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Immagine tratta dal web
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Il territorio lombardo è da tempo coinvolto nella realizzazione dell'autostrada Pedemontana Lombarda. Una parte cruciale di questo progetto è la bonifica dei terreni contaminati lungo l'ex Strada statale dei Giovi (SP35), tristemente nota per il disastro ICMESA del 1976, che causò una fuoriuscita di diossina, un composto altamente tossico.
In questo contesto, il comune di Meda ha concesso
una deroga ai limiti acustici per permettere alla società Pedelombarda Nuova S.C.p.a. di avviare operazioni di bonifica ambientale, affiancate dalla rimozione di eventuali ordigni bellici. Questi interventi comprendono scavi, movimentazione di terreni inquinati e lavori legati alla costruzione delle tratte B2 e C della Pedemontana. Dal 2 settembre al 31 dicembre 2024, per un totale di quattro mesi, i residenti saranno esposti a rumori derivanti dai lavori in un’area già segnata dall'incidente ICMESA. Alle preoccupazioni legate alla manipolazione di terreni contaminati si aggiungono quelle relative alla gestione e al controllo dell'inquinamento acustico.
L'autorizzazione stabilisce un limite massimo di 75 decibel (dB) in prossimità degli edifici più vicini al cantiere. Per dare un'idea più chiara di questo valore, 75 dB corrispondono al rumore di un aspirapolvere potente o al traffico intenso. Sebbene questo livello non sia immediatamente allarmante, un’esposizione continua per mesi può diventare molto fastidiosa e, in alcuni casi, nociva per la salute.
Un altro aspetto critico è l’uso di espressioni vaghe nelle prescrizioni dell’autorizzazione. Termini come "si raccomanda" o "preferibilmente" riducono l’efficacia di un controllo rigoroso. Questi suggerimenti non vincolano le aziende a rispettare regole stringenti, ma lasciano ampi margini di discrezione. Ad esempio, si prevede che le attività rumorose si svolgano "preferibilmente" nei giorni feriali, mentre nei fine settimana solo in casi eccezionali, previa "motivata comunicazione". Tuttavia, non è chiarito cosa costituisca un "caso eccezionale" o quale debba essere la "motivazione" per giustificare rumori durante il weekend.
Inoltre, non sembra esserci un chiaro sistema di monitoraggio per verificare il rispetto del limite di 75 dB. L'autorizzazione non specifica come verranno misurati i livelli di rumore in tempo reale, né quali sanzioni potrebbero essere applicate in caso di superamento dei limiti. La presenza di tecnici competenti per un monitoraggio costante sembra mancare, lasciando incerto il controllo sugli eventuali abusi.
I lavori si estenderanno per tutta la settimana, senza interruzioni, inclusi sabato, domenica e giorni festivi, con turni che potrebbero durare 24 ore al giorno. Nonostante la raccomandazione di limitare le attività più rumorose ai giorni feriali, la deroga consente che queste continuino anche nei giorni di riposo della popolazione, previa semplice comunicazione. Questo solleva ulteriori dubbi sul rispetto del benessere dei residenti.
Sebbene l’intervento sia indispensabile per la bonifica di un’area pesantemente contaminata, la gestione della deroga acustica rischia di creare forti disagi. L’utilizzo di un linguaggio impreciso e l’assenza di controlli rigorosi sui limiti di rumore compromettono la trasparenza e la tutela della salute dei cittadini. È essenziale che le autorità locali intensifichino i controlli e impongano regole più severe, per garantire che il benessere della cittadinanza non venga messo in secondo piano.