giovedì 1 ottobre 2026
WWF Lecco: "Puliamo insieme il lungolago di Malgrate"
Sabato 3 ottobre, in occasione di Urban Nature, WWF Lecco organizza un pomeriggio di pulizia del lungolago di Malgrate.
Ritrovo alle 14.30 a Lecco, presso il distributore di via Leonardo da Vinci, vicino al ponte Kennedy. Sacchi, guanti e tutto il necessario per la raccolta saranno forniti dal WWF Lecco. La pulizia terminerà alle 17, con un aperitivo insieme. Con una donazione minima sarà inoltre possibile ritirare un vasetto di miele.
Per informazioni e adesioni: WhatsApp 0341 1716138.
giovedì 6 agosto 2026
Moregallo in fiamme: un incendio che parla anche alla Brianza
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| Immagine tratta da Fb "Sei di Lecco se..." |
Da oltre quarantotto ore il monte Moregallo, sopra Valmadrera, è devastato da un vasto incendio che ha richiesto l'intervento continuo di Vigili del Fuoco, squadre dell'Antincendio Boschivo, volontari e mezzi aerei, tra cui Canadair ed elicotteri. Le operazioni di spegnimento sono rese estremamente difficili dalla natura impervia del versante che si affaccia sul lago di Como.
Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", che segue da vicino l'evolversi della situazione, ha espresso anzitutto un sentito ringraziamento a tutti coloro che sono impegnati senza sosta nel contenimento del rogo. Un lavoro prezioso che ha evitato conseguenze ancora più gravi. Secondo le informazioni diffuse nelle ultime ore, il fronte dell'incendio ha ripreso vigore nella serata di mercoledì e si stima che siano già andati distrutti diversi chilometri quadrati di superficie montana. Le cause sono ancora oggetto di indagine, ma le prime verifiche sembrano ricondurre l'origine del rogo a un falò sfuggito al controllo. Se questa ipotesi fosse confermata, ci troveremmo di fronte all'ennesima dimostrazione di quanto oggi basti un gesto imprudente per provocare un disastro ambientale di enormi proporzioni.
Come osserva il Circolo Ambiente, la siccità prolungata e le temperature elevate hanno creato condizioni ideali per la rapida propagazione delle fiamme. È un aspetto che non può essere considerato secondario. Le nostre montagne e i nostri boschi stanno diventando sempre più vulnerabili a causa di estati caratterizzate da lunghi periodi senza pioggia, vegetazione disseccata e ondate di calore sempre più intense. Le conseguenze non riguardano soltanto il paesaggio. Ogni incendio provoca una pesante perdita di biodiversità: vengono distrutti habitat, muoiono piccoli mammiferi, rettili, insetti e uccelli, mentre serviranno decenni perché un ecosistema forestale possa ricostituirsi, sempre che le condizioni climatiche future lo consentano. Gli effetti si estendono inoltre ben oltre l'area direttamente interessata dalle fiamme. L'odore di bruciato è stato avvertito fino in Brianza e, come sottolinea il Circolo Ambiente, è inevitabile interrogarsi anche sulla dispersione nell'atmosfera di polveri sottili e di altri prodotti della combustione, che peggiorano ulteriormente una qualità dell'aria già spesso compromessa. L'incendio del Moregallo non è quindi soltanto un fatto di cronaca locale. È un segnale della crescente fragilità dei nostri ecosistemi. In un contesto climatico sempre più estremo, la prevenzione assume un'importanza decisiva: servono una gestione attenta dei boschi, controlli efficaci, informazione e soprattutto comportamenti responsabili da parte di tutti i frequentatori delle aree naturali.
venerdì 20 marzo 2026
Circolo Ambiente: "Che fine ha fatto la Commissione antimafia di Lecco?"

Pagina web del Comune di Lecco
di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"
Che fine ha fatto la Commissione antimafia del Comune di Lecco?
Dalla data dell'ultima convocazione della Commissione antimafia - avvenuta il 9 marzo del 2023 - non sembra esserci traccia della Commissione, che anche sul sito web Comune risulta ferma al 2023. Ci risulta quindi che siano ormai esattamente 3 anni che la Commissione antimafia non viene convocata! Eppure a Lecco non mancano di certo i segnali del radicamento della criminalità organizzata e in particolare della 'ndrangheta, che nel territorio lecchese è riconducibile in particolare alla famiglia Coco Trovato. Lecco è, purtroppo, più volte salita alle cronache per la presenza della criminalità organizzata. Ricordiamo in particolare l'inchiesta 'Metastasi' che aveva coinvolto direttamente alcuni membri del Consiglio comunale di Lecco.
Nel 2022 a Lecco, dopo la specifica richiesta di un gruppo di associazioni - incluso il nostro Circolo - finalmente era stata istituita la Commissione antimafia. Però da allora si annoverano solo due convocazioni, nel 2022 e nel 2023, delle quali si ricorda, sventuratamente, la polemica con cui quasi tutti i commissari - di maggioranza e minoranza - avevano stigmatizzato le parole dell'ex perfetto Castrese De Rosa, che si era 'permesso', secondo loro, di definire Lecco come una delle realtà più infiltrate dalle mafie. Fatto invece incontrovertibile, come dimostrano anche le numerose interdittive antimafia emanate proprio dalla Prefettura lecchese. Dal 2023, come detto, nessun segnale di esistenza della Commissione antimafia del capoluogo, che evidentemente - ci viene da pensare - era stata costituita solo come proforma. Allo stesso tempo, riteniamo che non sia sufficiente, per un'Istituzione, occuparsi di legalità solo in maniera spot, in occasione delle ricorrenze o celebrazioni. Quello per la legalità e per la lotta alle mafie deve essere un impegno continuo, fuori e dentro le stesse Istituzioni.
Il nostro auspicio è che, nell'attuale dibattito politico e in vista delle prossime elezioni comunali, sul tema dell'antimafia si costruisca un percorso politico che si occupi e preoccupi concretamente del tema della legalità e della lotta contro la presenza delle mafie - e della 'ndrangheta in particolare - nel territorio del Comune di Lecco.
venerdì 13 febbraio 2026
Quando l’archeologia racconta il territorio: musei, comunità e paesaggio nel Lecchese
Dopo il successo del primo appuntamento, già svoltosi a febbraio, il ciclo “L’archeologia racconta che…” prosegue con altri quattro incontri, da febbraio a luglio, pensati come brevi dialoghi divulgativi della durata di 45 minuti, seguiti da visite guidate ai musei o al territorio di circa 40 minuti. Una formula agile e accessibile, che invita all’ascolto, alla curiosità e al confronto.
Gli incontri sono costruiti come conversazioni tra due o tre interlocutori, rivolte a un pubblico non tecnico. L’obiettivo è raccontare la pluralità di temi che attraversano le discipline archeologiche, mettendo in relazione reperti, paesaggi, pratiche umane e questioni contemporanee. Al centro ci sono la tutela del patrimonio, la sua valorizzazione e la fruizione consapevole da parte della comunità, intesa come soggetto attivo nella conoscenza del territorio e della sua storia.
Non mancano riflessioni critiche su stereotipi e luoghi comuni legati al passato: alcune “verità di buon senso” vengono messe in discussione, mostrando come talvolta possano trasformarsi in vere e proprie fake news storiche.
