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domenica 27 settembre 2026

Il cinema per rompere il silenzio: NAZA in programma a Seveso


Il 28, 29 e 30 settembre, ore 21.00 al Cinema Politeama di Seveso arriva NAZA, il film che affronta la guerra a Gaza e, in particolare, i sistemi attraverso i quali viene condotta la guerra e colpita la popolazione civile palestinese.

La prima delle tre proiezioni in programma, lunedì 28, sarà preceduta da un breve intervento di ANPI Seveso e Seveso Futura.

Girato prevalentemente di notte sui tetti di Tel Aviv, NAZA cerca di osservare dall'interno la realtà israeliana e di interrogarsi sui meccanismi che possono portare alla disumanizzazione di un'intera popolazione. I registi, israeliani, spiegano di aver realizzato il film sentendo il dovere di utilizzare la propria posizione per analizzare i sistemi alla base dell'uccisione di civili palestinesi. Il film nasce anche dalle domande che, secondo gli autori, attraversano la storia del Novecento: come può una società arrivare a permettere la completa disumanizzazione dell'altro? E come funziona, dall'interno, un sistema di questo tipo?

Molti degli elementi affrontati nel film erano già emersi nell'attività di giornalismo d'inchiesta condotta, tra gli altri, da The Guardian, +972 Magazine e Local Call. NAZA prova però a spingersi oltre la semplice ricostruzione dei fatti, concentrandosi anche su ciò che non viene detto: sulle omissioni, sui silenzi e sui meccanismi che rendono possibile ciò che accade.

È un film che non chiede soltanto di guardare, ma di interrogarsi. E, come scrivono i suoi autori, «spetta a tutti noi rompere quel silenzio».

📍 Cinema Politeama – Seveso
📅 28, 29 e 30 settembre, ore 21.00
🎬 NAZA
🎙️ Prima della proiezione di lunedì 28 settembre: intervento di ANPI Seveso e Seveso Futura

domenica 20 settembre 2026

Dalla Resistenza alla Costituzione: l’ANPI Seregno racconta le 21 madri costituenti


La storia della Repubblica non comincia soltanto nelle aule dell’Assemblea Costituente. Comincia anche nella lotta contro il fascismo, nella Resistenza e nella conquista di diritti che fino ad allora erano stati negati a una parte fondamentale della società. È questo uno dei significati della mostra “Le 21 Madri Costituenti. 2 giugno 1946”, inaugurata sabato 19 settembre alla Biblioteca Civica “E. Pozzoli” di Seregno.


Promossa dalla sezione ANPI di Seregno, intitolata al partigiano seregese Livio Colzani, e realizzata con il patrocinio del Comune, la mostra arriva in occasione dell’ottantesimo anniversario del suffragio universale e del primo voto delle donne italiane. All’inaugurazione sono intervenute l’assessora alla Cultura Federica Perelli e la presidente dell’ANPI Seregno Mariadele Frigerio. Una performance teatrale ha poi dato voce alle storie delle ventuno protagoniste. Al termine è intervenuto il sindaco per l’inaugurazione ufficiale.


Il dato di partenza è noto, ma vale la pena ricordarlo: il 2 giugno 1946 le donne italiane votarono per la prima volta in una consultazione politica nazionale e poterono essere elette. Nell’Assemblea Costituente entrarono 21 donne su 556 componenti. Quelle ventuno non furono però semplicemente le prime parlamentari della storia italiana. Molte di loro arrivavano da esperienze maturate durante gli anni della dittatura e della guerra, dalla clandestinità alla Resistenza, dall’organizzazione politica alla lotta contro l’occupazione nazista e il fascismo. La conquista della democrazia e quella dei diritti non furono quindi due percorsi separati. La Repubblica nacque dalla sconfitta del fascismo e dalla volontà di costruire un ordinamento fondato su principi radicalmente diversi da quelli della dittatura. E tra questi principi c’era anche l’uguaglianza tra donne e uomini.


Nel suo intervento, la presidente dell’ANPI Mariadele Frigerio ha ricordato proprio questo percorso, sottolineando come le ventuno costituenti, pur appartenendo a culture politiche e religiose diverse, riuscirono a confrontarsi e a sostenere le battaglie delle altre, andando oltre le divisioni di partito quando erano in gioco i diritti delle donne e i principi della nuova Repubblica. Non fu un percorso semplice. Il fascismo aveva costruito anche attraverso la legislazione e la propaganda una precisa idea del ruolo femminile nella società. E quella cultura non scomparve automaticamente con la fine della dittatura. Le donne che entrarono nella Costituente si trovarono così a dover conquistare uno spazio politico che sulla carta era stato appena aperto, ma che nella realtà continuava a essere condizionato da una società profondamente segnata da una cultura patriarcale.


Diritti conquistati, non concessi. È forse questo uno degli aspetti della mostra che parlano più direttamente al presente. L’articolo 3 della Costituzione afferma che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso. L’articolo 37 riconosce alla donna lavoratrice gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni spettanti al lavoratore. Sono principi che oggi possono apparire acquisiti, ma che ottant’anni fa rappresentavano una rottura profonda con il passato. E soprattutto non sono diritti arrivati spontaneamente né concessi dall’alto. Sono il risultato di conflitti, battaglie politiche, partecipazione e scelte compiute da persone che, in un momento decisivo della storia italiana, hanno contribuito a cambiare il Paese. Per questo la memoria della Costituente non riguarda soltanto il passato.


Quando Mariadele Frigerio ha ricordato che «i diritti di cui godiamo oggi non sono piovuti dal cielo e non sono per sempre», ha toccato un punto essenziale: la Costituzione non è soltanto il documento che racconta come è nata la Repubblica, ma è anche il riferimento con cui misurare la qualità della democrazia nel presente. Ricordare come sono stati conquistati quei diritti significa anche ricordare che la democrazia ha bisogno di essere praticata, difesa e continuamente attuata.


