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venerdì 26 marzo 2021

Circolo Ambiente: "A Barni stanno cancellando la memoria di un progetto sociale e ambientale, coprendo con l’asfalto un orto e una storia"


 

a cura del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

 

Sono purtroppo iniziati in questi giorni i lavori per la realizzazione del nuovo parcheggio in via Andreoletti a Barni, dove prima sorgeva l'orto creato da don Emilio!
 

Come Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” esprimiamo indignazione e forte rammarico per la scelta dell’Amministrazione Comunale di Barni che ha insistito per un’opera inutile, che sta cancellando un’esperienza dal forte valore sociale e ambientale. 


Con il parcheggio, di fatto viene asfaltata una porzione di terreno che non solo aveva una valenza ambientale, ma che rappresentava il lavoro dell’associazione, fondata dal compianto don Emilio Lorvetti, “Tutela dell’ambiente: un dovere comune universale” (nota 1). Un’associazione che aveva per finalità il rispetto della natura, la diffusione della cultura dell'ambiente, la coltivazione di ortaggi e la loro distribuzione gratuita a chi ne aveva bisogno. Un progetto quindi dal forte valore ambientale e sociale che, soprattutto in questo periodo di grande disagio collettivo, avrebbe potuto continuare, aiutando le persone in difficoltà.
 

Invece il Comune di Barni ha preferito andare avanti con un progetto che creerà nuovi inutili posti auto, in un paese di poco più di 500 persone!
 

L'orto sta per essere cancellato da una inutile distesa di asfalto!




A nulla sono servite le molte proteste organizzate dal nostro Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” insieme ad altre associazioni. Il Sindaco non ha nemmeno aspettato l’esito del ricorso al TAR presentato dalla Parrocchia (proprietaria del terreno espropriato), ed ha preferito andare avanti, senza sentire ragioni; il tutto per un progetto inutile, che sta coprendo con l'asfalto un bellissimo orto e un’importante esperienza sociale.

Nota 1:
L’associazione fondata da don Emilio Lorvetti si intitola “Tutela dell’ambiente: un dovere comune universale” (http://www.tuteladellambienteundoverecomuneuniversale.it) e si basa sull’utilizzo dell’orto di via Andreoletti a Barni, di proprietà della Parrocchia, per usi didattici e sociali.

mercoledì 24 giugno 2020

Barni. Appello per salvare l’orto di don Emilio: "NO al parcheggio!"


a cura di:
Gruppo Naturalistico della Brianza 
Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

Subito dopo l’impulsiva azione di esproprio da parte del Comune, il Gruppo Naturalistico della Brianza e il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” non demordono e tornano a ribadire la loro netta contrarietà al progetto per realizzare un parcheggio nell’orto di via Andreoletti a Barni. E le due associazioni lo fanno attraverso alcune considerazioni, ma soprattutto ponendo precise domande rivolte a tutti i soggetti coinvolti: al Sindaco, alla Comunità Montana, alla politica, ma anche a tutta la cittadinanza di Barni.

Il parcheggio in via Andreoletti, nell’orto già coltivato da don Emilio, sembra la fissazione dell’Amministrazione Comunale di Barni, che lo scorso 17 giugno ha proceduto, di gran fretta, con l’esproprio, nonostante sia pendente un ricorso al TAR: l’Amministrazione del sindaco Caprani ha voluto accelerare per “mettere le mani” sul terreno della Parrocchia, con il decreto di esproprio firmato dallo stesso Caprani in qualità di Responsabile dell’area Lavori Pubblici.
La dichiarazione di pubblica utilità dell’opera non è presente sul sito del Comune, così per chi si chiede perché dovrebbe servire un parcheggio lì in paese è difficile capire, ad esempio, se e quali alternative sono state considerate.

Se proprio servono posteggi, occorre dimostrare di aver indagato tutte le alternative che permettono di evitare di asfaltare (!) un terreno verde com’è quello di via Andreoletti: ad esempio lì vicino esiste il parcheggio di Piazza Caminada, che potrebbe essere razionalizzato per la possibilità di ricavarne altri posti auto, mentre l’appezzamento che ospita l’orto di don Emilio è in pendenza e pertanto richiede importanti lavori di scavo per la sistemazione.

