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venerdì 24 aprile 2026

Magreglio è il comune del Triangolo Lariano con le fognature messe peggio!

Sorgente del Lambro (Menaresta) a Magreglio

a cura del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Magreglio (CO) è il comune del Triangolo Lariano con le fognature messe peggio! Il dato risulta dall'analisi dei dati sulla situazione delle reti fognarie della zona del Triangolo Lariano, in base all'elaborazione resa nota dal nostro Circolo Ambiente "Ilaria Alpi". 
Magreglio, come detto, è il Comune messo peggio, con la quasi totalità (circa il 97%, dai dati in nostro possesso) delle proprie reti fognarie ancora di tipo misto, cioè dove non esiste la separazione tra le acque chiare (piogge) e quelle scure (reflui). 

Così commenta Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente: "È incredibile che Magreglio, ovvero il Comune che ospita le sorgenti del fiume Lambro, sia quello con le fognature messe peggio! Nel territorio di Magreglio la quasi totalità delle reti fognarie risultano ancora di tipo misto e, pertanto, inadeguate al corretto smaltimento dei reflui fognari. Una situazione che grida vendetta, si dovrebbero indirizzare gli investimenti in termini prioritari proprio per la separazione delle acque chiare dalle acque scure". 

Scolmatore di piena lungo il fiume Lambro

In graduatoria, dopo Magreglio, vi sono poi gli altri comuni del Triangolo Lariano, ubicati sull'asta del fiume Lambro, con una situazione altrettanto pessima delle reti fognarie, in base alla rispettiva percentuale di fognature miste:   
Sormano 92%, Proserpio 82%, Lasnigo 79%, Caslino d'Erba 78%, Eupilio 77%, Erba (che è anche di gran lunga il comune più popoloso di tutta l'area) 76%, Barni e Caglio col 75%. A cui seguono altri comuni con percentuali di poco sotto al 75%. 
   
Continua Fumagalli: "Fa oltretutto specie che due comuni del Triangolo Lariano, ovvero Magreglio e Lasnigo,  abbiano oggi come sindaci l'attuale e l'ex presidente della Comunità Montana, ovvero figure che dovrebbero avere una visione più ampia del territorio, e invece nei loro rispettivi comuni la situazione delle fognature è molto arretrata.
Lo ribadiamo: in tutta l'area del Triangolo Lariano si doveva - e si deve ora! - prevedere interventi, anche intercettando fondi pubblici (statali o regionali), da utilizzare in termini prioritari proprio per la sistemazione delle fognature, ovvero per separare le acque chiare dalle acque scure. Oltre, naturalmente, all'estensione della rete fognaria a quelle località non ancora servite da pubblica fognatura! Sono questi gli investimenti prioritari da mettere in campo, per il bene dell'ambiente e per il risanamento dei nostri fiumi e dei nostri laghi, in primis del lago di Pusiano"
. 



martedì 31 marzo 2026

Triangolo Lariano: rischio inquinamento per fiume Lambro e lago di Pusiano


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

C'è il continuo e concreto rischio di inquinamento del fiume Lambro e del lago di Pusiano. Una delle principali cause: il 60% circa delle fognature dei comuni del Triangolo Lariano sono ancora di tipo misto. Com'è risaputo, questo tipo di fognature mette in sofferenza tutto il sistema di raccolta e depurazione delle acque reflue, in particolare incide negativamente sulla gestione del depuratore di Merone e degli sfioratori di piena, col concreto rischio di inquinare le acque superficiali.
Questa è l'analisi che il nostro Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" sta conducendo, sulla base dei dati che ci sono stati forniti sia dall'Ambito Territoriale Ottimale (A.T.O.) della provincia di Como, sia dal gestore del servizio idrico, ovvero dalla società Como Acqua. I dati del censimento delle fognature, seppur indicativi e provvisori, sono abbastanza sconfortanti. Come accennato, mediamente solo il 40 per cento circa delle reti fognarie dei 30 comuni del Triangolo Lariano sono separate tra acque chiare e acque scure. Il che significa che circa il 60% è ancora di tipo misto! 
I dati sono comunque molto differenziati da comune a comune. Si va dai municipi messi peggio, con ad esempio Magreglio che ha il 97% circa delle fognature di tipo misto, a cui seguono Sormano, Torno e Blevio con oltre il 90 per cento. Significativo poi il dato dei due tra i comuni più popolosi del Triangolo Lariano: Erba con il 76% delle fognature ancora di tipo misto, e Canzo con il 66%. E poi dall'altra parte ci sono, fortunatamente, i comuni virtuosi, ovvero quelli con la maggior parte delle reti separate: si va dal 100% di Pusiano e Pognana Lario, al 97% di Brunate, al 94% di Tavernerio. 
Ma, come detto, facendo un totale ponderato (in base al numero degli abitanti), risulta che all'incirca il 60% delle fognature di tutto il Triangolo Lariano sono ancora di tipo misto. Questo comporta che, in caso di forti acquazzoni, nei collettori fognari arrivino troppe acque piovane, che conseguentemente mettono in sofferenza le tubazioni e gli sfioratori di piena, costretti a scaricare le acque miste - contenenti reflui inquinanti - nelle rogge, nei fiumi o addirittura nei laghi. In tali situazioni, ad esempio il lago di Pusiano rischia un sensibile peggioramento della qualità delle proprie acque, già normalmente inquinate.
 

Per risolvere questi problemi, bisognerebbe in termini prioritari utilizzare gli investimenti pubblici - destinati al risanamento ambientale - proprio per rendere più efficienti le fognature. In definitiva occorre anzitutto separare le acque chiare dalle acque scure, oltre che - ovviamente - realizzare le tubazioni nelle località del Triangolo Lariano che ancora oggi non sono dotate di fognatura pubblica. 
Il tutto per raggiungere l'obiettivo del risanamento delle acque del bacino del fiume Lambro e dei laghi, a partire dal lago di Pusiano. 
Questo tema degli scarichi fognari sarà uno degli argomenti che verranno trattati nel corso dell'incontro pubblico che come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" abbiamo previsto per la sera del 10 aprile a Pusiano; il titolo dell'incontro sarà: “Come sta il lago di Pusiano? - Qualità delle acque del lago tra inquinamento e crisi climatica”.

mercoledì 30 luglio 2025

Lago di Pusiano, allarme inquinamento: servono interventi urgenti sulle fognature

Schiuma visibile nelle acque in uscita dal lago di Pusiano verso il fiume Lambro, in località Stallo di Merone

a cura del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

L'inquinamento rilevato nei giorni scorsi nel lago di Pusiano, in corrispondenza della foce del torrente Lambrone, conferma la necessità di dare priorità al disinquinamento delle acque, attraverso interventi sulla rete fognaria e sul collettamento e la depurazione delle acque reflue.

