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venerdì 2 agosto 2024

Overshoot Day: l’umanità ha superato i limiti della Terra il 1° Agosto 2024


Mercoledì 1 agosto 2024 è caduto l’Overshoot Day, il giorno del sovrasfruttamento della Terra. Questo giorno segna il momento in cui l'umanità ha esaurito le risorse naturali che il pianeta è in grado di rigenerare in un anno, iniziando a vivere in debito con la Terra per il resto dell'anno.

Lista Civica Italiana (LCI), in collaborazione con il Global Footprint Network, ha promosso la diffusione del comunicato internazionale che evidenzia la gravità della situazione. Da oltre un decennio, l'Overshoot Day cade regolarmente alla fine di luglio, segnalando un peggioramento costante della gestione delle risorse globali. Nonostante i dati scientifici siano chiari e allarmanti, la Lista Civica Italiana sottolinea la mancanza di una riflessione globale adeguata sulle cause profonde di questa crisi.

LCI individua tre aspetti cruciali che impediscono una risoluzione efficace del problema del sovrasfruttamento delle risorse della Terra:

  • Il malfunzionamento della politica: La politica occidentale, secondo gli studi del filosofo Giuseppe Polistena, non ha compreso la propria identità, diventando disfunzionale e incapace di affrontare i problemi urgenti dell'umanità. Questo malfunzionamento non solo impedisce di trovare soluzioni, ma contribuisce a generare conflitti e crisi sistemiche. LCI sostiene che senza una riforma globale del sistema politico, che affronti e risolva le patologie che lo affliggono, la situazione non potrà che peggiorare. Le soluzioni esistono, ma sono difficili da attuare poiché richiedono un profondo cambiamento culturale e si scontrano con gli interessi di coloro che vedono nella politica un'opportunità di carriera. Per maggiori dettagli sulle ricerche di Polistena, è possibile consultare questa intervista o questo video. 
  • L'assenza di un ente sovranazionale efficace: La mancanza di un organismo con l'autorità e i mezzi per fermare le guerre e coordinare le iniziative per risolvere i problemi globali è un altro fattore chiave della crisi. L'ONU, pur essendo l'ente preposto a questo ruolo, è paralizzato dal potere di veto di alcune nazioni del Consiglio di Sicurezza. Tuttavia, sono in corso procedure di riforma, come evidenziato dall'UN Charter Reform Coalition presentata a Nairobi nel maggio 2024. Un appuntamento cruciale sarà il Summit on the Future, previsto a New York per settembre 2024. In Italia, purtroppo, si parla poco di queste iniziative.
  • La questione demografica: LCI considera il problema demografico come estremamente delicato e ancora troppo sottovalutato. L'impronta ecologica, che è alla base dei calcoli dell'Overshoot Day, dimostra che per garantire una vita dignitosa a tutti gli esseri umani, è necessario che l'uso delle risorse sia in linea con le capacità rigenerative della Terra. Nonostante le risorse scientifiche e tecniche per risolvere questi problemi esistano, ancora una volta il nodo centrale è la volontà politica.

Lista Civica Italiana invita tutte le associazioni e i gruppi impegnati nel miglioramento della società e dell'ambiente a unirsi in una rete paritetica, volta a promuovere il cambiamento culturale necessario per affrontare questa crisi globale. Per ulteriori informazioni e per partecipare a questa iniziativa, gli interessati possono contattare LCI all'indirizzo email info@listacivicaitaliana.org.

domenica 30 luglio 2023

Mercoledì 2 agosto 2023 cade l’Overshoot Day, il giorno del sovrasfruttamento della Terra

Le infografiche animate con l’andamento dell’impronta ecologica e della biocapacità dei vari stati del mondo sono qui https://data.footprintnetwork.org/#/

La Slovenia è il primo Paese dell'UE a includere l'Impronta Ecologica nella sua Strategia di sviluppo nazionale

 
In un’iniziativa di collaborazione senza precedenti, il Ministero dell’Ambiente, del Clima e dell’Energia della Slovenia, in collaborazione con Global Footprint Network, annuncia una data cruciale per il pianeta: l’Earth Overshoot Day quest’anno cade il 2 agosto.

La data, calcolata ogni anno dal Global Footprint Network utilizzando i dati dei National Footprint e Biocapacity Accounts, segna il momento in cui la domanda di risorse naturali da parte dell’umanità supera la capacità della Terra di rigenerarle entro quell’anno. Per mettere in luce questo problema, il Ministero dell’Ambiente ed il Global Footprint Network organizzano un evento di alto livello il 1° agosto, che si terrà a Lubiana ed online, per discutere le implicazioni dell’overshoot. L’evento gode del sostegno di personalità quali la Presidente della Repubblica della Slovenia Nataša Pirc Musar, Razan Al Mubarak – campione di alto livello delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici per la presidenza COP28 e Presidente dell’IUCN, e il Co-Presidente dell’International Resource Panel dell’UNEP Dr. Janez Potočnik.


“La Slovenia è il primo paese dell’UE ad affiancare Nazioni quali l’Ecuador, il Giappone, le Filippine, la Svizzera e gli Emirati Arabi Uniti nell’utilizzo dei dati dell’Impronta Ecologica e nel sostenere ufficialmente questo indicatore come strumento utile per orientare la politica ambientale”
, afferma Bojan Kumer, Ministro sloveno dell’Ambiente, del Clima e dell’Energia. Egli spiega inoltre che gli sforzi per ridurre l’Impronta Ecologica della Slovenia del 20% entro il 2030 stimoleranno maggiori opportunità per il Paese in un futuro segnato dal cambiamento climatico e dalla scarsità delle risorse.

Razan Al Mubarak sottolinea l’utilità dell’Impronta Ecologica: “Con questo indicatore in mano, qualsiasi Paese, regione, città o azienda può valutare la propria posizione attuale e determinare come contribuire a posticipare questa data (Earth Overshoot Day)”. Il metodo fornisce indicazioni preziose per strategie lungimiranti che affrontino la sicurezza delle risorse e consentano la transizione verso un’economia sostenibile.

L’Earth Overshoot Day coincide con il recente voto del Parlamento europeo sulla Nature Restoration Law. Il persistere dell’overshoot ha portato al degrado dei terreni e del suolo, all’esaurimento delle riserve ittiche, alla deforestazione, alla perdita di biodiversità e all’accumulo di gas serra. Questi sintomi diventano ogni giorno più evidenti in tutto il pianeta, con ondate di calore insolite, incendi, siccità e inondazioni, che esacerbano la competizione per il cibo e l’energia.

“Il rischio più grande, a parte il superamento ecologico in sé, è quello di ignorare l’attuale crisi climatica ed ambientale. Le entità che agiscono ora non si limitano a salvaguardare l’ambiente, ma preparano la loro economia e il benessere dei cittadini all’imminente futuro”, sottolinea Steven Tebbe, CEO di Global Footprint Network.

(a cura di Roberto Brambilla, Lista Civica Italiana )

martedì 18 agosto 2020

22 agosto 2020: giorno del sovrasfruttamento (Earth Overshoot Day)

 

a cura di Roberto Brambilla, Lista Civica Italiana

 

Il ritardo del Giorno del Sovrasfruttamento della Terra ci segnala l’opportunità di costruire un futuro in armonia con i limiti ecologici del nostro Pianeta.

