Visualizzazione post con etichetta Arturo Lanzani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Arturo Lanzani. Mostra tutti i post

sabato 19 settembre 2026

Dal Parco GruBrìa al nuovo Parco regionale: una rete verde per la Brianza che resiste al cemento

2.150 ettari, 11 Comuni e circa 10 chilometri di sistema fluviale: la prospettiva del nuovo Parco regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale è un passo che il blog Brianza Centrale ha sempre auspicato.

 


Ci sono notizie che meritano di essere raccontate non soltanto per quello che annunciano, ma anche per il percorso che le ha rese possibili. È il caso della Conferenza programmatica per l'istituzione del Parco regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale, svoltasi il 16 settembre 2026 nella sede del PLIS GruBrìa a Nova Milanese. La prospettiva ci interessa particolarmente perché va nella direzione che il blog Brianza Centrale ha sostenuto e auspicato da anni: rafforzare la tutela degli spazi aperti della nostra parte di Brianza, superando la frammentazione amministrativa e territoriale e mettendo in relazione boschi, aree agricole, corsi d'acqua, parchi, percorsi ciclabili e aree naturali.

Non è quindi una novità che guardiamo con favore. È piuttosto un nuovo capitolo di una storia che seguiamo da tempo. Il percorso può essere letto attraverso alcune tappe. Prima c'è stato il sostegno al Parco Brianza Centrale, quando la difesa degli spazi aperti passava soprattutto attraverso la costruzione di parchi locali. Poi è arrivata la proposta di un ampliamento verso est con il progetto del Parco Almasolis, nella prospettiva di creare una maggiore continuità tra le aree verdi della Brianza centrale. Successivamente, con l'unione con il Parco del Grugnotorto e del Villoresi, è nato il PLIS GruBrìa, mettendo insieme territori e amministrazioni in un sistema di tutela più ampio. 
Oggi si apre la prospettiva della regionalizzazione. Sono passaggi diversi, ma legati da una stessa idea: in una delle aree più densamente urbanizzate della Lombardia, le aree verdi rimaste non possono essere considerate semplicemente come vuoti tra un edificio e l'altro. Sono una parte fondamentale del territorio. E proprio per questo devono essere messe in rete, protette e possibilmente ampliate.

La proposta del nuovo Parco regionale interessa 2.150 ettari, coinvolge 11 Comuni e comprende circa 10 chilometri di sistema fluviale, considerando Seveso e Tarò. I Comuni interessati sono Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Desio, Giussano, Lissone, Meda, Muggiò, Nova Milanese, Paderno Dugnano, Seregno e Varedo. Circa 1.830 ettari sono già compresi nel PLIS GruBrìa, mentre altri 320 ettari sono oggi privi di protezione. Questi numeri sono importanti. Ma lo è ancora di più il principio che sta dietro alla proposta: mettere insieme territori che fino a oggi sono stati spesso considerati separatamente. Perché la natura non segue i confini comunali. Un corridoio ecologico non si interrompe perché cambia il Comune. Un corso d'acqua non diventa un altro corso d'acqua quando attraversa una strada provinciale. Un'area agricola non perde il proprio valore ambientale perché si trova a pochi metri dal confine amministrativo di un altro territorio. E nemmeno il problema del consumo di suolo si ferma davanti ai cartelli che indicano l'ingresso in un nuovo Comune.

La Brianza del cemento ha bisogno di una rete verde. È una considerazione particolarmente importante in un territorio come quello brianzolo. Qui la trasformazione del territorio è stata intensa e continua: nuove strade, insediamenti produttivi e commerciali, espansioni residenziali, infrastrutture e grandi opere hanno progressivamente frammentato gli spazi aperti. Anche per questo, quando si parla di tutela, non basta più ragionare per singole “oasi”. Occorre costruire connessioni.

Il comunicato del GruBrìa parla esplicitamente di una nuova “infrastruttura verde per la Brianza centrale”. È un'espressione che ci sembra particolarmente significativa. Perché per decenni abbiamo considerato infrastruttura quasi esclusivamente ciò che viene costruito: strade, svincoli, ferrovie, capannoni, parcheggi. Oggi dovremmo imparare a considerare infrastruttura anche ciò che non dobbiamo costruire, ma conservare e collegare.

  • Un bosco.
  • Un campo.
  • Un fontanile.
  • Un corso d'acqua.
  • Un corridoio ecologico.
  • Un percorso ciclabile.
  • Un parco urbano collegato a un'area agricola.

Tutti elementi che, se isolati, hanno un valore. Ma che possono averne uno molto maggiore quando diventano parti di una rete.

La proposta individua alcuni assi fondamentali: il sistema nord-sud del Seveso, della Ciclovia Mi-Me e della dorsale VeloVal (mobilità ciclabile lungo la SS36), le connessioni trasversali del Canale Villoresi e della Greenway, oltre alla rete di percorsi pedonali e ciclabili. Non si tratta quindi soltanto di delimitare un perimetro. L'ambizione dichiarata è quella di mettere a sistema ciò che già esiste e di intervenire dove le connessioni sono interrotte. È un'impostazione che riteniamo particolarmente importante. Perché uno dei problemi della Brianza contemporanea è proprio la frammentazione: aree verdi separate da strade, ferrovie e urbanizzazioni; corsi d'acqua confinati e spesso poco accessibili; percorsi ciclabili che terminano davanti a una strada; aree agricole rimaste isolate dentro un territorio sempre più costruito. Il nuovo Parco potrebbe diventare uno strumento per affrontare proprio questo problema.

Il territorio interessato dalla proposta dispone già di un patrimonio ambientale tutt'altro che trascurabile. Il comunicato parla di circa 100 ettari di boschi pubblici, cinque specchi d'acqua, un torrente, un articolato reticolo irriguo e oltre 200 specie di vertebrati. Sono numeri che aiutano a cambiare prospettiva. La Brianza centrale non è soltanto quella delle strade trafficate, dei capannoni, delle aree commerciali e delle nuove infrastrutture. Esiste anche una Brianza verde, spesso frammentata e poco conosciuta, che proprio per questo rischia di essere considerata sacrificabile. Il Parco può contribuire a renderla riconoscibile. E soprattutto a renderla più difficile da sacrificare.

Questa riflessione assume un significato ancora maggiore mentre il territorio continua a essere interessato da grandi trasformazioni infrastrutturali. La vicenda della Pedemontana, con i suoi cantieri, le nuove infrastrutture, le opere connesse e la conseguente trasformazione di aree agricole e naturali, ci ricorda quanto sia concreto il problema della frammentazione territoriale. Non è necessario ripetere qui tutte le osservazioni che il blog Brianza Centrale ha fatto negli anni. Ma proprio per questo riteniamo importante che, accanto alle grandi infrastrutture viarie, venga costruita e rafforzata anche un'altra infrastruttura: quella ecologica e paesaggistica. Una rete capace di garantire continuità agli spazi aperti.

  • Di collegare i parchi.
  • Di proteggere i corsi d'acqua.
  • Di conservare le aree agricole.
  • Di recuperare quelle degradate.
  • Di creare percorsi per la mobilità dolce.
  • Di ridurre, dove possibile, gli effetti della frammentazione e delle isole di calore.

In altre parole: se il territorio viene continuamente trasformato, deve esistere anche una politica altrettanto forte per ciò che vogliamo conservare.