È questo il commento del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" in merito al superamento dei valori di Escherichia coli, rilevati da ATS Insubria alla foce del Lambrone: un dato che ha portato il Comune di Eupilio a emanare un’ordinanza di divieto di balneazione per quel tratto di lago.

Roberto Fumagalli, presidente dell'associazione ambientalista, commenta:

    "Gli interventi per il disinquinamento del lago di Pusiano devono partire dal collettamento e dalla depurazione di tutti gli scarichi fognari nel Triangolo Lariano, da cui provengono i reflui che confluiscono nei corsi d'acqua afferenti al bacino dell'alto Lambro e del Lambrone.
    È fondamentale separare le acque chiare (meteoriche) da quelle nere (fognarie), poiché in alcune aree è ancora in funzione un sistema fognario misto. In caso di forti piogge, ciò comporta l'attivazione degli scolmatori di piena, che riversano acque inquinate direttamente nei corsi d'acqua e da lì nei laghi di Pusiano e Alserio.
    Serve quindi un’azione sistematica di raccolta e collettamento degli scarichi ancora non collegati alla rete fognaria, per arrivare al completo disinquinamento del lago. Questi interventi sono prioritari e devono essere realizzati da Como Acqua, la società che gestisce il servizio idrico integrato, secondo quanto previsto dal Piano d’Ambito della Provincia di Como.
    Purtroppo, troppo spesso le istituzioni (Regione, Parco, Comunità Montana, Comuni) concentrano risorse su progetti legati alla cosiddetta 'fruibilità turistica' del lago, come la rimozione degli inerti alla foce del Lambrone, la realizzazione di spiagge o di piste ciclabili. Si trovano fondi per il turismo, ma si ignora il tema fondamentale: la depurazione dei fiumi e del lago. Il lago va disinquinato e rinaturalizzato, non trasformato in un'attrazione artificiale.”


Il problema dell’inquinamento delle acque del lago di Pusiano si ripresenta spesso, come dimostrano anche le fotografie scattate nei giorni scorsi dal consigliere del Circolo, Massimo Cattaneo, in località Stallo di Merone. In corrispondenza dello sbocco del lago di Pusiano nel fiume Lambro – attraverso il cavo Diotti – si notava chiaramente la presenza di schiuma, segno evidente della contaminazione delle acque.

martedì 15 ottobre 2024

Circolo Ambiente: "Ma quale nuova strada, bisogna tutelare la piana agricola di Scarenna!"


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


In queste ultime settimane si è tornato a discutere della riapertura della strada tra Scarenna e Caslino d'Erba, interrotta da una frana nel 2010.
Come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" torniamo a ribadire la nostra posizione: ciò che serve è, al contrario, valorizzare tutta la piana di Scarenna dal punto di vista naturalistico.

Pensiamo al vantaggio - in chiave ambientale, agricola e turistica - che potrebbe avere la valorizzazione di tutta la piana agricola, utilizzando ad esempio fondi pubblici per far risaltare le peculiarità di tutta la zona. Una zona caratterizzata dalla presenza del fiume Lambro, per fortuna non ancora cementificato in quel tratto, a differenza di quanto avvenuto poco più a valle. Per il corso del Lambro si potrebbe attuare il progetto messo a punto qualche anno fa da Ersaf Lombardia per ampliare l'area di pertinenza del fiume. 



La bellissima piana di Scarenna è poi caratterizzata dalla presenza delle 'marcite' agricole, con le opere realizzate nei secoli scorsi per regolare il flusso delle acque, allo scopo di aumentare la crescita di foraggio sulla piana agricola. Poi la presenza della palestra di roccia, molto conosciuta e apprezzata dagli scalatori. Le peculiarità naturistiche e storiche della frazione di Scarenna sono riportate anche da Wikipedia, e potrebbero avere potenzialità anche in chiave turistica.

Appunto queste sono le vere potenzialità dell'area di Scarenna, se solo gli amministratori pubblici - comunali, regionali e della Comunità Montana Triangolo Lariano - avessero a cuore la tutela della natura e del paesaggio. Al contrario qui si pensa a ristendere un nastro di asfalto: l'interruzione in questi 14 anni dalla frana non ha dato particolari problemi alla frazione, se non appunto il vantaggio di poterla attraversare tranquillamente a piedi. Invece con il ripristino della viabilità stradale avremmo un aumento del traffico e dell'inquinamento nella tranquilla zona residenziale, oltre al fatto che i lavori di messa in sicurezza delle pendici della montagna e la creazione del vallo paramassi, deturperebbero la montagna. Per non parlare del nuovo tratto di strada che, necessariamente, comporterà il consumo di suolo verde, andando ad invadere proprio una parte dell'area agricola.
Quindi il nostro è un no assoluto all'intervento sulla strada. Al contrario si deve invece puntare sulla rinaturalizzazione della bellissima piana.

lunedì 3 giugno 2024

Considerazioni sulle "paperelle di plastica" nel fiume Lambro


Domenica 16 giugno ad Agliate verranno rilasciate tra le 1500 e le 2000 paperelle di plastica nel fiume Lambro. L'iniziativa, denominata "AgliateCup2024," evidenzia diverse criticità ambientali che devono essere considerate, nonostante lo scopo encomiabile di raccogliere fondi per progetti solidali.

Criticità ambientali:

  • Impatto della plastica: Il lancio di 1500-2000 paperelle di plastica nel fiume Lambro rappresenta un potenziale problema ambientale. Anche se le paperelle vengono recuperate, è inevitabile che alcune possano sfuggire al recupero e diventare rifiuti, contribuendo all'inquinamento del fiume e dell'ambiente circostante. Inoltre, anche quelle recuperate sono destinate a diventare rifiuti in breve tempo.
  • Microplastiche: Nel lungo periodo, le paperelle di plastica possono degradarsi in microplastiche, che sono particolarmente dannose per gli ecosistemi acquatici e possono entrare nella catena alimentare, con conseguenze negative per la fauna e, indirettamente, per la salute umana.
  • Messaggio educativo: Promuovere un’attività che consiste nel gettare oggetti di plastica in un corso d’acqua può trasmettere un messaggio contraddittorio, soprattutto ai bambini, che potrebbero non comprendere appieno le implicazioni ecologiche di tale gesto. Un'iniziativa educativa dovrebbe invece incoraggiare la riduzione dei rifiuti e la cura per l’ambiente.

