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giovedì 4 giugno 2015

Mulino Day 2015: arte e natura sulle rive del fiume Olona


Visite, mostre, buon cibo e molto altro
sulle rive del fiume Olona per (ri)scoprirne il patrimonio culturale e naturale.


mercoledì 9 maggio 2012

L'Olona è un fiume meraviglioso, godiamocelo!


Domenica 13 maggio 2012

BICICLETTATA E CANOATA IN VALLE OLONA

avete mai provato a dare due pagaiate ad una canoa?
avete mai fatto yoga in riva al fiume?
avete mai visto un vero mulino?
siete capaci di valutare lo stato ecologico di un fiume?
sapete chi sono i calimali?
avete mai assaggiato la loro cucina? cosa aspettate allora !!??


Programma:

h. 9.15 Ritrovo al Kapuziner Platz di Castelseprio.
h. 9.30 Partenza delle canoe e delle bici. Bambini e adulti insieme avranno la possibilità di conoscere l’ecosistema del Fiume Olona e, guidati dai volontari di Legambiente, potranno rilevare lo stato delle acque.
h.12.00 Arrivo a Calipolis in via Colombo 80 Fagnano Olona e pranzo

Il pranzo (dal primo al dolce, tutto compreso) costa 10 euro per gli adulti, €5 per i bambini, e va gentilmente prenotato. Tutto il resto è GRATIS!!!

Dalle h. 14.00
- Giro prova Kayak/canoa per tutti!
- Passeggiata e visita alla Mostra “La fabbrica Ritrovata” in collaborazione con il CRT "Teatro-Educazione" EdArtEs di Fagnano Olona, presso la Cartiera Alto Milanese in via Giulio Cesare Fagnano Olona
- Yoga in riva al fiume

Per il pranzo è necessario prenotare: Antonella 3382240375, Tatiana 3291398581, info@legambientetradate.it

Immagine tartta da: http://www.informazioneonline.it/LAY009/L00909.aspx?id=5706

venerdì 27 aprile 2012

Alla scoperta del fiume Olona con Legambiente

Questa primavera Legambiente Tradate vi invita a riscoprire il lato incantevole avventuroso e storico del nostro magnifico fiume Olona con una la serie di (serie) iniziative.

30 Aprile
Depur - Tur
Primo imperdibile appuntamento: visiteremo il depuratore di Gornate Olona con due guide d’eccezione l’ingegnere che lo ha progettato e colui che lo gestisce che ci riveleranno i retroscena della depurazione; non è un luogo abitualmente aperto al pubblico, una visita esclusiva come questa non ricapiterà!
Una volta iniziati ai segreti della depurazione il nostro amico “Fauno” ci guiderà nei meandri del RTO, una passeggiata naturalistica fino all’agognata Ecofesta di Gornate Superiore (comune di Castiglione Olona) dove ci delizieremo con l’aperitivo.

03 maggio
Vivi con Stile
Andrea Poggio ci suggerirà lo stile migliore per vivere sostenibile,  una serata di eco-glamour al Castello di Monteruzzo di Castiglione Olona.

05 maggio
Olona un fiume
Proiezione del sorprendente  documentario sul nostro fiume, a seguire l’aperitivo.                                           
A Tradate presso l’ex biblioteca di via Mameli 13.

06 maggio
Biciclettata e Canoata
Un grandioso finale per la nostra serie di iniziative.
Da Castel Seprio in canoa, in bicicletta, in mtb (ricordatevi il casco!) seguendo il corso dell’Olona fino alla terra dei Calimani, là pranzeremo: vi raccomandiamo di prenotare cosicché gli abitanti di Calipolis possano accogliere gli intrepidi guardiani del fiume con i dovuti e meritati onori, valuteremo i campioni di acqua raccolti durante il percorso, il nostro yogin Antonio terrà, per tutti coloro che vorranno partecipare, una sessione di yoga en plein air ….e ………….scopriamolo insieme!

Per tutta la durata degli eventi “Storia dell’industria lungo il fiume Olona” un’interessante mostra presso la ex cartiera Alto Milanese di vai Giulio Cesare a Fagnano Olona

INFO: www.legambientetradate.it cell: 3291398581 - 3921261160

lunedì 7 novembre 2011

WWF: "Impianti a rischio lungo il Po e i fiumi attraversati dalla piena. Il caso eclatante dell'area Lambro Olona Seveso"


Dalla ‘Lombarda Petroli’ lungo il Lambro ai depositi di scorie nucleari sulla Dora Baltea fino al distretto conciario sulle rive dell’Arno: viaggio nei fiumi che scorrono lungo il pericolo.

Azzerati i fondi per la messa in sicurezza nella Finanziaria 2012.