A coprire i costi dell’opera ci sono 5.000 euro per la progettazione e 80.000 per i lavori, finanziati dalla Comunità Montana, che distribuisce così i fondi provenienti dai ristorni dei frontalieri.
Il Comune di Barni ci mette la restante parte, ma nessuno in Comunità Montana e a Barni si chiede: sono soldi ben spesi? ci sono alternative per salvare l’orto di Barni?

La scelta di impiegare le risorse in posteggi è comunque, purtroppo, prassi consolidata nel tempo, se già nel 2013/2014 l’Amministrazione di Barni aveva ottenuto dalla Comunità Montana 50.000 euro per i progetti di realizzazione di “autorimesse interrate e parcheggio a raso in Via Bolgeri” e “spazi di sosta a valenza sovraccomunale in via Bricchi”.

La banda larga, che è tema cruciale per lo sviluppo di un territorio, non sembra invece meritare investimenti.

E poi: la dotazione di spazi pubblici e sociali a Barni è adeguata? Lo spazio dell’orto potrebbe avere una funzione sociale migliore rispetto alla destinazione a posteggio, potrebbe essere pensato come uno spazio di condivisione, ad esempio per far conoscere ai più piccoli come avviene la semina e la coltivazione. L’orto di don Emilio era proprio questo, una proposta di condivisione, come si può leggere in www.tuteladellambienteundoverecomuneuniversale.it

Il tutto senza escludere un diverso uso dell’area, conservandone però il carattere di condivisione, per esempio con strutture di aggregazione per ragazzi o per anziani, che a Barni richiederebbero una robusta revisione.

Visto che è stato finora inutile appellarsi alla ragionevolezza dell’Amministrazione Comunale per attendere almeno l’esito del ricorso al TAR, così ci rivolgiamo a tutta l’Assemblea della Comunità Montana Triangolo Lariano e al Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi, con cui il sindaco Caprani ha collaborato, affinché provino a suggerirgli scelte e procedure alternative a quelle finora seguite.

domenica 24 maggio 2020

Barni: decine di selfie per salvare l’orto di don Emilio!


Una contestazione “virtuale”, a suon di selfie, contro il progetto del parcheggio nell’orto di don Emilio a Barni. È questa la forma di protesta che il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” sta proponendo per opporsi all'intento dell'Amministrazione Comunale di Barni, che vorrebbe realizzare un parcheggio per una trentina di posti auto, asfaltando lo spazio di via Andreoletti attualmente occupato dall’orto avviato dal compianto don Emilio Lorvetti.

La protesta ha già portato alcune decine di persone a inviare i loro selfie, con un cartello che dice “No al parcheggio! Salviamo l’orto di don Emilio a Barni”. Le foto vanno inviate all’email del comune sindaco@comune.barni.co.it e info@circoloambiente.org  e, per chi ha Facebook, postate sulla pagina “Salviamo l'orto di Don Emilio!” che già raccoglie quasi 700 aderenti.


Lo scorso febbraio, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” aveva organizzato, insieme a Civiltà contadina, al Gruppo Naturalistico della Brianza e a Terra Viva, un presidio di protesta per dire no al progetto. Ora, consapevoli del fatto che le istituzioni sono giustamente impegnate per l’allarme sanitario, ma visto che il sindaco di Barni ha più volte reiterato l'intento di mandare avanti il progetto del parcheggio, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” chiede di continuare la protesta con i selfie. L'obiettivo è quello di far ritirare l’assurdo progetto, che distruggerebbe un’area verde e la memoria dell’associazione fondata da don Emilio a Barni.


NOTA:
L’associazione fondata da don Emilio Lorvetti si intitola “Tutela dell’ambiente: un dovere comune universale” (http://www.tuteladellambienteundoverecomuneuniversale.it) e si basa sull’utilizzo dell’orto di via Andreoletti a Barni, di proprietà della Parrocchia, per usi didattici e sociali.

lunedì 3 febbraio 2020

Barni: in 50 per salvare l’orto di don Emilio!


