Visualizzazione post con etichetta PM10. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PM10. Mostra tutti i post

sabato 5 luglio 2025

Bonifica aree Pedemontana: pubblicati i dati sulla qualità dell’aria a Meda e dintorni


Il Comune di Meda ha pubblicato sul proprio sito istituzionale una pagina interamente dedicata alla Bonifica delle aree interessate dal tracciato dell’Autostrada Pedemontana Lombarda. La pagina contiene documenti e relazioni tecniche relativi ai monitoraggi ambientali eseguiti nel territorio.

Consulta la pagina qui: Bonifica Aree Pedemontana - Comune di Meda

L’ultimo documento pubblicato è la: “Relazione esiti CO Pedelombarda 21 aprile - 27 aprile 2025 Rev. 02” redatta da Edison Next Environment S.r.l. 

Si tratta di un monitoraggio corso d’opera della qualità dell’aria, eseguito per verificare eventuali criticità ambientali durante le attività di cantiere della Pedemontana, in particolare in aree già note per la contaminazione storica (ex-Icmesa).

La campagna di rilevazioni ha interessato:

  • PM10 (polveri sottili fino a 10 micron)
  • PM2,5 (polveri sottili fino a 2,5 micron)
  • Diossine e furani (PCDD/F)
  • Parametri meteorologici (temperatura, umidità, vento, pioggia)

I campionamenti sono stati effettuati in 9 punti di monitoraggio (detti “recettori”) collocati lungo l’asse viario SS35 dei Giovi nei territori di Meda, Seveso e Cesano Maderno.

Stazione PM A2 - Via Carnia, Meda

Le stazioni nel Comune di Meda erano localizzate, ad esempio, in:

  • PM A1 → Via Treviso (Meda)
  • PM A2 → Via Carnia (Meda)

I risultati nel dettaglio

PM2,5 e PM10

Il Decreto Legislativo 155/2010 stabilisce i seguenti limiti:

  • PM10: 50 μg/m³ (valore limite giornaliero, da non superare più di 35 volte/anno)
  • PM2,5: 25 μg/m³ (valore limite giornaliero)

Nei giorni di campagna, nessun superamento dei limiti è stato registrato. Ecco i valori più significativi rilevati:


Recettore PM A1 (Via Treviso – Meda)

  • Media PM2,5: 7,61 μg/m³ (max 11,42 μg/m³ il 23/04)
  • Media PM10: 19,01 μg/m³ (max 25,13 μg/m³ il 23/04)

Recettore PM A2 (Via Carnia – Meda)

  • Media PM2,5: 8,60 μg/m³ (max 14,79 μg/m³ il 23/04)
  • Media PM10: 12,40 μg/m³ (max 20,14 μg/m³ il 23/04)

Valori analoghi si riscontrano anche negli altri punti, con nessun superamento dei limiti di legge.

Il valore più alto complessivo è stato misurato nel punto PM A7 (Cesano Maderno), dove il PM10 ha raggiunto 33,12 μg/m³ il 23 aprile 2025, comunque sotto il limite di 50 μg/m³.

Stazione PM A2 - Via Carnia, Meda

Diossine e furani (PCDD/F)


Le diossine rappresentano il parametro più critico dal punto di vista sanitario, perché legate alla contaminazione storica dell’area ex-Icmesa.

Il limite guida indicato nel documento è di 150 fg/m³ (femtogrammi/m³) come sommatoria in termini di tossicità equivalente (I-TEQ). Tutti i valori rilevati sono risultati ampiamente sotto questo limite.

Sommatoria PCDD/F I-TEQ in tutti i punti: < 2,3 – 3,8 fg/m³, cioè sotto il limite di rilevabilità strumentale.

L’unico composto presente in valori misurabili è l’OCDD (Ottaclorodibenzo-p-diossina), con concentrazioni comprese tra 21,8 fg/m³ e 31,4 fg/m³ nei vari punti di campionamento.

Tuttavia, anche questi valori sono ampiamente inferiori al limite di 150 fg/m³, quindi non costituiscono criticità.