I primi due appuntamenti si tengono presso il Museo Archeologico di Lecco, ospitato a Palazzo Belgiojoso, mentre i successivi tre si svolgono al Museo Archeologico del Barro, a Galbiate, con momenti di visita anche al Parco del Barro. A guidare il pubblico in questo percorso sono figure di riferimento dell’archeologia locale e nazionale, tra cui Marina Uboldi (direttrice del Museo del Barro), Nicolò Donati (conservatore del Si.M.U.L.) e Mauro Rossetto (direttore del Si.M.U.L.), affiancati da studiosi e studiose provenienti da università e istituzioni di ricerca.
I prossimi appuntamenti
Il programma affronta temi trasversali che intrecciano ambiente, società e cultura materiale:
- Le armi raccontano che… (7 marzo): una riflessione sulla violenza nella preistoria e nell’alto medioevo, tra resti umani e fonti storiche.
- Il cibo racconta che… (9 maggio): la storia dell’alimentazione antica tra risorse locali e contaminazioni culturali, con uno sguardo anche al rapporto tra uomo e ambiente.
- L’oggetto racconta che… (6 giugno): storie di manufatti, tecnologie e sistemi produttivi del passato.
- Il paesaggio racconta che… (4 luglio): l’abitare la montagna e l’adattamento umano tra clima, tecnologie e verticalità.
Tutti gli incontri si svolgono il sabato alle ore 16.00 e sono a ingresso gratuito.
Informazioni utili
- Telefono: 0341 481114
- Email: segreteria.museo@comune.lecco.it
- Sito web: https://simulecco.it/
mercoledì 28 gennaio 2026
Cavagna di Lecco: la tutela del paesaggio viene prima degli interessi privati!
Il Circolo Ambiente replica all’avvocato di alcuni proprietari: «Ma quali diritti edificatori? Per la giurisprudenza urbanistica non esistono!»
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| QUI IL LINK PER FIRMARE |
di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”
Abbiamo letto – con nemmeno tanta sorpresa – la lettera odierna dell’avvocato Chiara Citterio, intervenuta a tutela degli interessi privati di alcuni (non tutti) proprietari dei terreni di Cavagna. L’avvocato chiede che vengano mantenuti gli indici edificatori previsti dalla Variante al PGT adottata, altrimenti i proprietari potrebbero adire alle vie legali.
Ci chiediamo però su quali basi giuridiche, visto che la giurisprudenza in materia urbanistica è molto chiara nel non riconoscere alcun diritto edificatorio vigente basato unicamente sulle previsioni dei precedenti strumenti urbanistici.
È bene ribadire ancora una volta che il Consiglio comunale di ogni municipio è libero e sovrano nel definire l’attribuzione o la modifica delle destinazioni urbanistiche dei terreni. Se lo può fare – malauguratamente – passando terreni agricoli a edificabili, lo deve poter fare altrettanto liberamente – e senza precondizioni di alcun tipo – ritrasformando terreni edificabili in aree non edificabili, azzerando pertanto tutti gli indici di edificabilità pregressi.
Questo è quanto dice la giurisprudenza: i proprietari devono prenderne atto.
L’interesse collettivo della tutela del suolo e del paesaggio è sicuramente prevalente rispetto agli interessi privati, e lo è – a maggior ragione – nel caso di Cavagna, riconosciuta come zona di elevato valore storico e paesaggistico.
Lo ribadiamo insieme alle oltre 5.600 persone che hanno firmato la petizione: Cavagna deve essere salvata dal cemento!
venerdì 23 gennaio 2026
Cavagna di Lecco: “si può ancora salvare”. Il Circolo Ambiente rilancia e smaschera la scelta politica sull’edificabilità
La partita su Cavagna di Lecco non è affatto chiusa. Anzi, dalle parole emerse in Commissione Urbanistica arriva una conferma che rende ancora più evidente la natura politica, e non tecnica, delle scelte contenute nella Variante al PGT.
A rilanciare la notizia è il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, che ha diffuso un comunicato netto, accompagnato da un estratto video, in cui viene chiarito un passaggio finora taciuto o minimizzato: l’edificabilità di Cavagna poteva essere completamente cancellata.
Durante la Commissione Urbanistica del 22 gennaio, infatti, il tecnico incaricato del PGT, arch. Antonio Mugnai, parlando dell’ambito di Cavagna ha dichiarato che tra le opzioni prese in considerazione vi era anche quella di “eliminare tutto l’ambito”, ovvero azzerare l’edificabilità.
Un’affermazione che cambia il quadro.
Come scrive il Circolo Ambiente:
“CAVAGNA DI LECCO SI PUÒ (ancora) SALVARE!
Oggi, 22 gennaio, in Commissione Urbanistica di Lecco, il tecnico del Pgt, arch. Antonio Mugnai, nel parlare di Cavagna ha detto che una delle possibilità che avevano sul tavolo era anche quella di ‘eliminare tutto l’ambito’, ovvero cancellare tutta l’edificabilità.
Confermando quindi che la scelta – contenuta nella Variante – di mantenere l’edificabilità, è stata una chiara scelta politica dell’Amministrazione comunale!
Quindi le cose si possono ancora cambiare, salvando Cavagna.”
Parole che pesano come macigni e che smentiscono la narrazione secondo cui “non c’erano alternative”.
Le alternative c’erano, eccome. E una di queste prevedeva la tutela integrale dell’area, senza nuove volumetrie.
Il Circolo Ambiente ha anche diffuso l’estratto video della Commissione Urbanistica, a conferma di quanto dichiarato:
👉 https://youtu.be/9KX-Y6iYlzY
La conclusione è inevitabile: non siamo di fronte a un vincolo tecnico, ma a una decisione politica, assunta dall’Amministrazione comunale, che ha scelto di mantenere l’edificabilità nonostante fosse possibile eliminarla del tutto.
Questo significa una cosa sola: Cavagna può ancora essere salvata, ma serve una chiara inversione di rotta politica.
La mobilitazione dei cittadini, delle associazioni e dei comitati non è quindi inutile né tardiva. Al contrario, è oggi più che mai fondata e legittima.
La palla torna alla politica.
E le responsabilità, ora, sono sotto gli occhi di tutti.
martedì 20 gennaio 2026
Cavagna (Lecco), il Circolo Ambiente attacca la Variante al PGT: “No alla cementificazione”
di Roberto Fumagalli, Presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”
Come Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” chiediamo al Consiglio Comunale di Lecco di cancellare la previsione di edificazione delle aree agricole in località Cavagna, stralciandola dalla proposta di Variante al Piano di Governo del Territorio (PGT).
Facciamo nostro l’appello pubblico lanciato nei giorni scorsi dall’Associazione Giuseppe Bovara – che ringraziamo per l’attenzione – proprio in merito al rischio di cementificazione della Cavagna.
Abbiamo visionato la proposta di Variante adottata lo scorso luglio dal Consiglio Comunale di Lecco e siamo rimasti sconcertati nel leggere le forti contraddizioni contenute nei documenti relativi alle nuove norme che favoriscono l’edificazione nel comparto di Cavagna.
Infatti, nella stessa scheda allegata al PGT in cui si prevede l’edificazione su quei terreni agricoli, il Comune sottolinea espressamente la valenza ambientale e paesaggistica della località Cavagna (!), con le seguenti affermazioni:
“Le aree di trasformazione (... comprese tra via Monterobbio, via A. Gramsci, via Cavagna e via Luera ...) sono collocate in un contesto periurbano caratterizzato da peculiari profili morfologici e rilevanti valori eco-ambientali e paesaggistici. Si tratta di aree verdi … con usi agricoli residuali, aree a bosco, aree terrazzate a prati stabili e prati arborati. … Rappresentano luoghi con valenza panoramica, da tutelare e valorizzare, con visuali verso le montagne e verso il lago.”