“La temuta ondata di piena del Po preoccupa per le possibili esondazioni ma anche perché  fa riemergere altre paure nei confronti degli impianti a rischio collocati nel suo bacino che nel febbraio 2010 si materializzarono con lo sversamento di 2600 tonnellate di idrocarburi dalla “Lombarda Petroli” di Villasanta sul Lambro”. Lo afferma il WWF Italia ricordando le situazioni di rischio per la presenza di attività pericolose o inquinanti localizzate troppo a ridosso dei nostri principali corsi d’acqua a cominciare dal Po. “Fatti ben conosciuti  - spiega l’associazione ambientalista - su cui si dovrebbe investire urgentemente in maniera mirata sulla base di un Piano strategico Nazionale di priorità per rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico, quale quello istituito con la Legge Finanziaria del 2008, che nel 2009 ha visto lo stanziamento di 265 milioni di euro, e che ora viene azzerato con la Legge di Stabilità 2012”.

IMPIANTI A RISCHIO NEL BACINO DEL PO: I CASI PIU’ ECLATANTI.

Quello di Villasanta in particolare  è solo uno dei tanti impianti a rischio nel bacino del Po e in particolare in quella che un tempo era chiamata  l’area a rischio Lambro-Seveso–Olona, interessata nel 1988 da un costoso e fallimentare piano di recupero ambientale. Ma lungo questi tre corsi d’acqua. nelle provincie di Milano e Monza-Brianza, vi sono numerosi impianti a rischio come la “Galvaniche Ripamonti” a Cologno Monzese lungo il Lambro, o le aziende chimiche lungo il Guisa, come la  “Azko Chemicals “(Arese) o la “Brenntag” (Bollate); lungo il Bozzente vi sono la “Arotech” e la “Galim” (Lainate); lungo l’Olona c’è la “Pharmacia e Upjohn” (Nerviano) o sul Sevevo la “Clariant” : tutte trattano sostanze chimiche, alcune particolarmente pericolose. Ma tutto il bacino del Po è interessato da impianti e depositi di stoccaggio pericolosi ubicati a pochi metri dagli alvei, come nel caso di Saluggia, sulla Dora Baltea, vergognosamente canalizzata fin dalla valle d’Aosta, dove  vi sono ben due depositi di stoccaggio di scorie nucleari lambiti già dall’alluvione del 2000.
Lungo il Po troviamo anche discariche di amianto, come quella di Albaredo Arnaboldi (Pavia), piuttosto che la raffineria Tamoil di Cremona, già protagonista di sversamenti in fiume e posta tra il Po e la città, fino ad arrivare al delta dove incombe la centrale termoelettrica di Porto Tolle, dopo essere passati da Ostiglia con la centrale Enel a ridosso dell’argine maestro.

DA NORD A SUD, FIUMI CHE SCORRONO LUNGO IL PERICOLO.


Il problema è diffuso in tutta Italia coinvolgendo fiumi piccoli e grandi e, spostandosi al centro e poi a sud,  a ridosso del Marecchia (Rimini) vi sono impianti per il gas, mentre il Panaro è interessato da aree a rischio elevato in comune di Marano sul Panaro.
Vi sono anche aree rischio attraversate dai fiumi come nel caso dell’Arno che passa nel  distretto conciario, che comprende la zona di S. Croce sull'Arno, dove si concentrano molte aziende di cui ben 400 industrie conciarie, con problemi di sfruttamento della falda e di immissione in Arno dei reflui che, anche dopo la depurazione, contengono ancora non trascurabili carichi inquinanti. Vi sono poi le aree indicate come “siti d’interesse nazionale per le bonifiche” come lungo il Tavo- Saline in Abruzzo o la val Basento in Basilicata interessata da una pericolosa area industriale, manifatturiera e centrale del gas.

LE SOLUZIONI PER LA MESSA IN SICUREZZA. 

“Tutte le misure necessarie per la messa in sicurezza di questi impianti dovrebbero essere inserite nel cosiddetto Piano strategico Nazionale di priorità per rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico, i cui fondi però sono stati azzerati nella Finanziaria 2012”, spiega Andrea Agapito, Responsabile Acque del WWF Italia. “Attualmente diverse Regioni hanno completato i catasti degli impianti a rischio, ora è necessario agire  per aggiornarli ma anche per avviare campagne di informazione e protocolli di sicurezza che riducano al minimo il rischio. L’azione migliore però è la delocalizzazione, che il WWF chiede da almeno 10 anni, ma mancano i fondi. E’, però, urgente mettere in sicurezza tutte queste situazioni; è indispensabile fornire indicazioni per cercare di limitare i danni ed evitare la dispersione, durante le piene, di materiali pericolosi”.

“Per questo è necessario – conclude Agapito - che tutti gli impianti lungo i fiumi siano dotati di sistemi  dry-proof, finalizzati ad impedire o minimizzare l’ingresso dell’acqua negli edifici (infissi a tenuta stagna; posizionando barriere mobili in corrispondenza di porte e finestre che possono non impedire l’ingresso dell’acqua ma ritardandolo consentono di allontanarsi o di mettere al sicuro mobili ed oggetti di valore ) e/o wet-proof, mirati ad aumentare la resistenza una volta che l’acqua sia entrata (elevazione delle apparecchiature, come quelle elettriche, su piedistalli o piattaforme o istallazione nei piani superiori; protezione delle apparecchiature con sistemi di ancoraggio o a tenuta stagna…)”.