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venerdì 21 marzo 2025

Elettrificazione Como-Lecco: preoccupazioni e richieste del Comitato Pendolari


Il Comitato Pendolari Como-Lecco ha recentemente espresso forti perplessità riguardo al futuro dell'elettrificazione della linea ferroviaria Como-Lecco. In un comunicato ufficiale, il comitato ha evidenziato il silenzio delle istituzioni locali e le numerose incertezze che ancora gravano sul progetto.

Secondo quanto dichiarato dal Comitato, nonostante l'appello inviato il 30 gennaio 2025 ai consiglieri regionali di Como e Lecco, ai presidenti delle province e ai sindaci dei comuni interessati, solo un sindaco ha risposto, per giunta di un comune non direttamente coinvolto nel primo lotto dell'elettrificazione. Questo atteggiamento delle istituzioni locali aumenta i dubbi su quale tipo di servizio ferroviario potrà effettivamente essere garantito una volta completata l'elettrificazione, soprattutto in assenza di interventi infrastrutturali complementari.

Uno degli aspetti più critici riguarda l'assenza di un bando di gara per l’affidamento dei lavori. Nonostante RFI abbia dichiarato, in un'audizione del 27 febbraio 2025 presso la Commissione V della Regione Lombardia, che il Decreto conclusivo del MASE sia stato emesso il 17 febbraio e che a breve si chiuderà la Conferenza dei Servizi, la Como-Lecco non è stata inclusa tra le linee chiuse nel 2025. Questo solleva interrogativi su quando i lavori potranno effettivamente partire.

Il progetto attuale prevede la chiusura della tratta Albate-Molteno per ben 835 giorni consecutivi, creando disagi significativi per studenti, lavoratori e frontalieri che utilizzano quotidianamente la linea. Il Comitato Pendolari ha quindi avanzato una richiesta precisa: suddividere i lavori in tre fasi, come già suggerito da Regione Lombardia, al fine di ridurre il periodo di chiusura totale e garantire una riapertura più rapida della tratta Merone-Molteno, lunga solo 7 km e priva di gallerie.

Nel caso in cui la chiusura totale dovesse risultare inevitabile, il Comitato insiste affinché venga sfruttata per realizzare interventi infrastrutturali cruciali, tra cui:

  • Miglioramenti alla stazione di Cantù, con sottopasso pedonale, banchine alte e prolungamento dei binari.
  • Potenziamento degli incroci e fluidità della circolazione con l'aggiunta di deviatoi a 60 km/h.
  • Adeguamento delle banchine in tutte le fermate con pensiline e marciapiedi rialzati.
  • Soppressione del passaggio a livello della SP41 tra Anzano del Parco e Merone, sostituendolo con un cavalcavia.

La mancata risposta da parte delle istituzioni locali è vista come un segnale preoccupante. Il Comitato aveva chiesto una revisione del piano dei lavori, dando priorità all’elettrificazione tra Albate e Cantù per estendere il servizio TILO e limitare i disagi tramite un servizio sostitutivo di autobus.

Oltre all’attuale elettrificazione, il Comitato sollecita una pianificazione più ampia che includa il Lotto 2, Molteno-Lecco, con interventi strategici quali il raddoppio della tratta Molteno-Oggiono, l’eliminazione di alcuni passaggi a livello e miglioramenti infrastrutturali nelle stazioni per aumentare la capacità e ridurre i tempi di percorrenza.

Il Comitato Pendolari Como-Lecco ribadisce la necessità di risposte chiare e di azioni concrete. L’elettrificazione della linea non deve essere un intervento fine a sé stesso, ma deve tradursi in un reale miglioramento del servizio ferroviario, evitando il rischio di una chiusura prolungata che non porti benefici tangibili agli utenti della tratta.

lunedì 3 febbraio 2025

Linea Como-Lecco: il Comitato Pendolari chiede una revisione del piano di chiusura

Fonte immagine: Wikipedia

Il Comitato Pendolari Como-Lecco ha inviato una lettera alle istituzioni competenti per esprimere forte preoccupazione riguardo alla chiusura totale della linea ferroviaria Como-Lecco per oltre tre anni, prevista nell'ambito del piano di elettrificazione del tratto Albate-Molteno. La missiva è stata indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, all'Assessore Regionale alle Infrastrutture, all'Assessore Regionale al Trasporto Pubblico, ai consiglieri regionali delle province di Como e Lecco, ai presidenti delle province di Como e Lecco, nonché ai sindaci delle città e dei comuni coinvolti.

