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venerdì 26 settembre 2025

Il paradossale ambientalismo di Pedemontana

Immagine tratta dal video dell'intervista su VareseNews  

Nei giorni scorsi Sabato Fusco, il Direttore Generale di Pedemontana, è stato intervistato da VareseNews (qui l’articolo). 
Si è trattato di un’intervista dai toni estremamente tranquilli, priva di vere domande scomode: un’occasione in cui il Direttore ha potuto raccontare la propria visione senza un contraddittorio critico.

Nel corso del dialogo, Fusco ha addirittura affermato di considerarsi un ambientalista. Lo si può sentire chiaramente anche in un passaggio dell’intervista video disponibile su YouTube (dal minuto 18:15 al 19:20), dove dichiara:

«Abbiamo progettato e stiamo realizzando l’autostrada con la massima attenzione all’impatto ambientale.
Basti pensare che attraversiamo un tratto in pianura con l’A36 e siamo al 70% sottoterra per essere il meno impattanti possibile.
Da questo punto di vista le dico che il mio scrupolo ambientale c’è; anzi, io ritengo di essere ambientalista perché cerco di propugnare soluzioni quanto più sostenibili possibile.
È chiaro che l’autostrada mantiene un certo impatto, ma cercare di mantenerla fluida contribuisce a mitigarlo».

Parole che colpiscono, perché se da un lato è vero che alcune tratte sono state pensate in galleria, dall’altro non si può ignorare che la costruzione stessa di un’autostrada in un’area già pesantemente urbanizzata produce un impatto ambientale enorme e duraturo: consumo di suolo, frammentazione degli ecosistemi, aumento del traffico e delle emissioni.

Presentare queste scelte come prova di “scrupolo ambientale” suona quantomeno paradossale. Non basta interrare un tratto di carreggiata o parlare di “fluidità del traffico” per rendere sostenibile un’infrastruttura di questo tipo: significa piuttosto cercare di minimizzare un danno già certo.

Il risultato è che l’intervista finisce per assomigliare più a un esercizio di comunicazione rassicurante che a un confronto reale sugli effetti dell’opera. Un’occasione mancata per porre domande serie e concrete su cosa significhi davvero sostenibilità quando si parla di nuove autostrade.

domenica 27 luglio 2025

Pedemontana a Seregno – Parte 4: Sicurezza, rumore e terre di scavo. Tutto ciò che non è stato detto


Martedì 22 luglio 2025, presso la Biblioteca civica di Seregno, si è tenuta un’assemblea pubblica indetta dall’Amministrazione comunale alla presenza dei vertici di Pedemontana. Un’occasione utile – almeno in teoria – per fare il punto sull’avanzamento dei cantieri e informare la cittadinanza.

Ma su molti aspetti concreti, e particolarmente impattanti per chi vive nei pressi delle aree di lavoro, il silenzio è stato assordante: nessuna risposta chiara su logistica, movimentazione dei mezzi, viabilità di cantiere, polveri, rumori o tempistiche dettagliate. A sottolineare questa lacuna è stato lo stesso Sindaco di Seregno, Alberto Rossi, che più volte ha richiesto al direttore di Pedemontana, ing. Sabatino Fusco, di garantire comunicazioni tempestive e trasparenti, affinché il Comune possa informare adeguatamente i cittadini.

Eppure, le prescrizioni del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) sono chiare: il coinvolgimento informato della popolazione non è una concessione, ma un obbligo.

Nel Supplemento ordinario n. 34 alla Gazzetta Ufficiale n. 40 del 18/02/2010, sono elencate precise prescrizioni tecniche e ambientali per la realizzazione dell'autostrada Pedemontana. Qui vogliamo ricordarle, sia a Pedemontana che all’Amministrazione pubblica:

▪ Prescrizione n. 135
“Dovrà essere data adeguata informazione alla popolazione interessata circa lo svolgimento, collocazione temporale e durata prevista delle attività di cantiere […]”

Il cantiere per la realizzazione della tangenziale al Ceredo - Seregno

All’assemblea, invece, nessun piano temporale di dettaglio è stato presentato, né un quadro organizzativo delle fasi più impattanti.
Ricordiamo, ad esempio, che i lavori per la tangenziale Meda–Seregno sono già iniziati.

▪ Prescrizione n. 159
Contenimento dell’inquinamento atmosferico durante la cantierizzazione, mediante bagnatura delle piste, lavaggio ruote, copertura dei materiali polverosi, limitazione della velocità, tracciabilità delle terre.