Una cinquantina di persone hanno partecipato domenica 2 febbraio 20202 a Barni, al presidio per salvare l’orto di don Emilio, contro il progetto del Comune che vorrebbe realizzarvi un parcheggio!
Al presidio hanno dato l’adesione alcune associazioni: Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, Civiltà contadina, Gruppo Naturalistico della Brianza, Terra Viva.


Molti gli striscioni esposti, tra cui:
  • “Chi ama la terra non muore mai; don Emilio tu fiorirai”
  • “Coltiviamo orti, non automobili!”
  • “Più orti, meno parcheggi!”
  • “Giù le mani dalla terra!”
Durante il presidio, le oltre 50 persone hanno ricordato la figura di don Emilio, la sua associazione “Tutela dell’ambiente: un dovere comune universale” e il significato dell’orto, con l’idea di proseguirne la coltivazione in accordo con la Parrocchia.


Criticato pertanto il progetto col quale si vorrebbe asfaltare l’area verde per far posto al parcheggio, cancellando l’orto e la memoria dell’attività di don Emilio.

L’auspicio dei partecipanti al presidio è pertanto che il Comune di Barni annulli definitivamente il progetto per il nuovo parcheggio, salvaguardando l’orto della Parrocchia.

sabato 1 febbraio 2020

Barni (CO): No al parcheggio nell’orto di don Emilio, il prete-contadino


“No al parcheggio nell’orto di don Emilio a Barni!”. Così il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” interviene in maniera netta contro il progetto del Comune di Barni, che vorrebbe realizzare un nuovo parcheggio in via Andreoletti, nel luogo su cui oggi sorge l’orto voluto dalla Parrocchia e da don Emilio, il prete-contadino deceduto nel 2018.

Dichiarano i responsabili del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”: “Barni non ha bisogno di un nuovo parcheggio, casomai di preservare il suo bellissimo paesaggio, la sua storia e anche la memoria recente del prete-contadino!  Per questo come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" siamo contrari alla realizzazione di un nuovo parcheggio nell'orto di via Andreoletti. Si parla tanto di consumo di suolo zero, di fermare la cementificazione del territorio, di attenzione all'ambiente da parte delle nuove generazioni, invece a Barni si pensa ad asfaltare un orto! Se Barni vuole puntare, come sarebbe giusto, sul turismo, deve anzitutto preservare il proprio territorio e paesaggio e pertanto non deve pensare a un nuovo parcheggio per le auto, bensì a come attrarre un turismo sostenibile, che si muove preferibilmente coi mezzi pubblici, i bus, oggi sicuramente da potenziare. Se proprio serve un nuovo parcheggio, piuttosto si faccia su un’area già cementificata. Insomma noi diciamo un netto no ad asfaltare l'orto di don Emilio, sia per evitare la deturpazione del territorio, sia per conservare la memoria del sacerdote che aveva a cuore sia la comunità locale che il paesaggio”.


Don Emilio teneva anche un sito web, in cui spiegava i motivi per cui aveva avviato il progetto dell’orto: http://www.tuteladellambienteundoverecomuneuniversale.it

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” chiede pertanto al Comune di Barni di rinunciare al progetto per il nuovo parcheggio, salvaguardando l’orto della Parrocchia.

sabato 10 febbraio 2018

AAA cercasi volontari per l'operazione " SOS salvataggio anfibi" al laghetto di Crezzo

Laghetto di Crezzo, tra Lasnigo e Barni (Como)
SOS SALVATAGGIO ANFIBI

Si cercano volontari per il progetto salvataggio anfibi, soprattutto rospi ma anche salamandre, tritoni e rane

In primavera compiono una migrazione dal bosco al lago e quando attraversano una strada vengono schiacciati dalle auto. Aiutiamoli !

Luogo: il bellissimo laghetto di Crezzo, tra Lasnigo e Barni (Como)

Per maggiori informazioni telefonare al numero: 335 6343550