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martedì 30 giugno 2026

Circolo Ambiente: "I lavori per la vasca del Gandaloglio cancellano l'area umida!"


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi


Proseguono, purtroppo senza sosta, i lavori per la realizzazione della nuova pista di accesso alla vasca di laminazione del Gandaloglio, che ha cancellato un'area umida al confine tra Oggiono e Sirone. Prosegue quindi anche la nostra denuncia pubblica - come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" - per i lavori commissionati dal Parco Valle Lambro che, anziché aiutare la naturalità dei luoghi, hanno comportato la distruzione di un habitat ecologico per la fauna e soprattutto per molte specie di uccelli, tra cui aironi.
 
Le ruspe stanno continuando anche in queste settimane a riportare terreno, con cui è stata riempita l'area umida in località Rettola a Oggiono al confine con Sirone. 


Lavori - quelli per la realizzazione della vasca di laminazione - che la nostra associazione ha definito da subito inutili e dannosi. Inutili poiché la vasca di laminazione non aiuterà a risolvere i problemi derivanti dalle esondazioni naturali del torrente Gandaloglio. Lavori dannosi poiché comportano la compromissione ambientale di alcuni ambiti di naturalità, come appunto le zone umide. E, ancor più paradossale, è che questi lavori siano stati previsti e commissionati dal Parco Valle Lambro su un territorio che, seppur non compreso dentro i confini del parco, conserva comunque importanti elementi di naturalità degli habitat, in particolare per anfibi e uccelli.
 
Come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" abbiamo più è più volte denunciato l'inutilità di questi lavori per la costruzione della vasca di laminazione sul Gandaloglio. Lavori i cui costi arriveranno a quasi 10 milioni di euro di fondi pubblici, senza la sicurezza che la vasca possa funzionare correttamente in caso di forti piogge. Ma con la certezza della compromissione della naturalità del torrente e delle aree umide!

giovedì 16 aprile 2026

Circolo Ambiente: “Vasca di laminazione sul Gandaloglio, il Parco conferma le criticità ambientali”


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”


Dopo le nostre segnalazioni, come Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, sui lavori per la realizzazione della vasca di laminazione per il torrente Gandaloglio, in corso a Oggiono, il Parco Valle Lambro ci ha risposto, riconoscendo almeno in parte la fondatezza delle nostre preoccupazioni di carattere ambientale.

Cominciamo dalla segnalazione relativa all’utilizzo di macerie edili depositate sul fondo delle piste di cantiere, tra cui sono presenti anche frammenti di plastica.
La risposta inviataci dal Parco Valle Lambro conferma pienamente le nostre preoccupazioni, ma al tempo stesso ci lascia fortemente perplessi. Scrive infatti il Parco: “L’impresa appaltante ha fornito le certificazioni relative al materiale riciclato utilizzato, che risultano conformi alle norme vigenti. [...] La Direzione Lavori ha effettuato alcune verifiche a seguito della segnalazione ed ha chiesto all’appaltatore di recuperare, al termine di ogni giornata lavorativa, oggetti o parti di oggetti in plastica o metallo eventualmente presenti e visibili sulla superficie per smaltirli separatamente”.


In pratica, il Parco ammette che, nonostante le certificazioni (almeno sulla carta), tra le macerie possono essere effettivamente presenti pezzi di plastica. Sarebbe stato opportuno evitare l’utilizzo di tali materiali, vista la delicatezza naturalistica dell’area.

Un’altra nostra richiesta riguardava le valutazioni e gli accorgimenti adottati in relazione alla presenza delle aree umide e della garzaia, in cui nidificano diverse specie di uccelli, tra cui aironi bianchi maggiori e cenerini.
Il Parco Valle Lambro ha risposto che le valutazioni richieste sono contenute nello Studio di Impatto Ambientale a firma dell’architetto Moris Lorenzi.

Nello studio si evidenzia come l’area della Poncia sia caratterizzata dalla presenza di ambienti umidi di elevato interesse naturalistico, con vegetazione acquatica e ripariale ben sviluppata, che svolgono un ruolo fondamentale come area di rifugio, alimentazione e sosta per l’avifauna, in particolare per le specie migratrici. La presenza di canneti e superfici temporaneamente allagate contribuisce inoltre ad accrescere la biodiversità complessiva, rendendo l’area particolarmente sensibile alle pressioni antropiche.