Nel comunicato del GruBrìa compare un'altra espressione interessante: “tutela attiva”. Il presidente Arturo Lanzani spiega: «Tutela attiva del territorio significa che il Parco regionale potrà con maggiore forza materializzare progetti, potenziare risorse, incrementare il benessere delle comunità». È un concetto condivisibile, a condizione che “tutela attiva” non significhi semplicemente realizzare nuovi interventi, ma prima di tutto dare valore a ciò che ancora esiste. Il progetto indica infatti obiettivi che vanno nella direzione del recupero e della riqualificazione: aree degradate o abbandonate, patrimonio rurale e storico, reticolo idrico, forestazione, corridoi ecologici, contrasto alle isole di calore. Sono tutti temi che, in un territorio densamente urbanizzato, hanno una relazione diretta con la qualità della vita delle persone.

Un parco non è soltanto un confine. È forse questo il punto fondamentale. Il nuovo Parco regionale non dovrebbe essere visto semplicemente come un nuovo perimetro sulla carta. La sua efficacia dipenderà da quello che quel perimetro consentirà di fare.

  • Dalla capacità di coordinare i Comuni.
  • Dalla disponibilità di risorse.
  • Dalla capacità di intervenire sulle aree degradate.
  • Dalla possibilità di creare connessioni dove oggi esistono interruzioni.
  • Dalla tutela effettiva delle aree agricole e naturali.

E anche dalla capacità di rendere questi luoghi più conosciuti e fruibili dalle persone.

Il comunicato parla di una rete nella quale “natura, paesaggio, agricoltura, storia e fruizione pubblica possano integrarsi”. È una prospettiva che condividiamo.

La Conferenza programmatica del 16 settembre è dunque un passaggio importante, ma non è ancora la nascita del nuovo Parco. Gli esiti della Conferenza costituiranno la base per il prosieguo dell'istruttoria regionale e per il successivo percorso amministrativo e legislativo necessario alla sua istituzione. È quindi adesso che occorrerà seguire con attenzione i prossimi passaggi. Da parte nostra continueremo a farlo. Perché, al di là delle diverse denominazioni e dei diversi strumenti amministrativi, il filo conduttore è sempre lo stesso.

Parco Brianza Centrale. Parco del Grugnotorto e del Villoresi. GruBrìa. Parco regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale. Sono tappe di un percorso lungo, nel quale l'idea di fondo non è cambiata: difendere gli spazi aperti della Brianza centrale e metterli in relazione. Oggi quella prospettiva sembra fare un passo avanti. E, in un territorio sottoposto a una pressione urbanistica e infrastrutturale sempre maggiore, non è una questione secondaria. È una questione di futuro. Perché una Brianza sempre più costruita ha bisogno di boschi, campi, acqua, alberi, corridoi ecologici, paesaggio e spazi pubblici. E questi elementi, una volta perduti, non si possono ricostruire con la stessa facilità con cui si costruisce una strada. Per questo il percorso verso il nuovo Parco regionale merita di essere seguito e sostenuto.

venerdì 7 agosto 2026

Parco GruBrìa. Oltre cento persone alla scoperta del Meredo: una notte tra natura, pipistrelli e stelle


Le previsioni della vigilia sono state ampiamente superate. La visita guidata serale al Parco del Meredo (Seregno), organizzata dal Parco GruBrìa e presentata nei giorni scorsi anche su questo blog, ha richiamato nella serata di ieri oltre un centinaio di persone. Al punto di ritrovo, lungo la Strada vicinale del Merè Nord, erano presenti più di cento partecipanti; qualcuno ne ha contati oltre 120. Un successo che testimonia quanto sia forte il desiderio di conoscere e vivere il patrimonio naturale del nostro territorio.


Ad accogliere i partecipanti è stato il presidente del Parco GruBrìa, Arturo Lanzani, che ha aperto la serata con un intervento dedicato alla storia del parco e, in particolare, all'area del Meredo, protagonista della visita. Lanzani ha ricordato il percorso avviato per ottenere il riconoscimento del GruBrìa come Parco Regionale, un obiettivo importante per rafforzare la tutela di uno degli ultimi grandi spazi agricoli e naturali della Brianza, che tutti auspichiamo possa essere raggiunto al più presto. Ma ha anche richiamato l'attenzione sulle minacce che continuano a gravare su questo territorio: la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra su suolo agricolo, il progetto del cosiddetto "salto del montone" ferroviario e la proposta di localizzare un nuovo ospedale nell'area del Dosso di Seregno. Non è stato un intervento di circostanza. Nelle sue parole emergevano passione, senso di responsabilità e un profondo legame personale con questi luoghi, quelli dove, da bambino, andava a giocare dopo essere uscito dalla vicina scuola. Un racconto autentico, molto apprezzato dai presenti e particolarmente significativo anche per noi, che da anni ci battiamo perché questo territorio venga tutelato e perché il GruBrìa possa ottenere il riconoscimento di Parco Regionale.


Terminata la presentazione, il gruppo si è incamminato lungo la strada in calcestre che conduce nel cuore del parco, accompagnato dal naturalista Matteo Siesa. Qui, grazie ai bat detector, strumenti capaci di trasformare gli ultrasuoni emessi dai pipistrelli in suoni udibili dall'orecchio umano, è stato possibile "ascoltare" la presenza di questi preziosi mammiferi, spesso invisibili ma fondamentali per l'equilibrio degli ecosistemi. L'escursione è stata anche l'occasione per conoscere meglio la fauna che popola il parco nelle ore notturne e per osservare l'ambiente con uno sguardo diverso da quello abituale.

Dopo aver percorso alcuni sentieri immersi nella vegetazione, il gruppo ha raggiunto un grande prato dove attendeva Federico "Billy" De Meglio, astrofilo dell'associazione Cose dell'Astromondo, con due telescopi già puntati verso il cielo: uno predisposto con l'oculare ad altezza dei bambini, l'altro per gli adulti.


Spente le torce, abbassati gli schermi dei telefoni e lasciando che gli occhi si abituassero gradualmente al buio – per quanto possibile in un'area inevitabilmente interessata dall'inquinamento luminoso – è iniziata una coinvolgente lezione di astronomia. Con un linguaggio semplice e accessibile, Billy ha guidato i presenti alla scoperta del cielo estivo, illustrando le principali costellazioni e stelle visibili in questo periodo: l'Orsa Maggiore, la Stella Polare, il Grande Carro, Vega, Deneb e Altair. Non sono mancati alcuni avvistamenti di stelle cadenti e il passaggio di satelliti artificiali, osservati con curiosità da grandi e piccoli.

La serata si è conclusa intorno alle 23.30 con il rientro verso il punto di partenza. Proprio durante il ritorno alcuni partecipanti hanno fatto notare un aspetto che spesso passa inosservato: all'interno del parco la temperatura era sensibilmente più bassa rispetto alla vicina strada asfaltata. Una dimostrazione concreta di uno dei tanti servizi ecosistemici che queste aree verdi offrono quotidianamente anche ai centri abitati circostanti.