Considerazioni educative e sostenibili:

  • Alternative ecologiche: Invece di lanciare paperelle di plastica, si potrebbero esplorare alternative più ecologiche, come l'uso di materiali biodegradabili o il ricorso a attività che non comportino il rilascio di oggetti nel fiume, come gare di pulizia delle rive o laboratori di educazione ambientale.
  • Coinvolgimento attivo: Promuovere attività che coinvolgano attivamente i partecipanti nella protezione e pulizia del fiume può avere un impatto educativo maggiore e contribuire alla sensibilizzazione sull'importanza della tutela ambientale.
  • Trasparenza e recupero: Fornire una chiara spiegazione su come le paperelle verranno recuperate e garantire che nessuna rimanga nel fiume è essenziale per ridurre le preoccupazioni ambientali. Tuttavia, l'eliminazione completa del rischio di dispersione delle paperelle è difficile da garantire.

L'iniziativa "AgliateCup2024" offre un'opportunità per riflettere sull'importanza di conciliare obiettivi benefici con pratiche sostenibili. Anche scopi generosi come la solidarietà devono integrarsi con azioni che promuovano la tutela dell'ambiente. Adottare una visione ampia e "pensare globalmente, agire localmente" significa sviluppare strategie che minimizzino l'impatto ambientale, educando al contempo la comunità verso comportamenti più responsabili. Solo così si potrà garantire un futuro sostenibile per le generazioni a venire.

lunedì 16 ottobre 2023

Emergenza ambientale nel torrente Bevera di Brianza: minacciata la popolazione di gambero di fiume autoctono


Nella notte di mercoledì 11 ottobre 2023, un gruppo di esperti del Comitato per la Difesa delle Bevere e del Fiume Lambro e del Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell'Università degli Studi di Milano ha scoperto una grave emergenza ambientale nel tratto iniziale del torrente Bevera di Brianza, sopra località Nava a Colle Brianza. Durante un normale monitoraggio del territorio, sono stati rinvenuti oltre 80 gamberi di fiume autoctono morti in pochi metri di corso d'acqua.

La situazione è particolarmente allarmante poiché è stata colpita l'ultima popolazione ancora abbondante e in buona salute di gambero di fiume del Monte di Brianza, nonché una delle ultime in tutta la Provincia di Lecco. Questa popolazione era miracolosamente sopravvissuta alla lunga siccità del 2022. Il gambero di fiume autoctono è una specie protetta a livello europeo, inclusa nella Lista Rossa come specie a rischio di estinzione. Inoltre, la "Direttiva habitat" classifica l'Austropotamobius pallipes come specie di interesse comunitario, per la quale devono essere individuate "zone speciali di conservazione".

In Lombardia, il gambero italiano è tutelato dal 1977, con divieto di cattura, trasporto e commercio, vietando anche l'alterazione e la distruzione dei loro habitat. Anna Nicolodi, Presidente del Comitato Bevere, ha prontamente allertato gli Enti competenti, incluso il Nucleo Forestale di Lecco e l'ATS della Brianza, e ha concordato un sopralluogo tempestivo, avvenuto lo scorso venerdì 13 ottobre.


Durante l'ispezione, sono stati rinvenuti e campionati altri gamberi moribondi che sono stati inviati all'Istituto Zooprofilattico di Padova, al fine di condurre ulteriori analisi al fine di determinarne le cause della morte. Inoltre, ARPA Lombardia è stata allertata per condurre campionamenti delle acque, in caso di sospetto inquinamento chimico. Nel caso in cui si accertasse la presenza della patologia fungina conosciuta come "peste del gambero", una malattia devastante per questi crostacei, le Istituzioni Sanitarie, in collaborazione con le Amministrazioni locali, dovranno delimitare una zona focolaio per impedire qualsiasi attività umana lungo il corso d'acqua e prevenire la diffusione della malattia.

Il Comitato Bevere lancia un appello alla massima attenzione e chiede che tutte le attrezzature che entrano in contatto con l'acqua dei luoghi potenzialmente contaminati, come il fiume Lambro, il lago di Annone, il lago di Pusiano, il Bevera, ecc., vengano accuratamente disinfettate con candeggina al 4% prima di essere utilizzate altrove.


Il Comitato Bevere esprime profonda preoccupazione per questo grave episodio, che potrebbe essere attribuito a comportamenti umani scorretti in contrasto con la conservazione dell'ambiente e la tutela della biodiversità. Il Comitato Bevere si impegna a collaborare con gli Enti e le Istituzioni per individuare le cause di questa tragedia ambientale e prevenirne il ripetersi.

 

 
Aggiornamento 17/10/2023
 


Per sentire il podcast della trasmissione cliccare qui.

mercoledì 7 giugno 2023

Lambrada 2023. Una domenica lungo il Lambro alla scoperta di natura, geologia e arte


Domenica scorsa 4 giugno 2023, nonostante le piogge matuttine, un nutrito gruppo di persone ha partecipato alla “Passeggiata alla scoperta del Sasson” (leggi qui il programma dell'iniziativa). 

I partecipanti, accompagnati da Paolo Pirola, hanno così potuto scoprire, grazie alle esaurienti spiegazioni del geologo Andrea Nobile le curiosità del "sassun", il grande masso erratico posizionato lungo il Lambro tra Giussano e Briosco. Molto gradito l'intervento di Luciano Ponzoni, autore del bel libro "La mia Brianza. Il Lambro e i laghi briantei" che ha letto una poesia dedicata al "sassun".

Al termine della passeggiata, gran parte dei partecipanti si è recata al Mulino Ronchi di Peregallo per visitare la mostra di disegni dell'artista giussanese Elia Pirovano.

Pubblichiamo di seguito un breve report fotografico dell'iniziativa.

 

Paolo Pirola mentre illustra ai partecipanti le peculiarità del percorso
Uno dei ponticelli pedonali (ora in disuso) utilizzati dalle varie maestranze per recarsi nei vari stabilimenti
Il "sassun", masso erratico nel greto del Lambro tra Giussano e Briosco
Luciano Ponzoni mentre legge la poesia dedicata al "sassun"

La pagina del libro dedicata al "sassun"

Andrea Nobile mentre illustra "il viaggio" e le caratteristiche geologiche del "sassun"
La mostra di Elia Pirovano al Mulino Ronchi di Peregallo
Alcuni disegni di E. Pirovano accompagnati dalle poesie di Claudio Comi
Le macine del Mulino

 

giovedì 16 febbraio 2023

Ancora grave la siccità del Lambro e dei suoi affluenti!

Il Lambro a Scarenna

La condizione del fiume Lambro e dei suoi affluenti desta ancora preoccupazione per la scarsità di acqua. A distanza di 6 mesi dal precedente monitoraggio, negli ultimi giorni gli attivisti del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" hanno percorso alcuni tratti del Lambro e dei torrenti Ravella, Bova e Bevera, verificando la situazione dei livelli di portata di acqua.