Di queste misure, nulla è stato illustrato al pubblico. Nessuna rassicurazione sull’esistenza o sull’effettivo avvio di sistemi di lavaruote, piste stabilizzate o procedure per la gestione delle polveri e dei mezzi in transito.

▪ Prescrizione n. 162
Piano di Azione per la gestione delle emergenze in caso di incidenti, rischio industriale, esondazioni o cantieri in aree urbane sensibili.
Sia il quartiere Ceredo che la zona dello Stadio rientrano tra le aree urbane sensibili.
Anche su questo tema, nessuna menzione è stata fatta durante l’incontro. Eppure il tracciato tocca zone densamente abitate, dove la prevenzione dovrebbe essere al centro della pianificazione.

Immagine tratta dalla relazione presentata dall'ing. Monguzzi, scaricabile qui

Un aspetto particolarmente delicato è quello del deposito delle terre di scavo, che – come confermato nella stessa assemblea – avverrà in un’area situata a cavallo tra i Comuni di Cesano Maderno e Desio, al confine con Seregno. Un tema che approfondiremo in un prossimo aggiornamento.

Cosa chiedono i cittadini (e cosa prevede il CIPE)

Il CIPE raccomanda che in fase di cantierizzazione siano predisposti:

  • Piani di circolazione dei mezzi, con indicazione di percorsi, orari, volumi di traffico (Raccomandazione n. 17);
  • Piani temporali delle opere che tengano conto anche della stagionalità ambientale, per tutelare la fauna e le condizioni climatiche (Raccomandazione n. 3);
  • Informazione continua e anticipata verso la popolazione, soprattutto nei casi di attività rumorose, movimentazione terre e fasi ad alta impattività (Prescrizione n. 135).

Serve un cambio di passo immediato: non solo per rispetto delle prescrizioni CIPE, ma per un principio elementare di democrazia ambientale e tutela della salute pubblica.

Parafrasando il Sindaco Rossi: “prima di avviare i cantieri, bisogna sapere – e far sapere – che cosa si sta facendo.”

📌 Scheda tecnica – Prescrizioni e Raccomandazioni CIPE

Supplemento ordinario n. 34 alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 40 del 18/02/2010

Prescrizioni rilevanti:
  • 91) Coordinamento cantieri metrotranvia/autostrada (comune di Desio): elaborato con cronoprogrammi integrati e collaborazione obbligatoria con la Provincia di Milano.
  • 135) Monitoraggio acustico in corso d’opera e informazione dettagliata alla popolazione sulle attività rumorose.
  • 159) Contenimento inquinamento atmosferico in cantiere: polveri, lavaruote, materiali tracciabili, stabilizzazione piste, uso mezzi coperti, impianti chiusi, tecnologie a basse emissioni.
  • 162) Piano di emergenza per incidenti, esondazioni, rischio industriale: comunicazione ai lavoratori, indicazioni operative, protezioni contro cadute, scavi, linee elettriche, traffico.
  • 166 c) Nomina obbligatoria del Dirigente Tecnico della Sicurezza, sempre presente in cantiere.
  • 219) Pulizia delle strade urbane infangate dai mezzi: impianto lavaruote raccomandato.
Raccomandazioni:
  • 3) Evitare fasi di cantiere durante il periodo riproduttivo della fauna.
  • 17) Piano di circolazione mezzi d’opera con valore contrattuale, contenente: percorsi impegnati, tipo di mezzi, volumi di traffico e velocità, calendario e orari, percorsi alternativi, misure di salvaguardia degli edifici sensibili in aree urbanizzate.

 

Leggi anche:

  1. Pedemontana a Seregno – Parte 1: il nodo della tangenziale Meda-Seregno (23/07/2025)
  2. Pedemontana a Seregno – Parte 2: Gallerie, svincoli e cambiamenti a sud della città
  3. Pedemontana a Seregno – Parte 3: “Tre maxi depositi nel cuore del Parco”. La denuncia di Arturo Lanzani scuote l’assemblea
  4. Pedemontana e la tangenziale Meda-Seregno. Basta numeri a caso: diciamo le cose come stanno 

 

venerdì 1 novembre 2024

Pagherete caro, pagherete tutto: benvenuti nella Pedemontana Free Flow


di
Domenico Corrusco

Da qualche parte, tra realtà e fantasia, si è creata la Pedemontana dei sogni, un’autostrada tanto ambiziosa quanto sorprendente, dove l’idea di libertà si paga caro. Non solo: si paga proprio tutto, fino all'ultimo respiro di asfalto.