L'elevata partecipazione a questa iniziativa lancia un messaggio chiaro. In un territorio tra i più urbanizzati della Lombardia, le persone riconoscono il valore di un parco come il GruBrìa e desiderano conoscerlo, frequentarlo e proteggerlo. È un segnale che non dovrebbe passare inosservato. Chi ha responsabilità nelle scelte di pianificazione del territorio farebbe bene ad ascoltare questa domanda di tutela che arriva con forza dai cittadini. Perché il futuro del Parco GruBrìa non riguarda soltanto la conservazione della natura, ma anche la qualità della vita delle comunità che vivono attorno ad esso.

sabato 4 luglio 2026

Caldo record in Brianza: il Parco GruBrìa rilancia l'allarme. Difendere il verde significa difendere la salute

Rilevazione alle ore 16:00 del 29/06/2026 - (fonte MeteoRed Italia)

Le temperature eccezionali che stanno investendo la Brianza non rappresentano più un'anomalia, ma l'anticipazione di un futuro già iniziato. Giornate con picchi vicini ai 40 gradi, notti tropicali sempre più frequenti, lunghi periodi di siccità alternati a nubifragi violenti: il cambiamento climatico sta modificando profondamente il territorio brianzolo e impone un ripensamento delle politiche urbanistiche e ambientali.

È il messaggio che il Parco GruBrìa lancia con forza attraverso un articolato comunicato dedicato alle recenti ondate di calore. Un appello che Brianza Centrale condivide pienamente, perché mette al centro una questione spesso sottovalutata: la tutela del verde non è un tema paesaggistico né un lusso per ambientalisti, ma una vera politica di salute pubblica e di adattamento climatico.

Il Parco ricorda come boschi, prati, alberature e suoli permeabili costituiscano una vera e propria infrastruttura naturale capace di mitigare gli effetti delle ondate di calore. Nelle aree ricoperte da asfalto e cemento, infatti, le temperature superficiali possono raggiungere i 50 °C, mentre nei prati e nei boschi il terreno mantiene valori vicini alla temperatura dell'aria. Una differenza di oltre venti gradi che incide direttamente sul benessere delle persone.

Ma gli ecosistemi fanno molto di più: raffrescano l'aria attraverso l'evapotraspirazione, assorbono anidride carbonica, migliorano la qualità dell'aria, favoriscono l'infiltrazione delle acque piovane e contribuiscono alla conservazione della biodiversità. Sono servizi ecosistemici indispensabili proprio mentre il clima rende sempre più frequenti sia le ondate di calore sia gli eventi meteorologici estremi.

Il comunicato richiama anche i dati più recenti dell'Osservatorio meteo-climatico di BrianzAcque, che confermano una tendenza ormai evidente.

Dopo un aprile più caldo di circa due gradi rispetto alla media climatica e caratterizzato da precipitazioni dimezzate, il mese di maggio ha registrato temperature eccezionali, culminate con i 34 °C misurati a Seregno il 27 maggio e una notte tropicale record con una minima di 22,9 °C. Il calore accumulato si è poi trasformato, nei primi giorni di giugno, in violenti temporali con oltre 100 millimetri di pioggia caduti in poche ore in alcune zone, mentre per tutto giugno le centraline di ARPA Lombardia hanno registrato temperature ben superiori alle medie stagionali, con punte prossime ai 40 °C.

Una situazione aggravata da un altro dato strutturale: la Brianza è una delle aree più urbanizzate d'Italia. Nei comuni del Parco GruBrìa oltre la metà del suolo risulta ormai consumata, riducendo drasticamente la capacità del terreno di assorbire l'acqua e aumentando sia il rischio di allagamenti sia l'effetto "isola di calore" nelle aree urbane.

Per il Parco la risposta non può limitarsi alla conservazione di ciò che rimane. Occorre una vera rigenerazione ecologica del territorio: più forestazione urbana, nuovi boschi, incremento delle alberature, recupero dei prati, rafforzamento dei corridoi ecologici e una diffusa deimpermeabilizzazione delle superfici artificiali.

Una strategia perfettamente coerente con gli indirizzi europei e con gli obiettivi della Strategia di Transizione Climatica aGREENment, che individua proprio nelle infrastrutture verdi uno degli strumenti principali per adattare i territori ai cambiamenti climatici.

Particolarmente significativo è il richiamo del presidente del Parco GruBrìa, Arturo Lanzani, che sintetizza con chiarezza la posta in gioco.

"La crisi climatica ci impone un cambio di paradigma. Le immagini delle temperature registrate in questi giorni dimostrano con evidenza quanto il sistema dei parchi e delle aree verdi rappresenti una vera infrastruttura climatica per l'intera Brianza."

Lanzani invita ad abbandonare una visione del verde come semplice elemento decorativo.

"Il verde non è un elemento accessorio del territorio, ma una componente essenziale della salute pubblica. Salvaguardare e ampliare il capitale naturale significa costruire comunità più sicure, più resilienti e più vivibili."

E individua con precisione le priorità per il futuro.

"Oggi non basta più difendere il verde esistente: occorre ridurre il consumo di suolo, aumentare la forestazione urbana e restituire permeabilità alle nostre città, affinché siano in grado di affrontare sia le ondate di calore sia gli eventi meteorologici estremi che il cambiamento climatico rende sempre più frequenti."

Le parole del presidente del Parco GruBrìa dovrebbero entrare stabilmente nel dibattito pubblico brianzolo. Per troppo tempo il verde è stato considerato un ostacolo allo sviluppo o una risorsa sacrificabile di fronte a nuove urbanizzazioni e infrastrutture. Oggi la crisi climatica dimostra esattamente il contrario.

Ogni bosco preservato, ogni prato salvato dal cemento, ogni nuovo albero piantato rappresentano un investimento sulla salute collettiva, sulla sicurezza delle città e sulla qualità della vita. In un territorio tra i più densamente urbanizzati d'Europa, il sistema dei parchi non è un lusso, ma un'infrastruttura strategica capace di offrire servizi che nessuna opera artificiale può sostituire con la stessa efficacia.

domenica 14 giugno 2026

🌳 Più natura, più salute: il nuovo Parco Regionale del Seveso prende forma


Durante l’evento di lancio di aGREENment è stata presentata anche la richiesta di istituzione del nuovo Parco Regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale.

Un progetto ambizioso, già approvato da 11 Comuni senza voti contrari, che rappresenta un passo fondamentale per affrontare la sfida climatica e migliorare la qualità della vita.

Piana del Novale - Nova Milanese

“Fare parco in questo territorio significa non solo salvaguardare la biodiversità, ma affrontare un problema di salute pubblica”
ha dichiarato Arturo Lanzani, Presidente del PLIS GruBrìa.

Un percorso che il blog Brianza Centrale sostiene da sempre.
Fin dalla sua nascita nel 2009, il blog si è impegnato per la salvaguardia del territorio oggi al centro di questo progetto. Non è un caso che, ieri come oggi, rappresenti la voce del Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale, oggi parte integrante del GruBrìa.

Paderno Dugnano - Oasi dei Gelsi

Il nuovo Parco nasce con una visione chiara:
🌿 tutelare e ampliare le aree verdi
🌿 rafforzare la biodiversità
🌿 contribuire alla salute pubblica
🌿 aumentare le aree protette in linea con gli obiettivi europei

Parco agricolo del Meredo - Seregno

Dopo oltre 20 anni, la Lombardia si prepara ad accogliere un nuovo Parco Regionale: una scelta strategica per un territorio più resiliente, sostenibile e vivibile.

martedì 14 aprile 2026

Parco GruBrìa: successo per la Giornata del Verde Pulito tra volontari e famiglie


Si è svolta con grande partecipazione la Giornata del Verde Pulito nel Parco GruBrìa, l’appuntamento annuale istituito da Regione Lombardia per sensibilizzare la cittadinanza alla cura del territorio.

