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giovedì 17 settembre 2026

Il cielo sopra la Brianza: capire il meteo per capire il clima


Perché le previsioni meteorologiche non sono mai certezze assolute? E quanto è diventato importante imparare a leggere ciò che accade nell'atmosfera in un'epoca di cambiamenti climatici?

Se ne parlerà martedì 6 ottobre al Cineteatro Santa Maria di Biassono, nell'ambito della rassegna Green Lab, con il Colonnello Mario Giuliacci, fisico e climatologo, e Daniele Izzo, fisico dell'atmosfera e meteorologo operativo di Meteo Expert.

Siamo abituati a consultare le previsioni per sapere se pioverà nel fine settimana o se sarà necessario portare con noi l'ombrello. Ma il lavoro della meteorologia è molto più importante: le previsioni sono uno strumento essenziale per prevenire i rischi e affrontare eventi meteorologici potenzialmente pericolosi, oltre a essere fondamentali per agricoltura, trasporti e molte altre attività.

E oggi osserviamo con sempre maggiore attenzione fenomeni come ondate di calore, precipitazioni molto intense, temporali improvvisi e periodi di siccità. Fenomeni che interessano anche la nostra Brianza e che rendono ancora più importante comprendere la differenza tra tempo meteorologico e clima.

Una singola giornata calda o un temporale particolarmente intenso non sono, da soli, la prova di un cambiamento climatico. Ma conoscere la meteorologia aiuta a interpretare correttamente gli eventi che osserviamo e a distinguere il singolo episodio dalle tendenze che emergono dall'osservazione del clima nel lungo periodo.

È anche per questo che parlare di meteo significa parlare di conoscenza, prevenzione e consapevolezza ambientale.

La serata di Green Lab promette di essere un'occasione interessante per scoprire cosa c'è dietro le previsioni che consultiamo ogni giorno, quali sono i loro limiti e perché l'atmosfera rimane, nonostante i grandi progressi della scienza, un sistema complesso e in continua evoluzione.

  • Martedì 6 ottobre 2026 – ore 20.45
  • Cineteatro Santa Maria – Biassono
  • Ingresso gratuito fino a esaurimento posti, con prenotazione online o presso la biglietteria.


Segui CH Meteo su WhatsApp per ricevere direttamente gli aggiornamenti sulle previsioni meteorologiche della Brianza: Canale CH Meteo

mercoledì 19 marzo 2025

Maratona artistica No Pedemontana a Bernate


Con l’intento di esprimere rabbia e indignazione per la devastazione dei boschi di Bernate, nasce una maratona artistica in difesa delle terre e dei corpi soggetti alla violenza del progetto dell’Autostrada Pedemontana. Poetə, musicistə e artistə sono invitatə a partecipare, portando le proprie opere per unirsi alla lotta e dichiarare il proprio amore per la Brianza.

Modulo di partecipazione: cliccare qui

giovedì 13 febbraio 2025

Passeggiate e proteste: continua la mobilitazione contro l'autostrada Pedemontana


Le associazioni e i comitati locali proseguono la loro battaglia contro l'autostrada Pedemontana, smontando le narrazioni ufficiali e denunciando le criticità di un progetto che continua a suscitare polemiche. Attraverso comunicati, approfondimenti tecnici e iniziative sul campo, il fronte del dissenso si rafforza, evidenziando i rischi e le incongruenze dell'opera.

Le bugie di Pedemontana: il Comitato Difesa del Territorio di Lissone smonta la narrazione ufficiale


Il Comitato Difesa del Territorio di Lissone prosegue nella sua opera di smascheramento delle dichiarazioni ufficiali con la campagna "Le Bugie di Pedemontana". Dopo aver confutato le affermazioni che l'autostrada sarebbe rispettosa del territorio e che contribuirebbe a ridurre il traffico (leggi qui), ora il focus è sulla promessa dei "1000 giorni di cantiere".

Il Comitato sottolinea come sia poco credibile che un'opera concepita in oltre trent'anni possa essere realizzata in tempi così brevi. La complessità della realizzazione, aggravata da criticità irrisolte come la bonifica per la diossina lungo la tratta B2 e le questioni legate agli espropri, rendono questa promessa irrealistica. "1000 giorni è solo un numero simbolico, perché di questo Pedemontana vive: di simboli", affermano gli attivisti, mettendo in guardia sulla lunga durata e sulle ripercussioni territoriali di un cantiere che rischia di impattare pesantemente la viabilità locale.

I numeri che non tornano: il comunicato de La Rondine Concorezzo


La lista civica La Rondine Concorezzo punta invece i riflettori sulle fragilità economiche del progetto, denunciando il drastico calo delle previsioni di traffico e il conseguente aumento dei costi.

Negli ultimi dieci anni, i dati ufficiali di Pedemontana hanno più che dimezzato le stime del traffico, un elemento che mina la sostenibilità finanziaria dell'opera. Inoltre, le stime attuali appaiono comunque sovrastimate, basandosi su un modello di calcolo già rivelatosi fallimentare nel caso della BreBeMi. La costruzione di un'autostrada a tre corsie per senso di marcia appare del tutto ingiustificata a fronte di volumi di traffico che potrebbero essere gestiti con normali strade provinciali.

Parallelamente, i costi sono lievitati da 4,1 miliardi a 5,2 miliardi di euro, con il rischio di ulteriori aumenti. Per contenere questa crescita, Regione Lombardia ha proposto la cosiddetta Tratta D-Breve, una variante che, secondo il Centro Studi PIM, risulta inefficace sul piano trasportistico e che si sovrappone inutilmente alla Tangenziale Est A51. Questa modifica ha suscitato l'opposizione dei comuni del Vimercatese, che hanno presentato una formale diffida legale contro il progetto.

La mobilitazione continua: "Passeggiata della vergogna 2.0"


Oltre all'attività di analisi e denuncia, i comitati proseguono con azioni di sensibilizzazione sul territorio. Sabato 22 febbraio alle ore 14.30, diverse associazioni e gruppi locali si ritroveranno in Piazza Italia a Baruccana di Seveso per la "Passeggiata della vergogna 2.0". L'iniziativa prevede una visita al cantiere della NON bonifica, con l'obiettivo di mostrare direttamente ai cittadini la situazione sul campo e di rafforzare la consapevolezza sugli effetti di Pedemontana sul territorio.

"Pedemontana vs Valle del Lambro": un'escursione per vedere i luoghi prima della devastazione


Nell'ambito del programma "Le Brianze raccontate e camminate", domenica 23 febbraio si terrà un'escursione organizzata dall'Arci di Macherio tra il Parco Regionale della Valle del Lambro e il Parco sovracomunale dei Colli Briantei. Il percorso, lungo 8,2 km, attraverserà aree destinate a subire profondi cambiamenti a causa dei lavori di Pedemontana, offrendo ai partecipanti l'opportunità di vederle nella loro forma attuale forse per l'ultima volta.

