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martedì 14 aprile 2026

Natura, storia e impegno sociale: un percorso a Caslino d’Erba


Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” organizza per domenica 19 aprile una camminata guidata alla scoperta del territorio di Caslino d'Erba e delle sue ricchezze naturalistiche, agricole e storico-culturali.

Come raccontano gli organizzatori Raffaella Rusconi e Pier Mariani del Circolo Ambiente Ilaria Alpi, il percorso è pensato per valorizzare luoghi significativi del territorio: “Caslino d'Erba offre molti spunti interessanti per la visita guidata che abbiamo organizzato per il 19 aprile. Dopo la partenza dalla stazione di Asso, visiteremo l’area agricola e le marcite di Scarenna, al confine tra Canzo, Asso e Caslino d’Erba. Attraverseremo poi il terreno confiscato alla criminalità, su cui il nostro Circolo aveva presentato un progetto di agricoltura sociale. Sono previste inoltre le visite al Santuario della Madonna di San Calocero e all’Oratorio di San Gregorio. Infine, dopo il pranzo al sacco, concluderemo con la visita a Palazzo Pecori, grazie alla collaborazione con il Comune.”

La camminata si svolgerà con il seguente programma:

  • Ritrovo: domenica 19 aprile alle ore 9.30 presso la stazione di Asso, in coincidenza con l’arrivo del treno da Milano
  • Arrivo previsto: ore 16.30 circa alla stazione di Caslino d’Erba
  • Percorso: circa 7 km, con dislivello contenuto (circa 100 m), adatto a chi possiede un minimo di allenamento
  • Opzione alternativa: per chi lo desidera, rientro a piedi fino alla stazione di Asso (ulteriori 4 km)

Durante l’escursione sono previste visite guidate a luoghi di grande interesse storico e culturale, tra cui il suggestivo Santuario della Madonna di San Calocero, l’interessante Oratorio di San Gregorio e Palazzo Pecori.

Informazioni pratiche

  • Si consiglia di portare pranzo al sacco e borraccia con acqua. Sono raccomandate scarpe da trekking e abbigliamento adeguato all’escursione.
  • È gradita la prenotazione via email a: info@circoloambiente.org
  • L’organizzazione declina ogni responsabilità per eventuali incidenti o danni a persone o cose durante lo svolgimento dell’iniziativa.
  • L’evento è patrocinato dal Comune di Caslino d’Erba.
  • In caso di maltempo, la camminata sarà rinviata a domenica 10 maggio. Eventuali aggiornamenti saranno pubblicati sulla pagina Facebook del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”.

domenica 30 marzo 2025

Scarenna: no alla strada, sì alla natura!


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


Per noi, come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", non è una buona notizia l'avanzamento del progetto per il ripristino della strada tra Scarenna e Caslino d'Erba.
Avremmo preferito che l'area venisse rinaturalizzata, come è di fatto già avvenuto in questi 15 anni dalla frana che, appunto nel 2010, ha interrotto la vecchia strada. Un periodo in cui, grazie all'assenza delle auto, la piana di Scarenna ha guadagnato un maggiore valore naturalistico, costituendo un'importante area verde compresa tra le pendici della montagna e la riva del fiume Lambro. Un'area risparmiata - in buona parte - dalla cementificazione, che ha invece riguardato la porzione compresa nel territorio di Asso, coperta da capannoni. È in conseguenza di questa ingombrante presenza che si è innescata la richiesta di uno sbocco stradale, essenzialmente per i camion e furgoni dell'area artigianale; un circolo vizioso in cui cemento e asfalto dominano sempre, a scapito dell'ambiente: prima si permette di costruire laddove c'era solo verde, poi si chiedono pressantemente le strade!


L'area verde di Scarenna va invece, secondo noi, preservata dal punto di vista naturalistico, anche in virtù della crisi climatica in atto. Uno dei rischi è che - nei prossimi decenni - il ripristino della strada porti con sé speculazione urbanistica e ulteriore consumo di suolo.

Rispetto al progetto così come ipotizzato, non ci convince la soluzione del vallo - con un muro alto cinque metri - per contenere eventuali frane. Una soluzione che avrebbe un elevato impatto sulle pendici della montagna e sul paesaggio.