Il Lambro a Merone

Commenta Roberto Fumagalli presidente del Circolo: “La condizione del Lambro e dei torrenti è ancora preoccupante, poiché le portate sono minime. C'è presenza di acqua, comunque poca, nei tratti 'montani' e naturali dei due torrenti,  mentre nelle parti che hanno subìto artificializzazione l'acqua è ancor più scarsa se non del tutto assente”.

Ecco nello specifico qual è la situazione verificata dai membri del Circolo.

Il Lambro nella zona di Scarenna, tra Asso e Canzo, ha poca acqua, che raggiunge al massimo pochi centimetri, come attestato da Raffaella Rusconi. La quale ha monitorato anche il torrente Ravella nella zona urbana di Canzo: anche il torrente ha ben poca acqua.

Il corso del torrente Bova ad Erba - come riscontrato da Moreno Casotto - ha poca acqua,  praticamente la stessa scarsità verificata nello scorso luglio.
 
Il Lambrone ad Erba

Situazione sempre grave per il Lambrone a Erba che, prima dell'immissione nel lago di Pusiano,  praticamente è asciutto, come succede per molti mesi all'anno poiché il fiume, in questo tratto artificializzato, si ‘interra’. La situazione è stata verificata da Antonio Bertelè. Il quale ha invece notato che a Merone il corso dell'emissario naturale del lago di Pusiano, ha un po’ più acqua rispetto alla scorsa estate, ma comunque sempre scarsa.
Sempre a Merone, dopo l'uscita dal lago tramite il Cavo Diotti, il Lambro riprende un po’ di vigore, in virtù appunto alla regolazione della diga.

Il Ravella a Canzo

La stessa situazione di sofferenza è stata verificata sui torrenti, tra loro connessi, Gandaloglio e Bevera di Molteno, che costituiscono il maggiore affluente del Lambro settentrionale. Nella zona di Dolzago e di Molteno, Roberto Fumagalli e  Lucia Bolotta hanno verificato una scarsa presenza di acqua nei tratti naturali, che addirittura diminuisce fino quasi a scomparire nei tratti artificializzati.

Nel complesso la condizione del Lambro e dei suoi affluenti è solo leggermente migliore rispetto allo scorso luglio, ma resta comunque fortemente critica, vista la scarsità di precipitazioni.
Questa situazione, come  verificato anche l’estate passata, è sicuramente negativa, poiché, laddove l'acqua si perde, di fatto siamo di fronte al collasso ambientale dei fiumi e torrenti.
 
Il Bova a Crevenna di Erba

Conclude Fumagalli: “Da qui reiteriamo la nostra denuncia: i fiumi, nonostante la prolungata siccità - che crea gravi problemi ambientali - riescono a mantenere un minimo di presenza d'acqua, laddove il loro corso è lasciato naturale. Mentre dove l'uomo è intervenuto con la cementificazione degli alvei,  l'acqua praticamente scompare, causando di fatto la morte biologica dei corsi d’acqua. Per questo occorre che non solo non vengano fatte ulteriori opere di artificializzazione delle sponde dei fiumi, ma che si programmino interventi di rinaturalizzazione degli alvei che in passato sono stati cementificati”.

lunedì 17 ottobre 2022

Canzo, lavori sul Lambro. Il Circolo Ambiente chiede che il fiume venga rinaturalizzato


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”


La Comunità Montana del Triangolo Lariano ha in progetto alcuni interventi di ‘regimazione fluviale’ sul fiume Lambro [*], in particolare nel tratto compreso tra Canzo, Castelmarte e Caslino d’Erba, usufruendo dei fondi regionali per un importo totale di €. 600.000. I lavori consistono nello specifico nella ‘rimozione depositi di materiale in alveo del fiume Lambro in alcuni tratti nei Comuni di Canzo, Caslino d’Erba e Castelmarte’, nello ‘sfalcio e taglio piante in alveo con rimozione di materiale depositatosi sino alla quota attuale di scorrimento’ e nel ‘posizionamento dei massi ciclopici per mantenere la variabilità morfologica del corso d’acqua’, oltre ad altri interventi.

Il Lambro, nel tratto da Canzo a Caslino d’Erba, avrebbe bisogno sì di una moderata manutenzione del verde, ma la vera priorità è la rinaturalizzazione delle sponde. Infatti occorre andare a vedere quelle che sono le vere cause che hanno portato a questa situazione di potenziale rischio idraulico, con detriti e vegetazione presenti nell’alveo del fiume. Paradossalmente questa condizione è stata creata in conseguenza dei lavori di ‘riqualificazione fluviale’, realizzati nei primi anni ’90 – che noi avevamo pesantemente contestato – e che, secondo il Magistrato del Po, avrebbero dovuto contenere proprio il rischio idraulico. Le opere realizzate 30 anni fa proprio sul tratto del Lambro tra Canzo e Castelmarte, hanno trasformato il fiume in un canale raddrizzato che, in caso di forti piogge, aumenta la velocità di scorrimento alle acque, peggiorando gli effetti delle piene. Tali lavori hanno cancellato il corso naturale del Lambro, attraverso la lastrificazione delle sponde e del letto del fiume, lasciando la parte centrale a ‘schiena d’asino’ su cui, con le magre, è cresciuta la vegetazione. Evidenziamo quindi, anzitutto, il forte impatto ecologico che l'intervento ha comportato, con in più l’aggravante di aver aumentato il ‘rischio idraulico’ in caso di forti piogge, visto che gli interventi previsti dalla Comunità Montana riguardano la sicurezza civile. Bisogna quindi evitare altri interventi simili a quelli realizzati 30 anni fa a Castelmarte o addirittura l’anno scorso a Lasnigo, che hanno trasformato un tratto naturale del Lambro in un canale artificiale, sempre col pretesto della sicurezza!


Quello che occorre ora è invece un cambio di approccio sui fiumi. Bisogna procedere con la rinaturalizzazione degli argini che in passato sono stati cementificati. Non a caso proprio sul tratto di Lambro tra Canzo e Castelmarte, Ersaf Lombardia nel 2019 ha sviluppato un progetto di rinaturalizzazione, con cui si vorrebbe proprio ripristinare l’alveo naturale del fiume, togliendo il cemento, ricavando in più lo spazio per le eventuali e prevedibili esondazioni. Questo anche allo scopo di contenere i pericoli per gli edifici vicini al fiume – che, purtroppo, restano sempre a rischio –, evitando soprattutto ogni e futura edificazione nei pressi del fiume stesso, come nel caso del nuovo, ennesimo, supermercato a Castelmarte, che abbiamo contestato.