L'itinerario toccherà luoghi di pregio storico e naturalistico, tra cui il ponte ciclopedonale sul Lambro, le corti storiche di Gerno di Lesmo e il parco di Villa Borromeo D'Adda ad Arcore. Un momento significativo sarà il ricordo del comandante partigiano Livio Cesana, con un omaggio nel luogo a lui dedicato. L'evento si concluderà presso il Monumento alla Resistenza, in collaborazione con le sezioni ANPI di Arcore e Biassono.

L'escursione è riservata ai tesserati ARCI con iscrizione obbligatoria e un massimo di 30 partecipanti. Per informazioni cliccare qui.

Un'opera senza senso collettivo?

Le critiche sollevate dai comitati e dalle associazioni convergono su un punto chiave: l'autostrada Pedemontana sembra rispondere più a logiche politiche ed economiche che a un reale bisogno collettivo. Con costi in crescita, previsioni di traffico in calo e un impatto territoriale significativo, le ragioni per proseguire il progetto appaiono sempre meno convincenti. La mobilitazione non si ferma e continuerà a sollevare interrogativi su un'opera che rischia di diventare un pesante fardello per le comunità locali.

mercoledì 12 febbraio 2025

Valle del Lambro e Colli Briantei: l’escursione nei luoghi che la Pedemontana cambierà per sempre


Nell'ambito del programma "Le Brianze raccontate e camminate", domenica 23 febbraio 2025 si terrà un'escursione unica e irripetibile tra il Parco Regionale della Valle del Lambro e il Parco sovracomunale dei Colli Briantei. Un itinerario che attraversa luoghi destinati a subire profondi cambiamenti a causa dei lavori della Pedemontana, offrendo ai partecipanti l'opportunità di salutarli nella loro forma attuale per l'ultima volta.

Il percorso, della lunghezza di circa 8,2 km, si snoderà attraverso piste ciclopedonali, strade urbane e campestri, con un tracciato prevalentemente pianeggiante e qualche agevole saliscendi. L'uso dei bastoncini da escursionismo è consigliato per un maggiore comfort lungo il tragitto.

Il ritrovo è fissato alle ore 8:30 presso il parcheggio della Stazione FS Biassono-Lesmo-Parco. Da qui, il gruppo si muoverà verso nord lungo la ciclovia del parco regionale fino a raggiungere il ponte ciclopedonale sul Lambro. Dopo aver attraversato la provinciale in prossimità del grande ponte in ferro di Gerno, gli escursionisti esploreranno la frazione di Gerno di Lesmo, ammirandone le corti storiche e l'interno neoclassico della parrocchiale.

Un momento significativo dell'escursione sarà il ricordo del comandante partigiano Livio Cesana, omaggiato nel luogo a lui dedicato. Proseguendo, con una breve ascesa e un facile attraversamento dei campi, il gruppo raggiungerà il cimitero di Lesmo e le aree boschive prossime a essere trasformate dai lavori della nuova autostrada. Il cammino continuerà lungo strade campestri e ciclabili, costeggiando nobili tenute agricole incorniciate da boschi e filari, fino a giungere alle porte di Arcore.

L'ultima tappa dell'itinerario condurrà gli escursionisti nel suggestivo parco di Villa Borromeo D'Adda, un'oasi di bellezza e storia. La conclusione dell'evento avverrà presso il Monumento alla Resistenza, sito in Largo Vincenzo Vela all'angolo con Viale San Martino, dove verrà reso omaggio ai partigiani arcoresi in collaborazione con le sezioni ANPI di Arcore e Biassono.

L'escursione, riservata ai soli tesserati ARCI, prevede un'iscrizione obbligatoria con un massimo di 30 partecipanti e una sottoscrizione di 3 euro. Gli organizzatori, Arci Macherio, declinano ogni responsabilità per eventuali incidenti o danni a persone e cose. Per informazioni e iscrizioni, è possibile contattare cultura@arcimacherio.it o telefonare al numero 335 632 8590 (Augusta) per le iscrizioni e al 339 844 6553 (Gianni) per ulteriori dettagli.

lunedì 25 novembre 2024

Pedemontana: Quale futuro per Biassono? Incontro pubblico per analizzare le criticità


La realizzazione della nuova autostrada Pedemontana continua a suscitare un vivace dibattito nelle comunità locali. La lista civica "Biassono Civica" ha deciso di affrontare il tema con un incontro pubblico dal titolo "Pedemontana a Biassono. Cosa ci aspetta, cosa possiamo fare", che si terrà il prossimo 4 dicembre 2024 alle ore 20:45 presso la Sala Civica Carlo Cattaneo in via Verri 14 a Biassono.


L'autostrada Pedemontana è un'infrastruttura ambiziosa, ma il progetto non è esente da pesanti criticità. Tra le principali preoccupazioni emerse vi sono:

  • Impatto ambientale: il tracciato dell'autostrada attraversa zone sensibili dal punto di vista ecologico e agricolo. L'opera minaccia aree verdi di pregio, compromettendo la biodiversità e riducendo il patrimonio naturale disponibile per le comunità locali.
  • Costi e sostenibilità economica: i costi elevati del progetto e le incertezze sui fondi necessari per il completamento continuano a sollevare dubbi sulla sostenibilità economica dell'opera, soprattutto considerando i benefici limitati rispetto ai disagi causati.
  • Problemi di inquinamento: l'autostrada potrebbe comportare un aumento significativo delle emissioni di CO2 e polveri sottili, peggiorando la qualità dell'aria in un'area già fortemente industrializzata.
  • Impatto sociale: le espropriazioni e i disagi causati dalla costruzione dell'autostrada potrebbero colpire duramente le comunità locali, compromettendo il tessuto sociale e la qualità della vita degli abitanti.

Per discutere di questi temi, Biassono Civica ha organizzato un evento che vedrà la partecipazione di numerosi esperti e rappresentanti istituzionali. Tra i relatori ci saranno:

  • Federico Carrer, architetto;
  • Alberto Rossi, sindaco di Seregno;
  • Sara Dossola, sindaca di Lesmo;
  • Massimo Stucchi, del comitato No Pedemontana Lesmo;
  • Alberto Colombo, esponente di Sinistra e Ambiente Meda;
  • Concetta Monguzzi e Giorgio Garofalo, consiglieri provinciali.

La serata sarà un’occasione per fare il punto sul progetto, comprendere i possibili impatti per Biassono e i comuni limitrofi, e valutare le alternative praticabili. L’invito a partecipare è rivolto a tutti i cittadini interessati a informarsi e a contribuire al dibattito.


"Vi aspettiamo il 4 dicembre 2024 in Sala Civica a Biassono per parlare di Pedemontana"
è il messaggio della lista civica. La partecipazione attiva è fondamentale per costruire una risposta condivisa a una questione che potrebbe ridefinire il futuro del territorio.

 


 

lunedì 5 febbraio 2024

Da Macherio a Biassono: passeggiata alla scoperta di antiche tracce e documenti


Le Brianze: Storie, Passeggiate e Cultura
SABATO 17 FEBBRAIO 2024


Un'emozionante escursione a "chilometro zero" alla scoperta delle nostre radici, attraverso i suggestivi territori di 

MACHERIO e BIASSONO

arricchita da una visita guidata al 

MUSEO CIVICO "CARLO VERRI"

Un percorso urbano agevole, seguendo strade a bassa intensità di traffico veicolare, sentieri elementari e una lunghezza totale di circa 4,5 km andata e ritorno.