Anche la scelta dell’allestimento va nella stessa direzione. I 45 pannelli della mostra non sono raccolti in una sala separata, ma attraversano gli spazi della biblioteca, dall’ingresso alle aree di lettura. I ritratti e le parti pittoriche sono opera dello street artist Carlo Gori, mentre la grafica è curata da Alice Ciangottini. La rosa, elemento ricorrente nelle schede, diventa il filo visivo che accompagna le storie delle ventuno donne. La mostra diventa così parte della vita quotidiana della biblioteca. Non bisogna necessariamente andare a cercarla: è la storia che viene incontro a chi entra, studia, legge o prende un libro in prestito. È una scelta particolarmente significativa quando si parla di Resistenza, antifascismo e Costituzione. Perché la memoria non dovrebbe essere qualcosa da confinare nelle celebrazioni o nelle ricorrenze, ma uno strumento per comprendere il presente. Accanto alla mostra è stata infatti allestita anche una bibliografia dedicata, per permettere a chi vuole approfondire di andare oltre i pannelli e conoscere meglio le biografie, le idee e le battaglie delle ventuno costituenti.


Ottant’anni dopo quel 2 giugno, le fotografie e i nomi delle ventuno donne della Costituente possono apparire come una pagina ormai lontana. Ma basta guardare la Costituzione per accorgersi che molte delle questioni sulle quali si confrontarono sono ancora al centro della vita democratica: uguaglianza, lavoro, dignità, diritti, partecipazione, parità tra donne e uomini. Ed è proprio questo che rende utile una mostra come questa. Non soltanto ricordare chi furono le ventuno madri costituenti, ma capire da dove arrivano i diritti che oggi consideriamo normali e quanto sia stato necessario lottare per conquistarli.

La mostra “Le 21 Madri Costituenti. 2 giugno 1946” rimarrà aperta fino a sabato 3 ottobre 2026 negli spazi della Biblioteca Civica “E. Pozzoli” di via Cavour. Un invito, quindi, a entrare in biblioteca e incontrare quelle ventuno donne. Non come figure lontane consegnate alla storia, ma come protagoniste di una vicenda che riguarda ancora il nostro modo di vivere la democrazia.

sabato 29 agosto 2026

Le 21 Madri Costituenti in mostra alla Biblioteca di Seregno


Dal 19 settembre al 3 ottobre 2026, la Biblioteca Civica “Ettore Pozzoli” di Seregno ospiterà la mostra “Le 21 Madri Costituenti. 2 giugno 1946”, organizzata dall’ANPI – sezione “Livio Colzani” di Seregno, con il patrocinio del Comune di Seregno.

Si tratta di una mostra storico-documentaria e artistica itinerante dedicata alle 21 donne elette all’Assemblea Costituente nel 1946, protagoniste di un passaggio decisivo nella storia della Repubblica italiana e nella costruzione della Costituzione. La mostra nasce nell’ambito delle iniziative legate all’80° anniversario del suffragio universale e del primo voto delle donne in Italia, avvenuto il 2 giugno 1946. Un anniversario che offre l’occasione per tornare a conoscere le figure delle Costituenti e il contributo, spesso ancora poco conosciuto, che seppero dare ai lavori dell’Assemblea e alla nascita della Repubblica.

Le 21 donne elette alla Costituente appartenevano a esperienze politiche, sociali e culturali differenti. Alcune avevano partecipato alla Resistenza, altre provenivano dall'impegno sindacale, dal mondo cattolico o da quello politico e associativo. Insieme rappresentarono una presenza femminile nuova nelle istituzioni italiane, dopo decenni nei quali alle donne era stata sostanzialmente negata la partecipazione alla vita politica. I pannelli della mostra ne ricostruiscono le biografie e l'impegno politico e civile, mettendo in evidenza il loro ruolo nella discussione e nella stesura della Carta costituzionale. La parte storica e documentaria è stata curata da una commissione di storiche del Coordinamento Nazionale Donne ANPI, che ha elaborato i testi biografici e i contenuti dedicati alle 21 Costituenti. Accanto ai contenuti storici, la mostra propone una forte componente artistica. I ritratti delle Costituenti sono infatti tratti dalle opere realizzate nel 2020 a Novara dallo street artist Carlo Gori, mentre il progetto grafico dei pannelli è stato curato da Alice Ciangottini, attivista dell’ANPI provinciale di Roma. La rosa, elemento ricorrente nelle opere, costituisce il filo conduttore visivo dell'intera esposizione.

A Seregno la mostra sarà proposta in una particolare modalità “diffusa”. I 45 pannelli che la compongono – 44 delle dimensioni di 45×45 centimetri e un pannello principale di 100×100 centimetri – saranno collocati negli spazi interni della Biblioteca “Ettore Pozzoli”, integrandosi nei normali percorsi di lettura e di fruizione della struttura. L'obiettivo è fare in modo che la mostra non sia soltanto un'esposizione da visitare, ma diventi parte della quotidiana esperienza della biblioteca, incontrando anche chi vi si reca per studiare, leggere o consultare i servizi bibliotecari. L'iniziativa è rivolta a tutta la cittadinanza, con una particolare attenzione alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Per gli organizzatori, infatti, l'esposizione può rappresentare uno strumento didattico per avvicinare ragazze e ragazzi alla storia della Repubblica, alla Costituzione e alle vicende personali e politiche delle donne che contribuirono alla sua nascita.


L'inaugurazione della mostra è prevista per sabato 19 settembre alle ore 15. Nell'occasione è prevista una performance teatrale dedicata al tema della mostra e alle biografie delle Madri Costituenti. La chiusura, prevista per sabato 3 ottobre, dovrebbe essere accompagnata da un momento dedicato a letture pubbliche di testi significativi e brani storici tratti dai dibattiti dell'Assemblea Costituente. È inoltre in fase di definizione un eventuale incontro con un'autrice per la presentazione di un testo collegato ai temi dell'esposizione.

