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martedì 29 settembre 2026

A piedi nel Meredo, tra strade vicinali, cascine e memoria

Sabato 3 ottobre una nuova camminata narrante alla scoperta del Parco Agricolo del Meredo


Ci sono luoghi che si possono attraversare tante volte senza riuscire davvero a vederli. E poi ci sono le strade vicinali del Meredo: basta percorrerle a piedi, con qualcuno che sappia raccontarle, per scoprire che dietro un nome, una cascina, un boschetto o una vecchia crocetta si nasconde una parte importante della storia di Seregno. È questo l'obiettivo della camminata narrante “Per le strade vicinali del Parco Agricolo del Meredo”, in programma sabato 3 ottobre 2026, con ritrovo alle ore 10 presso il parcheggio della Strada Vicinale del Merè Nord. L'iniziativa riprende l'esperienza dello scorso anno, quando la passeggiata alla scoperta delle vie vicinali del quartiere Sant'Ambrogio registrò il tutto esaurito e accompagnò i partecipanti attraverso le strade rurali, le cascine, i boschi e i luoghi della memoria del Meredo.

Anche questa volta il cammino sarà un'occasione per guardare con occhi diversi un territorio che conserva ancora importanti tracce del suo passato agricolo. Le vecchie strade vicinali, nate per collegare campi e cascine, sono oggi percorsi preziosi per conoscere e vivere il paesaggio del Parco Agricolo del Meredo. Un patrimonio tanto più significativo in una città dove gli spazi agricoli e naturali sono sottoposti da decenni a una forte pressione urbanistica.  La passeggiata sarà accompagnata da Alberto Isnenghi del WWF Insubria, per gli aspetti naturalistici, da Zeno Celotto del Circolo culturale Seregn de la memoria, che accompagnerà i partecipanti tra storia, toponomastica e curiosità del territorio, e da Massimiliano Morelli, che racconterà la storia delle cascine e del paesaggio agricolo del Meredo. Il percorso permetterà così di intrecciare natura, storia e memoria, seguendo quelle strade che ancora oggi attraversano campi e aree boscate e che costituiscono una delle caratteristiche più interessanti del paesaggio del Meredo. La rete delle strade vicinali non è infatti soltanto una rete di percorsi: è una testimonianza concreta della lunga storia agricola di questa parte di Seregno.

E alla fine della camminata ci sarà anche un momento conviviale. Presso Cascina Monti Brivio saranno allestiti alcuni gazebo informativi del Parco GruBrìa e del Circolo culturale Seregn de la memoria, prima del rinfresco finale offerto dagli abitanti della cascina. Un modo semplice per stare insieme e, soprattutto, per ricordare che il paesaggio non è qualcosa di separato dalla nostra storia: è la storia che ancora possiamo attraversare a piedi.

Informazioni

  • Sabato 3 ottobre 2026
  • Ritrovo: ore 10
  • Luogo: parcheggio della Strada Vicinale del Merè Nord, Seregno
  • Partecipazione: gratuita
  • Iscrizione obbligatoria entro il 1° ottobre 2026 scrivendo a comitato.santambrogio@seregno.info

lunedì 27 aprile 2026

Tra erba salvadega e parole antiche: il fascino del dialetto in cammino


Domenica 26 aprile si è svolta a Mariano Comense una passeggiata davvero speciale, capace di unire natura, storia e lingua in un’esperienza coinvolgente e sorprendentemente attuale. L’iniziativa, dal titolo evocativo “L’erba di Patè. Erba salvadega e stori eretich cuntà su in dialet”, è stata organizzata dal Circolo Culturale Seregn de la memoria in collaborazione con il Comitato Parco Regionale Groane Brughiera.

Già dal titolo si coglieva il senso profondo della proposta: un percorso alla scoperta delle erbe selvatiche raccontate in dialetto, intrecciato con la storia antica del territorio. Il termine “Patè”, infatti, rimanda ai patarini, movimento eretico medievale che proprio in queste zone ha lasciato tracce e suggestioni ancora oggi affascinanti.


L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno che da anni il Circolo porta avanti per riscoprire e valorizzare il dialetto e le lingue locali. Non si tratta di un’operazione nostalgica, ma di un percorso di riscoperta – e spesso di vera e propria scoperta – della ricchezza espressiva di un mondo che sta progressivamente scomparendo. Un mondo in cui il linguaggio era profondamente legato alla realtà quotidiana, capace di descriverla con precisione e sfumature oggi difficili da ritrovare.


Le erbe spontanee ne sono un esempio emblematico, ma il discorso si estende anche agli strumenti del lavoro e alla vita contadina. Il dialetto conserva infatti una terminologia molto più ricca e specifica rispetto all’italiano standard. Anche la lingua italiana offre esempi di grande ricchezza lessicale in alcuni ambiti, come nel caso della vite: qui troviamo infatti una distinzione articolata tra ceppo, fusto, tralcio, viticcio, pampino, grappolo, raspo, racimolo e vinaccioli. Tuttavia si tratta di casi circoscritti. Nei dialetti, invece, questa precisione e varietà terminologica è molto più diffusa e capillare, estesa a numerosi aspetti della vita quotidiana, dalle piante spontanee agli oggetti e agli strumenti del lavoro.


Guida d’eccezione della giornata è stato Fabio Galimberti, autore del libro Regoi e Munda, che con competenza e passione ha accompagnato i partecipanti lungo il percorso, narrando in dialetto storie, curiosità e saperi legati al territorio. Un racconto vivo, capace di rendere il dialetto immediatamente comprensibile e naturale anche per chi lo frequenta meno.


Dopo aver attraversato tratti boschivi, accompagnati anche dalle GEV del Parco – che insieme al Comune di Mariano Comense hanno concesso il patrocinio all’iniziativa – il gruppo ha raggiunto la suggestiva Cascina Vignazza. Qui ad accogliere i partecipanti è stato Michele Molteni, uno dei proprietari, che ha guidato la visita a una struttura rimasta quasi intatta nel tempo. All’interno, alcuni locali ospitano un autentico museo della vita contadina: un vero gioiello, ricco di oggetti e testimonianze, che meriterebbe di essere maggiormente valorizzato e sostenuto.


Dopo la sosta, il percorso è proseguito verso Cascina San Martino e la sua chiesa romanica, per poi inoltrarsi nuovamente nelle aree boschive della brughiera fino al rientro al punto di partenza.

All’inizio della giornata non mancava qualche dubbio: una passeggiata interamente in dialetto avrebbe potuto risultare difficile da seguire? L’esperienza ha invece dimostrato il contrario. Nessuno ha sentito il bisogno di chiedere traduzioni, segno che il dialetto, quando vissuto e contestualizzato, resta uno strumento comunicativo efficace e accessibile. Più che limitare, arricchisce il modo di esprimersi, offrendo nuove sfumature e profondità.


Per tutti – organizzatori e partecipanti – è stata un’esperienza pienamente riuscita, da ripetere senza esitazioni.