I soldi pubblici destinati al ripristino della strada si sarebbero potuti risparmiare. Sarebbe stato meglio investire nella valorizzazione naturalistica e turistica di tutta l'area verde di Scarenna.

venerdì 3 gennaio 2025

Il Bocciolo della Rosa: cinque giorni di pellegrinaggio sul Cammino di Sant’Agostino nell’Anno Santo giubilare 2025

Un’opportunità per chi desidera vivere un’esperienza di cammino lento, intensa ma breve, senza allontanarsi dalla Lombardia.


In occasione dell’Anno Santo 2025, l’Associazione Cammino di Sant’Agostino propone Il Bocciolo della Rosa, un pellegrinaggio più breve ma altrettanto significativo lungo il “Cammino della Rosa”. Questo percorso, ridotto a cinque giorni rispetto al Cammino di Sant’Agostino completo, permette di immergersi nella suggestiva cornice storico-naturalistica delle colline dell’Alta Brianza monzese, comasca e lecchese, fino al Triangolo Lariano. L’itinerario di circa 90 km comprende la visita a cinque Santuari mariani, con partenza e arrivo al Rus Cassiciacum di Cassago Brianza, luogo in cui Sant’Agostino maturò la sua conversione e si preparò al battesimo tra il 386 e il 387 d.C.

Per l’Anno Giubilare, l’Associazione Cammino di Sant’Agostino, in collaborazione con l’Associazione S. Agostino di Cassago Brianza, garantirà il supporto ai pellegrini con:

  • La consegna della Credenziale del Pellegrino, da vidimare presso i Santuari mariani visitati e al punto di partenza/arrivo.
  • L’organizzazione dell’accoglienza lungo il cammino, con pernottamenti in luoghi facilmente raggiungibili anche con mezzi pubblici (autobus e treno), evitando l’uso dell’automobile.

Il Bocciolo della Rosa è un itinerario ad anello con partenza e arrivo a Cassago Brianza (Rus Cassiciacum), articolato in cinque tappe:

  • Cassago Brianza (LC) – Monguzzo (CO), 17 km
  • Monguzzo (CO) – Caslino d’Erba (CO), transitando per il Santuario di S. Maria della Noce a Inverigo, 18 km
  • Caslino d’Erba (CO) – Valmadrera (LC), 15 km
  • Valmadrera (LC) – Pusiano (LC), 14 km
  • Pusiano (LC) – Cassago Brianza (LC), 26 km


Durante il cammino, sarà possibile vidimare la Credenziale del Pellegrino nei seguenti Santuari:

  • Santuario della Madonna della Noce – Inverigo (CO)
  • Santuario della Madonna di Lourdes – Monguzzo (CO)
  • Santuario della Madonna di San Calocero – Caslino d’Erba (CO)
  • Santuario della Madonna di San Martino – Valmadrera (LC)
  • Santuario della Madonna della Neve – Pusiano (LC)

Sul sito www.camminodiagostino.it sono disponibili tutte le informazioni relative all’accoglienza, ai pasti e agli aspetti logistici del percorso. Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025, i pellegrini potranno vivere questa nuova esperienza, immergendosi nel cuore verde della Lombardia.

martedì 15 ottobre 2024

Circolo Ambiente: "Ma quale nuova strada, bisogna tutelare la piana agricola di Scarenna!"


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


In queste ultime settimane si è tornato a discutere della riapertura della strada tra Scarenna e Caslino d'Erba, interrotta da una frana nel 2010.
Come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" torniamo a ribadire la nostra posizione: ciò che serve è, al contrario, valorizzare tutta la piana di Scarenna dal punto di vista naturalistico.

Pensiamo al vantaggio - in chiave ambientale, agricola e turistica - che potrebbe avere la valorizzazione di tutta la piana agricola, utilizzando ad esempio fondi pubblici per far risaltare le peculiarità di tutta la zona. Una zona caratterizzata dalla presenza del fiume Lambro, per fortuna non ancora cementificato in quel tratto, a differenza di quanto avvenuto poco più a valle. Per il corso del Lambro si potrebbe attuare il progetto messo a punto qualche anno fa da Ersaf Lombardia per ampliare l'area di pertinenza del fiume. 