Parametri meteo

Durante la settimana di monitoraggio (21-27 aprile 2025):

  • Temperatura media: 15,9 °C
  • Vento medio: 0,58 m/s (basso rimescolamento atmosferico)
  • Pioggia cumulata: 31,6 mm

domenica 22 marzo 2020

Legambiente Lombardia: "le riduzioni delle polveri sottili riscontrate dall’inizio del periodo di emergenza Covid-19 sono coerentemente riferibili alla riduzione del traffico"

Lo smog nella Pianura Padana, in una foto satellitare del 2005 © Nasa
Fact checking a cura di LEGAMBIENTE LOMBARDIA

Riduzione di inquinanti (PM10) nel periodo di applicazione in Lombardia delle misure straordinarie legate all’epidemia di Covid-19.

Le misure progressivamente più severe di limitazione della mobilità e delle attività al fine di contenere il dilagare epidemico da Covid-19 hanno sicuramente portato a effetti benefici sulla qualità dell’aria in Pianura Padana, su cui però le comunicazioni sono state spesso discordanti e contraddittorie, ‘tirate’ per sostenere tesi sul maggiore o minor contributo inquinante della specifica fonte emissiva e spesso corroborate da suggestive immagini satellitari che ‘svelavano’ effetti di riduzione degli inquinanti che in realtà sono governati, se osservati per brevi periodi, in maniera prevalente dalla forzante meteorologica.

Per cercare di fare chiarezza, occorre valutare le variazioni su archi temporali sufficienti lunghi per ‘appiattire’ gli effetti legati alla variabilità meteo (elevata specialmente nelle fasi di successione stagionale, quale quella in corso), e operare un confronto con condizioni di periodi di calendario sovrapponibili in annate precedenti e recenti (per limitare il fattore di deriva legato ai trend emissivi, ovvero evitare il confronto con periodi in cui composizione e quantità delle emissioni erano fortemente diverse da quelle attuali). Abbiamo operato un confronto sui dati delle centraline ARPA Lombardia dei capoluoghi delle province lombarde, confrontando i dati raccolti nel periodo 20 febbraio-19 marzo 2020 con gli analoghi (19 febbraio-20 marzo, un giorno in più per tener conto dell’annualità bisestile) del 2017, 18 e 19.


Il dato che emerge è che in tutti i capoluoghi lombardi la qualità dell’aria, per l’indicatore PM10, è decisamente migliore, nel periodo considerato di quest’anno, rispetto al dato degli anni precedenti, con livelli medi decisamente più alti (33-35 microg/mc) per i capoluoghi della ‘bassa zootecnica’ (CR, MN, LO), rispetto ai capoluoghi della fascia pedemontana (BG, VA, LC, SO, valori tra 19 e 28 microg/mc), ma in tutti i casi con dati medi del periodo ampiamente inferiori alla soglia di legge(40 microg/mc) per il dato medio annuo. La riduzione rispetto al dato medio del periodo è più forte per i capoluoghi pedemontani (-27 / -34%) rispetto a quella osservata per i capoluoghi della ‘bassa’ zootecnica (-16 / -23%).

Si tratta di dati che hanno una forte coerenza rispetto a quanto si sarebbe potuto attendere con la riduzione del traffico legata alle misure di emergenza, oltre che con una moderata riduzione delle emissioni da riscaldamento domestico (incluso quello da combustione di legna o simili) legata prevalentemente alle temperature più miti della media stagionale lungo l’arco del periodo. Un modello visualmente efficace per correlare le fonti con l’entità delle emissioni è quello sviluppato da ARPA Emilia Romagna (fig) nell’ambito del progetto life PREPAIR, che mette in evidenza il ruolo oggi largamente prevalente del particolato di origine secondaria (cioè formato in atmosfera a partire da precursori), costituito da sali d’ammonio (solfati e nitrati), in cui l’ammoniaca gassosa che origina da emissioni di origine zootecnica reagisce con l’umidità atmosferica e i gas da emissioni di combustione (SOx e NOx) per dar luogo a microcristalli di sali sospesi.


Lo schema mostrato fornisce anche una spiegazione plausibile dei livelli più alti di polveri sottili (e dei minori abbassamenti) riscontrati nella ‘bassa zootecnica’, laddove non solo l’attività di allevamento si ritiene non significativamente interferita dall’emergenza covirus ma, anzi, in questo periodo dell’anno contribuisce maggiormente alle emissioni ammoniacali in quanto nei mesi di febbraio e marzo si effettuano gli spandimenti in campo di liquami e deiezioni impiegate come fertilizzanti per le semine primaverili.