Per concludere, una corretta, moderata, manutenzione del verde lungo il Lambro ci può anche stare, ma bisogna anzitutto cambiare l’approccio sui corsi d’acqua, i cui alvei naturali non vanno mai violati, mentre i tratti artificializzati vanno rinaturalizzati. Occorre quindi prioritariamente vietare ulteriori cementificazioni dei fiumi (canalizzazioni, modifiche degli argini, consolidamenti, rettifiche e quant’altro, che vanno sotto il nome di ‘riqualificazione fluviale’), che andrebbero ad aumentare esponenzialmente gli effetti ambientali e il rischio idrogeologico, come succede sempre più spesso anche come conseguenza del riscaldamento globale.


[*] - Lavori previsti dalla Comunità Montana Triangolo Lariano (tot. €. 600.000, finanziati da Regione Lombardia) :

CARATTERISTICHE DEL LAVORO RICHIESTO
Le lavorazioni oggetto del presente avviso sono relative ad opere di manutenzione inerenti alcune porzioni di Fiume Lambro insistente nei Comuni di Canzo, Caslino d’Erba, Castelmarte e Erba, e si possono così riassumere:

  • rimozione depositi di materiale in alveo del Fiume Lambro in alcuni tratti nei Comuni di Canzo, Caslino d’Erba e Castelmarte;
  • intervento di stabilizzazione dell’erosione spondale in Loc. Lambrone in Comune di Erba;
  • sfalcio e taglio piante in alveo con rimozione di materiale depositatosi sino alla quota attuale di scorrimento;
  • posizionamento dei massi ciclopici per mantenere la variabilità morfologica del corso d’acqua.

mercoledì 21 settembre 2022

Le Brianze raccontate e camminate: il fiume Lambro

Percorsi di natura, storia e cultura del territorio • ideati da Gianni Casiraghi per Arci Macherio



Mercoledì 5 ottobre 2022 ore 21:00

presso Eno Chalet GALERA via Lambro 85 Macherio MB
presentazione del libro
EPOPEA Dl UN FIUME. IL LAMBRO E LA SUA STORIA
La vita felice, Milano 2022
con gli autori
Giovanni Santambrogio e Paolo Pirola
contributi di Angelo Cecchetti
letture a cura di Ettore Fiorina 

Ingresso libero (fino all'esaurimento dei posti)

Domenica 9 ottobre 2022
escursione sul Lambro e visita allo storico
MULINO DI PEREGALLO
passeggiata storico naturalistica nel cuore del Parco Regionale della Valle del Lambro

Visitate le medievali testimonianze di Romanò Brianza (Inverigo), seguendo strade vicinali e agevoli sentieri, si scenderà fino a Peregallo di Briosco per visitare Io storico mulino sul Lambro - ancora funzionante - gestito da Gabriella e Paolo Ronchi, che ci accoglieranno con un piccolo ristoro. II ritorno sarà lungo la pista ciclabile Monza-Erba che, attraversando gli splendidi boschi che incorniciano il fiume, condurrà al punto d'arrivo presso Fornacetta di Briosco. Percorso facile di circa 5,5 km, adatto anche ai bambini.

Consigliati: borraccia con acqua, l'utilizzo di indumenti comodi e di calzature da escursionismo.

Programma:

  • ritrovo a Macherio ore 8:15 c/o ARCI Macherio - Via Vittorio Veneto 46
  • ritrovo a Romanò Brianza (CO) ore 9:00 c/o parcheggio di via Guglielmo Marconi
  • termine escursione ore 13:00 circa

I trasferimenti si effettueranno con auto private
L'escursione è gratuita ma riservata ai soli tesserati ARCI (la tessera può essere fatta prima della partenza)
Iscrizione obbligatoria (numero massimo di 30 partecipanti)

Gli organizzatori non si assumono responsabilità per eventuali incidenti e danni alle persone e alle cose.

  • iscrizioni: cultura@arcimacherio.it - 335 632 8590 (Augusta)
  • informazioni: 339 844 6553 (Gianni)
  • pagina Instagram ARCIMACHERIO
  • in collaborazione con Brianze e il Mulino del Può di Briosco

martedì 26 luglio 2022

Allarme siccità: fiume Lambro senz'acqua!

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” denuncia le condizioni del fiume e dei suoi affluenti nell’Erbese.


Lambrone ad Erba (CO)

È allarme siccità nel fiume Lambro, ormai quasi privo d'acqua. Da mesi si assiste alla forte siccità che ha colpito anche il fiume Lambro e i suoi affluenti, ridotti ormai a rigagnoli, se non addirittura a poche pozze d'acqua quasi stagnante. La mancanza di precipitazioni, che dura ormai dallo scorso autunno, sta mettendo in forte sofferenza fiumi e torrenti, che sono al livello di morte biologica. Infatti nelle poche pozze si notano solo piccoli pesci, quasi agonizzanti, e poche altre forme di vita.

Gli attivisti del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" hanno effettuato in quest'ultimo fine settimana una ricognizione lungo il bacino del Lambro, nella zona del Triangolo Lariano e dell'Erbese.

Torrente Ravella a Canzo

Testimonia Raffaella Rusconi: “A Canzo nel torrente Ravella, affluente del Lambro, in prossimità della località San Miro si vede l’acqua scorrere, mentre nel tratto che attraversa l’abitato di Canzo risulta ridotto a un rigagnolo. Purtroppo anche nel Lambro, nella zona di Scarenna, si vedono solo piccoli rivoli d'acqua”.

Peggiore ancora la situazione del fiume proseguendo nella zona di Castelmarte, dove gli argini sono stati cementificati dalle opere di 'regimazione' realizzate negli scorsi decenni, che hanno messo in ulteriore sofferenza il fiume.
Fino a due settimane fa l'acqua nel Lambro era un po' più presente ora, arrivando a quest'ultimo week-end, abbiamo notato che in pratica nel fiume l’acqua è sensibilmente diminuita.

Torrente Bova a monte di Erba

Torrente Bova al ponte di Crevenna

Conferma Moreno Casotto: “Anche a Erba il Lambro è in forte sofferenza, con pochissima acqua. Mentre il torrente Bova, nonostante tutto, sembra resistere: vista la situazione, pensavo peggio, c'è presenza di acqua,  seppur poca, nel tratto a monte della città, mentre già al ponte di Crevenna, lo scorrimento dell'acqua è meno visibile”.

Il Lambro a Merone

Antonio Bertelè ha monitorato la zona della Piana d'Erba e di Merone: “Nel Lambrone, come spesso succede - trattandosi di un alveo artificiale - praticamente  non si vede acqua in superficie. Anche a Merone il fiume è in sofferenza, in pratica vi scorre solo un piccolo rigagnolo d’acqua”.

In forte sofferenza anche il torrente Bevera di Molteno (che è il principale affluente del Lambro settentrionale e che entra nel fiume nella zona di Baggero), che sta pertanto apportando pochissima acqua nel già martoriato Lambro.
 