Lo stesso studio individua tra le componenti più vulnerabili la vegetazione acquatica e palustre e l’avifauna acquatica e migratoria, che utilizza l’area per nidificazione, sosta e alimentazione. Per quanto riguarda la valutazione complessiva degli impatti, viene sottolineato come la sensibilità dell’area resti elevata, rendendo necessaria un’attenta gestione delle attività.

Di conseguenza, lo studio prevede precise misure di mitigazione e tutela, tra cui il mantenimento di adeguate fasce di rispetto rispetto alle aree umide e ai canneti, nonché la limitazione delle attività di cantiere nei periodi di nidificazione e migrazione dell’avifauna.

Anche in questo caso, dunque, il Parco - tramite lo Studio di Impatto Ambientale - conferma le nostre forti preoccupazioni: l’area della Poncia è una delle più delicate dal punto di vista ecologico, per la presenza di habitat umidi frequentati da numerose specie tutelate di uccelli migratori.

Nonostante quanto riportato nello studio, dalle nostre verifiche risulta che i lavori di realizzazione delle piste di cantiere per la vasca di laminazione siano proseguiti anche nel periodo compreso tra gennaio e marzo, ovvero in una fase che coincide con la nidificazione di molte specie. Perché il Parco non ha previsto l’interruzione delle attività in un periodo così delicato?

In definitiva, ribadiamo che, come Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, il progetto della vasca di laminazione sul Gandaloglio non ci convince, né sotto il profilo dell’efficacia idraulica né per quanto riguarda l’impatto ambientale sulle aree umide di rilevanza ecologica.
Resta quindi il nostro giudizio: un progetto inutile e dannoso.

martedì 10 marzo 2026

Vasca di laminazione del Gandaloglio: piste di cantiere nell’area umida


a cura del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


Nei giorni scorsi il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ha visionato il prosieguo dei lavori per la realizzazione della vasca di laminazione del torrente Gandaloglio a Oggiono, dove al momento sembrano essere state realizzate soprattutto le piste di accesso, tramite lo spargimento sul terreno di materiale che, in teoria, dovrebbe essere inerte, come ghiaia.


Invece sembrerebbe – come si vede nelle allegate – che il fondo sia stato realizzato con materiali di demolizione (per lo più laterizi, piastrelle e anche pezzi di plastica, tra cui tubi corrugati). A tal proposito abbiamo già chiesto una verifica al Parco Valle Lambro (che ha commissionato i lavori di costruzione della vasca di laminazione) e all'Ufficio Tecnico e alla Polizia Locale di Oggiono, il cui territorio è interessato dai lavori in corso.


Oltretutto, una parte del tracciato delle nuove piste di accesso alla vasca di laminazione ha invaso parzialmente la delicata area umida nella zona a confine con la Poncia di Annone Brianza. Questa area umida è caratterizzata dalla presenza di avifauna tutelata, tra cui numerosi esemplari di aironi: airone bianco maggiore, cenerino e guardabuoi, oltre ad altre specie di uccelli migratori. La stessa zona umida vede inoltre la presenza di anfibi di diverse specie.

Come già evidenziato, una porzione dell'area umida è stata invasa dalla nuova pista di accesso, con il rischio di un pesante danno ecologico.


Esiste inoltre un’altra zona umida a confine con il territorio di Sirone, sulla quale è prevista (ma non ancora avviata) la realizzazione di una pista di accesso alla vasca di laminazione, tramite il riempimento di una porzione del piccolo stagno.

È un grave danno compromettere – con i lavori di costruzione delle piste e degli argini della vasca – queste zone umide che, di per sé, svolgono un naturale lavoro di mitigazione idraulica e di salvaguardia degli spazi biologici. Tali aree umide devono essere tutelate in quanto rappresentano uno scrigno di biodiversità, vegetale e faunistica, e pertanto non devono essere intaccate dai lavori per la realizzazione dell’opera.