Chi guida qui non è semplicemente un automobilista, ma un investitore, un sostenitore del futuro finanziario delle autostrade lombarde. Grazie al sistema Free Flow, il pedaggio è un’esperienza sensoriale, un flusso che scorre rapido come il traffico nei giorni di pioggia. Non serve più fermarsi al casello, no, questa è roba del passato.

La scena è magica: ecco il direttore Sabato Fusco, che dal pulpito del Cittadino (leggi qui) ricorda al popolo che “Abbiamo impiegato risorse e sottoscritto dei prestiti sul presupposto che fosse garantito un ritorno in termini di traffico e pedaggio. Su questo non possiamo retrocedere”. Quasi un’ode a un’epoca dove il concetto di strada libera è diventato “caro, carissimo, o persino carissimo plus!”

Le tariffe? Spettacolari. Lungo la tratta B2, ogni metro quadrato sembra chiedere al cittadino: “Quanto mi vuoi bene, automobilista? Quanto sei disposto a pagare per me?”. E mentre qualcuno sospira pensando alla Milano-Meda ormai inglobata, Sabato Fusco tiene il punto: la scelta non è solo di Pedemontana, è condivisa, è ponderata, e si potrebbe anche dire “calda di sentimento” per chi ama l’arte del sacrificio economico su quattro ruote.

Il motto “Pagherete caro, pagherete tutto” riecheggia forte, ma in questa dimensione alternativa diventa un mantra nuovo: “Guiderete l’autostrada dei sogni, pagherete ogni singolo istante, e sarete grati di farlo!”.

sabato 26 ottobre 2024

Pedemontana: chi paga? ma soprattutto, chi non pagherà?


di Domenico Corrusco 

 

È un giorno qualunque, o quasi, quando Sabato Fusco, direttore generale di Autostrada Pedemontana Lombarda, si affaccia con la placida determinazione di chi sa bene la gravità dei suoi annunci. Nell’intervista rilasciata ieri a MBNews, Fusco svela una consapevolezza quasi predestinata: ha per le mani una vera e propria “gallina d’oro” – il pedaggio della Milano-Meda – e l’idea di rinunciarvi è intrigante, ma solo se qualcun altro (meglio ancora se munito di portafoglio elastico e voglia di beneficenza infrastrutturale) decidesse di caricarsi l’onere. L’ardita proposta riecheggia nelle stanze del potere come il sussurro di un’amara e raffinata diplomazia: rinunciare al pedaggio? Magari. Ma per carità, che si trovino prima i fondi per coprire la “sofferenza economica” che altrimenti graverebbe sull’iniziativa.

E sì, la nobiltà di animo qui pare abbondare, ma con un retrogusto severo: è chiaro, dichiara Fusco, che Pedemontana ha investito, e ora esige il suo tributo. Una narrazione che riecheggia come una tragedia greca, con il suo inevitabile senso di destino già scritto: perché, dice Fusco, quando un progetto si avvia, è tardi per ripensamenti. Le casse devono essere rimpinguate e il pedaggio non è, dunque, che il sacrificio richiesto ai cittadini per onorare tale patto.


Arriviamo quindi all’incontro pubblico, un tema sul quale Fusco mostra la sua peculiare apertura. Aperto agli incontri, sì, ma solo a quelli “costruttivi”. “Costruttivo”, però, è un termine che lascia spazio a varie interpretazioni: nella visione di Fusco, le assemblee vanno bene finché non c’è dissenso. Che i cittadini dunque siedano composti e, magari, silenziosi; che ascoltino con quel tocco di reverenza che si confà a simili occasioni, senza far troppo rumore e, men che meno, esprimere contrarietà. Le preoccupazioni? Accettabili, ma purché si presentino sotto forma di domande educate, non di vibranti appelli.

Con un tono da attore esperto, Fusco si rende disponibile a “rassicurare” chi di dovere, a patto però che nessuno rovini il copione con esternazioni degne di una tragedia popolare. E così, tra una rassicurazione e l’altra, mentre la Pedemontana tira dritta con le sue bonifiche e recinzioni, qualcuno fuori scena continua a sperare che un intervento celeste cali a salvarli dal pedaggio incombente.

martedì 13 agosto 2024

Pedemontana, bonifica e dissonanze: tra rassicurazioni e ruoli confusi

Pagina milanese de La Repubblica, 12 agosto 2024

di Domenico Corrusco

Lunedì 12 agosto 2024, sull’inserto milanese del quotidiano La Repubblica, è apparso un servizio che illustra l’avvio delle operazioni di bonifica lungo la tratta B2 della Pedemontana, che attraverserà i luoghi dell’inquinamento da diossina causato dall’esplosione del 1976 dell'Icmesa. Un racconto rassicurante, condito da garanzie tecniche e da qualche scivolone narrativo.