Commenta Roberto Fumagalli, presidente del Circolo: “La situazione del Lambro e dei suoi affluenti è grave. La causa di tutto ciò è ovviamente da ricercarsi nella mancanza di precipitazioni - a sua volta causata dal riscaldamento globale - che va avanti ormai da troppi mesi. Ma questa può essere l'occasione per riflettere sul destino dei corsi d'acqua, in particolare nei tratti in cui sono state realizzate opere di cementificazione degli argini, come avvenuto ad esempio sul Lambro a Castelmarte, dove il fiume è stato ridotto ad un canale artificiale! Oggi il Lambro e i suoi  affluenti sono quasi in secca e quindi quasi privi di vita. Invece i corsi d'acqua sono fonte di vita, per gli uomini e per altri animali e vegetali. La siccità li sta facendo morire, almeno questa diventi l’opportunità per evitare di ripetere gli errori del passato, preservando la naturalità di fiumi e torrenti. Oltre a tutto questo, speriamo nelle prossime piogge”.

mercoledì 13 luglio 2022

A Seregno il Lambro si scopre in libreria

 

 

Sabato 16 luglio 2022 - ore 18.00
Seregno, piazza Biella 4
c/o Libreria Arealibri
 
Epopea di un fiume
Il Lambro e la sua storia
di Giovanni Santambrogio, con contributi di Paolo Pirola

Edizioni La Vita Felice, 2022


Il fiume è memoria. Ovunque lo si osservi e a qualsiasi ora del giorno e della notte, ogni fiume porta con sé le tracce di un’origine e, con essa, frammenti di vita vissuta di ciascun territorio lambito. È il testimone di stagioni che si sono succedute, è lo specchio di un paesaggio, è la voce del tempo.

Epopea di un fiume. Il Lambro e la sua storia racconta il viaggio delle acque in una terra, la Brianza, dal ricco passato e anticipatrice di cambiamenti profondi: qui si è insediato il regno longobardo, la regina Teodolinda – artefice della diffusione del cristianesimo – ha scelto Monza come sua residenza. Leonardo ha progettato un collegamento tra il Lago di Lecco e il Lambro; i mulini, dal Medioevo al Novecento, hanno sostenuto lo sviluppo dell’economia, da quella agricola a quella industriale delle filande. Sempre il Lambro è protagonista e testimone dei cambiamenti dell’ambiente. Il suo corso ha ispirato poeti e letterati, il suo nome compare nell’opera di Salvatore Quasimodo, premiata con il Nobel nel 1959. Carlo Emilio Gadda lo ricorda in racconti e romanzi. Luigi Santucci ne parla, così come lo descrivono Carlo Annoni, Alberto Airoldi, Piero Marelli. Nell’Ottocento aveva conquistato i coniugi Carolina e Federico Lose, Cesare Cantù, l’abate Luigi Polidori, Augusto Serena. Tutti testi che il volume raccoglie.


venerdì 17 giugno 2022

WWF Lombardia: "Siccità. I gestori degli invasi devono rilasciare le acque stoccate. Il deflusso minimo vitale dev'essere garantito"

Il Lambro a Monza (fonte immagine: Enpa)

 

di Gianni Del Pero, Presidente del WWF Lombardia

 

Uno dei più clamorosi successi del WWF e del movimento ambientalista: la Regione ottiene l'immediato incremento dei rilasci dagli invasi idroelettrici alpini, e di conseguenza dai grandi laghi, di 4 milioni di metri cubi per il bacino dell'Adda oltre a 1 per il bacino dell'Oglio. Anche se si poteva fare di più un passo nella giusta direzione: la pianura si disseta, si riattivano le produzioni termoelettriche e non mettere a rischio la produzione agricola nel periodo più critico del ciclo di irrigazione!

 

Per leggere l'articolo su Fanpage cliccare qui

Il comunicato diffuso ieri dal WWF Lombardia
 
Regione Lombardia faccia applicare il Patto per l'acqua sottoscritto nel 2009 da tutti i soggetti coinvolti nella gestione e negli utilizzi delle risorse idriche ed eserciti i suoi poteri di vigilanza sulle concessioni che devono operare in regime di sussidiarietà senza attendere l'intervento del Commissario Straordinario di Protezione Civile che già dal 2003 obbligò i gestori degli Invasi Idroelettrici, e i Grandi Laghi di conseguenza, a rilasciare le acque stoccate viste le esigenze immediate delle diverse categorie in sofferenza a valle. Nell'ordine di priorità, ma ormai tutti in emergenza: acquedotti, deflusso minimo vitale nei fiumi, uso irriguo, derivazioni ad uso  termoelettrico (A2A ha chiuso le sue centrali sul Po anche perchè dagli invasi alpini che gestisce l'Acqua non "scende") e idroelettrico. OGGI 16 GIUGNO l'Adda può contare su 250 MILIONI DI METRI CUBI D'ACQUA che DEVONO ESSERE RILASCIATI PRIMA POSSIBILE per dissetare la pianura, riattivare le produzioni termoelettriche (incredibile dimenticanza in periodo anche di crisi energetica!!!) e non mettere a rischio la produzione agricola nel periodo più critico del ciclo di irrigazione!

sabato 4 giugno 2022

Salviamo Scarenna! Salviamo il Lambro!


Invito a firmare la petizione per Scarenna e il Lambro


La petizione, che i gruppi sottoscritti invitano a firmare, chiede di evitare una strada lungo il Lambro studiando alternative.
Agli abitanti di Scarenna però vorremmo sottoporre anche altre considerazioni; a 12 anni dalla frana il ripristino del collegamento non è più sicuramente un’urgenza, anzi si è creata una nuova situazione che può avere risvolti positivi:

  • senza traffico di attraversamento la zona è indubbiamente molto più tranquilla e vivibile;
  • inoltre sempre la mancanza di traffico di attraversamento rende la zona più sicura;
  • il traffico di attraversamento sulla via per Caslino la renderebbe pericolosa per i pedoni: la via non è dotata di marciapiede, la pista ciclabile peraltro poco funzionale è riservata solo alle biciclette.

Come proposta per il turismo, nella piana di Scarenna si potrebbe realizzare una ciclopedonale di valle con uno sviluppo da Erba fino a Magreglio collegata con le stazioni ferroviarie.

Sarebbe un elemento di attrazione per l’area, che libera da mezzi a motore potrebbe avere un forte richiamo turistico basato sul valore paesaggistico dei luoghi; porterebbe le persone ad una diversa frequentazione della zona, con un turismo più lento legato alle famiglie che potrebbero unire al viaggio in treno anche una passeggiata in piano facile e piacevole.

Un piccolo parco giochi con punto acqua, servizi igienici e infopoint vicino al centro abitato sarebbe un punto di attrazione per una sosta in paese. Si potrebbe adattare un'area dismessa proprio di fronte al capolinea delle ferrovieTrenord , senza intaccare le aree agricole che possono fornire prodotti agricoli a chilometro zero.

