martedì 13 gennaio 2026
Monte San Primo, lo sci artificiale sfida i dati sul clima che cambia
Il 2025 si conferma come uno degli anni più caldi mai registrati in Lombardia. A certificarlo è ARPA Lombardia, l’ente tecnico regionale, che nel suo bilancio climatico colloca l’anno appena trascorso al quarto posto tra i più caldi in assoluto, con temperature medie superiori di 1,25 gradi rispetto al periodo di riferimento 1991-2020. Un dato che, seppur leggermente inferiore al 2024, si inserisce in una tendenza ormai consolidata: dal 1991 la temperatura media regionale cresce di circa 0,7 gradi ogni dieci anni.
Numeri che parlano chiaro e che descrivono un cambiamento climatico evidente anche in Lombardia. Il 2025 ha visto mesi eccezionalmente caldi come giugno e dicembre, con scarti positivi di circa 3 gradi, e ondate di calore estive con temperature fino a 38 gradi in diverse località della regione. Allo stesso tempo, il clima si mostra sempre più estremo, come dimostrano gli eventi meteorologici intensi concentrati in brevi periodi, tra cui l’esondazione del Seveso del 22 settembre, quando in 24 ore sono caduti fino a 220 millimetri di pioggia nella zona nord di Milano.
È in questo contesto che torna al centro del dibattito il Monte San Primo, nel Triangolo Lariano, dove è stato proposto un progetto per riportare lo sci alpino attraverso l’uso di innevamento artificiale. Un’ipotesi che appare sempre più in contrasto con la realtà climatica descritta dai dati ufficiali.
A sottolinearlo è Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" e portavoce del Comitato Salviamo il Monte San Primo, che richiama direttamente le conclusioni di ARPA Lombardia: «Il 2025 è stato uno degli anni più caldi mai registrati in Lombardia, confermando una tendenza che ormai si ripete da tempo».
Secondo Fumagalli, ignorare questo scenario significa perseverare in una visione ormai superata della montagna: «Eppure c’è chi continua a far finta di nulla – osserva – proponendo un progetto assurdo per riportare lo sci sul Monte San Primo, basato sull’innevamento artificiale, come se il riscaldamento globale non esistesse».
Il nodo centrale non è solo ambientale, ma anche economico e culturale. In un territorio di media quota, sempre più esposto a inverni miti e a precipitazioni irregolari, puntare su impianti sciistici e neve artificiale comporta consumi elevati di acqua ed energia, oltre a un impatto significativo sul paesaggio. Una scelta che rischia di risultare insostenibile nel medio-lungo periodo, proprio mentre i dati climatici indicano la necessità di ripensare radicalmente il rapporto tra turismo e montagna.
giovedì 4 dicembre 2025
Monza, cittadini in mobilitazione per un “Parco Silenzioso”: il 19 dicembre incontro pubblico sul clima acustico del Parco di Monza
Il crescente inquinamento acustico generato dalle attività motoristiche dell’autodromo continua a preoccupare cittadini, associazioni e frequentatori del Parco di Monza. Nel 2025 le segnalazioni sono aumentate significativamente, interessando non solo il Parco, ma anche i comuni limitrofi e alcune aree della città. Di fronte a una situazione considerata ormai “intollerabile”, i Comitati per il Parco A. Cederna e “La Villa Reale è anche mia” lanciano un incontro pubblico per fare chiarezza sul problema e chiedere interventi concreti.
Negli ultimi mesi, il rumore costante proveniente dalla pista dell’autodromo – definito “fastidioso, dannoso e fuori controllo” – ha suscitato crescente esasperazione. Molti cittadini hanno manifestato la volontà di ricorrere ad azioni di protesta eclatanti pur di essere ascoltati dalle istituzioni. I Comitati, da anni in prima linea contro l’inquinamento acustico, hanno però invitato a mantenere la calma, continuando parallelamente a sollecitare gli enti competenti.
Un primo risultato è arrivato: l’Ufficio Tutela Ambiente del Comune di Monza ha richiesto ad ARPA la verifica del sistema di monitoraggio del rumore utilizzato dal gestore dell’autodromo, oltre a nuove misure integrative di controllo. Un passo considerato significativo, ma non ancora sufficiente a rispondere alle esigenze dei residenti e alla tutela del Parco, riconosciuto come bene culturale di rilievo internazionale.
Per questo i Comitati organizzano l’incontro pubblico “Da Parco Rumoroso a Parco Silenzioso. Il clima acustico del Parco: com’era, com’è e come potrebbe essere”, che si terrà venerdì 19 dicembre alle ore 21, presso la Sala Maddalena, nel centro di Monza.
L’obiettivo è informare la cittadinanza, presentare dati e proposte, e chiedere alle istituzioni un impegno chiaro per il 2026 e oltre. All’appuntamento sono stati invitati Ufficio Ambiente, ARPA e ATS, affinché possano illustrare le azioni già avviate e quelle in programma per ridurre l’esposizione al rumore.
L’agenda prevede contributi tecnici, storici e giuridici:
- un riepilogo del problema del rumore nel Parco da parte di Bianca Montrasio, presidente del Comitato per il Parco A. Cederna;
- una presentazione sui rilievi fonometrici realizzati dal gestore, con l’architetta Federica Gagliano di Acustica Studio;
- un approfondimento sulle metodologie di misura;
- interventi degli enti pubblici di controllo;
- le proposte di riduzione attiva del rumore del Comitato, illustrate dall’ingegner Giancarlo Milani;
- un’analisi delle possibili azioni collettive della società civile, con i contributi dell’avvocato e docente di diritto dell’ambiente Francesco Basile e dell’avvocato Roberto D’Achille, referente del Comitato “La Villa Reale è anche mia”.
Lo spazio finale sarà dedicato a domande e interventi dal pubblico, nella speranza di trasformare la frustrazione diffusa in una mobilitazione costruttiva.
I Comitati confidano che questo incontro possa segnare “una svolta verso una gestione virtuosa del rumore nel Parco”, restituendo al territorio quel clima sonoro compatibile con la salute, il benessere e il valore storico-paesaggistico dell’area verde più grande d’Europa tra quelle recintate.
giovedì 27 novembre 2025
Pedemontana e la bonifica da diossina: sotto terra la verità – 12 aree ancora contaminate
A seguito della seduta dell’Osservatorio Permanente sulla Bonifica da Diossina della tratta B2 della Pedemontana, svoltasi il 17 novembre presso la sede di ARPA Monza, il Coordinamento dei gruppi ambientalisti e delle liste civiche (Sinistra e Ambiente–Impulsi Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica Cesano, Altra Bovisio Masciago, Comitato Ambiente Bovisio, Cittadini per Lentate) ha diffuso un’analisi dettagliata sull’andamento dei lavori. L’obiettivo è chiarire lo stato effettivo della bonifica, andando oltre comunicazioni giudicate “ottimistiche” o “semplificate”, e offrendo alla cittadinanza un quadro completo delle criticità tuttora presenti.
La riunione del 17 novembre è stata convocata su esplicita richiesta del Coordinamento, che da mesi denuncia difficoltà nell’ottenere dati tempestivi e completi da parte dei soggetti incaricati della bonifica. Solo attraverso specifici accessi agli atti gli ambientalisti sono riusciti ad acquisire le prime risultanze dei collaudi condotti in contraddittorio con ARPA su alcuni lotti già scavati, dai quali sono emersi diversi mancati raggiungimenti degli obiettivi di bonifica.
All’incontro erano presenti ARPA, Pedelombarda Nuova (General Contractor), Autostrada Pedemontana Lombarda, Regione Lombardia – Direzione Ambiente e Clima, e le amministrazioni comunali di Cesano Maderno, Seveso, Bovisio Masciago e Barlassina, oltre a una nutrita delegazione di associazioni e comitati del territorio.
Stato della bonifica: i numeri reali
Pedelombarda Nuova ha illustrato l’avanzamento dei lavori sui lotti finora affrontati: 2, 2A (Seveso), 3, 3-var, 4, 5 e 6 (Cesano Maderno). Da tali aggiornamenti emergono dati significativi:
- Il 75% della superficie interessata è stato scavato e il terreno contaminato è stato rimosso.
