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sabato 10 ottobre 2026

Alla scoperta della Valle del Seveso: domenica 18 ottobre si cammina con le Gev del Parco delle Groane

Da Villa Raimondi a Fino Mornasco, seguendo il corso del Seveso: otto chilometri tra natura, paesaggio e storia per conoscere più da vicino uno degli angoli della Brughiera Briantea.


L’autunno è una stagione ideale per camminare nei parchi, osservare i cambiamenti del paesaggio e scoprire luoghi che magari si trovano a pochi chilometri da casa, ma che non sempre conosciamo davvero. È con questo spirito che il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea propone “Alla scoperta del Parco con le Gev”, un ciclo di tre escursioni accompagnate dalle Guardie Ecologiche Volontarie, pensato per far conoscere il patrimonio naturalistico, ambientale e storico del territorio protetto.

Il primo appuntamento è in programma domenica 18 ottobre, con un itinerario che porterà i partecipanti da Villa Raimondi, a Vertemate con Minoprio, fino alla sede del Parco a Fino Mornasco, seguendo il corso del torrente Seveso e attraversando i sentieri della sua valle.

Da Villa Raimondi alla Valle del Seveso

Il punto di partenza sarà la storica Villa Raimondi, in viale Raimondi 54 a Vertemate con Minoprio, sede della Fondazione Minoprio. Da qui prenderà il via una camminata di circa 8 chilometri, con un dislivello complessivo di 100 metri, che si concluderà a Fino Mornasco. Il percorso si snoderà lungo il Seveso, offrendo l'occasione di conoscere un tratto di territorio nel quale l'acqua, la vegetazione e la storia dei luoghi contribuiscono a definire il paesaggio della Brughiera Briantea. Seguire il corso di un torrente significa anche imparare a guardare il territorio da una prospettiva diversa: riconoscere le caratteristiche dell'ambiente fluviale, osservare gli elementi naturali che lo contraddistinguono e comprendere il valore dei corridoi ecologici in un contesto territoriale spesso segnato dalla presenza degli insediamenti urbani e delle infrastrutture.

Non soltanto una passeggiata, ma un'occasione per conoscere il territorio

A rendere particolare questa escursione sarà la presenza delle Guardie Ecologiche Volontarie (Gev) del Parco, che accompagneranno i partecipanti lungo l'itinerario, mettendo a disposizione la propria esperienza e la conoscenza diretta dei luoghi. La camminata diventerà così un'occasione per approfondire gli aspetti naturalistici e ambientali della valle, ma anche per soffermarsi sulle vicende storiche e sulle caratteristiche paesaggistiche che raccontano l'evoluzione di questa parte della Brianza. Conoscere un'area protetta, infatti, non significa soltanto percorrerne i sentieri. Significa imparare a riconoscerne gli elementi distintivi, comprenderne le fragilità e apprezzare il valore di ambienti che costituiscono una risorsa importante per la biodiversità e per la qualità della vita delle comunità locali. Iniziative di questo tipo permettono di avvicinare il pubblico al patrimonio naturale del Parco e di promuovere una frequentazione più consapevole e rispettosa dei suoi ambienti.

Tre escursioni per scoprire il Parco in autunno

L'uscita del 18 ottobre inaugura un ciclo di tre escursioni autunnali organizzate dal Parco delle Groane e della Brughiera Briantea. Gli appuntamenti accompagneranno i partecipanti alla scoperta di sentieri, luoghi e testimonianze storiche, valorizzando la ricchezza di un territorio che conserva, spesso a breve distanza dai centri abitati, ambienti naturali e paesaggi meritevoli di attenzione. La proposta è rivolta a chi ama camminare all'aria aperta, ma anche a chi desidera conoscere meglio il territorio in cui vive, scoprendo aspetti che possono sfuggire durante gli spostamenti quotidiani.

Informazioni pratiche

  • Quando: domenica 18 ottobre 2026
  • Ritrovo: ore 8.45 davanti a Villa Raimondi, viale Raimondi 54, Vertemate con Minoprio.
  • Percorso: da Villa Raimondi alla sede del Parco a Fino Mornasco, seguendo il corso del Seveso.
  • Lunghezza: circa 8 chilometri.
  • Dislivello: circa 100 metri.
  • Difficoltà: itinerario indicato come adatto a tutti, ma non percorribile con passeggini.
  • Cosa portare: scarpe da trekking, abbigliamento a strati e una scorta d'acqua.
  • Orario: è raccomandato presentarsi con almeno mezz'ora di anticipo rispetto alla partenza.
  • Partecipazione gratuita.

venerdì 9 ottobre 2026

Fontanella, tra borghi medievali, boschi e spiritualità: la nuova passeggiata di Arci Macherio

Domenica 18 ottobre torna l’appuntamento con “LE BRIANZE raccontate e camminate”, per un itinerario ad anello sul Monte Canto, alla scoperta di Mapello, dei suoi antichi borghi e dell’abbazia di Sant’Egidio, nel luogo che fu particolarmente caro a padre David Maria Turoldo.