Il paese di Asso oggi semplicemente scavalcato dalla strada provinciale potrebbe diventare meta di un flusso turistico che una strada per auto non può attrarre.
Se come sostiene la Comunità Montana il turismo è l'unica risorsa in un'area in cui l'industria è in declino (vedi molti capannoni dismessi nella zona) allora non si capisce come la stessa Comunità Montana preferisca una strada per auto lungo il Lambro ad una infrastruttura ciclopedonale e ad aree attrezzate a fini turistici in un contesto di pregio.

Il finanziamento regionale di circa 17 milioni del progetto di Borgo Ospitale della Comunità Montana è parte di un indebitamento di più di 3 miliardi della Regione Lombardia: è doveroso evitare di sprecarli in opere pubbliche senza un'idea di futuro ma che rovinano l'ambiente.

Se condividi queste idee vieni a firmare
Sabato 4 giugno 2022 dalle 8.30 alle 18.00 al tavolo in Piazza Mazzini, angolo via Matteotti ad Asso.


Gruppo Naturalistico della Brianza, Circolo Ambiente Ilaria Alpi, Legambiente Primalpe, Associazione Testa di Rapa, Civiltà Contadina, Cumpagnia di Nost, Centro di Aggregazione Piera Mazza, Laghee MTB, Cooperativa Frate Jacopa

venerdì 13 maggio 2022

Briosco. Un fine settimana al Mulino Ronchi. Visite guidate e presentazione del libro "Epopea di un fiume"


Il Mulino del Può - Cooperativa Aretè
al Mulino Ronchi di Peregallo di Briosco Via Dei Mulini , 4

Sabato 21 maggio 2022

  • ore 14.00 visita guidata al Mulino durata 45 minuti
  • ore 16.00 presentazione del libro
  • “Epopea di un fiume”. Il Lambro e la sua storia
  • di Giovanni Santambrogio, con contributi di Paolo Pirola
  • Letture dal testo di Ettore Fiorina
  • al termine della presentazione merenda lambrica


Domenica 22 maggio 2022

  • visite guidate al Mulino ore 10.30 e ore 14.00 durata 45 minuti. Durante le visite sarà possibile fare una piccola degustazione di prodotti a km zero privilegiando prodotti a base di farine di grani diversi.


Con il patrocinio del Comune di Briosco e del Parco Regionale Valle del Lambro

NEL RISPETTO DELLE VIGENTI NORMATIVE ANTI COVID
Per info e prenotazioni 3338024913 info@cooparete.it

Epopea di un fiume
Il Lambro e la sua storia
 
di Giovanni Santambrogio, con contributi di Paolo Pirola

Edizioni La Vita Felice, 2022

Il fiume è memoria. Ovunque lo si osservi e a qualsiasi ora del giorno e della notte, ogni fiume porta con sé le tracce di un’origine e, con essa, frammenti di vita vissuta di ciascun territorio lambito. È il testimone di stagioni che si sono succedute, è lo specchio di un paesaggio, è la voce del tempo.

Epopea di un fiume. Il Lambro e la sua storia racconta il viaggio delle acque in una terra, la Brianza, dal ricco passato e anticipatrice di cambiamenti profondi: qui si è insediato il regno longobardo, la regina Teodolinda – artefice della diffusione del cristianesimo – ha scelto Monza come sua residenza. Leonardo ha progettato un collegamento tra il Lago di Lecco e il Lambro; i mulini, dal Medioevo al Novecento, hanno sostenuto lo sviluppo dell’economia, da quella agricola a quella industriale delle filande. Sempre il Lambro è protagonista e testimone dei cambiamenti dell’ambiente. Il suo corso ha ispirato poeti e letterati, il suo nome compare nell’opera di Salvatore Quasimodo, premiata con il Nobel nel 1959. Carlo Emilio Gadda lo ricorda in racconti e romanzi. Luigi Santucci ne parla, così come lo descrivono Carlo Annoni, Alberto Airoldi, Piero Marelli. Nell’Ottocento aveva conquistato i coniugi Carolina e Federico Lose, Cesare Cantù, l’abate Luigi Polidori, Augusto Serena. Tutti testi che il volume raccoglie.

 


lunedì 14 marzo 2022

La mia Brianza. Il Lambro e i laghi briantei. Parole e immagini di Luciano Ponzoni


 

MIRABELLO CULTURA
RASSEGNA CULTURALE XI edizione 2022
a cura di Antonetta Carrabs, Elisabetta Motta, Iride Enza Funari

Giornata mondiale dell’acqua
Martedì 22 marzo ore 18,30
Villa Reale di Monza
Primo Piano Nobile - Sala degli Specchi
 

La mia Brianza. 

Il Lambro e i laghi briantei
 

di e con Luciano Ponzoni
Interviene il giornalista Rodolfo Zardoni
Prenotazione obbligatoria: pro.monza@tiscali.it
Ingresso consentito con GreenPass e mascherina FFP2


Luciano Ponzoni
Già insegnante della scuola primaria, già assessore all'ambiente per il comune di Sovico, ha collaborato con la Provincia di Milano e con il Parco Regionale della Valle del Lambro ideando e organizzando diversi progetti di educazione ambientale; ha predisposto pubblicazioni per il Parco, per il Consorzio di Bonifica dell'Alto Lambro, oggi Brianzacque, e per la Scuola Primaria; ha coltivato l'interesse per la conoscenza di alcuni aspetti del territorio brianzolo che ha sintetizzato in un corso presso l'UTL di Triuggio e in questa pubblicazione ricca di parole e di immagini significative.

giovedì 24 febbraio 2022

Canzo. Il Coordinamento Lambar continua la mobilitazione contro la strada di Scarenna


 

Le 9 associazioni del ‘Coordinamento Lambar’ organizzano dei tavoli informativi per tutelare le aree naturali nella zona di Scarenna, tra Asso e Caslino d'Erba, minacciate dal progetto della nuova strada voluto dalla Comunità Montana Triangolo Lariano, un progetto che ancora non è stato presentato pubblicamente ma è già finanziato.

Per l'area agricola di pregio servono soluzioni alternative più rispettose del territorio e della sua promozione turistica.

E’ doveroso analizzare i flussi viabilistici che nei fine settimana attraverserebbero l'abitato di Scarenna, nonché le relative conseguenze di inquinamento causato dal traffico, soprattutto per i residenti.

Questi ed altri aspetti potranno essere approfonditi ai tavoli informativi.

