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venerdì 16 agosto 2024

Piccoli rapaci ritrovano casa: il WWF di Vanzago riporta gheppi e sparvieri nel Parco GruBrìa

 

Nei giorni scorsi, alcuni esemplari di gheppio e sparviere, provenienti dal Centro di Recupero Animali Selvatici (Cras) del WWF di Vanzago, sono stati rilasciati nel Parco GruBrìa. Il Cras si trova all’interno dell’Oasi "Bosco WWF di Vanzago", a circa 20 km da Milano, ed è attivo dal 1995, operando 365 giorni all’anno. Questa struttura è diventata un punto di riferimento per la fauna selvatica del Nord Italia, accogliendo ogni anno oltre 4.000 animali in difficoltà, di cui più della metà viene reintrodotta con successo nel loro habitat naturale.

Il Cras è dotato di strutture avanzate per l’accoglienza, la cura e la riabilitazione degli animali, con un laboratorio clinico e chirurgico, voliere di varie dimensioni, e un grande recinto faunistico di un ettaro. Gli animali che giungono al centro non provengono solo dai boschi circostanti, ma anche da diverse aree del Nord Italia, grazie alla sensibilità delle persone che si preoccupano per la natura. Sebbene il centro accolga una grande varietà di specie, dai ricci ai caprioli, la maggior parte degli ospiti sono volatili, come rondoni, merli e gufi.

Nel recente rilascio, tre gheppi e uno sparviere sono stati reintrodotti nel Parco GruBrìa, un'area che offre l'habitat ideale per questi piccoli rapaci. Il parco, con le sue ampie zone boschive e di campagna, è perfetto per garantire la loro sopravvivenza e favorire la biodiversità. Il rilascio di questi esemplari rientra in un più ampio sforzo di conservazione, che mira a proteggere la fauna locale e a sensibilizzare il pubblico sull'importanza della salvaguardia dell'ambiente.

domenica 2 novembre 2014

Grazie al WWF nuovi ali solcano i cieli lecchesi

Gheppio (Falco tinnunculus)
Una giornata “spesa” per la natura quella di domenica 2 novembre per gli attivisti del WWF Lecco, impegnati nell’area protetta del Parco Regionale del Monte Barro con il rilascio di alcuni rapaci (tre sparvieri e un gheppio) e settanta passeriformi: sei cesene, quindici merli, sei tordi sasselli e quarantatre tordi bottacci, che gli attivisti del WWF Lecco hanno restituito alla vita libera.

Liberazione di sparvieri (Accipiter nisus)
I rapaci sono stati tutti recuperati nelle scorse settimane con ferite da arma da fuoco e curati dai veterinari del CRAS WWF Valpredina per l’estrazione dei pallini di piombo conficcati nello sterno, alcuni con lesioni alle zampe o alle ali. Animali protetti dalla legislazione italiana ed europea ma ugualmente vittime di cacciatori senza scrupoli.

Liberazione di tordi
Per quanto riguarda invece i passeriformi sono tutti uccelli da richiamo oggetto di sequestro dell’Autorità Giudiziaria perché detenuti illegalmente. La barbara pratica dei richiami vivi sopravvive ormai in poche regioni italiane, tra cui purtroppo la Lombardia. Nelle scorse settimane anche il Veneto ha detto basta, chiudendo tutti i roccoli di cattura e piegandosi finalmente alle norme europee che vietano la cattura degli uccelli con le reti. Ancora più recente, del 30 ottobre scorso, la diffida del Ministro per gli affari regionali alla Regione Emilia Romagna per lo stop agli impianti di cattura entro quindici giorni dall’atto (e quindi entro la metà di novembre). È solo questione di tempo e di maturazione della coscienza civile perché finalmente anche in Lombardia si arrivi alla chiusura e alla definitiva abolizione della caccia con utilizzo di richiami vivi, una delle tante “tradizioni” di violenza indegne di un paese civile.

Tordo sassello appena liberato
L’evento di liberazione è stato seguito da una piccola folla dove spiccava la presenza di tanti bambini, ammirati dallo sguardo dei rapaci e dal canto dei tordi, e chiusa con la liberazione di un simpatico riccio che si è subito avviato verso il bosco per cercare un riparo dove trascorrere il letargo invernale.