Per rimanere aggiornati sulle prossime iniziative, l’invito è a seguire le pagine social del Circolo Culturale Seregn de la memoria e questo blog, dove verranno raccontati con piacere i futuri appuntamenti.

domenica 19 aprile 2026

L’erba di paté: natura, tradizione e dialetto brianzolo in cammino


Domenica 26 aprile 2026 il territorio della Brughiera torna protagonista con un’iniziativa che unisce natura, cultura e memoria locale: “L’erba di paté – Erba salvadega e stori eretich cüntà sü in dialet”. Un’escursione guidata nel Comune di Mariano Comense pensata per riscoprire le erbe spontanee commestibili e le storie rurali che hanno plasmato il paesaggio della Brianza.


L’iniziativa si svolgerà lungo i sentieri della brughiera, tra boschi, cascine e ambienti di grande valore naturalistico. Ad accompagnare i partecipanti sarà Fabio Galimberti, che guiderà il gruppo alla scoperta delle piante spontanee, raccontandone usi tradizionali in cucina e curiosità legate alla cultura contadina locale. Il tutto sarà narrato in dialetto brianzolo, per un’esperienza ancora più autentica e immersiva.


🌿 Un viaggio tra natura e saperi locali

L’escursione non è solo una camminata, ma un’occasione per:

  • imparare a riconoscere le erbe selvatiche edibili
  • riscoprire antichi usi culinari e popolari
  • valorizzare il patrimonio culturale immateriale del territorio
  • vivere la natura in modo consapevole e rispettoso

🕒 Programma della giornata

  • Ore 8:45 – Ritrovo a Mariano Comense (Strada del Radizzone, parcheggio Piattaforma Ecologica)
  • Ore 9:00 – Partenza escursione
  • Soste – Cascina Vignazza (con visita guidata) e Cascina San Martino
  • Ore 13:00/13:30 – Rientro

📍 Dati tecnici

  • Lunghezza: circa 5 km (percorso ad anello)
  • Dislivello: circa 100 m
  • Difficoltà: facile, adatta a tutti con minimo allenamento
  • Consigli: scarpe da trekking o stivali antiscivolo (possibili tratti fangosi)

⚠️ Iscrizione obbligatoria

  • La partecipazione è gratuita ma a numero chiuso (max 25 persone).
  • 👉 Iscriviti qui: https://bit.ly/escursione-26-04
  • In alternativa è possibile iscriversi tramite QR code presente nella locandina.

Per informazioni:
Tiziano – 331 227 1052
📧 informazioni@comitatoparcobrughiera.it

 

giovedì 16 aprile 2026

Laghetto San Carlo di Seregno: equilibrio naturale e impegno condiviso per la sua tutela


Negli ultimi giorni, sulla pagina Facebook del Comune di Seregno è apparso un comunicato che richiama l’attenzione su uno dei luoghi più preziosi dal punto di vista ambientale del territorio: il Laghetto San Carlo. Un piccolo ecosistema urbano che, nel tempo, si è rivelato un vero e proprio presidio di biodiversità, capace di ospitare numerose specie vegetali e animali e di offrire opportunità di osservazione naturalistica e di educazione ambientale.

Il Comune ha voluto rassicurare i cittadini in merito al recente abbassamento del livello dell’acqua, sottolineando come si tratti di un fenomeno naturale, legato principalmente all’andamento delle precipitazioni e alle dinamiche stagionali. Ambienti umidi di questo tipo sono infatti caratterizzati da equilibri variabili, ai quali le specie presenti risultano adattate. Intervenire artificialmente per mantenere costante il livello idrico - ad esempio tramite l’immissione di acqua dall’acquedotto - rappresenta una soluzione da adottare solo in casi eccezionali, per evitare alterazioni dovute alla presenza di cloro e ad altri fattori che potrebbero compromettere l’ecosistema.

Accanto alle valutazioni attualmente in corso, portate avanti con il supporto dei tecnici del Parco GruBrìa, è importante ricordare che il Laghetto San Carlo non è mai stato lasciato a sé stesso. Da anni, infatti, è oggetto di un monitoraggio costante grazie all’impegno dei volontari di Legambiente e WWF, che hanno contribuito a raccogliere dati, osservazioni e a mantenere alta l’attenzione sul suo stato di salute.

A questo lavoro si è aggiunto più recentemente anche il contributo del Comitato di Quartiere, che si è reso disponibile a collaborare nelle attività di controllo e tutela, rafforzando così una rete di cittadinanza attiva sempre più fondamentale per la salvaguardia dei beni comuni.

Non meno rilevante è l’opera di sensibilizzazione culturale portata avanti dal Circolo culturale “Seregn de la memoria”, che negli anni ha organizzato visite guidate e momenti divulgativi, avvicinando cittadini alla conoscenza del laghetto e della sua storia. Un lavoro prezioso, perché la tutela dell’ambiente passa anche, e soprattutto, dalla consapevolezza.

Un punto di riferimento importante è inoltre il blog “Laghetto di San Carlo - Seregno”, che con osservazioni puntuali e costanti documenta la vita dell’area: censimenti delle specie vegetali e faunistiche, aggiornamenti sullo stato dei luoghi e una ricca documentazione fotografica che restituisce, stagione dopo stagione, l’evoluzione di questo ecosistema.

In questo contesto, il coinvolgimento dei tecnici del Parco rappresenta un ulteriore elemento positivo, capace di integrare competenze scientifiche e conoscenza del territorio con il lavoro, spesso silenzioso ma fondamentale, dei volontari.

Il messaggio che emerge è chiaro: la tutela del Laghetto San Carlo è il risultato di un impegno collettivo. Le istituzioni, le associazioni e i cittadini possono, e devono, lavorare insieme per preservare questo spazio naturale.

Le attività di volontariato restano non solo benvenute, ma indispensabili. Chi desidera contribuire concretamente può mettersi in contatto con il Comitato di Quartiere o con le associazioni ambientaliste attive sul territorio. Rimboccarsi le maniche, in questo caso, significa prendersi cura di un patrimonio comune che appartiene a tutta la comunità.

martedì 10 marzo 2026

Memorie in luce: un percorso partecipativo per ricostruire la storia della ex Clinica Santa Maria di Seregno


Dal recupero di uno spazio urbano può nascere anche il recupero di una memoria collettiva. È con questo spirito che prende avvio “Memorie in luce”, un progetto partecipativo pensato per raccogliere e valorizzare i ricordi legati alla storia della ex Clinica Santa Maria di Seregno, edificio abbandonato da oltre mezzo secolo e oggi al centro di un importante percorso di rigenerazione culturale.

Mentre prosegue la progettazione dello Spazio LuCE (Luca Crippa Experience), il nuovo ambito culturale polifunzionale che sorgerà all’interno della Cappella della storica struttura, prende forma anche un’iniziativa dedicata alla memoria della comunità. L’obiettivo è quello di recuperare testimonianze, racconti e materiali che possano contribuire a ricostruire la storia del luogo e a tramandarla alle generazioni future.

Il progetto è realizzato in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Brera e con il Circolo culturale Seregn de la Memoria, con il sostegno di Fondazione Cariplo. Il percorso si articola in tre incontri laboratoriali aperti alla cittadinanza, che si svolgeranno presso il Palazzo Landriani Caponaghi, Sala Crippa, in piazza Martiri della Libertà 1 a Seregno, nelle giornate di venerdì 13, 20 e 27 marzo, sempre alle ore 17.30.


