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martedì 29 marzo 2022

Domenica 3 aprile doppia marcia della pace: da Como e Cantù a Senna Comasco


Domenica 3 aprile 2022 si terrà la Marcia provinciale della Pace a Cantù, Como, Mariano Comense e altre località del comasco. Gli organizzatori hanno stabilito due percorsi: da Cantù a Cucciago a Senna Comasco e da Como sempre a Senna Comasco. I due cortei confluiranno a Navedano (Fraz. di Senna) dove sono previsti gli interventi di Alfonso Navarra (Disarmisti esigenti), di Cecilia Strada (ResQ – People saving people) e Luigi Lusenti (Life after – Carovana per la Pace).

 

Questo il comunicato stampa diffuso dagli organizzatori.

 


L’iniziativa, che doveva tenersi il 23 gennaio 2022 come principale appuntamento del Mese della Pace, è stata rinviata in primavera a causa del peggioramento della situazione sanitaria.Qui l’evento dell’intera Marcia provinciale: https://bit.ly/3J8bPif. Abbasso la guerra! Viva la Pace!

Il 23 gennaio 2022 era prevista la marcia provinciale della Pace, manifestazione che costituisce il cuore del Mese della Pace nei territori di Cantù, Como, Mariano Comense e altre località limitrofe. Con tale iniziativa, rimandata a causa dell’aumento di contagi da Covid 19 e del conseguente peggioramento della situazione sanitaria in Lombardia, noi realtà pacifiste comasche ci proponevamo di riportare la pubblica attenzione sul tema così importante della Pace, nonché di presentare alla cittadinanza tutta, a partire dalle considerazioni del Pontefice per la 55esima Giornata mondiale della Pace, proposte concrete per costruire un mondo altro, fraterno, giusto e solidale, negli ambiti del lavoro, dell’educazione e del dialogo tra generazioni. Questa idea, unita al desiderio di celebrare il primo anniversario della entrata in vigore del Trattato per la proibizione delle armi nucleari e alla volontà di denunciare l’esorbitante crescita della spesa militare in atto nel nostro paese e nel mondo, ha animato la serie di presidi diffusi intitolata “Pace: non lasciamola spegnere”: eventi rischiarati dalla Luce della Pace giunta da Betlemme. Citiamo questi episodi recenti del nostro impegno di lunga data per dimostrare che siamo da sempre ben consapevoli di come Pace non sia solo una bandiera arcobaleno da sventolare quando imperversa la violenza, ma un impegno concreto quotidiano, un’utopia che cammina sulle nostre gambe, un orizzonte ideale che si deve incarnare nelle scelte ordinarie di singoli, collettività e Stati ben prima che risuonino i colpi di cannone.

 



A questi valori ci siamo sempre ispirati. Il nostro impegno e le nostre azioni si rivolgono in primo luogo all’affermazione di principi universali, che hanno nell’intransigente rifiuto della guerra e della violenza il fondamento primo. Anche la marcia provinciale della Pace 2022 ribadisce queste motivazioni.

Ora la guerra è tornata nel cuore dell’Europa, e non certo per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale, come affermano commentatori disattenti o volutamente strabici. Per questo riteniamo nostro dovere affermare il nostro essere pacifisti in questa tragica fase storica che sta provocando nuovi lutti, dolori e devastazioni, nella speranza di sensibilizzare il maggior numero di cittadini, affinché siano disponibili a partecipare alla costruzione di un futuro di Pace per tutti. L’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione russa è una violenza inaccettabile, che condanniamo con fermezza e senza riserve. Nulla può giustificare un intervento armato contro una nazione.

Lo abbiamo gridato nelle piazze ai tempi degli attacchi alla Bosnia, all’Afghanistan, all’Iraq, alla Libia, alla Siria, allo Yemen, all’Eritrea; lo gridiamo con forza oggi, aborrendo la criminale scelta del governo guidato dall’autocrate Vladimir Putin. E se ci opponiamo a questo conflitto con una ancor maggiore apprensione rispetto al passato, ciò si deve non certo alla vicinanza tra gli scenari di battaglia e le nostre case o alla maggiore familiarità che il nostro paese ha con il popolo ucraino, ma perché ai nostri occhi tutte le vittime delle guerre sono meritevoli di compassione, godono di pari dignità e sono portatrici degli stessi Diritti inalienabili.