Reintroduzione in natura di un riccio
La giornata proposta dal WWF Lecco rientra nell’ambito della campagna internazionale del WWF “STOP ai Crimini di Natura” (per saperne di più e sostenere l’iniziativa: bit.ly/criminidinatura) che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sulle numerose emergenze ambientali: distruzione illegale di habitat, prelievo e commercializzazione di specie selvatiche, taglio illegale delle foreste, pesca illegale, estrazione illegale di risorse minerarie e più in generale prelievo e uso di risorse naturali, fra cui lo scarico illegale di rifiuti tossici: sono questi i Crimini di Natura che stanno mettendo a rischio le sorti del nostro Pianeta.

Illustrazione della campagna WWF "Stop ai Crimini di Natura"
Si tratta di azioni, come quella del bracconaggio di specie di uccelli protetti, che ignorano e calpestano le leggi che le comunità nazionali e internazionali si sono date per preservare questo pianeta e la nostra esistenza.  Un vero e proprio saccheggio illegale di natura che produce localmente sofferenza, povertà e soprusi e che vale 213 miliardi di dollari all’anno, come denunciato dall’Unep (il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e dall’Interpol. Tra questi, il solo traffico di specie, che fa viaggiare da un continente all’altro avorio, corni di rinoceronte, pelli e legname, alimenta un giro di affari di 23 miliardi di dollari all’anno, ed è il 4° mercato illegale mondiale dopo droga, armi e esseri umani.

I crimini ambientali negano diritti umani, sicurezza, pace e sviluppo: sconfiggerli è la nuova vera sfida per la conservazione di questo pianeta e per il benessere delle generazioni future.

Intanto nuove ali solcano i cieli lecchesi, segno concreto dell’impegno del WWF sul territorio.

Foto: Archivio WWF Lecco

Per essere aggiornati sulle attività del WWF Lecco: http://wwf.lecco.it/mailing-list.html

sabato 1 novembre 2014

Il WWF Lecco reintroduce in natura quattro rapaci e un centinaio di passeriformi

L'involo del gheppio (Falco tinnunculus)

Domenica 2 novembre 2014, nell’area protetta del Parco Regionale Monte Barro, il WWF Lecco reintroduce in natura quattro rapaci e un centinaio di passeriformi.
 

L’attività rientra nella campagna internazionale del WWF “STOP ai Crimini di Natura”.

Distruzione illegale di habitat, prelievo e commercializzazione di specie selvatiche, taglio illegale delle foreste, pesca illegale, estrazione illegale di risorse minerarie e più in generale prelievo e uso di risorse naturali, fra cui lo scarico illegale di rifiuti tossici: sono questi i Crimini di Natura che stanno mettendo a rischio le sorti del nostro Pianeta.

Si tratta di azioni che ignorano e calpestano le leggi che le comunità nazionali e internazionali si sono date per preservare questo pianeta e la nostra esistenza.  Un vero e proprio saccheggio illegale di natura che produce localmente sofferenza, povertà e soprusi e che vale 213 miliardi di dollari all’anno, come denunciato dall’Unep (il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e dall’Interpol.

Tra questi, il solo traffico di specie, che fa viaggiare da un continente all’altro avorio, corni di rinoceronte, pelli e legname, alimenta un giro di affari di 23 miliardi di dollari all’anno, ed è il 4° mercato illegale mondiale dopo droga, armi e esseri umani.

Liberazione dello sparviero (Accipiter nisus)
I crimini ambientali negano diritti umani, sicurezza, pace e sviluppo: sconfiggerli è la nuova vera sfida per la conservazione di questo pianeta e per il benessere delle generazioni future. Scegli da che parte stare.


COSA FA IL WWF IN ITALIA

L’Italia è un Paese ad alto tasso  di illegalità e criminalità ambientale, ma anche il Paese in Europa a più alto  tasso di “ricchezza di biodiversità”.

