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venerdì 10 luglio 2026

Cinquant'anni dopo Icmesa, il Bosco delle Querce va salvato integralmente

Le associazioni ambientaliste lanciano un appello alle istituzioni in occasione della visita del Presidente della Repubblica: il simbolo della rinascita e della memoria non può essere sacrificato dagli interventi della Pedemontana. 

 


COMUNICATO CONGIUNTO
ALBERI MONUMENTALI BRIANZA – COMITATO CIVICO AMBIENTE – ENPA – FONDO FORESTALE ITALIANO – GREENPEACE Gruppo Locale Milano – LAC – LAV – LEGAMBIENTE Seregno – LIPU Sezione di Milano
 – PRO PARCO NOSTRI AMICI ANIMALI – SUOLO LIBERO

Il Bosco delle Querce è un ecosistema di valore storico, naturalistico e ambientale che merita di essere integralmente preservato.

In vista della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, prevista per la giornata del 10 luglio in occasione del cinquantesimo anniversario del disastro Icmesa, riteniamo doveroso richiamare l'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica sul futuro del Bosco delle Querce, oggi minacciato dai lavori della Pedemontana Lombarda. 
La porzione di bosco interessata dal progetto non è costituita da vegetazione marginale o da semplici arbusti. Si tratta di oltre 3.200 alberi maturi che fanno parte di un ecosistema complesso, sviluppatosi in quasi cinquant'anni di evoluzione naturale e di interventi di rinaturalizzazione successivi al disastro del 1976. A certificare l’eccezionale valore dell'area sono i recenti e prestigiosi riconoscimenti istituzionali: la Commissione Europea ha infatti insignito il parco del Marchio del Patrimonio Europeo (European Heritage Label), celebrandolo come primo sito lombardo simbolo di resilienza, scienza e memoria comune. Al contempo, Regione Lombardia ha inserito nell'elenco ufficiale degli Alberi Monumentali d'Italia il "Grande Pioppo", un pioppo nero (Populus nigra) di circa settant'anni, alto 30 metri e con una circonferenza di 4,5 metri, ultimo testimone vivente sopravvissuto al disastro del 1976 e oggi tutelato da rigidi vincoli di salvaguardia.


Questa fascia boschiva, collocata lungo il margine della Milano-Meda, rappresenta inoltre un'area di particolare importanza faunistica. Essendo meno frequentata dall'uomo, costituisce un habitat favorevole alla nidificazione di numerose specie di rapaci e di altri uccelli forestali. Il volume scientifico Avifauna del Bosco delle Querce conferma la presenza di numerose specie tipiche dei boschi maturi, a testimonianza dell'elevato valore ecologico raggiunto da questo ecosistema. Tali evidenze sono supportate anche dai monitoraggi realizzati dall'ornitologo Mirko Galuppi, che documentano la nidificazione e l'ottimo successo riproduttivo di specie di particolare interesse conservazionistico come lo Sparviere (Accipiter nisus), il Gufo comune (Asio otus) e il Lodolaio (Falco subbuteo), oltre alla presenza di Gheppio e Civetta.

La perdita di questo settore del bosco determinerebbe un'ulteriore frammentazione della rete ecologica brianzola, già fortemente compromessa dall'espansione urbanistica e infrastrutturale.
Secondo il Rapporto ISPRA sul consumo di suolo, la provincia di Monza e Brianza continua a registrare il più elevato livello nazionale di artificializzazione, con circa il 41% del territorio ormai consumato. Negli ultimi anni abbiamo già assistito alla distruzione di importanti aree naturali lungo il tracciato della Pedemontana, dal Parco dei Colli Briantei al Parco Grugnotorto Villoresi e Brianza Centrale (GruBrìa), fino ai boschi di Bernate. Interventi che hanno comportato l'abbattimento di migliaia di alberi, la perdita di habitat e la compromissione di corridoi ecologici fondamentali per la fauna selvatica.


Gli interventi normativi di mitigazione e compensazione non possono sostituire una foresta matura. Un albero appena piantato non equivale a un esemplare adulto e i nuovi impianti non sono in grado di rigenerare la complessa rete biologica — formata da relazioni pluridecennali tra alberi, funghi, insetti impollinatori, microorganismi del suolo e fauna selvatica — che caratterizza un ecosistema consolidato.

Il Bosco delle Querce non rappresenta soltanto un patrimonio ambientale. È il simbolo della rinascita dopo una delle più gravi tragedie ambientali del nostro Paese. Oggi rappresenta anche uno dei più importanti esempi italiani di ricostruzione ecologica e di rinaturalizzazione di un'area contaminata, un patrimonio riconosciuto ben oltre i confini della Brianza. Proprio per questo riteniamo che esso debba essere preservato nella sua integrità.

Il Weizmann Institute of Science ha evidenziato come oggi meno del 6% della biomassa dei mammiferi sia costituita da animali selvatici, mentre la restante parte è rappresentata dagli esseri umani e dagli animali allevati. Questo dato testimonia la drammatica riduzione della biodiversità causata dalle attività umane e richiama tutti, istituzioni comprese, alla responsabilità di arrestare l'ulteriore perdita di habitat naturali.


