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lunedì 27 luglio 2026

Circolo Ambiente: "Discarica di Mariano, preoccupano le inadempienze sul monitoraggio di biogas e percolato"


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


Come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" siamo preoccupati per la situazione che si è venuta a creare nella discarica di Mariano Comense, impianto giunto alla chiusura definitiva dopo anni di attesa.

Apprendiamo dai recenti atti del Comune (Delibera di Giunta e Determina del Responsabile del Servizio) della rescissione del contratto con la società Ambiente Futuro srl, alla quale era affidata anche la gestione della fase di post-discarica.

Le inadempienze accertate dal Comune e dalla Provincia – si legge negli atti – riguarderebbero la mancata esecuzione di lavori inerenti al monitoraggio del biogas e del percolato. Si tratta, di fatto, dei due elementi più preoccupanti dal punto di vista ambientale, connessi al presente e al futuro del sito che ha ospitato la discarica: il biogas, inquinante atmosferico, e il percolato, potenzialmente pericoloso per le falde sotterranee.

Nello specifico, le contestazioni mosse al gestore della discarica (società Ambiente Futuro srl) riguarderebbero:

  • il mancato ammodernamento della "torcia" a corredo della rete di captazione del biogas;
  • il mancato completamento dei lavori di adeguamento del sistema di allontanamento delle acque meteoriche confluenti a monte del tombotto;
  • il mancato rispetto della periodicità mensile del monitoraggio del biogas nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2025, nonché il mancato monitoraggio degli scarichi.

Le contestazioni riguarderebbero pertanto proprio il controllo dei due fattori di maggiore rilevanza ambientale correlati alla gestione della fase di post-discarica: biogas e percolato.


Per tutti questi motivi, come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" chiediamo all'Amministrazione comunale di Mariano Comense e alla Provincia di Como (che ha il compito di vigilare sugli impianti di smaltimento dei rifiuti) di fornire ogni rassicurazione in merito alle possibili ricadute ambientali conseguenti alle inadempienze accertate a carico del gestore della discarica. Attendiamo pertanto un riscontro rispetto alle nostre preoccupazioni, che riteniamo siano condivise anche dalla popolazione di Mariano Comense e degli altri comuni confinanti con la discarica.

domenica 11 agosto 2024

Circolo Ambiente: "Incendio di Mozzate, è tempo di superare le discariche"


Ieri, 10 agosto 2024, un grave incendio è divampato nella discarica regionale Econord di Mozzate richiedendo l'intervento di ben 5 squadre dei vigili del fuoco provenienti dai comandi di Como e Varese. Le fiamme, alte e minacciose, hanno impegnato i soccorritori per ore, con le operazioni di spegnimento che si sono protratte fino a tarda sera. Sul posto sono intervenuti anche i tecnici dell'ARPA e il sindaco della città. Fortunatamente, non si segnalano feriti, ma le cause del rogo restano ancora da chiarire.


Roberto Fumagalli
, del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", ha commentato l'accaduto: "Le discariche non dovrebbero più esistere... invece in Regione Lombardia succede ancora che queste strutture siano fonte di gravi rischi ambientali e sanitari. Questo ennesimo incendio dimostra quanto sia urgente un cambiamento radicale nella gestione dei rifiuti. Questi eventi ci ricordano l'importanza di una gestione sostenibile e responsabile dei rifiuti. È inaccettabile che ancora oggi, nel 2024, ci troviamo a fronteggiare situazioni come questa, che mettono in pericolo non solo l'ambiente, ma anche la salute delle nostre comunità. È tempo di dire basta alle discariche e di promuovere modelli alternativi basati anzitutto su politiche concrete per la riduzione alla fonte dei rifiuti, poi sul riuso delle merci e, infine, sul riciclo finalizzato al recupero di materia. In questo si esclude quindi sia l'incenerimento che, tanto meno, il deposito in discarica." 

 



venerdì 26 aprile 2024

Mariano Comense: slitta ancora la chiusura definitiva della discarica!

Nella foto uno dei numerosi incendi verificatosi negli ultimi anni presso la discarica.

di Roberto Fumagalli,  presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Alcune settimane fa l’annuncio della Giunta comunale di Mariano Comense: «A marzo 2024 chiude la discarica».  Ora veniamo a sapere che la discarica non è stata chiusa e non chiuderà a breve!  Un vero scandalo!
È da almeno l'inizio degli anni 2000 che si attende la chiusura definitiva della discarica di Cascina Settuzzi. Invece in questi ultimi 10 anni abbiamo assistito ad annunci di chiusura mai rispettati, e poi a continue proroghe, e questo da parte di Amministrazioni comunali di diverso colore politico succedutesi in questo stesso periodo.
Oltre a ciò, negli ultimi anni si sono verificati numerosi incendi con conseguente dispersione di inquinanti pericolosi per la salute pubblica!    