All’attività zootecnica, eccessivamente addensata nella bassa lombarda dove si concentra circa il 40% del patrimonio zootecnico nazionale, sono anche in gran parte ascrivibili molti dei superamenti delle soglie di legge, come quello riferito da ARPA Lombardia in data 19 marzo 2020.

Concludendo, dunque, le riduzioni di inquinamento da polveri sottili, fino ad un terzo in meno delle concentrazioni medie del periodo, riscontrate dall’inizio del periodo di emergenza Covid-19 sono coerentemente riferibili in prevalenza alla riduzione delle emissioni da traffico, sia leggero che pesante, e in minor misura alla riduzione delle emissioni da riscaldamento per ragioni in larga misura indipendenti dall’emergenza Covid (è plausibile che le utenze domestiche abbiano fatto maggior ricorso all’accensione dei riscaldamenti, pur con temperature esterne miti, ma è altrettanto vero che altre utenze, ad esempio le scuole, sono state disconnesse fin dall’inizio dell’emergenza). I dati in apparente controtendenza di superamento dei livelli soglia, rilevati in occasione di fasi meteorologiche con tempo stabile e alta pressione, sono interpretabili, in larga misura, come effetti delle emissioni derivanti dalla elevatissima concentrazione dell’attività di allevamento, in particolare nella fascia della Bassa Pianura, oltre che dalle altre fonti (in primo luogo industriali e da produzione energetica) e dal traffico pesante residuo, soprattutto autostradale.

venerdì 17 gennaio 2020

Brianza, è emergenza smog. Appello di Legambiente per non peggiorare la situazione con i falò rituali

Concentrazione PM2,5 nella giornata del 17/01/2019 (Fonte Arpa)

Concentrazione PM10 nella giornata del 17/01/2019 (Fonte Arpa)

La Brianza è in allarme smog. Ieri i valori del PM10 nei maggiori comuni brianzoli hanno ampiamente superato il valore limite è di 50 µg/m³. Svetta Meda con una percentuale di  93 µg/m³, segue Muggiò con 84 µg/m³, Nova Milanese con 83 µg/m³, Varedo con 82 µg/m³, Bovisio Masciago e Seveso con 80 µg/m³. Seguono Monza, Desio e Seregno con 78 µg/m³ e Lissone con 74 µg/m³.

Nonostante ciò in alcuni comuni sono stati programmati nei prossimi giorni i falò di Sant'Antonio o quelli della Giubiana.

Legambiente Lombardia ha chiesto alla Regione di fermare questa pratica: "I fuochi che bruciano materiali compositi sono una fonte emissiva di CO2 in utile e dannosa – spiega Barbara Meggetto –. Siamo consci dell’aspetto folkloristico e di convivialità che questi eventi hanno per le comunità, ma non devono essere un motivo per peggiorare un’aria che già è irrespirabile. Facciamo un appello al buonsenso degli organizzatori e chiediamo di cancellare i falò in programma, propendendo per azioni simboliche di pari portata emozionale".

La stessa Regione, nel suo sito, ammette che:"Anche i falò rituali contribuiscono al peggioramento della qualità dell’aria, producendo effetti che possono persistere per diversi giorni, soprattutto nei periodi invernali di stabilità atmosferica favorevole all’accumulo degli inquinanti.
Bruciare all’aperto una sola catasta di legna di medie dimensioni inquina quanto un Comune di 1.000 abitanti che per 8 anni si riscalda a metano!"


Nel grafico sottostante si riporta, a titolo di esempio, il contributo dei falò di S. Antonio alle concentrazioni di PM10 su due stazioni dell’Agglomerato di Milano rilevato da ARPA Lombardia il 17 gennaio 2011. Si vede come in poche ore la concentrazione di PM10 rilevata dalla centralina sia aumentata di 4 - 5 volte rispetto alle condizioni precedenti all’accensione dei falò, arrivando a valori fino a 400 mg/mc (limite giornaliero 50 mg/mc).


martedì 6 dicembre 2016

C'è un'aria pesante... in Brianza


(gdp) C'è un'aria pesante....e non è solo un modo di dire. Da inizio mese il Pm 10 alla centralina ARPA di Meda: 59, 46, 64, 95 e 102. Il limite di legge è 50. Non siamo ancora in provincia di Pechino ma quasi. Inutile dire che oltre a continuare con le nostre emissioni non facciamo nulla per contrastarle.

