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lunedì 12 gennaio 2026

L’appello di Legambiente Seregno: iniziare ora contro i botti


Nelle scorse settimane su Brianza Centrale abbiamo pubblicato diversi post per invitare i lettori a non utilizzare i botti a Capodanno. Qualcuno potrebbe pensare che, per un blog ambientalista con un pubblico già sensibile a questi temi, si tratti di un messaggio superfluo. Noi crediamo invece il contrario: sul nostro sito arrivano anche lettrici e lettori interessati a temi diversi, che non sempre conoscono a fondo le implicazioni ambientali, sanitarie e sociali legate all’uso dei fuochi d’artificio.

Tra le realtà che da anni si battono contro questo fenomeno, dannoso per la fauna domestica e selvatica e fonte di rischi per le persone, c’è Legambiente Seregno. Ne abbiamo parlato con Antonello Dell’Orto, storico attivista dell’associazione, prendendo spunto anche da una lettera pubblicata sul Corriere della Sera del 10 gennaio 2026, che racconta la scelta dei Paesi Bassi di vietare per legge utilizzo e vendita dei botti. Una decisione forte, che apre interrogativi anche a livello locale.

 
Corriere della Sera, 10 gennaio 2026

Intervista ad Antonello Dell’Orto (Legambiente Seregno)


Brianza Centrale:
Antonello, partiamo dalla lettera pubblicata sul Corriere della Sera che racconta la scelta dell’Olanda di vietare i botti. Perché l’hai ritenuta significativa?

Antonello Dell’Orto:
Perché dimostra che, di fronte a un problema reale di sicurezza e di tutela degli animali, si può prendere una decisione chiara. I Paesi Bassi hanno scelto di vietare utilizzo e vendita dei botti dopo anni di incidenti. È una scelta di responsabilità che dovrebbe far riflettere anche noi, almeno come direzione verso cui muoversi.

Brianza Centrale: Spesso il tema dei botti emerge solo in prossimità del Capodanno. È corretto considerarlo un problema limitato a quella notte?

Antonello Dell’Orto: Assolutamente no. A Seregno, ma non solo, da qualche anno capita che quasi ogni notte a mezzanotte qualcuno spari botti. Questo significa stress continuo per animali domestici e selvatici, disturbo per le persone e una percezione diffusa di mancanza di risposte. È pazzesco che una pratica del genere venga ormai considerata quasi normale.

Brianza Centrale: Secondo te si può intervenire anche a livello locale, oltre che nazionale o regionale?

Antonello Dell’Orto: Sì, e direi che è proprio a livello locale che si può fare molto. Se vogliamo proseguire un discorso serio, bisogna iniziare per tempo e lavorarci sopra anche un anno prima. I Comuni hanno strumenti per intervenire, a partire dai regolamenti, senza aspettare sempre soluzioni dall’alto.

Brianza Centrale: Spesso vengono citati Monza e Desio come esempi di Comuni che hanno introdotto limiti all’uso dei botti. Ma qualcuno obietta che, nonostante questo, i botti ci sono stati comunque. Come rispondi?

Antonello Dell’Orto: È vero: botti ce ne sono stati anche a Monza e a Desio. Ma non possiamo sapere come sarebbero andate le cose senza alcun divieto. In particolare a Monza il limite all’uso dei botti è inserito nel Regolamento di Polizia Urbana, riguarda alcune zone sensibili della città ed è valido tutto l’anno. Questo dimostra che non si tratta di provvedimenti “di facciata”, ma di un lavoro strutturato.

Brianza Centrale: Il sindaco di Seregno ha spiegato che ordinanze di divieto generalizzato sarebbero difficili da applicare e da far rispettare. È un’obiezione fondata?

Antonello Dell’Orto:
Capisco l’obiezione, ma credo che rischi di diventare un freno. Ogni percorso inizia con un primo passo: se non si inizia, non si va da nessuna parte. A volte sembra ci sia una sorta di ansia da prestazione, l’idea che se non si ottiene tutto subito allora non vale la pena fare nulla. In realtà i cambiamenti veri sono faticosi e richiedono tempo e costanza.

Brianza Centrale: Quindi, anche se non risolvono tutto, regolamenti e ordinanze hanno comunque un valore?