Sabatino Fusco, direttore generale di Pedemontana, ha cercato di tranquillizzare tutti dichiarando che «non c’è nulla da temere». Gli enti coinvolti assicurano che le misure di sicurezza impediranno qualsiasi esposizione alla diossina per gli abitanti e i lavoratori dei cantieri, con 80.000 tonnellate di terra da smaltire in un’operazione che si preannuncia tanto imponente quanto, a quanto pare, sicurissima.

Gianni Del Pero, descritto con una triplice identità: geologo, docente della Bicocca e presidente del WWF Lombardia, rilascia un'intervista che solleva più di qualche dubbio. In quale veste parla? E soprattutto, quale ruolo non sta confliggendo con gli altri?


Nella prima parte dell’intervista, Del Pero ci rassicura che non c’è «nessun pericolo» durante la bonifica. A seguire, ci offre una lezione sui livelli di contaminazione, ricordandoci che la diossina è coperta da «almeno 30-40 centimetri di terra». Afferma anche «che è la prima volta che si effettua una bonifica di questo genere su un’area così vasta per un contaminante così pericoloso. L’approccio è scientifico, ma le modalità di intervento sperimentali». Nonostante ciò, il messaggio resta rassicurante. Alla fine riappare come presidente del WWF Lombardia e la musica cambia un po’: «Come associazioni ambientaliste siamo sempre stati contrari all’opera. Ma non abbiamo il potere di bloccarla, per cui che si faccia riducendo il più possibile l’impatto». E quindi, qual è il messaggio? Siamo contrari, ma già che ci siamo, facciamola al meglio.

Nel frattempo, i comitati locali come il Coordinamento NO Pedemontana e Legambiente Seveso non abboccano. Davide Biggi del Coordinamento NO Pedemontana teme le dispersioni di polveri durante i lavori, e Gemma Beretta di Legambiente Seveso ribadisce che, sebbene siano favorevoli alla bonifica, questa «non dovrebbe essere fatta per farci passare un’autostrada».

Il dissenso si estende anche sui social, con il Coordinamento NO Pedemontana che rilancia l'articolo sulla propria pagina Facebook, accompagnandolo con un commento carico di scetticismo: «Venite a dirlo ai cittadini che non c'è pericolo. Vogliamo sapere cosa vogliono fare sul nostro territorio e con la nostra salute. Delle rassicurazioni a mezzo stampa e dei conclave non ci interessa. Non saremo cavie passive delle vostre 'modalità di intervento sperimentali'».

E così, mentre Pedemontana e i suoi sostenitori tentano di presentare la bonifica come un modello di sicurezza, i cittadini continuano a chiedere risposte chiare e a dubitare delle rassicurazioni ufficiali. In questo clima di dissonanza, la fiducia verso le istituzioni sembra sepolta – forse assieme alla diossina.

giovedì 21 marzo 2024

Pedemontana: Ambientalisti e Liste Civiche alla ricerca di chiarezza sulle ottimizzazioni e le compensazioni ambientali


Il 12 marzo 2024, si è tenuto un nuovo incontro tra una serie di gruppi ambientalisti e liste civiche delle tratte B2 e C e i vertici della società Autostrada Pedemontana Lombarda.
Gli ambientalisti hanno espresso la necessità di raccogliere informazioni sulle ottimizzazioni progettuali richieste dai sindaci, sulle cantierizzazioni e sulle Compensazioni Ambientali.
Il capitolo sulla Bonifica da Diossina, inizialmente previsto tra gli argomenti, è stato poi trattato in una seduta dedicata il 5 marzo 2024, con la costituzione dell'Osservatorio collegiale di monitoraggio della Bonifica e gli ambientalisti hanno prodotto una comunicazione dettagliata in merito. 

Sulle ottimizzazioni per la tratta B2, Sinistra e Ambiente ha chiesto notizie riguardo alle modifiche richieste per la tangenziale Meda-Seregno, parte integrante della viabilità complementare della Pedemontana.