Sono sei i Comuni del Parco che hanno aderito all’iniziativa: Cusano Milanino, Desio, Muggiò, Seregno, Varedo e Paderno Dugnano, che hanno organizzato l’attività per sabato 18 aprile. A Seregno, la giornata si è conclusa con la messa a dimora di una dozzina di alberi da frutto nell’area vicina agli orti pubblici di via Emilia.

Piantumazioni a Seregno

“Grande partecipazione di famiglie e cittadini, molti dei quali già impegnati tutto l’anno nella raccolta volontaria dei rifiuti”
, ha dichiarato il presidente del Parco GruBrìa, Arturo Lanzani.

Le "pulizie" a Varedo

Il presidente ha inoltre rivolto un ringraziamento a tutti i soggetti coinvolti: “Un grazie a tutti i partecipanti, alle associazioni del territorio, ai Comuni per il supporto organizzativo e agli amministratori locali che hanno contribuito attivamente all’iniziativa”.

Il gruppo di volontari a Cusano

Istituita nel 1991 con la legge regionale n. 14, la Giornata del Verde Pulito rappresenta un appuntamento consolidato che ogni anno coinvolge numerosi cittadini. “Un’iniziativa che contribuisce a rafforzare la consapevolezza dell’importanza di prendersi cura e tutelare gli spazi verdi di prossimità, oggi riconosciuti come un diritto fondamentale per la comunità”, ha aggiunto Lanzani.

L’appuntamento è rinnovato al prossimo anno, con la Giornata del Verde Pulito 2027.

giovedì 9 aprile 2026

Seregno. Ospedale al Dosso, progetto avanti o ancora fermo? Le versioni non coincidono


Il progetto del nuovo ospedale di riabilitazione al Dosso prende forma oppure è ancora alle fasi iniziali? A leggere le dichiarazioni di Asst Brianza e del sindaco Alberto Rossi apparse su "Il Giornale di Seregno" del 7/04/2026, emergono ricostruzioni non del tutto coincidenti sullo stato dell’iter e sul livello di confronto in corso.

Da un lato, il direttore generale di Asst Brianza, Carlo Alberto Tersalvi, parla di un percorso già avviato. «Con lo studio, qualche mese fa, abbiamo visto una prima ipotesi di layout che è servita a illustrare il progetto a Regione Lombardia», spiega, aggiungendo che si sta lavorando a una «release 2.0» del progetto «in accordo con il sindaco».

Parole che fanno pensare a un livello di elaborazione già concreto, anche alla luce dell’incarico da circa 170mila euro affidato a uno studio di architettura per sviluppare ulteriori approfondimenti progettuali.

Di segno diverso, però, la lettura del Comune. «Non è uno studio di fattibilità» precisa il sindaco Alberto Rossi, sottolineando come «non c’è nessuna procedura tecnica avviata» e che, ad oggi, «non è ancora stato richiesto da Asst un incontro con i tecnici del Comune su questo aspetto».

Una distanza che si riflette anche sul tema del confronto istituzionale. Se da un lato Asst parla di un lavoro che procede «in accordo con il sindaco», dall’altro il primo cittadino afferma che «con Asst non ci sono state interlocuzioni recenti».

Un elemento che solleva interrogativi sul reale livello di coordinamento tra i due enti, soprattutto in una fase che, almeno secondo Asst, avrebbe già prodotto una prima ipotesi progettuale utilizzata anche per interlocuzioni con Regione Lombardia.

Altro punto di possibile divergenza riguarda la localizzazione. Asst fa riferimento esplicito all’area del Dosso, all’interno del Parco Grubria, mentre il Comune mantiene una posizione più aperta: «Siamo disponibili a valutare tutte le ipotesi», spiega Rossi, citando anche possibili alternative, dalle aree dismesse private ad altre soluzioni nel perimetro del parco.

Su questo tema si inseriscono anche le osservazioni del presidente del Parco Grubria, Arturo Lanzani, che ha espresso perplessità sulla collocazione al Dosso. Una posizione che il sindaco richiama indirettamente quando parla della necessità di valutare opzioni diverse, mentre Asst tende a ricondurre il dibattito a un confronto tra opinioni.

Non mancano, tuttavia, elementi di convergenza. Comune e Asst condividono l’obiettivo di non perdere il presidio sanitario sul territorio.
«La soluzione peggiore è perdere il presidio», ribadisce Rossi, evidenziando l’importanza di mantenere un servizio pubblico considerato strategico a livello sovracomunale.

Resta però da chiarire un punto centrale: il progetto è già in una fase avanzata, come lasciano intendere le parole di Asst, oppure è ancora agli inizi, come sostiene l’amministrazione comunale?

sabato 4 aprile 2026

Fotovoltaico tra Desio e Bovisio, l’allarme di Lanzani: “Rischio disastro per il Parco GruBrìa”

Bovisio. Terreno agricolo dove è stato proposto uno degli impianti di fotovoltaico

Negli ultimi mesi il Parco Grubria è finito al centro di una crescente pressione: con la Pedemontana già in fase di realizzazione e le relative opere in corso, con i progetti di impianti fotovoltaici a terra tra Desio e Bovisio in fase avanzata di valutazione, e con la proposta di un nuovo ospedale a Seregno in località Dosso che inizia a delinearsi — interventi che, già presi singolarmente, risultano fortemente impattanti e difficilmente compatibili con un’area di così alto valore ambientale; considerati nel loro insieme, rischiano di diventare semplicemente insostenibili, compromettendo uno degli ultimi grandi spazi aperti della Brianza centrale.

A riportare con forza l’attenzione su questo scenario è anche Arturo Lanzani, presidente del Parco GruBrìa, che proprio in questi giorni, intervenendo sui progetti di impianti fotovoltaici a terra, ha lanciato un chiaro allarme, richiamando istituzioni e amministrazioni locali alla responsabilità di non compromettere un patrimonio territoriale di valore strategico.

Bovisio. Terreno agricolo dove è stato proposto uno degli impianti di fotovoltaico

L’area compresa tra Desio e Bovisio Masciago rappresenta infatti uno dei pochissimi corridoi verdi ancora esistenti tra il Parco delle Groane e quello della Valle del Lambro. Un sistema aperto che, già oltre vent’anni fa, era stato individuato come ambito prioritario per interventi di rinaturalizzazione, con la creazione di prati, boschi e percorsi fruibili. Tuttavia, a fronte dell’attività dell’inceneritore, le compensazioni ambientali previste non hanno mai trovato piena attuazione, lasciando incompiuto un progetto fondamentale per il territorio.

Oggi, proprio su queste aree, si concentrano nuove pressioni.

Il caso più evidente riguarda i progetti di impianti fotovoltaici a terra. Le ipotesi in campo coinvolgono superfici molto estese, comprese aree agricole ancora integre e zone interne al Parco. Si tratta di interventi che, per dimensioni e localizzazione, comportano un consumo diretto di suolo e una trasformazione profonda del paesaggio.