La guerra in Ucraina è gravida di ulteriori preoccupazioni nella misura in cui si è da subito configurata come uno scontro sovra territoriale tra blocchi di potere. L’ampiezza di tale scontro potrebbe abbracciare l’intero globo: incombe lo spettro di una Terza guerra mondiale combattuta con armi atomiche. Pur nella nostra relativa impotenza, sentiamo il dovere morale di opporci a questo scenario con la massima energia possibile: ne va della sopravvivenza della stessa vita sulla Terra. In sintonia con le principali reti pacifiste del nostro paese, e in piena comunione di intenti con i nonviolenti ucraini e russi, con cui ci sentiamo moralmente e praticamente coinvolti, ci siamo interrogati sui caratteri che deve assumere qui e ora la mobilitazione contro la guerra. Riportiamo di seguito, in estrema sintesi, le nostre parole d’ordine, affinché su di esse possa convergere l’impegno di quanti le condividono, e la chiarezza sgombri il campo da ogni possibile equivoco.

 

 

No alla guerra in Ucraina! No ad ogni guerra! Dalla parte delle vittime!

Siamo contro l’aggressione russa ai danni del popolo ucraino. Ci opponiamo ad ogni pacificazione esito di una sconfitta militare e ottenuta con la forza delle armi. Riconosciamo come unici strumenti per dirimere le controversie tra gli stati la diplomazia e il diritto internazionale. Cessate il fuoco, in Ucraina e ovunque nel mondo! No all’entrata in guerra dell’Unione europea e dell’Italia! Sì alla neutralità attiva! Ricordando il progetto di Pace che portò alla costruzione dell’Unione europea, e l’articolo 11 della Costituzione repubblicana, chiediamo che l’Italia non intervenga militarmente nel conflitto in corso in Ucraina. Siamo contro la politica interventista della maggioranza di governo italiana e contro l’aumento della spesa militare. Siamo contrari all’invio di armi italiane all’Ucraina perché:

  • è un atto contro la Costituzione italiana e i valori costitutivi dell’Unione europea;
  • è un atto indiretto contro la Russia, un passo verso la Terza guerra mondiale;
  • è un ’inaccettabile deroga alla legge 185/90 relativa al commercio di armi, uno degli esiti più significativi delle lotte pacifiste nel nostro paese; 
  • è un atto militare, che contribuisce all’escalation di violenza.
  • è un atto che potrebbe renderci corresponsabili di massacri perpetrati dall’una e dall’altra parte in guerra. È bene non dimenticare che nelle regioni di Donetsk e Lugansk l’occupazione militare russa si sovrappone ad una guerra fratricida; 
  • è un atto che mina la credibilità futura di ogni eventuale tentativo di mediazione tra Russia e Ucraina da parte del nostro Paese e dell’Unione europea; 
  • è un atto che rischia di provocare l’utilizzo di armi pesanti russe anche in un contesto urbano;
  • è un atto che determinerà l’instabilità della regione negli anni a venire, come ci insegnano i passati conflitti;
  • è un atto che incrementa gli introiti dell’industria armiera, che costituisce essa stessa un pericolo per la democrazia e la Pace;
  • è un atto che favorisce le compagnie di trafficanti, miliziani e mercenari che si occupano dell’ingresso clandestino delle armi nella regione. No al possesso e all’uso di armi nucleari, di chiunque esse siano! Italia, ripensaci!

La possibilità di combattere una guerra nucleare è un’assoluta follia e rende necessario rimettere all’ordine del giorno il disarmo nucleare mondiale. In sintonia con il Pontefice, con la società civile organizzata, con le vittime dei bombardamenti e dei test nucleari e con diverse Amministrazioni comunali del territorio, chiediamo la messa al bando delle armi atomiche. Siamo totalmente contrari alla presenza e al mantenimento di armi nucleari nel nostro Paese e in Europa, nonché all’acquisto, alla produzione e alla commercializzazione dei vettori di tali ordigni, come ad esempio i costosissimi cacciabombardieri F-35. Ancora una volta chiediamo al Governo italiano di rivedere le proprie posizioni e di sottoscrivere il Trattato per la proibizione delle armi nucleari, che è entrato in vigore a livello internazionale nel gennaio 2021, ma senza l’adesione delle potenze nucleari.