(vedasi anche nota in calce e scheda allegata)
Paradossale, poi, che la stessa Amministrazione Comunale in carica abbia più volte sostenuto – con le parole dell’attuale Sindaco – che la Variante al PGT si sarebbe conformata all’obiettivo del consumo di suolo zero [cfr. articolo su Il Giorno].
Nei prossimi giorni – pur essendo formalmente scaduti i termini – presenteremo le nostre osservazioni contro la previsione urbanistica su Cavagna, che comporterebbe la cementificazione di aree agricole di pregio da tutelare dal punto di vista paesaggistico. Invieremo le nostre osservazioni anche alla Soprintendenza, proprio per sottolineare gli aspetti di impatto paesaggistico.
Vogliamo inoltre replicare ai gruppi di maggioranza consiliare di Lecco, che nelle scorse ore hanno dichiarato che “i proprietari hanno maturato diritti edificatori, diritti riconosciuti nel tempo” e che occorre mantenere “il rispetto delle aspettative maturate dai proprietari”.
Come Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” rammentiamo che, per lo stralcio dell’edificabilità, è sufficiente una chiara volontà politica indirizzata alla tutela del suolo e del paesaggio: infatti i cosiddetti diritti edificatori di fatto non esistono, come insegna consolidata giurisprudenza urbanistica.
Ci aspettiamo quindi un ravvedimento da parte della maggioranza consiliare, affinché la previsione di edificazione su Cavagna venga totalmente stralciata dalla Variante al PGT. Occorre preservare il suolo naturale, bene non rinnovabile e fondamentale per la biodiversità e la tutela ambientale, che a Lecco – evidentemente – viene ritenuta importante solo a parole.
Ringraziamo nuovamente l’Associazione Bovara per aver lanciato l’allarme e ci uniamo alla mobilitazione della cittadinanza, che ha già firmato l’appello per salvare Cavagna.
SCHEDA
Area di Trasformazione dei margini urbani – ATm.9, ATm.10, ATm.11, ATm.12
(area compresa tra via Monterobbio, via A. Gramsci, via Cavagna e via Luera)
Descrizione e inquadramento:
Le aree di trasformazione … si trovano ai margini del territorio urbanizzato … Sono collocati ai piedi della fascia pedemontana, tra il nucleo storico di San Giovanni e Bonacina, ... in un contesto periurbano caratterizzato da peculiari profili morfologici, e rilevanti valori eco-ambientali e paesaggistici. Si tratta di aree verdi … con usi agricoli residuali, aree a bosco, aree terrazzate a prati stabili e prati arborati. Dal punto di vista percettivo rappresentano luoghi con valenza panoramica, per cui da tutelare e valorizzare le visuali verso le montagne e verso il lago.
venerdì 21 marzo 2025
Elettrificazione Como-Lecco: preoccupazioni e richieste del Comitato Pendolari
Il Comitato Pendolari Como-Lecco ha recentemente espresso forti perplessità riguardo al futuro dell'elettrificazione della linea ferroviaria Como-Lecco. In un comunicato ufficiale, il comitato ha evidenziato il silenzio delle istituzioni locali e le numerose incertezze che ancora gravano sul progetto.
Secondo quanto dichiarato dal Comitato, nonostante l'appello inviato il 30 gennaio 2025 ai consiglieri regionali di Como e Lecco, ai presidenti delle province e ai sindaci dei comuni interessati, solo un sindaco ha risposto, per giunta di un comune non direttamente coinvolto nel primo lotto dell'elettrificazione. Questo atteggiamento delle istituzioni locali aumenta i dubbi su quale tipo di servizio ferroviario potrà effettivamente essere garantito una volta completata l'elettrificazione, soprattutto in assenza di interventi infrastrutturali complementari.
Uno degli aspetti più critici riguarda l'assenza di un bando di gara per l’affidamento dei lavori. Nonostante RFI abbia dichiarato, in un'audizione del 27 febbraio 2025 presso la Commissione V della Regione Lombardia, che il Decreto conclusivo del MASE sia stato emesso il 17 febbraio e che a breve si chiuderà la Conferenza dei Servizi, la Como-Lecco non è stata inclusa tra le linee chiuse nel 2025. Questo solleva interrogativi su quando i lavori potranno effettivamente partire.
Il progetto attuale prevede la chiusura della tratta Albate-Molteno per ben 835 giorni consecutivi, creando disagi significativi per studenti, lavoratori e frontalieri che utilizzano quotidianamente la linea. Il Comitato Pendolari ha quindi avanzato una richiesta precisa: suddividere i lavori in tre fasi, come già suggerito da Regione Lombardia, al fine di ridurre il periodo di chiusura totale e garantire una riapertura più rapida della tratta Merone-Molteno, lunga solo 7 km e priva di gallerie.
Nel caso in cui la chiusura totale dovesse risultare inevitabile, il Comitato insiste affinché venga sfruttata per realizzare interventi infrastrutturali cruciali, tra cui:
- Miglioramenti alla stazione di Cantù, con sottopasso pedonale, banchine alte e prolungamento dei binari.
- Potenziamento degli incroci e fluidità della circolazione con l'aggiunta di deviatoi a 60 km/h.
- Adeguamento delle banchine in tutte le fermate con pensiline e marciapiedi rialzati.
- Soppressione del passaggio a livello della SP41 tra Anzano del Parco e Merone, sostituendolo con un cavalcavia.
La mancata risposta da parte delle istituzioni locali è vista come un segnale preoccupante. Il Comitato aveva chiesto una revisione del piano dei lavori, dando priorità all’elettrificazione tra Albate e Cantù per estendere il servizio TILO e limitare i disagi tramite un servizio sostitutivo di autobus.
Oltre all’attuale elettrificazione, il Comitato sollecita una pianificazione più ampia che includa il Lotto 2, Molteno-Lecco, con interventi strategici quali il raddoppio della tratta Molteno-Oggiono, l’eliminazione di alcuni passaggi a livello e miglioramenti infrastrutturali nelle stazioni per aumentare la capacità e ridurre i tempi di percorrenza.
Il Comitato Pendolari Como-Lecco ribadisce la necessità di risposte chiare e di azioni concrete. L’elettrificazione della linea non deve essere un intervento fine a sé stesso, ma deve tradursi in un reale miglioramento del servizio ferroviario, evitando il rischio di una chiusura prolungata che non porti benefici tangibili agli utenti della tratta.
martedì 17 dicembre 2024
Lupi a Lecco, WWF: "Meno allarmismo, più soluzioni razionali"
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| Concorso WWF Lecco 2023: “Disegniamo la natura”. Disegno di Agata Loizedda |
In seguito all’avvistamento di un branco di sette lupi nella zona di Morterone (LC) e alle dichiarazioni rilasciate dal consigliere regionale Giacomo Zamperini, il WWF Lecco ha ribadito la propria posizione in merito alla questione, sottolineando la necessità di un approccio basato sulla scienza e sul buon senso.
“La presenza di pochi lupi di passaggio sul nostro territorio non rappresenta una minaccia per l’essere umano”, chiarisce il WWF Lecco. “Definire pericolosi questi animali significa alimentare paure ingiustificate, spesso radicate in antichi pregiudizi. Il ritorno del lupo in aree dove storicamente era presente richiede analisi scientifiche e obiettive, non risposte emotive o allarmistiche”.