 

La recente pandemia di COVID-19 ha causato una contrazione dell’Impronta Ecologica dell’umanità, spingendo indietro di tre settimane rispetto all’anno precedente la data del Giorno del Sovrasfruttamento della Terra. La sfida della ripresa economica offre ai governi nazionali l’opportunità senza precedenti di creare il futuro che desideriamo.



Il 22 agosto, secondo quanto afferma Global Footprint Network, l’umanità avrà richiesto alla natura una quantità di risorse pari a quella che la Terra produce in un intero anno.

Il blocco mondiale indotto dal Coronavirus ha causato una contrazione del 10% dell’Impronta Ecologica, ma purtroppo continuiamo ad usare le risorse ecologiche come se vivessimo su una Terra più grande di 1,6 volte.

 

Poiché la salute pubblica e la ripresa economica sono diventate le preoccupazioni dominanti a livello globale, i responsabili delle decisioni sono chiamati ad intervenire su questa emergenza che non ha precedenti, per dare vita ad un futuro in cui tutti possano prosperare con le risorse del nostro unico pianeta (“one-planet prosperity”)."La sostenibilità richiede che sia l'equilibrio ecologico che il benessere delle persone siano garantiti a lungo termine, quindi l'improvvisa contrazione dell'Impronta ecologica di quest'anno non può essere confusa con un vero progresso", ha affermato Laurel Hanscom, CEO del Global Footprint Network.

 

"Quest’anno, più di prima, il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra evidenzia il bisogno di strategie che aumentino la resilienza di tutti”.

 

Esistono molte soluzioni che possono essere adottate a livello di comunità o individualmente per avere un impatto significativo sul tipo di futuro in cui investiamo: come produciamo il cibo che mangiamo, come ci muoviamo, come ci procuriamo l' energia, quanti figli decidiamo di avere e quanta terra proteggiamo per la fauna selvatica.

 

Ridurre l'impronta di carbonio del 50% sposterebbe la data di 93 giorni. Poiché i sistemi alimentari attualmente utilizzano il 50% della biocapacità del nostro pianeta, ciò che mangiamo è importante. Particolare attenzione meritano le politiche che mentre migliorano la salute pubblica, mirano a ridurre l'intensità di carbonio degli alimenti e l'impatto della produzione alimentare sulla biodiversità come evidenziato dalla ricerca congiunta tra Global Footprint Network e il Barilla Center for Food and Nutrition. Ridurre della metà gli sprechi alimentari significherebbe spostare il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra di 13 giorni.

 

 

Poiché dobbiamo prepararci ad un mondo sempre più soggetto ai cambiamenti climatici e alla limitazione delle risorse, il sito overshootday.org propone i cambiamenti di stili di vita che le persone possono fare, mentre il calcolatore dell'impronta può aiutarle a misurare i progressi. Inoltre, le iniziative attive e in esecuzione da parte di aziende, governi, comunità e individui per promuovere efficacemente la sostenibilità sono enfatizzate nella mappa interattiva di crowdsourcing #MoveTheDate.

 

Riconoscendo l’importanza della Conferenza sul Clima COP26 prevista in Scozia, l'Agenzia scozzese per la protezione dell'ambiente (SEPA), l'Università di Glasgow e il Global Footprint Network lanceranno il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra a Glasgowil 20 agosto. Basandosi sull'approccio normativo della SEPA della "prosperità in un pianeta unico", l'evento in streaming dal vivo prevede l’intervento dei leader del settore pubblico e privato della Scozia e di tutto il mondo. Nel complesso, consentire all'umanità di prosperare sul nostro pianeta limitato sta diventando una strategia aziendale chiave.

L’approccio della "prosperità basata su un pianeta unico" fornisce il contesto per il successo a lungo termine, con l'indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite e l'impronta ecologica come indicatori: così sostiene l'e-book di cui sono autori la Schneider Electric e Global Footprint Network.

 

La resilienza delle aziende, ma anche dei paesi e delle città, dipende dalla corretta gestione delle risorse ecologiche. La biocapacità australiana è scesa a quasi la metà durante i massicci incendi boschivi del 2019, facendo sì che l'Australia debba fronteggiare, per la prima volta nella sua storia, un deficit di biocapacità. Al contrario, la Scozia, con la sua aggressiva strategia di decarbonizzazione e grazie a risorse di biocapacità piuttosto significative, si sta rendendo conto che sta per chiudere il suo annoso deficit di biocapacità. Il sovraconsumo globale è iniziato nei primi anni '70. Ora, il debito ecologico cumulato risultante è pari alla produzione di 18 anni della Terra.

In altre parole, il pianeta utilizzando tutta la sua capacità rigenerativa, impiegherebbe 18 anni per ripianare i danni causati da un uso eccessivo delle risorse naturali, ammesso che quei danni siano completamente reversibili. L' esistenza di soluzioni fa pensare che sia possibile vivere entro la capacità del nostro unico pianeta. Se riuscissimo a #MoveTheDate di 5 giorni ogni anno, l'umanità potrebbe vivere entro la capacità del nostro pianeta prima del 2050.

sabato 24 marzo 2018

WWF Lecco in piazza con la Festa di Primavera


Per celebrare l’Ora della Terra 2018, il più grande evento mondiale contro i cambiamenti climatici, WWF Lecco in piazza con le piante officinali

Un’ora riempita da centinaia di milioni di gesti simbolici, come spegnere le luci della propria casa e dei monumenti, che si trasformano in un appello planetario contro il cambiamento climatico e per la difesa del Pianeta. È questa l’energia positiva di Earth Hour - Ora della Terra, la più grande mobilitazione globale del WWF che tornerà sabato 24 marzo, dalle 20.30 alle 21.30 di ciascun paese. Dal Pacifico alle coste atlantiche si spegneranno monumenti, luoghi simbolo, compresi Colosseo e Basilica di San Pietro, sedi istituzionali, uffici, imprese e abitazioni private di tutto il mondo con centinaia di eventi e iniziative speciali sul web e nelle migliaia di città coinvolte in un vertiginoso gioco colorato dell’ON-OFF delle icone mondiali.


La partecipazione all’iniziativa si fonda sulla semplicità ma nello stesso tempo sulla significatività di un gesto: spegnere la luce di una casa, di un edificio, di un monumento, l’illuminazione di una strada o di una particolare area di una città per un’ora, partecipando in tal modo  ad un’iniziativa di forte valenza simbolica, un’occasione per rendere esplicita la volontà di sentirsi uniti nella sfida globale al cambiamento climatico che nessuno può pensare di vincere da solo.
“Insieme è possibile”, questo è stato lo slogan che ha caratterizzato l’edizione 2017 di Earth Hour, che su scala internazionale ha coinvolto 187 diversi Paesi e milioni di persone e su scala nazionale.
Quest’anno l’intenzione è di chiedere alle persone, alle istituzioni, alle collettività e alle imprese di “connettersi” per salvare il Pianeta e vedere le connessioni tra i grandi problemi ambientali, dal cambiamento climatico alla perdita della biodiversità, e la nostra vita, il nostro benessere, la nostra salute, il nostro futuro. Lo slogan 2018 è infatti “Connect2earth”.


