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domenica 6 febbraio 2022

Assemblea a Desio: "Pedemontana: fermarla è possibile! fermarla tocca a noi!"


 

A partire dall’estate 2021 la vicenda della realizzazione dell’Autostrada Pedemontana ha subito una accelerazione, in particolare grazie allo stanziamento di oltre 1 miliardo e 700 milioni di euro in buona parte messi a disposizione dalla Banca europa d investimento e Cassa depositi e prestiti. Si tratta dunque di finanziamenti pubblici, propiziati dall’interessamento del Governo e in particolare del Ministro Cingolani, ministro della cosiddetta Transizione Ecologica. All’ossessione di Regione Lombardia, all’assenza di una opposizione decisa in questi anni a livello Regionale e alla scarsa o nulla incisività delle amministrazioni locali  nel corso degli ultimi anni (seppur con alcune eccezioni), si somma il peso politico di un ministero nazionale.

Siamo di fronte un partito trasversale, che si fa interprete di interessi potenti, legati soprattutto alla realizzazione dell’opera, affidata dalla Società Autostrada Pedemontana Lombarda ( Società APL)al colosso multinazionale Webuild e agli interessi di cordate private che si mettono nella scia dei finanziatori.

La realizzazione di Pedemontana sembra dunque una prospettiva concreta sempre più vicina, a partire già dalla fine del 2022 o inizio 2023.
Rischia di concretizzarsi una colata d'asfalto impressionante, che avrà un impatto enorme sul piano ambientale e sociale, non reversibile non compensabile ne mitigabile.

Distruzione di aree verdi e consumo di suolo; rischio diossina; la viabilità locale ulteriormente congestionata dal traffico attratto in entrata e in uscita; l’incentivo a usare il mezzo privato con ulteriore deterioramento della qualità dell’aria; nessun vantaggio per i territori che anzi sono sempre più solo il supporto delle grandi infrastrutture e saranno sempre più marginalizzati e degradati; un enorme spreco di risorse pubbliche inaccettabile proprio oggi che la crisi sanitaria sociale ed economica dovrebbe suggerire ben altri utilizzi delle risorse (per sanità, scuola, welfare).

Cosa fare adesso?

Se da una parte la ferrea volontà di Regione e Governo imprimono un’accelerazione alla realizzazione dell’opera, dall’altra si registrano prese di posizione di parte della politica e di molti sindaci finalizzate a richiedere modifiche parziali e compensazioni con l’obiettivo di ridurre l’impatto di Pedemontana.

Queste ipotetiche modifiche - di cui si è parlato recentemente anche in occasioni pubbliche - sono del tutto insufficienti a contenere le conseguenze, sostanzialmente disastrose, dell’eventuale realizzazione di Pedemontana, senza contare che Regione e società APL sono state chiare nel dire che il progetto è blindato ed eventuali modifiche potranno essere molto limitate. Si insegue quindi l’illusione di una serie di piccoli compromessi i cui risultati saranno minimi se non del tutto irrilevanti di fronte alla devastazione ambientale di quest’opera.

Per queste ragioni riteniamo che l’unico obiettivo per cui abbia senso impegnarsi sia quello di contrastare integralmente Pedemontana opponendo un NO intransigente alla sua realizzazione, senza mediazioni.

Solo cosi sarà possibile abbandonare un modello di mobilità tossica e uno sviluppo non più sostenibile, e volgere le risorse verso forme di mobilità e di sviluppo diverse, a misura delle persone e dell’ambiente, e non condizionate dalla logica predatrice del profitto e del giro di affari che muove Pedemontana e le grandi opere in generale.
 