Sulle tracce e le testimonianze dei nostri antichi predecessori:

  • A MACHERIO: la storica zona dell'Isulina, due misteriose colonne in pietra serena, il luogo dell'arresto di Valentino Rivolta con il ricordo nel suo ottantesimo anniversario, l'inedita cantina di Casa Caremi, la centuriazione romana e la strada Monza-Carate, e l'Oratorio di San Cassiano.
  • A BIASSONO: il Santuario di Santa Maria della Brughiera, sito di necropoli, il cosiddetto Castello e il più antico edificio biassonese nella Corte delle Orsole.
  • E per concludere in bellezza: visita guidata a una delle eccellenze culturali della Brianza, il Museo Civico Archeologico ed Etnografico "Carlo Verri", a cura del GRAL - Gruppo di Ricerche Archeostoriche del Lambro.


Programma

  • Ritrovo a Macherio: ore 13.45 presso Piazza Visconti / Stazione FS Macherio-Sovico.
  • Termine dell'escursione con aperitivo finale: ore 18:20 circa presso Arci Macherio - Via Vittorio Veneto 46.
  • L'escursione è aperta a tutti, con una sottoscrizione di 4 euro.
  • Numero massimo di partecipanti pari a 20.
  • Gli organizzatori declinano ogni responsabilità per eventuali incidenti e danni a persone o cose.
  • Per iscrizioni, contattare cultura@arcimacherio.it / 335 632 8590 (Augusta).
  • Per informazioni, chiamare il 339 844 6553 (Gianni).
  • Si consiglia di indossare calzature e abbigliamento comodo adatti alle attività all'aria aperta.
  • Organizzazione: Arci Macherio in collaborazione con il GRAL - Gruppo di Ricerche Archeostoriche del Lambro.

lunedì 29 gennaio 2024

Ciclo di conferenze al Museo Verri di Biassono. Celti padani e Romani: un rapporto difficile

Immagine tratta dal sito del Museo Verri

Il 3 febbraio 2024, il Museo Civico Carlo Verri di Biassono, nella sede distaccata di Ca' de Bossi, ospiterà il primo incontro del ciclo di conferenze dal titolo "Identità di un territorio".

Il direttore del Museo Civico Carlo Verri e accademico dei Lincei, il Prof. Ermanno A. Arslan, presenterà una relazione dal titolo "Celti padani e Romani: un rapporto difficile", focalizzandosi sulla complessa convivenza archeologica dei Celti e dei Romani nel territorio brianteo.

L'evento si svolgerà nell'aula didattica del Museo in Ca’ de Bossi, situata in via Umberto I, n.1. L'accesso è previsto dal portone principale con la scala posizionata sulla destra.

Per chi non potrà partecipare di persona, la conferenza sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube del Museo Civico Carlo Verri.

Dettagli dell'evento:

  • Data: Sabato 3 febbraio
  • Ora: 21:00
  • Luogo: Aula didattica in Ca’ de Bossi, Museo Civico Carlo Verri, Via S. Martino 9, Biassono MB (Italia)


Per ulteriori informazioni:

mercoledì 11 settembre 2019

Il Lambro è energia

Briosco (MB), Torre Meyer per la trasmissione teledinamica dell’energia

Il Museo Civico “Carlo Verri” e il GRAL presentano gli esempi di archeologia industriale sopravvissuti sulle rive del Lambro.

Tra questi le residue costruzioni del setificio Meyer di Briosco e il suo sistema di trasmissione teledinamico dell’energia che portava il moto derivato dal Lambro alla fabbrica.
Abbiamo rilevato la presenza di un sistema ingegnoso, che ha permesso all’industria di allontanarsi progressivamente dal fiume: una turbina idromeccanica azionava una puleggia che, mediante una fune metallica muoveva il complesso sistema delle trasmissioni nella fabbrica, lontana alcune centinaia di metri.

Sono altresì documentate tracce esistenti di turbine idromeccaniche a Carate Brianza, in ciò che resta della Filanda della Porenzella.

Altre zone ex-industriali, come quella di Realdino, hanno fornito ulteriori documentazioni.

Inaugurazione sabato 21 settembre 2019 alle ore 17,15.
La mostra rimarrà aperta sino al 31 gennaio 2020
Aperture straordinarie domenica 22 settembre e domenica 11 novembre (san Martino)

Per informazioni 334-3422482 - www.museobiassono.it
Orari:
venerdì ore 9,30-12,30 15,00-18,30;
sabato ore 15,00-19,00
o su prenotazione.


Scarica qui il volantino

domenica 22 luglio 2018

Cemento in Brianza: il TAR dà uno stop al piano urbanistico di Biassono

Legambiente: "La sentenza è una trave negli ingranaggi del procedimento che minacciava di lastricare di cemento le ultime aree verdi tra Biassono e Desio. Ora tocca alla Provincia svolgere il proprio ruolo di tutela del territorio".

Cassate anche le previsioni urbanistiche che intaccano il corridoio ecologico del Parco della Valle del Lambro


Le "X" indicano gli ambiti di trasformazione cassati dalla sentenza del TAR (immagine tratta da biassonocivica)
La scorsa settimana è stata pubblicata la sentenza del TAR di Milano che accoglie alcune delle importanti eccezioni opposte da Legambiente, dai comitati e dalle liste civiche di opposizione, nei confronti del Piano urbanistico del comune brianzolo, rispetto a previsioni insediative industriali e direzionali (ambito definito TR1) che, se attuate, avrebbero cancellato gli ultimi lembi di verde che separano Biassono dalla confinante Lissone, completando la dissennata coltre di cemento che fa della provincia brianzola il territorio col più alto consumo di suolo in tutta Italia.

"La sentenza del TAR inceppa l'operazione spregiudicata con cui il Comune e l'operatore immobiliare avrebbero potuto dare il via al piano attuativo su un ambito di quelli istituiti dalla provincia di Monza come corridoi da tutelare per salvaguardare le residue connessioni con il sistema verde provinciale - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - Siamo felici per l'esito della sentenza, ma siamo anche consapevoli che la vittoria davanti al giudice non basta: ora la palla passa alla politica, vigileremo affinché la Provincia svolga nel migliore dei modi il ruolo che le compete nel rapporto con il comune di Biassono, difendendo il proprio Piano Territoriale di Coordinamento che ha tra i suoi principali obiettivi proprio quello di fermare il dilagare del consumo di suolo"

La sentenza ha anche accolto i rilievi di Legambiente cassando due ambiti urbanistici a ridosso del corridoio ecologico del Parco della Valle del Lambro, ribadendo l'importanza della rete ecologica regionale come strumento di tutela dell’ambiente. “La sentenza è importante perchè afferma l’obbligo di effettuare la valutazione di incidenza non solo nei siti di rilevanza comunitaria, ma anche nei corridoi ad alta antropizzazione della rete ecologica regionale. Si tratta di un importante strumento per garantire interventi di deframmentazione sulle aree investite e di rinaturazione compensativa", commenta la legale dell'associazione, avvocato Emanuela Beacco.