Antonello Dell’Orto: Certo. Nessuno pensa che basti un’ordinanza per eliminare il problema. Ma le regole servono a dare un indirizzo chiaro, a dire che una comunità considera certi comportamenti incompatibili con il benessere collettivo. Senza regole, anche il richiamo al buon senso rischia di restare vuoto.

Brianza Centrale: Che ruolo ha allora la sensibilizzazione?

Antonello Dell’Orto:
Un ruolo fondamentale. Proprio per questo diciamo che eventuali regolamenti o ordinanze dovrebbero essere accompagnati da un lavoro continuo di informazione ed educazione. Spiegare perché i botti sono dannosi per gli animali, per l’ambiente e per le persone. Le regole da sole non bastano, ma senza regole anche la sensibilizzazione rischia di restare astratta.

Brianza Centrale: In conclusione, quale percorso ti sembra più realistico per Seregno e per i Comuni brianzoli?

Antonello Dell’Orto: Iniziare ora. Studiare le esperienze già avviate altrove, costruire strumenti ben fatti e accompagnarli a un lavoro costante sul territorio. Capodanno senza botti non si improvvisa: si costruisce mese dopo mese, con pazienza e continuità.

Come Brianza Centrale concordiamo con Antonello Dell’Orto: le difficoltà applicative non possono diventare un alibi per non fare nulla. Se Monza e Desio hanno trovato strumenti normativi adeguati, anche Seregno e gli altri Comuni possono farlo. Accanto alle regole, però, serve un lavoro continuo di educazione e informazione, perché la tutela dell’ambiente e degli animali passa anche – e soprattutto – dalla responsabilità collettiva.

giovedì 1 gennaio 2026

“Qui c’è vita”: il messaggio di un bambino contro i botti


Un cartello disegnato a mano, poche parole scritte con l’urgenza e la sincerità dell’infanzia: “NIENTE BOTTI! QUI C’È VITA.”
È la storia di Luigi, un bambino di Cesano Maderno, che alla vigilia di Capodanno ha chiesto alla mamma di appendere davanti casa il suo messaggio. Un appello semplice, diretto, profondamente umano: rispetto per gli animali, per le persone, per la vita.

Il cartello è rimasto al suo posto solo tre ore. Poi qualcuno ha deciso di rimuoverlo.

Questa vicenda, tratta dalla pagina Facebook “Sei di Cesano Maderno se…”, racconta molto più di quanto sembri. Racconta di una sensibilità infantile che prova a farsi spazio in un mondo adulto spesso sordo. Racconta di come un gesto innocente, privo di qualsiasi intento provocatorio o politico, possa comunque infastidire al punto da essere cancellato.

Il risultato? Luigi che piange.
E un messaggio che invece di spegnersi si è amplificato, arrivando a centinaia di persone.

Nel dibattito nato sui social, come spesso accade, non sono mancate osservazioni formali e cavillose: permessi, divieti, regolamenti. Qualcuno ha chiesto se quel cartello avesse l’autorizzazione comunale, qualcun altro ha ricordato che “una cosa non è giusta solo perché la ritieni giusta tu”. Altri, fortunatamente, hanno colto il senso profondo del gesto, facendo i complimenti a Luigi per il disegno e ricordando che si trattava di un foglio appeso su una proprietà privata.

Ma al di là delle polemiche, resta una domanda fondamentale: che tipo di comunità vogliamo essere?

In Brianza, come altrove, ogni anno il tema dei botti torna puntuale. Animali terrorizzati, persone fragili in difficoltà, inquinamento acustico e atmosferico: sono fatti, non opinioni. E quando a ricordarcelo è un bambino, forse dovremmo fermarci ad ascoltare, invece di reagire con la rimozione e la prepotenza.

A Luigi va detto ciò che la rete gli ha già dimostrato: non tutte le persone sono così. Ce ne sono molte, molte di più, che credono nel rispetto, nella gentilezza e in un futuro diverso. Il suo cartello, anche se strappato via, oggi è visto e condiviso da centinaia di persone. E questo conta.

Come blog ambientalista della Brianza Centrale non possiamo che unirci a questo messaggio: meno botti, più vita.
Per gli animali, per l’ambiente, per i bambini che ci stanno mostrando – con un pennarello e un foglio di carta – la direzione giusta.

mercoledì 31 dicembre 2025

Botti di Capodanno: la Brianza che sceglie (o evita) di scegliere

Immagine della campagna contro i botti dell’ENPA di Monza e Brianza

Come Brianza Centrale abbiamo già invitato lettrici e lettori a non utilizzare botti e fuochi d’artificio, chiedendo di diffondere questo appello. Non è solo una questione di sensibilità ambientalista o animalista: è un tema di sicurezza, di salute pubblica, di rispetto degli spazi comuni.
Le prese di posizione dei Comuni della Brianza, però, raccontano approcci molto diversi – e non tutti convincenti.