La mostra sarà visitabile gratuitamente negli spazi interni della Biblioteca Civica “Ettore Pozzoli” di piazza Monsignor Gandini, dal 19 settembre al 3 ottobre, negli abituali orari di apertura al pubblico della biblioteca.

mercoledì 26 agosto 2026

Un aquilone in piazza Conciliazione: Seregno per la Palestina


Giovedì 27 agosto, dalle 18 alle 19, in piazza Conciliazione a Seregno, si terrà un presidio silenzioso a sostegno della popolazione palestinese. Un’ora di presenza, in silenzio, per richiamare l’attenzione sulla tragedia che continua a colpire la popolazione civile di Gaza e, in particolare, i bambini.

Il simbolo scelto per il presidio è un aquilone con i colori della Palestina. Una scelta che assume un significato particolare alla luce di quanto raccontato oggi da il manifesto: a Gaza, dove i giocattoli sono diventati difficili da trovare e persino materiali semplici devono essere recuperati per inventare qualcosa con cui giocare, gli aquiloni sono tornati a volare nelle mani dei bambini.

Carta, stoffa, qualche bastoncino e un filo possono bastare per costruire un giocattolo e conquistare, almeno per qualche momento, uno spazio di libertà. Eppure anche gli aquiloni sono oggi entrati nella logica della guerra. Il ritrovamento di quattro aquiloni nei pressi delle comunità israeliane al confine con Gaza ha provocato nuove misure di sicurezza e dichiarazioni che li hanno assimilati a una possibile minaccia militare.

Un aquilone, per un bambino, è gioco. È fantasia. È libertà.

È questo il contrasto che il presidio di domani vuole mettere davanti agli occhi di tutti. E non è casuale nemmeno il luogo scelto: piazza Conciliazione. Un nome che richiama una parola oggi più che mai necessaria: la ricerca della pace attraverso il riconoscimento dell'altro e il rifiuto della logica della guerra come unica risposta.

Chi parteciperà al presidio è invitato, se possibile, a portare con sé un aquilone, possibilmente con i colori della Palestina. Sarà un gesto semplice e simbolico: portare in piazza ciò che appartiene al mondo dell’infanzia e del gioco, contrapponendolo alla violenza e alla distruzione della guerra.

📍 Piazza Conciliazione, Seregno
📅 Giovedì 27 agosto
🕕 Dalle 18 alle 19

Un aquilone non è un’arma. Un bambino non è un bersaglio.

 

sabato 22 agosto 2026

La solidarietà sale in montagna: ANPI Seregno al rifugio “Gino e Massimo”


Martedì 18 agosto alcuni soci dell’ANPI di Seregno hanno raggiunto il rifugio “Gino e Massimo”, in Valtellina, nel territorio del Parco delle Orobie Valtellinesi, per portare la propria solidarietà ad Anna, la giovane ragazza che gestisce il rifugio, e alla sua famiglia.

Il rifugio era stato vandalizzato da ignoti poco meno di un mese fa, pochi giorni prima della preparazione della Pastasciutta antifascista. Un gesto vigliacco che aveva colpito non soltanto una struttura, ma anche un luogo diventato punto di incontro e di condivisione dei valori della memoria, della libertà e dell’antifascismo.


A raccontare la giornata è Mariadele Frigerio, presidente dell’ANPI di Seregno: «Martedì 18 agosto ci siamo recati al rifugio “Gino e Massimo”, con la bellissima accoglienza dei gestori del rifugio e dei camminatori presenti. Questo rifugio è stato vandalizzato da vigliacchi il mese scorso, pochi giorni prima che preparasse la Pastasciutta antifascista. Siamo andati a portare la nostra solidarietà (come anche molte altre persone) ad Anna, la giovane ragazza che lo gestisce, e alla sua famiglia».

Un gesto semplice ma significativo: andare, esserci, incontrarsi e dimostrare che di fronte alla vigliaccheria non si rimane indifferenti.

La solidarietà, quando diventa presenza, cammina. Anche in montagna.

venerdì 22 maggio 2026

Seregno e Desio, sempre più cittadini ai presidi contro l’indifferenza


Continua a crescere in Brianza la partecipazione ai presidi silenziosi promossi per richiamare l’attenzione sulla drammatica situazione in Medio Oriente. Dopo il buon riscontro registrato la scorsa settimana a Desio, anche Seregno ha visto una significativa adesione: nella serata di giovedì 21 maggio, quasi quaranta persone si sono ritrovate in Piazza Concordia per un’ora di testimonianza civile, confermando una sensibilità diffusa sul territorio.


L’iniziativa, nata spontaneamente da un gruppo di cittadini tra Seregno e Desio, si propone di contrastare l’assuefazione e l’indifferenza verso il conflitto, mantenendo alta l’attenzione sulle sofferenze delle popolazioni civili di Gaza e del Libano. Un impegno che si traduce in una presenza discreta ma determinata: un presidio in piedi, in silenzio, con cartelli che chiedono il rispetto dei diritti umani e la cessazione delle ostilità.


Al centro della mobilitazione vi è la volontà di ricordare la realtà quotidiana di quei territori: i bombardamenti continui, la distruzione di abitazioni, scuole e ospedali, lo sfollamento forzato di intere famiglie private dei servizi essenziali, fino alla perdita di vite umane tra medici e soccorritori. Una situazione che, per molti partecipanti, non può essere ignorata né considerata distante.


L’esperienza si ispira al presidio quotidiano di Milano, in Piazza Duomo, e sta progressivamente radicandosi anche in Brianza. “La risposta registrata a Seregno e, prima ancora, a Desio dimostra che esiste una forte sensibilità sul territorio”, sottolineano i promotori. “Restare in piazza, in silenzio, è il nostro modo per dialogare con le città e ricordare che non possiamo restare spettatori passivi di questa tragedia”.


