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venerdì 24 aprile 2026

Magreglio è il comune del Triangolo Lariano con le fognature messe peggio!

Sorgente del Lambro (Menaresta) a Magreglio

a cura del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Magreglio (CO) è il comune del Triangolo Lariano con le fognature messe peggio! Il dato risulta dall'analisi dei dati sulla situazione delle reti fognarie della zona del Triangolo Lariano, in base all'elaborazione resa nota dal nostro Circolo Ambiente "Ilaria Alpi". 
Magreglio, come detto, è il Comune messo peggio, con la quasi totalità (circa il 97%, dai dati in nostro possesso) delle proprie reti fognarie ancora di tipo misto, cioè dove non esiste la separazione tra le acque chiare (piogge) e quelle scure (reflui). 

Così commenta Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente: "È incredibile che Magreglio, ovvero il Comune che ospita le sorgenti del fiume Lambro, sia quello con le fognature messe peggio! Nel territorio di Magreglio la quasi totalità delle reti fognarie risultano ancora di tipo misto e, pertanto, inadeguate al corretto smaltimento dei reflui fognari. Una situazione che grida vendetta, si dovrebbero indirizzare gli investimenti in termini prioritari proprio per la separazione delle acque chiare dalle acque scure". 

Scolmatore di piena lungo il fiume Lambro

In graduatoria, dopo Magreglio, vi sono poi gli altri comuni del Triangolo Lariano, ubicati sull'asta del fiume Lambro, con una situazione altrettanto pessima delle reti fognarie, in base alla rispettiva percentuale di fognature miste:   
Sormano 92%, Proserpio 82%, Lasnigo 79%, Caslino d'Erba 78%, Eupilio 77%, Erba (che è anche di gran lunga il comune più popoloso di tutta l'area) 76%, Barni e Caglio col 75%. A cui seguono altri comuni con percentuali di poco sotto al 75%. 
   
Continua Fumagalli: "Fa oltretutto specie che due comuni del Triangolo Lariano, ovvero Magreglio e Lasnigo,  abbiano oggi come sindaci l'attuale e l'ex presidente della Comunità Montana, ovvero figure che dovrebbero avere una visione più ampia del territorio, e invece nei loro rispettivi comuni la situazione delle fognature è molto arretrata.
Lo ribadiamo: in tutta l'area del Triangolo Lariano si doveva - e si deve ora! - prevedere interventi, anche intercettando fondi pubblici (statali o regionali), da utilizzare in termini prioritari proprio per la sistemazione delle fognature, ovvero per separare le acque chiare dalle acque scure. Oltre, naturalmente, all'estensione della rete fognaria a quelle località non ancora servite da pubblica fognatura! Sono questi gli investimenti prioritari da mettere in campo, per il bene dell'ambiente e per il risanamento dei nostri fiumi e dei nostri laghi, in primis del lago di Pusiano"
. 



lunedì 26 maggio 2025

A Magreglio si è ribadito il 'no' all'assurdo progetto del Monte San Primo!


Molto interesse all'incontro pubblico dal titolo "Quale futuro per il Monte San Primo?", tenutosi lo scorso venerdì 23 maggio presso la sala conferenze del Museo del ciclismo del Ghisallo di Magreglio.

L’evento, promosso e organizzato dal Coordinamento ‘Salviamo il Monte San Primo’, aveva lo scopo di promuovere il dibattito sulla realizzazione di nuovi impianti sciistici e di innevamento artificiale al San Primo e di incoraggiare l'apertura di un tavolo di confronto con le Istituzioni interessate, che è stato più volte sollecitato dal Coordinamento e che, finora, ha non ha avuto alcun riscontro.

Moderata dalla giornalista de "Linkiesta" Emma Besseghini, la serata ha visto i portavoce del Coordinamento presentare al pubblico gli ultimi aggiornamenti del progetto "OltreLario: Triangolo Lariano meta dell'outdoor", finanziato con oltre 5 milioni di euro di soldi pubblici, ed illustrare le contro-proposte elaborate dal sodalizio.

Sono intervenuti a nome del Coordinamento:

Roberto Fumagalli (Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”) ha presentato il 'rinnovato' progetto - approvato lo scorso gennaio dalla Comunità Montana Triangolo Lariano e dal Comune di Bellagio - che prevede la sistemazione di 3 piste da sci con innevamento artificiale, 3 tapis roulant, un laghetto artificiale; tutte opere che avranno un forte impatto ambientale, incluso quello conseguente alla costruzione di nuovi parcheggi che determinerà consumo di suolo e il taglio di un bosco di pregio.