Monza rappresenta un esempio chiaro: il divieto esiste ed è strutturale. Dal 2019 il Regolamento di Polizia Urbana vieta in modo permanente l’utilizzo di materiali pirotecnici esplodenti. L’articolo 27 proibisce esplicitamente mortaretti, petardi e artifici “anche se di libera vendita” in aree monumentali, centro storico, parchi, ospedali e in tutte le zone in cui valgono i principi di fruibilità degli spazi pubblici e del decoro urbano.

Non solo: per la notte di Capodanno il Comune prevede il potenziamento dei controlli, ribadendo un messaggio politico e amministrativo chiaro. Come ricordano il Sindaco Pilotto e l’Assessore Moccia, i botti sono pericolosi per le persone e rappresentano una grave fonte di sofferenza per gli animali.


Anche Desio sceglie una strada netta: un’ordinanza che vieta l’uso di botti, petardi e fuochi d’artificio su tutto il territorio comunale dal 24 dicembre al 6 gennaio. Un provvedimento temporaneo ma esplicito, che punta sulla responsabilità individuale e collettiva, pur ammettendo alcune deroghe per articoli pirotecnici di piccole dimensioni e senza effetti dirompenti.

Sono due esempi che dimostrano un fatto semplice ma spesso rimosso dal dibattito: i Comuni possono intervenire, se lo vogliono, utilizzando regolamenti, ordinanze motivate e un minimo di presidio del territorio.

Immagine della campagna contro i botti dell’ENPA di Monza e Brianza

Diversa la scelta di Seregno. Il Sindaco Rossi affida tutto a un appello: “No ai botti, sì ai biscotti”. Le motivazioni addotte sono anche condivisibili: i dati sui feriti (inermi e spesso minori), la sofferenza degli animali, i controlli effettuati (come il sequestro di 500 kg di fuochi detenuti irregolarmente).

Ma il nodo è un altro. Secondo l’Amministrazione, un’ordinanza di divieto generalizzato sarebbe giuridicamente debole e soprattutto inapplicabile, perché non ci sarebbero le forze per farla rispettare. Da qui la rinuncia preventiva: niente divieto, solo buon senso.

Questa posizione appare francamente debole. Non tanto perché invita alla responsabilità individuale – invito sempre utile – ma perché si ferma lì. Se davvero il problema è culturale e non solo repressivo, allora dov’è il percorso informativo ed educativo? Dov’è il lavoro costante, durante tutto l’anno, nelle scuole, negli spazi pubblici, nelle iniziative comunali, per spiegare perché i botti sono un problema ambientale, sanitario e sociale?

Dire che una regola non va fatta perché non si riuscirà a farla rispettare significa accettare implicitamente che lo spazio pubblico sia governato dall’abitudine più rumorosa e dannosa, non dall’interesse collettivo.

La campagna contro i botti della città di Roma

Come ricorda anche ENPA Monza, ordinanze e regolamenti spesso risultano poco efficaci. Ma la causa non è la loro esistenza: è la contraddizione di fondo tra il divieto e la libera vendita, tra la norma scritta e la scarsa volontà di farla vivere.
Eppure il “conto” arriva puntuale ogni anno: feriti, morti, animali domestici che scappano terrorizzati, fauna selvatica che muore disorientata, uccelli che si schiantano nel panico.

Davanti a questo bilancio, limitarsi a dire “non si riesce a controllare tutto” non basta più.

Come Brianza Centrale continuiamo a invitare a non usare botti e a diffondere questo messaggio. Ma chiediamo anche alle amministrazioni locali un salto di qualità: meno alibi, più coerenza; meno inviti dell’ultimo minuto, più educazione continua; meno paura di “fare una regola”, più coraggio nel costruire una cultura diversa del festeggiare.

lunedì 29 dicembre 2025

La Brianza che ama la natura sceglie un Capodanno senza botti

Decalogo a fumetti per proteggere gli animali dai botti di Capodanno. Fonte OIPA

Ogni anno, petardi e fuochi d’artificio trasformano la notte di San Silvestro in un tormento per gli animali. Cani e gatti, con un udito molto più sensibile del nostro, vivono i botti come minacce improvvise, spesso fuggendo terrorizzati, ferendosi o addirittura morendo di infarto o per incidenti nel tentativo di scappare.