In tal senso abbiamo già richiesto al Parco Valle Lambro quali valutazioni ambientali siano state effettuate in occasione del progetto e prima dell’avvio dei lavori; attendiamo ora precise risposte dal Parco.

domenica 8 marzo 2026

Boschi e parchi della Brianza come campi di guerra? Torna l’Italian Raid Commando

Il manifesto pubblicato sulla pagina Instagram UNUCI Lombardia

Dal 22 al 24 maggio 2026 potrebbe tornare in Brianza l’Italian Raid Commando, l’esercitazione organizzata da UNUCI Lombardia (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia) che nelle ultime edizioni ha già coinvolto territori tra Monza e il Lecchese.

Le date sono state diffuse dagli organizzatori sui propri canali social con immagini di militari davanti alla Villa Reale di Monza e un video promozionale che si conclude con la domanda: “Sei pronto per la sfida?”.

Per leggere l'articolo su MonzaToday cliccare qui.

Secondo quanto riportato dal giornale online MonzaToday, la presenza dell’evento in Brianza nel 2026 viene data per probabile, anche se al momento non sono ancora noti tutti i luoghi interessati.

La notizia è stata segnalata e monitorata anche dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, che negli ultimi anni ha seguito con attenzione le ricadute dell’iniziativa sul territorio.

Le edizioni del 2024 e del 2025 hanno coinvolto diversi luoghi della Brianza e del Lecchese, tra cui il Parco di Monza e il Parco della Valle del Lambro.

Tra gli episodi più contestati, l’utilizzo della palestra del complesso scolastico di Briosco come base logistica per le pattuglie partecipanti. La scelta aveva suscitato proteste da parte di cittadini, associazioni pacifiste e realtà del territorio.

L’evento è inoltre sponsorizzato da aziende legate al settore delle armi, tra cui Fiocchi Munizioni di Lecco, e in passato ha ricevuto il patrocinio di enti pubblici come Regione Lombardia e le Province di Monza e Brianza e Lecco.

Le mobilitazioni dello scorso anno hanno acceso un dibattito più ampio sull’utilizzo di scuole, parchi e aree naturali come scenari di attività militari. In un territorio già fortemente urbanizzato come la Brianza, spazi verdi come il Parco di Monza o il Parco della Valle del Lambro rappresentano risorse ambientali preziose.

Nel frattempo l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università continuerà a seguire la vicenda e a informare il territorio.

sabato 7 marzo 2026

Circolo Ambiente: "Dieci milioni per opere inutili sui torrenti oggionesi"


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Continuano ad aumentare esponenzialmente i costi per la realizzazione delle opere idrauliche sui torrenti Bevera e Gandaloglio, tra Oggiono e Molteno. Tanti, troppi soldi pubblici per opere idrauliche che rischiano di trasformare i torrenti naturali in canali artificiali!

Ci riferiamo al progetto per la realizzazione – già in corso – della vasca di laminazione sul torrente Gandaloglio, nell'area compresa tra Oggiono e Molteno. E anche al nuovo progetto del bypass tra i torrenti Bevera e Gandaloglio nella zona di Raviola, a monte dell'abitato di Molteno.


Come detto, c'è da considerare il fortissimo aumento dei costi, che ora ammonterebbero in totale a quasi 10 milioni di euro: poco meno di otto milioni per la vasca e circa 1,5 per il bypass.

Ma le nostre principali preoccupazioni, con conseguente contrarietà, sono anzitutto legate alle ricadute ambientali.
I due interventi in discussione, la vasca e il bypass, sono opere inutili e dannose, che rappresentano un palliativo rispetto all'obiettivo di prevenire i problemi conseguenti alle esondazioni dei torrenti. Le esondazioni sono fenomeni assolutamente naturali, le cui ricadute sulle aree abitate sono però causate dall'eccessiva cementificazione del territorio e dei torrenti stessi, avvenuta nei decenni passati.

La vasca di laminazione e il bypass sono entrambi progetti idraulici che considerano – erroneamente – i corsi d'acqua come se fossero canali artificiali. Invece i torrenti sono elementi naturali, che hanno disegnato il loro alveo e la conformazione del territorio nel corso dei secoli e, come tali, vanno preservati e, laddove cementificati, rinaturalizzati.