Il primo appuntamento, “Attivare la memoria” (13 marzo), sarà dedicato alla presentazione del progetto e a un primo momento di ascolto, durante il quale verranno raccolte le prime testimonianze e i primi ricordi legati alla ex clinica.

Il secondo incontro, “Raccontare la memoria” (20 marzo), proporrà un laboratorio partecipativo di analisi dei materiali raccolti. I partecipanti saranno coinvolti nella costruzione di didascalie collettive e nella narrazione condivisa delle memorie emerse, contribuendo attivamente alla ricostruzione della storia del luogo.

Il terzo appuntamento, “Tramandare la memoria” (27 marzo), sarà invece un momento di restituzione e confronto sulle testimonianze raccolte, con l’obiettivo di definire l’identità del nuovo archivio online “Memorie in luce”, che conserverà e renderà accessibile il patrimonio di ricordi della comunità.

La partecipazione è aperta a tutti: anche un ricordo breve, una parola o un aneddoto possono diventare tasselli preziosi nella costruzione di una memoria condivisa. Chi lo desidera è invitato a portare fotografie, documenti o altri materiali utili alla ricostruzione della storia della ex Clinica Santa Maria.

Per prenotazioni e informazioni è possibile scrivere a memorieinluce@gmail.com.
È inoltre possibile contribuire compilando il questionario online disponibile al seguente link:
https://forms.gle/DLw8zcWQQ2VWF79V9

mercoledì 15 ottobre 2025

Grande successo per la passeggiata narrante alla scoperta delle vie vicinali del Quartiere Sant’Ambrogio

Foto di gruppo a Cascina Monti Brivio

Sabato 11 ottobre si è svolta la passeggiata narrante alla scoperta delle vie vicinali del Quartiere Sant’Ambrogio, che ha registrato il tutto esaurito. La grande partecipazione ha superato ogni aspettativa: i posti disponibili erano al completo e, visto l’interesse suscitato, gli organizzatori stanno già valutando di riproporre l’iniziativa la prossima primavera, per permettere anche a chi non ha potuto iscriversi di partecipare.


Dopo i saluti iniziali di David Savoca, presidente del Comitato di Quartiere, hanno preso la parola i rappresentanti del Parco GruBrìa, che ha concesso il patrocinio all’evento e, al termine della passeggiata, ha proposto coinvolgenti interventi di educazione ambientale rivolti ai bambini.

Il percorso è stato arricchito dai contributi di numerosi esperti:

  • Alberto Isnenghi del WWF Insubria ha curato la parte naturalistica, accompagnando i partecipanti alla scoperta della flora locale;
  • Zeno Celotto, presidente del Circolo culturale Seregn de la memoria, ha raccontato con passione aneddoti e curiosità storiche legate alle strade vicinali, alla crocetta votiva e alla toponomastica del quartiere;
  • Massimiliano Morelli ha illustrato la storia e le caratteristiche delle cascine del Parco del Meredo, offrendo uno sguardo approfondito sul passato agricolo della zona.
  • Francesca Salmaso, in rappresentanza del Parco GruBrìa, ha illustrato gli interventi che il Parco ha in corso a Seregno, descritti più nel dettaglio in questo post. 


La passeggiata, lunga circa 4-5 km, ha condotto i partecipanti lungo antichi tracciati rurali, immersi nel paesaggio agricolo che ancora oggi caratterizza il Meredo. Si sono toccati luoghi significativi come la Strada Vicinale del Merè Nord, le Cascine Ciceri e Silva, il rimboschimento del 2009 e la suggestiva crocetta votiva, un tempo segnale sacro e pratico per orientarsi nei campi.


Tappe particolarmente apprezzate sono state il rimboschimento del 2017, esempio virtuoso di rinaturalizzazione, e la farnia monumentale, silenziosa testimone dei secoli trascorsi. L’itinerario ha toccato la Strada Vicinale alle Brughiere di San Pietro e Cascina Pelucchi, destinata a diventare un centro polifunzionale per persone con disabilità, segno di un futuro che intreccia memoria e nuove forme di socialità.


La conclusione del cammino, nel cortile di Cascina Monti-Brivio, è stata resa ancora più piacevole da un piccolo rinfresco offerto dagli abitanti, momento conviviale che ha chiuso la giornata in un clima di comunità e condivisione.



Questa iniziativa ha permesso a tutti di camminare dentro la storia del quartiere, riscoprendo vie vicinali, cascine e crocette votive come frammenti di un tempo che continua a parlare al presente. Le strade percorse non sono solo percorsi fisici, ma testimonianze vive di un patrimonio agricolo, culturale e sociale da custodire e valorizzare.

venerdì 3 ottobre 2025

Camminata Narrante nel Parco Agricolo del Meredo


Sabato 11 ottobre 2025 – ore 10
Ritrovo: Parcheggio Strada Vicinale del Merè Nord
Partecipazione gratuita – Iscrizione obbligatoria entro il 9 ottobre


Camminare può essere un modo per riscoprire luoghi familiari con occhi nuovi. È questo lo spirito della Camminata Narrante organizzata dal Comitato Sant’Ambrogio, insieme al Circolo Culturale Seregn de la memoria, il WWF Insubria e il Parco GruBrìa, in programma sabato 11 ottobre 2025 alle ore 10, lungo le strade vicinali del Parco Agricolo del Meredo.

Il ritrovo è fissato presso il parcheggio della Strada Vicinale del Merè Nord. Da lì partirà un percorso guidato che intreccia natura, storia rurale e memoria collettiva.

Il cammino segue il tracciato della Strada Vicinale, fiancheggiata da essenze autoctone e dalle Cascine Ciceri e Silva, quest’ultima con i suoi portici e loggiati che riportano all’organizzazione agricola di un tempo. Poco oltre si incontra un’area di rimboschimento realizzata nel 2009, dove querce, aceri e frassini raccontano la capacità della natura di rigenerarsi.

All’incrocio con la Strada Vicinale ai Boschi di San Pietro, una crocetta votiva testimonia l’antica funzione religiosa e pratica di questi segni: erano punti di orientamento, confini agricoli e tappe di processioni, vere e proprie “segnaletiche del sacro”.

La passeggiata si svolge nel Parco Agricolo del Meredo, il polmone verde più esteso di Seregno, con i suoi 70 ettari. Fino al 1798 apparteneva al Monastero di San Vittore di Meda; il suo nome antico, Ceredo, evocava i boschi di querce che un tempo ricoprivano la zona. Ancora oggi, lungo la Strada Vicinale del Merè, vicino al ponticello ferroviario, resiste una farnia monumentale, silenziosa testimone di secoli di storia.

L’ultima parte della camminata segue la Strada Vicinale alle Brughiere di San Pietro, fino a Cascina Pelucchi. Qui la natura appare più fragile, ma il futuro è carico di speranza: la cascina diventerà un centro polifunzionale per persone con disabilità, restituendo al luogo una vocazione sociale.

Lo sguardo si apre poi sul complesso di Cascina Monti-Brivio, custode della memoria contadina locale, e si prosegue fino a via Nobel, dove la camminata si conclude nel cortile della cascina. Qui i residenti offriranno un piccolo rinfresco finale, un momento conviviale per condividere l’esperienza.