Nunzia Rondanini (architetto e membro attivo del Coordinamento) ha illustrato le contro-proposte elaborate dal sodalizio, tra cui: interventi di manutenzione dei boschi, dei pascoli e dei sentieri esistenti; indicazioni in materia di sviluppo economico e mobilità sostenibili.  

Massimo Lozzi (CAI Como) ha presentato una precisa analisi - utilizzando alcuni dati della vicina Svizzera - relativa all'andamento del clima e delle temperature negli ultimi decenni, dati che dimostrano l'assurdità di realizzare impianti sciistici a quote inferiori ai 2 mila metri di altitudine.

Roberto Cerati (Gruppo Naturalistico della Brianza) ha contestualizzato il concetto relativo all'andamento delle temperature nell'area del San Primo, sottolineando che il progetto è proprio carente di dati puntuali, visto che la stazione meteo - di proprietà della stessa Comunità Montana e ubicata presso l'Alpe Borgo -, è ferma da alcuni anni!

E' infine intervenuto Danilo Donadoni (CAI-Tam Bergamo), a nome del Comitato civico contrario al dissennato progetto del comprensorio sciistico “Colere-Lizzola”, un anacronistico piano di collegamento dei due comprensori, che mette in grave rischio la Val Sedornia e la Val Conchetta: due aree selvagge e non ancora antropizzate delle Orobie bergamasche.


Non sono poi mancati gli interventi da parte del pubblico, tesi a sottolineare l'assurdità del progetto e il fatto che il territorio del Monte San Primo avrebbe sicuramente bisogno di altri interventi, a salvaguardia della naturalità dei luoghi.

Una serata ricca di contenuti e di coinvolgimento, dunque, che ha lasciato il segno e che conferma l’importanza di continuare a portare avanti la vertenza contro il dissennato progetto del San Primo. Che non è soltanto un'iniziativa a difesa della montagna lariana, bensì rappresenta un’azione civica e politica (nel senso più alto del termine), che è emblematica per tutte le nostre montagne, sottoposte a progetti illogici e impattanti, siano essi turistici o meno.

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito web del Coordinamento alla pagina https://bellagiosanprimo.com/

martedì 20 maggio 2025

A Magreglio si discute il futuro del Monte San Primo: incontro pubblico il 23 maggio


Il futuro del Monte San Primo sarà al centro dell’incontro pubblico organizzato dal Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo", in programma venerdì 23 maggio alle ore 20:45 presso la sala conferenze del Museo del Ghisallo, via Gino Bartali 4, a Magreglio (CO). L’evento, aperto alla cittadinanza, nasce con l’intento di informare e coinvolgere il territorio sul controverso progetto di rilancio turistico dell’area montana situata nel comune di Bellagio.

Il progetto, denominato "OltreLario: Triangolo Lariano meta dell'outdoor", è stato parzialmente rivisto nel gennaio scorso dalla Comunità Montana del Triangolo Lariano e dal Comune di Bellagio. Nonostante le modifiche, rimane confermato l’investimento di circa 2 milioni di euro per interventi legati allo sci, su un totale di oltre 5 milioni di fondi pubblici. Tra le opere previste vi sono la sistemazione delle piste baby, l’installazione di tre tapis roulant, la realizzazione di un laghetto artificiale per l’innevamento e l’adeguamento dei parcheggi, con una spesa aggiuntiva di circa 300 mila euro.

Il Coordinamento, che raccoglie l’adesione di ben 37 associazioni locali e nazionali, esprime forti perplessità sul progetto, in particolare sulla parte riguardante l’innevamento artificiale. Secondo i promotori dell’incontro, l’intervento non tiene conto degli effetti della crisi climatica, che da anni causa un costante aumento delle temperature invernali e una progressiva diminuzione delle nevicate, rendendo sempre più incerto l’utilizzo turistico legato allo sci.

Durante la serata saranno inoltre presentate le contro-proposte del Coordinamento, che si basano su un approccio più sostenibile e rispettoso dell’ambiente: interventi di manutenzione dei boschi, dei pascoli e della rete sentieristica esistente, oltre a proposte per uno sviluppo economico e una mobilità coerenti con i principi della sostenibilità.

A intervenire saranno Roberto Fumagalli (Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”), Roberto Cerati (Gruppo Naturalistico della Brianza), l’architetta Nunzia Rondanini, Massimo Lozzi (CAI Como) e Danilo Donadoni (CAI-Tam Bergamo). A moderare l’incontro sarà la giornalista Emma Besseghini, collaboratrice di Linkiesta e del collettivo FuoriFuoco.

