Visualizzazione post con etichetta Inquinamento acustico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Inquinamento acustico. Mostra tutti i post

lunedì 29 dicembre 2025

La Brianza che ama la natura sceglie un Capodanno senza botti

Decalogo a fumetti per proteggere gli animali dai botti di Capodanno. Fonte OIPA

Ogni anno, petardi e fuochi d’artificio trasformano la notte di San Silvestro in un tormento per gli animali. Cani e gatti, con un udito molto più sensibile del nostro, vivono i botti come minacce improvvise, spesso fuggendo terrorizzati, ferendosi o addirittura morendo di infarto o per incidenti nel tentativo di scappare.

Ma non sono solo i nostri quattro zampe a soffrire: gli animali selvatici — uccelli, piccoli mammiferi, animali dei parchi e dei boschi — vengono spaventati, disorientati e spesso colpiti mortalmente quando, in preda al panico, si scontrano con ostacoli o lasciano i loro habitat.

Chiediamo a tutte e tutti di diffondere l’appello a rinunciare ai botti per festeggiare il nuovo anno in modo più rispettoso dell’ambiente e della vita animale. Scegliere alternative silenziose o spettacoli pirotecnici a basso impatto sonoro non è solo possibile: è un gesto che può davvero fare la differenza.

giovedì 4 dicembre 2025

Monza, cittadini in mobilitazione per un “Parco Silenzioso”: il 19 dicembre incontro pubblico sul clima acustico del Parco di Monza


Il crescente inquinamento acustico generato dalle attività motoristiche dell’autodromo continua a preoccupare cittadini, associazioni e frequentatori del Parco di Monza. Nel 2025 le segnalazioni sono aumentate significativamente, interessando non solo il Parco, ma anche i comuni limitrofi e alcune aree della città. Di fronte a una situazione considerata ormai “intollerabile”, i Comitati per il Parco A. Cederna e “La Villa Reale è anche mia” lanciano un incontro pubblico per fare chiarezza sul problema e chiedere interventi concreti.

Negli ultimi mesi, il rumore costante proveniente dalla pista dell’autodromo – definito “fastidioso, dannoso e fuori controllo” – ha suscitato crescente esasperazione. Molti cittadini hanno manifestato la volontà di ricorrere ad azioni di protesta eclatanti pur di essere ascoltati dalle istituzioni. I Comitati, da anni in prima linea contro l’inquinamento acustico, hanno però invitato a mantenere la calma, continuando parallelamente a sollecitare gli enti competenti.

Un primo risultato è arrivato: l’Ufficio Tutela Ambiente del Comune di Monza ha richiesto ad ARPA la verifica del sistema di monitoraggio del rumore utilizzato dal gestore dell’autodromo, oltre a nuove misure integrative di controllo. Un passo considerato significativo, ma non ancora sufficiente a rispondere alle esigenze dei residenti e alla tutela del Parco, riconosciuto come bene culturale di rilievo internazionale.

Per questo i Comitati organizzano l’incontro pubblico “Da Parco Rumoroso a Parco Silenzioso. Il clima acustico del Parco: com’era, com’è e come potrebbe essere”, che si terrà venerdì 19 dicembre alle ore 21, presso la Sala Maddalena, nel centro di Monza.

L’obiettivo è informare la cittadinanza, presentare dati e proposte, e chiedere alle istituzioni un impegno chiaro per il 2026 e oltre. All’appuntamento sono stati invitati Ufficio Ambiente, ARPA e ATS, affinché possano illustrare le azioni già avviate e quelle in programma per ridurre l’esposizione al rumore.

L’agenda prevede contributi tecnici, storici e giuridici:

  • un riepilogo del problema del rumore nel Parco da parte di Bianca Montrasio, presidente del Comitato per il Parco A. Cederna;
  • una presentazione sui rilievi fonometrici realizzati dal gestore, con l’architetta Federica Gagliano di Acustica Studio;
  • un approfondimento sulle metodologie di misura;
  • interventi degli enti pubblici di controllo;
  • le proposte di riduzione attiva del rumore del Comitato, illustrate dall’ingegner Giancarlo Milani;
  • un’analisi delle possibili azioni collettive della società civile, con i contributi dell’avvocato e docente di diritto dell’ambiente Francesco Basile e dell’avvocato Roberto D’Achille, referente del Comitato “La Villa Reale è anche mia”.

Lo spazio finale sarà dedicato a domande e interventi dal pubblico, nella speranza di trasformare la frustrazione diffusa in una mobilitazione costruttiva.

I Comitati confidano che questo incontro possa segnare “una svolta verso una gestione virtuosa del rumore nel Parco”, restituendo al territorio quel clima sonoro compatibile con la salute, il benessere e il valore storico-paesaggistico dell’area verde più grande d’Europa tra quelle recintate.

giovedì 7 agosto 2025

Rumori all’alba dal cantiere Pedemontana: “Lavori già alle 5:30 del mattino”


Un residente del quartiere Bareggia di Macherio, esasperato dai rumori provenienti dal cantiere della Pedemontana al confine con Lissone, ha denunciato sui social che le attività iniziano regolarmente già dalle 5:30 del mattino, impedendo di fatto il riposo notturno alla popolazione locale.

    “È dalle 5:30 che stanno facendo rumore nel cantiere della Pedemontana e non riusciamo a dormire. Ma per legge non dovrebbero iniziare più tardi?” ha scritto sui social Alberto, un cittadino esasperato.