Informazioni pratiche:

La partecipazione è gratuita, ma è necessaria l’iscrizione entro il 9 ottobre scrivendo a 
📧 comitato.santambrogio@seregno.info

Durante l’iniziativa sarà presente un gazebo informativo del Parco Grubria.

sabato 20 settembre 2025

Seregno, il caso ex Dell’Orto: le Acli chiedono trasparenza, la politica si defila

Area ex Dell'Orto: rendering del grattacielo di 14 piani previsto su via San Rocco

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato diversi post riprendendo il dossier partecipato sull’area ex Dell’Orto, promosso dalle Acli di Seregno. Un documento nato non per trattare con l’amministrazione, ma – come ribadito dagli stessi promotori – come «atto di responsabilità pubblica e di partecipazione democratica, nato per rendere i cittadini e i corpi intermedi più consapevoli delle scelte che plasmeranno il futuro della città».

Nel comunicato stampa diffuso in questi giorni, per rispondere ad alcune affermazioni dell’amministrazione comunale, le Acli precisano che «il dossier non è un esercizio accademico, ma un lavoro documentato che prende le mosse dalla Delibera di Giunta n. 163/2024 e dall’intero Progetto esecutivo presentato nel 2025 da Anedo Srl, attuale proprietaria dell’area. Tutti i principali strumenti di pianificazione comunale – dal PGT al Piano Clima, dal Piano Urbano del Traffico all’Agenda Seregno 2030 – sono stati messi a confronto con il progetto per verificarne la coerenza».

Rendering delle aree interne

«Il compito di un’Amministrazione
– scrivono le Acli – non è registrare le intenzioni di un investitore, ma guidare le trasformazioni secondo una visione di città giusta, sostenibile e inclusiva». Se da un lato viene riconosciuto come positivo il richiamo all’edilizia convenzionata, alla sostenibilità e alle pedonalizzazioni, dall’altro si sottolinea che «le quote di edilizia convenzionata sono troppo limitate, la sostenibilità non è garantita da criteri vincolanti, la viabilità rischia di spostare i problemi senza risolverli».

Viene inoltre ricordato l’impegno a preservare «la memoria storica della fabbrica Dell’Orto» e viene condivisa «la recente raccomandazione del circolo culturale 'Seregn de la memoria' che riguarda la presenza della chiesetta dell’Oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano, edificio vincolato e prezioso segno della storia religiosa e civile di Seregno. Rigenerare significa valorizzare, non oscurare o marginalizzare questi luoghi».

Una parte del comunicato è dedicata anche a sgomberare il campo da equivoci circa i rapporti personali e politici: «Essere soci Acli non equivale a rappresentare l’associazione, che parla solo tramite il Presidente e il Consiglio direttivo». Le Acli rivendicano così l’autonomia associativa, prendendo le distanze da interpretazioni giornalistiche o politiche che rischiano di confondere piani distinti.

Nella parte finale del comunicato, le Acli insistono sul bisogno di trasparenza: «Se i cosiddetti “paletti” esistono davvero devono essere messi a conoscenza della comunità. Una vera sintesi non può maturare solo in un confronto riservato tra Comune e soggetto privato».

Il dossier – ribadiscono – «non nasce per alimentare contrapposizioni, ma per offrire una base di confronto pubblico serio e orientato all’interesse generale». Alle istituzioni locali viene chiesto un passaggio di chiarezza: se la visione proposta è condivisa, deve essere tradotta in scelte concrete; se non lo è, occorre dirlo con trasparenza alla comunità.

Il dossier completo – interamente dedicato al Progetto esecutivo presentato da Anedo Srl – è disponibile a questo link: Dossier partecipato Acli.

Nostro commento: Ex Dell’Orto, la politica che abdica al suo ruolo


Quanto sta avvenendo a Seregno attorno al destino dell’area ex Dell’Orto ci ha richiamato alla memoria un’intervista rilasciata alcuni mesi fa ad Avvenire da Giancarlo Consonni, professore emerito di Urbanistica al Politecnico di Milano e direttore dell’archivio Piero Bottoni. In quelle parole, dense e radicali, rivolte in particolare alle vicende milanesi, ritroviamo molti dei nodi che anche la nostra città sta vivendo: il vuoto della politica, la rinuncia a guidare i processi urbani.

Le vicende dell’area ex Dell’Orto a Seregno non possono essere lette come una questione locale o tecnica. Esse si collocano dentro un vuoto che, prendendo a prestito le parole di Consonni, riguarda la politica stessa: «Non c’è una strategia, una linea ferrea, determinata sul tema della città. Alla fine il modo in cui viene gestita è quello di un’azienda, ma senza princìpi sociali».

Seregno non fa eccezione. L’operazione proposta da Anedo Srl e la reazione dell’amministrazione comunale rivelano la stessa dinamica che altrove ha consegnato pezzi di città alla logica degli operatori privati. La politica rinuncia a guidare i processi, limitandosi a registrare intenzioni, promesse o vincoli indefiniti, e lascia che il mercato determini le forme dello spazio urbano. Ma così facendo abdica al suo compito: quello di garantire che la città sia giusta, inclusiva, viva.


Consonni ricordava che altre città europee – Vienna, Copenaghen, Barcellona – hanno accompagnato gli interventi di grande impatto con misure compensative: Vienna e Copenaghen destinando quote ad alloggi popolari; Barcellona lavorando, con Oriol Bohigas, a progetti che rinsaldassero il tessuto urbano e le relazioni di prossimità. Lì la politica ha guidato le trasformazioni, mettendo al centro la vita collettiva. A Seregno, invece, l’ex Dell’Orto rischia di diventare l’ennesimo “non luogo”, privo di anima e destinato a svuotarsi di vita sociale.

Se un’area così significativa viene trattata come un affare tra Comune e investitore, senza un vero confronto pubblico, il problema non è solo urbanistico: è politico. «Se non agisci sul mercato – ammonisce Consonni – lasci la città in mano agli operatori privati». E così crescono disuguaglianze, quartieri ricchi contrapposti a quartieri poveri, spazi anonimi che di sera diventano deserti.

La posta in gioco, a Seregno come altrove, non è un semplice progetto immobiliare ma l’idea stessa di città: se sarà luogo di convivenza o terreno di speculazione. L’ex Dell’Orto potrebbe diventare occasione di rigenerazione urbana e sociale, restituendo centralità alla memoria e vitalità alla comunità. Oppure ridursi a un’operazione “mordi e fuggi”, senza futuro.

La scelta è tutta politica. E qui sta l’urgenza: la politica deve tornare a occuparsi della città, con coraggio e competenza. Perché, come ricorda Consonni, «se rompi il nesso tra come trasformi la città e come la vivi», il risultato non è solo degrado urbanistico: è una crisi profondamente politica, che mina la convivenza civile stessa.

domenica 7 settembre 2025

Un giardino per Luigia Pozzoli Formenti: "la voce dei poveri la benedice"

L'inaugurazione del giardino a Luigia Pozzoli Formenti. A sin. il Sindaco Alberto Rossi e a dx. il nipote Roberto Pozzoli

Sabato 6 settembre 2025, nel quartiere Sant’Ambrogio di Seregno, è stata inaugurata un’area verde intitolata a Luigia Pozzoli Formenti, figura di spicco della vita civile e politica seregnese del dopoguerra.