Bovisio - Desio: localizzazione di massima degli impianti di fotovoltaico

Il nodo non è la contrarietà alle energie rinnovabili, ma la loro collocazione. In un territorio già segnato da impermeabilizzazione diffusa, isole di calore e scarsità di spazi aperti, coprire ulteriori superfici con impianti a terra significa aggravare criticità ambientali esistenti: aumento delle temperature locali, perdita della capacità drenante del suolo, sottrazione di aree agricole e riduzione degli spazi fruibili dai cittadini.

Per questo, la posizione espressa dal Parco non è un rifiuto ideologico, ma una richiesta precisa: evitare l’utilizzo di suolo agricolo e aree di valore ecologico, privilegiando invece ambiti già compromessi. Una linea che consentirebbe di conciliare produzione energetica e tutela del territorio.

Ma il quadro complessivo è ancora più complesso.

Alla pressione degli impianti fotovoltaici si aggiungono infatti il progetto della Pedemontana, con compensazioni ambientali ancora da definire, e le prospettive legate all’inceneritore, tra ipotesi di ampliamento e aumento delle attività connesse. Elementi che, sommati, contribuiscono a un carico ambientale già oggi molto elevato.

A questo scenario si affianca la proposta di realizzare un nuovo ospedale a Seregno, in località Dosso, anch’essa interna al sistema del Parco: un intervento che comporterebbe un’ulteriore sottrazione di suolo in un’area già sottoposta a forti pressioni.

Il rischio, evidenziato con chiarezza, è quello di continuare a procedere per interventi separati, senza una valutazione complessiva degli effetti. Una modalità che porta inevitabilmente a una progressiva frammentazione ecologica e alla perdita di continuità degli spazi aperti.

Da qui la richiesta di un cambio di passo: serve un piano unitario, condiviso tra Parco GruBrìa, Provincia, Comuni ed enti coinvolti, capace di guardare al lungo periodo. Un piano che recuperi finalmente l’idea originaria di questo territorio: un grande sistema verde fatto di prati, boschi e percorsi ciclopedonali, in grado di restituire qualità ambientale e vivibilità.

La posta in gioco non riguarda solo la tutela del paesaggio, ma la salute e la qualità della vita dei cittadini. In un’area densamente urbanizzata come la Brianza centrale, ogni spazio aperto ha un valore strategico e non sostituibile.

Il Parco GruBrìa non può diventare il punto di accumulo di interventi incompatibili. La scelta è ormai evidente: o si investe davvero nella sua tutela e valorizzazione, oppure si accetta il rischio concreto di perderlo, pezzo dopo pezzo.

martedì 20 gennaio 2026

aGREENment: il Parco GruBrìa al centro della transizione climatica della Brianza urbana

Muggiò. Vista sul Resegone

Nel cuore di uno dei territori più urbanizzati della Lombardia, il Parco GruBrìa compie un passo decisivo verso il futuro climatico della Brianza. Con l’avvio ufficiale di aGREENment, la nuova Strategia di Transizione Climatica sostenuta da Fondazione Cariplo, il Parco si afferma non solo come infrastruttura verde, ma come attore politico, ambientale e sociale centrale nella risposta locale alla crisi climatica.


La Strategia nasce nell’ambito della quarta edizione della Call for Ideas “Strategia Clima”, promossa dal programma F2C – Fondazione Cariplo per il Clima, che ha selezionato aGREENment come una delle quattro nuove strategie finanziate a livello lombardo. Un riconoscimento di grande rilievo, che porta a dodici il numero complessivo di Strategie di Transizione Climatica sostenute dal 2020, per un investimento totale di quasi 18 milioni di euro.

Elemento distintivo di aGREENment è il ruolo del Parco GruBrìa come ente capofila, affiancato dai Comuni di Muggiò, Nova Milanese, Paderno Dugnano e Seregno, con la collaborazione di WWF Insubria e di una rete ampia di partner territoriali. In un contesto amministrativo spesso frammentato, la scelta di affidare il coordinamento a un parco locale assume un valore politico e simbolico forte: riconosce al GruBrìa la funzione di cerniera ecologica e istituzionale tra comuni, cittadini e territorio.

Il Parco GruBrìa, nato per tutelare e valorizzare uno dei pochi sistemi verdi continui della Brianza centrale, diventa così il luogo fisico e concettuale da cui far partire una strategia climatica integrata, capace di superare i confini comunali e affrontare problemi che, per loro natura, non conoscono barriere amministrative.

Nova Milanese. Piana del Novale

La Strategia si sviluppa su un’area di quasi 40 km², abitata da circa 150.000 persone, collocata nella fascia nord dell’area metropolitana milanese e nella provincia di Monza e Brianza. È un territorio segnato da criticità ambientali profonde e stratificate: consumo di suolo elevato, frammentazione ecologica, perdita di biodiversità, qualità dell’aria compromessa, problemi idraulici e idrici, isole di calore urbane sempre più intense, presenza di attività ad alto impatto energetico.

Gli effetti del cambiamento climatico non sono più una proiezione futura, ma una realtà quotidiana: eventi meteorologici estremi, allagamenti ricorrenti, ondate di calore che colpiscono in modo particolare anziani, bambini e persone fragili. In questo scenario, il Parco GruBrìa rappresenta una delle principali infrastrutture di resilienza territoriale, un presidio verde capace di mitigare gli impatti climatici e di offrire benefici ecosistemici fondamentali.

Allo stesso tempo, il territorio conserva importanti potenzialità: aree verdi periurbane, spazi agricoli residuali, una tradizione amministrativa dinamica e un tessuto sociale sempre più sensibile ai temi ambientali. aGREENment nasce proprio da questo equilibrio tra fragilità e risorse, con l’obiettivo di trasformare il Parco in motore di rigenerazione ecologica e sociale.

Il primo atto operativo della Strategia è la costituzione dell’Alleanza per il Clima del Parco GruBrìa, uno strumento di governance multilivello e partecipata, aperto a istituzioni pubbliche, terzo settore, imprese e cittadini. Non un semplice tavolo di confronto, ma un dispositivo pensato per rafforzare la capacità di azione collettiva del territorio e per ampliare progressivamente il partenariato, a partire dal coinvolgimento del Comune di Desio.

Attraverso questa Alleanza, il Parco GruBrìa si propone come spazio di coordinamento permanente, in cui politiche ambientali, sociali ed energetiche possano essere progettate e attuate in modo integrato.

Paderno Dugnano. Oasi dei Gelsi

La Strategia aGREENment si articola in 16 azioni, organizzate attorno a quattro assi strategici: mitigazione delle emissioni, adattamento climatico, sostenibilità dello sviluppo territoriale e rafforzamento della capacità di autosviluppo del sistema locale. Il valore complessivo degli interventi è di 3,13 milioni di euro, di cui oltre 1,54 milioni finanziati da Fondazione Cariplo, mentre la parte restante è garantita dal partenariato pubblico e dai soggetti coinvolti.