La mobilitazione proseguirà nelle prossime settimane con nuovi appuntamenti aperti alla cittadinanza: giovedì 28 maggio a Desio, in Piazza Conciliazione; giovedì 4 giugno a Seregno, in Piazza Concordia; e giovedì 11 giugno ancora a Desio. L’invito è rivolto a tutti: singoli cittadini, associazioni e chiunque avverta il bisogno di reagire all’indifferenza.


Partecipare, spiegano gli organizzatori, è semplice: basta un cartello, la propria presenza o anche solo un’ora del proprio tempo. Un gesto essenziale ma significativo, per ribadire che Seregno, Desio e l’intera Brianza non intendono voltarsi dall’altra parte.

lunedì 13 aprile 2026

Camminare nella memoria: tra natura e Resistenza a Valaperta


Nel cuore della Brianza, tra sentieri alberati e dolci colline, prende forma un’iniziativa che unisce memoria, natura e partecipazione attiva. Domenica 26 aprile 2026, a Valaperta, è in programma un’escursione immersiva nei paesaggi brianzoli, pensata non solo come momento di svago all’aria aperta, ma anche come occasione di riflessione civile.

L’evento, intitolato “Aprile a Valaperta”, si inserisce in un contesto particolarmente significativo: la sua vicinanza con le celebrazioni del 25 Aprile, anniversario della Liberazione, ne rafforza il valore simbolico. La passeggiata diventa così un gesto concreto di memoria condivisa, un modo per ricordare i martiri partigiani citati nella locandina e, più in generale, per mantenere vivo il legame tra territorio e storia.

Il percorso si snoda tra i paesaggi verdi dei colli briantei, attraversando aree di grande interesse naturalistico come i parchi della Valle del Curone e di Montevecchia. Si tratta di un itinerario ad anello accessibile, lungo circa 8,7 chilometri con un dislivello contenuto, adatto anche a camminatori non esperti. La scelta del tracciato non è casuale: camminare in questi luoghi significa entrare in contatto con un ambiente ancora ricco di biodiversità, fatto di prati, filari di alberi e scorci agricoli che raccontano un equilibrio delicato tra attività umana e natura.

“Aprile a Valaperta” è un modo per celebrare la Liberazione non solo attraverso le cerimonie ufficiali, ma anche con un gesto semplice e profondo: percorrere la terra che quella libertà continua a custodire.

L’iniziativa è riservata ai tesserati ARCI, con iscrizione obbligatoria (posti limitati - 30 persone). È previsto un contributo di 5 euro comprensivo di ristoro finale.

  • Ritrovo ore 14 presso il parcheggio c/o sala consiliare di Cassina de' Bracchi, via Dante 17, Casatenovo (LC).
  • Termine escursione ore 19 circa

Per iscrizioni:
📧 cultura@arcimacherio.it
📞 335 632 8590 (Augusta)

Per informazioni:
📞 339 844 6553 (Gianni)

Come da consuetudine, gli organizzatori non si assumono responsabilità per eventuali incidenti o danni a persone e/o cose.

Organizzazione: ARCI Macherio
In collaborazione con: ANPI Sez. Livio Cesana di Biassono, Associazione Sentieri e Cascine di Casatenovo, Associazione Colli Briantei, CantaStoria coro ANPI Biassono

giovedì 26 febbraio 2026

Nel nome della Resistenza: l’ANPI di Seregno a Castelnuovo Nigra per ricordare il partigiano Livio Colzani


Un viaggio nella memoria, tra storia, territori e valori condivisi. È con questo spirito che l'ANPI di Seregno promuove una giornata aperta alla cittadinanza, dedicata al ricordo della Resistenza e di uno dei suoi protagonisti, il partigiano Livio Colzani. L’iniziativa si svolgerà sabato 7 marzo a Castelnuovo Nigra, luogo profondamente legato alla sua storia.

A spiegare il significato dell’appuntamento è la presidente della sezione seregnese, Mariadele Frigerio, che sottolinea il valore della continuità e della partecipazione: «Anche quest’anno la nostra sezione si recherà a Castelnuovo Nigra per ricordare il nostro partigiano Livio Colzani». Un momento che non sarà solo commemorativo, ma anche istituzionale e collettivo. «Insieme a noi ci sarà un rappresentante dell’Amministrazione comunale, i rappresentanti dell’amministrazione di Castelnuovo e la sezione ANPI di Rivarolo Canavese, con noi gemellata».

La giornata prevede una cerimonia di ricordo, aperta a tutte e tutti. «Siete tutti invitati ad unirvi a noi», ribadisce Frigerio, richiamando l’importanza di una memoria condivisa e partecipata. Al termine della cerimonia, i partecipanti si ritroveranno per un pranzo conviviale presso il ristorante di una compagna di Castelnuovo, come occasione di incontro e socialità.


La partenza è fissata per le ore 8.00 di sabato 7 marzo, con ritrovo al parcheggio di via Piave, accanto alla Chiesa di Santa Valeria. Il costo del pranzo è di 16 euro (antipasto, primo, secondo e caffè), con dolce facoltativo a parte.

Per motivi organizzativi, è richiesta la conferma di partecipazione entro giovedì 5 marzo, scrivendo all’indirizzo email della sezione: anpi.seregno@gmail.com.

lunedì 2 febbraio 2026

Memoria operaia e deportazione: a Mariano Comense la presentazione di “E poi torno anch’io”


Giovedì 5 febbraio 2026 alle ore 21.00, presso la Sala Civica di Mariano Comense, si terrà la presentazione del libro “E poi torno anch’io. La storia di cinque operai deportati da Mauthausen” di Vera Paggi e Lorenza Pleuteri, nell’ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria promosse da A.N.P.I. – Sezione Erminio Nava Mariano Comense – Cantù. L’evento è patrocinato dalla Città di Mariano Comense ed è a ingresso libero e gratuito.

