sabato 6 settembre 2025
Como, presidio contro il “DDL Caccia”: associazioni e movimenti uniti per difendere la fauna
Domenica 7 settembre, dalle 15 alle 18 in Piazzale Somaini a Como, si terrà il presidio “No DDL Caccia”, promosso dal MoVimento 5 Stelle di Como e Varese con l’adesione di associazioni ambientaliste e forze politiche come Rifondazione Comunista, Alleanza Verdi & Sinistra, Lipu, WWF, Legambiente, Enpa, FIAB e Fridays for Future.
Il presidio nasce in opposizione al disegno di legge presentato dai senatori Malan, Romeo, Gasparri e Salvitti, che modifica la legge 157/1992 sulla fauna. Il testo amplia poteri e privilegi dei cacciatori: più specie cacciabili e usabili come richiami vivi, caccia anche di notte o sulla neve, estensione degli appostamenti e trasferimento di competenze dalle autorità scientifiche alle Regioni.
Secondo gli organizzatori, il DDL apre la strada a un “turismo venatorio” e mette a rischio ambiente, sicurezza e biodiversità. “La fauna è patrimonio indisponibile dello Stato, non una risorsa economica”, ha dichiarato Silvia Alberici (M5S Como). Critiche sono arrivate anche da AVS, Rifondazione Comunista e dalla XII Commissione Tutela e Diritti Animali, che lo ritengono in contrasto con la Costituzione e con le direttive europee.
lunedì 19 maggio 2025
Mobilitazioni contro l’“Italian Raid Commando 2025”: cresce il fronte pacifista in Brianza
Si allarga il fronte del dissenso nei confronti dell’evento “Italian Raid Commando 2025”, previsto dal 23 al 25 maggio nelle province di Monza e Lecco. Sono numerose le associazioni, i movimenti e le realtà locali che hanno preso posizione contro quella che definiscono una pericolosa deriva militarista.
L’esercitazione, organizzata dall’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia), coinvolgerà 300 soldati, tra personale in servizio, riservisti NATO e ufficiali in congedo, con una serie di simulazioni militari su territorio civile e una parata prevista nella mattinata del 25 maggio 2025 nel centro di Monza. L’obiettivo ufficiale dell’iniziativa è quello di mostrare le potenzialità delle riserve nell'affiancare le Forze Armate italiane nella costituzione di una Riserva Operativa.
Contro questa iniziativa si sono schierati:
- Monza per la Pace, che ha organizzato flash mob e volantinaggi denunciando la presenza di sponsor dell’industria bellica e il coinvolgimento delle scuole;
- Sinistra Italiana Lombardia, che ha criticato l’evento per il suo impatto culturale ed etico, ritenendo inaccettabile l’impiego di risorse pubbliche per simili scopi;
- ANPI, che ha espresso preoccupazione per la militarizzazione del territorio e ha richiamato alla necessità di difendere i valori della Resistenza e della pace;
- Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, che ha denunciato l’uso di ambienti scolastici per diffondere una cultura della guerra;
- FOA Boccaccio di Monza, che ha indetto un presidio per il 22 maggio a Briosco con lo slogan “sabotare la guerra”, criticando il tentativo di normalizzare la presenza militare nei contesti civili.
A questi si aggiunge il Partito della Rifondazione Comunista, che ci ha fatto pervenire un comunicato nel quale definisce l’evento “macabro e inquietante”. Il PRC condanna con fermezza l’iniziativa dell’UNUCI, giudicandola politicamente ed eticamente inaccettabile, soprattutto in un momento storico segnato da guerre come quelle in Palestina, Ucraina e Sudan. Il partito denuncia il rischio di una “militarizzazione delle coscienze”, lancia un appello alla creazione di Comitati unitari contro la guerra e rilancia la proposta di aumentare la spesa pubblica per sanità, salari e ambiente, e non per le armi.
“No alla cultura di guerra. No alla militarizzazione delle scuole e dei territori. No all’Italian Raid Commando.”
Questo il messaggio che unisce le diverse voci in mobilitazione sul territorio.
lunedì 24 maggio 2021
Fermiamo Pedemontana, fermiamo il consumo di suolo, difendiamo la biodiversità!
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| Il presidio contro l'autostrada Pedemontana organizzato a Seregno |
Riceviamo e pubblichiamo.
di Alberto Colombo
Il 23/05/2021 si sono tenuti i 9 presidi nell'ambito dell'iniziativa Fermiamo Pedemontana organizzata da diversi gruppi ed associazioni (vedi nota 1). Molti gli articoli usciti sulle testate on line e in edicola prima e dopo l'iniziativa.