L’annullamento dei due ambiti di trasformazione è importante perché la loro attuazione, anche se di dimensioni modeste, avrebbe potuto costituire un precedente per future e più gravi aggressioni urbanistiche all’area protetta fluviale della valle del Lambro.

Leggi anche:
- Ancora una volta Davide sconfigge Golia (biassonocivica2016) 
- Consumo suolo: la sentenza del TAR su Biassono (biassonoinprogress)

domenica 9 luglio 2017

Quattro comuni della Brianza uniti dal cemento


Biassono (MB): al centro della provincia del cemento, c’è chi vuole consumare ancora

di Luca D’Achille, tratto da Salviamo il paesaggio

Trascurare la realtà e negare l’evidenza per consumare ancora il territorio. A cavallo di quattro dei comuni della provincia più urbanizzata d’Italia si propone un referendum consultivo per fermare l’impatto devastante ed irreversibile di un nuovo insediamento produttivo e commerciale.

Nei giorni in cui l’ISPRA conferma con i numeri del rapporto 2017 sul consumo di suolo, che la Provincia di Monza e Brianza è sempre maglia nera d’Italia, arriva un altro duro colpo al territorio ferito. In un’area di confine tra i comuni di Biassono, Monza, Vedano al Lambro e Lissone avanza la proposta di una nuova edificazione: capannoni ad uso produttivo industriale, commerciale e terziario direzionale, due torri di 10 piani e complessivi 429.700 mq di nuovo cemento.

Non contano i tanti capannoni sfitti, non bastano gli evidenti effetti, ambientali ed economici dovuti in particolare all’impermeabilizzazione del suolo: il progetto avanza ma le anime ecologiste presenti tra i politici e nelle associazioni locali si mobilitano, per informare e coinvolgere la cittadinanza. Come già fatto in altre realtà,  la proposta è quella di un referendum consultivo.

Ne abbiamo parlato con Alberto Caspani, consigliere comunale e capo gruppo della Lista per Biassono, partendo quindi proprio dal comune che pagherà il costo maggiore in termini di consumo.

Cominciamo da una prima riflessione sull’origine e l’impatto del progetto. Ce n’è proprio bisogno? E’ stata valutata la presenza di strutture vuote e/o sfitte?

“Nonostante le ripetute richieste in consiglio comunale affinché l’amministrazione di Biassono produca uno studio dettagliato, o lo richieda all’operatore del Masterplan a integrazione della documentazione sinora prodotta, non esiste alcuna mappatura circa gli edifici aziendali abbandonati nel tempo, né in merito agli edifici tuttora vuoti. La crisi economica di questi anni si è però fatta sentire anche nel comparto aziendale biassonese, tant’è che numerosi edifici ubicati nell’area industriale non mostrano segni d’attività o presentano cartelli per affitto/vendita. Siamo ben lungi, dunque, dall’aver esaurito le potenzialità dell’esistente”.

Sono state considerate le realtà esistenti da aiutare?

“Non è mai stato organizzato un incontro pubblico o un’iniziativa di confronto con le aziende presenti sul territorio, affinché si adottino politiche di coordinamento, orientamento strategico, o partnership. Proprio per questo motivo, a settembre Lista per Biassono proporrà un evento pubblico nella sala civica di Villa Verri che coinvolga non solo le aziende del territorio, ma anche l’Associazione degli industriali di Monza e Brianza: ci si focalizzerà sull’attuale situazione di mercato, sui rapporti pubblico-privato in campo produttivo-aziendale, sulle nuove strategie di sviluppo sostenibile ed economia circolare”.

Eppure la situazione è critica da tempo: a Biassono, già consumato per più della metà del territorio, ci sarà l’impatto maggiore. A Monza, Vedano al L. e Lissone (quest’ultimo consumato per oltre il 70%) altro consumo. Come mai vengono trascurati i costi derivati?

“Il problema è che il Masterplan, per com’è stato presentato, non prende assolutamente in considerazione fattori quali le conseguenze dovute all’impermeabilizzazione del suolo, i maggiori costi energetici, l’alterazione del microclima per la scomparsa delle aree boschive, una valutazione dell’inquinamento prodotto, così come dei flussi di traffico generati. Ha un’impostazione unidimensionale, basata su previsioni soggettive e lacunosa anche dal punto di vista di dettagli tecnici essenziali per il calcolo dell’impatto ambientale (ad esempio, non ci sono indicazioni sull’altezza massima degli edifici, col rischio di produrre volumetrie in grado di raggiungere il milione di metri cubi). Manca di fatto una fondata valutazione di carattere ambientale-paesaggistico”.


Secondo ISPRA, negli ultimi anni monitorati (2012-2015) le perdite economiche sono considerevoli: Monza ha perso fino a 180.000 €. Intorno ai 10.000 euro Biassono e Vedano. Sono valori sottostimati perchè calcolai sulle aree libere perse, pr sapendo che gli effetti negativi vanno ben oltre. Si vedono le conseguenze?

“Biassono ha da anni problemi di smaltimento delle acque meteoriche, solo in parte attutiti da recenti lavori di sostituzione e ampliamento dei dotti, per altro  concentrati nel centro storico. L’area al confine con Macherio resta tuttora a rischio, ma fenomeni di allagamento si sono verificati anche nella zona industriale verso il confine con Lissone, proprio per l’eccesso di impermeabilizzazione del suolo. La siccità di questi ultimi anni ha solo reso meno visibile il problema”.

In più: “Sorgendo su un territorio di naturale canalizzazione delle acque meteoriche, oltre ai rischi d’intensità meteorica, a Biassono si aggiungo quelli di carattere idro-morfologico. Un tempo il sistema delle rogge aiutava a scaricare ampi quantitativi d’acqua verso il territorio del Parco di Monza: ora gli stessi finiscono invece per allagare le strade del paese secondo un preciso disegno convergente verso piazza S. Francesco, nel centro storico”.

Con questo progetti, l’ambiente e il paesaggio sarebbero modificati in modo permanente: suolo eroso, perdita nella produzione agricola, diminuzione della qualità degli habitat. Questa zona è sempre stata “risparmiata” o c’erano già stati tentativi di destinarla ad edificazione? Sono differenti le posizioni assunte dalle amministrazioni comunali coinvolte?

“I terreni a destinazione agricola e strategica sono stati ripetutamente mortificati nel corso degli ultimi 30 anni, 25 dei quali a conduzione leghista a Biassono. Gli stessi agricoltori di Biassono, raccolti sotto il Comitato Fiera San Martino, sono i primi oggi a lamentarsi per la perdita di territorio agricolo e per il frazionamento dei pochi lotti rimasti, ormai inutilizzabili per produzioni redditizie. L’area al confine con Lissone è stata destinata a espansione industriale sin dai tempi del Piano regolatore generale, impostato quando l’amministrazione era ancora a conduzione democristiana. La Lega Nord ha recepito le linee di sviluppo e concretizzato la spinta urbanizzante, trasformando la destinazione agricola in industriale/produttiva, senza valutare alcuna possibilità di coinvolgere i proprietari privati in progetti di cinture verdi strategiche, o parchi urbani da inserire nei Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS) esistenti. Benché sia oggi possibile trarre benefici economici da soluzioni “green”, il dibattito a Biassono è del tutto assente e impensato”.