CAOS CLIMATICO. Il cambiamento climatico infatti è una delle minacce più devastanti per gli ecosistemi, la biodiversità, la straordinaria ricchezza della vita sulla Terra. Il 2017 si è chiuso come il secondo anno più caldo mai registrato, insieme al 2015 e dopo il 2016. Ma nel 2017 non c'era El Niño, il fenomeno periodico provocato dal surriscaldamento delle acque dell'Oceano Pacifico, quindi il dato è ancor più preoccupante. In questo secolo si sono anche avuti 17 dei 18 anni più caldi mai registrati, contando anche il 2000.  Tra le tante specie simbolo colpite dal climate change il WWF Italia ha scelto il leopardo delle nevi, per il quale sostiene concretamente i progetti di tutela. A chiusura del bilancio 2017 la sezione lecchese del WWF ha destinato una donazione di 2.000,00€ al progetto internazionale per la tutela del leopardo delle nevi.
Questo splendido felino per millenni ha dominato le cime più alte dell’Asia, dall’Himalaya al Karakorum, vivendo tra i 3.000 e i 4.000 metri di altitudine e adattandosi alle condizioni più estreme. Purtroppo il riscaldamento globale sta distruggendo il suo habitat: la specie è ridotta a meno di 7000 individui e l'effetto clima sull'Himalaya potrebbe cancellare il 30% del suo habitat. Lo stato di salute della specie è strettamente connesso con quella umana: ben 3 miliardi di persone vivono grazie alle risorse idriche dei 7 grandi fiumi asiatici alimentati dalla catena himalayana e la sofferenza dei ghiacciai derivata dal riscaldamento globale è un pericolo anche per loro.

I COMUNI LECCHESI. Come ogni anno WWF Lecco ha inviato a tutti i Sindaci lecchesi l’invito ad aderire all’Ora della Terra, attraverso lo spegnimento simbolico di un luogo significativo di competenza dell’Amministrazione Comunale (una piazza, un edificio o un monumento..), proponendo anche, dove possibile, all’organizzazione di attività di sensibilizzazione dedicate. Lanciato l’invito in questi giorni dal WWF Lecco, è stato il Comune di Dolzago, con il Sindaco Paolo Lanfranchi, il primo comune ad aderire, assicurando lo spegnimento delle luci del Municipio per tutta la notte e la sensibilizzazione dei cittadini sul tema del risparmio energetico. A seguire sono giunte le adesioni dei Comuni di Brivio, Calco, Cernusco Lombardone, Colle Brianza, Lecco, Pasturo… la mappa aggiornata dei Comuni aderenti è disponibile sul sito web del WWF Lecco.


LA FESTA DI PRIMAVERA. In occasione di Earth Hour WWF Lecco dà appuntamento a tutti i lecchesi con la “Festa di Primavera”, un tavolo propagandistico previsto per la giornata appunto di sabato 24 marzo in piazza XX settembre a Lecco.
Per sostenere le attività del WWF lecchese sarà possibile, a fronte di una piccola offerta, ricevere una pianta di erbe aromatiche, per rendere un po' più verde la nostra primavera. Sul tavolo del WWF ci saranno rosmarino e lavanda, salvia e timo, mentuccia e finocchietto selvatico... A quanti ritireranno una piantina verrà anche donato un sacchetto di compost, prodotto nell'impianto di compostaggio Annone Brianza, per ricordare ancora una volta ai lecchesi l'importanza di una corretta raccolta differenziata dei rifiuti. Durante la giornata sarà presente al tavolo anche l'amico Michael Wolfger, austriaco trapiantato nel lecchese, diplomato Mastro Giardiniere. Michael ha già collaborato negli scorsi anni con il WWF Lecco nella proposta di corsi sui muri a secco, mentre in questa occasione metterà a disposizione dei lecchesi la sua esperienza professionale per suggerimenti e consigli sulla creazione dell’angolo delle aromatiche, sulla corretta piantumazione e cura.

martedì 1 agosto 2017

Il 2 agosto, giorno dell'Overshoot Day, calcola il tuo giorno dell'Overshoot e #movethedate


Il Global Footprint Network, una organizzazione internazionale di ricerca, sta caratterizzando il Giorno del sovrasfruttamento della Terra con il lancio di un calcolatore dell'impronta ecologica personale che funzionerà bene anche sui dispositivi mobili. Si trova qui www.footprintcalculator.org.

L' Earth Overshoot Day è la data in cui la domanda di natura dell'umanità supera ciò che la Terra è in grado di rigenerare in un intero anno. Quest'anno il giorno del sovrasfruttamento cade il due agosto, la data più in anticipo da sempre.

I costi di questo sforamento ecologico globale includono la deforestazione, la siccità, la scarsità di acqua dolce, l'erosione del suolo, la perdita di biodiversità e l'accumulo di anidride carbonica nell'atmosfera.

Il nuovo calcolatore dell'impronta permette agli utenti di misurare la loro domanda di natura (Impronta Ecologica) e di valutare il loro personale giorno di sovrasfruttamento della Terra.

Il giorno di sovrasfruttamento della Terra di un utente è la data che si otterrebbe se tutti gli abitanti della Terra avessero una impronta uguale alla sua.

Una data dell' Earth Overshoot Day personale più anticipata rispetto al due agosto significa che si ha una impronta più alta di quella media mondiale.

Se cade prima del 19 maggio significa che si ha una impronta più elevata di quella media dell'Italia, se cade prima del 14 marzo è più alta di quella media degli Stati Uniti. Le date per tutte le nazioni sono disponibili qui .

Solutions to #movethedate

In occasione dell' Earth Overshoot Day del 2017, il Global Footprint Network, insieme a oltre trenta partner, sta segnalando soluzioni e impegni personali a #movethedate. Se ogni anno facessimo arretrare di 5 giorni il giorno del sovrasfruttamento, torneremmo a vivere entro i limiti di un solo pianeta entro il 2050; attualmente stiamo consumando 1,7 pianeti Terra. Ridurre del 50% la componente dell’Impronta Ecologica globale dovuta all'assorbimento di anidride carbonica, sposterebbe la data dell’Overshoot Day verso la fine dell’anno di 89 giorni.

Il cibo è un altra importante causa dell'impronta ecologica.


Quest'anno il Global Footprint Network ha collaborato con il Barilla Center for Food & Nutrition per creare una infografica che propone soluzioni alimentari per abbassare l'impronta ecologica. Dimezzare i rifiuti alimentari in tutto il mondo potrebbe spostare la data del giorno del sovrasfruttamento di 11 giorni; mangiare meno alimenti a base di proteine in tutto il mondo potrebbe spostare l'Overshoot Day di 31 giorni.

Un elenco di soluzioni esistenti che richiedono interventi coordinati e che ci consentono di diminuire il sovrasfruttamento è disponibile qui.