No a profughi di serie A e di serie B!

Siamo per l’accoglienza dei profughi ucraini e di tutti i profughi che scappano da qualsiasi altra guerra. Ci consola vedere come la cittadinanza europea e italiana, nelle sue varie articolazioni, si sia prontamente attivata per sostenere le popolazioni in fuga, anche sotto lo stimolo del sistema mediatico. Denunciamo come si stiano venendo a creare profondi squilibri nel sistema di protezione internazionale, con profughi giustamente riconosciuti e profughi totalmente ignorati. Prestare soccorso a una famiglia ucraina è atto meritorio, degno delle prime pagine dei giornali. Fare lo stesso con una famiglia afgana o siriana può portare invece ad un’incriminazione per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, o addirittura ad un’indagine per terrorismo internazionale. Chi fugge da guerre e violenze dovrebbe essere aiutato sempre: ora sappiamo con certezza che le risorse materiali ed umane non mancherebbero.

Auspichiamo che la crisi dei profughi ucraini porti ad una radicale trasformazione del sistema di accoglienza europeo e che le politiche migratorie mettano finalmente al centro la dignità della persona umana e i Diritti fondamentali di ogni individuo. Concludiamo il presente documento impegnandoci a procedere con rinnovata determinazione nella quotidiana attività pacifista, antimilitarista, nonviolenta, per promuovere lo sviluppo umano integrale e la fraternità tra i popoli, contro i mercanti di morte e le banche armate. É il momento di far risuonare e di mettere in pratica il grido dei neutralisti che si opposero al Primo conflitto mondiale:

Abbasso la guerra! Viva la Pace!


Mese della Pace Cantù, Como e Mariano Comense.
Per aderire mesedellapacecomo@gmail.com

 


 

venerdì 9 luglio 2021

Ecomafia a Senna Comasco: sversamento di rifiuti in area protetta, per mano della 'ndrangheta!

 

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

“Il problema dei traffici illeciti di rifiuti deve trovare una urgente soluzione politica e istituzionale, che preveda controlli più stringenti e pene più certe e pesanti! Le Istituzioni devono prevenire il fenomeno, facendo terra bruciata alle ecomafie”. È questo il commento del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” alla notizia degli arresti, avvenuti stamane, legati a traffici e depositi illeciti di rifiuti nel Comasco. Questa volta è successo a Senna Comasco dove, in un’area agricola in zona di tutela ambientale e in prossimità della roggia di Gaggio, sono stati depositati abusivamente svariati quantitativi di materiali da scavo!
Dietro ai traffici di rifiuti di nuovo la mano della criminalità organizzata, visto che una delle imprese coinvolte è già stata colpita alcuni anni fa da interdittiva antimafia e uno degli arrestati è già stato coinvolto in passato in altre inchieste di ‘ndrangheta.

E il Comasco è, purtroppo, una delle zone più coinvolte, considerato che si tratta di una delle province del Nord Italia con maggiore presenza della ‘ndrangheta.  
Rispetto ai traffici dei rifiuti si ricordano le vicende legate ai traffici di rifiuti da parte della Perego Strade (impresa infiltrata dalla ‘ndrangheta), interrati tra l'altro sotto le fondamenta del nuovo Ospedale Sant'Anna. Poi i roghi di rifiuti, che hanno interessato molti territori della Lombardia, in particolare nel periodo 2017/2018, tra cui il sito di Oltrona S. Mamette.

E poi i più recenti fatti legati al deposito di rifiuti in località La Guzza a Como, che ha visto Como diventare lo “snodo” dei traffici illeciti tra Sud e Nord Italia. Nell’ambito di questa stessa inchiesta, sembra che una parte dei rifiuti sia stata depositata abusivamente accanto ai piloni della Tangenziale di Como!