Il traffico indotto: si parla anche dell’ipotetica Strada Provinciale 6, opera connessa alla realizzazione dell’autostrada Pedemontana Lombarda: qual è l’aggiornamento su quella tratta dell’opera (la C)? si farà? con quali impatti sul territorio?

“Al di là dei proclami di rito, senza fondi per Pedemontana è altamente improbabile che il progetto di giunzione venga realizzato per intero e già questo dovrebbe rappresentare un freno alle mire della giunta leghista: il successo del Masterplan viene fatto dipendere dagli inevitabili vantaggi strategici dell’unione bretellina-Pedemontana. Generando più traffico, miracolosamente le due opere attirerebbero aziende altamente specializzate a Biassono. Un dogma, non supportato da alcuno studio strategico reale”.

“Al momento i lavori della futura SP6 sono in corso fra la rotatoria della Birona di Monza e via Nobel, dunque ancora al confine fra Monza e Lissone: la conclusione prevista è fissata per novembre 2017. L’arrivo a Biassono, sempre che la sostenibilità finanziaria dell’opera regga e i lavori proseguano senza intoppi, è da prevedere eventualmente per il prossimo bienno. Il Masterplan ha in programma due fasi di sviluppo: la prima di 40.000 metri quadrati di superficie coperta, la seconda di 50.000, condizionata però dall’arrivo di Pedemonta”.

Con quali impatti sul territorio?

Il rischio, dunque, è che si avvii comunque un piano d’espansione senza poter far leva sulle “ipotetiche” potenzialità di una rete di collegamento e trasporto pienamente sviluppata, generando solo un appesantimento del traffico, senza effettivi benefici economici, oltre a creare blocchi industriali del tutto inutili rispetto alle potenzialità attuali. Se Pedemontana dovesse arrivare mai a Biassono, avrebbe un effetto altamente impattante non solo per l’area al confine con Lissone, ma anche e soprattutto per gli ultimi terreni liberi in prossimità del Lambro: sono previsti due svincoli giganti che divorerebbero anche buona parte del territorio libero a est (oggi sotto tutela del Parco Valle Lambro).


E’ un progetto di carattere sovra-comunale. I cittadini vogliono ambiente pulito e salute, non solo quelli di Biassono. C’è l’appoggio e coinvolgimento di associazioni o esponenti degli altri comuni coinvolti?

“Lista per Biassono sta informando sui rischi di cementificazione del proprio territorio ormai da molti anni: il Piano di Governo del Territorio è stato approvato (col nostro voto contrario) nel 2013, a seguito di ripetuti banchetti e iniziative di sensibilizzazione per evitare il peggio. Con la giunta leghista, all’epoca guidata dal sindaco Piero Malegori, non è stato possibile alcun dialogo costruttivo, né mediazione, nonostante fossero state prodotte 13 osservazioni critiche e propositive al PGT. Il ricorso al Tar che Lista per Biassono ha poi intrapreso rispetto al documento approvato, è stato interamente finanziato dalla lista, senza alcun aiuto da parte di altre forze di minoranza. Abbiamo anche prodotto un libretto informativo distribuito a tutti gli elettori di Biassono, organizzando diversi incontri pubblici. Oggi ci ritroviamo a combattere la battaglia interna al Comune da soli, visto che l’altra forza di minoranza in consiglio comunale ha declinato la proposta di lavorare insieme all’indizione di un referendum consultivo per chiedere alla giunta la sospensione dei progetti di cementificazione del territorio. Al contrario, abbiamo avviato un’ottima collaborazione con altre liste civiche esterne a Biassono: LabMonza e Lissone Bene Comune, entrambe contrarie a un consumo di territorio che interesserebbe i loro stessi spazi di confine, nonché con tutte le associazioni afferenti all’Osservatorio del PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) di Monza e Brianza. Vorremmo che il Comitato referendario recentemente costituito funzioni come aggregatore di tutte le realtà locali che hanno a cuore la difesa di una Brianza più verde e sostenibile. L’obiettivo comune è d’indire quanto prima il referendum consultivo a Biassono: in caso di esito contrario ai disegni della giunta, potrebbero infatti esserci conseguenze anche sui piani d’espansione previsti negli altri Comuni interessati dal Masterplan provinciale (in particolare Vedano al Lambro e Lissone)”.

Il tavolo di discussione avviato in Provincia, può rendere più lungo e complicato l’iter di approvazione? Può al tempo stesso rendere più difficile il controllo da parte dei soggetti interessati alla difesa del suolo?

“Dipende tutto dall’orientamento che assumeranno le giunte coinvolte nel Masterplan provinciale. Al momento, ad esempio, Monza e Lissone sono contrarie a ulteriore consumo di suolo, mentre Vedano e Biassono spingono per l’attuazione dei propri ambiti. Questa spaccatura potrebbe allungare i tempi di accordo e rallentare dunque le spinte speculative. Al contrario, la ricreazione di un blocco politico uniforme nei Comuni coinvolti potrebbe rappresentare il colpo di grazia per la battaglia contro la cementificazione della Brianza meridionale“.

Veniamo infine alla proposta di un referendum consultivo: è la prima volta che viene usato? quali speranze può dare? quanto può influire un’iniziativa di carattere comunale su un progetto sovra-comunale?

“A Biassono la possibilità d’indire un referendum consultivo è prevista nello Statuto comunale sin dal 2004, ma come strumento concreto di democrazia diretta non è mai stato utilizzato. Non a caso, manca tuttora il regolamento applicativo previsto per disciplinare la raccolta delle firme e lo svolgimento del referendum stesso: Lista per Biassono ha elaborato un testo apposito che sarà in approvazione nel prossimo consiglio comunale. Essendo di carattere consultivo, il referendum non ha valore vincolante rispetto alle scelte della maggioranza, ma può manifestare oggettivamente il dissenso popolare verso il suo operato: nelle ultime elezioni amministrative, sia Lista per Biassono che il secondo gruppo di minoranza entrato in consiglio comunale avevano nel proprio programma l’imperativo di non consumare più territorio a Biassono. Dal momento che i voti dei rispettivi elettorati risultano superiori rispetto a quelli della Lega Nord, che ha però vinto le elezioni con una maggioranza relativa, la scelta di quest’ultima circa l’opportunità di dar seguito al Masterplan in area industriale e agli altri ambiti di trasformazione del PGT è ormai problematica. Occorre necessariamente una consultazione per capire quale sia l’effettiva volontà popolare: il rischio è che si attuino progetti invisi alla maggioranza dei biassonesi, causando una compromissione del territorio comunale poi irreversibile”.

http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/

venerdì 23 giugno 2017

Carte di Brianza al Museo Civico di Biassono

Mappa di Giovanni Brenna, 1850 (particolare)
Sabato 24 giugno 2017 alle ore 17,30

Esposizione di carte topografiche e geologiche, libri di interesse locale, appartenenti al Museo Civico "Carlo Verri" di Biassono.