Chiamiamo quindi tutte le associazioni, i comitati, le forze sociali e i cittadini che vogliono opporsi a Pedemontana ad una ASSEMBLEA PUBBLICA il giorno 12 febbraio 2022 dalle ore 16:00 presso la sala Pertini in piazza Don Giussani a Desio nel corso della quale confrontarsi sulle iniziative e le azioni da intraprendere per cercare di fermare lo scellerato progetto.

mercoledì 16 maggio 2018

Una peda(la)ta alla Pedemontana


Riceviamo e pubblichiamo

Il Coordinamento No Pedemontana, Associazione Noi per Cesano, Comitato Cives Seveso, Comitato Cives San Giorgio Desio, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Legambiente Desio e Associazione Seveso Memoria di Parte con la collaborazione di Amici BiCi Desio vi invitano a:

NON VUOI L'AUTOSTRADA?.... PEDALIAMO
Pedalata No PED

DOMENICA 20 MAGGIO 2018

La minaccia di Pedemontana continua ad incombere. Il progetto viene oggi ridimensionato e le modifiche sembrano finalizzate non solo a ridurre i costi (ad oggi insostenibili) tagliando qua e la opere complementari e accessorie, ma anche a ridurre l’impatto sull’opinione pubblica; in questo senso si possono leggere il momentaneo stralcio dell’Area di Servizio di Desio e ancor di più la modifica sul tracciato che ora non toccherebbe il Bosco delle Querce di Seveso, ben sapendo che il problema diossina è molto più ampio e riguarda soprattutto la grande ex zona B tra Seveso Cesano e Desio, area mai bonificata e ancora piena di diossina (dal 1976!!! Eredità del disastro Icmesa) come le stesse analisi effettuate a suo tempo da Strabag (oggi “defenestrata” a seguito della rescissione del contratto da parte di APL) hanno dimostrato.

Non fermiamoci e non abbassiamo la guardia.

Questa iniziativa è una prima risposta a questi  tentativi e alla assurda insistenza della politica (in particolare da parte della Regione) a tenere in piedi un progetto morto e inutile che non raccoglie interesse dagli investitori privati e che potrà continuare solo con un salasso di denaro pubblico. Insomma i costi li pagano i cittadini i profitti li faranno i privati.

SE VOGLIONO RISPARMIARE C’E’ UN SOLO MODO: FERMARE LA REALIZZAZIONE DI PEDEMONTANA E INVESTIRE SU MOBILITA’ SOSTENIBILE E LE TANTE ALTRE VERE NECESSITA’; SCUOLA, SANITÀ, SERVIZI SOCIALI

PARTENZA DA DESIO ore 10.00 Via San Giuseppe e arrivo in Via Icmesa a MEDA (previsto ore 12.00). Nel tragitto tra Desio Cesano Seveso e Meda toccheremo alcuni luoghi significativi del disastro Pedemontana

sabato 20 dicembre 2014

Sindaci fermate la Pedemontana Lombarda!


Riceviamo e pubblichiamo

In questi giorni sono stati affissi nei Comuni di Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Desio, Lentate sul Seveso, Meda, Seveso i manifesti preparati da diverse forze civiche contrarie a Pedemontana e che contengono il semplice messaggio “SINDACO FERMA PEDEMONTANA UN’AUTOSTRADA INUTILE, DANNOSA, COSTOSA ! DIFENDI IL TUO TERRITORIO E LA SALUTE DEI TUOI CITTADINI !“.

Lo scopo di questa iniziativa è di sollecitare i Sindaci ad intervenire con atti istituzionali ed azioni legali contro la Pedemontana, i cui lavori della tratta B1 sono ormai giunti a Lentate sul Seveso sino alla connessione con la superstrada Milano-Meda, malgrado: siano evidenti i gravi danni al patrimonio ambientale (aree verdi, agricole e boschive); sia noto e da molti denunciato il rischio diossina, eredità del disastro ICMESA del 1976 nei comuni di Seveso, Meda, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio; la società Infrastrutture Lombarde sia stata travolta, lo scorso marzo, da uno scandalo giudiziario relativo ad un giro di appalti su varie opere, tra cui alcune consulenze per la Pedemontana; il Tar di Milano (con sentenza del 3 dicembre 2013) abbia stabilito che la società concessionaria deve risarcire il secondo classificato nella gara per il lotto 2 aggiudicato al gruppo Strabag, perché il progetto contiene modificazioni tali da alterarne le caratteristiche qualitative, e quindi i lavori sono stati illegittimamente assegnati (anche se il TAR non accolto la richiesta di annullamento dell’assegnazione).