Oltre ad attivare ogni anno centinaia  di azioni legali, giudiziarie e di lobby , finalizzate all’applicazione ed al rispetto delle leggi internazionali,  europee ed italiane sulla tutela dell’ambiente, della Natura e della fauna selvatica , il WWF Italia da oltre 30 anni ha creato dei Centri di Recupero Animali Selvatici (CRAS) e Centri di Recupero Animali Selvatici Esotici(CRASE): veri e propri Pronto Soccorso che ogni anno accolgono migliaia di animali in difficoltà.
Ogni giorno vengono curati nei CRAS aironi, cicogne, gru, ricci, ghiandaie, caprioli, tassi, poiane, civette, lupi, aquile... Sono feriti da fucili da caccia, dai bocconi avvelenati, dall'impatto con automobili o con i fili dell'alta tensione. Spesso sono vittima delle trappole dei bracconieri. Sono anch’essi vittime dei Crimini di Natura.

Liberazione di poiana (Buteo buteo)
Il CRAS WWF Valpredina, in provincia di Bergamo, è una struttura realizzata dal WWF Italia che ha lo scopo di recuperare animali selvatici feriti o in difficoltà per curarli e rimetterli in libertà.
 

LA COLLABORAZIONE WWF LECCO - CRAS WWF VALPREDINA

Da sempre, anche per la “vicinanza” territoriale, il WWF Lecco collabora in vari modi con il CRAS WWF Valpredina. I fondi raccolti grazie alle numerose iniziative messe in campo dall’Associazione lecchese hanno contribuito negli ultimi anni all’acquisto di materiali sanitari per il Centro piuttosto che alla costruzione di nuove voliere per la fauna selvatica in cura.

Scopo dei CRAS è infatti il recupero della fauna ferita o in difficoltà, con l’obiettivo primario, quando possibile, della reintroduzione in natura. In più occasioni uccelli colpiti dalle fucilate di cacciatori-bracconieri nelle province di Lecco, Bergamo e Brescia, aree che fanno appunto riferimento al CRAS WWF di Valpredina, sono stati oggetto di riabilitazione e della successiva liberazione nella nostra provincia.

Nello specifico la giornata di domenica 2 novembre è prevista la liberazione di tre sparvieri e un gheppio, piccoli rapaci ricoverati nelle ultime settimane al CRAS per ferite da arma da fuoco, e di un centinaio di tordi, merli e cesene, uccelli da richiamo detenuti illegalmente da cacciatori e oggetto di sequestro e confisca da parte dell'autorità giudiziaria a seguito di attività di vigilanza delle guardie venatorie. L’appuntamento, previsto per la tarda mattinata intorno alle 11, è nell’area sottostante il parcheggio Baita degli Alpini sulla strada che da Galbiate sale verso il Monte Barro.

Liberazione di poiana (Buteo buteo)
La scelta dell’area non è casuale, soprattutto in questo periodo dell’anno in cui è aperta la caccia: il territorio della provincia di Lecco è soggetto a una pressione venatoria meno impattante rispetto a quelle di Bergamo e Brescia, presenta ancora zone critiche ma offre anche angoli di protezione della fauna come l'area del Parco Monte Barro; la liberazione all’interno del Parco è un’ulteriore piccola chance per cercare di offrire le condizioni migliori, e meno pericolose, per la reintroduzione in natura di questi nostri amici con le ali che stanno affrontando il lungo viaggio della migrazione autunnale dal nord Europa e dalla Russia verso le regioni di svernamento del Mediterraneo. Rapaci e passeriformi devono infatti superare, oltre alle difficoltà del viaggio legate alle avversità meteorologiche e del territorio sorvolato, anche le canne dei fucili da caccia, lungo tutto il loro tragitto. In particolare nei punti strategici del transito e della sosta, come i valichi montani e le zone umide, è ancora consentito sparare e sotto i colpi dei cacciatori e dei bracconieri cadono spesso anche specie particolarmente protette.

La liberazione degli animali faticosamente riabilitati al volo dall'amore e dalle cure dei veterinari dei CRAS WWF Valpredina è un grande gesto simbolico per restituire alla natura e a tutti noi ciò che si è stupidamente tentato di sottrarre per il divertimento di pochi.

Foto: archivio WWF Lecco

lunedì 25 novembre 2013

Sabato 30 novembre il WWF Lecco ritorna in piazza per i tavoli di raccolta fondi in occasione del Natale


Grazie alla rinnovata collaborazione con ICAM, il WWF propone anche quest’anno il cioccolato certificato “Organic Fairtrade”: a fronte di una piccola offerta per il WWF, sarà possibile ritirare una delle confezioni proposte dal WWF Lecco contenente due tavolette da 100grammi, una al latte e una fondente, dimostrando una doppia attenzione per l'ambiente: per la preferenza riservata a un prodotto puro, equosolidale e incredibilmente buono... e per il fatto che tutto il ricavato della raccolta fondi sarà interamente utilizzato per i fini istituzionali e la mission del WWF.