MBNews ha ripreso l'iniziativa dei presidi sia ad ovest che ad est (cliccare qui). Per il presidio di Seveso, ha dedicato una cronaca con interviste agli organizzatori locali di Sinistra e Ambiente, Impulsi, Legambiente Seveso, Seveso Futura (cliccare qui) che hanno informato sui problemi indotti dalla Pedemontana sulle tratte B2 e C soffermandosi sullo spazio verde di via della Roggia, attualmente non cementificato e potenziale area di espansione del Bosco delle Querce, che con la Pedemontana verrebbe irrimediabilmente compromesso dalle opere di viabilità complementare, da una vasca di laminazione, dalla presenza del cantiere e dagli sbancamenti in sua prossimità. Tutti interventi da attuare in un terreno contaminato dalla diossina TCDD del disastro ICMESA del 1976, come certificato dalla caratterizzazione dei suoli, e con il rischio di movimentare terreno inquinato dal potente tossico. In questo presidio abbiamo anche parlato del Piano Operativo di Bonifica, insufficiente e al "risparmio".
Serve fermarsi, serve rinunciare a terminare questa impattante infrastruttura. Chi ostinatamente vuole il completamento dell'autostrada ci inganna, perpetuando un modello di sviluppo insostenibile.
Nota 1 - Elenco delle associazioni organizzatrici: Ass. Colli Briantei, Alternativa Verde Desio, Casa della Sinistra Seregno, Comitato Parco Groane Brughiera, Coordinamento No Pedemontana, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Legambiente Biassono, Legambiente circolo Gaia Usmate e Velate, Legambiente Seregno, Legambiente circolo Laura Conti di Seveso, Legambiente Desio, Lista per Biassono, Lista Altra Bovisio, Lista Passione Civica Cesano M, Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda, Gruppo Valle Nava Casatenovo, ImmaginArcore, Meltingpot Arcore, Monza per un Buon Clima, Fridays For Future Brianza, Fridays For Future Vimercate, Fridays For Future Bellusco, Seveso Futura, Sinistra per Desio, Un Parco per Bernareggio.
RASSEGNA STAMPA
Clicca qui per guardare le foto dei presidi NO Pedemontana in Brianza (da il Cittadino MB)
Proteste contro la Pedemontana in Brianza (da MB News)
mercoledì 19 febbraio 2020
La sinistra brianzola chiede un confronto pubblico e trasparente sull'accordo A2A - AEB
E' ormai di domino pubblico l'accordo di partership industriale tra A2A e AEB (Ambiente Energia Brianza). Il 27 gennaio 2020, un comunicato congiunto delle due aziende ne ha definito i contorni.
AEB è una società partecipata con quote di una serie di Comuni della Brianza (quota maggioritaria con il 54,6 % di Seregno), una società a capitale pubblico che si occupa di offrire una serie di servizi al territorio e che nel vicino futuro, con l'accordo con A2A, avrà con ogni probabilità prospettive e configurazioni differenti.
A2A è una multiutility con 12.000 dipendenti strutturata come Società per azioni, con quote azionarie così suddivise: 25% al Comune di Brescia, 25% al Comune di Milano, 49,2% di azionisti privati/mercato e 0,8% di A2A S.p.A. (azioni proprie).
Sull'argomento abbiamo ricevuto il seguente comunicato stilato da alcuni gruppi della sinistra brianzola.
Da anni, come esponenti della politica locale, affermiamo la necessità di tutelare l’insieme di società partecipate che hanno finora garantito i servizi ai cittadini rappresentando un patrimonio pubblico.
Da alcuni giorni si è aperto il dibattito sulla possibile partnership territoriale tra A2A e AEB ed anche noi ne abbiamo discusso esaminandone i diversi aspetti e rilevandone le criticità più evidenti.
Chiediamo anzitutto che sulla questione si apra un confronto pubblico e trasparente per approfondire, sin da subito, le seguenti questioni che riteniamo fondamentali ed altre che potrebbero sorgere nel corso del dibattito:
1. Trasparenza e partecipazione. Chiediamo che tutti i soci, a prescindere dalle quote detenute, siano coinvolti fattivamente nella costruzione del percorso che dovrebbe portare alla definizione della partnership. E che tutti i consiglieri comunali che dovranno esprimersi siano pienamente informati e coinvolti per tempo. Chiediamo anche si apra un tavolo di confronto generale all’interno del territorio e che comprenda le forze politiche e sociali e che perciò nessuno tenti di ottenere il consenso operando comune per comune.
2. Livelli occupazionali. La nostra preoccupazione maggiore è rivolta alla piena occupazione di quanti oggi operano in AEB e nelle società controllate con l’obiettivo di “esternalizzazioni zero” e “precariato zero”.
3. Costi e qualità del servizio. Ci chiediamo quali ricadute avrà l’operazione sull’utenza. Chiediamo garanzie nei confronti dei cittadini che oggi usufruiscono dei servizi delle società pubbliche sia sul fronte dei costi che sulla qualità e la puntualità dell’erogazione dei servizi.
