mercoledì 10 settembre 2025
A pèe biòt: le fotografie di Giuseppe Croci raccontano la Capriano del Novecento
Un viaggio nella memoria collettiva della Brianza, tra cortili, campi e volti che hanno segnato un’epoca. È questo lo spirito della mostra “A pèe biòt – la Capriano di Giuseppe Croci”, che apre le porte a Villa Lorenzo (Cappella della Beata Vergine Addolorata, via Carducci 20, Capriano di Briosco) domenica 14 settembre, dalle 10 alle 18, con ingresso libero.
L’esposizione raccoglie le suggestive fotografie di Giuseppe Croci, conosciuto dai suoi concittadini come “Pepin Cròs” (1913-1994). Nato e vissuto a Seregno, Croci immortalò tra gli anni ’50 e ’70 scorci di vita quotidiana e paesaggi di Capriano e dintorni, fissando in bianco e nero la Brianza di un tempo.
Alle 11 è previsto un momento di approfondimento con gli interventi di Zeno Celotto e Antonio Viganò, che ripercorreranno la vicenda umana e artistica del fotografo e il suo legame con il territorio, alla presenza della figlia Laura Croci e delle autorità locali.
La mostra rientra nel cartellone del festival diffuso Lambrada, che nell'ambito dell’iniziativa “Per le vie di Capriano” propone appuntamenti culturali pensati per valorizzare la memoria e il patrimonio immateriale locale attraverso immagini, parole e musica.
“Lo sguardo di Giuseppe Croci – sottolinea l’assessore alla Cultura Antonella Casati – ci accompagna per le strade di una Capriano lontana, che riconosciamo nei dettagli immutati ma soprattutto nelle differenze con la realtà attuale. Non è un’operazione nostalgia, ma un invito a riscoprire le radici della comunità per comprendere meglio il presente e costruire il futuro”.
giovedì 25 maggio 2023
Musica, teatro, mostre e camminate: Giussano e Briosco ospitano la Lambrada 2023
I due Comuni uniti nell’organizzazione di 5 eventi per valorizzare la Valle del Lambro.
Una rassegna per valorizzare il territorio della Valle del Lambro attraverso spettacoli, mostre e passeggiate.
I
Comuni di Giussano e di Briosco collaborano nell’organizzazione
dell’edizione 2023 della Lambrada, un format di proposte a cura di
Brianze, l’associazione culturale con sede a Briosco che da anni è
impegnata nella promozione di cultura e territorio.
La Lambrada, che
ha il patrocinio del Parco regionale della Valle del Lambro, ha
l’ambizione di promuovere i territori brianzoli, seguendo lo scorrere
del Lambro. Il progetto che ha preso forma lo scorso anno con una serie
di iniziative esclusivamente brioschesi, si è esteso quest’anno con il
coinvolgimento del Comune di Giussano.
Giussano e Briosco saranno così interessate da iniziative trasversali che avranno come comun denominatore la Valle del Lambro: la rassegna prenderà il via mercoledì 31 maggio (ore 21.30) con “Dylan Lombard - Comè un sass borlant (Like a rolling stone)”, un concerto in lingua lombarda con Renato Ornaghi che verrà ospitato nella Sala consiliare “Aligi Sassu” di Giussano e sarà promosso in occasione dei 60 anni del primo storico LP di Bob Dylan, come tributo al premio Nobel.
Domenica 4 giugno (ore 14.30) sarà la “Passeggiata alla scoperta del Sasson” ad unire i due comuni: con partenza dal Laghetto di Giussano e in concomitanza dal rione Pescatore di Briosco, lungo la ciclopedonale del Parco Valle Lambro in una sorta di stretta di mano simbolica tra i due Comuni. I partecipanti potranno scoprire le curiosità del masso erratico posizionato lungo il Lambro, un monumento naturale da rivalutare grazie alle spiegazioni del professor Andrea Nobile.
Martedì 20 giugno (ore 20.45), in occasione del 150° anniversario dalla morte di Alessandro Manzoni, la Chiesina dei Morti di Capriano ospiterà “Renzo e LuZia”, uno spettacolo in versione dialettale, con musiche e testi di Francesco Magni, ispirate ai versi di Piero Collina. Voce recitante sarà Marco Rubelli, con l’accompagnamento musicale di un ensemble di musicisti.
A seguire, domenica 25 giugno (ore 17) sarà la volta di “La Grecia al mulino”, uno spettacolo alla scoperta della musica tradizionale greca e delle affinità tra tutte le musiche popolari con Afro’s Duo che verrà ospitato al Mulino Peregallo di Briosco e sarà caratterizzato anche dalla possibilità di scoprire piatti tipici della gastronomia ellenica.
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| Il sasson in un disegno di Elia Pirovano |
Nei fine settimana della Lambrada, l’artista giussanese Elia Pirovano esporrà presso il Mulino Ronchi di Briosco una mostra di suoi disegni, che ha dedicato alla Valle del Lambro dai primi anni Ottanta ai giorni attuali.
