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venerdì 14 agosto 2026

Monte Goi e Moregallo in fiamme, l'allarme del Circolo Ambiente: «Serve una nuova politica del territorio»


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


Da ieri pomeriggio - 13 agosto - il monte Goi sta bruciando sopra la città di Como.
Si tratta del secondo grave incendio che ha colpito il territorio delle Prealpi tra Como e Lecco, dopo il devastante rogo che dalla scorsa settimana sta interessando il monte Moregallo, nella zona di Valmadrera.  
Il nostro ringraziamento va ai Vigili del Fuoco, a tutto il personale e ai volontari impegnati nel difficile lavoro di spegnimento delle fiamme.
Le cause di questi incendi - sovente dolose o colpose - dovranno essere indagate dalle Forze dell'Ordine e dall'Autorità Giudiziaria. 
Si tratta però - di certo - di eventi da connettere alla fragilità del nostro territorio, fragilità resa ancora più grave dalla crisi climatica, che sta presentando il conto.


Come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" siamo molto preoccupati di questa situazione, che nei prossimi anni e decenni è destinata purtroppo a peggiorare: periodi di siccità sempre più prolungati, uniti alle elevate temperature, creano le condizioni 'ottimali' per il propagarsi degli incendi boschivi: comportamenti colposi (falò incontrollati) o, peggio, dolosi (piromani), possono causare l'innesco di vasti incendi, con pesanti ripercussioni su ambiente e salute pubblica. 
Come stiamo vedendo nei recenti episodi, le conseguenze dei roghi sono gravi, con famiglie evacuate (come nel caso del monte Goi) e danni alla biodiversità vegetale e animale: centinaia di ettari di boschi andati in fumo e animali selvatici morti o costretti a spostarsi dai loro territori. Per non parlare dell'inquinamento atmosferico, con la dispersione di polveri sottili e non, che non fanno che peggiorare la qualità dell'aria, già fortemente compromessa, come attestano gli elevati livelli di ozono, giunti quest'estate - anche nei nostri territori pedemontani - a superare i livelli di guardia per la salute pubblica.


In uno scenario simile la politica e le Istituzioni non devono limitarsi alla doverosa gestione delle emergenze, ma devono, in aggiunta, fare più prevenzione e soprattutto pianificare una diversa politica di governo dei territori, con la massima attenzione alla tutela degli ambiti naturali - sia della montagna che della pianura - e al necessario adattamento alla crisi climatica.

giovedì 6 agosto 2026

Moregallo in fiamme: un incendio che parla anche alla Brianza

Immagine tratta da Fb "Sei di Lecco se..."

Da oltre quarantotto ore il monte Moregallo, sopra Valmadrera, è devastato da un vasto incendio che ha richiesto l'intervento continuo di Vigili del Fuoco, squadre dell'Antincendio Boschivo, volontari e mezzi aerei, tra cui Canadair ed elicotteri. Le operazioni di spegnimento sono rese estremamente difficili dalla natura impervia del versante che si affaccia sul lago di Como.

Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", che segue da vicino l'evolversi della situazione, ha espresso anzitutto un sentito ringraziamento a tutti coloro che sono impegnati senza sosta nel contenimento del rogo. Un lavoro prezioso che ha evitato conseguenze ancora più gravi. Secondo le informazioni diffuse nelle ultime ore, il fronte dell'incendio ha ripreso vigore nella serata di mercoledì e si stima che siano già andati distrutti diversi chilometri quadrati di superficie montana. Le cause sono ancora oggetto di indagine, ma le prime verifiche sembrano ricondurre l'origine del rogo a un falò sfuggito al controllo. Se questa ipotesi fosse confermata, ci troveremmo di fronte all'ennesima dimostrazione di quanto oggi basti un gesto imprudente per provocare un disastro ambientale di enormi proporzioni.

Come osserva il Circolo Ambiente, la siccità prolungata e le temperature elevate hanno creato condizioni ideali per la rapida propagazione delle fiamme. È un aspetto che non può essere considerato secondario. Le nostre montagne e i nostri boschi stanno diventando sempre più vulnerabili a causa di estati caratterizzate da lunghi periodi senza pioggia, vegetazione disseccata e ondate di calore sempre più intense. Le conseguenze non riguardano soltanto il paesaggio. Ogni incendio provoca una pesante perdita di biodiversità: vengono distrutti habitat, muoiono piccoli mammiferi, rettili, insetti e uccelli, mentre serviranno decenni perché un ecosistema forestale possa ricostituirsi, sempre che le condizioni climatiche future lo consentano. Gli effetti si estendono inoltre ben oltre l'area direttamente interessata dalle fiamme. L'odore di bruciato è stato avvertito fino in Brianza e, come sottolinea il Circolo Ambiente, è inevitabile interrogarsi anche sulla dispersione nell'atmosfera di polveri sottili e di altri prodotti della combustione, che peggiorano ulteriormente una qualità dell'aria già spesso compromessa. L'incendio del Moregallo non è quindi soltanto un fatto di cronaca locale. È un segnale della crescente fragilità dei nostri ecosistemi. In un contesto climatico sempre più estremo, la prevenzione assume un'importanza decisiva: servono una gestione attenta dei boschi, controlli efficaci, informazione e soprattutto comportamenti responsabili da parte di tutti i frequentatori delle aree naturali.