Il percorso della tangenziale Meda Seregno

La direzione tecnica di APL ha confermato di essere in una fase di confronto non ancora completata con le due amministrazioni per tenere in considerazione le loro esigenze (come evidenziato in una delle risposte all'interrogazione nel Consiglio Comunale di Meda del 9 novembre 2023).
Altre ottimizzazioni in alcuni Comuni sono ancora in fase di valutazione e, se accolte, saranno inserite dal contraente nel progetto esecutivo.
Per quanto riguarda la necessità di collegare l'area libera di via della Roggia a Seveso con il Bosco delle Querce per un possibile ampliamento, l'amministrazione sevesina ha proposto un ponte verde limitato in ampiezza e solo per un passaggio ciclopedonale, ma l'istanza deve ancora essere definita così come la decisione se classificarla come compensazione ambientale o viabilistica.
Buona parte dell'incontro è stata dedicata ai problemi che la cantierizzazione genererà sulla viabilità locale e sulle modalità di realizzazione delle Compensazioni Ambientali, per le quali APL ha dichiarato che, insieme alla Bonifica da Diossina, esiste già la copertura economica mediante l'utilizzo della liquidità (360 mln) nelle disponibilità della società.
Riguardo all'argomento del prestito della BEI, Sabato Fusco, Direttore Generale di APL, ha confermato che la sua erogazione avverrà solo dopo il completamento del progetto esecutivo delle tratte B2 e C, con previsti momenti di verifica con la BEI e con la formalizzazione di uno spostamento temporale a luglio 2024 della data di possibile erogazione.

Di seguito, il comunicato dei gruppi presenti all'incontro.

Comunicato stampa delle associazioni e liste civiche sull'incontro del 12 marzo 2024 con Pedemontana

Il percorso di Pedemontana (versione con tratta D breve)

Lo scorso 12 marzo nella sede di Autostrada Pedemontana Lombarda si è tenuto l’incontro tra i vertici della società, i gruppi ambientalisti, i comitati e le liste civiche delle tratte B2 e C di Pedemontana che lo avevano richiesto.
Un incontro per fare il punto sul tema delle Compensazioni Ambientali e viabilistiche e che è stato esteso anche agli aspetti della cantierizzazione a pochi mesi dagli ennesimi e continui annunci di apertura dei cantieri per il completamento dell’infrastruttura autostradale.
“Continuiamo a essere contrari alla Pedemontana che consideriamo dannosa, impattante e insostenibile per il nostro territorio – hanno esordito i rappresentanti dei gruppi ambientalisti e delle liste civiche – ricordando che molto è stato promesso ma ben poco attuato.
Ci riferiamo alle compensazioni viabilistiche e, soprattutto, a quelle Ambientali che sulle tratte A e B1 e sulle tangenziali di Como e Varese di Pedemontana mostrano pesanti ritardi realizzativi oltre a riduzioni e snaturamenti.
Al contempo, dimostrando responsabilità e interesse per il territorio, ci sentiamo in dovere di continuare a informare e monitorare con attenzione ciò che accadrà all’apertura dei cantieri e su quello che resterà dopo la loro chiusura e la messa in esercizio dell’opera."
I gruppi ambientalisti e le liste civiche in rete vogliono evitare che la situazione sia lasciata a se stessa:
“Uno degli aspetti che vogliamo sollevare – hanno spiegato ai vertici di Pedemontana – è quella delle ottimizzazioni progettuali richieste dai sindaci.
Non è ben chiaro il panorama di ciò che è stato chiesto dalle amministrazioni e cosa di quelle richieste sia stato accolto.
È necessario fare chiarezza: delle interlocuzioni tra Comuni e società Pedemontana non abbiamo un riscontro pubblico, non c’è contezza di verbali o carteggi dai quali si possa comprendere a che punto sia la procedura”.
Dai tecnici di Pedemontana è stato precisato che sulle compensazioni ambientali la società garantisce ai Comuni un anticipo per la progettazione esecutiva e, successivamente, pagamenti ad avanzamento lavori. Pedemontana ha ammesso difficoltà laddove ha dovuto gestire direttamente la realizzazione di alcune compensazioni ambientali quando alcuni Comuni hanno preferito delegare tutto alla società.
“Un tema centrale è proprio il protagonismo dei Comuni: per gestire i disagi legati alla cantierizzazione e per monitorare la corretta realizzazione in tempi brevi delle compensazioni ambientali e viabilistiche, il ruolo delle amministrazioni comunali può essere decisivo”, è la considerazione delle associazioni ambientaliste e delle liste civiche, che aggiungono: “Mentre i sindaci della tratta B2 stanno affrontando alcune partite a livello sovra locale coordinati dal sindaco di Cesano Maderno, per la tratta C questo non sta accadendo e il rischio di interventi spezzatino è alto”.
Proprio sul metodo si sono concentrati i gruppi intervenuti in Apl che suggeriscono: “Con i Comuni della Tratta B2 abbiamo chiesto e ottenuto la costituzione di un osservatorio sulla Bonifica.
Anche sulle Compensazioni Ambientali  è necessario istituire momenti di confronto e verifica tra Pedemontana, Amministrazioni e gruppi ambientalisti.”
Le compensazioni ambientali devono essere una ‘ricucitura del territorio’ sia sociale sia ambientale: possiamo fare in modo che queste compensazioni non siano irrisorie rispetto alla devastazione che deriverà dell’opera autostradale?
Possiamo costruire insieme un percorso perche esse tornino almeno a essere quello che era stato immaginato nel progetto originario e quindi una restituzione, seppure parziale, al territorio che sta subendo un’infrastruttura che lo priverà di ecosistemi e che creerà non poche criticità ?