Il Museo ha voluto acquisire alcune carte topografiche particolarmente interessanti per la Brianza perché le rilevazioni antiche, data la scarsa urbanizzazione dei primi anni dell’800, riescono a dare una maggior conoscenza della conformazione paesistico-amministrativa del nostro territorio.

Sono anche esposte le opere di Arturo Riva, il geologo della Brianza, con la sua interessantissima carta geologica.

Completano l’esposizione alcuni libri di interesse locale e dei periodici dedicati alla Brianza raccolti e conservati presso la biblioteca del museo.

sabato 27 maggio 2017

La Brianza scomparirà sotto una colata di cemento


La Lista per Biassono, con il suo Consigliere Comunale Alberto Caspani, ha informato il coordinamento ambientalista de l'Osservatorio PTCP dell'avvenuta approvazione nel CC del 2 maggio 2017 di un Masterplan concernente previsioni edificatorie sulla porzione biassonese di un'area sovraccomunale oggetto di piani di trasformazione.
Una prima ricerca a mezzo di accesso agli atti nei comuni interessati ha evidenziato che da circa un anno è stato attivato presso la Provincia di MB un tavolo di discussione ai fini della procedura d'intesa (art. 34) prevista nel Piano Territoriale di Cooordinamento Provinciale (PTCP) con i Comuni di Biassono, Vedano al Lambro, Lissone e Monza.
Oggetto della discussione, l'intenzione, riportata anche nei PGT, di operatori privati di edificare su aree ancora libere facenti parte degli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP) nella fascia di confine dei comuni sopracitati.
Si sono tenuti già 3 incontri e sono risultate palesi le pressioni esercitate in particolare dalle amministrazioni di Vedano e di Biassono affinchè l'intesa sia concretizzata, possibilmente "al ribasso" (poche compensazioni ambientali, poca riduzione volumetrica e poche fasce di ricostruzione del verde).
A Biassono, a guida Lega Nord, la maggioranza ha dunque approvato il Masterplan che delinea le previsioni d'interventi consentiti sui terreni ricadenti nei confini comunali biassonesi.
Sono interventi preoccupanti. Si tratta di una colata di cemento costituita da capannoni ad uso produttivo industriale, commerciale e terziario direzionale con due torri di 10 piani e un certo grado di "libertà" nella configurazione dei lotti.
L'intervento, suddiviso in due fasi, dovrebbero sorgere a ridosso dell'ipotetica SP6, strada facente parte della viabilità complementare dell'autostrada Pedemontana Lombarda.
Sugli altri comuni i dettagli di quanto previsto negli AT non ci sono ancora noti.
Complessivamente per l'area AIP interessata si tratta nel complesso di 429.700 mq di CONSUMO DI SUOLO pari al 31% della superficie ancora non urbanizzata (1.391.644 mq su 1.939.440 totali) distribuiti come segue:

  • 129 000 mq su Vedano al Lambro rispetto ai 258.333 mq liberi
  • 257.036 mq su Biassono rispetto ai 293.875 mq liberi
  • 42.836 mq su Lissone rispetto agli 828.364 mq liberi
  • 0 mq su Monza dove sono previsti Servizi (che non fanno consumo di suolo ndr) su 11.072 mq liberi.
E' evidente che gli interventi più pesanti riguardano i Comuni di Biassono e di Vedano.
Il 26 maggio 2017, per accendere i riflettori sull'ennesimo pericolo di consumo di suolo per questa zona della Brianza, già pesantemente urbanizzata e sulle debolezze costituite dalla normativa provinciale sugli AIP, il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP ha tenuto unitamente con la Lista per Biassono (che in CC s'è espressa contro il Masterplan) e la partecipazione della Lista LabMonza una conferenza stampa distribuendo il seguente comunicato.



BRIANZA: FERMIAMO IL CONSUMO DI SUOLO!

Capannoni sfitti e aziende in condizioni precarie. L’area industriale di Biassono non ha bisogno di nuovi Masterplan, né di colate di cemento, ma di un  rilancio economico fatto aiutando le realtà esistenti, valorizzando gli ultimi terreni rimasti liberi inserendoli nei parchi del Grugnotorto e della Brianza Centrale. Si realizzerebbe così una cintura verde in linea con le indicazioni europee sulla creazione di barriere di mitigazione ambientale, dando altresì ai cittadini e ai proprietari dei lotti interessati la possibilità di sviluppare attività redditizie di carattere ecosostenibile.
Biassono, oltre ad avere un indice di consumo di suolo insostenibile (67%), fa parte della Provincia più cementificata d’Italia. Eppure si continua a pensare e a volere nuove e inutili edificazioni.
L’attuazione del Masterplan di Biassono, presentato dallo Studio Archetipo per costruire sui terreni del Consorzio Blasionum West Promotion, è il primo passo di una più vasta operazione edificatoria che interessa anche i Comuni di Vedano al Lambro, Lissone e Monza.
Un ulteriore colpo che ci priverebbe di aree libere e verdi essenziali per gli equilibri ambientali e per la valorizzazione paesaggistica del territorio.
In questa rincorsa al cemento, trovano conferma anche i timori dei gruppi ambientalisti aderenti all’Osservatorio PTCP di Monza e Brianza che da tempo giudicano insufficienti le tutele per il territorio previste nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) soprattutto in relazione agli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP).
E’ proprio nelle aree classificate come AIP che ricade l’intervento del Masterplan per il quale è previsto solo l’obbligo d’una procedura d’intesa con la Provincia. Un intesa che consentirebbe solo parziali compensazioni ambientali e qualche riduzione di volumetrie, permettendo comunque l’edificazione e il consumo di suolo.
Solo la voce dei cittadini può allora bloccare questa colata di cemento che non porta benefici pubblici, ma finisce per arricchire i pochi e soliti noti.

SERVE UN REFERENDUM PER DIRE NO ALLA CEMENTIFICAZIONE DI BIASSONO E DELLA BRIANZA

Contro l’emergenza Masterplan, è oggi necessario che i biassonesi prendano posizione. Dopo l’approvazione della “Valutazione di procedibilità e ammissibilità della proposta di Masterplan per l’attuazione dell’ATR1”, la delibera che il 2 maggio scorso ha dato il via al disegno di cementificazione degli ultimi 300mila metri quadrati verdi al confine col Comune di Lissone (con volumetrie non inferiori al milione di metri cubi), non resta che l’indizione di un referendum consultivo: strumento previsto dall’articolo 25 (Capo VI) dello Statuto Comunale, ma pienamente efficace in presenza del relativo regolamento (che dovrà essere adottato quanto prima, essendo Biassono inadempiente alle procedure fissate nello Statuto e in base alle quali il regolamento andava approvato entro un anno dal 2004).
Lista per Biassono, appoggiata da tutte le associazioni che compongono l’Osservatorio PTCP di MB, intende costituire un comitato referendario aperto per chiedere ai cittadini di pronunciarsi contro un progetto inutile, devastante per l’ambiente e sul quale pende oltretutto un ricorso al Tar.
Secondo le disposizioni dell’articolo 25 dello Statuto Comunale, per andare al voto occorre raccogliere un quinto delle firme degli elettori biassonesi (inclusi i ragazzi fra i 16 e i 18 anni), pari a circa 2000 sottoscrittori. 