L’iniziativa dei manifesti si collega con la richiesta del coinvolgimento della popolazione interessata, attraverso la convocazione di Consigli Comunali aperti nei comuni delle tratte B1, B2, C, D. nel corso dei quali i cittadini potranno confrontarsi con gli Amministratori su tutti gli aspetti del problema e su iniziative da prendere a riguardo.
E’ comunque nostro obiettivo che le amministrazioni locali si schierino a difesa del territorio e della salute dei cittadini e intraprendano azioni concrete finalizzate a: bloccare definitivamente i lavori della tratta B1 (vero e proprio eco-mostro che in quanto tale andrebbe poi smantellato); fermare la Pedemontana alla tratta A; portare avanti un progetto alternativo partecipato, basato sulla mobilità sostenibile.
In questo senso anche Mozioni o Ordini del Giorno che vanno nella giusta direzione, come quello approvato dal Consiglio Comunale di Desio il 3 aprile 2014, non sono certo sufficienti se non sono seguiti da azioni concrete che ostacolino attivamente la realizzazione di Pedemontana.

COMITATO AMBIENTE per BOVISIO MASCIAGO
COORDINAMENO NO PEDEMONTANA
COMITATO BENI COMUNI MONZA e BRIANZA
LEGAMBIENTE CIRCOLO ROBERTO GIUSSANI DESIO
COMITATO BASTA CEMENTO – MONZA
COMITATO “LA CITTA’ SIAMO NOI” - MEDA
COMITATO CIVES SAN GIORGIO - DESIO
COMITATO 5 D - SEVESO

lunedì 8 settembre 2014

Pedemontana è alle porte! Due iniziative per comprendere cosa succederà al nostro territorio


Venerdì 12 settembre ore 21.00
presentazione del libro di Roberto Cuda dal titolo “Strade senza uscita”, con la prefazione di Anna Donati.
L’evento è organizzato dalle associazioni Comitato Ambiente per Bovisio Masciago, Cives Bovisio Masciago e Coordinamento No Pedemontana con il patrocinio del Comune di Bovisio Masciago. L’incontro si terrà il giorno 12 settembre alle ore 21.00, presso il Palamedia di via Tolmino 42 a Bovisio Masciago e sarà un’occasione di confronto con l’autore del libro, per comprendere meglio cosa accadrà al nostro territorio.



Sabato 13 settembre ore 21.00
A Lentate sul Seveso in piazza San Vito in collaborazione con Cinema Ambulante e con BMovies proiezione di cortometraggi e documentari su territorio, ambiente, Pedemontana. 
Per chi ha voglia di fare una pedalata e accompagnare il Cinema ambulante appuntamento a Meda piazza del municipio ore 20.00

sabato 21 settembre 2013

Pedemontana e diossina: in Commissione Territorio sindaci e comitati locali dei Comuni brianzoli interessati da passaggio tratta B2



Sindaci, amministratori e rappresentanti di comitati civici brianzoli sono intervenuti giovedì 19 settembre 2013 in Commissione Territorio per chiedere alla Regione Lombardia di adoperarsi presso Pedemontana Spa per acquisire e approfondire i risultati delle indagini di caratterizzazione dei siti interessati dal passaggio della tratta B2 della Pedemontana nei Comuni di Seveso, Meda, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio. Il territorio su cui è previsto il passaggio della tratta B2 era stato interessato nel 1976 dalla fuoriuscita della nube tossica di diossina dalla ditta Icmesa al confine tra Meda e Seveso.