Da pochi giorni, in tutti i comuni della provincia, avendo aderito ad un protocollo con regione, i sindaci dovrebbero essere obbligati, dopo 7 giorni consecutivi di superamento dei limiti delle polveri sottili a disporre il divieto di bruciare all'aperto, anche per i tradizionali falò, a vietare i fuochi d'artificio e ad imporre limitazioni per gli impianti di riscaldamento, la combustione delle biomasse e la circolazione automobilistica. Ma nulla vieta di farlo anche prima, con ordinanze sindacali, vista la pessima qualità della nostra aria: l'ultimo valore registrato è il doppio del limite di legge!

mercoledì 6 gennaio 2016

Fine dell'inquinamento atmosferico a Monza?


“Finalmente Giove pluvio, vista l’inerzia degli amministratori locali, si è preso carico della salute dei monzesi,” commenta Atos Scandellari presidente del locale circolo Legambiente.

Dopo ben 35 giorni consecutivi di superamento del valore massimo giornaliero ammissibile per il PM10 (50µg/m³) le condizione meteo sono cambiate ed hanno permesso di disperdere le particelle inquinanti, ma non di ridurne la produzione. Un mese di aria insalubre in cui le concentrazioni delle micropolveri hanno superato anche il doppio del valore ammesso dalla legge (115 µg/m³ il 15 dicembre 2015).

“In estate siamo chiusi nella camera a gas dell’ozono, in inverno in quella del particolato sottile, in autunno e primavera il biossido d’azoto ci propina la dose di mantenimento. Non è più possibile andare avanti così”. Prosegue Scandellari. “Ora ci aspettiamo che dalle parole si passi ai fatti. Chiediamo al Sindaco di Monza di inserire, nel bilancio 2016, i finanziamenti necessari per dare atto a quanto concordato al Ministero dell’Ambiente. Questo al fine di ridurre le probabilità che si realizzino altri periodi di emergenza e per risanare l’aria monzese indipendentemente dalle condizioni climatiche”.

Il 30 Novembre scorso l’Agenzia Europea per l’Ambiente ha pubblicato il suo annuale rapporto “Qualità dell’aria in Europa”. I dati esposti confermano il grave stato di sofferenza, presente in quasi tutti gli stati europei, della qualità dell’aria, ma anche dell’ambiente.

Il rapporto rimarca i gravi effetti dell’inquinamento sulla salute delle persone stimando in oltre 524.000 i decessi prematuri in tutta Europa (dai bambini agli anziani). In Italia è stato stimato un valore di oltre 84.000 persone (16% circa del totale).

“Chiediamo alla Lombardia il coraggio di una strategia che contempli, in cinque anni, il raddoppio del numero di viaggiatori trasportati dal TPL - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -. Cioè, chiediamo di ribaltare le previsioni del Piano Regionale della Mobilità e dei trasporti attualmente all'esame dell'assessorato regionale. Solo con questi numeri sarà possibile ridurre la congestione da traffico nelle città e sulle arterie extraurbane, ed ottenere risultati sostanziali di riduzione delle emissioni da traffico”.

LEGAMBIENTE CIRCOLO DI MONZA

lunedì 4 gennaio 2016

Meda: dopo 41 giorni le polveri sottili rientrano nella norma


Finalmente una buona notizia: la concentrazione delle polveri sottili (PM10) in Brianza ritornano al di sotto del valore limite di i 50 µg/m³. A Meda, Monza Parco e Vimercate i valori si attestano ora sui 40-41 µg/m³. A Meda era dal 23/11/2015 che non veniva riscontarto un valore simile.

domenica 3 gennaio 2016

PM10 in Brianza: nonostante la pioggia i valori rimangono sopra la soglia critica di 50 µg/m³