I pericoli delle ecomafie sono noti, come ha più volte segnalato la dottoressa Alessandra Dolci, coordinatrice della DDA Milanese, denunciando che nel settore dei traffici illeciti di rifiuti le mafie realizzano elevati profitti, anche superiori rispetto al traffico di droga. E come ci ha rammentato la collega PM Silvia Bonardi nell’incontro dedicato alle ecomafie – che abbiamo organizzato lo scorso mese di febbraio, nell'ambito della Rassegna "4 colpi alla 'ndrangheta" – ricordando che la Lombardia si è spesso trovata al centro dei traffici tra il Sud e il Nord Italia. Rischiando di diventare la nuova ‘Terra dei fuochi’, a seguito dei numerosi incendi.
Come associazione ambientalista torniamo ancora una volta a ribadire la necessità di un indispensabile potenziamento dei controlli da parte degli enti preposti, dalla Regione alle Polizie municipali. Unito ad un inasprimento delle pene. Maggiori controlli e pene più severe per prevenire il fenomeno delle ecomafie e dei traffici illeciti di rifiuti, che mettono a rischio l'ambiente e la salute pubblica.

venerdì 12 marzo 2021

Fridays For Future Como: "La mobilità ciclabile non è un'utopia!"


 

di Fridays For Future, Como

Nel corso del 2020, anche a causa della pandemia da Covid-19, in Italia la mobilità' in bicicletta ha registrato un incremento notevole. A fronte di questo, però, sono mancati spesso investimenti volti alla realizzazione di infrastrutture ciclabili per consentire alla popolazione di muoversi in bicicletta in tutta sicurezza.

Tra i benefici che porterebbero più piste ciclabili ricordiamo innanzitutto il decongestionamento del traffico motorizzato, la diminuzione dell'inquinamento atmosferico causato dalle auto e la maggior tutela degli utenti della strada come ciclisti e pedoni. Allo stesso tempo con la realizzazione di nuove piste ciclabili, si può anche migliorare la fruibilità del territorio e valorizzare il verde esistente.

Dette queste premesse, nonostante sia ancora insufficiente l'estensione delle piste ciclabili in provincia per una transizione ecologica della mobilità, un piccolo cambiamento si sta cominciando a percepire!

Ecco - foto sotto il titolo - tre piste ciclabili realizzate sul nostro territorio:

  1. Senna Comasco - Via Rovelli. Collegamento ciclabile tra il centro di Navedano e Senna Comasco, paese.
  2. Cantù - Via Mentana. Collegamento ciclabile tra il centro della frazione di Fecchio e Vighizzolo. (A breve verrà ultimato).
  3. Cucciago - Via Stazione. Collegamento ciclabile che a breve verrà inaugurato tra la stazione di Cucciago, posta sulla ferrovia Milano-Chiasso, e il centro del paese.

domenica 1 settembre 2019

Puliamo il mondo 2019 in Brianza, prima che sia troppo tardi



20-21-22 settembre 2019: ritorna "Puliamo il mondo"!

Di seguito riportiamo le adesioni riguardanti il nostro territorio (provincie di Monza e della Brianza, Como e Lecco).

L'elenco verrà costantemente aggiornato e dettagliato.

In provincia di Monza e della Brianza
  • Carate Brianza: Comune di Carate Brianza
  • Cavenago Brianza: Comune di Cavenago di Brianza
  • Desio: Circolo Legambiente Roberto Giussani Desio
  • Giussano: Comune di Giussano
  • Lissone: Comune di Lissone
  • Monza: Circolo Legambiente Alexander Langer Monza, Roche Spa (per dettagli cliccare qui)
  • Seregno: Circolo Legambiente Seregno Onlus, Comune di Seregno (per dettagli cliccare qui)
  • Usmate Velate: Circolo Legambiente Gaia Usmate Velate, Comune di Usmate Velate (per dettagli cliccare qui)

In provincia di provincia di Como
  • Canzo: Legambiente Cea Prim'alpe
  • Como: Comune di Como
  • Erba: Legambiente e Parco Valle del Lambro (per dettagli cliccare qui)
  • Lurate Caccivio: Comune di Lurate Caccivio
  • Proserpio: Comune di Proserpio
  • Senna Comasco: Comune di Senna Comasco
  • Vercana: Comune di Vercana

In provincia di provincia di Lecco
  • Barzago: Comune di Barzago
  • Bellano: Circolo Legambiente Lario Sponda Orientale Bellano, Unione di Bellano e Vendrogno
  • La Valletta Brianza: Unione dei Comuni Lombarda della Valletta
  • Lierna: Comune di Lierna
  • Lomagna: Comune di Lomagna
  • Malgrate: Comune di Malgrate