Il Comitato ha accolto positivamente la proposta avanzata da Regione Lombardia a Rete Ferroviaria Italiana (RFI) di suddividere il Lotto 1 dell'elettrificazione in tre fasi funzionali (Albate-Cantù, Cantù-Merone e Merone-Molteno). Tale soluzione, già suggerita in precedenza dagli stessi pendolari durante incontri con gli uffici regionali, permetterebbe di evitare una chiusura totale prolungata, garantendo almeno un servizio ferroviario parziale durante i lavori.

Tuttavia, RFI ha respinto questa proposta, motivando la scelta con un presunto aumento di costi e tempi derivante da una diversa gestione del cantiere. L'attuale piano prevede quindi la chiusura completa della linea per ben 835 giorni consecutivi, una soluzione ritenuta inaccettabile dal Comitato per le pesanti ripercussioni sulla mobilità del territorio.

Secondo il Comitato Pendolari, il blocco totale della linea per oltre due anni avrebbe un impatto significativo su diverse categorie di viaggiatori, tra cui studenti, lavoratori e frontalieri, oltre a penalizzare il turismo locale. Particolarmente contestata è la chiusura della tratta Merone-Molteno, lunga appena 7 km e priva di particolari complessità infrastrutturali, per un periodo così prolungato. Inoltre, viene sottolineata la mancanza di una chiara visione per il servizio ferroviario post-elettrificazione, con le richieste della Regione Lombardia per l'estensione del servizio TILO e il potenziamento dell'infrastruttura rimandate a data da destinarsi.

Per ridurre l'impatto della chiusura, il Comitato Pendolari Como-Lecco chiede una revisione del piano di cantierizzazione e propone alcune soluzioni concrete:

  • Dare priorità all'elettrificazione tra Albate e Cantù, consentendo l'estensione del servizio TILO fino a Cantù in una prima fase.
  • Mantenere la mobilità attraverso un servizio sostitutivo di autobus nella tratta Molteno-Merone-Cantù.
  • Garantire la riapertura anticipata della tratta Merone-Molteno per ridurre i disagi.

Il Comitato sottolinea l'importanza di un'infrastruttura ferroviaria moderna ed efficiente per il territorio, ma ribadisce che una chiusura così prolungata rischia di penalizzare fortemente i pendolari e gli utenti della linea. Per questo motivo, continua il dialogo con le istituzioni al fine di trovare una soluzione più sostenibile per la mobilità locale.

giovedì 31 agosto 2023

Risolto il problema dei pendolari che viaggiano come sardine: gli aumenti dei biglietti disincentiverà l'utilizzo dei mezzi pubblici


di Dario Balotta,  Europa Verde


Se i 650 mila pendolari di Trenord si ritovano un aumento delle tariffe dal 1 settembre 2023 del 4% l'esercito sconosciuto dei 3,5 milioni di pendolari degli autobus urbani ed extraurbani delle provincie lombarde si troveranno aumenti che vanno dal 4,8% di Monza al 14% di Brescia. Un autogol che farà perdere ancora quote di traffico ai mezzi pubblici visto che negli ultimi due anni un pendolare su tre ha lasciato i mezzi pubblici. Dati i continui tagli, i ritardi e i viaggi inscatolati come sardine. Mentre in tutta Europa le tariffe si riducono per rilanciare il trasporto pubblico, per mitigare l'inquinamento atmosferico, ridurre il traffico e gli incidenti stradali la Regione e le Agenzie della Mobilità della Lombardia vanno in direzione opposta con quanto avviene in molte regioni del vecchio Continente dove si abbassano le tariffe e si ampliano i servizi (Spagna e Germania) anzichè tagliarli. Tra le eccezioni c'è Milano dove però gli aumenti c'erano già stati nel gennaio scorso assieme ai tagli delle frequenze di molte linee tranviarie e di autobus. Quasi tutte le città lombarde hanno effettuato gli aumenti. A Brescia i maggiori 14% in città e 7.6% in provincia, Bergano 7% in città e il 9,9% in provincia. Monza 4,8%, Mantova 4,8%.Cremona 8% urbano ed extraurbano, stesso 8% a Pavia. Como come Lecco avevano aumentato dell'8% lo scorso anno.

martedì 22 novembre 2022

Ferrovia Como-Lecco: l'affidabilità sprofonda, i viaggiatori chiedono un servizio serio


a cura del
Comitato Pendolari Como-Lecco

Come ampiamente previsto, i dati del mese di settembre 2022 per le direttrici del servizio ferroviario regionale certificano che, su 15 delle 42 linee, gli indici di affidabilità – a causa di ritardi e cancellazioni dei treni- hanno superato lo standard minimo previsto dai Contratti di Servizio. Gli abbonati di quelle linee avranno quindi diritto ad un bonus nel mese di dicembre 2022.

