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venerdì 1 agosto 2025

Frenetiche ferie: in Brianza l’estate del costruire non va in vacanza


C’è una strana e inquietante coincidenza che si ripete, puntuale come l’esodo verso le spiagge: proprio mentre chiudiamo le valigie e sogniamo mare e montagna, nei palazzi del potere le scrivanie si riempiono di delibere, proposte, progetti. È come se l’estate avesse un effetto energizzante sulla macchina burocratica e politica del Paese.

Mentre noi ci concediamo una pausa dal frastuono quotidiano, altrove si accelera. Cantieri che si aprono, piani approvati, progetti annunciati. Tutto prende forma proprio adesso, quando l’attenzione collettiva è più fragile. Coincidenza? O strategia?

In Brianza, questa estate ne è un esempio lampante. Sono partiti i lavori per le tratte B2 e C della Pedemontana, da Lentate sul Seveso ad Arcore e Usmate, con un investimento da oltre un miliardo di euro. L'obiettivo è aprirle al traffico entro il 2028. Contemporaneamente, è tornata sotto i riflettori – anzi, nel silenzio – la contestatissima “tratta D breve”, quella che dovrebbe collegare Vimercate ad Agrate. Undici Comuni della Brianza Est l’hanno bocciata formalmente, parlando di “impatto ambientale enorme” e “assenza di alternative discusse”, chiedendo un ripensamento complessivo su un’opera che rischia di devastare aree agricole e verdi ancora intatte.

Intanto, si approvano nuovi piani urbanistici, si discutono – più o meno realisticamente – progetti per presidi sanitari, svincoli, bretelle e infrastrutture. Tutto in un clima ovattato, quasi sospeso, in cui i cittadini – giustamente distratti – non vengono realmente coinvolti.

Sembra una corsa contro il tempo, ma il dubbio è che sia una manovra ben studiata: agire quando il dibattito pubblico si spegne, quando i riflettori mediatici si spostano su temperature record e bollini rossi in autostrada. In un Paese dove la partecipazione civica è già fragile, l’estate diventa il momento perfetto per approvare decisioni impopolari o avviare progetti senza opposizione.

Costruire, costruire, costruire. Ma per chi?

Non si tratta di essere contro lo sviluppo o di negare l’importanza delle infrastrutture. Ma la sensazione è che si costruisca spesso più per mostrare che per rispondere a reali bisogni. Sempre con quella fretta tipica di chi vuole far partire le ruspe prima che qualcuno possa dire: “Aspettate un attimo, siamo sicuri che sia la strada giusta?”

E così, mentre i cantieri avanzano, diverse associazioni ambientaliste, comitati e gruppi civici locali lanciano l’allarme: interi habitat naturali sono a rischio, con fauna selvatica (tassi, volpi, anfibi, rapaci) minacciata da lavori invasivi, e compensazioni ambientali ancora troppo vaghe o insufficienti.

In questo scenario, il Consiglio provinciale di Monza e Brianza ha approvato all’unanimità – il 22 luglio 2025 – una mozione promossa da “Brianza Rete Comune”, chiedendo alla Regione Lombardia un fondo straordinario per destinare il 100% degli indennizzi ambientali ai Comuni attraversati da Pedemontana e avviare piani di riforestazione e rigenerazione. Un piccolo segnale di attenzione, in mezzo a tanto rumore ovattato.

E allora, mentre molti partono e si lasciano alle spalle le preoccupazioni quotidiane, c’è chi sceglie di restare vigile. Di leggere tra le righe, di osservare con attenzione. A loro va il nostro grazie.

A tutti gli altri, nessun senso di colpa: godetevi la pausa. Ma magari, ogni tanto, tenete un occhio aperto. Anche piccolo.

Perché la democrazia non va in ferie. Ha bisogno di cure costanti, di attenzione continua, di partecipazione vera.

Buone vacanze a tutte e tutti, lettori e lettrici del blog.
Riprendiamoci fiato, ma non smettiamo di pensare.

giovedì 17 luglio 2025

Pedemontana non è un bene comune: appello a partecipare alla manifestazione del 4 ottobre


Un’infrastruttura imposta dall’alto, priva di confronto pubblico, con impatti ambientali, sociali ed economici insostenibili: la Pedemontana continua a suscitare un forte dissenso nei territori che attraversa. Un dissenso che non viene solo da cittadini e comitati locali, ma anche da forze politiche istituzionali come Brianza Rete Comune, l’alleanza di centrosinistra presente nel Consiglio Provinciale di Monza e Brianza, che ha annunciato la propria adesione alla manifestazione del 4 ottobre contro la prosecuzione di quest’opera.


L’appuntamento, promosso da una rete di comitati e associazioni, rappresenta un’occasione cruciale per dare voce a un’alternativa concreta e condivisa allo sviluppo insostenibile che la Pedemontana incarna. La mobilitazione vuole essere un momento di unità e determinazione per tutti coloro che ritengono che i soldi pubblici debbano essere investiti in opere realmente utili, socialmente giuste e rispettose dell’ambiente.

Il progetto Pedemontana, come sottolineato da Brianza Rete Comune nel suo comunicato ufficiale, presenta criticità ormai evidenti e documentate: da quelle economico-finanziarie, sollevate anche dalla Corte dei Conti, fino agli impatti ambientali e alla scarsa utilità per la mobilità quotidiana dei cittadini. A ciò si aggiunge un metodo decisionale che esclude sistematicamente i territori, ignorando le proposte, le osservazioni e le preoccupazioni di chi vive le conseguenze dirette del progetto.