Erano presenti i Sindaci di Seveso Paolo Butti e di Barlassina Anna Maria Frontini, insieme ad altri amministratori comunali dei Comuni di Barlassina, Seveso, Bovisio Masciago e Desio: in rappresentanza dei comitati, sono intervenuti Gianni Del Pero, Patricio Enriquez e Edoardo Bai, che hanno espresso forte preoccupazione che nei terreni interessati dal passaggio della Pedemontana sia ancora presente una forte concentrazione di diossina. (Vedi abstract degli interventi alla fine del presente articolo).

Laura Barzaghi (PD), prima firmataria di una mozione approvata all’unanimità in Consiglio regionale martedì scorso, ha evidenziato come “Arpa, dopo le indagini svolte nel 2008, non abbia più effettuato ulteriori rilievi nelle aree interessate dalla possibile contaminazione di diossina, così che gli ultimi dati in possesso evidenziano la necessità di porre grande attenzione nella movimentazione dei terreni in fase di cantiere su tutto il territorio in questione. Nel 2008, infatti, su 127 campioni di terreno esaminati –ha concluso la Barzaghi- , in 52 casi si era registrato il superamento dei livelli di inquinamento previsti dalla legge”.

Da qui la richiesta, avanzata anche da amministratori locali e comitati, di sollecitare Pedemontana SPA, prima dell’apertura dei cantieri, a compiere un’analisi di rischio del sito specifica, da sviluppare in contradditorio con Arpa e con il coinvolgimento di tecnici indicati dalle amministrazioni locali, e di imporre alla stessa società concessionaria la redazione di un piano di caratterizzazione e la bonifica preventiva di aree che dovessero risultare inquinate, con conseguente smaltimento del terreno contaminato in siti idonei.

Enrico Brambilla (PD) ha posto la necessità di “approfondire se il progetto della tratta B2 sia ancora sostenibile e attuabile così come ipotizzato: a quanto apprendiamo dall’assessore Del Tenno –ha detto Brambilla- ad oggi non ci sono certezze sulla copertura finanziaria di questa opera, e pertanto potrebbe essere utile ragionare sin d’ora su possibili alternative”.

Gianmarco Corbetta (M5Stelle) ha ribadito infine come l’impegno del suo gruppo sia forte nel sollecitare grande attenzione sulla tratta B2 e sulle sue possibili implicazioni per l’ambiente e la salute dei cittadini, e ha evidenziato come su questi argomenti le istituzioni devono vigilare in modo particolare. 

Fonte: http://www.lombardiaquotidiano.it/
Leggi anche il resoconto dell'audizione su Bovisio Masciago News


Abstract-Audizione regione

Gianni Del Pero, Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile

Relativamente alla problematica Pedemontana-rischio diossina ci preme sottolineare che Autostrada Pedemontana Spa/Strabag ha visto nella fase progettuale un andamento “irrituale” per quanto riguarda le indagini conoscitive e le cautele geoambientali che avrebbe dovuto accompagnare il progetto stesso.
Ci riferiamo solo agli ultimi passaggi per evidenziare che con la prescrizione CIPE n. 3 al progetto definitivo, si poneva obbligo di effettuare ulteriori indagini sull’area interessata dal progetto, in quanto le indagini preliminari effettuate nel 2008 avevano riscontrato il superamento dei valori limite di contaminazione da diossina.
Pedemontana, infatti, transita all’interno di aree classificate come contaminate a seguito dell’evento ICMESA, spingendosi addirittura all’interno dell’area del Bosco delle Querce, ambito di memoria che contiene ancora le vasche di raccolta dei terreni altamente contaminati, in prossimità dell’area dell’incidente. Utilizzare queste aree aumenta il fattore di rischio di rimobilizzare la diossina presente nel sottosuolo ed è quindi più che opportuno avere informazioni adeguate anche per prospettare soluzioni conseguenti.
Pedemontana/Strabag, diversamente da quanto sarebbe tenuto a fare anche qualsiasi soggetto che richieda di operare in un sito a rischio, non ha ottemperato alla prescrizione CIPE o comunque non lo ha fatto in contraddittorio con ARPA al fine di avere analisi validate. Informa che sono state fatte alcune analisi, non dice quali, ne dove e, visto che qualora avesse ricercato diossina la avrebbe trovata, omette di darne pubblica e tempestiva comunicazione come richiesto dal d. lgs. 152/06 che disciplina la materia.