L’associazione ha ricordato che gli attacchi di lupi agli esseri umani sono eventi estremamente rari e distanti nei secoli: “I lupi non attaccano le persone, e l’idea che possano farlo appartiene alle favole, non alla realtà. Quando si avvicinano alle abitazioni, il motivo è quasi sempre riconducibile a cattive abitudini umane, come l’abbandono di rifiuti che possono attirare questi animali”.
Il WWF Lecco non nega che la presenza del lupo possa comportare rischi per gli animali da allevamento, ma sottolinea come questi siano ampiamente riducibili grazie alle misure di prevenzione disponibili. “Il vero rischio legato alla presenza del lupo riguarda le predazioni sul bestiame”, afferma l’associazione. “Tuttavia, esistono strumenti efficaci per proteggere gli allevamenti, come recinzioni adeguate e cani da guardiania, che possono ridurre al minimo gli impatti. Piuttosto che alimentare paure, sarebbe auspicabile che la politica si impegnasse per garantire le risorse necessarie a implementare queste misure”.
Il WWF Lecco invita a guardare al lupo non come a un problema, ma come a una risorsa per gli ecosistemi. “I lupi giocano un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio naturale. Regolano le popolazioni di ungulati predando soggetti deboli o malati, favorendo la salute complessiva di queste specie. Inoltre, contribuiscono al controllo di altri predatori come le volpi e limitano la diffusione di animali problematici per l’agricoltura, come i cinghiali”.
Secondo l’associazione, è necessario un cambiamento di prospettiva: “Non possiamo continuare a vedere ogni animale selvatico come una minaccia per le nostre attività. L’uomo è solo una parte dell’ecosistema e ha il dovere di rispettarne gli equilibri. Dopo secoli di danni inflitti all’ambiente, è arrivato il momento di assumersi la responsabilità di convivere con la fauna selvatica, adottando soluzioni razionali e sostenibili”.
Il WWF Lecco conclude ricordando che la convivenza con i lupi è possibile e necessaria: “Serve superare i pregiudizi e abbandonare l’immagine del lupo come il ‘cattivo’ delle favole. Dobbiamo imparare a vederlo per ciò che realmente è: un alleato prezioso per la biodiversità e per l’equilibrio dei nostri ecosistemi”.
“Con rispetto e conoscenza, è possibile affrontare le sfide della convivenza con il lupo senza ricorrere a soluzioni drastiche o distruttive. La strada è quella della coesistenza, basata sulla ragione e sull’adozione di misure preventive adeguate”.
mercoledì 11 settembre 2024
Percorsi Venerabili: un viaggio lento tra storia, natura e cultura
Domenica 15 settembre 2024, l'Associazione Storico-Culturale S. Agostino vi invita a unirvi alla prima tappa del progetto Percorsi Venerabili, un'iniziativa che intende unire il fascino della storia al turismo lento. Finanziato nell’ambito del Bando Regione Lombardia Terzo Settore Triennio 2023-25, con il supporto della Regione Lombardia e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il progetto mira alla riqualificazione del Cammino di Sant'Agostino, un percorso che si snoda tra spiritualità e bellezze paesaggistiche.
La tappa inaugurale parte da Lecco e si conclude a Cassago Brianza, dove sorge il celebre Rus Cassiciacum, luogo profondamente legato alla figura di Sant'Agostino. Il percorso, che attraversa le città di Galbiate, Oggiono e Cassago Brianza, coinvolgerà non solo i pellegrini, ma anche le comunità locali, che offriranno punti di sosta e accoglienza.
Il Cammino sarà impreziosito da totem informativi dotati di QR code, che rimanderanno al sito percorsivenerabili.it. Qui i pellegrini potranno scoprire i dettagli del percorso, approfondire la storia delle località attraversate e ottenere informazioni utili per la loro esperienza di viaggio.
Programma della camminata
La giornata si aprirà alle 8:30 con il ritrovo presso la Basilica di San Nicolò a Lecco, dove i partecipanti riceveranno le credenziali del pellegrino. Alle 9:00 partirà la camminata verso la prima sosta a Galbiate, presso Villa Bertarelli, dove in occasione di "Ville Aperte", sarà possibile esplorare questo gioiello architettonico.
Dopo una pausa pranzo alle 12:45 presso la Chiesa Plebana di Oggiono, il cammino proseguirà fino a Cassago Brianza, con l’arrivo previsto al Parco Archeologico Rus Cassiciacum alle 17:15. Per chi non potesse completare a piedi l’intera tappa, vi è la possibilità di raggiungere Cassago in treno.
Eventi culturali e di intrattenimento al Rus Cassiciacum
A Cassago, dalle ore 14:00, il Parco Archeologico si animerà con una serie di eventi aperti a tutti, pellegrini e visitatori. Tra le attrazioni principali:
- "Eggs on the Moon - Il Viaggio": una mostra personale dell’artista Giorgio Arrigoni (14:00-21:00).
- Annullo filatelico speciale: a cura di Poste Italiane, per collezionisti e appassionati di filatelia (14:00-20:00).
- Storie animate: giochi e letture per bambini, organizzati dal Gruppo Lettrici (15:00-17:30).
- Cari attrezzi agricoli: una visita guidata con Enzo Fumagalli dedicata alla storia degli strumenti agricoli.
- Mostra fotografica sulla coltivazione del mais: a cura di Giorgio Pennati.
- Alla scoperta delle stelle: proiezioni astronomiche a cura del prof. Renato Peruffo (dalle 17:30).
Dopo una giornata di cammino e cultura, la serata si concluderà con due eventi di rilievo:
- Alle ore 20:00, l'attore Luca Maciacchini presenterà un recital di teatro canzone, una forma di spettacolo che unisce musica e narrazione.
- Alle 20:45, seguirà la proiezione del docufilm "Peregrinus", diretto da Davide Colavini, che racconta l’esperienza del pellegrinaggio.
La partecipazione alla camminata richiede un contributo di 5 euro per la copertura assicurativa. Le iscrizioni possono essere effettuate inviando una e-mail a info@camminodiagostino.it, indicando nome, cognome, numero di telefono e il numero dei partecipanti. È anche possibile prenotare la cena del pellegrino, per chi desidera concludere la giornata con un momento di convivialità.
venerdì 31 maggio 2024
Lupi: con WWF Lecco…a volte ritornano!
Sabato 1 e domenica 2 giugno 2024, dalle 10.00 alle 18.00, la sala espositiva dell'Eremo di Monte Barro ospiterà la mostra itinerante "Lupo... la storia di un ritorno", insieme alla mostra fotografica "Ecce Lupo" e a un laboratorio di disegno dedicato ai bambini.
Il weekend è organizzato da WWF Lecco e Parco Monte Barro per richiamare l’attenzione sul lupo, una delle specie più emblematiche del patrimonio naturalistico e culturale italiano.