La bellissima piana di Scarenna è poi caratterizzata dalla presenza delle 'marcite' agricole, con le opere realizzate nei secoli scorsi per regolare il flusso delle acque, allo scopo di aumentare la crescita di foraggio sulla piana agricola. Poi la presenza della palestra di roccia, molto conosciuta e apprezzata dagli scalatori. Le peculiarità naturistiche e storiche della frazione di Scarenna sono riportate anche da Wikipedia, e potrebbero avere potenzialità anche in chiave turistica.

Appunto queste sono le vere potenzialità dell'area di Scarenna, se solo gli amministratori pubblici - comunali, regionali e della Comunità Montana Triangolo Lariano - avessero a cuore la tutela della natura e del paesaggio. Al contrario qui si pensa a ristendere un nastro di asfalto: l'interruzione in questi 14 anni dalla frana non ha dato particolari problemi alla frazione, se non appunto il vantaggio di poterla attraversare tranquillamente a piedi. Invece con il ripristino della viabilità stradale avremmo un aumento del traffico e dell'inquinamento nella tranquilla zona residenziale, oltre al fatto che i lavori di messa in sicurezza delle pendici della montagna e la creazione del vallo paramassi, deturperebbero la montagna. Per non parlare del nuovo tratto di strada che, necessariamente, comporterà il consumo di suolo verde, andando ad invadere proprio una parte dell'area agricola.
Quindi il nostro è un no assoluto all'intervento sulla strada. Al contrario si deve invece puntare sulla rinaturalizzazione della bellissima piana.

giovedì 29 febbraio 2024

Area agricola di Scarenna. Le associazioni ambientaliste lanciano un appello per la tutela del territorio


Il Circolo Ambiente Ilaria Alpi, il Gruppo Naturalistico della Brianza e Legambiente Lombardia stanno alzando la voce contro il progetto di una nuova strada lungo il Lambro, minacciando l'area agricola di Scarenna (tra Asso e Caslino d'Erba). In risposta, hanno richiesto un'audizione presso la Commissione Territorio, infrastrutture e mobilità in Regione Lombardia.

Un coordinamento composto da 9 associazioni opera da anni per la salvaguardia dell'area agricola minacciata, sostituendosi, con iniziative di informazione al territorio, a una mancanza di attenzione da parte delle istituzioni, in particolare dalla Comunità Montana Triangolo Lariano, promotrice del progetto.

La richiesta iniziale di essere ascoltate nella passata seduta del 26 febbraio è rimasta inascoltata, ma nonostante ciò, le associazioni continuano a chiedere di essere coinvolte nel dibattito il prima possibile. La loro preoccupazione è che la mancanza di ascolto possa portare a incontri frammentati e duplicati, rallentando una trattazione compiuta del tema.

Le associazioni intendono sottolineare alla Commissione Regionale che il territorio in questione non è uno spazio vuoto da riempire con una strada, ma un'area agricola con un potenziale turistico inespresso. La conservazione di questa zona è fondamentale per la creazione di un percorso ciclopedonale che, seguendo la rete ferroviaria Trenord, attraversi la valle da Erba, portando alla riscoperta di Asso e delle sue frazioni.


Già oggi, l'area libera dalle automobili è ampiamente frequentata da camminatori e ciclisti locali, evidenziando il suo potenziale turistico. A 14 anni dalla frana, le prospettive stanno cambiando, come evidenziato dall'approvazione del progetto "Borgo Ospitale" da parte della Comunità Montana.

Un punto cruciale sollevato dalle associazioni è l'importanza di comprendere le prospettive a lungo termine del territorio, anziché limitarsi a trovare un progetto per ottenere finanziamenti. La richiesta è di creare un quadro completo della situazione, ascoltando diversi punti di vista e correggendo informazioni lacunose o tecnicamente errate fornite durante la passata seduta.