- Solo il 56% della superficie è stato sottoposto alle verifiche di collaudo con ARPA.
Ed è proprio la fase di collaudo a evidenziare le principali criticità: su 16 Aree Sorgente già esaminate, 12 non hanno raggiunto gli obiettivi di bonifica previsti dal D.Lgs 152/2006, che stabilisce i limiti per Diossine e Furani (10 ng/kg per aree residenziali/verde pubblico, 100 ng/kg per aree industriali).
Il Coordinamento sottolinea che, finché tali valori non rientrano nelle soglie di legge, “la bonifica non può dirsi completata”. Per questo motivo ritiene fuorviante l’affermazione secondo cui “il 75% delle aree sarebbe stato bonificato”: il dato riguarda solo lo scavo, non l’effettivo raggiungimento degli standard normativi.
Le non conformità comportano la necessità di scavi suppletivi di 20 cm, con nuova caratterizzazione del terreno, abbancamento in discariche autorizzate e ulteriori analisi in contraddittorio con ARPA. Pedelombarda Nuova stima che saranno rimossi almeno 3.500 m³ di terreno aggiuntivo, pari a circa 6.000 tonnellate.
Finora i costi aggiuntivi risultano coperti dal quadro economico dell’opera, ma il Coordinamento evidenzia che lo scenario potrebbe evolvere man mano che proseguiranno gli scavi sui lotti ancora non verificati, in particolare i Lotti 2 e 1 (Seveso e Meda).
Gli ambientalisti hanno chiesto il dettaglio completo sulla classificazione dei terreni smaltiti e sulle discariche di destinazione. Pedelombarda Nuova ha riferito che nessuna terra è stata finora classificata come rifiuto pericoloso, e si è impegnata a fornire i dati richiesti.
Per quanto riguarda la qualità dell’aria in cantiere:
- non sono stati registrati superamenti dei limiti di Diossina,
- alcuni picchi di PM10 sono stati affrontati con fermate temporanee dei lavori e l’uso di “cannon fog”.
Sono state inoltre segnalate possibili mancanze nell’applicazione dei protocolli di sicurezza da parte di operatori nei cantieri; Pedelombarda ha preso atto dell’osservazione impegnandosi a vigilare maggiormente.
Oltre alla diossina, sono emerse ulteriori criticità:
- 6 superamenti dei limiti di IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) nel Lotto 3 di Cesano Maderno, per i quali si stanno definendo nuove modalità di gestione con ARPA e Regione Lombardia.
- Ritrovamenti di amianto in alcune aree durante la Bonifica Ordigni Bellici: sia in frammenti di eternit sia frammisto al terreno.
- A Barlassina, nelle future aree di viabilità complementare, è stata rilevata un’ampia presenza di amianto, che richiederà interventi specifici e maggiori costi.
ARPA sta conducendo le analisi in contraddittorio con accuratezza, supportata anche da laboratori esterni per far fronte all’enorme carico di lavoro. Le associazioni chiedono una nuova convocazione dell’Osservatorio nei primi mesi del 2026, quando la fase di scavo dovrebbe essere quasi completata e disponibili i collaudi delle aree residue.
Il Coordinamento chiude il suo resoconto ricordando che, nonostante dichiarazioni rassicuranti, la bonifica è lontana dalla conclusione e richiede ancora attenzione, trasparenza e vigilanza costante.
giovedì 23 ottobre 2025
Tratta B2 Pedemontana, i dati ARPA confermano criticità nei collaudi di bonifica
a cura di Sinistra e Ambiente, Meda
Con un accesso agli atti, Sinistra e Ambiente–Impulsi di Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio Masciago, Comitato Ambiente Bovisio Masciago e Cittadini per Lentate hanno ottenuto una prima serie di documenti — verbali, note tecniche e referti analitici — relativi alle iniziali attività di ARPA Lombardia, svolte a partire dal 21 maggio 2025, per il contraddittorio sulla fase di collaudo dell’avvenuta bonifica di alcune celle o aree sorgenti presenti all’interno dei lotti interessati dalla bonifica da diossine lungo la tratta B2 di Pedemontana.
I documenti descrivono i primi interventi in cui sia il soggetto incaricato della bonifica sia ARPA hanno acquisito campioni di terreno dalle superfici già oggetto di asportazione della porzione contaminata.
I campioni, destinati ad analisi chimiche, sono stati raccolti in tre aliquote:
- Aliquota A: per le analisi chimiche assegnate al laboratorio di fiducia dell’impresa incaricata della bonifica;
- Aliquota B: a disposizione di ARPA;
- Eventuale aliquota C: per analisi in contraddittorio.
I risultati analitici determinano se sul fondo scavo e sulle pareti la concentrazione di diossine e furani rientri o meno nel valore di soglia stabilito dalla normativa.
Se il valore risulta sotto soglia, ARPA può certificare l’avvenuta bonifica della cella; se invece è ancora sopra soglia, la bonifica con asportazione del terreno deve proseguire fino al raggiungimento dell’obiettivo.
LA SITUAZIONE
Obiettivi di bonifica non raggiunti in due dei primi tre interventi
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| Tra le aree sorgenti del lotto 2-2A figura anche la n. 13, situata appena sotto la 2B della vasca di laminazione. |
La comunicazione di ARPA è stata inviata alla Direzione Ambiente e Clima di Regione Lombardia, a Pedelombarda S.c.p.A., all’ATS della Brianza, alla società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), alla Provincia di Monza e Brianza e, per le relative competenze territoriali, ai Comuni di Seveso e Cesano Maderno.
L’AREA SORGENTE 13
Sull’area sorgente 13 del lotto 2 a Seveso, le analisi chimiche di diossine e furani relative ai sette campionamenti, comprensivi di quelli di parte, hanno mostrato il superamento del valore di soglia di 10 ng/kg per i siti ad uso verde pubblico/privato e residenziale (Colonna A delle CSC).
Per i tre campionamenti effettuati da ARPA, i valori analitici sono stati pari a 20,26 ng/kg, 33,21 ng/kg e 22,15 ng/kg.
Alla luce di tali risultati, ARPA ha dichiarato il non raggiungimento degli obiettivi di bonifica, restando in attesa della documentazione necessaria al prosieguo dell’intervento.
Durante l’attività in loco sono stati inoltre raccolti 38 campioni per l’area sorgente 9B.
L’AREA SORGENTE 44
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| L'area sorgente 44 |
Sull’area sorgente 44 del lotto 5, a Cesano Maderno, tutte le analisi chimiche effettuate sui quattro campionamenti (due di parte e due di ARPA) hanno mostrato il rispetto del valore di soglia di 10 ng/kg per i siti ad uso verde pubblico/privato e residenziale (Colonna A delle CSC).
Per i due campionamenti di ARPA, i valori analitici sono stati di 4,38 ng/kg e 1,33 ng/kg.
ARPA ha quindi formalizzato il raggiungimento degli obiettivi di bonifica.
L’AREA SORGENTE SC59.1
Sull’area sorgente SC59.1 del lotto 3, a Cesano Maderno, le analisi chimiche di diossine e furani dei due campionamenti effettuati hanno mostrato il superamento del valore di soglia di 10 ng/kg per i siti ad uso verde pubblico/privato e residenziale (Colonna A delle CSC).
Per il campionamento effettuato da ARPA è risultato un valore pari a 71,85 ng/kg.
Di conseguenza, ARPA ha formalizzato il non raggiungimento degli obiettivi di bonifica, restando in attesa di documentazione per il prosieguo dell’intervento.
Le note tecniche “per aree sorgenti” saranno successivamente richiamate nella Relazione finale per lotti.
NON CONFORMITÀ DEI LUOGHI
I verbali di sopralluogo e campionamento dei terreni segnalano anche alcune situazioni anomale, come quella riscontrata nell’area sorgente 30 del lotto 3, a Cesano Maderno, dove la presenza di un cumulo di rifiuti in corrispondenza di alcune celle ha reso temporaneamente impossibile ad ARPA procedere al prelievo dei campioni di collaudo.