Durante un question time alla Camera, in risposta all’On. De Rosa ed altri (6 Giugno 2013) il sottosegretario all’Ambiente Cirillo ribadisce tale omissione e richiama che le indagini dovranno riguardare le aree interessate dal progetto, prevedendo “la definizione delle aree contaminate da diossine per definire le modalità di intervento: scavo e smaltimento dei terreni contaminati”.

Un soggetto istituito all’interno del Sistema Regionale Lombardia nel gennaio 2010 dal Collegio di vigilanza per l'Accordo di Programma Pedemontana è l’Osservatorio Ambientale (che ha al suo interno 3 rappresentanti di altrettanti assessorati/direzioni regionali Infrastrutture, Territorio e Qualità dell’Ambiente) ha come sua prima competenza quella di  “verificare e attestare l’avvenuta integrazione/aggiornamento del Piano di Monitoraggio Ambientale, in ottemperanza alle prescrizioni del CIPE”, cosa che riteniamo doverosa e non ci risulta, invece, sviluppata.

Riteniamo quindi che Regione Lombardia debba attivare l’Osservatorio Ambientale, debba richiedere le indagini già prescritte dal CIPE che dovranno essere validate da ARPA e conseguentemente debba valutare che lo sviluppo progettuale esecutivo sia conforme alla prescrizioni di legge e sia ambientalmente compatibile
Regione Lombardia dovrebbe altresì attivare tutte le misure di sua competenza per la tutela degli Operatori e dei Cittadini nelle eventuali fasi di lavorazione di Pedemontana nella tratta B2/C, che già hanno subito l’esposizione alla diossina a seguito dell’evento ICMESA, anche dando seguito a quanto sottoscritto nell’incontro del Comitato di Vigilanza del luglio 2008, quando Regione Lombardia anticipava la necessità di un tavolo tecnico tra le DG dell’Osservatorio citate anche con la DG Sanità, ASL, ARPA e FLA “per definire le misure ambientali e sanitarie da adottarsi sui comuni (tutti) interessati dal fallout della nube tossica dell’ex-Icmesa. Tavolo che non ci risulta essere convocato o quantomeno non ha prodotto quanto auspicato.



Patricio Enriquez, Comitati Cives Bovisio Masciago, San Giorgio Desio, Seveso e Associazione "Noi per Cesano"