mercoledì 18 marzo 2026

Incendio alla Seval di Colico: il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" chiede maggiori controlli


a cura del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" esprime preoccupazione a seguito dell'ennesimo incendio presso l’impianto di trattamento rifiuti della ditta Seval di Colico.
Quello verificatosi lo scorso 16 marzo è solo l'ultimo di una serie di incendi che hanno interessato l'impianto di via La Croce a Colico. Si ricordano i precedenti incendi verificatisi a novembre e poi a dicembre del 2023, e poi ancora a novembre dello scorso anno, a cui appunto è seguito l'ultimo di questa settimana.
Le nostre preoccupazioni sono relative alle ricadute dirette, sull'aria e sulla salute pubblica, conseguenti alla dispersione di inquinanti in occasione degli incendi, il tutto legato al fatto che presso l'impianto vengono trattate batterie al litio e altri rifiuti elettronici (RAEE).

Alla luce di questi numerosi episodi di incendio, come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" nelle scorse ore abbiamo inoltrato una serie di richieste di informazioni agli Enti preposti al controllo delle attività di trattamento rifiuti, ovvero alla Provincia di Lecco, ad ARPA Lombardia e allo stesso Comune di Colico.
Nella nostra missiva abbiamo chiesto, riguardo all’impianto della ditta Seval:
- quali specifiche prescrizioni prevede l’Autorizzazione Integrata Ambientale – rilasciata dalla Provincia di Lecco – in relazione alla prevenzione del rischio incendio;
- quali sono gli esiti degli ultimi controlli eseguiti negli ultimi mesi/anni presso l’impianto, da parte degli Enti di controllo (ARPA, Provincia, Comune, per quanto di rispettiva competenza), per le attività svolte presso l’impianto in oggetto; chiedendo nello specifico quali controlli sono stati eseguiti in ordine alla tipologia e ai quantitativi dei rifiuti in entrata/uscita e trattati presso l’impianto, oltre alle modalità di deposito e trattamento delle batterie e degli altri rifiuti elettronici (RAEE), e della prevenzione del rischio di incendio.

Ora attendiamo le risposte e, in ogni caso, chiediamo maggiori controlli pubblici sull'attività svolta presso la Seval di Colico, ma anche su tutte le aziende che, in provincia di Lecco, eseguono il deposito e il trattamento dei rifiuti, attività di per sé a rischio incendio e dispersione di possibili inquinanti.

sabato 25 settembre 2021

Incendio deposito rifiuti di Cermenate: "Preoccupazione per gli effetti sull'ambiente. Si risalga alle cause"


 

A cura del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" 


Sull'incendio in un deposito di rifiuti, verificatosi giovedì sera, 23 settembre 2021, a Cermenate, come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" chiediamo che si faccia chiarezza al più presto sulle cause.

Indipendentemente da quelle che sono state le origini del rogo, esprimiamo preoccupazione per le conseguenze sull'ambiente e sulla salute pubblica. Infatti se tra i rifiuti vi era della plastica, la combustione di quest'ultima produce potenzialmente la dispersione di diossina, con gravi effetti sull'ecosistema e sulla salute.

Per tutti questri motivi chiediamo agli Enti competenti la massima chiarezza e, come abbiamo ribadito più volte, maggiori controlli su tutti gli impianti di trattamento e deposito dei rifiuti.
 

martedì 27 luglio 2021

Albese. Il Circolo Ambiente chiede di fare chiarezza sull’incendio dei rifiuti alla Nuova Lario


 

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


“Non bastano le rassicurazioni dell’azienda, sull'incendio verificatosi la sera di sabato 24 luglio nell'impianto di trattamento rifiuti della Nuova Lario di Albese con Cassano, occorre che gli Enti competenti facciano chiarezza da subito sulle cause!"
. È questo l'appello che, come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", rivolgiamo alle Istituzioni.
Questo vale sia nel caso si verificasse che l'incendio è di origine dolosa, sia (come sembrerebbe al momento più probabile) se accidentale.

Il rogo di Albese ha coinvolto nuovamente un deposito di rifiuti, situazione che negli anni passati ha purtroppo interessato molti altri impianti e depositi in Lombardia, dolosi nella maggior parte dei casi.
 
Se invece l'incendio della Nuova Lario fosse di origine accidentale (come, appunto, appare più probabile al momento), in ogni caso va imputata all'azienda una carenza di verifica degli stoccaggi e dei processi realizzati all'interno del capannone: in un impianto ben gestito non si dovrebbero sviluppare incendi!
Infatti la nostra maggiore preoccupazione è relativa agli effetti derivanti dalla combustione dei rifiuti, effetti potenzialmente dannosi per l'ambiente e per la salute dei cittadini. Occorre ad esempio accertare se tra i “materiali assimilabili ai rifiuti urbani”, vi fossero rifiuti (es. plastica) contenenti PVC, poiché in tal caso la combustione avrebbe potuto, potenzialmente, dare luogo alla dispersione di diossine.   




Per tutti questi motivi chiediamo agli Enti preposti (dalla Regione, alla Provincia, al Comune di Albese, all’ARPA) di condurre al più presto tutte le verifiche su quanto accaduto nell'impianto della Nuova Lario.
Noi lo stiamo dicendo da sempre: sugli impianti di trattamento rifiuti occorrono più controlli preventivi e maggiore attenzione da parte delle Istituzioni!


Immagini tratte dal web.