Ma non sono solo i nostri quattro zampe a soffrire: gli animali selvatici — uccelli, piccoli mammiferi, animali dei parchi e dei boschi — vengono spaventati, disorientati e spesso colpiti mortalmente quando, in preda al panico, si scontrano con ostacoli o lasciano i loro habitat.

Chiediamo a tutte e tutti di diffondere l’appello a rinunciare ai botti per festeggiare il nuovo anno in modo più rispettoso dell’ambiente e della vita animale. Scegliere alternative silenziose o spettacoli pirotecnici a basso impatto sonoro non è solo possibile: è un gesto che può davvero fare la differenza.

martedì 31 dicembre 2024

Botti di Capodanno: un appello per la sicurezza e il rispetto degli animali

Fonte immagine: ENPA Monza

Ogni anno, la notte di Capodanno porta con sé una tradizione che, nonostante i numerosi appelli, continua a provocare danni gravi e a compromettere la sicurezza e la serenità di tutti. I fuochi d’artificio e i botti, simbolo di festeggiamento per alcuni, sono invece una fonte di terrore per gli animali e di inquinamento per l’ambiente. L’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) di Monza lancia un forte messaggio di sensibilizzazione, invitando a riflettere sulle gravi conseguenze di questa tradizione.

Ogni anno, decine di migliaia di animali domestici subiscono danni irreparabili a causa dei botti di Capodanno. Non si tratta solo di paura: sono tantissimi gli animali che scappano in preda al panico, rischiando di perdersi o addirittura di morire. I numeri sono allarmanti anche tra gli animali selvatici: molti vengono feriti o intossicati dai fragori. E poi ci sono gli uccelli, che, disorientati dalla violenza dei suoni, spesso si schiantano contro finestre o muri nel tentativo di fuggire.

Merlo morto a causa dei botti. Fonte immagine: ENPA Monza

Purtroppo, questa pessima abitudine di festeggiare con fuochi d’artificio è difficile da estirpare. Non solo durante la notte di San Silvestro, ma anche nei giorni precedenti e successivi, i botti di allenamento si ripetono, creando una vera e propria tortura per gli animali, che non comprendono il significato di tali rumori, ma solo il dolore e la paura che ne derivano. Eppure, nonostante le ordinanze di tanti Comuni, tra cui Monza, il fenomeno sembra non conoscere fine.

Ma i botti di Capodanno non danneggiano solo gli animali. L’inquinamento atmosferico è un altro grave effetto collaterale dei fuochi artificiali. Ogni anno, nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, si registrano picchi preoccupanti di inquinanti nell’aria che respiriamo. Il PM10, una particella inquinante pericolosa, aumenta significativamente durante i festeggiamenti. Non solo: i botti emettono anche sostanze tossiche come potassio, stronzio, bario, magnesio, alluminio, zolfo, titanio, manganese, rame, bromo e piombo, che contribuiscono al degrado della qualità dell’aria e hanno effetti nocivi per la salute di tutti.

Fortunatamente, esistono valide alternative ai tradizionali fuochi d’artificio che permettono di celebrare l’arrivo del nuovo anno in modo più rispettoso per gli animali e per l’ambiente. Le fontane luminose, i droni con luci LED che disegnano spettacolari coreografie nel cielo, sono solo alcune delle soluzioni creative e innovative che possono rendere i festeggiamenti altrettanto magici senza causare danni.

L'ENPA rinnova il suo appello a tutti coloro che amano festeggiare il Capodanno a considerare le conseguenze dei botti. Ogni anno, si registrano casi di animali feriti o traumatizzati, eppure esistono alternative che non solo non mettono in pericolo la vita degli animali, ma sono anche più sicure e rispettose dell’ambiente. Invitiamo tutti a riflettere e a sensibilizzare gli altri sulla cultura del rispetto, a proteggere i propri animali domestici durante la notte di Capodanno, e a non partecipare a un “concerto di morte” che ogni anno continua a mietere vittime innocenti.

giovedì 28 dicembre 2023

Capodanno sereno per tutti: consigli della LAV per proteggere gli animali dai botti


Con l'avvicinarsi del Capodanno, la Lega Antivivisezione lancia un appello alla cittadinanza per sensibilizzare sulla necessità di proteggere gli animali dai danni causati dai botti e dai petardi. Non solo un problema di benessere degli animali domestici, ma anche una questione che coinvolge la fauna selvatica, spesso ignorata. In questo articolo, esploreremo i consigli della LAV per garantire una notte tranquilla per tutti gli amici a quattro zampe, sia domestici che selvatici.