La dedica di un giardino a una donna rappresenta un gesto raro e significativo: come più volte abbiamo sottolineato su questo blog, la toponomastica italiana continua a privilegiare i nomi maschili, relegando in secondo piano il contributo femminile alla storia collettiva (qui un approfondimento, qui un altro e ancora qui). 

Il retro del tabellone

La cerimonia è stata possibile grazie alla richiesta dell’ANPI di Seregno, sostenuta dal Comitato di Quartiere Sant’Ambrogio e dal Circolo Culturale Seregn de la memoria, che insieme hanno promosso l’iniziativa.

Sotto il pannello della dedica campeggia la frase «La voce dei poveri la benedice», che riprende il titolo del volume della collana I Ciculabet curato proprio dal Circolo Culturale in suo onore. Il titolo trae origine da una lettera che don Egidio Mariani, monaco dell’abbazia benedettina di Seregno, inviò a Luigia nel 1970.
Chi volesse ricevere una copia della pubblicazione può contattare l’associazione all’indirizzo e-mail info@seregndelamemoria.it

Chi era Luigia Pozzoli Formenti

Luigia Pozzoli in una foto del 1938

Nata a Desio alla fine della Prima guerra mondiale e cresciuta in una famiglia socialista che le trasmise ideali di libertà e giustizia, Luigia si trasferì a Seregno dopo il matrimonio con Aurelio Formenti, impegnandosi con lui nella Resistenza e nel Comitato di Liberazione Nazionale.

Negli anni della ricostruzione fu consigliera comunale per il PCI e animatrice dell’Unione Donne Italiane, sempre in prima linea nelle battaglie per la pace, i diritti delle donne e della classe lavoratrice. Ma il suo impegno andò oltre la politica istituzionale: molti la ricordano come una benefattrice, pronta ad aiutare chiunque fosse in difficoltà.

La sua iniziativa più amata fu la creazione delle colonie estive per bambini: la prima a Seregno, nella ex Casa del Fascio poi trasformata in Casa del Popolo, e altre in Valtellina. In quelle strutture, che portavano il nome del giovane partigiano seregnese Livio Colzani, ospitò anche bambini siciliani rimasti vittime del terremoto del Belice, accolti nella colonia di Aprica.

Luigia continuò a lottare fino all’ultimo per un mondo più giusto. Alla sua morte, nel 1994, fu salutata con rispetto e riconoscenza, anche da parte di chi non condivideva le sue idee politiche.

La presentazione del "ciculabet" a cura di Carmela Tandurella, autrice del libro su Luigia Pozzoli Formenti

Intitolare un giardino a Luigia Pozzoli Formenti non è soltanto un atto di giustizia verso una protagonista dimenticata della storia locale: è un invito a ricordare che l’impegno civile, la solidarietà e la difesa dei più fragili possono lasciare tracce durature.

Il verde che oggi porta il suo nome restituisce simbolicamente alla città quella generosità che per decenni Luigia ha donato a Seregno e ai suoi abitanti.

domenica 24 agosto 2025

Seregno ricorda Luigia Pozzoli Formenti: un giardino e un libro per onorarne la memoria


Figura di spicco della vita politica e del volontariato locale negli anni cruciali della Ricostruzione e del boom economico, Luigia Pozzoli Formenti ha rappresentato per Seregno un punto di riferimento nel segno dell’impegno civile e della solidarietà. Alla sua memoria, la città ha scelto di dedicare un luogo pubblico che resterà simbolo di riconoscenza e testimonianza per le generazioni future.

Sabato 6 settembre, alle ore 17.30, si terrà la cerimonia ufficiale di intitolazione del giardino di viale Edison a Luigia Pozzoli Formenti. L’area verde si trova non lontano dall’abitazione in cui visse a lungo, e sarà così un segno tangibile del legame profondo che la donna ebbe con il quartiere e la comunità.

Dopo la cerimonia, nello spazio civico di via Bottego, il Circolo culturale “Seregn de la Memoria” presenterà il volume della collana i Ciculabet intitolato “La voce dei poveri vi benedice. In ricordo di Luigia Pozzoli Formenti”, scritto da Carmela Tandurella. Il libro raccoglie testimonianze e ricordi di una vita interamente spesa al servizio degli altri, in particolare dei bambini delle famiglie più bisognose, ai quali Luigia dedicò energie e passione attraverso l’organizzazione di colonie marine e montane.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Seregno, dal Comitato di quartiere Sant’Ambrogio, dall’ANPI sezione di Seregno e dal Circolo culturale Seregn de la Memoria, in un’ideale collaborazione che riflette i valori di partecipazione e memoria condivisa che furono al centro dell’impegno di Luigia Pozzoli Formenti.

Un ricordo che non è solo commemorazione, ma invito a custodire e proseguire un’eredità di solidarietà, cura della comunità e attenzione verso i più fragili.

lunedì 19 maggio 2025

Seregno, una passeggiata tra storia e natura: alla scoperta del quartiere Santa Valeria


Domenica 25 maggio 2025, con ritrovo alle ore 14.30, si terrà la Passeggiata Narrante nel quartiere di Santa Valeria, un'iniziativa promossa dal Comitato di Quartiere di Santa Valeria, in collaborazione con il Circolo culturale Seregn de la memoria e il WWF Insubria.

L’evento, aperto a tutti, si propone di guidare i partecipanti in un percorso tra memoria storica e bellezza naturalistica, valorizzando un territorio spesso poco conosciuto ma ricco di testimonianze del passato e scorci di verde preziosi per l’identità collettiva. Il tragitto toccherà luoghi emblematici del quartiere, come l’Oratorio di Santa Caterina, il Piazzale del Santuario, l’antico sito del ritrovamento dell’urna cineraria di epoca pre-romana, i viali alberati di via Locatelli, e le storiche cascine che raccontano la trasformazione del paesaggio rurale seregnesi dal XIX secolo ad oggi.

Ad arricchire la visita saranno gli interventi di Zeno Celotto e Carlo Perego del Circolo culturale Seregn de la memoria per la parte storica, e di Alberto Isnenghi del WWF Insubria per la parte naturalistica. Gli esperti accompagneranno i presenti in una narrazione che unisce memoria, botanica e sensibilizzazione ambientale, con l’obiettivo di stimolare una maggiore consapevolezza e cura del proprio quartiere.

Il percorso terminerà con un momento conviviale offerto dal Bar Toc di piazzale Madonnina, da Cattolica Assicurazioni di Seregno e dalle famiglie Lorenzetti, che accoglieranno i partecipanti per un rinfresco finale.

Con questa iniziativa - che si affianca ad altre attività come la Camminata nel verde e le giornate di pulizia ecologica - il Comitato di Santa Valeria intende rafforzare il legame tra i cittadini e il territorio, promuovendo una cultura della partecipazione attiva e della tutela del bene comune.

 


Evento gratuito. Prenotazione obbligatoria entro il 21/05 con le seguenti modalità:

 

lunedì 12 maggio 2025

Seregno. La Scuola Primaria “Aldo Moro” celebra 50 anni di storia con una mostra e un grande evento pubblico


Nel 2025 la Scuola Primaria “Aldo Moro” di Seregno celebra un traguardo significativo: i 50 anni dalla sua inaugurazione, avvenuta nel 1975. Per festeggiare questo importante anniversario, l’Istituto Comprensivo Aldo Moro ha organizzato un ricco programma di iniziative commemorative, volte a valorizzare la memoria storica dell’istituzione scolastica e a rafforzarne l’identità nel tessuto cittadino.