Nota: il dato di Monza Macchiavelli del 2/1/2016 non è disponibile
Nonostante la pioggia il PM10 non scende sotto il valore limite di 50 µg/m³, questo il responso delle centraline della Brianza. Dai dati degli ultimi 6 giorni notiamo comunque che in seguito allo "stop al traffico" decretato dal comune di Milano per il 28 il 29 e il 30 dicembre, i valori nei giorni immediatamente successivi sono scesi, riportandosi, ad esclusione di Meda, sotto la soglia critica.
Venerdì 1° gennaio i valori sono decisamente risaliti fino a 95 µg/m³ per scendere nella giornata di sabato, grazie alla perturbazione in corso, a ca. 60 µg/m³.

mercoledì 30 dicembre 2015

PM10: il record della Brianza

La fotografia ripresa dal satellite Nasa mostra la pianura padana in una giornata di alta concentrazione di smog. Le polveri fini PM2.5 deviano la luce a seconda della frequenza (colore) e li ricompongono caoticamente dando come risultante un cielo biancastro.
Emergenza Aria: la città di Monza e i comuni della Brianza battono tutti i record, di PM10 e anche di... inattività

a cura di Ecocivici Verdi Europei di Monza Brianza

La situazione dell’inquinamento atmosferico negli ultimi giorni precipita in Brianza e nella città di Monza dove, secondo i dati ARPA, ieri 29 dicembre si è arrivati all' 87° giorno dell’anno di superamento del limite europeo dei 50 microgrammi /m3; i dati degli ultimi giorni portano il nostro territorio  al top della classifica dell’aria malata in Lombardia battendo decisamente Milano.

Dati dal 20 al 29/12/2015 rilevati dalla centralina di Meda
L’opinione pubblica sembra preoccuparsi quasi solo del capoluogo mentre i dati da fonte ARPA da noi elaborati indicano che è almeno dal 18 dicembre che i valori medi dalle polveri PM10 a livello provinciale per Monza e Brianza battono sempre quelli registrati a Milano dalla centralina collocata al Verziere.

Quindi Monza e la Brianza campioni lombardi e nazionali di aria malata e conseguentemente di malattie (respiratorie, cardiovascolari e probabilmente anche tumorali) tra i soggetti più vulnerabili all’inquinamento dell’aria (bambini e anziani) nonché per il numero delle morti. Ma ciò non sembra interessare particolarmente i responsabili delle istituzioni locali del nostro territorio.

Malgrado i picchi del 28 dicembre a Meda di PM10 con 124 microgrammi /m3, e del 22 dicembre a Vimercate con 121 microgrammi e con 102 microgrammi a Monza sempre il 22 (ovvero due volte o più superiori al limite europeo) Meda non ha fatto praticamente nulla, malgrado il decreto legislativo 30 aprile 1992, n.285 conferisca ai Comuni la facoltà di limitare la circolazione veicolare (nonostante il sollecito da parte delle associazioni come Sinistra e Ambiente).


Da parte sua il Comune di Monza, con una situazione un poco migliore rispetto a quella di Meda e Vimercate, ha adottato con l’ordinanza del Sindaco del 17 dicembre 2015 una politica di semplici “pannicelli caldi”. Simili le ordinanze emesse a Vimercate, Lissone, Desio, Cesano Maderno. Questo in sostanza significa, per quanto riguarda il traffico, solo bloccare i diesel Euro 3; politica dunque molto più blanda di quella del Comune di Milano, che per il 28, 29 e 30 dicembre invece sospende tutto il traffico.

Insomma per quanto riguarda i veleni nell’aria nessuna  “brianzolitudine orgogliosa” in campo per affrontare con decisione i problemi di salute e ambiente che toccano in particolare i gruppi sociali deboli come bambini e anziani, che a Monza e Brianza non trovano lobby potenti disposte a difenderli come invece fanno con il business dell’autodromo….

Ora, se neanche quando la barca affonda si lancia l’SOS vuol dire che chi la guida pensa che non ci sia alternativa al colare a picco; ovvero che a Monza e in Brianza ci dobbiamo rassegnare a vivere in una camera a gas, orgogliosi di capeggiare la graduatoria del PIL e insieme ignorando quella delle morti e delle malattie derivanti dall’inquinamento dell’aria…? Triste ma inevitabile conclusione!


Ovvio che come Ecocivici Verdi Europei di Monza Brianza noi non la si pensi così; piuttosto siamo convinti che, di fronte all’emergenza grave dell’inquinamento dell’aria a Monza e in Brianza, debba emergere la capacità di resilienza del nostro territorio e che dalla attuale classe politica - che non deve limitarsi ad essere semplice notaio dei problemi esistenti – debbano essere assunte politiche efficaci e innovative.