Il progetto stradale Pedemontana è la previsione di una nuova arteria autostradale destinata a inserirsi in un territorio fortemente urbanizzato e già sensibilmente compromesso a seguito l’incidente della ditta Icmesa del 1976. In molti casi il tracciato si collocherebbe a pochissima distanza da abitazioni preesistenti, creando non solo un peggioramento delle condizioni abitative, ma anche un grave peggioramento delle condizioni ambientali del territorio.
I cittadini dei comuni di Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Seveso e Desio hanno rilevato diversi profili di illegittimità del progetto e hanno inoltrato al TAR un proprio ricorso contro la delibera di approvazione del CIPE (delibera del 6.11.2009, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 18.2.2010).
In particolare si contestano:
-    il progetto definitivo, che è stato radicalmente stravolto in fase di approvazione,  prevede la riqualificazione delle 2 corsie per senso di marcia nella tratta tra Lentate sul Seveso e Meda e il potenziamento a tre corsie nella tratta tra Meda e Bovisio Masciago in superficie sull’esistente tracciato della SS 35 MI-Meda. Il progetto preliminare prevedeva, invece, una soluzione in interrato. Il progetto approvato è profondamente diverso rispetto al progetto preliminare e rispecchia una soluzione bocciata nel 2004 dalla stessa Regione Lombardia (!). Queste modifiche non sono state assunte con il recepimento di prescrizioni o raccomandazioni impartite dal CIPE nel progetto preliminare, bensì derivano da scelte operate in modo unilaterale dal Collegio di Vigilanza (organo politico) dell’Accordo di Programma, sottoscritto il 19 febbraio 2007, cioè in data ben posteriore rispetto a quella di approvazione del progetto preliminare (marzo 2006) (!). L’Accordo di programma è in realtà uno strumento per scardinare le scelte più opportune e forse più costose del progetto a scapito della buona progettazione, dell’attenzione all’ambiente e al paesaggio, nonché delle condizioni abitative in generale;
-    la violazione della normativa, nazionale e comunitaria in materia di tutela ambientale e, in particolare, di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Il progetto autostradale ben avrebbe potuto e dovuto essere sottoposto a Vas: è indubbio, infatti, che la realizzazione della nuova arteria stradale determinerà nuovi e significativi impatti ambientali sulle aree contermini;
-    l’approvazione della L.R. 15/2008 denominata «Infrastrutture di interesse concorrente statale e regionale», che consente “in deroga” alla L.R. 60/1985 (Istituzione di vincoli e destinazioni d’uso nell’area bonificata sull’incidente Icmesa), alla Pedemontana l’attraversamento del Parco Naturale del Bosco delle Querce. Senza questa norma, infatti, l’autostrada non avrebbe potuto essere realizzata nei termini di cui al progetto definitivo.
Il ricorso presentato contiene contestazioni analoghe rispetto a quelle già denunciate da parte del comitato civico Rho-Parabiago sul progetto per il potenziamento della linea ferroviaria Rho-Gallarate e che ha già ottenuto dal TAR e anche dal Consiglio di Stato l’annullamento del progetto contestato.



Edoardo Bai, Legambiente
Pedemontana e rischio diossina

L’esposizione verterà sul rischio diossina provocato dall’eventuale passaggio dell’autostrada Pedemontana nel territorio che nel 1976 fu colpito dall’incidente ICMESA.

Verrà esposta la valutazione del rischio eseguita da ISPRA (e pubblicata nello studio coordinato dalla Fondazione Lombardia per l’Ambiente nel 2003) con lo scenario di esposizione peggiore; verranno menzionati i sondaggi effettuati da Pedemontana in contraddittorio con ARPA nel 2008 che dimostrano la permanenza della TCDD (la particolare forma di diossina che si sprigionò a causa dell’incidente del 1976); verranno riferiti gli ultimi risultati scientifici sull’impatto della TCDD sulla salute così come esposti nell’articolo a cura di Mocarelli et al., Dioxin Exposur and Cancer Risk in the Seveso Women’s Study pubblicato in “Environ Health Perspect del dicembre 2011.

La conclusione tecnica di questo breve excursus non potrà che portare all’indicazione che non è opportuno rimescolare il terreno inquinato e che, qualora non sia in alcun modo evitabile, sarà necessario che Pedemontana si vincoli al parere dell’ARPA: nella zona interessata dall’incidente del 1976, infatti, non si possono fare lavori senza una preventiva valutazione del rischio sanitario. Pedemontana ha obbedito alle disposizioni del CIPE? Non ci risultano sondaggi ed analisi. Se è così c'è già un’evidente violazione di legge.

mercoledì 11 luglio 2012

Seveso, 10 luglio 2012: L'allarme e le proposte degli ambientalisti per salvare il Bosco delle Querce