“Il nostro pianeta è finito, ma le possibilità umane non lo sono. Vivere all’interno delle capacità di un solo pianeta è tecnologicamente possibile, finanziariamente vantaggioso ed è la nostra unica possibilità per un futuro prospero”, ha dichiarato Mathis Wackernagel, CEO del Global Footprint Network e co-creatore dell’Impronta Ecologica. “Speriamo che il nostro nuovo calcolatore dell'impronta consenta a milioni di persone in tutto il mondo di esplorare soluzioni per la sostenibilità e di rincuorarsi grazie alle possibilità disponibili per la società ".

Più di due milioni di persone nel mondo, incluso studenti e educatori, hanno utilizzato l'anno scorso il calcolatore del Global Footprint Network.

Il nuovo Calcolatore

Il nuovo Calcolatore dell'impronta va oltre la valutazione degli impatti degli utenti sul pianeta e sulle emissioni di carbonio. Permette agli utenti di giocare con opzioni, di conoscere soluzioni ed esplorare esempi di pratiche sostenibili. L'impronta ecologica di una persona è la quantità di superficie produttiva del pianeta necessaria per fornire tutto quello che usa, comprese le aree per produrre cibo, fibre e legname; per accogliere le infrastrutture urbane e per assorbire le emissioni di anidride carbonica provenienti dalla combustione di combustibili fossili.

Il nuovo calcolatore, ancora una versione “beta”, è disponibile solo in inglese, ma con i prossimi aggiornamenti terrà conto delle varie nazioni, sarà multilingue e più divertente. Questa prima fase del nuovo calcolatore, finanziata dalla Fondazione MAVA, è stata sviluppata dal Global Footprint Network in collaborazione con Free Range Studios, una delle principali società di consulenza in materia di design e innovazione statunitense e creatrice della “Story of Stuff (Storia delle cose).

Il nuovo calcolatore si basa sugli ultimi dati e metodologie del Global Footprint Network, che monitora l'uso delle risorse ecologiche e la bio-capacità di più di 200 paesi e regioni dal 1961 ad oggi. Questi calcoli sulle risorse si basano principalmente sui dati delle Nazioni Unite. I risultati del Global Footprint Network circa l'impronta ecologica sono disponibili online nella sua piattaforma dati aperta data.footprintentwork.org.

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Risorse aggiuntive
Per calcolare il tuo personale Giorno del Sovrasfruttamento e la tua Impronta Ecologica, visita: www.footprintcalculator.org
Più informazioni sull' Earth Overshoot Day: www.overshootday.org
Per seguirci sui social media: #movethedate
Earth Overshoot Day infographics: http://www.overshootday.org/newsroom/infographics/
I dati sull'Impronta ecologica nel mondo sono disponibili sulla piattaforma aperta di dati Footprint Explorer: http://data.footprintnetwork.org/index.html

Il Global Footprint Network
Il Global Footprint Network sta cambiando il modo in cui il mondo gestisce le proprie risorse naturali attraverso
METODI DI MISURA semplici, significativi e modulabili;
IDEE OPERATIVE per il consumo e la disponibilità di risorse naturali
STRUMENTI ed ANALISI per informare e guidare decisioni consapevoli

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Contatti:
Lista Civica Italiana è lieta di collaborare con il Global Footprint Network per la traduzione e la diffusione in Italia del presente comunicato ufficiale del GFN
Roberto Brambilla r.brambilla@mclink.it 338 88 03 715

lunedì 24 luglio 2017

Overshoot Day 2017


Secondo il Global Footprint Network, l’organizzazione di ricerca internazionale che ha dato avvio al metodo di misura dell’Impronta Ecologica (in inglese Ecological Foorprint) per il calcolo del consumo di risorse, il 2 agosto di quest’anno è il giorno in cui l’umanità avrà usato l’intero budget annuale di risorse naturali. Il 60% di questo budget è rappresentato dalla richiesta di natura per l’assorbimento delle emissioni di anidride carbonica.
Il Giorno del Sovrasfruttamento delle risorse della Terra (in inglese Earth Overshoot Day) rappresenta la data in cui la richiesta di risorse naturali dell’umanità supera la quantità di risorse che la Terra è in grado di generare nello stesso anno. La data dell’Earth Overshoot Day è caduta sempre prima nel calendario: dalla fine di settembre del 1997 al 2 agosto di quest’anno, mai così presto da quando il mondo è andato per la prima volta in sovrasfruttamento nei primi anni ’70. In altre parole, l’umanità sta usando la natura ad un ritmo 1,7 volte superiore rispetto alla capacità di rigenerazione degli ecosistemi. È come se ci servissero 1,7 pianeti Terra per soddisfare il nostro fabbisogno attuale di risorse naturali.
I costi di questo crescente sbilanciamento ecologico stanno diventando sempre più evidenti nel mondo e li vediamo sotto forma di deforestazione, siccità, scarsità di acqua dolce, erosione del suolo, perdita di biodiversità e accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera.
#movethedate: sposta la data verso la sostenibilità
Possiamo però invertire questa tendenza. Se posticipassimo l’Overshoot Day di 4,5 giorni ogni anno, potremmo ritornare ad utilizzare le risorse di un solo pianeta entro il 2050.
“Il nostro pianeta è finito, ma le possibilità umane non lo sono. Vivere all’interno delle capacità di un solo pianeta è tecnologicamente possibile, finanziariamente vantaggioso ed è la nostra unica possibilità per un futuro prospero”, ha dichiarato Mathis Wackernagel, CEO del Global Footprint Network e co-creatore dell’Impronta Ecologica. “In definitiva, posticipare nel calendario la data del Giorno del Sovrasfruttamento della Terra è quello che davvero conta”.
Per dare rilevanza al Giorno di Sovrasfruttamento di quest’anno, il Global Footprint Network mette in evidenza alcune possibili azioni da mettere in pratica sin da oggi e stima il loro impatto sulla data del Giorno del Sovrasfruttamento della Terra nei prossimi anni. Ad esempio, la riduzione degli sprechi alimentari del 50% in tutto il mondo potrebbe posticipare tale data di 11 giorni; invece, ridurre del 50% la componente dell’Impronta Ecologica globale dovuta all'assorbimento di anidride carbonica, sposterebbe la data dell’Overshoot Day verso la fine dell’anno di 89 giorni.

Azioni individuali
Per supportare questa trasformazione, il Global Footprint Network, insieme a quasi 30 partner in tutto il mondo, sta incoraggiando le singole persone a contribuire al progetto #movethedate proponendo semplici azioni concrete. Questo processo prevede una maggiore conoscenza dei fattori chiave in grado di influire sulla sostenibilità e la sperimentazione di nuovi stili di vita per abbassare la propria Impronta Ecologica. Il Global Footprint Network propone queste sfide sia su un piano educativo che giocoso, in modo che i partecipanti possano imparare divertendosi, partecipando ad esempio ad un concorso fotografico.
Quest’anno, all’avvicinarsi del Giorno del Sovrasfruttamento della Terra, il Global Footprint Network lancerà anche un nuovo strumento di calcolo dell’Impronta Ecologica, l’Ecological Footprint calculator, per permettere ad ogni singolo utente di calcolare il proprio Giorno del Sovrasfruttamento personale. Ad oggi, l’attuale calcolatore (www.footprintcalculator.org) viene utilizzato da più di 2 milioni di persone all’anno.