Gli addetti alla bonifica dovranno inviare ad ARPA la documentazione preliminare alla rimozione del cumulo di rifiuti.
Nell’area sorgente SC59.2, il verbale evidenzia che “lo stato dei luoghi non risulta conforme al progetto approvato” e che ARPA “resta in attesa di comunicazione in merito al prosieguo”.
IL COMMENTO DI SINISTRA E AMBIENTE
Nonostante le difficoltà che incontriamo nell’ottenere in tempo reale la documentazione, a causa dell’indisponibilità di alcuni soggetti e organismi presenti al Tavolo, continuiamo con impegno, fatica e attenzione a monitorare la bonifica.
Come si evince dalla documentazione ufficiale, su alcune aree l’intervento dovrà proseguire, poiché l’obiettivo di restituire un suolo con valori di diossine e furani entro i limiti di soglia legislativi non è ancora stato raggiunto.
Per avere un quadro completo della situazione sarà necessario attendere che ARPA esegua i campionamenti e le analisi chimiche per il collaudo di bonifica anche sugli altri lotti in cui si è conclusa la fase di asportazione del terreno contaminato.
Per accedere a tale documentazione saremo ancora una volta costretti a defatiganti richieste di accesso agli atti.
Siamo inoltre in attesa di informazioni e documentazione sulle analisi di caratterizzazione in banco e sui piani di smaltimento relativi alle celle che si trovano ancora in questa fase di lavorazione.
Al momento, la società Autostrada Pedemontana Lombarda continua a non dare segnali concreti di effettiva trasparenza comunicativa e documentale.
mercoledì 1 ottobre 2025
Monte San Primo: il Coordinamento in Regione contro il progetto sciistico
Il prossimo 15 ottobre il Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo” sarà in audizione presso le Commissioni V (Territorio) e VI (Ambiente) del Consiglio regionale della Lombardia, riunite in seduta congiunta, per ribadire la propria contrarietà all’individuazione di un’area sciabile in località San Primo, sulle pendici dell’omonima montagna del Triangolo Lariano.
A seguito della richiesta presentata lo scorso luglio, i presidenti delle Commissioni hanno accolto l’istanza avanzata dal Coordinamento di discutere il progetto di riqualificazione dell’area del San Primo, che prevede in particolare la sistemazione delle piste da sci con innevamento artificiale. Le considerazioni – più volte ribadite dal Coordinamento – sottolineano l’assurdità di questo progetto, promosso dalla Comunità Montana Triangolo Lariano e dal Comune di Bellagio. Il piano prevede infatti di riattivare impianti sciistici a bassa quota, tra i 1100 e i 1300 metri di altitudine, utilizzando circa la metà dei fondi pubblici stanziati, pari a oltre 5 milioni di euro, di cui oltre 1 milione messi a disposizione dalla stessa Regione Lombardia.
In audizione, i rappresentanti del Coordinamento – che riunisce 39 associazioni – ribadiranno gli elementi di criticità del progetto, ricordando che è stata la stessa Regione Lombardia, con una delibera del 2016, ad affermare che:
“Allo stato attuale, ... gli scenari climatici tenderebbero ad escludere che impianti con prevalente sviluppo al di sotto dei 1500 metri possano rivelarsi economicamente fruttuosi. Stante le attuali conoscenze e i dati di proiezione a disposizione, tali impianti, se anche risultassero economicamente produttivi nel breve periodo, diventerebbero inservibili su un orizzonte temporale medio-lungo (2030-2050).”
[cfr. Documento di Azione Regionale per l’Adattamento al Cambiamento Climatico, approvato con D.g.r. 19 dicembre 2016 - n. X/6028].
Anche ARPA Lombardia, ente di riferimento ambientale della stessa Regione, in una recente audizione in Consiglio regionale sul cambiamento climatico, ha confermato che “l’aumento delle temperature comporta una riduzione delle nevicate al di sotto dei 2000 metri”.
Il Coordinamento ambientalista chiederà quindi che la Regione esprima parere negativo sul progetto di individuazione di un’area sciabile sul Monte San Primo, coerentemente con il proprio orientamento che ritiene inservibili e antieconomici gli impianti al di sotto dei 1500 metri.
Si ricorda che il progetto “OltreLario” è promosso dalla Comunità Montana Triangolo Lariano e dal Comune di Bellagio, attraverso l’utilizzo di fondi totalmente pubblici. Dei 5 milioni disponibili, oltre 2 milioni sono destinati a interventi per la riattivazione di una stazione sciistica a bassa quota (1200 metri), non a caso dismessa già da una decina d’anni proprio a causa della mancanza di neve sul Monte San Primo.
Concludono i rappresentanti del Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo”:
“Ringraziamo i Presidenti e i membri delle Commissioni regionali per averci accordato l’audizione del prossimo 15 ottobre. Per noi sarà l’occasione – dopo tre anni di vertenza – di ribadire e documentare le criticità del progetto che riguarda il San Primo. Ma sarà anche l’occasione per presentare le nostre proposte alternative, tese a tutelare il Monte San Primo, un territorio che racchiude peculiari valenze ambientali e paesaggistiche, tanto che si potrebbe proporre l’istituzione di un Parco a sua protezione.”
sabato 2 novembre 2024
Un dialogo sulla bonifica di Pedemontana. Il silenzio della conoscenza si dissipa?
Riportiamo di seguito uno scambio di battute - apparse sulla pagina Facebook di Insieme in Rete - tra Gianni Del Pero, Presidente del WWF Lombardia, e un cittadino interessato, in quanto riteniamo possano essere utili ai lettori di questo blog per chiarire alcuni aspetti relativi alla bonifica dei terreni contaminati dall’incidente Icmesa di Seveso.
Un lettore ha commentato chiedendo maggiore chiarezza sulla posizione di Del Pero in merito alla bonifica, scrivendo: “Lei è più titolato. Ci dica cosa ne pensa della bonifica. Grazie.”.
Del Pero ha risposto ricordando l’impegno del WWF negli anni: “Oltre 30 anni fa abbiamo iniziato a fare analisi sui terreni interessati dall'accidente dell'Icmesa, e da 15 anni chiediamo che, se si doveva fare un'autostrada in queste aree, si procedesse prima con la bonifica. Dal 2015 al 2019, abbiamo partecipato alle conferenze dei servizi per valutare il piano operativo di bonifica e abbiamo chiesto e ottenuto modifiche e integrazioni. E controlleremo che le operazioni siano condotte con il massimo rigore per ridurre al minimo il rischio di aerodispersione della diossina residua.”
Sempre lo stesso lettore ha poi espresso dubbi sulla trasparenza dei controlli, chiedendo: “Relativamente alle bonifiche, cosa ne pensa del fatto che i controlli delle diossine nel terreno non siano fatti da un ente terzo (ARPA) ma da realtà scelte da APL (Autostrada Pedemontana Lombarda)? Non insinua che non verranno fatte a dovere, ma per trasparenza sarebbe stato meglio un ente terzo e indipendente.”
Del Pero ha precisato che “le analisi per certificare l’esito della bonifica saranno effettuate, secondo quanto stabilito nella conferenza dei servizi del 2018, ‘in contraddittorio’ con ARPA. Anche la metodica di campionamento sarà quella definita da ARPA, in accordo con il supporto tecnico dei Comuni. Verranno prelevati campioni in tre aliquote del fondo scavo e delle pareti, e tutti saranno analizzati da un laboratorio privato incaricato da Pedemontana, con validazione di ARPA.”
mercoledì 10 gennaio 2024
Pedemontana e diossina: sette associazioni chiedono l'istituzione di un osservatorio per monitorare le attività di bonifica sulla tratta B2
Dopo l'incontro tenutosi il 13 dicembre 2023 scorso, sette associazioni ambientaliste e liste civiche della tratta B2 di Pedemontana hanno scritto una lettera a Gianpiero Rocca, Sindaco di Cesano Maderno e coordinatore dei sindaci della tratta B2. La lettera riguarda principalmente la prevista bonifica da Diossina lungo il tracciato dell'infrastruttura.