“La sua presenza – spiega Stefania Berna, vicepresidente WWF Lecco - è fondamentale per la salute dell'ecosistema assicurando la biodiversità ed è pertanto considerato un animale protetto. Negli Anni ‘70 la popolazione di lupi in Italia contava solo 100 esemplari ed era a rischio di estinzione, mentre oggi, grazie anche all'intervento del WWF, popola tutta la penisola. Tuttavia, il lupo non è ancora del tutto al sicuro e per questo motivo è importante continuare a proteggerlo. Nonostante la situazione della specie sia migliorata rispetto al passato, il lupo affronta quotidianamente diverse minacce che mettono a rischio la sua sopravvivenza e la sua presenza negli ecosistemi. Affrontarle richiede un approccio integrato che comprenda la conservazione dell'habitat, la gestione sostenibile delle popolazioni di prede, la mitigazione dei conflitti con l'uomo e misure di protezione dirette per i lupi. Pur non rappresentando una minaccia diretta per l’uomo, le predazioni ai danni del bestiame domestico che talvolta si verificano, suscitano reazioni avverse e persecutorie nei confronti dell’animale. Si stima infatti che ogni anno tra i 200 e i 500 lupi muoiano uccisi da fucilate, veleno, trappole o investiti dalle auto, morti che WWF cerca di ridurre impegnandosi a combatterne le cause. L’Associazione è soprattutto impegnata nella riduzione dei conflitti tra il lupo e le attività umane limitando i danni al bestiame e dimostrando che la convivenza con questo predatore è possibile. L'esperienza ci ha permesso di verificare direttamente che l’utilizzo dei cani da guardiania adeguatamente allevati e la corretta gestione del bestiame, anche con l’uso dei recinti elettrificati, permette di ridurre in modo significativo i danni e il conflitto. Si può fare! Occorre una diffusa volontà e la disponibilità di tutti a utilizzare i giusti mezzi”.
“E’ importante, soprattutto in questo momento, divulgare dati scientifici e oggettivi sul lupo, che consentano alla popolazione di essere autenticamente informata, al di là della mera propaganda” spiega Giovanna Corti, Presidente WWF Lecco “l’impegno delle associazioni ambientaliste, in modo particolare WWF, è sempre rivolto alla diffusione della cultura e della conoscenza, per permettere a ciascuno di farsi un’opinione a partire da fatti, non da slogan”.
L’inaugurazione delle due giornate a tema è in programma sabato 1° giugno alle 12.00. Ingresso libero.
mercoledì 15 maggio 2024
Alla scoperta delle Meraviglie Lariane con il concorso fotografico del WWF Lecco
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| 1° premio: "Piviere dorato orientale sulla spiaggia di Colico". Foto di Riccardo Trevisani |
Sabato 11 maggio 2024 ha avuto luogo presso la sede del Foto Club Lario Malgrate la serata di premiazione del Concorso Fotografico “Meraviglie Lariane”, organizzato da WWF Lecco in collaborazione con Foto Club Lario Malgrate e con il contributo di Giuditta Macchi Dietista e Dentista digitale.
L'obiettivo principale di questo concorso è stato quello di celebrare e promuovere le straordinarie bellezze naturali del territorio lariano, e l'entusiasmo suscitato è stato testimoniato dalla partecipazione di oltre un centinaio di fotografi, ognuno con il proprio sguardo unico sulla meraviglia del paesaggio.
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| 2° premio: "Da Dascio riflesso del Monte Legnone". Foto di Claudia Prati |
Una giuria di esperti ha compiuto l'arduo compito di selezionare le dodici fotografie finaliste, che avranno l'onore di essere protagoniste nel calendario WWF Lecco del 2025.
Ma il coinvolgimento del pubblico è stato fondamentale: attraverso il voto sulle pagine social dell'Associazione, gli appassionati hanno contribuito a determinare i tre scatti vincitori. I fortunati artisti, oltre a ricevere un riconoscimento tangibile sotto forma di iscrizione annuale al WWF Italia, hanno ottenuto un attestato di premiazione e un simpatico gadget WWF.
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| 3° premio: "Lecco si risveglia". Foto di Fabrizio Gilardi |
Il primo gradino del podio è stato conquistato da Riccardo Trevisani con la sua opera "Piviere dorato orientale sulla spiaggia di Colico", seguito dalla medaglia d'argento assegnata a Claudia Prati per la sua suggestiva "Da Dascio riflesso del Monte Legnone". Il terzo posto è stato meritatamente attribuito a Fabrizio Gilardi, con l'emozionante scatto "Lecco si risveglia".
Ma non è finita qui: il Foto Club Lario Malgrate ha voluto conferire una menzione speciale ad altre due fotografie, ritenute altamente meritevoli. I loro autori, Massimo Coduri de Cartosio e Henry Fumagalli, hanno ricevuto un riconoscimento che testimonia il loro talento e impegno.
Le immagini delle opere finaliste e gli scatti della serata di premiazione sono ora disponibili per essere ammirate al seguente link e sulle pagine ufficiali Facebook ("WWF Lecco") e Instagram di WWF Lecco (@wwflecco).
venerdì 12 aprile 2024
Torrente Gandaloglio: un taglio degli alberi devastante, tutela del territorio a rischio!
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| Fotografie di Roberto Fumagalli |
In merito ai lavori in corso lungo il torrente Gandaloglio, nell'area che comprende i Comuni di Dolzago, Ello e Colle Brianza, e in attesa che la Comunità Montana Lario Orientale valle San Martino fornisca la documentazione richiesta tramite un accesso agli atti che abbiamo già inoltrato, vogliamo avanzare alcune considerazioni. Chi conosce quei luoghi sa che, da decenni, il versante sotto la cascina Panizzera è interessato da una grave minaccia di dissesto idrogeologico, con un movimento franoso che ciclicamente mette in allarme soprattutto gli abitanti di Dolzago che vivono proprio sotto. Pertanto, intervenire per garantire la sicurezza è stato e rimane un dovere.
Ciò che risulta difficile da comprendere e giustificare sono tutti quegli interventi di supporto - avviati nelle settimane passate - a partire dal taglio boschivo attualmente in corso a monte del ponte della Bosina, e in corrispondenza del Ponte dell'Oglio fino a Dolzago.
Inoltre, l'autorizzazione reca espressamente "taglio di manutenzione in prossimità di strade, canali e ferrovie". Da qui nasce la prima osservazione: se ci trovassimo in presenza di una delle tre circostanze appena menzionate, non avremmo nulla da obiettare, poiché si tratterebbe di situazioni artificiali dove un taglio anche pesante degli alberi potrebbe favorire la sicurezza del transito veicolare o ferroviario. Tuttavia, nel nostro caso, ci troviamo di fronte a un torrente che scorre liberamente lungo un profondo vallone, generando un ecosistema di grande pregio naturalistico e paesaggistico. Pertanto, ci troviamo in un ambiente naturale dove sarebbe stato necessario adottare un approccio radicalmente diverso, rispetto, appunto, a strade, ferrovie o canali artificiali. Invece, stiamo assistendo a un taglio indiscriminato degli alberi lungo tutto il corso del torrente, dalle sponde all'alveo fino ai versanti.
Un'ispezione della zona avrebbe chiaramente mostrato che, considerata la qualità forestale già compromessa da tagli passati, sarebbe stato necessario un intervento più prudente per preservare la porzione forestale ancora di buona qualità lungo il torrente. La perdita della copertura forestale del torrente avrà un impatto negativo sull'ecosistema, esponendolo maggiormente ai raggi solari in stagioni sempre più siccitose, con scarse precipitazioni e alte temperature. La pioggia di questo periodo non deve ingannare.
Se il problema è il dissesto idrogeologico, un taglio indiscriminato degli alberi nel tratto dal Ponte dell'Oglio fino alla filanda della Bosina e in altri tratti risulta non solo inutile ma addirittura dannoso, controproducente e in contrasto con i principi di prevenzione dei fenomeni di dissesto idrogeologico. In effetti, sarebbe stato più efficace e importante preservare alcune piante lungo i versanti proprio per la loro capacità di trattenere i pendii.