Quindi chiediamo alle forze politiche presenti nel Consiglio Comunale di Monza e degli altri Comuni della provincia di Monza e della Brianza di darsi da fare, facendo proprie le proposte precise e concrete contenute nell’ORDINE DEL GIORNO che in questi giorni stiamo procedendo ad inviare via mail al Presidente del Consiglio Comunale di Monza Donatella Paciello e ai Sindaci dei 55 comuni della Provincia.

Il documento (leggi il testo) contiene le seguenti proposte, sia di immediata operatività come realizzabili nel breve / medio periodo:

  • adozione sulla base dell’art.7, comma 1, lettera b, del D.Lgs. 30 aprile 1992, n.285 di ordinanze sindacali che, sulla falsariga di quella assunta dal Comune di Milano, prevedano, in caso di permanere delle condizioni atmosferiche attuali, il divieto totale per una settimana (eventualmente prorogabile) della circolazione veicolare su gomma in tutto il territorio cittadino di ogni Comune dalle ore 10 alle ore 16;
  • invitare i cittadini a collaborare con azioni di autolimitazione dell’uso del mezzo su gomma privato, promuovendo una campagna mirata di sensibilizzazione / educazione ambientale a gestione diretta da parte delle strutture dei Comuni, che veda una forte partecipazione del mondo della scuola e del volontariato (es. piedi bus);
  • seguire l’esempio di alcune tra le più importanti città europee con l’istituzione nelle zone considerate più vulnerabili di aree alle quali possano accedere solo mezzi di trasporto pubblici e privati non inquinanti ibridi ed elettrici (“ultra low emission zone”);
  • predisporre in tutti i Comuni un piano a favore delle categorie più esposte ai rischi sanitari derivanti dall’inquinamento dell’aria, prevedendo l’istituzione attorno alle situazioni più frequentate da parte di bambini e anziani, quali scuole, ospedali, giardini pubblici, campi gioco e sportivi, di aree di rispetto a mobilità sostenibile (“clean-air zone”).
Scarica il comunicato in pdf

domenica 2 gennaio 2011

PM10: nel 2010 smog record a Monza

Monza batte tutti i capoluoghi lombardi quanto a giornate di superamento della soglia di 50 microgrammi/mc per le polveri sottili nel corso del 2010: 92 le giornate irrespirabili nel capoluogo brianzolo, contro le 35 tollerate stando ai parametri europei. Dopo di lei Brescia (89 giornate) e Milano (87). Quest'ultima è 'fuori', sia pur di poco, anche per l'altro parametro relativo alle polveri: quello della concentrazione media annua, che per la centralina di via Senato ha fatto segnare una media, calcolata su tutti i giorni di corretto funzionamento delle centraline, pari a 40,6 microgrammi/mc, contro un valore tollerato di 40. A Monza la media si ferma poco sotto, a 40,4, mentre Brescia è sotto per un pelo, a 39 microgrammi/mc. Degli altri capoluoghi, vanno male Mantova, Bergamo e Lodi quanto a giornate di superamento, superiori alle 70, un po' meglio Pavia, mentre un'aria migliore è quella che soffia ai piedi delle Prealpi, a Varese, Como e Lecco, con valori medi accettabili e un numero di superamenti contenuto, sebbene superiore al valore tollerato. Decisamente migliore la situazione a Sondrio, città che nel 2010 ha respirato un'aria abbastanza buona, con una concentrazione media di polveri pari a 25,1 microgrammi/mc, superando solo 31 volte il valore di 50, nonostante la grande diffusione di stufe e caminetti a legna nel fondovalle valtellinese: dopo il traffico, sono questi i maggiori accusati come fonte di inquinamento da polveri sottili. Non si classifica Cremona, città in cui le centraline ARPA sono da tempo fuori servizio.