Dal 12 al 22 maggio sarà allestita presso l’anfiteatro della scuola la mostra didattica “50 anni di storia”, un viaggio nel tempo attraverso fotografie, documenti originali e reperti che raccontano mezzo secolo di vita scolastica. L’inaugurazione è prevista per lunedì 12 maggio 2025 alle ore 10:30. Le famiglie potranno visitare la mostra tutti i giorni feriali dalle 16:30 alle 17:30.

Il momento culminante delle celebrazioni si terrà sabato 24 maggio 2025, con un evento pubblico che vedrà la partecipazione delle autorità cittadine, degli attuali studenti, docenti e personale scolastico, nonché degli ex alunni e insegnanti che hanno fatto parte della storia della scuola. Durante la giornata si svolgeranno:

  • l’inaugurazione della nuova targa della scuola, simbolo dell’identità e della continuità dell’istituto;
  • la presentazione del volume “La scuola elementare del Ceredo dalla Cascina Donetta all’Aldo Moro” di Giuseppe Mariani, pubblicato all’interno della collana editoriale I Ciculabet dal Circolo Culturale “Seregn de la memoria”, con il sostegno del Comitato di Quartiere Ceredo;
  • la proiezione del video documentario “50 anni di… storie da raccontare e di sogni per volare!”, realizzato per l’occasione;
  • una camminata attraverso le vie del quartiere, con soste simboliche presso le tre vecchie sedi della scuola primaria.

Le celebrazioni si svolgeranno con il patrocinio del Comune di Seregno e saranno documentate dalla videomaker Lucrezia Spreafico. I contenuti video dell’evento verranno pubblicati sulla pagina Facebook ufficiale dell’Istituto Comprensivo Aldo Moro Seregno (facebook.com/ICMoro.Seregno).

sabato 26 aprile 2025

Seregno. Un gioiello nascosto in città: visita guidata al Laghetto di San Carlo


Il Comitato di Quartiere San Carlo - Seregno in collaborazione con WWF Insubria e il Circolo culturale Seregn de la memoria, organizza un evento speciale per tutti gli amanti della natura: una visita guidata al Laghetto di San Carlo, un angolo verde sorprendente nel cuore del quartiere.

L'appuntamento è fissato per sabato 3 maggio 2025, con due turni di visita previsti alle ore 15.00 e 16.30. Sarà l'occasione per scoprire un ambiente naturale ricco di vita e bellezza, normalmente poco conosciuto.

Durante la passeggiata, i partecipanti potranno ammirare i suggestivi salici piangenti, incontrare la gallinella d’acqua e lasciarsi stupire dalla varietà di flora e fauna che popolano questo piccolo ecosistema.

Il ritrovo è presso il laghetto del Parco Falcone e Borsellino.
La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati: è necessario prenotare scrivendo a comitato.sancarlo@seregno.info, specificando l'orario preferito.

venerdì 21 marzo 2025

A Seregno un incontro per non dimenticare le vittime delle mafie: il caso Cristina Mazzotti


In occasione della Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie, il Circolo culturale "Seregn de la memoria" organizza un evento di grande rilevanza storica e sociale.

Sabato 29 marzo 2025, alle ore 16, presso la Sala Gandini di via 24 Maggio a Seregno, si terrà la presentazione del libro di Emilio Magni, dal titolo "Il rapimento Cristina Mazzotti. Una buca, 5 centimetri d'aria" (edizioni Mursia). L’autore dialogherà con il giornalista Luigi Losa in un incontro che promette di essere intenso ed emozionante. L'ingresso è gratuito.

La vicenda di Cristina Mazzotti, giovane diciottenne rapita il 1° luglio 1975 e brutalmente assassinata dalla 'ndrangheta, sconvolse l’Italia intera. Prigioniera in condizioni disumane, la sua vita fu spezzata con una ferocia inaudita e il suo corpo venne ritrovato in una discarica della provincia di Novara. A mezzo secolo di distanza, il dolore e l'indignazione per quella tragedia restano vivi.

Il libro di Emilio Magni, testimone diretto dell’epoca sia come amico della famiglia Mazzotti che come cronista, ripercorre questa terribile storia attraverso testimonianze inedite. Il volume porta alla luce dettagli sconosciuti, restituendo un'immagine più intima di Cristina e rivelando nuove piste investigative: dagli autori materiali del rapimento, individuati solo di recente e ancora in attesa di giustizia, fino al mistero mai risolto del miliardo di lire versato come riscatto, di cui solo una parte è stata recuperata.

Questo incontro non è solo un'occasione per ricordare una delle pagine più oscure della nostra storia recente, ma anche un momento di riflessione sull'importanza della memoria e della ricerca della verità.

La cittadinanza è invitata a partecipare numerosa per rendere omaggio a Cristina e a tutte le vittime innocenti della criminalità organizzata.

giovedì 6 febbraio 2025

Spazzacamit, on film ambientad in del votcent intra ol Canton Texin e Milan


Il Circolo culturale Seregn de la memoria, l'Associazione Culturale Brianze in collaborazione con Far Lombard associazion per la lengua lombarda e Movie Studio, nell'ambito della rassegna "Cascia fö la lengua" presentano

SPAZZACAMIT


A metà del XIX secolo, una famiglia contadina del Canton Ticino, in miseria, vende il quattordicenne Giorgio ad Antonio Luini, che lo porta a Milano per farlo lavorare come spazzacamino. Durante il viaggio, la barca su cui viaggiano affonda dopo essere colpita da un fulmine, e solo quattro ragazzi, oltre a Luini, sopravvivono.

A Milano, Giorgio viene comprato dallo spazzacamino Battista Rossi e conosce sua figlia Angeletta, che gli insegna a leggere e scrivere. Si unisce poi alla banda dei "fratelli neri", un gruppo di ragazzi sfruttati che si aiutano a vicenda e si scontrano con la banda rivale dei "lupi". Dopo la morte di Alfredo, un compagno, le due bande si alleano per catturare Luini, ricercato in Svizzera. Con l'aiuto di padre Roberto, lo consegnano alle autorità e la ricompensa viene destinata alle famiglie delle vittime del naufragio. Alla fine, Giorgio torna a casa con Angeletta.

 

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Se amate il dialetto, allora non potete perdervi questa pellicola ambientata tra il Ticino e la Milano dell’800. Yor Milano ha preso il capolavoro del regista svizzero Premio Oscar Xavier Koller e ne ha curato il doppiaggio nel nostro dialetto. Buona visione!

Far balad ‘l oecc. Per tuts i apasionad de dialet e de cinema, sabet prim de marz ai noev or a Seregn ge sarad “Spazacamit”. On film ambientad in del votcent intra ol Canton Texin e Milan, voltad in la nosta lengua dal Yor Milano. Prenoteves in pressa, i post a hin poch!

Intervengono

  • Yor Milano, regista
  • Simona Scuri, consulente per il dialetto milanese

Quando: Sabato 1 marzo 2025 – ore 21
Dove: Movie Studio. Seregno, Via Gandhi 10. Parcheggio in via Resegone.
Biglietti: 8 €. Prenotazione obbligatoria whatsapp 3382327549 fino ad esaurimento posti.