“Le iniziative proposte nella Lambrada sono un’occasione per conoscere qualche curiosità in più del territorio naturalistico che unisce Giussano e Briosco – afferma Sara Citterio, assessore alla Cultura del Comune di Giussano – Il Lambro e la sua Valle sono uno straordinario contesto naturalistico intriso di storia, di ricordi, di aneddoti da trasmettere ai più giovani. Ma sono anche un’occasione per scoprirsi uniti agli altri Comuni, legati da una storia che supera il tempo”.
“Le rive del Lambro, i mulini, le chiesine di campagna diventano teatro e palcoscenico per spettacoli e letture poetiche – aggiunge Antonella Casati, assessore alla Cultura del Comune di Briosco – Tra le diverse proposte inserite quest’anno guardo con particolare affetto alla trasposizione in dialetto brianzolo de “I promessi sposi”, una versione impregnata di spirito brianzolo di quella storia sempre attuale, capace di far riflettere il lettore su concetti fondamentali per la vita sociale quali la giustizia e il perdono”.
“Il termine Lambrada riprende il titolo di una canzone di Francesco Magni, che nel 1993 vinse a Torino il festival della canzone ecologica “Chico Mendes” – commenta Paolo Pirola, presidente di Brianze - Lambrada perché il fiume Lambro, come il dialetto, attraversa da secoli la storia della nostra terra: la Brianza. Il fiume è cambiato, come è cambiata la lingua che parliamo. Ieri si scendeva al Lambro per lavorare: nei mulini prima, nelle filande poi. Un lavoro duro come dura era la vita di un tempo. Oggi scendiamo al fiume per passeggiare nella natura, per andare in mountain bike, financo per pescare. La valle del Lambro è oggi per i briantei un parco longitudinale: un meridiano verde che taglia Il parallelo dell’operosa Brianza ”.
martedì 31 ottobre 2017
Il Comitato Bevere organizza un corso pratico su come gestire i rifiuti
venerdì 16 settembre 2016
4 giorni di concerti, concertini e presentazioni libro in Brianza con Francesco Magni
17 settembre a Capriano di Briosco, Chiesina dei morti, dalle 19 panini e birra seguirà concertino di Francesco Magni con Parravicini, Ste e Mario Cattaneo + Giusina, ingresso libero.
18 settembre a Meda villa Antoni Traversi “Linking day” con la partecipazione alle ore 18 di Francesco Magni band, ingresso libero.
20 settembre a Seregno , centro Nobili ( di fronte all’ospedale) ore 15 /15’30 : concertino di F. Magni miniband.
22 settembre a Canzo, presso la biblioteca ore 21, Luigi Torriani presenterà il libro “ L’erba voglio era nell’orto, disagiografia di un cantautore” , (I libri di Brianze - Bellavite Editore). L’autore forse improvviserà un concertino. Ingresso libero.
per info: www.bellavite.it - redazione@brianze.it
domenica 8 giugno 2014
L'anello di Capriano: fotocronaca della passeggiata
Un successo andato oltre alleaspettativive ha coronato la passeggiata lungo l'anello di Capriano organizzata dal Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale insieme all'Associazione Brianze e al Comitato per il Parco Regionale della Brughiera.
Un'ottantina di persone si sono ritrovate al parcheggio di via San Giuseppe a Capriano e dopo un saluto del sindaco si sono avviate lungo i sentieri accompagnati dalle guide Paolo Pirola di Brianze e Gianni Casiraghi del Comitato Brianza Centrale.
L'escursione ha fatto scoprire ai partecipanti di scoprire alcune emergenze naturali, storiche ed artistiche che fanno delle colline, sul confine con Veduggio e Renate, uno dei contesti più suggestivi e preziosi di tutta della Valle del Lambro e forse dell'intera Brianza.
Di seguito il fotoracconto della giornata.
Chiesina dei Morti (in memoria di quanti persero la vita nell'epidemia di peste del 1630) risalente all'anno 1729, posta in una eccellente posizione, con un panorama di prim‘ordìne, sulle colline di Inverigo e Lurago, sulle Prealpi larìane, che si spinge fino all‘arco alpino.
A valle, all'ombra di rigogliosi boschi che fasciano ad occidente le alture modellate da antichi ghiacciai, si cela quanto rimane dello straordinario tracciato della storica ferrovia che, fino al primo dopoguerra, collegava la linea ferroviaria Monza - Molteno Oggiono alle Fornaci di Briosco.
Ormai da molti decenni in disuso, il percorso - che in parte è stato cancellato dalle urbanizzazioni e dalla realizzazione della nuova Valassina - con i suoi ponti, sottopassi e, soprattutto, con i tratti in trincea ed in rilevato, forse anche perchè immerso in una rigogliosa vegetazione, conserva ancora gran parte del suo antico fascino, figlio di storie millenarie, principalmente legate alla secolare estrazione dell'argilla.