Le discariche (così come gli inceneritori) non devono più esistere, sono sistemi obsoleti e inquinanti per far credere di 'smaltire' i rifiuti, che però non spariscono ma si trasformano in sostanze inquinanti per aria, acqua, suolo!

Ancora una volta ribadiamo la necessità dell'immediata chiusura della discarica di Mariano e l'avvio degli interventi di messa in sicurezza e di bonifica.

lunedì 10 gennaio 2022

Circolo Ambiente: "La discarica di Mariano va chiusa subito. Incomprensibile aspettare ancora"


 

Nei giorni scorsi il TGR Lombardia ha trasmesso una mini-inchiesta sulla discarica di Mariano Comense. Per guardare il sevizio cliccare qui.

Sull'argomento è intervenuto Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente Ilaria Alpi: "Ribadiamo la richiesta di chiusura immediata e definitiva dell'impianto di Cascina Settuzzi. Aspettare ancora 'entro l'estate', ovvero altri 8-9 mesi, come afferma il Sindaco, è incomprensibile! Non capiamo perché il comune non ha il coraggio di imporre una data, precisa e immediata, per la chiusura definitiva della discarica, e si fa invece dettare l'agenda dal gestore privato! Tenendo anche conto che, dopo la chiusura, si dovrà predisporre la messa in sicurezza e la bonifica dell'impianto. Ribadiamo fino a noia: la discarica deve chiudere subito! Solo dopo aver deciso lo stop definitivo si potrà ragionare sul futuro del sito".

mercoledì 3 aprile 2019

Incendio di Mariano Comense: la discarica ha la parola FINE già scritta


Comunicato del Comune di Mariano Comense

Lunedì 25 marzo poco dopo le 13.30 si è sviluppato un incendio presso il sito di Cascina Settuzzi, discarica di proprietà comunale e in gestione alla società Ambiente Futuro srl. Prima delle 14.00 erano già sul posto diverse squadre di Vigili del Fuoco. L’incendio ha interessato la zona sud/sud-ovest e ha riguardato “rifiuti speciali non pericolosi di natura eterogenea”.

Nel pomeriggio sono arrivati sul posto pattuglie della Polizia Locale, i Carabinieri, ambulanze, la Protezione Civile, la Polizia Stradale, i tecnici dell’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) e della ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale). Abbiamo consigliato alla cittadinanza di tenere le finestre chiuse e alle associazioni sportive di evitare allenamenti all’aperto nella serata di lunedì, dato il fumo persistente su tutta la città.
Le operazioni di contenimento e di spegnimento dell’incendio sono proseguite senza sosta fino alla giornata di martedì. Le attività della contigua piattaforma ecologica non hanno subìto interruzioni del servizio per i cittadini.

I primi rilievi fatti da Arpa nel pomeriggio di lunedì 25 vengono comunicati nel primo bollettino emesso dall’Agenzia stessa: “Le verifiche speditive, effettuate dai tecnici della squadra emergenze a partire dalle prime fasi dell’intervento, non hanno dato riscontri significativi dal punto di vista ambientale”. I campionamenti successivi provengono dai campionatori ad alto volume, posizionati in maniera fissa in città, per il monitoraggio in continuo degli elementi microinquinanti. Le analisi dei dati provenienti da questi campionamenti sono state rese disponibili da Arpa nella giornata di martedì 2 aprile”.