Entro il 2030, aGREENment punta a:
  • rafforzare la resilienza urbana e territoriale;
  • avviare Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali;
  • incrementare in modo significativo le superfici verdi e il capitale naturale;
  • migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici;
  • adattare spazi pubblici e scolastici agli impatti climatici;
  • promuovere una nuova strategia per il territorio agricolo, orientata alla sostenibilità ambientale, economica e sociale.
Molte di queste azioni trovano nel Parco GruBrìa il loro ambito naturale di sperimentazione, in particolare per quanto riguarda forestazione urbana, gestione delle acque, depavimentazione e connessione ecologica.

Seregno. Parco del Meredo

Come ha sottolineato il presidente del Parco GruBrìa, Arturo Lanzani, aGREENment non è soltanto un progetto ambientale, ma una vera e propria scelta politica e amministrativa, che mette al centro la cooperazione tra enti e la responsabilità verso le generazioni future. Il sostegno di Fondazione Cariplo rafforza la credibilità del percorso intrapreso e conferma la capacità del Parco di tradurre una visione climatica in azioni concrete.

Anche i sindaci dei Comuni coinvolti hanno evidenziato il valore strategico di un approccio sovracomunale, capace di integrare politiche ambientali, sociali ed energetiche e di incidere realmente su un territorio complesso come quello della Brianza centrale.

L’inserimento di aGREENment nella rete regionale delle alleanze climatiche promosse da Fondazione Cariplo colloca il Parco GruBrìa all’interno di un laboratorio lombardo della transizione ecologica, fatto di visione di lungo periodo, governance innovativa e interventi tangibili.

aGREENment rappresenta un passaggio cruciale: dimostra che anche in uno dei territori più urbanizzati d’Italia è possibile costruire politiche climatiche strutturate, a partire dal verde esistente e dal ruolo strategico dei parchi locali. Il GruBrìa non è più soltanto uno spazio da difendere, ma diventa un’infrastruttura chiave per immaginare e costruire un futuro climatico più giusto, resiliente e condiviso.

venerdì 16 gennaio 2026

Fare Parco, anno dopo anno: il Parco GruBrìa e la visione che guarda lontano


Ci sono parole che, quando vengono ripetute nel tempo, smettono di essere slogan e diventano metodo. “Fare Parco, anno dopo anno” è una di queste. Non è solo il titolo della nuova newsletter del Parco GruBrìa, ma la sintesi di un percorso ultraventennale che attraversa la Brianza Centrale, ne interpreta i bisogni ambientali e ne disegna il futuro.

Un percorso che questo blog, Brianza Centrale, sostiene fin dalla sua nascita nel 2009, quando l’idea stessa di un grande parco sovracomunale appariva a molti come un’utopia. Oggi, quella visione non solo è diventata realtà, ma guarda a un nuovo traguardo: la trasformazione del GruBrìa in Parco Regionale.


Con l’inizio del 2026 il Parco GruBrìa si dota di un nuovo strumento di comunicazione: la Newsletter del Parco, pensata – come scrive il presidente Arturo Lanzani – come “uno strumento per condividere, mese per mese, quello che accade nel Parco”. Una scelta importante, perché la cura del territorio passa anche dalla trasparenza e dal racconto continuo di ciò che si fa.

Nella sua lettera di auguri, Lanzani ripercorre un 2025 “impegnativo per il nostro Parco, ricco di lavoro, non senza difficoltà, ma con importanti soddisfazioni”. Parole che restituiscono bene la complessità di governare un’area verde nel cuore di uno dei territori più urbanizzati d’Europa.


Uno degli elementi centrali del lavoro del GruBrìa è il rapporto con la cittadinanza. Il 2025 è stato “un anno denso di momenti di incontro, grazie alle tante iniziative organizzate nel Parco (passeggiate, laboratori per i più piccoli, attività di citizen science)”. Attività rese possibili anche “dal sostegno e dalla collaborazione di associazioni, che quotidianamente vivono e si prendono cura del territorio”.

Questa rete di relazioni è il vero capitale del Parco: un patrimonio umano che affianca e rafforza quello naturale.

Foto Parco GruBrìa

Particolarmente significativo è il lavoro svolto con le scuole. Nel solo 2025, le attività gratuite di educazione ambientale hanno coinvolto “più di 2.800 alunni delle scuole primarie e secondarie”. Un dato che parla da solo.

Come sottolinea Lanzani, “il loro entusiasmo e la loro curiosità hanno rafforzato la convinzione dell’importanza primaria di queste attività”. Perché la tutela dell’ambiente non si improvvisa: si costruisce, generazione dopo generazione.

Foto Parco GruBrìa

Tra le novità più incoraggianti dell’anno appena concluso c’è l’avvio del primo corso per Guardie Ecologiche Volontarie presso la sede del Parco. “Con oltre 40 iscritti di cui molti sono giovani, questo dà speranza di tutela e cura”, scrive il presidente.

In un’epoca segnata da disinteresse e disaffezione, vedere tanti giovani scegliere di mettersi al servizio del territorio è un segnale potente.


La fruizione consapevole passa anche da strumenti concreti. È per questo che il GruBrìa ha realizzato una nuova carta escursionistica, “dettagliata e aggiornata, disponibile gratuitamente”. Una mappa che non è solo un supporto tecnico, ma un invito a esplorare, conoscere e rispettare.

Il 2025 ha visto anche importanti interventi di riqualificazione e connessione ecologica. A Muggiò e Nova Milanese sono stati creati nuovi percorsi che collegano le ciclabili urbane al Canale Villoresi, accompagnati da “filari, siepi, fasce arboreo arbustive e prati”. Azioni che “arricchiscono il patrimonio verde e donano ai cittadini aree pubbliche attrezzate in cui passeggiare e godere di tutti i benefici dello stare nel verde”.

Emblematico è il nuovo ponte ciclopedonale tra Nova Milanese e Muggiò: “un piccolissimo tassello” che però consente di “collegare in sicurezza la Piana del Novale di Nova al Parco Superga di Muggiò”, contribuendo alla ricostruzione dello storico Sentierone. Ancora una volta, riqualificazione ambientale e recupero della memoria storica procedono insieme.

Non meno importante è il lavoro quotidiano di manutenzione dei sentieri e dei boschi. Attività che talvolta generano preoccupazioni, ma che – come chiarisce Lanzani – sono svolte “con attenzione e professionalità, nella convinzione di agire con lungimiranza nell’interesse e nella cura della natura”.

I risultati iniziano a vedersi: “le aree che hanno visto nel corso del tempo attenti interventi di riqualificazione sono quelle con il maggior numero di specie”. Un segnale chiaro di come la buona gestione favorisca la biodiversità.

Foto Parco GruBrìa

Il passaggio forse più rilevante della newsletter riguarda il futuro istituzionale del GruBrìa. Il 2025 ha visto il Parco impegnato nella proposta di trasformazione in Parco Regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale.

“Con un importante lavoro di studio e di confronto”, spiega Lanzani, la proposta è stata inviata a Regione Lombardia con l’obiettivo di “ampliare le aree tutelate e rafforzarne il livello di tutela”.


Per chi conosce la storia di questo territorio, questo passaggio non arriva per caso. Arturo Lanzani è stato prima l’ideatore del Parco Brianza Centrale, poi tra i principali promotori della fusione con il PLIS del Grugnotorto Villoresi, e oggi è il garante di una visione che punta al riconoscimento regionale. Una coerenza rara, che merita rispetto e sostegno.