Il senso di una rassegna: Càscia fö la lèngua

Tra i beni immateriali che caratterizzano un territorio, un ruolo fondamentale spetta alla lingua, sia essa viva o apparentemente dimenticata. In questo caso, parliamo della lingua lombarda, riconosciuta dall’UNESCO con il codice ISO 639-3 LMO. La lingua lombarda si compone di un mosaico di dialetti variegati, principalmente parlati tra la Lombardia e il Canton Ticino.

“Càscia fö la lèngua” è una rassegna annuale, itinerante, con iniziative ed eventi dislocati in diversi comuni della Brianza (Briosco, Seregno, Inverigo, Carugo, etc.). Attraverso generi differenti, spaziando dal teatro al cinema, dalla musica alla poesia, dalla botanica popolare alla toponomastica, dall’etnografia alla linguistica, intendiamo valorizzare il patrimonio linguistico del territorio.

Lontani da visioni nostalgiche e di campanile, ma con la consapevolezza di chi vede ogni giorno morire la lingua locale sulle labbra dei parlanti e nello stesso tempo rinascere in forme e luoghi in precedenza preclusi. La vita è continua trasformazione: se per un verso i dialetti si fanno sempre meno udibili nelle vie e nelle piazze dei nostri paesi, dall’altro, in dialetto possiamo oggi, ad esempio, leggere il fumetto di Topolino o vedere I fratelli neri, pellicola del regista Xavier Koller doppiata nei dialetti ticinesi e milanese.

“Càscia fö la lèngua” è una rassegna non solo sulla lingua locale ma anche in lingua locale, usata nello spettacolo teatrale come nelle canzoni, durante la visita guidata sulla botanica popolare in Valsorda o per illustrare gli oggetti conservati nel Museo della Brianza a Carugo.
Dunque una serie di eventi dove il dialetto non è il feticcio di un mondo che non c’è mai stato, ma dove la lingua locale, in questo caso il lombardo, è strumento di comunicazione e trasmissione culturale.

Prossimi eventi
  • 1° marzo 2025, ore 21 c/o Movie Studio Seregno: Proiezione del film Spazzacamit (I fratelli neri) di Xavier Koller. Con la presenza del regista Yor Milano e di Simona Scuri, doppiatrice.
In preparazione:
  • I nomi delle cose. Visita guidata in dialetto al Museo della Brianza nel Novecento di Carugo. In collaborazione con l’Associazione Museo Nel 900.
  • Ciamà l’erba. Conoscere le erbe del territorio con la lingua del territorio. Camminata etnobotanica in Val Sorda.

martedì 21 gennaio 2025

La Brianza di Stendhal: un aperitivo letterario a Seregno


Il Circolo culturale “Seregn de la memoria” invita il pubblico a un viaggio letterario nel cuore della Brianza attraverso gli occhi di Stendhal. Sabato 8 febbraio 2025, alle ore 16.30, presso la sede di via Maroncelli 6 a Seregno, si terrà un aperitivo letterario con ingresso libero, durante il quale Sara Pozzi e Giovanni Santambrogio presenteranno il loro libro Le Brianze di Stendhal, edito da La Vita Felice.

L’evento rappresenta un’opportunità per esplorare la Brianza così come la visse il celebre scrittore francese. Stendhal, che considerava il paesaggio brianzolo uno dei più belli d’Italia, ha raccontato nei suoi diari i luoghi, le emozioni e gli incontri vissuti tra ville, colline e borghi. Il libro, disponibile in libreria, si inserisce nella collana “Le Brianze/Regoi e munda” dell’editore, dedicata alla scoperta del patrimonio culturale e naturale del territorio.

Henri Beyle, conosciuto come Stendhal (Grenoble, 1783 - Parigi, 1842), visitò la Brianza per la prima volta nel 1801, durante un incarico nell’esercito napoleonico. Negli anni successivi, soprattutto durante il suo soggiorno a Milano dal 1814 al 1821, il grande scrittore frequentò assiduamente la regione, ospite di amici nelle ville di Desio, Monza, Monticello e Montevecchia. Le sue esperienze sono raccolte nel Journal du Voyage dans la Brianza, un diario che descrive non solo il paesaggio, ma anche le passioni e le amicizie che lo legavano a questa terra.

Tra i luoghi più amati da Stendhal spiccano Villa Tittoni Traversi a Desio, dove soggiornava per ragioni sentimentali, e le cittadine di Inverigo, Canzo, Asso, Pusiano e Oggiono, che visitò nell’agosto del 1818. La Brianza, con il Resegone sullo sfondo, divenne anche fonte d’ispirazione per le sue opere, tanto da essere immortalata ne La Certosa di Parma (1839), uno dei suoi capolavori.

venerdì 20 dicembre 2024

Appello alla politica: investire in cultura per rilanciare il territorio brianzolo

 La provincia di Monza e Brianza si colloca al 107° posto, ultima in Italia, nella classifica delle province per la spesa dei Comuni destinata alla cultura, secondo i dati del Sole 24 Ore sulla Qualità della Vita. Un dato allarmante che evidenzia la necessità di un deciso cambio di rotta nelle politiche culturali locali.

La provincia di Monza e Brianza all'ultimo posto per la spesa in cultura, in posizione 107 nella classifica della Qualità della Vita redatta dal Sole 24 Ore. Soltanto 1 euro speso per cittadino all'anno in investimenti per la cultura. Molte associazioni culturali di Monza e Brianza sono rimaste davvero allibite da questo dato desolante. «Il nostro territorio, così ricco di storia e tradizioni secolari, è trascurato da coloro che invece dovrebbero valorizzarlo», deplorano gli esponenti della cultura di Monza e Brianza.

«Rivolgiamo un appello a tutti i parlamentari e consiglieri regionali eletti in Brianza, di ogni colore politico, affinché si impegnino a invertire questa brutta realtà e a sensibilizzare i Comuni brianzoli e la Provincia a investire di più nella cultura e negli spazi dove si fa cultura», dichiara Ettore Radice, presidente dell'Associazione Mnemosyne.

Nelle città e nei paesi della Brianza, altamente cementificati, ci vorrebbero meno palazzi residenziali e più strutture per la cultura, come biblioteche, teatri, auditorium per la musica e centri di aggregazione per i giovani nelle periferie, dove fare attività culturali: strutture attive, propositive e funzionanti, rimarcano i presidenti delle associazioni.

«La cultura, non l'intrattenimento, serve a formare i cittadini, rendendoli pienamente consapevoli dei loro doveri e diritti, e aiuta la socializzazione tra le persone e i rapporti intergenerazionali», sottolinea Zeno Celotto, presidente del Circolo culturale Seregn de la Memoria.

«Siamo sempre più convinti che sia necessario promuovere un turismo culturale di qualità, affinché la cultura diventi anche una risorsa per l'economia del territorio, con eventi che possano attrarre turismo da altre province», rileva Antonetta Carrabs, presidente della Casa della Poesia.

I Comuni della nostra provincia devono anche considerare che ogni euro speso per la cultura avrà un ritorno pari a 1,80 euro per il territorio, secondo i dati del Ministero della Cultura.