Una trasformazione sistemica
Un cambiamento sistemico è fondamentale per posticipare la data del Giorno del Sovrasfruttamento. Per questo il Global Footprint Network, che all’inizio di quest’anno ha lanciato la sua piattaforma dati aperta a tutti, contribuisce a diffondere nel mondo le soluzioni identificate da due organizzazioni: Project Drawdown e McKinsey & Company. Sulla base del lavoro di queste due organizzazioni, il team di ricerca del Global Footprint Network ha calcolato di quanti giorni verrebbe posticipato il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra se tali soluzioni venissero implementate.
“La sola componente di anidride carbonica dell’impronta è più che raddoppiata dagli inizi degli anni ’70 e rimane la componente che cresce più rapidamente, contribuendo così al divario tra l’Impronta Ecologica e la biocapacità del pianeta”, ha dichiarato Wackernagel. “Per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima, l’umanità dovrebbe uscire dall’economia dei combustibili fossili prima del 2050, contribuendo già di gran lunga a risolvere il problema dell’umanità relativo al sovrasfruttamento delle risorse”.

Segnali incoraggianti
Gli ultimi dati del Global Footprint Network offrono segnali incoraggianti: stiamo iniziando a muoverci nella giusta direzione. Ad esempio, tra il 2005 e il 2013 (l’ultimo anno per cui esistono dati affidabili) l’Impronta Ecologica pro capite negli USA è scesa quasi del 20% rispetto al suo picco. Questo significativo cambiamento, che include il risollevamento post-recessione, è associato principalmente alla diminuzione delle emissioni di anidride carbonica. Nello stesso periodo, il PIL pro capite USA è cresciuto del 20%. Questi risultati fanno quindi degli Stati Uniti un significativo caso di disaccoppiamento tra la crescita economica e il consumo di risorse naturali, che seguono infatti andamenti opposti.
Nonostante l’inversione di rotta del governo nazionale degli Stati Uniti sulla protezione del clima, molte città, singoli Stati e grandi imprese americane stanno raddoppiando i loro impegni. Inoltre, la Cina, il paese con la più grande Impronta Ecologica totale, nel suo ultimo piano quinquennale si è fortemente impegnata a costruire una Cultura Ecologica, con molte iniziative per superare al più presto il suo picco di emissioni di anidride carbonica. Scozia, Costa Rica e Nicaragua sono altri esempi di paesi che stanno rapidamente decarbonizzando il loro sistema energetico.

Risorse aggiuntive
Maggiori informazioni sul Giorno del Sovrasfruttamento della Terra: www.overshootday.org
Segui i social media con: #movethedate
Per calcolare il tuo personale Giorno del Sovrasfruttamento e la tua Impronta Ecologica, visita: www.footprintcalculator.org (il nuovo calcolatore sarà disponibile dopo il 29 luglio 2017)
I risultati relativi all’Impronta Ecologica di tutti i paesi del mondo sono disponibili sulla piattaforma dati aperta del Footprint Explorer: data.footprintnetwork.org

Informazioni su Global Footprint Network
Il Global Footprint Network sta cambiando il modo in cui il mondo gestisce le proprie risorse naturali attraverso
METODI DI MISURA semplici, significativi e modulabili;
IDEE OPERATIVE per il consumo e la disponibilità di risorse naturali
STRUMENTI ed ANALISI per informare e guidare decisioni consapevoli

Contatti per l’Italia: Roberto Brambilla - r.brambilla@mclink.it

mercoledì 3 agosto 2016

Quest'anno il giorno del sovrasfruttamento della Terra (Earth Overshoot Day) é l'8 agosto


a cura di Roberto Brambilla, di Rete Civica Italiana

Entro l'8 agosto, l'umanità avrà esaurito le risorse che la natura mette a disposizione per tutto l'anno: é quanto afferma il Global Footprint Network, un'organizzazione di ricerca internazionale che sta cambiando il modo in cui il mondo gestisce le sue risorse naturali e reagisce ai cambiamenti climatici.

Il giorno del sovrasfruttamento della Terra (Earth Overshoot Day), che quest'anno cade l'8 agosto, evidenzia la data in cui la domanda annuale di risorse naturali da parte dell'umanità supera le risorse che la Terra può rigenerare in un anno. Questo è possibile perché emettiamo più anidride carbonica nell'atmosfera di quanto gli oceani e le foreste siano in grado di assorbire e deprediamo le zone di pesca e le foreste più velocemente di quanto possano riprodursi e ricostituirsi.

Le emissioni di carbonio costituiscono la componente del sovrasfruttamento ecologico che sta crescendo più velocemente: l'impronta dovuta al carbonio (carbon Footprint) genera il 60 % della domanda di risorse naturali da parte dell'umanità. Noi denominiamo impronta ecologica questa domanda. Se vogliamo rispettare gli obiettivi fissati dall'accordo sul clima di Parigi adottato da quasi 200 paesi nel dicembre 2015, l'impronta dovuta alle emissioni di carbonio dovrà calare gradualmente fin quasi a zero entro il 2050.

Ciò ci richiede di trovare un nuovo modo di vivere sul nostro “unico” pianeta.
"Un tale nuovo modo di vivere porta molti vantaggi ma richiede anche impegno per realizzarlo", dice Mathis Wackernagel, co-fondatore e CEO di Global Footprint Network. " La buona notizia è che tutto ciò è attuabile con le tecnologie disponibili ed é economicamente vantaggioso dato che i benefici complessivi sono superiori a costi. Si stimoleranno settori emergenti come le energie rinnovabili, riducendo i rischi e i costi connessi a settori imprenditoriali ormai senza futuro perchè basati su tecnologie caratterizzate da alte emissioni di carbonio o perchè soggetti ai rischi connessi al cambiamento climatico (es. edificazioni in riva al mare minacciate dall'innalzamento del suo livello). L'unica risorsa di cui abbiamo più bisogno è la volontà politica."

Fortunatamente, alcuni paesi stanno raccogliendo la sfida. Per esempio, il Costa Rica ha generato il 97% della sua elettricità da fonti rinnovabili nel corso dei primi tre mesi del 2016. Anche il Portogallo, la Germania e la Gran Bretagna quest'anno hanno dimostrato livelli molto avanzati riguardo alla capacità di produrre energia rinnovabile, quando il 100% della loro domanda di energia elettrica è stata soddisfatta da fonti rinnovabili per diversi minuti o, nel caso del Portogallo, per diversi giorni. In Cina, nel frattempo, il governo ha delineato un piano per ridurre del 50% il consumo di carne dei suoi cittadini prevedendo in questo modo di abbassare di un miliardo di tonnellate entro il 2030 le emissioni di biossido di carbonio equivalente per il comparto cinese dell'industria del bestiame.

Allo stesso tempo, come singole persone, ognuno di noi può impegnarsi per il cambiamento del suo stile di vita quotidiano. Sulla scia dello storico accordo di Parigi, il Global Footprint Network e i suoi 25 partner dell'Earth Overshoot Day hanno lanciato una campagna di coinvolgimento del pubblico, al fine di evidenziare l'importanza di poter contare sulla certezza delle risorse data da un mondo sostenibile in cui le persone e il pianeta possano prosperare.