Purtroppo la Como-Lecco risulta al secondo posto nella classifica di "inaffidabilità" di settembre: lo standard minimo previsto è del 5% e il dato indica invece 7,89%.

Dovrebbe far riflettere il fatto che risulti inaffidabile il servizio erogato su una linea di soli 42 km, con solo 23 corse al giorno, chiusa nei festivi e libera dal traffico merci. Ci aspettiamo dati negativi anche per ottobre e novembre, quasi ogni settimana ci sono guasti, quando non è la rete RFI ad avere problemi allora si verifica un problema al treno. Tutto ciò si traduce in ritardi, cancellazioni e soppressioni (anche parziali, che non ci risulta vengano considerate nel calcolo dell'indice di affidabilità).

La percezione della qualità e dell'affidabilità del servizio non si può ridurre ad una percentuale, i problemi causati ai viaggiatori non si possono sanare con un bonus per i soli abbonati. Quotidianamente sui treni salgono viaggiatori saltuari, studenti e lavoratori pendolari che perdono tempo e denaro a causa dei disservizi ferroviari.

Le voci degli utenti restano tuttora inascoltate dalla Giunta Regionale, l'assessore Terzi e il Presidente Fontana si sottraggono al dialogo con i Comitati dei Viaggiatori e dei Pendolari.

Alla luce di queste considerazioni, il Comitato Pendolari Como-Lecco parteciperà al presidio "Cronici Ritardi" che si terrà venerdì 18 novembre 2022 dalle ore 17:30 a Milano in Piazza Città di Lombardia, sarà l'occasione anche per consegnare alla Giunta Regionale le 30mila firme raccolte con la petizione online "I pendolari meritano un servizio ferroviario serio".

Siamo consapevoli che per i viaggiatori dei nostri territori è impegnativo, oltre che costoso, recarsi a Milano per partecipare al presidio. Dedicare qualche ora ad una manifestazione è uno sforzo che molti non vogliono fare, quando già ogni giorno sopportano grossi disagi a causa dei disservizi ferroviari.

Invitiamo comunque tutti a partecipare! A prescindere dall’affluenza garantiamo che la voce degli utenti ferroviari fra le province di Como e Lecco risuonerà forte e chiara sotto alla sede della Giunta Regionale.

mercoledì 26 ottobre 2022

5 e 19 novembre 2022 | Sentiero Pedemonte: escursioni Lecco-Sala al Barro e Oggiono-Molteno-Rogeno


Il Comitato Sentiero Pedemonte Ferrovia Como-Lecco propone due eventi di inaugurazione:

PROGRAMMA CAMMINATE:
 

Sabato 5 Novembre 2022: Lecco-Sala al Barro

Ritrovo alle ore 9.00 presso il piazzale Stazione RFI (Piazza Lega Lombarda) a Lecco per l'inaugurazione del cartello Sentiero Pedemonte alla presenza delle autorità e partenza a piedi per raggiungere l'Eremo di Monte Barro. Alle ore 12.30 ci si fermerà per una pausa con un aperi-pranzo offerto dagli organizzatori presso il Ristorante Eremo. Dopo il pranzo continua l'escursione per arrivare alla Stazione di Sala al Barro, dove si inaugurerà il secondo pannello informativo sul Sentiero Pedemonte posato sulla tratta Lecco-Sala al Barro. Alle 15.41 è previsto il rientro in treno da Sala al Barro a Lecco, con arrivo alle ore 15.53.