 I dati del 2010: media annua e numero di giorni di superamento del limite 
dei 50 microgrammi/mc, in verde i valori al di sotto dei limiti tollerati.
Fonte: elaborazione Legambiente Lombardia su dati ARPA

 Siamo fuori legge anche quest'anno, dunque, anche se con valori decisamente più bassi degli anni trascorsi. E' il caso di essere ottimisti, dunque, e di sperare che nel 2011 ci metteremo in regola con i parametri europei? Purtroppo no. In parte, è vero, il risultato fa parte di una tendenza positiva che dura da anni, ma il 2010 è stato un anno anomalo dal punto di vista climatico: tutti i mesi dell'anno infatti sono stati caratterizzati da precipitazioni abbondanti e frequenti, con una piovosità molto più alta della media e il frequente ingresso nel catino padano di perturbazioni capaci di rimescolare l'aria e diluire gli inquinanti. Non è quindi davvero il caso di fare previsioni sul futuro basandosi sui risultati del 2010. Dovremo convivere ancora a lungo con l'inquinamento delle città, visto che le politiche antismog restano sulla carta, poco o per nulla applicate e fatte rispettare.

"La progressiva e lenta diminuzione dell'inquinamento da polveri sottili che si registra è dovuta ai minor inquinamento delle automobili e dei camion nuovi piuttosto che alle politiche introdotte dalla Regione Lombardia e dalle singole amministrazioni comunali – accusa Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente - Le politiche regionali più incisive, infatti, sono state sostanzialmente boicottate dai comuni e dalle categorie economiche coinvolte. Due esempi tra i tanti: i comuni che hanno effettuato controlli e corrisposto multe per i veicoli diesel euro 0, euro 1 e euro 2 che nonostante i divieti continuano a circolare sono stati solo 2 in tutta la Provincia di Milano. Il programma di applicazione di filtri anti particolato per i camion più vecchi ha avuto decine di migliaia di "prenotazioni" degli incentivi regionali ma solo alcune migliaia di applicazioni (stimiano non più di 5 mila su 150.000 camion ultra inquinanti in circolazione). E' comprensibile quindi che non si riesca a rientrare nei limiti di qualità dell'aria previsti dalla Direttiva Europea e che, di conseguenza, l'Europa ci faccia pagare una salata multa. Una multa, purtroppo, che pagheremo noi cittadini con le nostre tasse: inquinati prima e tartassati dopo!"

La situazione è destinata a migliorare molto poco anche per i previsti aumenti di traffico, visto che la Regione sta programmando e mettendo in cantiere il raddoppio della rete autostradale lombarda: dalla Broni-Mortara alla Brebemi, dalla Pedemontana alla TEM e alla Cremona-Mantova, è chiaro a tutti dove verranno investite le risorse nel prossimo decennio: non certo nel potenziamento e nell'estensione del trasporto pubblico e della logistica ferroviaria delle merci! Gli aumenti di traffico stradale sulle nuove autostrade potrebbero addirittura vanificare i benefici che in questi anni sono avvenuti grazie alla sostituzione del parco circolante di auto e TIR.

“Quello che chiediamo, in primo luogo all'Assessore regionale Cattaneo, è di dotare la Lombardia di un programma di potenziamento del trasporto pubblico di ambizioni europee – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – in questo momento ci stiamo indebitando per fare nuove autostrade: ma è davvero questa la priorità per la nostra regione? Noi diciamo di no: nel confronto con le altre regioni europee, la Lombardia non tiene sul fronte del trasporto pubblico, in primis ferroviario. Per recuperare competitività dobbiamo almeno raddoppiare il numero di viaggiatori che scelgono il trasporto pubblico, anche a costo di rinunciare ad investimenti autostradali davvero inopportuni!'

Da ieri ricomincia il conto dei giorni di superamento nel nuovo anno. Se dovessimo misurare gli auspici in base alle misure delle centraline, il 2011 si preannuncia pessimo. Secondo ARPA a Milano si è raggiunto il valore record (mai raggiunto in tutto il 2010) di 157 microgrammi/mc, a Monza 152, a Bergamo 108, 118 a Lodi e 106 a Mantova. L'effetto dei botti di fine anno si è dunque sommato all'inquinamento da traffico, visto che da giorni a Milano si misurano valori a tre cifre per le polveri.

Leggi anche i comunicati del Comitato Fuori dal Pantano e del Comitato San Fruttuoso cliccando qui.