E la risposta dovrà essere un “NO” senza appelli:
  1. NO a costruire nuovi edifici industriali e commerciali su una superficie coperta massima di 90mila metri quadrati (40+50 in due fasi distinte) e 180mila di superficie lorda di pavimento (60+120);
  2. NO alla scomparsa del confine naturale di divisione fra i Comuni di Biassono, Lissone, Vedano e Macherio, saldando i nostri territori in un’unica grande periferia urbanizzata da Milano al cuore della Brianza;
  3. NO all’alterazione delle già precarie condizioni climatico-ambientali del nostro territorio (surriscaldamento delle temperature medie, riduzione dell’abbattimento delle polveri sottili, perdita dell’habitat di riproduzione e attraversamento avi-faunistico);
  4. NO allo sfregio paesaggistico degli ultimi spazi liberi e verdi.
Lista per Biassono
Coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB


 

sabato 7 gennaio 2017

Biassono: presentazione del libro "L'islam, religione dell'occidente"

La Casa della cultura di Monza e Brianza, la Fnp-Cisl di Biassono e la libreria Arealibri di Seregno
vi invitano alla presentazione del libro di

Massimo Campanini
Islam, religione dell’Occidente
Mimesis, 2016

L’iniziativa avrà luogo sabato 14 gennaio 2017, alle ore 17, nella sala civica Carlo Cattaneo di via Verri 14 a Biassono.
L’ingresso è libero.

Il libro. Sebbene oggi sembrino divise sul filo dello scontro di civiltà, e lo spettro evocato da Samuel Huntington si sia sfortunatamente materializzato nell'incubo degli attacchi terroristici, in realtà Cristianesimo e Islam si sono profondamente influenzati da sempre e fin dalle origini. Le profonde interrelazioni culturali, teologiche, storiche, economiche, pacifiche ma anche conflittuali (crociate, guerre, terrorismo), tra Europa e mondo musulmano, testimoniano della stretta interrelazione esistente tra i due e del reciproco condizionamento. Non è allora provocatorio definire la religione di Maometto "occidentale". In questo saggio, Campanini prende la parola ponendosi da hanif, cioè da puro monoteista nemico degli idoli fideistici, ideologici e culturali. Assume un atteggiamento non apologetico, non fobico, per indagare cosa unisce e divide Cristianesimo e Islam e per dire qualcosa di più vero e giusto sulle origini di una religione e di una civiltà, quella musulmana, che straniera, in fondo, non lo è mai stata.

L’autore. Massimo Campanini è docente di Cultura araba nella facoltà di Lettere e filosofia dell’Università Statale di Milano e di Civiltà islamica nella facoltà di Filosofia dell’Università Vita e Salute San Raffaele. E’ autore, fra l’altro, de Il pensiero islamico contemporaneo (2016), Quale Islam? Jihadismo, radicalismo, riformismo (2015), Islam e politica (2015), Storia del Medio Oriente contemporaneo (2014), Il Corano e la sua interpretazione (2013).

Ascolta l'intervista all'autore su primaradio.it

lunedì 22 agosto 2016

In cammino da Milano a Cassago per ricordare il viaggio che Sant'Agostino fece nel 386 dC

di Massimo Fermo Didoni 
Associazione Storico Culturale Sant’Agostinio di Cassago Brianza

Sabato 27 agosto 2016 un gruppo di Pellegrini partirà da Milano verso Cassago a ricordo del viaggio che Agostino fece nel 386 per raggiungere il Rus Cassiciacum e la villa di Verecondo.

Massimo Didoni (in centro) accompagnerà i pellegrini lungo il percorso
PROGRAMMA

Sabato 27 Agosto - Santa  Monica, mamma di Sant’Agostino

Ore 8 - Santa messa celebrata da Monsignor Biagio Pizzi - Arciprete della Basilica di Sant’ Ambrogio presso la chiesetta di Sant’ Agostino  in Via Lanzone in Milano. A seguire, breve illustrazione delle motivazioni del  cammino - pellegrinaggio e partenza.

Ore 9.30 - Visita guidata, a cura del Professor Adriano Bernareggi, alla Chiesa di San Marco ove ufficiarono i Monaci Agostiniani.

Usciremo poi dalla Milano Romana passando per Porta Nuova, verso nord, sino a raggiungere il Naviglio della Martesana che seguiremo in direzione est fino al ponte su Viale Monza, che prenderemo  in direzione nord fino ad incontrare ed imboccare a destra Viale Italia, fiancheggiato da magnifici camminamenti all’ ombra di  rigogliosi  tigli.

I vicini giardini saranno il luogo adatto alla sosta per il pranzo al sacco.

Seguiremo Viale Italia sino a raggiungere da sud la frazione di San Rocco di Monza e dopo averla attraversata interamente in direzione nord,  per la via ciclopedonale che fiancheggia il Canale Villoresi, arriveremo a Monza in prossimità del “ Binario 7 “.

L'attraversamento del Parco di Monza
[leggi anche il resoconto del 2015:  
Da Monza a Cassago, lungo l'antico percorso della "busa"]
Ore 15/16 - Nel centro di Monza, breve conferenza a cura del Dottor Christian Alberto Polli sui luoghi della Città testimoni della presenza degli Ordini Agostiniani e degli Umiliati che vivevano seguendo la Regola di Sant’ Agostino.

Riprenderemo poi la direzione nord, entrando nel Parco di Monza dall’ingresso al limitare dei Boschetti,  per ammirare la Villa Reale dal lato che si affaccia sugli omonimi Giardini e dirigerci attraverso il Parco alla volta di Biassono.

Biassono: tracce dell'antico convento
Ore 18 - Presso una  delle case in Biassono  già  abitate dalle Umiliate, ascolteremo una breve conferenza della Professoressa Lidia Pirola Viganò, testimonianza della presenza a Monza ed  in Biassono di questo Ordine, oltre ad accenni sulla devozione alla Madonna della Cintura.

Seguirà la cena presso l’ Ostello di Cascina Costa Alta dove è possibile prenotare per il pernottamento e la prima colazione.

Domenica 28 Agosto - Nascita al Cielo di Sant’ Agostino

Ore 6 - Partenza in direzione nord - est  attraversando gli abitati e i territori di Biassono, Macherio, Canonica e Triuggio per arrivare al luogo di  sosta - tregua di Tregasio dove la Professoressa Liliana Casiraghi ci illustrerà, anche attraverso peculiari ritrovamenti archeologici del luogo, l’ ipotesi del  percorso che Agostino ed i suoi  scelsero  per raggiungere da Milano il Rus  Cassiciacum dell’ amico Verecondo: tracciato che a grandi linee noi avremo a quell’ ora già in buona parte percorso, e che ci appresteremo a completare.