In particolare il ricavato di quest’anno sarà destinato al CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) dell’OASI WWF di Valpredina (BG) e contribuirà alla realizzazione di due voliere: una per il recupero di piccoli rapaci e l’altra per anatre e uccelli limicoli.
Il CRAS Valpredina è una struttura realizzata dal WWF Italia che ha lo scopo di recuperare animali selvatici feriti o in difficoltà per curarli e rimetterli in libertà.

Altri appuntamenti con i tavoli WWF-ICAM sono previsti a Merate e a Lecco per i weekend  14/15 e 21/22 dicembre. Maggiori informazioni sono disponibili nell’area News del sito WWF Lecco.

martedì 19 novembre 2013

Grazie al WWF nuove ali solcano i cieli lecchesi

Lo stagno di Prà Pozzetto
Un’intera giornata “spesa” per la natura quella di sabato 16 novembre per gli attivisti del WWF Lecco, impegnati in una serie di attività all’interno dell’area protetta del Parco Regionale del Monte Barro.

Suddivisi in gruppi e coordinati dal vicepresidente dell’Associazione, Raoul Manenti, la mattina è stata dedicata a tre distinte attività:
  • monitoraggio delle casette per insetti posizionate in primavera in quattro diversi punti all’interno dell’area protetta. Il progetto, denominato BarroBugBox, gode del contributo dell’associazione di apicoltura Apilombardia, per favorire la presenza e la diffusione di insetti impollinatori;
  • campionamento dei macroinvertebrati in alcuni ruscelli, nell’ambito del progetto per la tutela del Gambero di fiume;
  • manutenzione naturalistica dello stagno di Prà Pozzetto;
Proprio nell’area di Prà Pozzetto, nel cuore del Parco del Monte Barro, il momento più emozionante della giornata con il rilascio di alcuni rapaci (tra cui una poiana, tre gheppi e uno sparviere), che gli attivisti del WWF Lecco hanno restituito alla vita libera.

Poiana
Gheppio
Sparviere
Erano stati ritrovati feriti, centrati da colpi di fucili da caccia e recuperati con i pallini di piombo conficcati nello sterno, alcuni con lesioni alle zampe o alle ali. Animali protetti dalla legislazione italiana ed europea ma ugualmente vittime di cacciatori senza scrupoli che il più delle volte, dopo averli presi a fucilate, li abbandonano agonizzanti in quanto il rischio di essere sorpresi con un esemplare abbattuto è troppo alto...
Dopo lunghe cure e terapie riabilitative presso il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) dell’Oasi WWF di Valpredina (BG), hanno ripreso il volo dalle pendici del Monte Barro, in una bella giornata autunnale, seguiti dagli sguardi ammirati di numerosi presenti all’evento.

Nel pomeriggio, in un luogo più idoneo nei pressi del lago di Annone, la liberazione di uno splendido gufo di plaude, vittima di avvelenamento e anch’esso recuperato al volo dalle cure dei veterinari del CRAS WWF.

Gufo di palude


A seguire il Consiglio Direttivo dell’Associazione e gli attivisti si sono riuniti per una prima programmazione delle attività 2014. Tante le idee, dai corsi naturalistici al monitoraggio delle specie aliene, dalle tradizionali uscite alla ricerca della salamandra nera al progetto di un giardino per farfalle, alle possibili sinergie con aziende agricole e produttori locali per la promozione di cibi a kilometro zero... oltre alla quotidiana attenzione per la tutela del territorio lecchese e della sua naturalità.

“Le idee non ci mancano –dice il presidente Lello Bonelli- la loro possibile realizzazione dipenderà poi da tempo, risorse, e soprattutto dalle persone che ci vorranno dare una mano a concretizzarle. Ma giornate di impegno come quella di oggi e la presenza di tanti attivisti e persone che per la prima volta sono venute a conoscerci sono un segnale positivo per la continuità e la crescita dell’Associazione.”

Intanto nuove ali solcano i cieli lecchesi, segno concreto dell’impegno del WWF sul territorio.