Il libro riporta al centro una storia di resistenza operaia, repressione fascista e deportazione nazista: una memoria scomoda, spesso marginalizzata, che parla di scioperi, lavoro e antifascismo.

Cinque operai, uno sciopero, una condanna a morte

“E poi torno anch’io”, dice alla moglie uno degli operai prima della deportazione. È l’8 marzo 1944 quando da Firenze parte un treno diretto al lager di Mauthausen. A bordo ci sono anche cinque lavoratori della Sitca – Cartiera Cini, arrestati per aver partecipato al più grande sciopero della Seconda guerra mondiale contro il regime fascista e l’occupazione nazista.

Insieme a loro vengono arrestate settantadue colleghe. Le donne saranno liberate. Gli uomini no: moriranno a Mauthausen. Una punizione esemplare per chi aveva osato incrociare le braccia, rivendicare dignità, opporsi.

Attraverso documenti d’archivio, atti giudiziari, testimonianze familiari, Paggi e Pleuteri ricostruiscono le brevi vite di questi lavoratori e la catena di responsabilità che li ha portati alla deportazione, mettendo in luce anche la giustizia mancata del dopoguerra.

Le donne che tengono viva la memoria

Quella raccontata in “E poi torno anch’io” è anche una storia di donne: colleghe, mogli, figlie e nipoti che hanno custodito e tramandato la memoria di quegli uomini. Una memoria tenuta viva dal basso, lontano dalle celebrazioni ufficiali, che oggi diventa racconto collettivo.

Il volume è corredato da un documentario audio, accessibile tramite QR code, che restituisce voce e profondità emotiva a una vicenda che parla direttamente al presente.

Raccontare queste storie significa ricordare che il fascismo non ha colpito solo per odio razziale, ma anche per reprimere il conflitto sociale e il movimento operaio. Significa ribadire che l’antifascismo nasce anche nei luoghi di lavoro, negli scioperi, nella solidarietà tra compagne e compagni.

Informazioni:

  • Sala Civica, Piazza Roma 52 – Mariano Comense (CO)
  • Mercoledì 5 febbraio 2024
  • Ore 21.00 – 23.00
  • Ingresso libero e gratuito

domenica 30 novembre 2025

La forza della Memoria: Seregno e Rivarolo unite nel ricordo dei partigiani Colzani e Berone


Sabato 29 novembre 2025 è stato un pomeriggio intenso e carico di emozione che ha visto protagoniste le sezioni ANPI di Seregno e di Rivarolo, riunite per rinsaldare un legame fondato sulla condivisione della Memoria e dei valori della Resistenza. A raccontare lo spirito dell’iniziativa è Mariadele Frigerio, presidente dell’ANPI di Seregno, che definisce l’incontro “allegro ma soprattutto emozionante”, un momento di gioia e insieme di profonda riflessione.


Il gemellaggio tra le due sezioni ha assunto un significato particolarmente sentito: Seregno e Rivarolo sono unite infatti dal ricordo dei partigiani Livio Colzani e Flavio Berone, trucidati il 6 marzo 1944 a Castelnuovo Nigra. Una memoria dolorosa, come sottolinea Frigerio, ma al tempo stesso “piena di gratitudine e orgoglio” per il sacrificio di chi ha combattuto per la libertà.


Alla giornata hanno preso parte anche rappresentanti dell’amministrazione comunale di Seregno, tra cui il sindaco Alberto Rossi e il vicesindaco Viganò, insieme a esponenti del comitato di quartiere Sant’Ambrogio, a testimonianza della vicinanza delle istituzioni e della comunità a un percorso condiviso di storia e impegno civile.


“Grazie a tutt*”
, conclude la presidente dell’ANPI, rinnovando un messaggio che attraversa il tempo e torna attuale ad ogni incontro e iniziativa: Ora e sempre Resistenza.

domenica 19 ottobre 2025

Seregno, l’ANPI ricorda le vittime di Gaza: letti i nomi dei bambini vittime del conflitto


Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 18, di domenica 19 ottobre 2025 si è svolta in Piazza della Concordia una toccante manifestazione organizzata dall’ANPI di Seregno, con l’intento di mantenere viva l’attenzione sulla situazione in Palestina e in Israele, ricordando in particolare le vittime più fragili: i bambini.


La presidente dell’ANPI seregnese, Maria Adele Frigerio, ha aperto l’iniziativa spiegandone il significato profondo: “Ci troviamo qui per continuare a porre uno sguardo e l'attenzione su Gaza e la sua popolazione. Siamo tutti sollevati del fatto che sul popolo palestinese sia cessata la pioggia di bombe che innumerevoli vittime ha prodotto. Altrettanto siamo felici che ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi siano potuti ritornare alle loro case e alle loro famiglie. Non possiamo però non evidenziare che il cosiddetto piano di pace presenti molte carenze e lacune, che non coinvolgono e anzi escludono la formazione dello stato palestinese”.


Frigerio ha poi espresso la speranza che “con il tempo e con forza d’animo si possa arrivare al tanto agognato ‘due popoli per due stati’, che vivono e agiscono in pace l’uno con l’altro”.

L’iniziativa ha assunto un tono solenne e commovente nel momento in cui, per quasi quattro ore, volontari, soci dell’associazione, cittadini e rappresentanti delle istituzioni locali - tra cui il Sindaco Alberto Rossi e gli assessori Giuseppe Borgonovo, Federica Perelli, Laura Capelli e Bruno Sforna - si sono alternati nella lettura dei nomi dei bambini israeliani e palestinesi vittime del conflitto.


Nel suo intervento, Frigerio ha ricordato con forza alcuni dati drammatici:

  • 186.000 morti diretti o indiretti stimati, compresi gli ostaggi;
  • 67.000 morti confermati;
  • 790 attacchi a personale medico e volontari;
  • 270 giornalisti uccisi;
  • 1,9 milioni di palestinesi sfollati;
  • 92% delle abitazioni di Gaza distrutte.