Nella missiva, inviata anche al Direttore di ARPA, alla responsabile Bonifiche di ARPA e agli altri sindaci della tratta B2, viene espressa la richiesta di costituire un'osservatorio che si insedi e operi per il monitoraggio costante delle attività di bonifica. In particolare, si chiede l'inclusione dei gruppi proponenti e firmatari della richiesta nell'osservatorio.
L'obiettivo dichiarato è quello di evitare che le delicate operazioni di bonifica restino esclusivamente sotto la competenza dei soli incaricati, senza trasparenza, diffusione condivisa delle informazioni e controllo. Si propone, quindi, un osservatorio che includa una collegialità di soggetti, compresi i gruppi che da tempo seguono l'iter dell'infrastruttura e ne evidenziano le criticità, tra cui quella della bonifica non a rischio zero.
Sinistra e Ambiente, sul suo sito, ha enfatizzato che l'approccio adottato è stato divergente da quello del WWF Lombardia. Prima di tutto, la richiesta è stata indirizzata all'ARPA e ai Sindaci della tratta B2, entità con funzioni di controllo e non esecutive dell'opera. Al contrario, il WWF si è proposto direttamente alla società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) senza consultare o coinvolgere le altre associazioni ambientaliste presenti lungo il percorso della tratta B2.
Segue il testo della lettera inviata al Sindaco di Cesano Maderno Gianpiero Bocca e ai responsabili coinvolti:
Si fa seguito all’incontro intercorso in data 13 dicembre 2023 presso la sede del Comune di Cesano Maderno, con la presenza del Sindaco di Seveso, Alessia Borroni, e della Dott.ssa Beatrice Melillo, responsabile bonifiche del dipartimento di Milano e Monza di ARPA Lombardia, nel corso del quale, tra le altre cose, si è confrontato sulle attività connesse al Piano Operativo di Bonifica delle aree contaminate da Diossina TCDD interferite dal progettato tracciato dell’Autostrada Pedemontana Lombarda.
Un Piano Operativo di Bonifica i cui lotti di intervento riguarderanno i comuni di Seveso, Meda e Cesano Maderno e le cui azioni risolutive saranno pre-condizione per la realizzazione del nastro di asfalto della autostrada Pedemontana nella Tratta B2.
Come suggerito in quella sede dalla Dott.ssa Beatrice Melillo che ci legge in copia, ci si rivolge al Sindaco di Cesano Maderno, Gianpiero Bocca, in qualità di coordinatore dei Sindaci dei Comuni della tratta B2, affinché si faccia promotore della costituzione di un’assise partecipata o Osservatorio che comprenda anche le associazioni e i gruppi firmatari della presente richiesta, per la condivisione delle informazioni sull’andamento della bonifica.
Un’assise i cui incontri si tengano con tempestività e continuità in modo tale da monitorare in tempo reale le attività di Bonifica che faranno capo come responsabilità alla società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) e che vedranno in ARPA l’ente di controllo e verifica.
Restando in attesa di riscontro alla presente, si ringrazia per l’attenzione.
Associazioni e gruppi firmatari:
- Legambiente Seveso Circolo Laura Conti
- Seveso Futura
- Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda
- Cittadini per Lentate
- Passione Civica per Cesano
- Altra Bovisio Masciago
- Comitato Ambiente Bovisio Masciago
sabato 6 gennaio 2024
Soddisfazione del WWF Insubria per il bilancio ambientale a Meda nel 2023
Il WWF Insubria ci ha inviato un comunicato in cui esprime la propria soddisfazione per aver contribuito con una serie di interventi a migliorare il bilancio ambientale di Meda. Di seguito le considerazioni espresse dall'associazione ambientalista.
Il bilancio "ambientale" dell'anno appena concluso a Meda si presenta prevalentemente positivo, con diverse iniziative che hanno contribuito a migliorare il contesto ambientale della città. Le buone notizie, supportate da progetti concreti e risultati tangibili, fanno ben sperare per il futuro.
Una delle iniziative più significative è stata la piantumazione di 160 nuovi alberi e arbusti nei giardini delle scuole, grazie alla collaborazione tra il WWF Insubria, gli alunni del Plesso Diaz e la Cooperativa La Brughiera. Questi nuovi esemplari si uniranno alle altre piante già presenti nelle aree di Via Angeli Custodi, portando il totale a oltre 2000. Un regalo tangibile per la città, contribuendo alla crescita di spazi verdi accessibili a tutti.
Il Comune di Meda, utilizzando i fondi del Bilancio Partecipato, supporterà ulteriori interventi di riforestazione urbana proposti dal WWF. Tra questi, è prevista l'impiantazione di un frutteto nei giardini della Scuola Diaz e la messa a dimora di ulteriori alberature con filari di Carpini in varie zone della città, tra cui Via Angeli Custodi, Pescarenico, De Gasperi e altre.
Dal punto di vista della qualità dell'aria, nonostante alcuni superamenti dei limiti di legge per le polveri sottili PM10 registrati dalla centralina ARPA di Meda (43 giorni nel 2023), si nota un netto miglioramento rispetto al passato. L'impegno nel ridurre l'uso dei combustibili fossili e l'attenzione alla qualità dell'aria stanno contribuendo a una positiva evoluzione degli stili di vita cittadini.
Inoltre, per quanto riguarda gli ossidi d'azoto, è stato registrato un significativo miglioramento. La centralina installata dal WWF in collaborazione con Cittadini per l'Aria ha segnalato un valore di picco di 28 µg/m3 di NO2, con una media annua di 21.5 µg/m3, il risultato più basso degli ultimi 15 anni. Questo progresso è stato ottenuto grazie alla riduzione dei veicoli diesel, principale causa della presenza di NO2 nelle città.
Infine, il fiume Tarò, sebbene abbia causato alcune esondazioni nel corso del 2023, è diventato un'inaspettata oasi naturalistica. La presenza di numerosi animali, tra cui germani, folaghe e gallinelle d'acqua, insieme alla rinascita di diversi tipi di pesci nei giardini circostanti, ha trasformato l'area in un ambiente apprezzato dalla fauna locale.
Insomma, il 2023 ha portato a Meda una serie di buone notizie ambientali, e ci auguriamo che nel 2024 se ne possano registrare ancora di più.
sabato 30 dicembre 2023
Tratta B2 di Pedemontana: Focus su compensazioni ambientali e bonifica da diossina TCDD
Recentemente, diverse associazioni ambientaliste e liste civiche - (Legambiente Seveso Circolo Laura Conti, Seveso Futura, Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda, lista Cittadini per Lentate, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio Masciago, Comitato Ambiente Bovisio) - hanno incontrato Gianpero Bocca, Sindaco di Cesano Maderno e coordinatore delle amministrazioni locali sulla tratta B2 di Pedemontana, insieme a rappresentanti di ARPA Lombardia. L'incontro ha evidenziato diverse questioni rilevanti riguardanti il completamento dell'autostrada e ha approfondito tematiche come le compensazioni ambientali e la bonifica da diossina TCDD.
Bonifica da diossina TCDD: monitoraggio e collaborazione con ARPA Lombardia
Uno dei punti cruciali dell'incontro ha riguardato la bonifica da diossina TCDD, con un'attenzione particolare al ruolo di ARPA Lombardia. Sebbene ARPA abbia annunciato la conferma della contaminazione in alcune aree, la mancanza di comunicazione da parte di Pedemontana Lombarda (APL) sull'avvio degli interventi e il cronoprogramma ha sollevato preoccupazioni. ARPA si è impegnata a seguire e monitorare la bonifica, con la possibilità di richiedere ulteriori azioni se necessario.
Compensazioni ambientali: fondi disponibili e decisioni comunali
La discussione sulle Compensazioni Ambientali ha evidenziato una cifra di 11.184.000 euro disponibile per la tratta B2. Alcuni comuni hanno mostrato una preferenza per confermare le compensazioni previste nel MasterPlan, mentre altri hanno proposto nuovi progetti, come nel caso di Cesano Maderno, che valuta uno spostamento di risorse sulla realizzazione di una ciclabile.