Quella del 4 ottobre non è solo una manifestazione contro un’autostrada, ma un appuntamento per costruire insieme un’altra idea di sviluppo: basata sulla mobilità pubblica, sull’efficienza ferroviaria, sulla rigenerazione urbana e sulla tutela del territorio. Sono già molte le realtà che stanno aderendo, ed è fondamentale che sempre più associazioni, gruppi civici, comitati, forze politiche e semplici cittadini si uniscano per dare un segnale forte: la Pedemontana non è un bene comune.

La Brianza – e non solo – ha bisogno di scelte coraggiose e lungimiranti, non di grandi opere scollegate dai reali bisogni delle persone.

L'appello è chiaro: partecipiamo in tanti, uniti, alla manifestazione del 4 ottobre. Perché il futuro dei nostri territori lo costruiamo oggi, insieme.

 Di seguito, il comunicato integrale di Brianza Rete Comune

LA PROPAGANDA DI PEDEMONTANA NON CANCELLA LA REALTÀ
Perché è importante partecipare alla manifestazione del 4 ottobre

In questi anni abbiamo analizzato con rigore e responsabilità le profonde contraddizioni che accompagnano il progetto Pedemontana: criticità economico-finanziarie evidenti, pesanti ricadute ambientali, pedaggi insostenibili per i cittadini, dubbi più che fondati sulla reale utilità dell’infrastruttura.

Non si tratta di opinioni circoscritte, ma di elementi ormai ben documentati da fonti autorevoli: dalla Corte dei Conti, dagli studi trasportistici commissionati dalla Provincia al Centro Studi PIM, dalle osservazioni tecniche presentate da decine di amministratori locali.

Nonostante questo quadro, l'attuale governo della Regione Lombardia continua a ritenere superfluo il confronto, contribuendo ad allargare la frattura tra chi oggi ha il dovere di governare nell'interesse comune e le aspirazioni di tanti cittadini. L'ultimo convegno organizzato a Palazzo Lombardia sul tema ne è l'ennesima dimostrazione: un evento unilaterale, privo di contraddittorio, autoreferenziale, incapace di accogliere le istanze delle comunità locali.

Noi continueremo ad essere dalla parte del territorio. Per questo aderiamo convintamente alla manifestazione del 4 ottobre, promossa da alcuni comitati locali e sostenuta da una rete sempre più ampia di cittadini, enti e associazioni. È un'occasione importante per promuovere una visione differente, capace di mettere al centro dell'agenda politica quelle infrastrutture davvero al servizio dei cittadini: dalle opere per il trasporto pubblico e ferroviario, come il prolungamento della M2 da Cologno a Vimercate o la linea Carnate-Seregno, agli interventi per la mobilità privata, come il potenziamento dell'A51.

Il 4 ottobre noi ci saremo, per un futuro attento ai reali bisogni delle nostre comunità, sostenibile e rispettoso del nostro territorio.

 

In attesa della manifestazione del 4 ottobre, segnaliamo:

 

martedì 29 aprile 2025

Brianza Rete Comune: una mozione per difendere i parchi dalla corsa al fotovoltaico


I consiglieri provinciali del gruppo Brianza Rete Comune hanno recentemente presentato in Consiglio Provinciale una mozione intitolata “Per la salvaguardia del territorio nella transizione energetica”. L’iniziativa nasce dalla crescente preoccupazione per l’espansione degli impianti fotovoltaici a terra e delle installazioni agrivoltaiche anche nel territorio della provincia di Monza e Brianza, un’area già fortemente urbanizzata e con una delle più alte percentuali di consumo di suolo in Europa.

Attraverso questa mozione, il gruppo chiede che la Provincia si faccia portavoce nei confronti della Regione Lombardia per escludere con chiarezza l’installazione di impianti di energia rinnovabile nelle aree protette, nei Parchi Regionali, nei PLIS (Parchi Locali di Interesse Sovracomunale), nella Rete Ecologica Regionale e nelle Aree Prioritarie di Intervento. I consiglieri sottolineano che la normativa vigente non offre garanzie sufficienti per evitare il rischio che le “aree idonee” individuate per questi impianti possano coincidere con zone di elevato valore ecologico e paesaggistico.

Il gruppo di Brianza Rete Comune ritiene essenziale che la transizione energetica avvenga senza compromettere la biodiversità e la salute dei territori. «Il nostro è un territorio fortemente antropizzato, con un indice di urbanizzazione al 51%, che in 16 Comuni supera il 65%», si legge nel post pubblicato sulla pagina Facebook del gruppo. «Le installazioni di energia rinnovabile devono essere incentivate privilegiando aree già urbanizzate come parcheggi, capannoni industriali, tetti di edifici pubblici e infrastrutture grigie».

La mozione si inserisce in un contesto più ampio di mobilitazione della società civile e del mondo ambientalista, come dimostra anche il documento presentato dal WWF Lombardia alla Regione lo scorso mese di ottobre (ne abbiamo parlato qui).

La posizione di Brianza Rete Comune va nella stessa direzione: una transizione energetica sì, ma che non passi per un ulteriore consumo di suolo. I consiglieri chiedono che anche la Provincia, nel processo di revisione del proprio Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), preveda meccanismi chiari di tutela delle aree libere di valenza paesaggistica.

In un momento cruciale per le politiche energetiche e ambientali, il gruppo consiliare ribadisce l’importanza di un’azione coerente e lungimirante, in grado di coniugare sviluppo sostenibile e salvaguardia del territorio, rafforzando il ruolo dei Parchi Regionali e dei PLIS come presidio della biodiversità e della qualità ambientale in Brianza.