Desideriamo ora sapere se questi lavori di abbattimento degli alberi siano preliminari alla realizzazione di eventuali interventi di sistemazione delle sponde del torrente Gandaloglio. Esprimiamo fin d'ora le nostre perplessità su tali lavori, poiché riteniamo che le sponde dei torrenti debbano essere mantenute il più possibile naturali, senza interventi di artificializzazione, inclusi quelli realizzati con tecniche di ingegneria naturalistica. Questo al fine di preservare la naturalità delle rive del torrente e evitare la velocizzazione delle acque a valle in caso di piena, il che potrebbe comportare rischi maggiori per gli abitanti delle zone circostanti.
Chiediamo pertanto agli Enti coinvolti (Comunità Montana, Regione e Comuni) di rendere pubblica fin da subito la natura del progetto complessivo, cioè il tipo di interventi che si prevede di attuare. Monitoreremo l'andamento di tali lavori come associazioni, al fine di evitare ulteriori danni ambientali oltre a quelli già causati dal taglio degli alberi.
Per quale motivo è stato autorizzato un taglio così indiscriminato e su così vasta scala?
Il cartello in loco mostra l'autorizzazione generica della Comunità Montana Lario Orientale - valle San Martino. Ci chiediamo quindi quale ufficio specifico abbia rilasciato tale autorizzazione.
Gli interventi di disboscamento eseguiti rispettano le autorizzazioni rilasciate? Se sì, dobbiamo allora guardare con sospetto un Ente che, nel proprio Statuto, promuove principi come "tutela del paesaggio... salvaguardando gli equilibri naturali e della biodiversità; tutela del patrimonio naturalistico; promozione della formazione della coscienza ambientale come condizione indispensabile per l'armoniosa convivenza tra Uomo e Natura".
Restiamo in attesa di risposte tempestive da parte degli Enti competenti.
Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"
CROS Varenna
Legambiente Lecco
WWF Lecco
lunedì 11 marzo 2024
Meraviglie Lariane: il nuovo contest fotografico del WWF Lecco svela i tesori paesaggistici della Provincia
Il WWF Lecco, in collaborazione con il Foto Club Lario Malgrate, presenta la seconda edizione del concorso fotografico "Meraviglie Lariane". Aperto a tutti i fotografi non professionisti residenti in Italia, anche minorenni, il concorso mira a raccogliere le immagini più suggestive dei paesaggi sparsi in tutta la provincia di Lecco.
Il presidente del WWF Lecco, Giovanna Corti, spiega l'obiettivo del concorso: «Vogliamo raccogliere le più suggestive foto dei paesaggi di tutta la provincia. Un'apposita giuria selezionerà gli scatti ritenuti più meritevoli, ma ci sarà spazio anche per le votazioni “popolari”, che avverranno tramite i nostri canali social su Instagram e Facebook. I dodici scatti vincitori andranno a comporre il calendario WWF Lecco 2025, che verrà poi mandato in stampa in autunno».
Le iscrizioni online si aprono oggi, lunedì 11 marzo 2024, e termineranno il 15 aprile 2024. Il tema "Meraviglie Lariane" prevede un'unica categoria di scatti, che dovranno immortalare il paesaggio lariano con riprese panoramiche o scorci caratteristici. La giuria selezionata sceglierà i dodici vincitori, ma sarà il pubblico sui social a determinare le tre fotografie che saliranno sul podio.
La serata di premiazione si terrà sabato 11 maggio 2024 presso la Sede del Foto Club Lario Malgrate. Durante l'evento, verranno annunciati i vincitori, i cui nomi saranno successivamente pubblicati sul sito e sui social dell’Associazione. I dodici finalisti riceveranno un attestato di premiazione, la stampa della propria fotografia e gadget esclusivi WWF. Tra i vincitori, i primi tre selezionati dalla "giuria social" riceveranno anche un’iscrizione gratuita per un anno a WWF Italia e gadget WWF come borracce, tazze colazione e shopping bag.
Giovanna Corti sottolinea l'importanza di celebrare la bellezza dei panorami della provincia di Lecco, con la speranza di sensibilizzare sempre di più sulla necessità della loro tutela. Inoltre, la presidente del WWF Lecco segnala un altro evento meritevole di attenzione: il concorso fotografico organizzato dal Parco Monte Barro, che ha il Parco e le sue meraviglie come tema centrale, una collaborazione consolidata con il WWF Lecco da molti anni.
Per ulteriori informazioni tecniche sul concorso e per effettuare le iscrizioni, è possibile visitare il sito ufficiale del WWF Lecco all'indirizzo wwf.lecco.it.
giovedì 23 novembre 2023
Piccoli amici alati con il WWF Lecco
Appuntamento per sabato 2 dicembre 2023, con il tradizionale incontro del WWF Lecco con i bambini, per un pomeriggio di giochi, laboratori e creatività
Per l’ottavo anno, forti del gradimento delle scorse edizioni, l’Associazione WWF Lecco ripropone il tradizionale evento dedicato ai bambini, organizzato in collaborazione con il Parco Monte Barro e con il supporto di Il Campo dei Fiori di Galbiate.
La proposta è rivolta quest'anno ai nati negli anni 2013/14/15/16 per un pomeriggio di gioco, disegno e creatività.
Il programma dell’evento prevede proiezioni di video a tema naturalistico, seguiti da giochi a tema e disegni, per insegnare ai bambini a riconoscere le più comuni specie di uccelli che popolano il nostro territorio. A seguire la realizzazione delle fantastiche "Palline Babadou", con tanti semini gustosi, che ogni bimbo potrà appendere sugli alberi dei proprio giardino o sui terrazzi o davanzali delle finestre di casa, per aiutare gli uccellini nella stagione fredda.
Non mancherà una gustosa merenda bio a chilometro zero, offerta dall’Azienda Agricola Conca Sandra di Perledo.
Al termine della giornata a tutti i bambini verrà rilasciato un attestato di partecipazione, insieme ad alcuni gadgets e a una simpatica sorpresa offerta da “Il Campo dei Fiori” di Galbiate, anche quest’anno prezioso partner dell’evento WWF.
È previsto un numero massimo di partecipanti: tutte le informazioni e il modulo per le iscrizioni sono disponibili sul sito WWF Lecco: https://wwf.lecco.it/piccoli-amici-alati.
venerdì 10 novembre 2023
Salvataggio gamberi di fiume: WWF Lecco subito in azione
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| Una delle barriere installate dal WWF Lecco |
Nella mattinata del 7 novembre, il Sindaco di Colle Brianza Tiziana Galbusera ha autorizzato con apposita ordinanza gli interventi di contenimento della diffusione della peste del gambero (causata dal patogeno Aphanomyces astaci) nel torrente Bevera di Brianza (leggi qui).
WWF Lecco è entrata immediatamente in azione per il salvataggio dei gamberi di fiume sopravvissuti nel tratto a monte del corso d’acqua, fornendo il materiale necessario a procedere all’installazione delle barriere.
In questo modo, già nella notte del 7 novembre stesso, il personale specializzato e autorizzato dal Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali e dal Comune di Colle Brianza – con il coordinamento del referente designato per il progetto, PhD Raoul Manenti, ricercatore presso l'Università degli Studi di Milano e Consigliere dell'associazione WWF Lecco – ha potuto procedere ad effettuare una prima installazione.