Dettagli escursione approssimativi: 4 ore di cammino, 550m dislivello, 13,5km. Il percorso si svolgerà prevalentemente sui sentieri all'interno del Parco Monte Barro con alcuni tratti su strade urbane e sterrate.
(🌧️ in caso di maltempo rimandato al 12 Novembre)

 

Sabato 19 Novembre: Oggiono-Molteno-Rogeno

Ritrovo alle ore 9.00 presso la Stazione RFI di Oggiono (Via Giacomo Leopardi, 1) per l'inaugurazione del cartello promozionale del Sentiero Pedemonte alla presenza delle autorità e partenza a piedi lungo il percorso per raggiungere la Stazione di Molteno dove si inaugurerà un altro cartello posato lungo la tratta. A Molteno è previsto un aperitivo offerto per poi ripartire a piedi e completare questa escursione con l'inaugurazione del cartello presso la Stazione di Casletto-Rogeno. Sarà possibile il rientro in treno: partenza del treno alle ore 14.21 da Casletto-Rogeno con arrivo a Oggiono alle ore 14.35 (cambio a Molteno).

Dettagli escursione approssimativi: 4 ore di cammino, 15km. Il percorso si svolgerà prevalentemente su strade sterrate e sentieri con brevi tratti su strade urbane.
(🌧️ in caso di maltempo rimandato al 26 Novembre)
 

I promotori non si assumono responsabilità per danni a cose o persone.
Consigliato abbigliamento comodo e scarponi da trekking.
Per informazioni contattare: sentieropedemonte@gmail.com o 0341 365798

Partecipazione gratuita su prenotazione (entro il giovedì della settimana dell'escursione).
Per iscriversi compilare il modulo di iscrizione al seguente link:
https://forms.gle/3fXUufXZWUjqsK1o6

Il Comitato Sentiero Pedemonte è composto da:
Legambiente Lecco, Legambiente Cantù, Circolo Ambiente Ilaria Alpi, Comitato Pendolari Como-Lecco, Comitato Parco Groane Brughiera

giovedì 17 febbraio 2022

Trenord e Malpensa Express: risultati modesti a danno del trasporto pendolare

di Dario Balotta, presidente Osservatorio Nazionale Infrastrutture e Trasporti

Trenord, sotto attacco da parte di tutti i comitati pendolari lombardi, ha reso noti in questi giorni i risultati del traffico del Malpensa Express, il collegamento aeroportuale Milano-Malpensa, come se fossero un risultato strabiliante.

In un anno, dice l’azienda, sarebbero stati trasportati da Milano Cadorna e Centrale all'aeroporto e viceversa 1,5 milioni di passeggeri. Un risultato modesto, visto che si parla di 4.109 passeggeri al giorno, su un totale di 33.350 posti a sedere disponibili sui 145 convogli che percorrono quotidianamente la tratta: un coefficiente di utilizzo solo del 12,3%. Solo grazie alle lotte dei pendolari della linea Busto-Milano i treni sono accessibili a lavoratori e studenti previo pagamento di biglietto solo di prima classe.

La compagnia ferroviaria, che ha annunciato anche di aver chiuso il 2021 con un disavanzo di decine di milioni di euro, deve affrontare, oltre ai consueti ritardo e soppressioni, una ristrutturazione dei turni del personale che ha generato uno sciopero al mese l'anno passato (e il 2022 è cominciato allo stesso modo, con già due scioperi): presentando i dati del Malpensa Express ha cercato di togliersi dall'angolo in cui si è cacciata per una pessima gestione organizzativa.

Manutenzione e inefficienza gestionale sono infatti le cause degli innumerevoli disservizi: non lo è certo la carenza di contributi d’esercizio, che assieme ai ricavi da tariffazione superano gli 800 milioni di euro l'anno pur scontentando tutti o quasi i pendolari.

Tornando al Malpensa Express, esso è nato come treno commerciale, quindi senza contributi d'esercizio come quelli del trasporto pendolari. Le sue tariffe, infatti, sono il doppio di quelle del trasporto locale. Secondo le intenzioni, come tutti i treni commerciali, il collegamento avrebbe dovuto mantenersi con i proventi dei passeggeri (oggi ben 13 euro a corsa) e dei ricavi degli abbonamenti mensili (obbligatori) di prima classe. Così però non è stato. E quindi, nel contratto di servizio prorogato per un anno  tra regione Lombardia e Trenord  sono previsti consistenti contributi  d'esercizio (art.9) proprio per il Malpensa Express, che nulla hanno a che vedere con un treno a regime di mercato.