4. Sostenibilità. Riteniamo fondamentale conoscere, da subito, gli obiettivi che la nuova gestione si darà per raggiungere risultati importanti sul fronte della sostenibilità ambientale, sociale e territoriale nell’ambito dei servizi erogati attraverso la ricerca e l'investimento nelle energie rinnovabili.
5. Ciclo integrato dei rifiuti. Tra gli obiettivi di sostenibilità, non si può prescindere da quelli legati al ciclo integrato dei rifiuti, che secondo noi dovrebbe essere un obiettivo da perseguire per realizzare un ambito di gestione territoriale che coinvolga BEA con l’obiettivo di “rifiuti zero”. Chiediamo, in particolare, maggiore trasparenza sul piano industriale che riguarderà la società Gelsia Ambiente, considerato il peso importante che la stessa riveste all'interno del Gruppo.
6. Governance e rappresentanza. Chiediamo chiarezza sul modello di coinvolgimento degli enti locali nei processi decisionali della nuova governance. Non siamo d’accordo sulla proposta di consiglio di amministrazione avanzata secondo la quale all’insieme dei comuni che assommerebbero al 30% delle quote viene assegnato un solo consigliere (su 10), a Seregno (col 36%) 4 consiglieri mentre A2A (col 33%) avrebbe sia l’Amministratore delegato che 5 consiglieri. Bisogna perciò studiare una soluzione che permetta contemporaneamente di eliminare gli attriti tra Seregno e gli altri comuni e di raggruppare il capitale dei comuni in modo da metterlo al sicuro e contare il giusto nel CDA. Considerato il forte impatto sul territorio e i suoi cittadini, riteniamo necessarie garanzie per la tutela del controllo pubblico del territorio.
È bene che questo dibattito sia ampio e coinvolga pienamente tutti i soggetti interessati.
Per parte nostra, ci dichiariamo fin d’ora disponibili al confronto e all'approfondimento e a facilitare il dialogo tra tutte le parti.
Per un’Altra Seregno a Sinistra, Sinistra per Desio, PRC Muggiò, Sinistra e Ambiente (Meda), Impulsi (Meda), PRC Nova Milanese.
martedì 29 marzo 2016
Seregno: una rotonda che non convince
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| Viale Nazioni Unite: la rotonda in progetto |
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| Viale Nazioni Unite: l'incrocio esistente |
Il giorno 15 marzo 2016 è stato approvato dalla Giunta Comunale il progetto preliminare dell'opera "Realizzazione rotatoria di via Nazioni Unite".
La delibera è stata presa sulla base delle seguenti considerazioni:
- Nel quadro delle azioni finalizzate alla sicurezza stradale e alla riqualificazione del patrimonio stradale cittadino, già intrapresi negli anni precedenti, la realizzazione della rotatoria tra le intersezioni di via Nazioni Unite e strade vicinale del Merè Nord è stato individuata tra quelle prioritarie.
- Sulla base delle segnalazioni pervenute a seguito d’incidenti stradali, analizzata la problematica con la Polizia Locale, l’ufficio Tecnico Strade e Verde ha predisposto il presente progetto preliminare ai sensi del D.lgs. n. 163 del 12.4.2006 e ss.mm. e integrazioni.
- Sono previste altresì tutte le opere complementari necessarie alla corretta circolazione dei veicoli per garantire il più alto livello possibile di sicurezza stradale.
- Noi non siamo mai stati favorevoli alla realizzazione della rotonda in questione perché non troviamo un adeguato riscontro positivo tra benefici e costo dell'opera. Costi che assommano a ben 300 mila euro (di tutti). Benefici che si traducono in un risparmio di 400 metri e qualche minuto di tempo (solo per pochi automobilisti).
- Non ci risulta inoltre che esista uno studio riguardante le priorità viste le gravi carenze tutt'ora esistenti, da più parti riscontrate e per limitarci all'ambito viario, relative alla manutenzione ed alle barriere architettoniche.
- Avendo visto prima la cartografia del PGT e poi il progetto preliminare siamo anche in disaccordo col progetto preliminare per i seguenti motivi:
- La rotonda viene realizzata in curva e subito dopo un sottopassaggio: non diremmo che è il massimo della sicurezza per quanto riguarda la visibilità.
- L'opera non prevede nessun attraversamenti pedonale né di tipo continuo e nemmeno a isola come è d'uso fare nelle rotatorie. Risulta perciò intrinsecamente non sicura e fonte di pericoli dal momento che i pedoni da qualche parte dovranno pure attraversare sebbene a loro rischio. Con questo vengono contraddetti i punti 1 e 2 delle motivazioni della delibera laddove si fa riferimento alla sicurezza ed agli incidenti stradali.
- La rotonda è costeggiata da una pista ciclabile ma non esiste alcuna integrazione tra percorso automobilistico e ciclabile in modo che anche le biciclette potessero ottenere qualche vantaggio in termini di sicurezza e funzionalità. Quindi anche il punto 3 delle motivazioni risulta disatteso.