La conservazione della biodiversità non può essere considerata un elemento accessorio nella pianificazione delle infrastrutture. Essa costituisce un interesse pubblico primario, riconosciuto dall'articolo 9 della Costituzione, che tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi anche nell'interesse delle future generazioni.

Per queste ragioni chiediamo che il Bosco delle Querce venga integralmente preservato e che ogni decisione riguardante quest'area tenga conto non soltanto degli aspetti infrastrutturali, ma anche del suo valore ecologico, storico, paesaggistico e culturale. La tutela del Bosco delle Querce non riguarda soltanto il territorio di Seveso e Meda. Riguarda il modello di sviluppo che vogliamo costruire, il rispetto della memoria del disastro Icmesa e la responsabilità che abbiamo nei confronti delle generazioni future.

Difendere il Bosco delle Querce significa difendere un patrimonio costruito in cinquant'anni di storia, memoria, biodiversità e rinascita.

 




 

domenica 24 ottobre 2021

Cacciatori contro l'Arma dei Carabinieri, mai si era assistito ad un attacco frontale agli Organi dello Stato

Comunicato stampa delle Associazioni: Cabs, Cai , Enpa, Gaia, Gol, Gruppo intervento giuridico, Lac, Legambiente, Vittime della caccia, Wwf

Non c’è solo la connotazione negativa che li distingue da sempre, ovvero il tasso impressionante di episodi di illegalità che emerge dalla loro attività: i cacciatori bresciani riescono a primeggiare a livello lombardo, e probabilmente nazionale, anche per la determinazione con la quale, da decenni, perseguono l’impunità. Sono forse gli unici al mondo che da un lato affermano che sì, i controlli venatori devono esserci, aggiungendo però che no, le auto e gli abiti civili degli agenti di polizia giudiziaria non vanno bene.


Nel frattempo, l’attività di prevenzione e repressione del bracconaggio giustamente condotta con mezzi e modalità adatte a individuare i comportamenti illeciti, ha già portato in queste ultime settimane a decine e decine di denunce (sono oltre un centinaio i cacciatori e i bracconieri denunciati nel mese di ottobre) per abbattimento di fauna protetta - 10 episodi in due ore, domenica scorsa - e trappolaggio, nella quasi totalità dei casi riconducibili proprio a cacciatori con regolare licenza.
 

Negli scorsi giorni è stata indetta una manifestazione, che riteniamo vergognosa, contro l'Arma dei Carabinieri, per protestare soprattutto contro i controlli sugli anellini identificativi dei richiami vivi, che mira del tutto legittimamente a fermare un traffico illecito che si calcola valga oltre 15 milioni di euro e vede coinvolte reti criminali italiane ed estere. Le principali associazioni venatorie invece di impegnarsi affinché i loro associati non abbattano specie particolarmente protette , utilizzino richiami elettroacustici, mettano reti e trappole hanno deciso di appoggiare, incredibilmente, una manifestazione che attacca palesemente le Forze dell’Ordine.


L'operato dei Carabinieri Forestale, non sono solo è del tutto legittimo, ma anche doveroso visto che la provincia di Brescia è inserita all'interno del Piano di azione nazionale contro il bracconaggio come "blackspot", cioè un'area prioritaria per la lotta alle pratiche illegali.
Solo grazie all'attività dei Militari che da oltre vent'anni sono impegnati nell'Operazione denominata "Pettirosso" c'è un minimo argine al bracconaggio a Brescia, che altrimenti graverebbe sui pochi Agenti e volontari presenti sul territorio.


Ma poiché i cacciatori evidentemente non sanno più che pesci pigliare, è di ieri la notizia della richiesta alla Regione Lombardia di una Sanatoria per legalizzare ciò il cui possesso costituisce reato: richiami illecitamente detenuti e bracconati.


Addirittura viene spacciato come esistente un provvedimento similare che la Regione Liguria avrebbe approvato: vera e propria falsità visto che un provvedimento sulle fascette da apporre a richiami è stato sì approvato, ma subito impugnato dal Governo e successivamente ritirato dalla stessa Regione Liguria.
Molti cacciatori lombardi sono meglio di coloro che li rappresentano e sono stanchi di strategie tese solo a difendere una parte estremista e allergica alle regole.


Mai si era arrivati ad attaccare frontalmente gli organi dello Stato e ribadiamo il nostro appello alle Istituzioni a mantenere dritta la barra della legalità.


 

mercoledì 16 febbraio 2011

A cena con il rospo

Ogni anno in primavera il rospo (Bufo bufo) si risveglia dal letargo invernale nei boschi per raggiungere i luoghi di riproduzione, laghi e stagni.
Lezzeno, Nesso, sul lago di Como, Conca di Crezzo, Melgone, sul lago di Lecco, son alcuni dei luoghi in cui la presenza di rospi è maggiormente in pericolo ed in cui la LAC interviene.
La minaccia principale a questi animali è ben lungi dall'essere naturale.La progressiva urbanizzazione del territorio, e il conseguente sviluppo della rete stradale, hanno portato all'estinzione molte popolazioni di anfibi.