Raggiunta Colzano, ci si immerge, da nord, nel verde bacino, un tempo occupato da uno specchio d‘acqua di origine glaciale, della Torbiera dei Cariggi, un'estesa area umida, di circa 5 kmq di estensione e, senza ombra di dubbio, una delle aree naturalistiche e paesistìche, finora, meglio conservate dell'intera Brianza.
Oltrepassata e costeggiata la Bevera di Naresso ed entrati nel Parco agricolo della Valletta, sul colle di Vianò si incontra l'antica, seppur rivista, chiesa dei Santi Alessandro e Mauro. Citata per la prima volta nel 1565, l'edificio di culto in realtà fu edificato attorno al 1100/1200, nei pressi di un monastero del sesto secolo, che la tradizione vuole fondato da San Mauro.
Dopo aver percorso lo storico sentiero della Strada comunale della Chiesuola ed aver ammirato i maestosi paesaggi dei Cariggi, al severo cospetto dei Corni, delle Grigne e del Resegone, i partecipanti all'escursione sono ritornati al punto di partenza.
lunedì 2 giugno 2014
Passeggiata lungo l'Anello di Capriano
Descrizione del percorso
Per coloro che non hanno ancora avuto la fortuna di apprezzare la bellezza degli ameni paesaggi che fanno da corollario alla frazione brioschese di Capriano, l'escursione consentirà di scoprire alcune emergenze naturali, storiche ed artistiche che fanno delle colline, sul confine con Veduggio e Renate, uno dei contesti più suggestivi e preziosi di tutta della Valle del Lambro e forse dell'intera Brianza.
Si partirà dalla storica Chiesina dei Morti (in memoria di quanti persero la vita nell'epidemia di peste del 1630) risalente all'anno 1729, posta in una eccellente posizione, con un panorama di prim‘ordìne, sulle colline di Inverigo e Lurago, sulle Prealpi larìane, che si spinge fino all‘arco alpino.
A valle, all'ombra di rigogliosi boschi che fasciano ad occidente le alture modellate da antichi ghiacciai, si cela quanto rimane dello straordinario tracciato della storica ferrovia che, fino al primo dopoguerra, collegava la linea ferroviaria Monza - Molteno Oggiono alle Fornaci di Briosco.
Ormai da molti decenni in disuso, il percorso - che in parte è stato cancellato dalle urbanizzazioni e dalla realizzazione della nuova Valassina - con i suoi ponti, sottopassi e, soprattutto, con i tratti in trincea ed in rilevato, forse anche perchè immerso in una rigogliosa vegetazione, conserva ancora gran parte del suo antico fascino, figlio di storie millenarie, principalmente legate alla secolare estrazione dell'argilla.
Raggiunta Colzano, ci si immerge, da nord, nel verde bacino, un tempo occupato da uno specchio d‘acqua di origine glaciale, della Torbiera dei Cariggi, un'estesa area umida, di circa 5 kmq di estensione e, senza ombra di dubbio, una delle aree naturalistiche e paesistìche, finora, meglio conservate dell'intera Brianza.
Dimora di una ricca avifauna e, conseguentemente, eletto a luogo d‘azione di esperti ornitoligi, questa vasta depressione - dove, intercalate da siepi, filari e piccole macchie di bosco, vaste aree agricole si alternano ad acquitrini, zone umide e ruscelli - riserverà alcune inaspettate quanto sorprendenti eccellenze. Una fra tutte l'incredibile sorgente sotterranea - localmente conosciuta come l’albergo del ginocc - dalle fresche e limpidissime acque ma, al contempo, del tutto invisibile, perchè immersa nelle vaste praterie estive.
Oltrepassata e costeggiata la Bevera di Naresso ed entrati nel Parco agricolo della Valletta, sul colle di Vianò, è successivamente prevista - a cura della locale associazione Amici di San Mauro - la visita guidata all'antica, seppur rivista, chiesa dei Santi Alessandro e Mauro. Citata per la prima volta nel 1565, l'edificio di culto in realtà fu edificato attorno al 1100/1200, nei pressi di un monastero del sesto secolo, che la tradizione vuole fondato da San Mauro.
Dopo aver percorso lo storico sentiero della Strada comunale della Chiesuola ed aver ammirato i maestosi paesaggi dei Cariggi che, al severo cospetto dei Corni, delle Grigne e del Resegone, abbracciano gli inconfondibili profili di Montevecchia e del Monte di Brianza, da ultimo, volgendo a meridione, giunti alla località di Mornatella, l'itinerario si arricchisce di un'altra gemma. E' il dolce verdeggiante versante meridionale del colle di Capriano, dalle praterie punteggiate da sgargianti ed animate fioriture, con tanto di animali al pascolo, che si affaccia sulla Valle della Bevera, riservando vedute e scorci di idilliaca bellezza, al punto tale da richiamare quei paesaggi da cartolina, tipici nei paesi d'oltralpe.
Scarica qui l'articolo sulla "Spada di bronzo" ritrovata a Veduggio (località Bruscò)
(tratto dalla Rivista Archeologica di Como - Anno 1922 - Fasc. 82, 83, 84)