Il treno per Malpensa sottrae, oltre che risorse economiche, anche preziosi treni nuovi e macchinisti ai pendolari lombardi che continuano a viaggiare su treni obsoleti. Tutto ciò per continuare a garantire un'offerta eccessiva dato lo scarso utilizzo, visto che chi deve recarsi all’areoporto preferisce gli autobus in partenza dalla stazione Centrale, che in 50 minuti arrivano a destinazione al costo di 8 euro (5 in meno del treno), e soprattutto non costano niente ai contribuenti, perché le corse sono davvero a mercato.

Non è in base al numero di Treni che lo scalo di Malpensa si sviluppa, come pensano Trenord e Sea, ma in base alla sua efficienza (scarsa fin dalla sua apertura) e ai suoi costi (da sempre troppo elevati).

martedì 25 gennaio 2022

Comitato Pendolari: "Fontana non prenda la scusa della pandemia per giustificare il decadimento del servizio ferroviario regionale"

Dopo la lettera inviata la settimana scorsa (leggi qui) i Comitati dei Pendolari scrivono nuovamente al Presidente Fontana.

 


 

Al Presidente della Regione Lombardia

Oggetto: Decadimento del Servizio Ferroviario Regionale

Egregio Presidente Fontana,

a una settimana dall’invio della lettera dei comitati non ci è giunta alcuna risposta da parte Sua in merito al quesito che ponevamo sul costante degrado del SFR lombardo a partire dal 2018.

Registriamo però da più parti diversi tentativi per giustificare il disastro del servizio di Trenord nascondendosi dietro la pandemia.

Chiudiamo subito la questione osservando che, per giustificare le difficoltà di Trenord, vengono dichiarate percentuali di assenze per positività e quarantene che sono diverse volte superiori sia a quelle medie della popolazione italiana sia a quelle medie registrate nelle aziende italiane di qualsiasi settore merceologico.

Qualcosa sicuramente non va in questi dati, comunque non ufficiali, oltre che nella stessa Trenord.

Presidente, chiediamo a Lei di conoscere quale sia l’effettivo stato dell’organico di Trenord rispetto al fabbisogno per il ripristino pieno del servizio ai livelli del 2018.

Ribadiamo e sottolineiamo però che non contestiamo gli effetti, comunque transitori ed evidentemente sovrastimati, della pandemia, ma il progressivo smantellamento del servizio in atto dal 2018, ben due anni prima che si manifestasse la pandemia, e su questo richiamiamo l’Assessore alle Sue Responsabilità.

I Rappresentanti dei Viaggiatori e dei Comitati dei Pendolari Lombardi

Associazione MI.MO.AL., Associazione Pendolari Novesi (APN), Comitato Pendolari Bergamaschi, Comitato Pendolari Como – Lecco, Comitato Pendolari Cremaschi, Comitato Pendolari della Bassa Bergamasca, Comitato Pendolari del Meratese, Comitato Pendolari di San Zenone al Lambro e comuni limitrofi, Comitato Pendolari Gallarate – Milano, Comitato Pendolari Lecco-Milano, Comitato Pendolari linea S6 Milano – Novara, Comitato Pendolari Romano, Comitato Pendolari Busto Nord, Comitato Trasporti Lecchese, Comitato Viaggiatori e Pendolari della Milano – Asso, Comitato Viaggiatori S9/S11, Comitato Viaggiatori TPL Nodo di Saronno, Coordinamento Provinciale Pendolari Pavesi, InOrario: Comitato Pendolari linea Mantova Cremona Milano, PendolariComo, Pendolino della Brianza – S7 Besanino, Rappresentanti della linea Domodossola – Arona – Milano, #sbiancalafreccia, UTP – Utenti del Trasporto Pubblico Regione Lombardia, Rappresentanti Regionali dei Viaggiatori: Franco Aggio - Giorgio Dahò - Stefano Lorenzi - Francesco Ninno - Sara Salmoiraghi

 

giovedì 20 gennaio 2022

Il decadimento del servizio ferroviario regionale. I Comitati dei pendolari chiedono le dimissioni dell'assessore Terzi

Murales di Cristian Sonda. Seregno, sottopasso tra via Magenta e via Bottego

Al Presidente della Regione Lombardia

Oggetto: Decadimento del Servizio Ferroviario Regionale

Egregio Presidente Fontana,

il Trasporto Pubblico Lombardo ed in particolare quello su ferro, di cui la programmazione e funzionamento ricadono nella piena competenza e responsabilità dell’Esecutivo Regionale, sta conoscendo uno dei suoi più cupi periodi, degradando continuativamente ed in maniera ormai non più sostenibile.