«Il Festival della Letteratura di Mantova dovrebbe essere preso ad esempio: è un vero polo di attrazione, rendendo alla città quasi un raddoppio della redditività e attivando iniziative di accoglienza e ristorazione che hanno arricchito il territorio anche dal punto di vista economico», espone Gianna Parri, presidente del Premio Letterario Brianza.

«Le associazioni culturali di Monza e Brianza – evidenzia Radice – ormai da tempo, con grande sforzo organizzativo e di volontariato, realizzano rassegne ed eventi che raccolgono la partecipazione di moltissimi cittadini, provenienti anche dal milanese e da altre province limitrofe. Per dare un impulso di maggiore efficacia, serve sinergia tra le associazioni culturali, le amministrazioni comunali e la Provincia, in modo da risalire la china e proporre agli abitanti del nostro territorio un'offerta di maggiore attrattività».

Le associazioni auspicano che dal 2025 vengano destinate più risorse alla Cultura e che il territorio della Brianza possa davvero primeggiare pure per Cultura e  turismo, dotandosi anche di nuove strutture, fruibili dall’intera cittadinanza.

giovedì 12 dicembre 2024

La passeggiata di Sant’Ambrogio: tra storia e natura nella Riserva Fontana del Guercio


Dopo il nostro recente post "Un viaggio tra natura, storia e tradizioni alla Fontana del Guercio e Cascina Sant’Ambrogio" in cui abbiamo raccontato l’escursione che si è tenuta sabato 7 dicembre 2024, il Comitato Parco Regionale Groane Brughiera ha condiviso un commento approfondito sull'evento.


“Fino al 2019, l’escursione in Riserva faceva parte integrante della Festa della Cascina Sant’Ambrogio,”
ha ricordato Tiziano Grassi, presidente del Comitato. “Per vent’anni consecutivi, gli ‘Amis del Sant’Ambros’ hanno organizzato una serie di eventi per celebrare questa ricorrenza, creando un legame speciale con il territorio. Purtroppo, dopo la pandemia, non siamo più riusciti a riproporre questa festa a causa delle difficoltà burocratiche.”

Quest’anno, però, la proposta di Carla Cazzaniga, referente del Gruppo Camosci di Seregno, ha dato nuova vita alla tradizione. “Abbiamo colto al volo l’opportunità di riproporre l’escursione, concludendo la mattinata con un rinfresco presso la Cascina Sant’Ambrogio,” ha aggiunto Grassi.


Nonostante le temperature rigide, il gruppo si è dimostrato molto interessato, seguendo con attenzione le spiegazioni fornite durante il percorso. Carla Cazzaniga ha aperto l’evento con un saluto caloroso, esprimendo la sua gratitudine per l’ampia partecipazione. Zeno Celotto, storico locale e presidente del Circolo culturale "Seregn de la memoria", ha raccontato le vicende della Roggia Borromeo, legandole alla città di Seregno e al libro Acque, Fontanili, Nobili e Banditi, scritto insieme alla moglie Chiara Ballabio.

Cristiano Colombo e Luigi Tagliabue, del Museo della Brianza nel ’900 di Carugo, hanno narrato la straordinaria impresa di recupero dell’area negli anni ’70, trasformata all’epoca da discarica in luogo di pregio naturale grazie al lavoro dei volontari degli "Amis de la Funtana". Il geologo Nicholas Ballabio ha poi illustrato le origini glaciali della riserva, svelando i segreti di questo ecosistema unico, mentre Angelo Bincoletto ha affascinato i presenti parlando della biodiversità, con particolare attenzione agli aspetti naturalistici e micologici.


La visita si è conclusa presso la Cascina Sant’Ambrogio, dove Luisa Colombo ha accolto il gruppo. Dopo aver raccontato la storia della cascina e guidato i partecipanti nella visita alla chiesetta dedicata a Sant’Ambrogio, Luisa e Marcello Marelli hanno offerto un momento di ristoro con tè caldo, panettoni e pantramvai. “Un brindisi pre-natalizio ha chiuso questa mattinata speciale, riportandoci ai ricordi delle feste passate,” ha concluso Grassi.


L’evento ha visto anche la partecipazione delle Guardie Ecologiche Volontarie, accompagnate da un giovane del Servizio Civile Universale, che hanno illustrato le loro attività nel Parco Regionale e nella Riserva.

“Arrivederci a tutti per la prossima primavera, quando torneremo a percorrere i sentieri della Riserva e della Brughiera,” ha promesso Grassi, lanciando un invito per continuare a valorizzare questo patrimonio in tutte le stagioni.

giovedì 5 dicembre 2024

GIR DE SEREGN. Camminata narrante natalizia nel centro storico di Seregno


La stagione 2024 de "Le Brianze raccontate camminate" del circolo Arci di Macherio si concluderà nel migliore dei modi con una passeggiata storico-culturale nel cuore del vecchio borgo di Seregno, guidata dagli esperti del Circolo Culturale Seregn de la memoria.

Itinerario

Il tour prenderà avvio dagli affreschi cinquecenteschi dell'Oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano. Proseguendo lungo via Cavour, entreremo nell'antica Contrada della Serbuggia, dove si trovano il Palazzo dei Medici di Seregno e suggestivi vicoli dai nomi curiosi.

In Piazza Martiri della Libertà, la Fontana del Mangiabagaj ci parlerà di Visconti e Sforza, mentre una pietra d'inciampo ricorderà Giovanni Re, partigiano deportato a Flossenbürg e assassinato nel Lager nazista di Litomerice.

Nel Palazzo Municipale visiteremo la mostra dedicata a Girolamo Figino, pittore milanese del Cinquecento, allievo di Francesco Melzi, a sua volta discepolo di Leonardo da Vinci.

Dopo aver ammirato la Torre Civica e la Basilica, il percorso continuerà tra i vicoli del borgo. Passando per Ca' Bianca, una torretta ci richiamerà alla mente le osservazioni astronomiche di Francesco Carlini. Qui, cinque pietre d'inciampo commemorano la tragica deportazione dell'agosto 1944 della famiglia ebrea Gani, sterminata ad Auschwitz e Bergen-Belsen.

In via Carlini visiteremo le prigioni della ex Caserma delle Brigate Nere. La passeggiata si concluderà con un momento di auguri natalizi presso la sede di Seregn de la memoria. Tuttavia, anche sulla via del ritorno, i motivi di interesse non mancheranno!

Ritrovo:

  • Ore 13:45 a Macherio, c/o Arci Macherio (Via Vittorio Veneto 46)
  • Ore 14:15 a Seregno, c/o Chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano (Via Cavour angolo Via S. Rocco)

Termine dell’escursione:

  • Ore 18:15

Iscrizione obbligatoria:

  • Numero massimo di partecipanti: 30
  • Quota di partecipazione: € 4
  • Per partecipare non è necessario essere iscritti all'Arci
  • Nota: Gli organizzatori declinano ogni responsabilità per eventuali incidenti o danni a persone e cose.
  • Organizzazione: Arci Macherio, in collaborazione con Circolo Culturale Seregn de la memoria
  • Per iscrizioni: email: cultura@arcimacherio.it, tel.: 335 632 8590 (Augusta)
  • Informazioni:tel.: 339 844 6553 (Gianni)