Con la campagna #pledgefortheplanet (Impegno per il pianeta) lanciata il 22 aprile - Giornata della Terra, le persone sono invitate a scegliere un #pledgefortheplanet (si trova tutto su www.overshootday.org) e a condividere selfie attraverso i social media. (Macchine fotografiche GoPro saranno assegnate dopo l'Overshoot Day agli autori delle tre foto preferite).

Poiché la popolazione mondiale è cresciuta e il consumo è aumentato - soprattutto per quanto riguarda le emissioni di carbonio – la data dell'Earth Overshoot Day nel tempo si è spostata da fine settembre del 2000 all'8 agosto di quest'anno. Un dato positivo é che la velocità con cui la data dell'Earth Overshoot Day si è man mano anticipata é scesa a meno di un giorno all'anno, in media, negli ultimi cinque anni, rispetto a una media di tre giorni all'anno da quando nei primi anni 1970 é iniziato il sovrasfruttamento.
"L'accordo sul clima di Parigi è ancora la dichiarazione più forte riguardo alla necessità di ridurre drasticamente l'impronta di carbonio. In ultima analisi, la scelta é tra collasso o stabilità", ha detto Mathis Wackernagel. "Raccomandiamo con forza le nazioni, le città e gli individui a prendere iniziative efficaci e coraggiose per rendere gli obiettivi di Parigi una realtà raggiungibile."

Cosa è il Global Footprint Network
Il Global Footprint Network è un'organizzazione di ricerca che sta cambiando il modo in cui il mondo gestisce le sue risorse naturali e reagisce ai cambiamenti climatici . Dal 2003 ha collaborato con più di 50 nazioni, 30 città e 70 partner globali per fornire scenari scientifici che hanno indirizzato le politiche ad alto impatto e le decisioni di investimento. Insieme ai suoi partners sta creando un futuro in cui tutti possano prosperare entro i limiti del pianeta.
www.footprintnetwork.org

Per approfondire:
Earth Overshoot Day: www.overshootday.org
Sui social media: #pledgefortheplanet, #overshoot
Per calcolare l'impronta ecologica personale e capire come ridurla: www.footprintcalculator.org (esiste anche la versione in italiano)
Per conoscere l'impronta ecologica della propria nazione si può richiedere  gratuitamente il Public Data Package con i dati sull'Impronta Ecologica di 182 nazioni:
www.footprintnetwork.org/public2015
www.footprintnetwork.org/maps
Video sul National Footprint Accounts: https://youtu.be/_T5M3MiPfW4

Contatti per l'Italia: Roberto Brambilla, r.brambilla@mclink.it

venerdì 22 agosto 2014

Overshoot Day: la petizione per scoraggiare l'usa e getta é vicina alle 500 firme in soli 3 giorni


La rete civica italiana in occasione dell'Overshoot Day ha lanciato una petizione per chiedere al Ministro per lo sviluppo economico di impegnarsi a scoraggiare la pratica dell'usa e getta e a promuovere invece la riparabilità degli oggetti.

La petizione si trova qui e dal 19 agosto, giorno dell'Overshoot Day, ha già raggiunto quasi 500 firme: ne occorrono però molte di più.

L'Overshoot Day ci ricorda che in soli otto mesi l'umanità ha esaurito i prodotti e le risorse che il pianeta é in grado di produrre in un anno in modo sostenibile.

Occorre agire subito! E' del tutto evidente che – tra le varie iniziative da prendere – c'é quella di cambiare il modo di produrre per risparmiare materie prime ed energia migliorando la progettazione, abolendo l'usa e getta, favorendo la riparabilità e l'uso in condivisione (es. auto in condivisione).
Non si può parlare di crisi senza affrontare il tema della riconversione ecologica dell'economia.

“Lo Stato – dice Roberto Brambilla di Rete civica italiana - deve indurre e aiutare le aziende e le industrie non solo ad essere più attente al risparmio energetico e al rispetto dell'ambiente nei loro cicli produttivi ma anche a progettare oggetti più duraturi e quindi riparabili e a scoraggiare l' “usa e getta” ponendolo tra le pratiche di un modello economico e sociale incompatibile con la nostra stessa sopravvivenza.
Non basta più – dice Rete civica italiana - che le aziende e le industrie siano a basso impatto, devono anche rendere più facile per i cittadini la possibilità di comportarsi in modo ambientalmente virtuoso”.

Gli eventuali posti di lavoro persi potrebbero essere ampiamente recuperati grazie alle attività economiche connesse alla riconversione ecologica dell'economia: energia solare, riciclaggio dei rifiuti, riqualificazione energetica del partimonio edilizio italiano, filiere corte, riqualificazione del trasporto pubblico, ricerca di settore volta al miglioramento dell'efficienza.

La documentazione sull'Overshoot Day é in home page di www.retecivicaitaliana.it

martedì 19 agosto 2014

Oggi, 19 agosto, é l'Overshoot Day 2014 e il pianeta va in riserva

di Roberto Brambilla

Rete Civica Italiana come ogni anno diffonde in Italia la campagna internazionale dell'Overshoot Day. All'iniziativa, per il 2014, collaborano quattro importanti gruppi: il Kyoto Klub, il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, l'Associazione Energia Felice e l'Associazione Co-energia.

Questa giornata ha lo scopo di evidenziare il giorno in cui l'umanità finisce di consumare le risorse che il pianeta produce in un anno in modo sostenibile; occorre infatti aumentare la consapevolezza di vivere su un pianeta dalle risorse e dalle capacità di carico limitate e della necessità di iniziare subito, a partire dal livello personale fino a quello aziendale e politico ad agire concretamente per ridurre i consumi di materia ed energia nel nostro sistema sociale e produttivo.

La Rete civica italiana propone inoltre di firmare la petizione per scoraggiare la pratica dell'”Usa e getta” e per favorire la produzione di oggetti riparabili:
 
https://www.change.org/it/petizioni/ministro-per-lo-sviluppo-economico-fermare-l-usa-e-getta-promuovere-la-produzione-di-oggetti-riparabili


Indirizzi web dei sostenitori
Rete Civica Italiana www.retecivicaitaliana.it
Associazione energia felice www.energiafelice.it
Associazione Co-energia www.co-energia.org
Centro Nuovo Modello di Sviluppo www.cnms.it
Kyoto Club www.kiotoclub.org


Comunicato stampa ufficiale

Il 19 Agosto é l' Earth Overshoot Day (il giorno del superamento):
Il giorno in cui la nostra Impronta Ecologica supera il budget annuale del nostro pianeta

Ci sono voluti meno di otto mesi per far sì che l'umanità abbia esaurito l'intero budget di tutto l'anno e sia andata in una situazione di deficit ecologico. Tutto questo secondo I calcoli del Global Footprint Network, un centro di ricerca internazionale sulla sostenibilità con uffici in Nord America, Europa e Asia.

Il Global Footprint Network studia l'andamento dell'imponta ecologica dell'umanità rispetto alla biocapacità naturale, cioé la capacità del pianeta di ricostituire le risorse e di assorbire i rifiuti, compresa la CO2.. L'Earth Overshoot Day pubblicizza la data in cui l'impronta dell'umanità  in un certo anno supera la capacità rigenerativa della Terra di quell'anno. Dal 2000, secondo I calcoli del  Global Footprint Network, l'entità del superamento é cresciuta e di conseguenza, l'Earth Overshoot Day si é spostato da inizio ottobre 2000 al 19 agosto di quest'anno.