Riportiamo dalla loro nota: “Le concentrazioni delle diverse diossine (PCDD) e furani (PCDF), rilevate tramite il campionatore posizionato sull’edificio del municipio di Mariano, hanno toccato nelle prime fasi dell’incendio valori di 2.40 pgTEQ/m³ (picogrammi, espressi in termini di tossicità equivalente alla cosiddetta “diossina di Seveso”, per metrocubo), per poi scendere a 0.07 pgTEQ/m³ il giorno successivo e a 0.06 pgTEQ/m³ il terzo giorno. Si nota quindi che, grazie anche all’operato dei Vigili del Fuoco e alle condizioni atmosferiche favorevoli alla dispersione delle sostanze rilasciate dalla combustione, già dal secondo giorno i valori dei contaminanti atmosferici nell’abitato sono rientrati nei livelli normalmente registrati nella zona, nel medesimo periodo dell’anno. È importante ricordare che per i PCDD-DF non è previsto un limite di legge. Infatti, come riportato nelle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: non viene proposta una linea guida per la qualità dell’aria relativamente a diossine e furani, poiché l’esposizione per inalazione diretta costituisce solo una piccola proporzione dell’esposizione totale, generalmente inferiore al 5% di quanto l’uomo assume normalmente ogni giorno attraverso il cibo. Le concentrazioni nell’aria di 0.3 pgTEQ/m³, o più alte, sono indicative di una sorgente locale che necessita di essere individuata e controllata. Tale valore è indicato come riferimento non per gli effetti sanitari diretti da inalazione, ma al fine di evitare la dispersione prolungata di questi inquinanti nell’ambiente e da qui, nel tempo, all’uomo. Gli IPA, altri inquinanti monitorati per tutto il periodo emergenziale, non sono traccianti specifici delle combustioni di un incendio ma sono emessi da diverse sorgenti antropiche. Di conseguenza, le concentrazioni osservate nel centro di Mariano nel corso dell’evento (< 0.27 nanogrammi per metro cubo di benzo[a]pirene il 25 marzo, 0.89 ng/m³ il giorno successivo e 0.54 ng/m³ il terzo giorno) non possono essere attribuite esclusivamente all’incendio e in, in ogni caso, si sono attestate su valori in linea con le rilevazioni medie effettuate nella zona tra la stagione invernale e quella primaverile, come dimostra il confronto tra i valori rilevati dal campionatore e i dati provenienti dalla postazione fissa della rete di rilevamento della qualità dell’aria di Meda”.
A conclusione della sua relazione, Arpa scrive: “Si può affermare che il primo giorno dell’evento l’incendio ha avuto un impatto nel centro abitato di Mariano Comense che, se confrontato con i dati disponibili negli archivi di ARPA Lombardia, è da classificarsi tra quelli di rilevanza contenuta rispetto ad altri eventi che hanno riguardato incendi di rifiuti di varia natura in Regione Lombardia. Già dal secondo giorno, grazie all’operato dei Vigili del Fuoco, l’inquinamento dell’aria nell’abitato di Mariano Comense è rientrato nella normalità della zona e del periodo dell’anno”.

Alla luce di questi risultati attiviamo un confronto con ATS, ente deputato alla salvaguardia della salute pubblica. Quali sono il presente e il futuro della discarica di Cascina Settuzzi? Come noto, siamo nel percorso di chiusura definitiva dell’impianto (impianto aperto e attivo dal 1982). Il conferimento di materiale per la riprofilatura e la copertura – operazioni necessarie per la chiusura – lunedì 25 era al 92% del completamento.

Il percorso comunque non si ferma: la discarica ha la parola FINE già scritta. Dal giorno della chiusura partirà poi il periodo di cosiddetta “post-gestione”, un monitoraggio della durata di 30 anni. Vogliamo qui ringraziare tutti coloro che si sono spesi senza sosta per gestire questa emergenza – sia in loco che sulle strade: Vigili del Fuoco, Polizia Locale, addetti dell’impianto, Carabinieri, Protezione Civile, Polizia Stradale, ambulanze, Arpa, ASST, ufficio Ambiente del Comune, Regione Lombardia e la Provincia di Como.

Incendio discarica di Mariano Comense: pronti i risultati delle indagini ambientali


Fonte: Arpa Lombardia 

​È stata rilasciata ieri, 2 aprile 2019, la relazione sui risultati dei campionamenti effettuati dai tecnici di Arpa Lombardia durante l'incendio divampato lo scorso 25 marzo nella discarica di Mariano Comense.

Si tratta della rappresentazione completa dell'evoluzione dello stato dell'ambiente a seguito dell'evento, dalla quale emerge che l'impatto di questo incendio - se confrontato con altri casi simili avvenuti nel recente passato in Lombardia - può essere classificato tra quelli di rilevanza contenuta.