Legambiente Circolo Laura Conti Seveso,
Legambiente circolo Gaia Usmate con Velate,
Sinistra e Ambiente-Impulsi Meda,
Seveso Futura,
Passione Civica Cesano Maderno,
Altra Bovisio,
Comitato Ambiente Bovisio,
Immagina Arcore,
Comitato No Pedemontana Lesmo.

venerdì 23 febbraio 2024

Pedemontana e futurismo: il privilegio di percorrere gallerie a 120 chilometri all'ora

Manifesto di Nizzoli Marcello, 1927 - Scheda completa

Sabatino Fusco, direttore generale di Pedemontana, ha annunciato in un'intervista al Cittadino di Monza 
che le ruspe per le tratte B2 e C dell'autostrada est-ovest arriveranno a maggio o al massimo giugno. Rispondendo a domande, Fusco ha affrontato la questione della conferenza dei servizi sulla tratta D breve, sottolineando la mancata disponibilità dei sindaci del Vimercatese e definendo la situazione un'occasione persa. Riguardo agli ambientalisti, Fusco ha criticato il loro approccio, evidenziando i benefici di Pedemontana in termini di tempi di percorrenza e impatto ambientale ridotto.

Commento di Domenico Corrusco (*)
La visione così chiara e illuminante di Sabatino Fusco suona quasi come una melodia inebriante di logica impenetrabile. Gli ambientalisti, quei simpatici individui che osano preoccuparsi di pagliuzze mentre Fusco scava gallerie come se stesse giocando a nascondino con la Natura.

È davvero commovente come Fusco tratti la contrarietà degli ambientalisti come una specie di sfida intellettuale, quasi come se il reale impatto ambientale di Pedemontana fosse solo una fantasia da favola ecologista. Immagino che gli alberi abbiano solo bisogno di un po' di compagnia sotterranea, giusto?

E poi c'è questa geniale proposta della tratta D breve, un capolavoro di geometria spaziale che, seguendo il ragionamento di Fusco, accorcierà i tempi di percorrenza. Ma, naturalmente, nessuno ha il coraggio di chiedere come un'autostrada che allunga il percorso per chi deve recarsi a Bergamo possa essere più veloce.

Parlando di costi, è così rinfrescante vedere come Fusco ignori completamente i costi ambientali, come se la qualità della vita degli abitanti del Vimercatese fosse solo un dettaglio trascurabile. Ma hey, almeno avremo gallerie sotterranee, giusto? Magari potremmo organizzare un tour guidato per gli automobilisti che desiderano apprezzare il "paesaggio" sotterraneo, il tutto a spese dell'ambiente.

In conclusione, grazie, Signor Fusco, per la sua illuminante prospettiva. Possiamo solo sperare che gli ambientalisti smettano di perderci tempo con la loro insistenza sulla realtà e inizino ad apprezzare appieno il privilegio di percorrere gallerie a 120 chilometri all'ora. Che visione!

Nota (*): Domenico Corrusco è uno pseudonimo scelto per contrapporre, in un futuro immaginario, un "fusco" a un "corrusco". Questi termini si riferiscono rispettivamente a qualcosa di buio e tenebroso (fusco) e a qualcosa di luminoso e fulgido (corrusco).