A chiudere l’anno, una notizia di grande rilievo: Fondazione Cariplo ha selezionato il progetto “aGREENment”, una strategia integrata per la transizione climatica che coinvolge Parco e Comuni, unendo “mitigazione e adattamento, forestazione urbana e mobilità sostenibile”. Un progetto che dimostra come il GruBrìa non sia solo tutela, ma anche laboratorio di futuro.

“Come avete potuto leggere, le iniziative del 2025 sono state tante e molto lavoro ci aspetta anche nell’anno appena cominciato”, conclude Lanzani. Ed è proprio per raccontare questo lavoro che nasce la newsletter. Chi desidera riceverla può registrarsi cliccando qui: https://grubrianews.mailrouter.it/user/register

Da parte nostra, come Brianza Centrale, non possiamo che ribadire il sostegno a questo percorso. Perché il Parco non è solo un confine sulla mappa: è una visione condivisa, costruita con pazienza, competenza e passione. Anno dopo anno.

giovedì 24 luglio 2025

Pedemontana a Seregno – Parte 3: “Tre maxi depositi nel cuore del Parco”. La denuncia di Arturo Lanzani scuote l’assemblea

Movimenti di terra, cantiere Pedemontana a Macherio. Foto di G. Mosca

Pubblichiamo qui la terza parte del nostro approfondimento sull’assemblea pubblica che si è tenuta a Seregno il 22 luglio scorso e che ha avuto al centro la realizzazione della Pedemontana Lombarda e delle opere connesse.
Nel primo post ci siamo occupati della Tangenziale Meda-Seregno e del suo impatto sul Parco del Meredo.
Nel secondo, abbiamo analizzato gli interventi previsti nella zona sud di Seregno.
In questa terza parte, prendiamo in esame l’intervento di Arturo Lanzani, presidente del Parco GruBrìa, che ha messo al centro del suo contributo una serie di questioni ambientali di fondo: l’impatto dei nuovi tracciati sul sistema del verde pubblico, il tema cruciale delle compensazioni ecologiche e, soprattutto, la realizzazione di tre grandi depositi di terre da scavo previsti proprio all’interno (o a ridosso) della rete ecologica regionale, in aree delicate come Macherio/Lissone, Desio/Cesano e Bovisio Masciago.

Lo sbarco della tangenziale Meda sud a Seregno

Più avanti, quando avremo più notizie, ci occuperemo anche di un altro tema decisivo che durante l’assemblea è rimasto in parte in sospeso: quello degli impatti legati alla cantierizzazione. Si tratta di un aspetto non secondario, che avrà ripercussioni materiali e logistiche nei prossimi anni su una parte significativa del territorio seregnese.
Non a caso, durante la serata, il sindaco Alberto Rossi ha più volte sollecitato i vertici di Pedemontana affinché il Comune venga coinvolto per tempo su questi aspetti e non solo a ridosso dell’avvio dei lavori, come invece avvenuto finora.

La zona del Parco GruBrìa tra Seregno e Desio che sarà interessata dal passaggio dell'autostrada Pedemontana

Lanzani ha esordito con una riflessione amara ma lucida sul ruolo del Parco Grubria, “un piccolo parco di 2.000 ettari, in una delle zone più urbanizzate del nostro Paese”, e ha descritto le crescenti pressioni infrastrutturali che stanno progressivamente intaccando lo spazio aperto rimasto in questa parte della Lombardia.

    «In questi anni ho visto cadere addosso al parco una serie di progetti che non si possono più fare nell’urbanizzato: dal deposito della metrotranvia, all’autostrada, che corre – pensate – in gran parte in sovrapposizione con la rete ecologica primaria della Regione Lombardia, fino a molte altre opere che già si intravedono all’orizzonte.»

Il parco, nato per preservare gli ultimi lembi verdi della Brianza centrale, si trova ora, secondo Lanzani, a svolgere un ruolo residuale e di servizio a progetti più grandi. Una condizione che, ammonisce, non potrà durare:

    «Sarà un problema per chi più giovane di me cercherà di difendere la presenza di questi 2.000 ettari di spazi aperti e di trasformarli in luoghi che garantiscano biodiversità, raccolta delle acque meteoriche, abbassamento della temperatura e qualità della vita.»

Tangenziale Meda sud: eliminazione della rotonda e creazione di area boscata

Parlando del progetto della nuova tangenziale Meda-Seregno, Lanzani ha ricordato il lavoro congiunto tra il Parco e il Comune di Seregno, citando in particolare una modifica ottenuta in fase progettuale:

    «Avevamo messo in discussione l’intera tangenziale, proponendo alternative più sostenibili che purtroppo non sono state recepite. Ma una richiesta è stata accolta: l’eliminazione di una rotatoria assurda che immetteva su due strade vicinali, utilizzate anche per la mobilità ciclopedonale. Una rotatoria “che andava nel nulla”, come è stato detto: l’abbiamo fatta togliere.»

Oltre a questo, Lanzani ha illustrato tre interventi di compensazione ambientale richiesti dal Parco e dal Comune di Seregno, tra cui una nuova area verde a ridosso dello Stadio Ferruccio, pensata come spazio di fruizione collettiva in continuità con il tracciato della Greenway (ancora in fase di definizione).

L'intervento in zona Stadio

Un altro tema centrale è stato quello delle compensazioni forestali, su cui Lanzani ha lanciato un chiaro allarme:

    «Le compensazioni forestali devono restare qui, dove si realizza l’impatto. In passato, per normativa, è già successo che finissero in Valtellina, lontano dai territori colpiti. Questo non deve accadere: in Brianza l’indice di boscosità è bassissimo e siamo nel cuore di una bolla di calore che parte dalle Groane e arriva fino alla valle del Seveso.»

Proprio per questo, il Parco ha indicato alla Regione e a Pedemontana due aree di intervento forestale strategico, che dovrebbero essere finanziate come opere di compensazione locale.

La parte più densa e allarmante dell’intervento è arrivata alla fine, quando Lanzani ha portato all’attenzione pubblica un fatto che finora era rimasto in secondo piano: i tre principali depositi di terre da scavo previsti lungo la Tratta C di Pedemontana cadono interamente dentro o a ridosso della rete ecologica regionale.

    «Tre tra i più grandi depositi di terre di cantiere di Pedemontana cadranno perfettamente dentro la rete ecologica regionale o ai confini del Parco Grubria. Uno a Lissone/Macherio, molto vicino a Seregno. Uno a Bovisio Masciago. E uno a Desio, al confine con Cesano Maderno e Seregno. Si tratta di aree che saranno occupate per molti anni dai mezzi e dai materiali di Pedemontana.»

La localizzazione dei depositi di terre di Pedemontana

Su questo tema, anche questo blog, nel suo piccolo, ha cercato di tenere alta l’attenzione, documentando gli sviluppi legati ai depositi di terra e promuovendo iniziative pubbliche. In particolare, insieme a Legambiente Seveso, Sinistra e Ambiente di Meda e al Comitato per l’Ampliamento del Parco Brianza Centrale, ci siamo fatti promotori di un incontro con il sindaco di Macherio, con l’obiettivo di spingere il Comune a realizzare il Progetto Locale 24 (PL24): uno strumento urbanistico ritenuto essenziale per orientare in modo sostenibile l’intervento sul deposito Lissone-Macherio, evitando una gestione meramente funzionale al cantiere.