La fotografia ripresa dal satellite Nasa mostra la pianura padana in una giornata di alta concentrazione di smog. Le polveri fini PM2.5 deviano la luce a seconda della frequenza (colore) e li ricompongono caoticamente dando come risultante un cielo biancastro.

sabato 30 gennaio 2010

ECOLOGIA URBANA: E’ SOS ALBERI

Producono ossigeno, filtrano l’inquinamento, ci proteggono dal rumore, migliorano il microclima locale. Eppure vengono tagliati in modo selvaggio, spesso in modo ingiustificato. E’ il destino degli alberi nelle città italiane, che soffrono in questa stagione le potature che ne sradicano rami e chiome riducendoli a brutti scheletri.

Lo denuncia la LIPU che pubblica un dossier completo con il quale fa un confronto tra quanto succede all’estero in città come Londra, Friburgo, Berna e altri centri in Francia, Olanda e Germania con la gestione del verde nelle nostre città italiane. Decine di fotografie che documentano i tagli radicali cui nel nostro Paese sono sottoposte le piante, in città dove peraltro trovano rifugio ben 190 specie di uccelli, di cui 83 di grande interesse conservazionistico.

Le chiome degli alberi, fatte salve le situazioni di pericolo per la circolazione dei mezzi e delle persone e quelle necessarie per la salute delle piante, sono molto utili per abbellire il paesaggio, creare ombra e rinfrescare l’aria.

“Nel quadro del microclima locale, ma anche in rapporto ai cambiamenti climatici su scala più ampia – spiega Marco Dinetti, autore del dossier e responsabile Ecologia Urbana LIPU - le aree verdi e la vegetazione nelle città svolgono un ruolo importante: producono ossigeno, rimuovono le sostanze inquinanti, comprese le pericolose polveri sottili PM10, schermano il rumore, migliorano il microclima, oltre che aumentare il valore delle aree urbane e favorire il contatto tra le persone e la natura.

“Purtroppo – prosegue Dinetti – queste funzioni non sono conosciute, valorizzate e potenziate, spesso per ragioni legate a una cultura sbagliata, che non considera il valore, anche economico, della natura e degli alberi”.

Il dossier LIPU rende evidenti i benefici ambientali, ecologici, economici e sociali degli alberi. Per quanto riguarda i benefici effetti sull’ambiente, una pianta con un diametro di 25-30 centimetri assorbe ogni anno circa 30 chilogrammi di anidride carbonica (CO2), rilasciando una quantità di ossigeno equivalente a quella necessaria per la vita di dieci persone.

Inoltre, la presenza di venti alberi è in grado di annullare le emissioni annue di CO2 di un’automobile, mentre le fasce di vegetazione lungo le strade possono ridurre i rumori del 70-80 per cento.

Fonte: Lipu

venerdì 29 gennaio 2010

22 giorni di polveri sottili in Brianza Centrale

La fotografia dal satellite Nasa mostra la pianura padana in una giornata di alta concentrazione di smog.
Le polveri fini PM2.5 deviano la luce a seconda della frequenza (colore) e li ricompongono caoticamente dando come risultante un cielo biancastro.



Andamento inquinamento PM10 (Rilevatore ARPA di Meda)
Periodo: dal 01/01/2010 al 28/01/2010
Valori espressi in µg/m³
Valore limite: 50 µg/m³

Data

PM10


01/01/2010

134

02/01/2010

22

03/01/2010

56

04/01/2010

45

05/01/2010

60

06/01/2010

75

07/01/2010

69

08/01/2010

14

09/01/2010

22

10/01/2010

28

11/01/2010

75

12/01/2010

108

13/01/2010

37

14/01/2010

52

15/01/2010

61

16/01/2010

72

17/01/2010

68

18/01/2010

76

19/01/2010

113

20/01/2010

122

21/01/2010

94

22/01/2010

66

23/01/2010

54

24/01/2010

57

25/01/2010

63

26/01/2010

73

27/01/2010

80

28/01/2010

69




Chiedi al tuo comune di attuare delle misure durature per ridurre le emissioni di polveri sottili. Ecco alcuni esempi:
  • Limite di velocità a 30 nell'area d'insediamento (urbano)
  • Priorità per i mezzi pubblici
  • Incentivazione del traffico lento (pedoni, biciclette)
  • Divieto totale di accendere fuochi all‘aperto
  • Incentivazione del pedibus
  • Riduzione emissioni parco autoveicoli enti pubblici