Con oltre 1000 firme raccolte contro la nuova strada e un sostegno significativo da parte degli abitanti locali contrari all'incremento del traffico di attraversamento nella frazione, le associazioni invitano la Commissione regionale a considerare attentamente la complessità della situazione prima di prendere decisioni cruciali.

lunedì 17 ottobre 2022

Canzo, lavori sul Lambro. Il Circolo Ambiente chiede che il fiume venga rinaturalizzato


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”


La Comunità Montana del Triangolo Lariano ha in progetto alcuni interventi di ‘regimazione fluviale’ sul fiume Lambro [*], in particolare nel tratto compreso tra Canzo, Castelmarte e Caslino d’Erba, usufruendo dei fondi regionali per un importo totale di €. 600.000. I lavori consistono nello specifico nella ‘rimozione depositi di materiale in alveo del fiume Lambro in alcuni tratti nei Comuni di Canzo, Caslino d’Erba e Castelmarte’, nello ‘sfalcio e taglio piante in alveo con rimozione di materiale depositatosi sino alla quota attuale di scorrimento’ e nel ‘posizionamento dei massi ciclopici per mantenere la variabilità morfologica del corso d’acqua’, oltre ad altri interventi.

Il Lambro, nel tratto da Canzo a Caslino d’Erba, avrebbe bisogno sì di una moderata manutenzione del verde, ma la vera priorità è la rinaturalizzazione delle sponde. Infatti occorre andare a vedere quelle che sono le vere cause che hanno portato a questa situazione di potenziale rischio idraulico, con detriti e vegetazione presenti nell’alveo del fiume. Paradossalmente questa condizione è stata creata in conseguenza dei lavori di ‘riqualificazione fluviale’, realizzati nei primi anni ’90 – che noi avevamo pesantemente contestato – e che, secondo il Magistrato del Po, avrebbero dovuto contenere proprio il rischio idraulico. Le opere realizzate 30 anni fa proprio sul tratto del Lambro tra Canzo e Castelmarte, hanno trasformato il fiume in un canale raddrizzato che, in caso di forti piogge, aumenta la velocità di scorrimento alle acque, peggiorando gli effetti delle piene. Tali lavori hanno cancellato il corso naturale del Lambro, attraverso la lastrificazione delle sponde e del letto del fiume, lasciando la parte centrale a ‘schiena d’asino’ su cui, con le magre, è cresciuta la vegetazione. Evidenziamo quindi, anzitutto, il forte impatto ecologico che l'intervento ha comportato, con in più l’aggravante di aver aumentato il ‘rischio idraulico’ in caso di forti piogge, visto che gli interventi previsti dalla Comunità Montana riguardano la sicurezza civile. Bisogna quindi evitare altri interventi simili a quelli realizzati 30 anni fa a Castelmarte o addirittura l’anno scorso a Lasnigo, che hanno trasformato un tratto naturale del Lambro in un canale artificiale, sempre col pretesto della sicurezza!


Quello che occorre ora è invece un cambio di approccio sui fiumi. Bisogna procedere con la rinaturalizzazione degli argini che in passato sono stati cementificati. Non a caso proprio sul tratto di Lambro tra Canzo e Castelmarte, Ersaf Lombardia nel 2019 ha sviluppato un progetto di rinaturalizzazione, con cui si vorrebbe proprio ripristinare l’alveo naturale del fiume, togliendo il cemento, ricavando in più lo spazio per le eventuali e prevedibili esondazioni. Questo anche allo scopo di contenere i pericoli per gli edifici vicini al fiume – che, purtroppo, restano sempre a rischio –, evitando soprattutto ogni e futura edificazione nei pressi del fiume stesso, come nel caso del nuovo, ennesimo, supermercato a Castelmarte, che abbiamo contestato.

Per concludere, una corretta, moderata, manutenzione del verde lungo il Lambro ci può anche stare, ma bisogna anzitutto cambiare l’approccio sui corsi d’acqua, i cui alvei naturali non vanno mai violati, mentre i tratti artificializzati vanno rinaturalizzati. Occorre quindi prioritariamente vietare ulteriori cementificazioni dei fiumi (canalizzazioni, modifiche degli argini, consolidamenti, rettifiche e quant’altro, che vanno sotto il nome di ‘riqualificazione fluviale’), che andrebbero ad aumentare esponenzialmente gli effetti ambientali e il rischio idrogeologico, come succede sempre più spesso anche come conseguenza del riscaldamento globale.