Secondo Lanzani, questa scelta rischia di trasformare il parco e le aree protette in zone di servizio passivo, pregiudicandone definitivamente la funzione ecologica e paesaggistica. Ma avanza anche una proposta precisa:

    «Il Parco si augura che, al termine dell’intervento, in queste tre aree si realizzi un vero progetto di restituzione ambientale, non un semplice livellamento del terreno o peggio un deposito permanente di altra natura. Chiediamo che questi siti vengano restituiti come aree boscate, attraverso un lavoro collettivo tra Comuni, Regione, Parco e Pedemontana.»

Le parole di Arturo Lanzani non sono solo una denuncia ma un invito ad assumere responsabilità pubblica: i lavori di Pedemontana stanno ridisegnando in modo radicale un territorio già fragile, e il rischio è che ciò avvenga senza un disegno complessivo, senza pensare alla qualità ambientale e alla vivibilità delle comunità locali.

L’auspicio finale è chiaro: fare della Brianza un laboratorio di resilienza ecologica, non la discarica delle grandi opere.

mercoledì 18 giugno 2025

Un territorio, una visione: Comuni e cittadini uniti per il Parco Regionale del Seveso


Si è tenuto il 17 giugno 2025 un incontro istituzionale di grande rilievo tra l’Assessore regionale al Territorio e Sistemi Verdi, Gianluca Comazzi, e una delegazione di Sindaci e Amministratori del Parco Grubria, guidata dal presidente, prof. Arturo Lanzani. Al centro del confronto, la proposta di avviare il processo di trasformazione dell’attuale PLIS Grubria in un Parco Regionale.

L’iniziativa, già formalizzata dall’Assemblea dei Sindaci con un atto d’indirizzo intitolato “Per un Parco Regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale”, mira a dare maggiore tutela e riconoscimento istituzionale a un territorio oggi fortemente urbanizzato, fragile e soggetto a pressioni antropiche crescenti.

La proposta è sostenuta da circa venti tra Sindaci e Assessori in rappresentanza di undici Comuni, che insieme rappresentano una popolazione di circa 400.000 abitanti nel cuore della Brianza Centrale. L’Assessore Comazzi ha espresso interesse per l’iniziativa, sottolineando l’importanza di una visione condivisa e trasversale da parte delle amministrazioni comunali, indipendentemente dal colore politico. Ha inoltre invitato i Comuni ad approvare quanto prima delibere formali nei rispettivi Consigli comunali, primo passo verso l’istituzione del Parco Regionale.

Il processo promosso dai Comuni si affianca e si intreccia con iniziative dal basso, portate avanti da associazioni, gruppi civici e cittadini. Tra queste, il progetto “Un Parco per il Futuro”, recentemente illustrato pubblicamente e volto a promuovere una visione condivisa e partecipata di valorizzazione ambientale nella Brianza Centrale (link all’iniziativa).


In questa cornice si inserisce anche l’impegno del Laboratorio Parco Valle del Seveso, che sarà ospite sabato 21 giugno 2025, ore 18, alla Festa dell’Unità della Valle del Seveso, a Cesano Maderno. Lì presenterà pubblicamente la propria proposta per un Parco Fluviale della Valle del Seveso e raccoglierà firme a sostegno della relativa petizione popolare. Un primo invito pubblico che il Laboratorio accoglie con entusiasmo, con l’intento di coinvolgere attivamente cittadine e cittadini nella costruzione di un grande Parco Regionale fluviale e territoriale.

Un percorso, quindi, che cresce su due gambe: istituzionale e civica. Una convergenza che dimostra come la tutela del territorio possa diventare una causa condivisa e trasversale, capace di superare divisioni e logiche settoriali.

sabato 19 aprile 2025

Verso il Parco Regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale: un primo passo importante in un percorso ancora lungo


Lo scorso 14 aprile, l’Assemblea dei Sindaci del Consorzio del Parco Grugnotorto Villoresi e Brianza Centrale (GruBrìa) ha approvato all’unanimità un Atto di Indirizzo che apre ufficialmente il percorso verso l’istituzione di un nuovo Parco Regionale. Un passaggio significativo, che punta a valorizzare il territorio compreso tra la Città Metropolitana di Milano e la Provincia di Monza e Brianza, e che potrebbe estendersi anche ad altri comuni limitrofi lungo il corridoio fluviale del Seveso.


L’Atto, che rientra nel quadro delle normative regionali, nazionali ed europee in materia ambientale, intende dare maggiore continuità e peso istituzionale a un'area di oltre 2.000 ettari già oggi riconosciuta come Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS). La proposta è ambiziosa, ma si colloca in un contesto maturo, dove esperienze di collaborazione tra enti locali e attenzione alla rigenerazione ecologica sono già presenti da tempo.

Il Presidente del Consorzio GruBrìa, Arturo Lanzani, ha sottolineato come l’unanimità dell’Assemblea sia un segnale incoraggiante e ha ribadito che il lavoro tecnico-amministrativo è già in corso. L’obiettivo è arrivare al riconoscimento formale da parte di Regione Lombardia di un Parco Regionale che rappresenti una tappa evolutiva e di consolidamento delle azioni di tutela e rigenerazione portate avanti in questi anni.


Un riconoscimento particolare va proprio ad Arturo Lanzani, che ha seguito da vicino l’intero processo: prima da assessore del Comune di Seregno, con la promozione del Parco Brianza Centrale, poi come figura centrale nella fusione con il Parco Grugnotorto Villoresi, e ora come presidente del consorzio GruBrìa, con la proposta di un Parco Regionale che guarda al futuro dell’intera area.

Anche il Laboratorio Parco Valle del Seveso ha accolto con favore la decisione dei Sindaci del Consorzio, evidenziando come l’atto rappresenti l’inizio concreto di un percorso atteso da tempo. Nel loro intervento pubblicato sui social, si legge: «Con l’unanimità dei Sindaci GruBrìa parte il percorso per il Parco Fluviale della valle Seveso».

Il Laboratorio riconosce l’importanza del traguardo ma sottolinea anche che le sfide non mancheranno. Sarà infatti necessario lavorare su più fronti: tecnico, amministrativo e comunicativo. Il coinvolgimento attivo delle comunità locali sarà uno degli elementi chiave per dare continuità e solidità al progetto.


Il blog Brianza Centrale segue e documenta da anni le vicende legate alla tutela del verde e alla pianificazione sovracomunale. Fin dalla sua nascita, nel 2009, ha sostenuto con convinzione l’idea di un grande parco regionale per la Brianza Centrale, capace di connettere le aree verdi esistenti e di promuovere una visione ecologica del territorio.

La recente approvazione dell’Atto di Indirizzo da parte del Consorzio GruBrìa rappresenta senz’altro un passaggio importante, che Brianza Centrale accoglie con soddisfazione e spirito costruttivo. Il cammino è ancora lungo e richiederà il coinvolgimento di molti attori, ma i presupposti per lavorare in modo condiviso ci sono.

Con pragmatismo e attenzione, continueremo a seguire l’evoluzione di questo processo, nella convinzione che un Parco Regionale possa rappresentare un’opportunità concreta per tutelare il paesaggio, la biodiversità e la qualità della vita in una delle aree più complesse e dinamiche della Lombardia.