, in quanto i suoi genitori erano originari della frazione Ceppetto e si trasferirono a Desio due o tre mesi prima che nascesse Achille, il futuro Papa della Brianza.

 
Lungo i sentieri di Rogeno e la ferrovia Como-Lecco
Dopo aver oltrepassato il ponte sulla ferrovia e aver raggiunto la frazione di Casletto, Gianni Casiraghi, uno degli ideatori del percorso, ha illustrato le vicende storiche legate al territorio appena attraversato.

La tappa a Casletto
Una rapida discesa ha portato il gruppo sulle rive del Lago di Pusiano per poi proseguire, attraverso il sentiero della Merlotta, verso Garbagnate Rota dove si è potuta ammirare la Chiesa di Sant'Ambrogio.

Il lago di Pusiano
Il sentiero della Merlotta
 
Chiesa di Sant'Ambrogio
L'interno della chiesa
Tappa successiva il bel borgo di Bosisio Parini con visita alla Casa Museo Parini.

La casa museo Parini
 
 

La passeggiata è proseguita quindi a Lezzena dove si è visitata la piccola chiesetta dedicata a Sant'Antonio, per poi giungere a Molteno.

La Chiesa di Lezzena
 
L'altare presenta un frontale "nascosto"
Dopo una sosta ristoratrice presso Villa Rosa, ora sede del Municipio, è stata presentata la mostra "Un binario nel verde" dedicata alla ferrovia Como-Lecco. Successivamente il gruppo ha potuto visitare il bel parco della villa al cui interno è presente una vasca per le tartarughe.

Villa Rosa, ora Municipio di Molteno
Il parco di Villa Rosa
Le tartarughe
In uno degli edifici che si affacciano sul parco si può notare, a distanza di oltre 70 anni dalla caduta del regime fascista, l’effige di Mussolini.


La bella escursione si è poi conclusa con la visita della Chiesa di San Giorgio.

Sullo sfondo la Chiesa di san Giorgio