Compensazioni viabilistiche: risorse economiche e progetti comunali
Le Compensazioni Viabilistiche, coperte da uno stanziamento di 60 milioni di euro, sono state suddivise tra i comuni coinvolti. Tuttavia, la mancanza di rivalutazione economica potrebbe limitare la realizzazione completa dei progetti inizialmente previsti. Alcuni comuni stanno già utilizzando queste risorse per interventi sulla viabilità, come il rifacimento della nazionale dei Giovi e la riqualificazione di strade locali.
Inoltre, è emersa una preoccupazione condivisa riguardo al possibile aumento del traffico sulla viabilità intercomunale a causa del pagamento dell'autostrada Pedemontana.
Conclusioni e prossimi passi: collaborazione e monitoraggio costante
L'incontro ha evidenziato la necessità di un dialogo continuo tra le amministrazioni locali, i Gruppi Ambientalisti e ARPA Lombardia per garantire una corretta esecuzione delle attività di bonifica e la corretta destinazione delle risorse per compensazioni ambientali e viabilistiche. La collaborazione e l'informazione costante sono state accolte positivamente, ma la definizione di strumenti pratici per la condivisione di informazioni e decisioni rimane un passo successivo da valutare attentamente.
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martedì 7 novembre 2023
Il Circolo Ambiente chiede le dimissioni della Presidente di ARPA Lombardia
Secondo il Circolo Ambiente, la presidente dell'ARPA non può andare contro il consenso scientifico che collega il riscaldamento globale alle attività umane, in particolare alle emissioni climalteranti dovute all'uso intensivo dei combustibili fossili. Questa posizione è ritenuta inaccettabile, soprattutto considerando che l'ARPA Lombardia è responsabile del monitoraggio ambientale, il cui obiettivo è direttamente connesso alle conseguenze dei cambiamenti climatici.
Alla luce di queste incongruenze, il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ha formalmente chiesto le dimissioni immediate della presidente di ARPA Lombardia, rivolgendo la richiesta sia al presidente di Regione Lombardia che alla stessa Lucia Lo Palo.
giovedì 5 novembre 2020
Premana. Salvato il torrente Fraina
Vi ricordate gli striscioni pacifici, non politici, della protesta dei pesci di fiume di inizio anno? Erano comparsi in tutti Italia, e anche a Premana, frutto dell’iniziativa di un coordinamento che riuniva tutte le grandi associazioni di tutela ambientale e i comitati spontanei impegnati nella difesa degli ultimi fiumi e torrenti liberi dalla devastazione e dalla speculazione del mini idroelettrico.
A Premana la battaglia è stata vinta! Dopo dieci anni esatti dedicati alla tutela dell’Alpe Rasga e del torrente Fraina, hanno vinto gli Alpigiani che ne hanno difeso l’integrità, rivendicando anche la titolarità degli antichi usi civici su terre e acque a scopo di uso collettivo, e le Associazioni che li hanno sostenuti - primi tra tutti WWF e Legambiente Lecco.
Ma con loro, ci spiegano, ha vinto finalmente la ragione, il buon senso, la cura per il territorio, il paesaggio e l’ambiente, per i nostri luoghi.
È di ieri infatti la notizia che la Provincia di Lecco ha formulato un diniego definitivo, con conclusione del procedimento, all’autorizzazione unica richiesta dalla società Energia Futuro Srl, che avrebbe prosciugato un corso d’acqua ancora quasi intatto e naturale, stravolgendo con centinaia di metri di condotte da incassare in pareti rocciose o sotto l’antica strada militare i versanti fragili della Valvarrone, che proprio in questi giorni sono stati nuovamente oggetto di gravissimi episodi di dissesto.
Nel corso di questi anni, grazie anche all’impegno del legale che ha seguito con dedizione questa complessa vicenda, l’avv. Paola Brambilla, oggi Coordinatrice del Comitato Giuridico del WWF Italia, che spiega: “abbiamo contestato con osservazioni, diffide e ricorsi:
- l’esclusione dalla procedura di valutazione di impatto ambientale, fatta con metodi in contrasto con la normativa europea, basata su dati di torrenti dell’appennino emiliano e non su rilievi puntuali e che non ha tenuto conto che il bacino del Varrone è già interessato da una decina di altre derivazioni, tra cui anche dighe;
- la procedura con cui il Comune ha venduto al privato le proprie domande di derivazione, che erano invece state presentate per impedire l’impianto;
- l’intenzione del Comune di vendere gli usi civici, che servono per mantenere ambiente e paesaggio e beni naturali alla fruizione di tutti, e non per fare gli interessi speculativi di pochi;
- la localizzazione della derivazione e del tracciato in zone a rischio di dissesto (basta vedere cosa è successo alle opere della diga di Pagnona gli scorsi anni o cosa è successo in questi giorni alle pendici e strade attraversate dalle condotte dell’acqua);
infine, grazie a uno studio affidato a un esperto, si è anche dimostrato che si trattava di un’operazione meramente speculativa, che stava in piedi solo grazie agli incentivi”.
Ebbene, tutte ragioni fondate: ARPA ha certificato l’incompatibilità ambientale per le acque del prelievo, impedendo per legge l’erogazione dell’incentivazione, e i conti hanno smascherato la natura solo speculativa dell’operazione, al punto che la società stessa, si legge nel provvedimento di diniego, ha ammesso che senza incentivo l’operazione non si regge.
Dice Roberto Tenderini, portavoce degli Alpigiani: "È veramente un risultato incredibile, frutto del lavoro portato avanti per 10 anni con tenacia, attenzione scrupolosa e tanta passione! È soprattutto il frutto di un lavoro di squadra, abbiamo lavorato sempre uniti, guidati magistralmente dal nostro super Eco-Avvocato Paola Brambilla. Avere al fianco persone come Mauro Spazzadeschi e Fabrizio Fazzini del Comitato Salviamo i Nostri Torrenti, instancabili nel supportarci al fine di vedere riconosciuti i nostri diritti, tutelato il nostro territorio e difeso fino allo stremo il nostro torrente e l'Alpeggio è stata per noi una grande fortuna! Così come ringraziamo per il preziosissimo supporto anche gli altri due consiglieri di minoranza del gruppo Di Nuovo Premana, Piero Caverio e Angelo Gianola. Va ricordato ovviamente il Presidente dell'Associazione Alpe Rasga, Andrea Sanelli che non ha mai esitato un istante a sottoscrivere ogni iniziativa intrapresa. Tutti insieme siamo arrivati a questo grande risultato, che però per tutti noi non è certo la conclusione del percorso, poiché continueremo sicuramente ad essere vigili e a mantenere sempre alta la guardia, anche perché alcuni procedimenti sono ancora in corso, in particolare il ricorso al Commissario Usi Civici. Lavoreremo sempre per vedere riconosciuti i nostri diritti e per mantenere sempre LIBERA l'acqua del nostro meraviglioso torrente!”.
Lello Bonelli, presidente del WWF Lecco, conclude: “ci sono Regioni che hanno deliberato, proprio in questi giorni, l’esclusione di nuovi impianti di micro e mini elettrico sui corsi d’acqua alpini: stravolgono la natura, il paesaggio, minano i fragili equilibri idrogeologici del territorio. È una notizia che fa sperare, e che dimostra che istituzioni, associazioni ecologiste e comunità locali possono e devono essere alleate per la tutela del territorio e dell’ambiente.”
venerdì 17 gennaio 2020
Brianza, è emergenza smog. Appello di Legambiente per non peggiorare la situazione con i falò rituali
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| Concentrazione PM2,5 nella giornata del 17/01/2019 (Fonte Arpa) |
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| Concentrazione PM10 nella giornata del 17/01/2019 (Fonte Arpa) |
La Brianza è in allarme smog. Ieri i valori del PM10 nei maggiori comuni brianzoli hanno ampiamente superato il valore limite è di 50 µg/m³. Svetta Meda con una percentuale di 93 µg/m³, segue Muggiò con 84 µg/m³, Nova Milanese con 83 µg/m³, Varedo con 82 µg/m³, Bovisio Masciago e Seveso con 80 µg/m³. Seguono Monza, Desio e Seregno con 78 µg/m³ e Lissone con 74 µg/m³.