Manteniamo i nostri forti dubbi sulla futura efficacia idraulica della vasca di laminazione – una volta completata – e se possa realmente funzionare come un artificioso circuito idraulico. Ovvero se, in caso di forti piogge, l'acqua in eccesso dal Gandaloglio entri effettivamente nel bypass e riempia la vasca, anziché allagare, come ha sempre fatto, le aree di esondazione naturale che in passato erano costituite per lo più da campi agricoli, oggi però in parte occupate dai capannoni e dalle villette del Mognago di Oggiono.


Le stesse perplessità le abbiamo sull'efficacia funzionale del bypass tra il Bevera e il Gandaloglio, opera “inventata” solo per sbloccare la realizzazione della devastante nuova tangenzialina di Raviola!

Resta sempre insoluto l'unico vero nodo idraulico che andrebbe risolto in quella zona, ovvero la confluenza tra il Bevera e il Gandaloglio, che oggi avviene sotto la soletta dello stabilimento dell'ex Segalini. Purtroppo su questo non leggiamo alcuna previsione di intervento, quando sarebbe la prima e unica opera idraulica da realizzare. Si tratterebbe cioè di concordare con la nuova proprietà – o di procedere con l'esproprio, trattandosi di area demaniale – la demolizione della soletta e la conseguente rinaturalizzazione dell'area della confluenza tra i due torrenti che, come detto più volte, è oggi il vero problema idraulico.

Invece Regione, AIPO, Parco Valle Lambro e i comuni di Oggiono e Molteno preferiscono spendere quasi 10 milioni di euro di fondi pubblici per interventi inutili e devastanti per la naturalità dei torrenti.

venerdì 7 novembre 2025

Il futuro del Parco della Valle del Lambro: la voce delle associazioni


Venerdì 21 novembre 2025, alle ore 20.45, la Biblioteca Civica di Verano Brianza (MB) ospiterà l’iniziativa “Il futuro del Parco della Valle del Lambro. Le opinioni dell’associazionismo”, un incontro pubblico dedicato alla riflessione sul futuro di uno dei territori verdi più importanti della Brianza.

L’appuntamento, promosso con spirito di collaborazione da Associazione Le Contrade di Inverigo, Associazione Il Circolo di Verano Brianza, Associazione Orrido di Inverigo e Commissione Cultura Alternativa di Carate Brianza, nasce con l’obiettivo di informare, raccogliere e confrontare idee, opinioni e contributi in occasione della Variante al Piano Territoriale di Coordinamento del Parco.

L’incontro si propone come uno spazio di dialogo aperto, rivolto non solo ai cittadini, ma anche agli Enti Parco, alle Amministrazioni locali e alle realtà associative che operano sul territorio. In un momento cruciale per la pianificazione e la tutela dell’ambiente brianzolo, questa iniziativa vuole stimolare una partecipazione attiva e consapevole, favorendo il confronto tra diverse prospettive.

Gli organizzatori – Arturo Binda (Le Contrade), Massimiliano Chiolo (Il Circolo), Giulia Cuter (Orrido di Inverigo) ed Enrico Mason (Commissione Cultura Alternativa) – invitano tutti coloro che hanno a cuore il futuro del Parco della Valle del Lambro a partecipare numerosi, contribuendo con la propria presenza e le proprie idee.

lunedì 12 maggio 2025

Alla scoperta della "Tuetera" e dell’Orrido di Inverigo: un’escursione guidata tra natura e storia


Domenica 18 maggio, il Comune di Inverigo organizza un’escursione alla scoperta della "Tuetera" e dell’Orrido di Inverigo, un’area protetta riconosciuta come Geosito Lombardo. L’iniziativa si svolge con il patrocinio del Parco Regionale Valle del Lambro e in collaborazione con la sezione locale del Club Alpino Italiano (CAI).

L’evento è dedicato alla valorizzazione di un suggestivo ambiente naturale, celebre per le sue “sorgenti pietrificanti”, dove acque limpide depositano calcare formando travertino. A pochi passi dal sito, i partecipanti potranno ammirare anche l’Oratorio di Sant’Andrea al Navello, una chiesa rurale risalente al XVI secolo, ornata da affreschi dell’epoca.

Per partecipare è necessario essere muniti di scarpe adatte, poiché il percorso si snoda lungo sentieri interni. L’iscrizione è obbligatoria tramite la piattaforma EventBrite (comunediinverigo.eventbrite.com) e l’accesso è consentito fino a esaurimento posti nei seguenti orari: 9.00, 10.15 e 11.30.