La speciale barriera è stata posta a valle di un tratto di torrente, situato in una zona piuttosto impervia della Valle della Tajada, che ospita gamberi apparentemente ancora sani. Si tratta di una modesta barriera, addossata a un salto naturale formato da massi che circondano una piccola pozza già esistente. Realizzata in legno, la struttura è composta da una parte verticale (che abbraccia l’intero alveo di morbida), sulla quale poggia una parte orizzontale sporgente (su cui l’acqua lamina al livello naturale del salto esistente). La combinazione della parete verticale, della sporgenza orizzontale e della corrente presente dovrebbe impedire ai gamberi a valle, potenzialmente infetti, di risalire e diffondere a monte il patogeno. La “barriera” è oggetto di costante monitoraggio; i primi esiti dei rilevamenti, che probabilmente comprenderanno anche la marcatura (in modo non invasivo) dei gamberi a valle dell’installazione, saranno tempestivamente trasmessi al Comune di Colle Brianza.
L’integrale progetto prevede l’installazione di due coppie di barriere, tutte realizzate sfruttando salti naturali già esistenti: la prima coppia nella zona della Valle della Tajada, la seconda coppia nella zona della Val Chignolo. Nei prossimi giorni, pertanto, verrà completata l’installazione nella Valle della Tajada con l’aggiunta della seconda barriera e, successivamente, verrà realizzata la seconda coppia in Val Chignolo.
Sarà inoltre testata l’efficacia di materiale atossico liscio ed ecocompatibile fornito volontariamente da una ditta di Olginate per implementare la funzionalità di barriera dei salti su cui posano (o poseranno) le installazioni.
I costi delle operazioni sono sostenuti integralmente da WWF Lecco, grazie ad una campagna di crowfunding che ha raccolto finora 935,00 €, donati sia da privati cittadini sia da associazioni del territorio, tra cui il Comitato per la difesa delle Bevere e del fiume Lambro, WWF Insubria e l’associazione Monte di Brianza.
«Teniamo particolarmente a ringraziare tutti i donatori» ha dichiarato la Presidente di WWF Lecco, Giovanna Corti «è grazie a loro che abbiamo potuto fornire i materiali per la realizzazione delle barriere. La risposta della cittadinanza, così rapida e generosa, ci spinge a fare sempre di più per tutelare flora e fauna del nostro territorio. A tal proposito, abbiamo organizzato, in collaborazione con Parco Monte Barro, Comitato Bevere e Associazione Monte di Brianza, una serata divulgativa sul gambero di fiume per il prossimo 16 novembre, alle ore 21 presso Villa Bertarelli a Galbiate. Sarà un’ottima occasione per conoscere i primi risultati dell’azione svolta e instaurare un confronto su come migliorare l’efficacia delle risposte in situazioni di emergenza a livello faunistico».
Gli interventi proposti, svolti di concerto con enti locali e regionali, associazioni ambientaliste ed enti scientifici, se da un lato hanno carattere sperimentale, dall’altro rappresentano un passo fondamentale per la realizzazione di un protocollo d’azione in caso di emergenze legate alla diffusione della peste del gambero. L’esperienza locale, se avrà risultati positivi, potrebbe costituire un prezioso precedente per casi analoghi in tutto il territorio nazionale, al fine di velocizzare la capacità di intervento in favore di una specie così a rischio come il gambero di fiume italiano.
giovedì 9 novembre 2023
Colle Brianza: il Sindaco, su sollecitazione del WWF Lecco, promulga un'ordinanza per la salvaguardia dei gamberi autoctoni
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| Esempio di barriera da installare nell'alveo per impedire la risalita dei gamberi |
Grazie all'intervento proattivo del WWF di Lecco (leggi qui), il Sindaco di Colle Brianza, Tiziana Galbusera, ha emanato un'ordinanza finalizzata a contrastare l'emergenza causata dalla diffusione del fungo patogeno Aphanomyces astaci tra i gamberi autoctoni d'acqua dolce nel torrente Bevera, situato nella località Colle Brianza (LC) – Val Chignolo, frazione Nava.
Il WWF di Lecco, promotore dell'iniziativa e artefice di una raccolta fondi per finanziare gli interventi necessari, esprime la propria soddisfazione. Questo impegno della comunità e delle organizzazioni ambientali locali mette in luce l'importanza della collaborazione per affrontare le sfide ambientali.
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| Frontespizio dell'ordinanza |
L'ordinanza del Sindaco, richiamando disposizioni sindacali precedenti, sottolinea la gravità della situazione e la necessità di adottare misure urgenti. La relazione tecnica fornita dall'Università degli Studi di Milano ha proposto un intervento immediato mediante l'implementazione di barriere artificiali sui salti naturali nell'alveo. Questo approccio mira a impedire la risalita del tratto interessato dai gamberi colpiti dal patogeno fungino, preservando così le popolazioni a monte ancora apparentemente non affette.
L'ordinanza sottolinea che l'intervento proposto sarà temporaneo, con un impatto visivo e idraulico limitato. Gli esiti dei monitoraggi dovranno essere trasmessi tempestivamente al Comune di Colle Brianza per garantire una valutazione continua della situazione.
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| Il gambero di fiume. Fonte immagine: WWF Lecco. |
L'ordinanza ha efficacia immediata e sarà in vigore fino a sei mesi, salvo ulteriori provvedimenti o cambiamenti nelle condizioni di emergenza. Il Comitato Bevere di Capriano di Briosco, l'ATS Brianza di Monza, la Provincia di Lecco, l'Arpa Lombardia di Milano e la Regione Lombardia sono stati tutti informati della decisione.
Questa azione del Comune di Colle Brianza, che ha accolto le proposte dell'associazione ambientalista, riflette l'impegno a tutelare l'ambiente e a preservare le specie autoctone minacciate dal contagio fungino.
domenica 29 ottobre 2023
Continua la battaglia per salvare il gambero di fiume: WWF Lecco diffida il Comune di Colle Brianza
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| Moria di gamberi lungo la Bevera a Colle Brianza |
Nonostante gli appelli da parte di cittadini e ambientalisti, la situazione del gambero di fiume lungo la Bevera di Brianza continua a rimanere critica. Il WWF Lecco ha deciso di intervenire e ha inviato una diffida al Comune di Colle Brianza, sollecitando una risposta immediata a questa emergenza ecologica.
La presidente del WWF Lecco, Giovanna Corti, esprime la sua crescente preoccupazione per il persistere del silenzio da parte delle autorità e per la mancanza di azioni concrete a difesa del gambero di fiume (Austropotamobius pallipes). Questa specie autoctona è al centro di una situazione disperata lungo la Bevera di Brianza, ma sembra che la sua tutela non sia considerata una priorità dalla politica.
Il WWF sottolinea che la tutela dell'ambiente non è una semplice scelta, ma un dovere sancito dalla Costituzione. La recente riforma costituzionale ha incluso la protezione della fauna tra i compiti dello Stato a tutti i livelli amministrativi. Inoltre, il Codice dell'Ambiente stabilisce che la pubblica amministrazione debba promuovere lo sviluppo sostenibile e dare priorità alla tutela dell'ambiente e del patrimonio culturale in scelte che coinvolgono interessi pubblici e privati.
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| Gambero di fiume. Foto WWF Lecco |
Nel frattempo, la comunità locale ha dimostrato un notevole interesse e partecipazione all'iniziativa. Un video informativo sul gambero di fiume ha ricevuto migliaia di visualizzazioni su Instagram, e la raccolta fondi sta procedendo con successo. Sono stati raccolti circa cinquecento euro in soli due giorni, che saranno utilizzati per acquistare i materiali necessari per costruire una barriera di contenimento.