[*] - Lavori previsti dalla Comunità Montana Triangolo Lariano (tot. €. 600.000, finanziati da Regione Lombardia) :

CARATTERISTICHE DEL LAVORO RICHIESTO
Le lavorazioni oggetto del presente avviso sono relative ad opere di manutenzione inerenti alcune porzioni di Fiume Lambro insistente nei Comuni di Canzo, Caslino d’Erba, Castelmarte e Erba, e si possono così riassumere:

  • rimozione depositi di materiale in alveo del Fiume Lambro in alcuni tratti nei Comuni di Canzo, Caslino d’Erba e Castelmarte;
  • intervento di stabilizzazione dell’erosione spondale in Loc. Lambrone in Comune di Erba;
  • sfalcio e taglio piante in alveo con rimozione di materiale depositatosi sino alla quota attuale di scorrimento;
  • posizionamento dei massi ciclopici per mantenere la variabilità morfologica del corso d’acqua.

giovedì 2 giugno 2022

Scuola in gita a Scarenna col Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”


Si è tenuta nei giorni scorsi una gita scolastica che ha coinvolto la classe 3^ C della scuola secondaria di primo grado “G. Puecher” di Erba. La scolaresca, accompagnata dalle professoresse Roberta Frigerio e Francesca Calogero, si è recata in treno alla stazione di Asso; da qui è iniziata l’escursione a piedi in cui gli alunni hanno potuto scoprire le aree naturali di Scarenna, incluse le sponde del fiume Lambro e l'area delle ‘marcite’, queste ultime utilizzate fino alla metà dello scorso secolo per la coltivazione agricola. A fare da ‘cicerone’ in questa parte della gita è stata la GEV onoraria, Domenico de Pardi.


In seguito i ragazzi si sono diretti verso la zona di San Calogero di Caslino d'Erba, dove l'apicoltore biologico Maurizio Gallo ha avuto modo di illustrare la vita delle api negli alveari e raccontare agli alunni l'importante relazione tra questi insetti impollinatori e l'ambiente che ci circonda.


Soddisfatti i membri del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, Moreno Casotto e Loris Galliani, che hanno organizzato l’escursione.

Al termine della gita gli alunni hanno voluto mettere per iscritto la loro impressioni sulla giornata, impressioni tutte positive per gli ambienti visitati e per il racconto delle guide, oltre che sottolineare la soddisfazione di essere ‘usciti’ in gita dopo il lungo periodo di vincoli legati alla pandemia.

Le impressioni degli studenti della classe 3^ C della scuola secondaria di primo grado “G. Puecher” di Erba


-La gita è stata molto bella, sia per il tempo passato insieme, sia per tutte le informazioni che ci hanno dato. E’ stato bello sapere molto di più sulle nostre valli, montagne e su tante altre cose.
E’ molto interessante la storia della vostra associazione, come vi chiamate e perché, quello che fate e come aiutate il paesaggio e le persone. Un esempio da seguire.
(Chiara N.)

-E’ stata una bella esperienza scoprire e vedere dal vivo le bellezze del territorio che ci circonda. (Lamyaa G.)

-L’uscita che abbiamo fatto ieri è stata molto bella e interessante, abbiamo imparato tante cose. L’apicoltore e gli accompagnatori sono stati molto bravi e molto disponibili e ci hanno insegnato cose che non tutti sapevano. (Valentina D.E.)

-L’uscita a me è piaciuta, le informazioni sono state date in modo chiaro.
La passeggiata è stata bella e gli operatori del Circolo Ambiente sono stati carini e disponibili.

(Matteo P.)


-Questa esperienza è stata molto interessante e abbiamo fatto una bella camminata.
Vorrei ringraziare il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” per l’occasione e anche l’apicoltore, che ci ha insegnato nuove cose; grazie a lui ho imparato nuove cose sulle api.
(Stefany L.)

-La gita mi è piaciuta molto, è stata molto interessante e abbiamo imparato cose nuove.
Mi sono divertita molto e ho passato dei bei momenti con i miei compagni. Nonostante ci conosciamo da tre anni, a causa del Covid, non siamo mai riusciti a fare gite e a passare dei bei momenti assieme, fuori dalla scuola.
(Elisa C.)

-La gita è stata molto bella e istruttiva. E’ anche stato bello ritrovarsi con i compagni e scoprire cose nuove. (Matteo R.)