“Leggo ora alcuni numeri, che però non sono solo numeri: dietro ognuno di essi c'è una persona, un essere umano come noi”, ha detto Frigerio, invitando tutti a immedesimarsi nel dolore delle famiglie colpite.

Ha poi fatto sua una citazione di Moni Ovadia, pronunciata il 13 luglio 2025: “State attenti al momento in cui finiranno le uccisioni, perché è lì che si prepara il progetto di smembrare e disarticolare il popolo palestinese. Quando termineranno gli orrori quello è il momento più pericoloso. È allora che bisogna dire e gridare una cosa sempre: decide per sé il popolo palestinese”.

L’evento ha rappresentato un gesto forte di memoria e solidarietà, sottolineando il ruolo attivo che la società civile può avere nel mantenere alta l’attenzione su questioni umanitarie spesso dimenticate dopo i riflettori mediatici.


Tuttavia, non è mancata una nota amara: molti cittadini di passaggio hanno mostrato indifferenza, proseguendo la propria passeggiata senza fermarsi, quasi estranei al momento di raccoglimento che stava avvenendo a pochi metri da loro. Un atteggiamento che lascia spazio alla riflessione, soprattutto davanti a un’iniziativa che voleva ricordare migliaia di vite spezzate nell’infanzia.

Nonostante ciò, la manifestazione dell’ANPI ha dato una testimonianza importante: quella di una comunità che, almeno in parte, sceglie di non voltarsi dall’altra parte, ma di farsi carico della memoria e della responsabilità collettiva. Un segno concreto di umanità e impegno civile, che merita di essere valorizzato.

سيريـنيو: ذكرى ضحايا غزة — ANPI

سيريـنيو: جمعية ANPI تُحيي ذكرى ضحايا غزة… قراءة أسماء الأطفال ضحايا الحرب

نص مترجم إلى العربية (بلهجة فلسطينية فصيحة) للاستخدام أسفل النص الإيطالي في المدونة

في مساء يوم الأحد 19 تشرين الأول/أكتوبر 2025، من الساعة الثانية والنصف حتى السادسة، أُقيمت في ساحة بياتسا ديلا كونكورديا في مدينة سيرينيو فعالية مؤثرة نظّمتها جمعية ANPI المحلية، بهدف إبقاء الاهتمام حيًّا تجاه ما يحدث في فلسطين وإسرائيل، مع التركيز بشكل خاص على الضحايا الأكثر ضعفًا: الأطفال.

افتتحت رئيسة فرع ANPI في سيرينيو، ماريا أديل فريجيرو، الفعالية بكلمة شرحت فيها المعنى العميق للمبادرة، قائلة:

"تواجدنا هنا اليوم علشان نواصل تسليط الضوء والاهتمام على غزة وأهلها. الكل مرتاح إنو القصف توقّف أخيرًا، بعد ما راح عدد لا يُحصى من الضحايا. وإحنا كمان فرحانين إن الأسرى الفلسطينيين والرهائن الإسرائيليين رجعوا لبيوتهم وعائلاتهم. لكن بنفس الوقت، لازم ننوّه إن خطة السلام المزعومة فيها كتير ثغرات ونواقص، وبتستثني بشكل واضح قيام دولة فلسطينية حقيقية".

وأضافت فريجيرو إنها بتأمل إنه:

"بمرور الوقت وبالقوة الداخلية، نوصل للحل اللي الكل بينتظره: شعبين لدولتين، عايشين مع بعض بسلام وتعاون".

وخلال الفعالية، صار الجو مهيب ومؤثر جدًا، لما المتطوعين وأعضاء الجمعية وعدد من الأهالي وممثلي المؤسسات المحلية – من بينهم رئيس البلدية ألبرتو روسي وعدد من أعضاء المجلس البلدي – تعاقبوا على مدار حوالي أربع ساعات على قراءة أسماء الأطفال الفلسطينيين والإسرائيليين اللي فقدوا حياتهم في الصراع.

وفي كلمتها، استعرضت فريجيرو بعض الأرقام الصادمة:

  • 186,000 وفاة مباشرة أو غير مباشرة (منهم رهائن)،
  • 67,000 وفاة مؤكدة،
  • 790 هجومًا استهدف طواقم طبية ومتطوعين،
  • 270 صحفيًا قُتلوا،
  • 1.9 مليون فلسطيني نازح،
  • 92% من بيوت غزة مدمّرة.

وقالت: "هالأرقام مش مجرد أعداد… ورا كل رقم في إنسان، في قصة، في حياة تشبه حياتنا"، ودعت الحضور يتخيّلوا الألم اللي بتمر فيه العائلات المتضررة.

واقتبست فريجيرو من موني أوفاديا، بتاريخ 13 تموز/يوليو 2025:

"انتبهوا للوقت اللي بتوقف فيه عمليات القتل، لأنه هناك بيتحضّر مشروع تفكيك الشعب الفلسطيني. لما تخلص الفظائع، هذا هو أخطر وقت. بهديك اللحظة لازم نرفع صوتنا ونقول دايمًا: الشعب الفلسطيني هو اللي بيقرر مصيره بنفسه".

الفعالية كانت رسالة قوية للتذكير والتضامن، وأبرزت الدور اللي ممكن يقوم فيه المجتمع المدني في إبقاء القضايا الإنسانية حيّة حتى بعد ما تخفت الأضواء الإعلامية.

لكن كان في ملاحظة مُحزِنة: عدد من الناس المارّين بالمكان مرّوا من غير ما يوقفوا أو يهتموا، وكأنهم مش شايفين اللحظة المؤثرة اللي صايرة قدامهم. تصرف بيستحق التأمل، خصوصًا قدّام فعالية هدفها تذكير العالم بآلاف الأطفال اللي راحت حياتهم.