La Presidente Giovanna Corti esprime la sua gratitudine per il sostegno e la generosità dimostrati dalla cittadinanza. Questa dimostrazione di solidarietà rafforza la convinzione che, nonostante la politica sembri spesso indifferente alle questioni ambientali, i cittadini sono pronti a fare la differenza.
Questo il link per partecipare alla raccolta fondi (https://gofund.me/df8e87cc).
venerdì 27 ottobre 2023
La burocrazia uccide due volte il gambero di Colle Brianza. WWF Lecco: chiediamo risposte urgenti per avviare il salvataggio

Moria gamberi di fiume
«La situazione è davvero grave. La specie di gambero autoctono che vive nel fiume Bevera rischia di scomparire a causa della presenza di “peste del gambero”. Abbiamo allertato il Comune di Colle Brianza con una PEC in cui spiegavamo dettagliatamente sia il problema sia la possibile soluzione, ma senza finora ricevere l’autorizzazione a procedere. Si tratta di un intervento semplice e poco impattante dal punto di vista ambientale, che consentirebbe però il salvataggio di centinaia di esemplari di gamberi. Come WWF Lecco ci siamo offerti di sostenere i costi dell’intervento, nonché di provvedere al montaggio delle barriere e al conseguente smontaggio, quando l’emergenza sarà passata. Il silenzio da parte delle Autorità continua però ad essere assordante e il ritardo dovuto alla burocrazia sta costando la vita a centinaia di gamberi, quando un intervento tempestivo avrebbe consentito – e consentirebbe ancora – di evitare questo disastro. Ma il tempo sta per scadere». A lanciare l’allarme è la presidente del WWF Lecco, Giovanna Corti.
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| Esempio di barriera da installare |
La popolazione di gambero di fiume in questione (Austropotamobius pallipes) è una delle ultime abbondanti e ben strutturate dell’intera provincia di Lecco. L’attuale moria rischia di cancellare un patrimonio ecologico e genetico determinante per la sopravvivenza della specie a livello provinciale e anche regionale. La perdita poi di una così elevata biomassa di organismi che, come i gamberi di fiume, svolgono un fondamentale ruolo di ricircolo dei nutrienti all’interno del corso d’acqua, determinerà uno stravolgimento dell’intera funzionalità ecologica del torrente stesso.
La barriera sarebbe costruita su un modello già sperimentato per un intervento simile effettuato nel Cantone di Berna dall’FHNW University of Applied Sciences and Arts Northwestern Switzerland e consentirebbe, appunto, di separare i gamberi già malati da quelli ancora sani, preservando questi ultimi e la specie. I lavori sarebbero poi coordinati dal Dott. Raoul Manenti, ricercatore dell’Università degli Studi di Milano, oltre che Consigliere di WWF Lecco.
«Per sostenere i costi degli interventi abbiamo avviato una raccolta fondi sulla piattaforma Gofundme a cui chiunque può partecipare (“Salviamo il Gambero di fiume”, rinvenibile al seguente link Raccolta fondi di Stefania Berna : Salviamo il Gambero di fiume [gofundme.com])» ha spiegato Stefania Berna, Vicepresidente di WWF Lecco.
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| Moria di gamberi |
Ricordiamo infatti che il gambero di fiume autoctono Austropotamobius pallipes è una specie protetta, in quanto a rischio di estinzione. Inoltre, è indicata dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat” (Allegato II e Allegato IV) come specie di interesse comunitario per la quale devono essere adottate misure speciali di conservazione. La specie compare anche nell’elenco previsto dalla Legge Regionale 31 marzo 2008, n. 10 “Disposizioni per la tutela e la conservazione della piccola fauna, della flora e della vegetazione spontanea”.
Anche ARPA Lombardia ha ribadito l’urgenza nel porre in atto tutte le misure necessarie per contrastare la diffusione del fungo patogeno Aphanomyces astaci tra i popolamenti di gamberi rimasti nei tratti di monte dei corpi idrici indicati nonché la diffusione in altri corpi idrici.
«Restiamo in attesa delle autorizzazioni da parte del Comune di Colle Brianza; autorizzazioni che ci auguriamo arrivino nel più breve tempo possibile, onde evitare che l’ecosistema venga irrimediabilmente compromesso» ha concluso la Presidente Corti.
La palla a questo punto passa alle Autorità: ambientalisti e cittadini, ma soprattutto i gamberi superstiti, attendono risposte.
sabato 7 ottobre 2023
Urban Nature con il WWF Lecco
Urban Nature, giunta alla sua settima edizione nel 2023, è un'iniziativa promossa dal WWF con l'obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulla necessità di ripensare e pianificare gli spazi urbani in modo innovativo. Questo implica riconoscere il ruolo centrale degli ecosistemi e promuovere azioni virtuose sia da parte delle istituzioni che dei cittadini per proteggere e aumentare la biodiversità nelle città. Questo approccio beneficia non solo dell'ambiente, ma anche della salute e della sicurezza delle comunità.
L'iniziativa, diffusa a livello nazionale, è giunta anche a Lecco grazie all'impegno dei volontari di WWF Lecco.
Il programma inizia sabato 7 ottobre in Piazza XX Settembre, vicino al Palazzo delle Paure, con una raccolta fondi per il progetto "Oasi in Ospedale", sostenuto dall'Associazione Ospedali Pediatrici Italiani. Questo progetto è nato dalla consapevolezza che i bambini e i ragazzi traggono beneficio dal contatto con la natura. Il contatto con gli spazi verdi, riducendo lo stress tipico della vita cittadina, migliora la salute mentale e lo sviluppo cognitivo dei bambini. I bambini ospedalizzati, in particolare, traggono enormi vantaggi da queste attività. Il progetto mira a creare Aule Natura, spazi sicuri che offrono stimoli motori, sensoriali e percettivi ai giovani pazienti.
Per finanziare questo progetto, i volontari WWF raccoglieranno donazioni tramite la vendita di piantine di felce presso il loro stand in Piazza XX Settembre nei giorni di sabato 7 e domenica 8 ottobre, dalle ore 10:00 alle ore 17:00 o fino a esaurimento scorte.
Inoltre, per promuovere la conoscenza della natura urbana di Lecco, WWF Lecco organizzerà nel pomeriggio di sabato 7 ottobre una caccia al tesoro per le strade del centro. Oltre ai premi per i vincitori, la vera ricchezza sarà scoprire la flora e la fauna che abitano, spesso nascoste o ignorate, nel cuore della città. La partenza è prevista tra le 14:30 e le 15:30 da Piazza XX Settembre, vicino al Palazzo delle Paure, dove verranno distribuiti gli strumenti necessari per partecipare. La premiazione avrà luogo alle ore 17, sempre in Piazza XX Settembre.
Questa iniziativa mira a sensibilizzare la popolazione sull'importanza del verde urbano. Il WWF ha evidenziato come l'inquinamento, lo stress, la depressione e l'alienazione siano gravi conseguenze della mancanza di natura nelle città. Affrontare le sfide future richiede un ripensamento degli spazi verdi urbani, che possono contribuire a "guarire" i problemi delle città e dei loro abitanti, ad esempio attraverso la depurazione dell'aria e la mitigazione delle temperature.







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