-Dopo un lungo periodo di pandemia, la prof.ssa Frigerio e la prof.ssa Calogero hanno organizzato una gita che ho trovato molto interessante e divertente. Nella prima parte, ho scoperto nuove cose sul nostro territorio e ho individuato nuove piante.
Nella seconda parte, invece, ci siamo avvicinati alle api e alla loro bellezza.
Oltre allo scopo di imparare nuove cose, è stato un bel momento per stare in compagnia.
Ringrazio le persone che ci hanno accompagnato. Questa gita mi è piaciuta molto.
(Chiara M.)

-E’ stata un’esperienza bella e interessante, abbiamo imparato molte cose. (Tommaso R.)

-Ieri abbiamo fatto un’uscita a Canzo e ci hanno accompagnato degli esperti di piante, fiori e api. Questa gita mi è piaciuta molto, perché siamo stati a contatto con la natura e non con lo smog e il fumo delle industrie. (Thiaba M.)

-L’esperienza che abbiamo vissuto con il Circolo Ambiente è stata molto bella ed educativa, perché eravamo a contatto con la natura e ci ha permesso di essere più uniti.
Mi è piaciuta ed il tempo era bello. Era da tanto che non uscivo alla scoperta della natura.
(Bousso C.)

-Questa uscita è stata veramente una bella esperienza, per conoscere dal vivo il mondo delle api e per conoscere il nostro territorio. (Patrick S.)

lunedì 28 marzo 2022

Camminata naturalistica a Scarenna con il 'Coordinamento Lambar'


Una camminata naturalistica per conoscere le aree verdi di Scarenna (Fraz. di Asso). È questa l’iniziativa organizzata dal ‘Coordinamento Lambar’ (che riunisce 9 associazioni del territorio), in programma per la mattinata di domenica 3 aprile 2022.  Una facile escursione, adatta a tutti, che toccherà i punti più significativi, a livello paesaggistico e ambientale, della piana di Scarenna: dall’area delle 'marcite', alle sponde del fiume Lambro, alla parete di roccia,  fino ad arrivare al terreno confiscato di Caslino d'Erba.
La partecipazione è aperta alla tutta la cittadinanza, adulti e bambini; è necessario prenotare via mail all’indirizzo info@circoloambiente.org .  

Nel corso della stessa mattinata sarà anche possibile sottoscrivere la raccolta firme contro la realizzazione della nuova strada nell'area di Scarenna,  un progetto che, secondo il ‘Coordinamento Lambar’, rischia di compromettere l'equilibrio ambientale della zona, visto che andrebbe a interessare le aree verdi e le sponde del fiume Lambro. Il progetto interessa porzioni di territorio di Asso, Canzo e Caslino d'Erba.  

 



Di seguito le informazioni logistiche per la camminata:


  • Ritrovo alle ore 09:00 alla stazione di Asso (linea ferroviaria Milano-Asso). Privilegiamo l’utilizzo del treno!
  • Escursione guidata nei sentieri che costeggiano le aree verdi di Scarenna, inclusi alcuni punti di interesse tra cui: l’area delle ‘marcite’, le sponde del fiume Lambro, la parete di roccia, il terreno confiscato di Caslino d’Erba.
  • Percorso in piano di circa 5,5 km. Il rientro è previsto per le ore 12:30 circa.
  • La camminata è consigliata a tutti, adulti e bambini.
  • È necessaria la prenotazione via email a info@circoloambiente.org (verrà stabilito un numero max di partecipanti)
  • Si consigliano scarpe da trekking e abbigliamento adeguato.
  • L’organizzazione declina ogni e qualsiasi responsabilità per incidenti o danni a persone o cose durante la camminata. Dovranno essere rispettate le vigenti disposizioni sanitarie anti-Covid19, per il distanziamento (portare con sé la mascherina).


Il ‘Coordinamento Lambar’ è costituito dalle seguenti associazioni:  Gruppo Naturalistico della Brianza, Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, Civiltà contadina, Circolo Legambiente Prim’Alpe, Centro di aggregazione “Piera Mazza”, Cumpagnia di Nost, Laghee MTB, Associaz. ‘Testa di Rapa’, Cooperativa Frate Jacopa.


sabato 17 ottobre 2020

Circolo Ambiente: Niente cemento sugli argini del fiume Lambro!