Anche se la presente pandemia costituisce un ulteriore motivo di peggioramento, non ne costituisce affatto la causa esclusiva e nemmeno la principale. Il Covid c’è per tutti ma nessuna altra azienda, ferro o gomma che sia, è nelle stesse disastrate condizioni di Trenord, ed ovunque (anche per la “vicina” Trenitalia) le cancellazioni dei treni rimangono ad un livello molto più basso. In particolare, il peggioramento della qualità e della quantità del servizio è in atto da anni e la pandemia costituisce quindi solo una causa di accelerazione e giustificazione del degrado.

Anno dopo anno, le corse sono state ridotte, passando dalle 2347 corse giornaliere del 2018, alle attuali (orario in vigore dal 10 gennaio 2022) meno di 1800 corse, senza contare la riduzione della lunghezza del percorso di molte altre.

A tale riduzione, vanno sommate le cancellazioni delle corse che, nei giorni scorsi, è arrivata a punte del 25%. Larga parte di queste criticità dipendono dal fallimento del programma di assunzioni di personale, nonché dallo smantellamento dell’Unità Operativa dell’Assessorato Trasporti appositamente dedicata all’SFR.

Converrà con noi che, in queste condizioni, è impossibile usare il treno, infondendo nella cittadinanza la convinzione dell’esistenza di un consapevole processo di progressivo smantellamento del Servizio Ferroviario Regionale.

Il degrado della situazione ai danni dei cittadini lombardi è ormai tale da rendere necessaria una decisa correzione alla rotta che ha portato a tale disastro e a tale punizione del Popolo Lombardo, che non merita.

Poiché una tale correzione, per essere credibile, non può prescindere da un cambio della guardia nella gestione del Sistema Ferroviario Regionale, chiediamo esplicitamente le dimissioni dell’Assessore Terzi, che riteniamo largamente responsabile del disastro, attuando scelte politiche e gestionali inadeguate e sottraendosi sistematicamente al confronto con i Rappresentanti degli Utenti.

I problemi del trasporto pubblico non si limitano alla parte ferroviaria. Anche nella gomma, ugualmente di competenza regionale ma demandata alle province e comuni capoluogo tramite le Agenzie del TPL, c’è una situazione diffusa di difficoltà che richiede un impegno specifico sul quale l’Assessorato è stato assente.

Ci limitiamo a segnalare la carenza di risorse soprattutto nell’area urbana del Capoluogo regionale, aggravate da uno storico squilibrio a svantaggio delle aree confinanti con l’area metropolitana milanese.

Siamo certi di poter confidare nella Sua autorità di Presidente della Giunta perché affidi la delega ai Trasporti a persona più motivata e competente perché la Lombardia abbia i servizi ferroviari che merita.

I Rappresentanti dei Viaggiatori e dei Comitati dei Pendolari Lombardi

Firme:


Associazione MI.MO.AL., Associazione Pendolari Novesi (APN), Comitato Pendolari Bergamaschi, Comitato Pendolari Como – Lecco, Comitato Pendolari Cremaschi, Comitato Pendolari della Bassa Bergamasca, Comitato Pendolari del Meratese, Comitato Pendolari di San Zenone al Lambro e comuni limitrofi, Comitato Pendolari Gallarate – Milano, Comitato Pendolari Lecco-Milano, Comitato Pendolari linea S6 Milano – Novara, Comitato Pendolari Romano, Comitato Pendolari Busto Nord, Comitato Trasporti Lecchese, Comitato Viaggiatori e Pendolari della Milano – Asso, Comitato Viaggiatori S9/S11, Comitato Viaggiatori TPL Nodo di Saronno, Coordinamento Provinciale Pendolari Pavesi, InOrario: Comitato Pendolari linea Mantova Cremona Milano, PendolariComo, Pendolino della Brianza – S7 Besanino, Rappresentanti della linea Domodossola – Arona – Milano, #sbiancalafreccia, UTP – Utenti del Trasporto Pubblico Regione Lombardia, Rappresentanti Regionali dei Viaggiatori: Franco Aggio - Giorgio Dahò - Stefano Lorenzi - Francesco Ninno - Sara Salmoiraghi