“Il problema del superamento della capacità rigenerativa sta diventando una sfida caratteristica del 21° secolo. E' sia un problema ecologico che economico” ha detto Mathis Wackernagel, presidente del Global Footprint Network and co-creatore dell'Impronta  Ecologica, un sistema scientifico di contabilità delle risorse. “Le nazioni con deficit di risorse e basso reddito sono particolarmente vulnerabili. Anche i paesi ad alto reddito che hanno avuto la possibilità economica di proteggersi dagli effetti più diretti generati dalla loro dipendenza dalle risorse devono rendersi conto che devono trovare una soluzione a lungo termine per superare tale dipendenza prima che diventino problemi troppo grandi rispetto alle loro capacità economiche”.

Nel 1961, l'umanità usava solo tre quarti della capacità della Terra di generare cibo, fibre, legname, risorse ittiche e di assorbire i gas che generano effetto serra.La maggior parte delle nazioni aveva una biocapacità più grande della loro rispettiva Impronta. Verso l'inizio degli anni settanta, la crescita economica e demografica hanno aumentato l'Impronta Ecologica dell'umanità portandola ad un livello più grande della capacità di produzione rinnovabile del pianeta : siamo quindi andati in una situazione di superamento ecologico.

Oggi, l'86% della popolazione mondiale vive in nazioni che richiedono alla natura più di quanto i loro ecosistemi nazionali riescano a produrre. Secondo i calcoli del Global Footprint Network, oggi ci sarebbe bisogno di 1.5 Terre per produrre le risorse ecologiche rinnovabili necessarie per sostenere l'Impronta attuale dell'umanità. Proiezioni moderate riguardanti la popolazione, l'energia e il cibo indicano che l'umanità potrebbe richiedere la biocapacità di tre pianeti ben prima della metà di questo secolo. Questo potrebbe essere fisicamente irrealizzabile.

I costi della nostra spesa ecologica eccessiva stanno diventando sempre più evidenti. L'interesse che stiamo pagando sul crescente debito ecologico che si concretizza in deforestazione, scarsità di acqua dolce, erosione del suolo, perdita di biodiversità e accumulo di CO2 nella nostra atmosfera va di pari passo con i crescenti costi umani ed economici.

I governi che ignorano i limiti delle risorse nel loro processo decisionale potrebbero mettere a rischio  la loro performance economica a lungo termine. In tempi di persistente “overshoot”, quei paesi che si trovano in situazione di deficit di biocapacità si renderanno conto che la riduzione della loro dipendenza dalle risorse coincide con i loro interessi. Al contrario, i paesi che sono dotati di riserve di biocapacità hanno un forte incentivo a preservare questi beni ecologici che costituiscono una crescente vantaggio competitivo in un mondo caratterizzato da vincoli ecologici sempre più stringenti.

A fronte di tutto ciò un crescente numero di nazioni si sta attivando in vari modi.

Le Filippine stanno per adottare l'Impronta Ecologica come indicatore per le loro politiche nazionali - il primo paese nel sud-est asiatico a farlo - attraverso il loro Land Use Act Nazionale. Questa legge, la prima del suo genere nelle Filippine, è stata pensata per proteggere i territori dallo sviluppo caotico e per pianificare l'utilizzo e la gestione delle proprie risorse fisiche. I legislatori stanno quindi cercando di integrare l'Impronta Ecologica nella politica nazionale, ponendo il tema dei limiti delle risorse al centro del processo decisionale.

Gli Emirati Arabi Uniti, un paese ad alto reddito, intendono ridurre in modo significativo la loro  Impronta Ecologica pro capite - uno delle più alte al mondo - a partire dalle emissioni di carbonio.
Il loro Standard per l'efficienza energetica nell'illuminazione comporterà solo prodotti ad alta efficienza per l'illuminazione interna che saranno disponibili su tutto il territorio entro la fine di quest'anno.

Il Marocco é interessato a collaborare con il Global Footprint Network per il riesame - basato sull'Impronta Ecologica - del “Plan Maroc Vert”, una strategia nazionale di 15 anni per lo sviluppo sostenibile in agricoltura. Il Marocco è anche interessato a collaborare con il Global Footprint Network per valutare complessivamente in che misura il piano contribuisce alla sostenibilità del settore agricolo, nonché alla transizione verso la sostenibilità dell'intera società.

Indipendentemente dalle specificità di un paese, incorporare il rischio ecologico nella pianificazione economica e nella strategia di sviluppo non è solo un atto di lungimiranza - è un atto necessario ed urgente.

Per calcolare la propria Impronta ecologica e sapere cosa si può fare per ridurla, andare su: http://www.footprintnetwork.org/calculator  dove si trova anche una versione adattata alla realtà italiana

lunedì 26 settembre 2011

27 settembre 2011: l'umanità ha esaurito le risorse che la natura può fornire in un anno in maniera sostenibile

L'umanità sta sorpassando il budget naturale a sua disposizione per questo anno, e ora è in rosso, secondo i dati del Global Footprint Network, una organizzazione di ricerca internazionale con uffici in California e a Ginevra.

Come un estratto conto di banca riporta le entrate e le uscite, il Global Footprint Network (GFN) tiene conto del fabbisogno umano di natura (per esempio per fornire cibo, produrre materie prime e assorbire CO2)  rispetto alla capacità della natura di rigenerare queste risorse e assorbire i rifiuti.  I calcoli del GFN dimostrano che - approssimativamente in nove mesi - il fabbisogno di risorse dell'umanità ha sorpassato il livello che il pianeta è in grado di fornire in modo sostenibile per questo anno.  

Per la restante parte dell'anno, sosterremo il nostro deficit ecologico esaurendo le riserve naturali e  accumulando CO2 nell'atmosfera.  “E' come se spendeste il vostro salario annuale in nove mesi, cioè tre mesi prima che l'anno sia finito e  consumaste i risparmi anno dopo anno. Abbastanza in fretta finireste il vostro capitale” ha detto Mathis Wackernagel Presidente del Global Footprint Network.

Il fatto di “spendere” al di là delle nostre possibilità è diventato un circolo vizioso, nel quale noi sprofondiamo sempre più alla stessa velocità con cui il nostro fabbisogno di natura aumenta.  “Dalla crescita rapida dei prezzi del cibo agli esplosivi effetti del cambiamento climatico, le nostre economie stanno iniziando a confrontarsi con la realtà di anni di consumi al di sopra delle possibilità” ha detto Mathis Wackernagel.  “Se vogliamo mantenere società stabili e vite dignitose, non possiamo continuare a far allargare il divario tra ciò che la natura è capace di fornire e ciò che le nostre infrastrutture, economie e stili di vita richiedono”.