Nonostante ciò in alcuni comuni sono stati programmati nei prossimi giorni i falò di Sant'Antonio o quelli della Giubiana.
Legambiente Lombardia ha chiesto alla Regione di fermare questa pratica: "I fuochi che bruciano materiali compositi sono una fonte emissiva di CO2 in utile e dannosa – spiega Barbara Meggetto –. Siamo consci dell’aspetto folkloristico e di convivialità che questi eventi hanno per le comunità, ma non devono essere un motivo per peggiorare un’aria che già è irrespirabile. Facciamo un appello al buonsenso degli organizzatori e chiediamo di cancellare i falò in programma, propendendo per azioni simboliche di pari portata emozionale".
La stessa Regione, nel suo sito, ammette che:"Anche i falò rituali contribuiscono al peggioramento della qualità dell’aria, producendo effetti che possono persistere per diversi giorni, soprattutto nei periodi invernali di stabilità atmosferica favorevole all’accumulo degli inquinanti.
Bruciare all’aperto una sola catasta di legna di medie dimensioni inquina quanto un Comune di 1.000 abitanti che per 8 anni si riscalda a metano!"
Nel grafico sottostante si riporta, a titolo di esempio, il contributo dei falò di S. Antonio alle concentrazioni di PM10 su due stazioni dell’Agglomerato di Milano rilevato da ARPA Lombardia il 17 gennaio 2011. Si vede come in poche ore la concentrazione di PM10 rilevata dalla centralina sia aumentata di 4 - 5 volte rispetto alle condizioni precedenti all’accensione dei falò, arrivando a valori fino a 400 mg/mc (limite giornaliero 50 mg/mc).
sabato 30 novembre 2019
Quali garanzie hanno gli alimenti prodotti nelle aree agricole interessate dalla ricaduta della diossina di Meda e Seveso?
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| Immagine tratta da Sapere n. 848 del 1982 |
La Direzione Generale di ATS Brianza con i Dirigenti preposti alle Unità Igiene degli Alimenti e Epidemiologia, il Direttore del Dip. ARPA di Milano e Monza, la Direttore del Settore Attività Produttive e Controlli di ARPA Lombardia, hanno riscontrato le istanze presentate da WWF Lombardia, Legambiente e Mov. 5 Stelle che richiedevano l'applicazione del decreto del Ministero dell'Ambiente 46/19 per quanto attiene alla garanzia della qualità degli alimenti prodotti nelle aree agricole interessate dalla ricaduta di Diossina prodotta dall'accidente Icmesa di Meda-Seveso.
Siamo stati informati che non risultano attività agricole con prodotti destinati all'alimentazione. Tale situazione preoccupa perchè in tal modo non può essere garantito il controllo di qualità degli alimenti prodotti (con tutta evidenza) nei territori di Meda, Seveso, Cesano Maderno e Desio.
ATS chiederà ai Comuni un mappatura di tali attività, valuterà l'attivazione di un orto sperimentale per studiare le interazioni tra prodotti e qualità dei terreni (come certificata da ARPA) mentre tutti gli Enti coinvolti predisporranno azioni informative relative alle buone pratiche da adottare per ridurre il rischio da esposizione, da ingestione e inalazione. (Si è parlato anche di orti sociali, ...zucchine e cucurbitacee tutte, e foraggi, distinguendo la filiera zootecnica).
Molto interessante l'analisi epidemiologica estesa all'intero territorio dell'ATS che è stata illustrata.
Possiamo dire che la disponibilità espressa e gli impegni presi soddisfano gli istanti che continueranno comunque a prestare la massima attenzione sulla effettiva applicazione degli impegni assunti.
mercoledì 3 aprile 2019
Incendio discarica di Mariano Comense: pronti i risultati delle indagini ambientali
Fonte: Arpa Lombardia
È stata rilasciata ieri, 2 aprile 2019, la relazione sui risultati dei campionamenti effettuati dai tecnici di Arpa Lombardia durante l'incendio divampato lo scorso 25 marzo nella discarica di Mariano Comense.
Si tratta della rappresentazione completa dell'evoluzione dello stato dell'ambiente a seguito dell'evento, dalla quale emerge che l'impatto di questo incendio - se confrontato con altri casi simili avvenuti nel recente passato in Lombardia - può essere classificato tra quelli di rilevanza contenuta.
Le concentrazioni delle diverse diossine (PCDD) e furani (PCDF), rilevate tramite il campionatore posizionato sull'edificio del municipio di Mariano, hanno toccato nelle prime fasi dell'incendio valori di 2.40 pgTEQ/m³ (picogrammi, espressi in termini di tossicità equivalente alla cosiddetta "diossina di Seveso", per metrocubo), per poi scendere a 0.07 pgTEQ/m³ il giorno successivo e a 0.06 pgTEQ/m³ il terzo giorno. Si nota quindi che, grazie anche all'operato dei Vigili del Fuoco e alle condizioni atmosferiche favorevoli alla dispersione delle sostanze rilasciate dalla combustione, già dal secondo giorno i valori dei contaminanti atmosferici nell'abitato sono rientrati nei livelli normalmente registrati nella zona, nel medesimo periodo dell'anno.
È importante ricordare che per i PCDD-DF non è previsto un limite di legge. Infatti, come riportato nelle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: non viene proposta una linea guida per la qualità dell'aria relativamente a diossine e furani, poiché l'esposizione per inalazione diretta costituisce solo una piccola proporzione dell'esposizione totale, generalmente inferiore al 5% di quanto l'uomo assume normalmente ogni giorno attraverso il cibo. Le concentrazioni nell'aria di 0.3 pgTEQ/m³, o più alte, sono indicative di una sorgente locale che necessita di essere individuata e controllata. Tale valore è indicato come riferimento non per gli effetti sanitari diretti da inalazione, ma al fine di evitare la dispersione prolungata di questi inquinanti nell'ambiente e da qui, nel tempo, all'uomo.
Gli IPA, altri inquinanti monitorati per tutto il periodo emergenziale, non sono traccianti specifici delle combustioni di un incendio ma sono emessi da diverse sorgenti antropiche. Di conseguenza, le concentrazioni osservate nel centro di Mariano nel corso dell'evento (< 0.27 nanogrammi per metro cubo di benzo[a]pirene il 25 marzo, 0.89 ng/m³ il giorno successivo e 0.54 ng/m³ il terzo giorno) non possono essere attribuite esclusivamente all'incendio e in, in ogni caso, si sono attestate su valori in linea con le rilevazioni medie effettuate nella zona tra la stagione invernale e quella primaverile, come dimostra il confronto tra i valori rilevati dal campionatore e i dati provenienti dalla postazione fissa della rete di rilevamento della qualità dell'aria di Meda.
mercoledì 8 aprile 2015
Pedemontana, diossina e proposta di piano di caratterizzazione
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| Immagine tratta da: Sapere n. 848 - giugno/agosto 1982 |
Il 10 luglio 1976 una nube di diossina TCDD uscì da un reattore dell’industria chimica ICMESA di Meda provocando un danno incalcolabile sull’ambiente e sulla salute animale e umana.
A tutela dei cittadini, fu deciso di evacuare il territorio più contaminato e furono delimitate le aree in funzione del livello di contaminazione, denominandole zone A, B e Rispetto.
La zona A con concentrazioni di TCDD elevate, dove furono abbattute le case, asportato terreno e fu realizzata l’opera di bonifica che dette vita al Bosco delle Querce, la zona B con concentrazione di TCDD alta e soggetta a bonifica superficiale di fabbricati e giardini e la zona R senza interventi particolari ma solo attenzione.
Nel 2016 saranno quarant’anni da questo incidente, un tempo sufficiente per riprendere la memoria del danno e parlarne con maggiore consapevolezza ed eccoci già a confrontarci con un evento del presente che riguarda questo recente passato: il passaggio dell’autostrada Pedemontana nel Bosco delle Querce e nella zona immediatamente circostante (ex zone A, B e di Rispetto) nei comuni di Meda, Seveso, Barlassina, Cesano Maderno, Desio e Bovisio Masciago, passaggio previsto da chi vuole ostinatamente questa infrastruttura con avvio lavori proprio per il 2016.