Cosa prevede la normativa?


Nel caso specifico della Pedemontana Lombarda, i lavori sono regolati da un corposo insieme di prescrizioni tecniche e ambientali riportate nella Gazzetta Ufficiale – Supplemento ordinario n. 34 del 18 febbraio 2010, tra cui due in particolare risultano pertinenti:

📌 Prescrizione 17

Obbliga il concessionario a predisporre un piano di circolazione dei mezzi d’opera, con valore contrattuale, contenente:

  • orari e calendario dei transiti dei mezzi;
  • percorsi alternativi in caso di necessità;
  • salvaguardia di edifici sensibili nelle aree urbanizzate.

📌 Prescrizione 135

  • Impone lo svolgimento di un monitoraggio acustico in corso d’opera con particolare attenzione alle attività più rumorose e ai recettori sensibili (come case, scuole, ecc.).
  • Richiede inoltre che la popolazione sia informata circa durata, orari e localizzazione delle attività maggiormente impattanti.

Cosa può fare un cittadino?

I cittadini hanno diritto a:

  • ricevere informazioni preventive se sono previste attività rumorose fuori dagli orari ordinari;
  • chiedere di verificare il rispetto del piano cantieri e degli orari di lavoro;
  • segnalare formalmente il disturbo al Comune o all’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale).

Un possibile passo è inviare una richiesta formale al Comune, chiedendo:

  • Se è stato approvato un piano con orari specifici per le attività;
  • Se è in corso un monitoraggio acustico;
  • Quali azioni si intendano intraprendere per mitigare l’impatto sulla popolazione residente.

martedì 17 settembre 2024

Lavori per la Pedemontana e bonifica ambientale: cosa sta succedendo a Meda?

Immagine tratta dal web

Il territorio lombardo è da tempo coinvolto nella realizzazione dell'autostrada Pedemontana Lombarda. Una parte cruciale di questo progetto è la bonifica dei terreni contaminati lungo l'ex Strada statale dei Giovi (SP35), tristemente nota per il disastro ICMESA del 1976, che causò una fuoriuscita di diossina, un composto altamente tossico.

In questo contesto, il comune di Meda ha concesso una deroga ai limiti acustici per permettere alla società Pedelombarda Nuova S.C.p.a. di avviare operazioni di bonifica ambientale, affiancate dalla rimozione di eventuali ordigni bellici. Questi interventi comprendono scavi, movimentazione di terreni inquinati e lavori legati alla costruzione delle tratte B2 e C della Pedemontana. Dal 2 settembre al 31 dicembre 2024, per un totale di quattro mesi, i residenti saranno esposti a rumori derivanti dai lavori in un’area già segnata dall'incidente ICMESA. Alle preoccupazioni legate alla manipolazione di terreni contaminati si aggiungono quelle relative alla gestione e al controllo dell'inquinamento acustico.

L'autorizzazione stabilisce un limite massimo di 75 decibel (dB) in prossimità degli edifici più vicini al cantiere. Per dare un'idea più chiara di questo valore, 75 dB corrispondono al rumore di un aspirapolvere potente o al traffico intenso. Sebbene questo livello non sia immediatamente allarmante, un’esposizione continua per mesi può diventare molto fastidiosa e, in alcuni casi, nociva per la salute.

Un altro aspetto critico è l’uso di espressioni vaghe nelle prescrizioni dell’autorizzazione. Termini come "si raccomanda" o "preferibilmente" riducono l’efficacia di un controllo rigoroso. Questi suggerimenti non vincolano le aziende a rispettare regole stringenti, ma lasciano ampi margini di discrezione. Ad esempio, si prevede che le attività rumorose si svolgano "preferibilmente" nei giorni feriali, mentre nei fine settimana solo in casi eccezionali, previa "motivata comunicazione". Tuttavia, non è chiarito cosa costituisca un "caso eccezionale" o quale debba essere la "motivazione" per giustificare rumori durante il weekend.

Inoltre, non sembra esserci un chiaro sistema di monitoraggio per verificare il rispetto del limite di 75 dB. L'autorizzazione non specifica come verranno misurati i livelli di rumore in tempo reale, né quali sanzioni potrebbero essere applicate in caso di superamento dei limiti. La presenza di tecnici competenti per un monitoraggio costante sembra mancare, lasciando incerto il controllo sugli eventuali abusi.

I lavori si estenderanno per tutta la settimana, senza interruzioni, inclusi sabato, domenica e giorni festivi, con turni che potrebbero durare 24 ore al giorno. Nonostante la raccomandazione di limitare le attività più rumorose ai giorni feriali, la deroga consente che queste continuino anche nei giorni di riposo della popolazione, previa semplice comunicazione. Questo solleva ulteriori dubbi sul rispetto del benessere dei residenti.

Sebbene l’intervento sia indispensabile per la bonifica di un’area pesantemente contaminata, la gestione della deroga acustica rischia di creare forti disagi. L’utilizzo di un linguaggio impreciso e l’assenza di controlli rigorosi sui limiti di rumore compromettono la trasparenza e la tutela della salute dei cittadini. È essenziale che le autorità locali intensifichino i controlli e impongano regole più severe, per garantire che il benessere della cittadinanza non venga messo in secondo piano.