Appuntamenti a Canzo:

  • Sabato 26 febbraio dalle 8,30 alle 17,30 presso Posteggio Supermercato Famila;
  • Domenica 27 febbraio dalle 8,30 alle 12,30 in via Mazzini vicino al Comune;
  • Mercoledì 2 marzo dalle 8,30 alle 12,30 presso l’area del mercato, scalinata S.  Anna

Evitiamo la distruzione del nostro paesaggio e valorizziamo al meglio il nostro territorio.

La strada di collegamento tra Caslino d’Erba e la frazione Scarenna di Asso, venne interrotta nel 2010 da una frana. Per ripristinare questo collegamento stradale ora si sceglie di costruire un nuovo tracciato lungo le sponde del fiume Lambro (che interesserebbe i territori di Canzo e Caslino), danneggiando un ambiente naturale di pregio paesaggistico e ambientale (225mila mq è il piano delle marcite, pari a 35 campi da calcio, di cui 170mila a Canzo).

10 motivi per preservare un’area di pregio:

  1. La costruzione della nuova strada lungo le sponde del Lambro danneggerebbe irrimediabilmente un ambito di pregio paesaggistico ed ambientale, a tutt’oggi assai frequentato da pedoni e ciclisti, che potrebbe diventare una potente risorsa di turismo ambientale e di benessere della persona;
  2. Il progetto della Comunità Montana denominato “Borgo Ospitale” e finanziato da Regione Lombardia per € 16.7 milioni, comprende anche la realizzazione della strada lungo il Lambro per un importo di € 1 milione e 100mila; tali risorse economiche potrebbero invece essere utilizzate per la valorizzazione ambientale e agroturistica dell’intera piana del Lambro, le marcite di Scarenna, e per realizzare un tratto della ciclovia dalle sorgenti del Lambro al Po!
  3. E’ opportuno mettere in sicurezza il tracciato pedonale esistente tuttora frequentato dai passanti, anche per ripristinare l’accesso ai proprietari dei fondi agricoli;
  4. E’ necessario valutare la fattibilità, con una stima reale dei costi, di un percorso alternativo alla strada lungo le sponde del Lambro;
  5. Per giustificare la necessità di realizzare una nuova strada, è doveroso analizzare i flussi viabilistici che nei fine settimana attraverserebbero l’abitato di Scarenna, nonché le relative conseguenze di inquinamento causato dal traffico, soprattutto per i residenti;
  6. La zona interessata dalla nuova strada è un’area agricola coltivata, l’opera in progetto comprometterà il suolo naturale agricolo per una superficie totale di circa 10.000 mq;
  7. Lungo il vecchio tracciato è presente una palestra di roccia di grande richiamo che merita di essere valorizzata;
  8. La nuova strada è in contrasto con un progetto di rinaturalizzazione delle sponde del fiume Lambro, approvato dalla Giunta Regionale nel 2019 ed elaborato anche con il contributo della Comunità Montana (rif. DGR n. XI/2724 del 23.12.2019);
  9. Il progetto contrasta con il parere tecnico di ERSAF Lombardia trasmesso alla Comunità Montana, che prevede per questa zona: “Restituzione di spazio al fiume; Gestione sostenibile delle acque meteoriche; Continuità ecologico-ambientale; Rinaturalizzazione delle sponde”;
  10. La nuova strada potrebbe infine costituire una pericolosa promozione ed incentivo a future urbanizzazioni ed edificabilità dei terreni agricoli, vanificandone l’alto valore ecologico ed ambientale a scapito delle generazioni future.
 

Per informazioni:
www.grupponaturalisticobrianza.it
Instagram: @testadirapaerba - @circoloilariaalpi
Facebook: @testadirapaerba - circolo ambiente “ilaria alpi” 

 

Gruppo Naturalistico della Brianza, Circolo Ambiente Ilaria Alpi, Legambiente Primalpe, Associazione Testa di Rapa, Civiltà Contadina, Cumpagnia di Nost, Centro di Aggregazione Piera Mazza, Laghee MTB, Cooperativa Frate Jacopa

giovedì 13 gennaio 2022

Scarenna: 9 associazioni chiedono di salvaguardare l'ultima oasi di pregio ambientale lungo la sponda del Lambro


 

Nove associazioni del territorio si sono poste come obiettivo quello di tutelare le aree naturali nella zona di Scarenna, che includono porzioni di territorio di Asso, Canzo e Caslino d'Erba e  hanno costituito il “Coordinamento Lambar” (Lambro), aperto a tutti coloro che condividono l’obiettivo: Cumpagnia di Nost, Gruppo Naturalistico della Brianza, Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, Civiltà contadina, Circolo Legambiente Prim’Alpe, Centro di aggregazione “Piera Mazza”, Laghee MTB, Associaz. ‘Testa di Rapa’, Cooperativa Frate Jacopa.

La prima azione su cui le associazioni si stanno mobilitando è contrastare il progetto della nuova strada tra Scarenna e Caslino d'Erba, progetto voluto dalla Comunità Montana Triangolo Lariano. Le associazioni ritengono che il territorio verde di Scarenna debba essere tutelato, sia dal punto di vista paesaggistico e ambientale, sia dal punto di vista idrogeologico, vista la presenza del fiume Lambro e delle antiche ‘marcite’. Infatti l’ipotesi di tracciato stradale, su cui sta lavorando la Comunità Montana, interesserebbe alcune aree vicine alle sponde del Lambro.

Si ricorda che sul progetto della strada è intervenuto anche Ersaf Lombardia con un 'parere tecnico', inviato alla Comunità Montana e ai Comuni interessati (Asso, Canzo, Caslino). Ersaf ha affermato che l'area di esondazione del fiume Lambro e la vicina zona delle marcite vanno totalmente salvaguardate. Il parere dell’Ente tecnico della Regione fa riferimento al “Progetto Strategico di Sottobacino del fiume Lambro”, in cui tra l’altro si chiede di preservare “le aree libere idonee alla divagazione del fiume e alla espansione naturale del  corso d’acqua. …. evitando interventi di trasformazione, ovvero consumo e trasformazione di suolo”. Nel documento si afferma ancora che “occorre potenziare le connessioni ecologiche tra le aree verdi e tra i corridoi fluviali.

 



Le associazioni fanno proprie le considerazioni di Ersaf e chiedono pertanto alla Comunità Montana e ai Comuni coinvolti (Asso, Canzo, Castelmarte, Caslino d’Erba) di rinunciare al progetto della nuova strada di Scarenna. Nell’ambito del territorio in questione, vanno invece salvaguardate le zone verdi e vanno valorizzate le aree umide (incluse le antiche ‘marcite’) e le aree di esondazione naturale del fiume Lambro. Territori che hanno anche una forte valenza paesaggistica, apprezzabile dal frequentato percorso ciclopedonale lungo il Lambro, che attraversa le ultime aree agricole pianeggianti.