1. Informazione e sensibilizzazione:
La LAV sottolinea che vietare i botti non è sufficiente e invita a un cambiamento culturale attraverso l'informazione e la sensibilizzazione. Il comunicato mette in evidenza i gravi danni che i botti possono causare a persone, in particolare a categorie fragili, come bambini, anziani e malati, oltre agli animali e all'ambiente.

2. Consigli per cani e gatti:
La LAV fornisce tre passi fondamentali per proteggere cani e gatti durante le festività:

Prevenire:

  • Suggerisce di trascorrere il Capodanno lontano dai centri urbani e dal rumore dei botti.
  • Invita a consultare un veterinario comportamentalista per individuare soluzioni adeguate al senso di paura degli animali.
  • Consiglia di dotare gli animali di microchip e medaglietta con recapito telefonico.

Gestire il Panico:

  • Invita a non isolare gli animali, ma a essere tolleranti e sereni.
  • Propone di associare l'esperienza dei botti a qualcosa di positivo, come del cibo super squisito.

Emergenza smarrimento:

  • Suggerisce di presentare immediatamente una denuncia di smarrimento in caso di fuga degli animali.
  • Invita a cercare attivamente nei dintorni, specialmente per i gatti che potrebbero nascondersi in luoghi considerati sicuri.

3. Animali selvatici:
Il comunicato sottolinea l'impatto dei botti anche sugli animali selvatici e fornisce consigli per aiutarli:

Aiutare il recupero:

  • Invita a lasciare a disposizione acqua fresca, semi e cibo per facilitare il recupero post-traumatico.
  • Suggerisce di soccorrere i feriti, rivolgendosi al Centro Recupero Animali Selvatici competente per il territorio.

In un appello finale, la Lega Antivivisezione invita tutti a riflettere sull'importanza di evitare i botti e contribuire a un Capodanno sereno per tutti gli esseri viventi.

domenica 14 dicembre 2014

Botti di capodanno: una tortura per gli animali

Ogni anno a causa dei fuochi d'artificio col botto muoiono circa 5000 animali.

L'attivazione di petardi, botti, fuochi d'artificio e simili può configurarsi come maltrattamento e comportamento lesivo nei confronti di cani, gatti, animali domestici ed uccelli.

Vorremmo che l'unico botto di Capodanno fosse quello dello spumante.

Nei gatti, e soprattutto nei cani, un botto crea forte stress e spavento tali da indurli a fuggire dai propri giardini e recinti, per scappare dal rumore a loro insopportabile, finendo spesso vittime del traffico o di ostacoli non visibili al buio.

L'uomo ha un udito con una percezione compresa tra le frequenze denominate infrasuoni, intorno ai 15 hertz, e quelle denominate ultrasuoni, sopra i 15.000 hertz. Cani e gatti, invece, dimostrano facoltà uditive di gran lunga superiori: il cane fino a circa 60.000 hertz mentre il gatto fino a 70.000 hertz.

Ogni anno i Vigili del Fuoco sono chiamati ad effettuare centinaia di interventi per recuperare cani e gatti terrorizzati rifugiati nei posti più impensabili.

Anche molti uomini - questi tuttavia spesso responsabili al contrario degli animali - pagano per i botti di Capodanno. Ogni anno abbiamo centinaia di feriti a volte anche gravi e purtroppo anche alcuni casi di morte.

Basta con questa storia, facciamo una legge che ci permetta di chiudere in serenità l'anno passato e cominciare per bene con il nuovo.

Ricordiamo che esistono dei fuochi artificiali altrettanto attraenti che non producono i fastidiosi botti. Sono fuochi artificiali composti da giochi di luci e musiche che vanno al ritmo dei fuochi producendo uno spettacolo "piromusicale" che non disturba gli animali ed è piacevole da vedere.

Per firmare la petizione "per sostenere la legge nazionale contro i botti" cliccare qui.