Il Lambro tra Asso e Castelmarte

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” interviene in merito ai fondi concessi dalla Regione per la regimazione del fiume Lambro.  
Gli ambientalisti si dicono preoccupati per il finanziamento di 600 mila euro destinato (da come si evince dal comunicato del Pirellone) alla “regimazione fluviale del torrente Lambro” (sarebbe più corretto definirlo fiume…) concesso dalla Regione Lombardia per “interventi per la difesa del suolo e la mitigazione dei rischi idrogeologici”. L’intervento sul Lambro coinvolgerebbe i territori di Erba, Ponte Lambro, Caslino d’Erba, Castelmarte, Canzo, Asso, Eupilio.

Dichiara in proposito Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente: “Siamo contrari a qualsiasi nuova opera di cementificazione degli argini, per cui chiediamo che i nuovi lavori che verranno eseguiti sul fiume prevedano solo interventi per eliminare il cemento utilizzato in passato sugli argini”.  

Gli ambientalisti ricordano, a tale scopo, i lavori eseguiti nel 1993 dal Magistrato del Po, che hanno comportato una devastante cementificazione, che ha ridotto il corso del Lambro tra Asso e Castelmarte alla stregua di un'autostrada!

Prosegue Fumagalli: “In passato abbiamo assistito a lavori di “regimazione” che hanno devastato il corso del Lambro! Per questo siamo scettici sugli interventi previsti ora dalla Regione. Se proprio si devono eseguire dei lavori, questi devono essere destinati a rinaturalizzare le sponde del fiume, che sono state artificializzate nei decenni passati proprio in occasione di lavori per fantomatiche “sistemazioni idrauliche”, volute dal Magistrato del Po. Una pesante cementificazione, visibile tutt’oggi nel tratto di fiume che va da Asso a Caslino, in particolare nel territorio di Castelmarte, che ha portato solo a deturpare il corso del fiume e a velocizzarne le acque. Lavori che quindi – considerata la necessità di nuove opere, in base a quanto deciso ora dalla Regione – non solo non hanno risolto i paventati problemi di rischio idrogeologico, ma anzi li hanno aumentati!
Occorre considerare che l’esondazione dei fiumi è un fenomeno naturale, per cui gli unici interventi da eseguire devono essere quelli destinati a liberare le sponde. Per fare questo occorre rinaturalizzare gli argini, ovvero togliere il cemento in cui il fiume è stato costretto proprio a causa dei lavori spondali eseguiti anni fa! Pertanto se ora si pensa di intervenire sul fiume con nuove opere – e noi non ne siamo convinti – queste devono essere destinate unicamente ad interventi per rinaturalizzare le sponde. Ovvero laddove gli argini sono stati cementificati, occorre riportarli ad una condizione di naturalità, senza l’uso di leganti cementizi, che distruggono l’habitat naturale del corso d’acqua e aumentano il rischio idrogeologico”.

venerdì 10 luglio 2020

Terreno confiscato a Caslino d’Erba: parte il progetto per l’uso agricolo

Sopralluogo della Commissione regionale Antimafia a Caslino, per il progetto ideato dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

Roberto Fumagalli: “Faremo del terreno un presidio di legalità”

Sopralluogo presso il terreno confiscato di Caslino d’Erba
Partirà a breve il progetto per la coltivazione agricola biologica del terreno confiscato di Caslino d'Erba. Ieri, 9 luglio 2020, c'è stato il sopralluogo sul terreno da parte della Commissione regionale Antimafia, presente anche l'Agenzia nazionale dei Beni Confiscati e l’Amministrazione Comunale di Caslino.

Nel 2017 il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” aveva presentato una proposta per l'uso agricolo-sociale del terreno, che era stata premiata da Regione Lombardia come una delle migliori proposte di utilizzo dei beni confiscati. Ora si arriva finalmente alla progettazione definitiva, con l'intento di attuare il progetto entro la primavera 2021.

Il progetto prevede la coltivazione agricola biologica da parte di una cooperativa sociale che si occupa di disagio e disabilità. Mentre un’altra porzione del terreno verrà destinata ad un orto sociale con finalità anche didattiche, che coinvolgerà le scuole di Caslino d'Erba e di altri comuni del territorio.