Tregasio
Ripartiremo attraversando i territori tra i comuni di Montesiro e Besana percorrendo un tratto di strada che ha mantenuto l’antica denominazione romana di “Via della Busa“ per raggiungere  da  Cortenuova e Renate la via sul crinale che ci porterà  in breve alla frazione di Oriano, già in vista di Cassago.

Cassago Brianza
Ore 10.30 - Santa Messa nella Chiesa Parrocchiale di Cassago nella Solennità della  386°  Festa di Sant’ Agostino  quale  Compatrono del Paese.

Al termine della messa, sarà possibile visitare i luoghi di interesse Agostiniano.

Si consiglia a chi deciderà di partecipare di portare con sé un bagaglio leggero, che comprenda un paio di scarpe comode, dato che non vi saranno percorsi impegnativi, un cappello, un ombrello, indumenti per la pioggia che riparino da eventuali brevi acquazzoni e dal vento, e di considerare che lungo il tragitto sarà facile acquistare frutta, panini e altro, e bevande, a prezzi ragionevoli, da consumare al momento senza portare pesi per lunghi tragitti.

Si tratta ovviamente di un consiglio e ciascuno sappia poi regolarsi secondo le sue abitudini e necessità.

Per informazioni ed  iscrizioni: tel. 339.36.70.748 - email: massimo.didoni@virgilio.it

Settimana Agostiniana 2016 
(dal 27 agosto al 4 settembre)


La Settimana Agostiniana, giunta alla sua 26 edizione, è una opportunità che la Associazione sant'Agostino propone ogni anno a studiosi e singoli cittadini con lo scopo di offrire una nuova e appassionante possibilità di conoscere, di analizzare, di potersi confrontare su temi che coinvolgono la vita quotidiana: la Settimana è anche una occasione per poter rendere omaggio al grande Agostino, proclamato Patrono di Cassago nel 1631 dal popolo riconoscente per essere stato salvato dalla peste.
E' in questo paese, l'antico romano rus Cassiciacum dove l'amico Verecondo possedeva una villa, che Agostino, fra l'estate del 386 e la primavera del 387 d. C. scrisse i Dialoghi, un insieme di libri che hanno aperto orizzonti nuovi alla sua vita e all'umanità intera: Cassago, dunque, proposto come un attivo laboratorio di pensiero, di ricerca e di desiderio di conoscenza.

L'anno 2016 introduce al cinquantenario della Associazione S. Agostino: 50 anni dedicati alla valorizzazione della storia del paese di Cassago, delle scoperte archeologiche, delle sue tradizioni, dei suoi luoghi più significativi e soprattutto della figura di un ospite illustre, quel sant'Agostino, che proprio da qui, da questi luoghi, avviò un percorso personale di conversione che si sarebbe riverberato sulla intera umanità.


La manifestazione gode del Patrocinio della Provincia di Lecco e del Comune di Cassago.

giovedì 7 gennaio 2016

Il Museo di Biassono presenta la nuova sala "Dai celti ai romani in Brianza"


Sabato 16 gennaio 2016, alle ore 17,15, il Museo Civico “Carlo Verri” di Biassono presenterà presso la propria sede le ultime novità e il nuovo allestimento museale della sala archeologica che sarà intitolata al prof. Davide Pace, scopritore di tante testimonianze antiche nel nostro territorio.

Nel corso degli anni le testimonianze locali di un antico passato si sono moltiplicate. Ai rinvenimenti della villa romana di Biassono e del suo grande ripostiglio di monete si sono aggiunti quelli scoperti dal prof. Davide Pace a Giussano e Verano, durante gli scavi per la realizzazione della SS 36 Milano-Lecco, nonché tombe e suppellettili di epoca romana a Capriano di Briosco. In questa località venne inoltre recuperata una quantità notevolissima di materiale prodotto localmente in una fornace d’epoca romana.
Davide Pace arrivò in Brianza nel 1965 chiamato a ricoprire l’incarico di preside della nuova scuola media di Briosco, alla quale si aggiunse Giussano. La sua presenza a Briosco durerà dall'ottobre del 1965 sino al settembre del 1973. Le sue ripetute scoperte gli hanno giustamente meritato la fama di “un archeologo in Brianza”.

Va poi ricordato che il museo "Carlo Verri" si arricchì ulteriormente nel 2004 con la consegna da parte della Soprintendenza Archeologica della Lombardia di materiali tardo celtici rinvenuti a Biassono, presso Cascina Marianna, e di quelli scoperti in altre località della zona, tra cui Desio.

Il nuovo allestimento museale è stato denominato “Dai Celti ai Romani in Brianza - Da Cascina Marianna alla Cascina sant’Andrea”. 

Museo Civico “Carlo Verri” 
via san Martino - Biassono
Orari: Venerdì ore 9,30-12,30 e 15,00-18,30 
Sabato ore 15,00-19,00.
Per informazioni 334 3422482 

www.museobiassono.it


martedì 1 settembre 2015

Cammino di Sant'Agostino: da Monza a Cassago, lungo l'antico percorso della "busa"

Monza: la Chiesa di Santa Maria in Strada
Domenica 30 agosto 2015 alle ore 9 una decina di persone, guidate da Massimo Didoni, si sono ritrovate a Monza per percorrere e visitare i luoghi testimoni della presenza agostiniana lungo il tracciato romano che la collegava a Cassago Brianza.

Massimo Didoni, al centro, mentre illustra "il cammino"
Il percorso cittadino ha toccato la ex Casa degli Umiliati, la Chiesa di Santa Maria in Strada e il Convento dei Padri Barnabiti presso Piazza Carrobiolo.

La Villa Reale
Il Cammino si è addentrato quindi nei Giardini della Villa Reale per proseguire in direzione di Villa Mirabellino e di Vedano, sempre restando  all’ interno del Parco, e di Biassono.

L'attraversamento del Parco di Monza
Sono stati visitati anche in questo paese alcuni luoghi testimoni della presenza di  Comunità che vivevano sotto la Regola di Sant’Agostino.

Biassono: tracce dell'antico convento
Biassono: la Madonna della cintura
Da Biassono il gruppo si è poi diretto verso Canonica al Lambro dove ha avuto luogo una sosta ristoratrice.

Canonica al Lambro (foto di Gianni Casiraghi)
Lungo la strada per Tregasio si sono potuti ammirare Villa Jacini e l'adiacente cascina.

Cascina Jacini (anno 1836). Si notino gli alti archi in stile neogotico.
Devozione popolare sotto i portici di Cascina Jacini
A Tregasio il gruppo è stato raggiunto da Liliana Casiraghi, autrice del libro Brianza Romana, che ha illustrato le indagini effettuate per ricostruire l'antico tracciato - detto la "busa" - che può aver percorso San'Agostino da Milano a Cassago.

Sosta a Tregasio
Tregasio: l'antico convento
Arrivati a Cassago Brianza, l'antica Rhus Cassiciacum, i partecipanti si sono salutati con l'augurio di ritrovarsi nuovamente "in cammino sulle orme di Sant'Agostino". 

L'arrivo a Cassago Brianza
Molto gradita l'ospitalità di Massimo Didoni che instancabile ha concluso la giornata con una visita guidata al parco archeologico.