Seveso - Allarme delle associazioni: sotto la terra ci sono sostanze tossiche
«Gli scavi per la Pedemontana ci faranno rivivere l’incubo diossina»

 di Sonia Ronconi da Il Giorno dell'11/07/2012

«TRENTASEI ANNI dopo la tragedia Seveso vive ancora la paura - spiega Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente di Meda e portavoce locale del Coordinamento Insieme in Rete -, perché il progetto esecutivo vigente per la realizzazione della Pedemontana, pur con minor sbancamento, scenderà oltre mezzo metro sotto terra. L’area B non è mai stata bonificata, quindi la diossina ancora presente tornerà è sarà un grande pericolo. Qualsiasi attività in questa area è a rischio. Il polmone verde in via della Roggia, Vignè e Senofonte (circa 20 ettari) dovrebbe essere unito al Bosco. Invece si vogliono togliere i due ponti (via Vignè e Senofonte) e rendere la zona residenziale e produttiva. È assurdo, ma il nuovo progetto prevede proprio questo. Qui è prevista l’uscita per Meda e gli scavi libereranno gli elevati tassi di diossina».

Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente - Meda

BACCHETTA Paolo Conte, responsabile di Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile: «Si parla tanto di spending review, ebbene risparmiamo tagliando il piano di Pedemontana che non piace a nessuno e crea solo disagi. Voglio vedere quanto denaro sarà speso per la bonifica delle aree inquinate. Tutta la Milano-Meda è a rischio, una volta sollevata la terra di 50 centimetri la diossina entrerà nell’aria. Siamo fra le zone più urbanizzate d’Italia eppure le poche aree verdi diventeranno fonte di guadagno per costruire. Nessuno pensa alla vivibilità e alla salute delle persone. Trovo questa scelta inaccettabile».

Paolo Conte di Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile
 Gianni Del Pero del Wwf è allarmato: «La situazione oggi è molto preoccupante visto lo stato di avanzamento dei contratti per l’avvio dell’opera B2».

Gianni Del Pero del WWF Comitato Groane

«L’ATTUALE progetto definitivo ancora non ottempera alle vincolanti prescrizioni del Cipe. I pericoli sono sottovalutati». Natalina Pontiggia, che fa parte del comitato No Cives, spiega che è anche stato fatto regolare ricorso al Tar. «Stiamo battendo su tutti i chiodi. Noi vogliamo il primo progetto: quello che prevedeva l’interramento dell’autostrada che non avrebbe così toccato il Bosco delle Querce».

 
Gerardo Sironi è un proprietario di parte del terreno in questione (30mila metri quadri): lui e la sorella sono gli unici che hanno detto no all’offerta di venderlo a 4 euro al metro. «È un progetto di devastazione per l’ambiente. Amo la mia terra e, come mio padre e mio nonno, ho lottato per non distruggerla».


«L’opera rischia di distruggere il Bosco delle Querce»

IERI MATTINA in via Senofonte, sul ponte che da Baruccana di Seveso si immette al Bosco delle Querce, tutte le associazioni ambientali della zona hanno innalzato un grido verso Regione, società Pedemontana e Comune: «No all’autostrada Pedemontana che passerà sui confini e all’interno del Bosco delle Querce, violando un simbolo mondiale del risarcimento umano al danno ambientale». Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile, Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, Sinistra Ambiente di Meda e le associazioni che hanno aderito ad «Abbracciare il Bosco delle Querce», 36 anni dopo l’incidente della diossina.

Gemma Beretta di Legambiente Seveso

Fra poco più di un mese proprio a Seveso e Meda si apriranno i cantieri per la costruzione dell’autostrada. «La Pedemontana passerà sui confini e all’interno del Bosco delle Querce - spiega Gemma Beretta, presidente di Legambiente Seveso -, violando un simbolo mondiale del risarcimento umano al danno ambientale. Strade, svincoli e raccordi invaderanno proprio l’area più danneggiata per la presenza di diossina nel terreno, mettendo a rischio di nuovo la salute dei cittadini. Quest’area dovrebbe essere inclusa e tutelata nei confini del Bosco. Ma le istituzioni italiane vanno nella direzione opposta: dove ci dovrebbe essere tutela e verde pubblico, sorgeranno strade e capannoni».