La durata dei primi due turni è di 120 minuti, mentre il terzo turno, della durata di 90 minuti, non prevede il passaggio per l’Orrido. Il punto di ritrovo è all’ingresso dell’area, in via Monte Barro, presso la scuola media Filippo Meda.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero 031.3594239 o scrivere all’indirizzo email biblioteca@comune.inverigo.co.it

lunedì 1 luglio 2024

Lambrada 2024: Festival delle arti, delle scienze e delle storie lungo le rive del Lambro

L'interno del Mulino Resica

Lambrada 2024 è una rassegna dedicata alla valorizzazione del territorio della Valle del Lambro, attraverso spettacoli, danze folk e passeggiate.

La Lambrada, patrocinata dal Parco Regionale della Valle del Lambro, si propone di promuovere i territori brianzoli seguendo il corso del fiume Lambro. Quest'anno, il progetto giunge alla sua terza edizione e si estende al Comune di Verano Brianza.

 


EVENTO ANNULLATO A CAUSA DEL MALTEMPO 

L'evento principale avrà luogo domenica 7 luglio 2024 alle ore 15.30 con il tour della Valle dei Mulini, guidato da studiosi e storici locali, che condurranno i partecipanti da Molino Filo di Verano Brianza ai Mulini Resica e Bistorgio, raccontando la storia della manifattura Bevilacqua. A seguire, nella corte del Mulino Bistorgio, si terranno musiche e danze folk con la partecipazione del gruppo musicale Macramè.

  • Il ritrovo è previsto al Molino Filo, via Molino Filo, Verano Brianza, alle ore 15.30. In caso di pioggia, l'evento sarà rinviato a una data da definirsi.
  • Evento aperto a tutti, partecipazione gratuita.
  • Info e prenotazione (consigliata): 3338024913 - gab.masciave@gmail.com

 

Paolo Pirola, presidente di Brianze, ci spiega: "Il termine Lambrada prende spunto dal titolo di una canzone di Francesco Magni, vincitore nel 1993 del festival della canzone ecologica 'Chico Mendes' a Torino. Lambrada perché il fiume Lambro, come il dialetto, ha attraversato per secoli la storia della nostra terra: la Brianza. Il fiume è cambiato, così come è cambiata la lingua che parliamo. Un tempo si scendeva al Lambro per lavorare: nei mulini prima, nelle filande poi. Era un lavoro duro, come era dura la vita di allora. Oggi scendiamo al fiume per passeggiare nella natura, per andare in mountain bike, persino per pescare. La Valle del Lambro è oggi per i briantei un parco longitudinale: un meridiano verde che attraversa il parallelo dell'operosa Brianza."

venerdì 24 maggio 2024

Frana lungo la ciclabile Albiate-Macherio: tempi lunghi per la riapertura del percorso


Una frana ha reso impraticabile un tratto del percorso ciclo/pedonale Albiate-Macherio, situato sulla sponda destra del fiume Lambro, all'altezza di Molino Saletti, a valle del ponte Triuggio-Sovico. La frana, avvenuta lo scorso 16 maggio, è stata tempestivamente segnalata e seguita da un sopralluogo da parte degli uffici del Comune di Sovico.

Il cedimento, di dimensioni 20x10 metri, è stato probabilmente causato dalle recenti condizioni del fiume Lambro. Questo evento ha portato alla necessità di chiudere immediatamente il tratto di pista ciclo/pedonale del Parco Regionale della Valle del Lambro.

Il sindaco di Sovico, con un'ordinanza urgente, ha stabilito il divieto di transito per garantire la sicurezza pubblica. Tale misura è stata adottata in deroga a tutte le leggi di vincolo, data l'urgenza di prevenire possibili pericoli per i cittadini.

La chiusura resterà in vigore fino a nuova ordinanza di riapertura. Si prevede che per sistemare la frana e riaprire la pista ciclopedonale ci vorrà circa un anno. Nel frattempo, è possibile bypassare il tratto chiuso utilizzando la viabilità ordinaria.

 

Pianta con i percorsi alternativi suggeriti dal Comune di Sovico