Andare incontro ai bisogni di 7 miliardi di persone

Per una gran parte della storia, l'umanità ha usato i “servizi naturali” per costruire città e strade, rifornirsi di cibo e produrre manufatti e assorbire la CO2 generata dalle attività umane ad una velocità che era ben al di dentro di ciò che la natura era in grado di rigenerare. Ma, in un certo giorno del 1970, abbiamo superato la soglia critica. La richiesta di risorse alla natura da parte dell'umanità ha cominciato a superare in velocità ciò che poteva essere prodotto in modo rinnovabile, un fenomeno conosciuto come “sovraconsumo” (overshoot).

I calcoli preliminari del 2011 del Global Footprint Network mostrano che stiamo usando le risorse ad un tasso che richiederebbe tra 1,2 e 1,5 pianeti per restare in un ambito sostenibile.  Il nostro studio ci mostra incamminati verso la necessità di due pianeti ben prima della metà del secolo.

Questo anno, l'Earth Overshoot Day arriva mentre le Nazioni Unite sta prevedendo che la popolazione umana raggiunga i 7 miliardi in un giorno verso la fine ottobre.  L'andamento attuale delle risorse pone con insistenza una domanda: come faremo ad andare incontro ai bisogni di una popolazione crescente? A supportare l'aumentato consumo, visto che milioni di persone delle economie emergenti raggiungono le nutrite fila della classe media? A sostenere  i due miliardi di persone attualmente in vita che mancano dell'accesso a una quantità sufficiente di risorse per i bisogni di base?

 “Permettere di vivere buone vite a tutti gli abitanti del mondo è certamente possibile – ma non sarà possibile usando lo sviluppo ad alta intensità di risorse  e i modelli di crescita che abbiamo adottato nel passato,” dice Juan Carlos Morales  Direttore del Research and Standards presso il Global Footprint Network. “Ciò significa cercare nuovi modelli di progresso e di prosperità che limitino la domanda di beni ecologici. Ciò significa anche conservare le risorse che abbiamo risparmiato come una continua fonte di benessere piuttosto che liquidarle subito per fare cassa.”

Abbiamo ridotto l' Overshoot globale?

L'Earth Overshoot Day (basato su una idea escogitata da NEF - new economics foundation, una fondazione che sta in Inghilterra) aiuta a cogliere il divario tra ciò che la natura può rigenerare e quanto è correntemente richiesto per sostenere le attività dell'uomo.  Ovviamente non è possibile determinare con una precisione del 100% l'esatto momento in cui sforiamo il nostro budget. Stiamo costantemente lavorando per raggiungere migliori set di dati e metodi che possano aiutare a cogliere con più precisione il momento in cui il consumo dell'umanità supera l'apporto di risorse naturali. Ma non possiamo contare tutti i pesci! Quindi, l' Earth Overshoot Day è più pensato come una stima piuttosto che una data esatta.

I calcoli del Global Footprint Network fatti lo scorso anno circa l'impronta ecologica e la biocapacità hanno fatto posizionare l'Earth Overshoot Day alcune settimane prima rispetto a quello di questo anno. Questo ha fatto nascere la domanda circa una diminuzione dell'Overshoot.
La risposta sfortunatamente è NO.   Il Global Footprint Network è costantemente impegnato a migliorare i suoi calcoli e i set di dati che sono  alla base per determinare l'Earth Overshoot Day: da quanto precede  deriva che la sua data varia di anno in anno.

Al presente, stiamo iniziando alcune revisioni sul modo in cui confrontiamo la produttività rispetto alle differenti aree geografiche e ai tipi di terreno, su come – per esempio - teniamo conto della produzione di una foresta in Russia e delle aree di pesca  del Cile in un unico numero standardizzato. Se guardiamo a quando l' Earth Overshoot Day sarebbe caduto nel tempo sulla base di queste nuove ipotesi (che stiamo ancora verificando), avremmo visto che la “sovraspesa” continua a crescere anno dopo anno. (Per maggiori informazioni vedere “Informazioni aggiuntive per la stampa” e per vedere quando l'Earth Overshoot Day sarebbe caduto nel tempo usando le ipotesi d'uso più corrente).

La nostra metodologia cambia e può continuare a cambiare, ma indipendentemente da quale approccio scientifico abbiamo usato e quali miglioramenti metodologici abbiamo adottato per cercare di tenere conto del fabbisogno umano e della produzione naturale, l'andamento rimane sempre lo stesso: noi siamo in uno stato di “sovraspesa” e la “sovraspesa” continua a crescere. Con qualsiasi analisi noi consumiamo ben al di là delle nostre possibilità e il debito si sta aggravando.

Il “quando” è meno importante del “quanto” che si traduce in un debito ecologico crescente e gli interessi che stiamo pagando su quel debito: carenza di cibo, le popolazioni di animali selvaggi in caduta libera, la scomparsa delle foreste, il degrado della produttività delle terre e la crescente CO2 nella atmosfera e negli oceani, con devastanti costi umani e monetari.

L'Overshoot e l'economia globale

Contrariamente alla recessione globale, l'andamento delle risorse indica che sin da ottobre del 2008, la domanda di risorse dell'umanità è stata in crescita, anche se meno velocemente dei primi otto anni del millennio.
Ci sono sempre più prove che il rapido crescere dei costi delle risorse, in particolare cibo ed energia, abbia giocato un ruolo di primo piano nell'accelerare se non nel far esplodere, l'attuale flessione mondiale. Ora stiamo tentando di fare una svolta creando posti di lavoro e stabilizzando le nostre economie. Ma ciò dipende da uno stabile apporto di risorse.

“Se la limitazione delle risorse si rafforza ancora, vivremo la situazione di quando si tenta di risalire su una scala mobile che scende”  ha detto  Mathis Wackernagel.  “Ora che tentiamo di ricostruire le nostre economie sane e robuste, è proprio il momento di proporre delle modalità che siano valide e  adatte per il futuro. Un recupero di lungo termine avrà successo e sarà durevole solo se avviene contemporaneamente ad una sistematica riduzione della nostra dipendenza dalle risorse.

E' possibile invertire la rotta. Il Global Footprint Network e la rete di partner stanno lavorando con i singoli, le organizzazioni e i governi del mondo per far prendere decisioni che siano allineate col la realtà ecologica – decisioni che possano contribuire a colmare il deficit del bilancio ecologico e portare ad un futuro prospero a dispetto del mutevole e impegnativo  andamento delle risorse,
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Il Global Footprint Network è una organizzazione internazionale di ricerca impegnata a portare al centro dei processi decisionali i tema dei limiti ecologici proponendo l'uso dell'impronta ecologica, uno strumento per la gestione delle risorse che misura quanta natura abbiamo, quanta ne usiamo, e chi usa cosa.

Per sapere di più circa l'Earth Overshoot Day e come è calcolato cliccare su:
http://www.footprintnetwork.org/earthovershootday.

Per calcolare la vostra impronta personale e imparare come potete ridurla cliccare su:
Il sito ha anche la versione in italiano.
http://www.footprintnetwork.org/calculator.

Per informazioni in Italia :
Roberto Brambilla r.brambilla@mclink.it      www.retecivicaitaliana.it
Per contattare direttamente il Global Footprint Network:
Nicole Freeling                   
(510) 839-8879, x. 302               
Cell: (415) 577-9282               
nicole@footprintnetwork.org
tenere presente che per trovare l'ora della California occorre detrarre 8 ore alla nostra.