Per evitare che altre colonie di rospi si estinguano sotto le ruote delle auto, la LAC organizza da una dozzina di anni la Campagna Rospi.
La campagna di salvataggio prevede due differenti momenti. Nelle prime settimane del mese di marzo si installano le barriere per fare in modo che i rospi, scendendo dalla montagna o salendo dal lago, siano indirizzati verso eventuali sottopassi senza aver bisogno dell'intervento dei volontari. Dove non dovessere esistere passaggi sicuri, queste barriere impediscono ai rospi di finire in strada col rischio concreto di venire investiti.

Dall'ultima settimana di marzo, nelle zone controllate dai volontari della LAC i rospi iniziano la migrazione verso i laghi e gli stagni dove si riprodurranno. In queste serate i volontari, muniti di guanti, secchi e
torce dovranno perlustrare la strada nella zona di migrazione al fine di raccogliere, censire e spostare in sicurezza i rospi.

CENA VEGAN BENEFIT PER LA CAMPAGNA DI SALVATAGGIO ROSPI

Sabato 26 febbraio 2011 - ore 20.00
Arese - Via G.Mattei 14
http://goo.gl/maps/M6dQ

Costo: 15 € (vino escluso)

Prenotazioni e info : TOFUBANZAI@GMAIL.COM

giovedì 1 luglio 2010

Cercasi volontari per interventi di antibracconaggio

Corso di formazione teorico/pratico per volontari in interventi di antibracconaggio

10-11 Luglio 2010, Milano

Obiettivo del corso è di fornire ai partecipanti una formazione teorico-pratica in modo da consentire loro, sin dalla fine del corso, di essere a tutti gli effetti parte attiva e operante di campagne per la lotta alle forme illegali di caccia.

Il corso si propone di inquadrare il fenomeno del bracconaggio nel suo significato normativo, storico e sociale. Dopo una presentazione delle forme e degli strumenti di caccia illegale più diffuse nelle varie zone d’Italia, si procederà, con percorsi appositamente predisposti in natura, alla simulazione di situazioni operative, con spiegazioni tecniche sull’uso e sulle modalità di individuazione e disattivazione delle varie trappole, e su come usare mappe e gps.

Si terrà inoltre una presentazione delle specie più comuni vittime del bracconaggio, dal punto di vista eto-ecologico. Si illustreranno le più comuni tecniche di pronto soccorso e il trattamento veterinario in Centro di recupero degli animali feriti dai bracconieri

La partecipazione è gratuita e riservata ai soci della Lega per l’Abolizione della Caccia. È possibile iscriversi al momento (20 euro).
Per informazioni specifiche:
Guido deFilippo, tel. 026436842 o 3339206116. info@abolizionecaccia.it

Programma

SABATO 10 LUGLIO
Presso la sede della Lega Abolizione caccia, via Solari 40, Milano
Ore 10-12: Inquadramento del fenomeno del bracconaggio dal punto di vista storico e sociale.
Docente: Guido De Filippo

SABATO 10 LUGLIO
Presso la sede della Lega Abolizione caccia, via Solari 40, Milano
Ore 14-16: Elementi di etologia delle specie e di ecologia del territorio per il riconoscimento e trattamento delle specie.
Docente: Guido De Filippo

SABATO 10 LUGLIO
Presso la sede della Lega Abolizione caccia, via Solari 40, Milano
Ore 16-18: Trattamento veterinario di primo soccorso e di riabilitazione degli animali vittime di bracconaggio.
Docente: Tiziana Vitiello

DOMENICA 11 LUGLIO
Presso l'Oasi Smeraldino, Rozzano, Località Follazza a Valleambrosia - V. Monte Amiata 38/b
Ore 9-13: Esercitazione pratica sul territorio: presentazione delle forme di trappola più diffuse, loro uso e diffusione. Modalità di individuazione, disattivazione, segnalazione, tramite un percorso in natura dove saranno state ricreate situazioni tipiche di bracconaggio.
Docente: Catia Acquaviva

Foto: Archivio WWF Vanzago

martedì 2 marzo 2010

Nesso-Lezzeno: parte la campagna salvataggio anfibi 2010

Parte nei prossimi giorni la campagna di salvataggio degli anfibi con il seguente programma:
  • Nesso 6 e 7 marzo
  • Lezzeno 6, 13 e 14 marzo
La priorità è stata data alla zona di Nesso in quanto in questo punto si verificano i primi spostamenti di rospi.
"I lavori di posa delle barriere sono piuttosto faticosi ma fondamentali per la buona riuscita di tutta la campagna in difesa di questa piccola fauna. Vi chiedo quindi di aiutarci in questi interventi pro natura", questo l'appello di Simone della LAC.

Per ulteriori dettagli e informazioni scrivete direttamente a Simone all'indirizzo simone@abolizionecaccia.it

Leggi anche: Cercasi volontari per il progetto rospi

Foto di Mirco Cappelli - WWF Groane