Sono stati invitati a partecipare anche il presidente della Comunità Montana - nonché sindaco di Magreglio - e tutti i primi cittadini del Triangolo Lariano.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale del Coordinamento all’indirizzo: https://bellagiosanprimo.com

martedì 21 luglio 2015

Lambrada 2015: ecco il "Manifesto del Lambro"


di Michele Cazzaniga e Mattia Lento

Anche quest’anno si svolgerà, per il quinto anno consecutivo, la marcia ecologica denominata “Lambrada”. La “Lambrada” è uno strumento volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sullo stato delle acque del fiume e più in generale sulla salute dell’intero ecosistema legato al fiume. Quest’anno gli organizzatori, raccolti nel gruppo informale Lambrada, hanno stilato un manifesto del Lambro (vedi sotto) per rimarcare l’esigenza irrevocabile di rilanciare il territorio brianzolo dal punto di vista ecologico proprio a partire dal fiume e dal relativo parco.

Il programma, come di consueto, prevede un percorso lungo il fiume Lambro che in due giorni (il 25 e il 26 luglio) porta dalla Basilica dei Santi Pietro e Paolo ad Agliate fino alla fonte del Lambro, la Menaresta, in località Magreglio, con deviazione lungo il fiume Bevera e utilizzo del battello ecologico da Bosisio Parini a Pusiano e sosta notturna sulle sponde del Segrino, nel comune di Eupilio.

MANIFESTO DEL LAMBRO


Il manifesto del Lambro è una dichiarazione d’intenti e insieme di lotta in difesa del fiume, del Parco della Valle Lambro e del territorio brianzolo nel suo complesso. I suoi sostenitori sono consapevoli che molti dei punti elencati sono già in essere o comunque oggetto di discussione.

Fiume, affluenti e laghi
1- Il miglioramento della qualità delle acque deve essere continuamente perseguito perché il fiume, gli affluenti e i laghi tornino a essere sorgente vitale per le diverse forme di vita floreali e faunistiche.
2- Fauna e flora autoctone devono essere tutelate e rispettate.
3- Il fiume e i laghi propinqui devono tornare a essere balneabili e devono essere consentite solo forme di navigazione a impatto zero.
4- Gli interventi di valore storico compiuti dall’uomo su fiume, affluenti e laghi propinqui come ponti, chiuse, canalizzazioni devono essere valorizzati e conservati.

Parco
5- Il Parco della Valle del Lambro è un’area di tutela ambientale fondamentale che deve restare aperta a una presenza umana rispettosa del contesto che la ospita. Il Parco non deve essere soltanto difeso contro qualsiasi abuso di tipo ambientale ed edilizio, ma deve essere esteso il più possibile a quelle aree verdi limitrofe che necessitano di una tutela più certa. Il Parco deve perseguire una politica di consumo di suolo “zero” e prevedere la creazione di oasi naturali con accesso limitato.
6- Gli edifici storici e di alto valore archeologico-industriale devono essere portati a nuova vita e messi al servizio della comunità. L’eventuale recupero degli edifici in funzione abitativa deve avvenire nell’assoluto rispetto del contesto e non deve comportare alcuna estensione di superfici edificate né aumenti di volumetria.
7- Le persone che abitano nel parco devono essere coinvolte nella tutela del fiume e del parco. Il Parco deve diventare un contesto in cui sperimentare modelli di vita altamente sostenibili e solidali.
8- Il Parco è un contesto di sviluppo delle conoscenze scientifiche, storiche e artistiche e come tale deve essere valorizzato, promuovendo la fruizione attiva da parte di singoli cittadini, scolaresche, associazioni e appassionati.

Territorio
9- Il Parco della Valle del Lambro è il centro nevralgico da cui partire per un rilancio ecologico e paesaggistico della Brianza.
10- Il Parco deve diventare lo snodo centrale da cui si dipanano corridoi verdi, sentieri ecologici e percorsi di mobilità alternativa sul territorio che raggiungano altre importanti aree di tutela ambientale della zona.
11- Il Parco è una risorsa insostituibile per promuovere forme di turismo sostenibile e a chilometro zero e come tale deve essere valorizzato.
12- Il fiume, gli affluenti e i laghi propinqui, il Parco stesso devono diventare il luogo della memoria storica dell’intero territorio, nonché fonte di benessere per le future generazioni.