مع ذلك، أظهرت فعالية ANPI إن في مجتمع ما زال بيختار إنه ما يشيح وجهه، بل يتحمّل مسؤولية التذكّر والموقف الإنساني. علامة واضحة على الإنسانية والالتزام المدني، تستحق التقدير.

lunedì 13 ottobre 2025

Seregno, una maratona di lettura per ricordare le vittime infantili in Israele e a Gaza


Domenica 19 ottobre in piazza Concordia, dalle 14.30 alle 18.00


«Per non dimenticare». Con queste parole l’ANPI di Seregno invita la cittadinanza a partecipare a un momento di memoria e solidarietà dedicato ai bambini e alle bambine uccisi nei tragici eventi che, dal 7 ottobre 2023, hanno sconvolto Israele e la Striscia di Gaza.

Domenica 19 ottobre, dalle 14.30 alle 18.00, in piazza Concordia, si terrà una maratona di lettura dei nomi delle vittime infantili, israeliane e palestinesi. Saranno letti ventimila nomi, senza distinzioni, in un gesto pubblico di commemorazione e pace.

«In questi mesi abbiamo promosso iniziative di diverso tipo, tutte volte a sostenere una cultura di pace e a ribadire la nostra ferma richiesta di fermare la guerra», afferma Maria Adele Frigerio, presidente dell’ANPI Seregno.


L’iniziativa arriva nei giorni in cui è entrata in vigore una tregua, offrendo un momento di pausa dopo mesi di violenze che hanno colpito in modo drammatico la popolazione civile, in particolare i più piccoli.

La lettura collettiva dei nomi vuole ricordare che dietro ogni numero c’è una vita spezzata, al di là delle appartenenze e delle divisioni. È un gesto di umanità e di memoria, per tenere viva l’attenzione sulla sofferenza dei civili e riaffermare la richiesta di pace.

L’ANPI rivolge un invito aperto a tutte e tutti a partecipare, per rendere possibile la lettura integrale dei nomi e dare forza a questo momento condiviso.

Chi desidera aderire e prendere parte alla lettura può contattare l’associazione scrivendo a: anpi.seregno@gmail.com

domenica 7 settembre 2025

Un giardino per Luigia Pozzoli Formenti: "la voce dei poveri la benedice"

L'inaugurazione del giardino a Luigia Pozzoli Formenti. A sin. il Sindaco Alberto Rossi e a dx. il nipote Roberto Pozzoli

Sabato 6 settembre 2025, nel quartiere Sant’Ambrogio di Seregno, è stata inaugurata un’area verde intitolata a Luigia Pozzoli Formenti, figura di spicco della vita civile e politica seregnese del dopoguerra.

La dedica di un giardino a una donna rappresenta un gesto raro e significativo: come più volte abbiamo sottolineato su questo blog, la toponomastica italiana continua a privilegiare i nomi maschili, relegando in secondo piano il contributo femminile alla storia collettiva (qui un approfondimento, qui un altro e ancora qui). 

Il retro del tabellone

La cerimonia è stata possibile grazie alla richiesta dell’ANPI di Seregno, sostenuta dal Comitato di Quartiere Sant’Ambrogio e dal Circolo Culturale Seregn de la memoria, che insieme hanno promosso l’iniziativa.

Sotto il pannello della dedica campeggia la frase «La voce dei poveri la benedice», che riprende il titolo del volume della collana I Ciculabet curato proprio dal Circolo Culturale in suo onore. Il titolo trae origine da una lettera che don Egidio Mariani, monaco dell’abbazia benedettina di Seregno, inviò a Luigia nel 1970.
Chi volesse ricevere una copia della pubblicazione può contattare l’associazione all’indirizzo e-mail info@seregndelamemoria.it

Chi era Luigia Pozzoli Formenti

Luigia Pozzoli in una foto del 1938

Nata a Desio alla fine della Prima guerra mondiale e cresciuta in una famiglia socialista che le trasmise ideali di libertà e giustizia, Luigia si trasferì a Seregno dopo il matrimonio con Aurelio Formenti, impegnandosi con lui nella Resistenza e nel Comitato di Liberazione Nazionale.

Negli anni della ricostruzione fu consigliera comunale per il PCI e animatrice dell’Unione Donne Italiane, sempre in prima linea nelle battaglie per la pace, i diritti delle donne e della classe lavoratrice. Ma il suo impegno andò oltre la politica istituzionale: molti la ricordano come una benefattrice, pronta ad aiutare chiunque fosse in difficoltà.

La sua iniziativa più amata fu la creazione delle colonie estive per bambini: la prima a Seregno, nella ex Casa del Fascio poi trasformata in Casa del Popolo, e altre in Valtellina. In quelle strutture, che portavano il nome del giovane partigiano seregnese Livio Colzani, ospitò anche bambini siciliani rimasti vittime del terremoto del Belice, accolti nella colonia di Aprica.

Luigia continuò a lottare fino all’ultimo per un mondo più giusto. Alla sua morte, nel 1994, fu salutata con rispetto e riconoscenza, anche da parte di chi non condivideva le sue idee politiche.

La presentazione del "ciculabet" a cura di Carmela Tandurella, autrice del libro su Luigia Pozzoli Formenti

Intitolare un giardino a Luigia Pozzoli Formenti non è soltanto un atto di giustizia verso una protagonista dimenticata della storia locale: è un invito a ricordare che l’impegno civile, la solidarietà e la difesa dei più fragili possono lasciare tracce durature.

Il verde che oggi porta il suo nome restituisce simbolicamente alla città quella generosità che per decenni Luigia ha donato a Seregno e ai suoi abitanti.

domenica 24 agosto 2025

Seregno ricorda Luigia Pozzoli Formenti: un giardino e un libro per onorarne la memoria


Figura di spicco della vita politica e del volontariato locale negli anni cruciali della Ricostruzione e del boom economico, Luigia Pozzoli Formenti ha rappresentato per Seregno un punto di riferimento nel segno dell’impegno civile e della solidarietà. Alla sua memoria, la città ha scelto di dedicare un luogo pubblico che resterà simbolo di riconoscenza e testimonianza per le generazioni future.