Nell’ambito del progetto, che vedrà come capofila il Comune di Caslino, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” si occuperà della promozione della cultura della legalità, attraverso iniziative di sensibilizzazione per adulti e nelle scuole, oltre a campi di volontariato, finalizzati a diffondere le tematiche legate alla lotta alla criminalità e all’illegalità.

Consegna dell’attestato da parte di Regione Lombardia a Roberto Fumagalli del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, insieme al sindaco di Caslino d’Erba, anno 2017
Dichiara Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", presente al sopralluogo: “Siamo soddisfatti della partenza del progetto che avevamo proposto nel  2017. Andremo a utilizzare il terreno per una finalità sociale e ambientale. Trattandosi di un bene confiscato, faremo del terreno un presidio di legalità. Infatti vogliamo proporre eventi e iniziative per diffondere nelle scuole e tra la comunità i temi legati alla diffusione della cultura della legalità e del rispetto dell’ambiente”.

NOTA:

Il terreno di Caslino, di circa 3 mila metri quadrati (attualmente incolto e utilizzato solo per lo sfalcio d’erba), è stato confiscato a Ruggero Cantoni, ora deceduto, condannato in quanto a capo di un’organizzazione accusata di estorsione, truffa, circonvenzione di incapace e usura a danno di piccoli imprenditori e commercianti della zona compresa tra il Comasco e il Lecchese.

All’organizzazione che faceva riferimento a Cantoni appartenevano ben 23 immobili sequestrati in provincia di Como, tra cui: 4 appartamenti a Canzo e 5 a Erba, 5 locali a Erba, 4 garage a Canzo, 2 terreni agricoli a Caslino d’Erba e 1 a Erba.

sabato 16 gennaio 2010

Frana a Caslino d’Erba: basta cave e basta cemento!


CASLINO D’ERBA (CO) – “La frana staccatasi ieri, 15 gennaio 2010, dal fronte roccioso tra Caslino d’Erba e Scarenna di Asso dimostra che la Vallassina è a forte rischio geologico”. Così il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” interviene a seguito dell’evento franoso verificatosi che ha causato l’interruzione della strada che collega Caslino d’Erba e la frazione Scarenna di Asso.

Dichiara Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente: “Fortunatamente la frana non sembra aver causato danni a persone. Ma occorre riflettere sul fatto che solo due anni fa l’Amministrazione Provinciale di Como aveva pianificato in quello stesso versante una nuova cava di roccia da 800.000 metri cubi di capacità estrattiva, da affidare alla cementeria Holcim di Merone. Solo in un secondo momento l’ipotesi della cava era stata stralciata grazie all’opposizione della nostra associazione e dei cittadini della zona”.

Ma gli ambientalisti tornano a denunciare il rischio geologico e l’eccessiva cementificazione del territorio nella Vallassina: “Il masso staccatosi pochi giorni prima di Natale in località Laguccio di Canzo dimostra ancora una volta il rischio geologico di molte aree della Vallassina. È utile ricordare che l’area ai piedi della frana del Laguccio è edificabile! Per non parlare dell’inquietante progetto per la costruzione di un nuovo supermercato ai piedi della cascata della Vallategna ad Asso.

Un progetto assurdo che deve essere definitivamente ritirato! Rammentiamo poi che negli ultimi anni il territorio di Asso e in particolare la frazione Scarenna hanno subito una pesantissima urbanizzazione, case su case che hanno stravolto il paesaggio alle pendici dei monti del Triangolo Lariano”
.

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” chiede ora uno stop alla pianificazione di nuove cave e di nuove aree edificabili.
Conclude Fumagalli: “Regione, Provincia e Comuni, non devono permettere nuove cave o nuove aree edificabili. La pianificazione deve essere fatta tenendo in considerazione i rischi idrogeologici e non, come spesso è avvenuto, gli interessi speculativi. Il nostro territorio non può permettersi nuovi errori che rischiano di mettere a repentaglio la vita dei cittadini!”.

CIRCOLO AMBIENTE “Ilaria Alpi”
via Dante Alighieri 3 22046 Merone (CO)
tel/fax 031 617306
sito web: www.circoloambiente.org
e-mail: info@circoloambiente.org

Nelle foto: la frana tra Caslino d’Erba e Asso.
Leggi anche: Crolla la parete, strada cancellata