Le concentrazioni delle diverse diossine (PCDD) e furani (PCDF), rilevate tramite il campionatore posizionato sull'edificio del municipio di Mariano, hanno toccato nelle prime fasi dell'incendio valori di 2.40 pgTEQ/m³ (picogrammi, espressi in termini di tossicità equivalente alla cosiddetta "diossina di Seveso", per metrocubo), per poi scendere a 0.07 pgTEQ/m³ il giorno successivo e a 0.06 pgTEQ/m³ il terzo giorno. Si nota quindi che, grazie anche all'operato dei Vigili del Fuoco e alle condizioni atmosferiche favorevoli alla dispersione delle sostanze rilasciate dalla combustione, già dal secondo giorno i valori dei contaminanti atmosferici nell'abitato sono rientrati nei livelli normalmente registrati nella zona, nel medesimo periodo dell'anno.

È importante ricordare che per i PCDD-DF non è previsto un limite di legge. Infatti, come riportato nelle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: non viene proposta una linea guida per la qualità dell'aria relativamente a diossine e furani, poiché l'esposizione per inalazione diretta costituisce solo una piccola proporzione dell'esposizione totale, generalmente inferiore al 5% di quanto l'uomo assume normalmente ogni giorno attraverso il cibo. Le concentrazioni nell'aria di 0.3 pgTEQ/m³, o più alte, sono indicative di una sorgente locale che necessita di essere individuata e controllata. Tale valore è indicato come riferimento non per gli effetti sanitari diretti da inalazione, ma al fine di evitare la dispersione prolungata di questi inquinanti nell'ambiente e da qui, nel tempo, all'uomo.

Gli IPA, altri inquinanti monitorati per tutto il periodo emergenziale, non sono traccianti specifici delle combustioni di un incendio ma sono emessi da diverse sorgenti antropiche. Di conseguenza, le concentrazioni osservate nel centro di Mariano nel corso dell'evento (< 0.27 nanogrammi per metro cubo di benzo[a]pirene il 25 marzo, 0.89 ng/m³ il giorno successivo e 0.54 ng/m³ il terzo giorno) non possono essere attribuite esclusivamente all'incendio e in, in ogni caso, si sono attestate su valori in linea con le rilevazioni medie effettuate nella zona tra la stagione invernale e quella primaverile, come dimostra il confronto tra i valori rilevati dal campionatore e i dati provenienti dalla postazione fissa della rete di rilevamento della qualità dell'aria di Meda.

lunedì 25 marzo 2019

Incendio alla discarica di Mariano Comense: l'impianto va chiuso definitivamente!


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” 

La discarica di Mariano va chiusa definitivamente, altro che proroghe!

Siamo molto preoccupati per il gravissimo incendio verificatosi oggi presso la discarica di Mariano Comense. Oltre ad esprimere apprensione per l’operatore ferito, la nostra preoccupazione è rivolta alle conseguenze ambientali e sanitarie che l’incendio potrebbe aver causato. 
Intatti, in attesa di capire quali siano state le cause dell’incendio (se doloso o meno), vanno valutati i danni ecologici e sanitari.

L’incendio dei rifiuti è una delle attività più dannose per l’ambiente e per la salute umana: infatti dalla combustione incontrollata di rifiuti si possono sviluppare sostanze tossiche, tra cui le pericolosissime diossine.



Inoltre denunciamo che quello verificatosi oggi a Mariano è solo l’ultimo di una serie di incendi: i precedenti si erano verificati a febbraio dello scorso anno. Allora ci eravamo premuniti di chiedere informazioni agli Enti preposti (ARPA, Provincia, Comune), senza però ricevere risposte esaustive sulle cause e sulle conseguenze dell’incendio di un anno fa.

Inoltre la “casualità” di questo incendio, verificatosi a pochi giorni dalla chiusura definitiva della discarica, ci pone forti dubbi. 

Per questo lanciamo questo appello agli Enti di controllo. Anzitutto si verifichino con dovizia i danni sull’ambiente (sulla qualità dell’aria, ma anche in relazione alle ricadute al suolo) e sulla salute umana.

E contemporaneamente deve essere effettuata un’indagine seria sulle cause dell’incendio, a partire dalle modalità di conduzione delle attività di conferimento rifiuti di questi ultimi giorni. Infatti, se anche dovesse essere accertata la non dolosità dell’incendio, la condizione atmosferica di questi ultimi giorni (secco, unito al vento) doveva necessariamente prevedere estrema attenzione e perizia nelle fasi di conferimento e di movimentazione dei rifiuti presso la discarica. 
 
Chiediamo pertanto alle Istituzioni e agli inquirenti di fare luce al più presto sulle cause e sulle conseguenze dell’incendio in discarica.

Discarica che, lo ripetiamo, doveva essere CHIUSA già anni fa! Malauguratamente si è preferita la strada delle proroghe, che hanno comportato questi pericolosi incendi!