Sabato 6 settembre, alle ore 17.30, si terrà la cerimonia ufficiale di intitolazione del giardino di viale Edison a Luigia Pozzoli Formenti. L’area verde si trova non lontano dall’abitazione in cui visse a lungo, e sarà così un segno tangibile del legame profondo che la donna ebbe con il quartiere e la comunità.

Dopo la cerimonia, nello spazio civico di via Bottego, il Circolo culturale “Seregn de la Memoria” presenterà il volume della collana i Ciculabet intitolato “La voce dei poveri vi benedice. In ricordo di Luigia Pozzoli Formenti”, scritto da Carmela Tandurella. Il libro raccoglie testimonianze e ricordi di una vita interamente spesa al servizio degli altri, in particolare dei bambini delle famiglie più bisognose, ai quali Luigia dedicò energie e passione attraverso l’organizzazione di colonie marine e montane.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Seregno, dal Comitato di quartiere Sant’Ambrogio, dall’ANPI sezione di Seregno e dal Circolo culturale Seregn de la Memoria, in un’ideale collaborazione che riflette i valori di partecipazione e memoria condivisa che furono al centro dell’impegno di Luigia Pozzoli Formenti.

Un ricordo che non è solo commemorazione, ma invito a custodire e proseguire un’eredità di solidarietà, cura della comunità e attenzione verso i più fragili.

sabato 14 giugno 2025

Fiaccolata per Gaza: da Desio a Seregno, una marcia silenziosa per la pace


Una sera d’estate illuminata da cento e cento fiaccole. Una camminata lenta, silenziosa, determinata. Una preghiera collettiva che attraversa l’asfalto della Brianza, che unisce due città – Desio e Seregno – e ne fa una sola, stretta da un dolore che è universale: quello del popolo palestinese, sotto le bombe, sotto l’assedio, sotto il fuoco.


Hanno cominciato in settanta, forse ottanta, in Piazza Conciliazione a Desio. Poi altri si sono uniti lungo il percorso, a piccoli gruppi, fino a diventare trecento, forse quattrocento. Una marcia silenziosa ma visibile, scortata con compostezza dalla Polizia Locale, che ha accompagnato i manifestanti fino a Piazza Concordia, cuore simbolico di Seregno.


Non è solo un tragitto urbano, ma un simbolo: conciliazione e concordia sono due parole che, insieme, tracciano una strada. Una direzione ideale e necessaria in un tempo in cui la guerra sembra avere l’ultima parola. Partire dalla conciliazione e arrivare alla concordia: è questo il cammino che la fiaccolata ha voluto evocare, rendendo i nomi delle piazze un messaggio, una speranza, un auspicio per l’intera umanità.


Nessun urlo, nessuno slogan gridato: solo fiaccole, bandiere della Pace e della Palestina, striscioni che urlavano silenziosamente “STOP GENOCIDIO”, “STOP BOMBING”. Un’iniziativa nata per chiedere l’immediato cessate il fuoco a Gaza, ma che si è caricata di significati ancora più forti dopo l’apertura del nuovo, pericolosissimo fronte tra Israele e Iran.


Un’escalation che – come ha ammonito l’ANPI nazionale – rischia di trasformarsi in un effetto domino incontrollabile. “Serve un appello alla moderazione – ha dichiarato Gianfranco Pagliarulo, presidente ANPI – Israele deve cessare immediatamente l’attacco all’Iran”. Parole gravi, accorate, che trovano eco nelle motivazioni profonde della fiaccolata: il desiderio concreto di fermare una guerra che sta già facendo strage di civili, e che potrebbe travolgere l’intero Medio Oriente e oltre.


Le luci della fiaccolata – come scrive Desio Città Aperta – hanno voluto “illuminare la notte dell’umanità”. Un’immagine potente che ha preso forma concreta in Piazza Concordia, dove, all’arrivo a Seregno, i manifestanti hanno deposto a terra una grande bandiera della Palestina, accompagnata da poesie lette ad alta voce. Erano testi scelti con cura: le parole di Ni’ Hassan, di Heba Abu Nada (poetessa uccisa nell’ottobre 2023 a Khan Yunis), di Refaat Alarer, anch’egli assassinato dai raid israeliani. Versi diventati grido e resistenza, testimonianza e ferita. Il titolo della serata era chiaro: “Il loro grido è la mia voce”.


Tanti dei presenti erano volontari del sociale, persone abituate a stare al fianco degli ultimi. Cittadini che si sono mobilitati perché sentono che la pace non può essere delegata ai vertici delle diplomazie, ma costruita ogni giorno, con gesti, parole, presenze. Lo hanno fatto ieri sera, con le fiaccole in mano. Lo faranno di nuovo domani, 15 giugno, quando diversi di loro raggiungeranno Marzabotto per partecipare alla grande marcia nazionale ANPI “Save Gaza”, da Marzabotto a Monte Sole. Un luogo che, come ha ricordato Pagliarulo, evoca l’orrore del massacro del 1944: “Una comunità del dolore, come sta avvenendo a Gaza, tanti anni dopo”.


Non è una fiaccolata come le altre, quella di ieri. È stata una veglia laica e collettiva, una dichiarazione d’esistenza, una supplica: “FREE PALESTINE”, hanno gridato alla fine, con voce rotta. Con dignità, con speranza. Con l’ostinazione di chi crede ancora che la pace sia possibile. E necessaria. Con un sogno nel cuore: che la strada dalla conciliazione alla concordia non resti solo simbolica, ma diventi realtà.

 


Foto tratte dalla chat dell'ANPI Seregno, che ringraziamo.