Confronti pubblici ed eventi stimolati da “Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile” non hanno sinora condotto a ragione le autorità che avrebbero il potere di fermare la dannosa avanzata dell’autostrada Pedemontana ma hanno almeno indotto la soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) all’imprescindibile obbligo del rispetto delle leggi vigenti.
Così, infine, dopo insistenze e negazioni della necessità di questo passaggio, lo scorso 3 marzo 2015 APL ha inviato alla Regione Lombardia, alla Provincia di Monza Brianza, ad ARPA e ai Comuni interessati, una proposta di “piano di caratterizzazione dei suoli” volta a stabilire metodo e modalità con le quali si dovrebbe procedere per determinare la presenza di diossina lungo il tracciato dell’autostrada laddove si interseca con le aree A, B e R.
La proposta di piano di caratterizzazione sarà discussa il 9 aprile in Conferenza dei Servizi dove i tecnici di APL riceveranno ulteriori pareri vincolanti su come articolare il piano di caratterizzazione prima della stesura definitiva.
"Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile" ha preso visione di questa proposta di piano di caratterizzazione, l’ha analizzata in modo dettagliato e non può che esprimere forti perplessità per le valutazioni di merito e i criteri prescelti e si auspica che tali questioni siano affrontate in modo puntuale dalle autorità competenti e dai loro delegati.
Un esempio di questione critica si evidenzia già nelle prime pagine della relazione che introduce la proposta di piano di caratterizzazione: vengono elencate sia le indagini del 2008 realizzate in contraddittorio con ARPA che avevano rilevato la presenza di diossina (TCDD) nella zona di Meda, Seveso, Cesano Maderno e Bovisio Masciago sia le indagini realizzate nel 2012 dalla società Strabag, per conto di APL.
Quelli di Strabag del 2012 furono carotaggi ambientali sui terreni dell’area in questione effettuati SENZA ALCUNA VALIDAZIONE DA PARTE DI ARPA né sul protocollo d’esecuzione né sui risultati ottenuti.
Ora, nel documento introduttivo di APL questi carotaggi vengono elencati come “procedure di analisi preliminari” al piano di caratterizzazione.
Ma queste analisi non devono essere considerate alla stregua dei rilevamenti del 2008 non solo perchè non validate da ARPA ma anche perché non erano state predisposte per cercare la diossina.
Con la caratterizzazione, si troverà dunque solo quello che si prevede di cercare e, proprio per questo, diventa anche importante il dove si deve cercare e i criteri di ricerca che devono essere uniformemente applicati.
Un piano di caratterizzazione deve sia approfondire ulteriormente laddove già si sono riscontrati superamenti dei livelli di soglia sia restituire una mappatura della contaminazione a mezzo di un adeguato numero di sondaggi secondo una precisa retinatura.
E’ poi una certezza scientifica la non degradabilità veloce della diossina, sostanza tossica che si deposita nel terreno e che progressivamente lo penetra riducendosi in concentrazione, con un tempo stimato per il suo decadimento di circa 100 anni. Se la diossina è stata trovata nel 2008, è certo che verrà ancora trovata nel 2015 visto che quella depositata nel 1976 non ha fatto ancora la metà del suo iter verso il decadimento.
Questa perplessità e altre che per il momento non elenchiamo sono già state evidenziate da Insieme in Rete ad ARPA durante l’incontro tenutosi il 23/03/2015 e verranno condivise con i Sindaci del territorio ai quali il coordinamento ambientalista ha chiesto un incontro prima di indire una conferenza stampa aperta al pubblico per permettere anche ai non addetti ai lavori di comprendere queste complesse questioni.
Poiché, se le analisi verranno condotte con metodo scientifico e secondo protocolli di validazione, l’esito della caratterizzazione di terreni rileverà la presenza di diossina, ci troveremo l’onere di una bonifica dell’area, preliminare alla movimentazione di terra.
Il coordinamento Insieme in Rete ribadisce di nuovo che l’unica azione sensata da prevedere è il fermo immediato dei lavori dell’autostrada Pedemontana, che il suo avanzare insensato e incurante dell’ambiente e della legge non osi entrare in un ambiente tutelato e critico per la salute, la memoria e la storia di una intera comunità.
lunedì 16 settembre 2013
Pedemontana e diossina: "Insieme in rete" incontra ARPA di Monza e Brianza
| Il tracciato di Pedemontana all'interno delle zone inquinate dalla diossina |
In data 05/09/013 sulla questione Pedemontana e Rischio Diossina, INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE ha incontrato i vertici del Dipartimento ARPA di Monza e Brianza, a seguito di nostra richiesta cui ha dato rapida risposta il dott. Luca Marchesi, Vice Direttore Generale di Arpa e Direttore a interim del Dipartimento di Monza.
Erano presenti all’incontro tutte le figure di ARPA dei settori interessati ai procedimenti di analisi ambientali, nonchè quelle organiche all'Osservatorio Ambientale sulla Pedemontana, anche del Dipartimento di Milano.
Per il nostro coordinamento hanno partecipato la portavoce Gemma Beretta, Alberto Colombo e Gianni Del Pero.
Con l’occasione abbiamo avuto conferma del mancato coinvolgimento di ARPA nella fase progettuale di Pedemontana: l’ultimo coinvolgimento di ARPA risale infatti all’ottobre 2008 con l’ultima campagna di indagine propedeutica alla stesura del progetto definitivo.
Rispetto al ruolo di ARPA nella stesura del progetto esecutivo della pedemontana, ARPA ha evidenziato che le sue competenze sono relative all’aspetto ambientale, con un incarico prettamente tecnico.
Nell’ambito del progetto esecutivo, ARPA potrà e dovrà occuparsi del piano scavi, con relativa modalità di gestione delle terre lavorate, che in funzione del loro grado di contaminazione, saranno soggette ai trattamenti previsti dalle normative, così come dovrà occuparsi delle eventuali bonifiche.
Sulla gestione dei cantieri e le metodologie di lavorazione, compresi i cantieri previsti sulle aree contaminate della tratta B2, verranno elaborate prescrizioni standard a cura delle ASL di competenza.
I risultati della campagna di rilevamenti ambientali che la Soc. APL dice di aver fatto a luglio/sett 2012 a mezzo della concessionaria Strabag non sono stati comunicati ad ARPA.
Come coordinamento Insieme in Rete, abbiamo fatto notare che APL e Strabag avrebbero dovuto comunicare i risultati qualora avessero rilevato superamenti dei valori di legge sulla TCDD e le diossine, cosa molto probabile visto i risultati della campagna del 2008.
Per dare esaustiva rispondenza alla prescrizione CIPE n°3, ARPA ha manifestato la sua disponibilità a essere coinvolta in una fase di approfondimento che era già stata evidenziata come necessaria nell’incontro tecnico di esame congiunto presso la Dir. Gen. Qualità dell’Ambiente della Regione Lombardia del 7 luglio 2008 (verbale che è stato allegato nella lettera di APL in data 18/07/013 in risposta alla missiva dei Sindaci della tratta B2 + Desio e Bovisio M., che potete trovare qui), ma ha sottolineato che lo potrebbe fare nel caso fosse coinvolta da Regione Lombardia.
Nel confronto è stato evidenziato (anche da ARPA) che, in particolare sarebbe opportuno dare continuità ai risultati delle indagini 2008, con la stesura di un piano di caratterizzazione, così come era stato auspicato nel sopracitato incontro tecnico del Collegio di Vigilanza del 7 luglio 2008, ma poi fino a ora non ancora realizzato.
I funzionari di ARPA hanno richiamato la lettera dei Sindaci in data 9 agosto 2013, nella quale si richiede la riattivazione del tavolo tecnico sulla questione Pedemontana – diossina.
ARPA ha manifestato la propria condivisione su questo punto.
Anche l’Osservatorio Ambientale su Pedemontana può avere un ruolo in merito e cioè verificare e attestare l’aggiornamento del piano di monitoraggio in ottemperanza alle prescrizioni del Cipe; ma questa strada passa dagli uffici di Regione Lombardia, poiché l’Osservatorio Ambientale può essere convocato dalla Direzione Regionale Infrastrutture.
Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile
Intanto, anche i Sindaci della Tratta B2 (Seveso, Meda, Lentate S/S, Barlassina e Meda), reduci da un incontro con l'Assessore Giordano in Prov. di MB, fanno un altro passo in avanti rispetto alla consapevolezza delle nefaste conseguenze per il territorio conseguenti al progetto dell'autostrada Pedemontana.
Agli stessi Sindaci, Insieme in Rete ha inviato lettera che relaziona l'incontro di Insieme in Rete con ARPA.
Sotto, l'articolo de Il Giornale di Seregno pubblicato lo scorso 10/07/013.
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mercoledì 17 luglio 2013
La diossina entra nei PGT di Cesano, Desio e Seveso
TCDD (DIOSSINA): QUALCOSA SI MUOVE (E NON SOLO PER LA PEDEMONTANA)
Dopo le lettere del 10/06/2013 dei Sindaci della tratta B2 + Desio e Bovisio Masciago (tratta C), già precedute anche da richieste di chiarimenti da parte degli stessi, le sollecitazioni ai vari livelli istituzionali dei gruppi ambientalisti di INSIEME IN RETE, le iniziative sul territorio che in varia forma hanno evidenziato il rischio presente laddove il terreno risulta essere ancora contaminato da TCDD, l'ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) ha inviato ai Sindaci con porzioni di territorio che ricadono nell'ex zona B (Seveso, Cesano Maderno e Desio), un'importante lettera che vi alleghiamo.
Il tutto era già stato anticipato da un articolo de Il Cittadino che riprendeva le comunicazioni dell'Assessore di Cesano Maderno Vaghi (cliccare qui).
ARPA chiede la CARATTERIZZAZIONE del suolo qualora, nelle ex zone B, si intenda edificare.
Caratterizzazione significa analisi chimiche certificate alfine di rilevare se sia o meno presente DIOSSINA nel terreno ove si scaverà.
Ciò che ARPA scrive è estremamente importante anche se fa riferimento ad un legge che, nel frattempo, è stata modificata, con la legge 71 del 23/06/2013, che prevede procedure differenti in particolare per gli scavi sotto i seimila metri cubi (di fatto tutti quelli legati ad interventi edilizi residenziali o produttivi sino a medie dimensioni).
E sulla base della lettera di ARPA ancora di più non si comprende perchè se i privati devono farsi carico delle indagini sulla presenza di diossine nel sottosuolo, la sola Pedemontana finora ha ritenuto di esserne esentata, nonostante le prescrizioni CIPE ed i volumi ingenti di terreni, certamente contaminati da diossine, che vorrebbe movimentare.
domenica 2 gennaio 2011
PM10: nel 2010 smog record a Monza
"La progressiva e lenta diminuzione dell'inquinamento da polveri sottili che si registra è dovuta ai minor inquinamento delle automobili e dei camion nuovi piuttosto che alle politiche introdotte dalla Regione Lombardia e dalle singole amministrazioni comunali – accusa Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente - Le politiche regionali più incisive, infatti, sono state sostanzialmente boicottate dai comuni e dalle categorie economiche coinvolte. Due esempi tra i tanti: i comuni che hanno effettuato controlli e corrisposto multe per i veicoli diesel euro 0, euro 1 e euro 2 che nonostante i divieti continuano a circolare sono stati solo 2 in tutta la Provincia di Milano. Il programma di applicazione di filtri anti particolato per i camion più vecchi ha avuto decine di migliaia di "prenotazioni" degli incentivi regionali ma solo alcune migliaia di applicazioni (stimiano non più di 5 mila su 150.000 camion ultra inquinanti in circolazione). E' comprensibile quindi che non si riesca a rientrare nei limiti di qualità dell'aria previsti dalla Direttiva Europea e che, di conseguenza, l'Europa ci faccia pagare una salata multa. Una multa, purtroppo, che pagheremo noi cittadini con le nostre tasse: inquinati prima e tartassati dopo!"
La situazione è destinata a migliorare molto poco anche per i previsti aumenti di traffico, visto che la Regione sta programmando e mettendo in cantiere il raddoppio della rete autostradale lombarda: dalla Broni-Mortara alla Brebemi, dalla Pedemontana alla TEM e alla Cremona-Mantova, è chiaro a tutti dove verranno investite le risorse nel prossimo decennio: non certo nel potenziamento e nell'estensione del trasporto pubblico e della logistica ferroviaria delle merci! Gli aumenti di traffico stradale sulle nuove autostrade potrebbero addirittura vanificare i benefici che in questi anni sono avvenuti grazie alla sostituzione del parco circolante di auto e TIR.
“Quello che chiediamo, in primo luogo all'Assessore regionale Cattaneo, è di dotare la Lombardia di un programma di potenziamento del trasporto pubblico di ambizioni europee – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – in questo momento ci stiamo indebitando per fare nuove autostrade: ma è davvero questa la priorità per la nostra regione? Noi diciamo di no: nel confronto con le altre regioni europee, la Lombardia non tiene sul fronte del trasporto pubblico, in primis ferroviario. Per recuperare competitività dobbiamo almeno raddoppiare il numero di viaggiatori che scelgono il trasporto pubblico, anche a costo di rinunciare ad investimenti autostradali davvero inopportuni!'
Da ieri ricomincia il conto dei giorni di superamento nel nuovo anno. Se dovessimo misurare gli auspici in base alle misure delle centraline, il 2011 si preannuncia pessimo. Secondo ARPA a Milano si è raggiunto il valore record (mai raggiunto in tutto il 2010) di 157 microgrammi/mc, a Monza 152, a Bergamo 108, 118 a Lodi e 106 a Mantova. L'effetto dei botti di fine anno si è dunque sommato all'inquinamento da traffico, visto che da giorni a Milano si misurano valori a tre cifre per le polveri.
Leggi anche i comunicati del Comitato Fuori dal Pantano e del Comitato San Fruttuoso cliccando qui.
venerdì 29 gennaio 2010
22 giorni di polveri sottili in Brianza Centrale
La fotografia dal satellite Nasa mostra la pianura padana in una giornata di alta concentrazione di smog.
Le polveri fini PM2.5 deviano la luce a seconda della frequenza (colore) e li ricompongono caoticamente dando come risultante un cielo biancastro.
Periodo: dal 01/01/2010 al 28/01/2010
Valori espressi in µg/m³
Valore limite: 50 µg/m³
| Data | PM10
|
| | |
| 01/01/2010 | 134 |
| 02/01/2010 | 22 |
| 03/01/2010 | 56 |
| 04/01/2010 | 45 |
| 05/01/2010 | 60 |
| 06/01/2010 | 75 |
| 07/01/2010 | 69 |
| 08/01/2010 | 14 |
| 09/01/2010 | 22 |
| 10/01/2010 | 28 |
| 11/01/2010 | 75 |
| 12/01/2010 | 108 |
| 13/01/2010 | 37 |
| 14/01/2010 | 52 |
| 15/01/2010 | 61 |
| 16/01/2010 | 72 |
| 17/01/2010 | 68 |
| 18/01/2010 | 76 |
| 19/01/2010 | 113 |
| 20/01/2010 | 122 |
| 21/01/2010 | 94 |
| 22/01/2010 | 66 |
| 23/01/2010 | 54 |
| 24/01/2010 | 57 |
| 25/01/2010 | 63 |
| 26/01/2010 | 73 |
| 27/01/2010 | 80 |
| 28/01/2010 | 69 |
- Limite di velocità a 30 nell'area d'insediamento (urbano)
- Priorità per i mezzi pubblici
- Incentivazione del traffico lento (pedoni, biciclette)
- Divieto totale di accendere fuochi all‘aperto
- Incentivazione del pedibus
- Riduzione emissioni parco autoveicoli enti pubblici
Leggi anche i seguenti documenti:
- Le polveri fini fanno ammalare
- Polveri fini nell'aria di ambienti interni
- Piano d'azione contro le polveri fini
- I veleni delle città












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