Dopo trenta escursioni dedicate alla Brianza, le passeggiate di Arci Macherio si concedono una piccola, piacevole divagazione oltre i confini del nostro territorio. La meta è Fontanella, sulle colline dell’Isola bergamasca, ai piedi del Monte Canto, con lo sguardo rivolto ai contrafforti delle Orobie. Come scrivono gli organizzatori, «doveva prima o poi capitare di distrarci e di valicare d’istinto i confini geografici della Brianza». E quale occasione migliore per farlo se non attraversando l’Adda, passando dal Ponte di Paderno, e raggiungendo quel monte che si staglia come un «proscenio delle Orobie ormai incombenti»? Quella di domenica 18 ottobre sarà un’escursione diversa dal solito, interamente ambientata nel paesaggio collinare che segna il margine settentrionale dell’Isola bergamasca. Un percorso che, più ancora di altri, invita a rallentare, osservare e lasciarsi conquistare dalla bellezza dei luoghi e dai loro silenzi. Non soltanto una camminata nella natura, dunque, ma un’occasione per conoscere un patrimonio di arte, storia e spiritualità che merita di essere scoperto senza fretta.

Da Mapello a Fontanella, sulle tracce della storia


Il punto di partenza sarà il Santuario della Madonna di Prada, situato nel cuore della pianura agricola a sud-ovest di Mapello, luogo di devozione molto conosciuto e frequentato dagli abitanti della zona. Da qui si potrà osservare buona parte del percorso che sale verso Fontanella e il Monte Canto, chiamato sulle carte anche Monte Vergese e conosciuto in passato come «Monte dei frati». La mattinata comincerà proprio da Mapello, dove non sarà facile restare indifferenti di fronte allo splendido viale di tigli centenari, lungo ben cinquecento metri, che dal centro storico conduce al santuario. Anche il borgo medievale riserva numerose sorprese: case rurali, antiche caseforti e torri, alcune risalenti persino all’XI secolo, fanno di Mapello un luogo di notevole interesse storico, tra i meglio conservati e, al tempo stesso, meno studiati della regione.


Dopo una pausa caffè, una lunga ma agevole scalinata condurrà alla parrocchiale sopraelevata di San Michele Arcangelo, da cui si apre una bella visuale sui primi rilievi delle Orobie e sui colli di Bergamo. Raggiunto il vicino cimitero per una breve sosta, si proseguirà lungo un percorso facile sul versante settentrionale del Monte Canto, affacciato sulla Valle di San Martino, o Valle di Pontida. 


Si arriverà quindi alla Cappella degli Alpini, dedicata alla Madonna dei Cerri. Un breve tratto asfaltato porterà alla suggestiva Cà Bolis, con il suo carattere quasi toscano, e poi all’antico nucleo di Cebergnino. Da qui il cammino intitolato a padre David Maria Turoldo accompagnerà i partecipanti verso il punto più elevato dell’itinerario. La salita, comunque agevole, lascerà presto spazio a una lieve discesa fino a Montalbano. Sarà proprio qui che il paesaggio offrirà uno dei suoi scorci più suggestivi: l’abbazia di Sant’Egidio, circondata da colline terrazzate, apparirà in tutta la sua bellezza. La cuspide del campanile sarà il riferimento inconfondibile per raggiungere, in pochi minuti, Fontanella.

L’abbazia di Sant’Egidio e la memoria di padre Turoldo


Il pomeriggio sarà dedicato all’abbazia romanica di Sant’Egidio, fondata nel 1080 dal monaco benedettino Alberto da Prezzate, già fondatore dell’abbazia di Pontida nel 1079. Le sue architetture austere e suggestive saranno al centro della visita e dell’approfondimento storico, uno dei momenti più significativi della giornata. Fontanella è infatti profondamente legata alla figura di padre David Maria Turoldo (1916-1992), teologo, filosofo, scrittore, poeta e frate dei Servi di Maria, protagonista della Resistenza. Agli inizi degli anni Sessanta, Turoldo si innamorò di questi luoghi, del loro paesaggio, della natura, del silenzio e della dimensione spirituale che li caratterizza. Nel 1964 si stabilì a Fontanella, dando vita a un’esperienza religiosa e culturale di grande rilievo. A raccontare questa storia sarà padre Espedito d’Agostini, da oltre trent’anni priore del Priorato di Sant’Egidio. Il suo intervento permetterà di conoscere più da vicino la vita di Turoldo, il suo insediamento a Fontanella, le attività del Centro di studi ecumenici Giovanni XXIII, la comunità dei frati serviti e la Casa di Emmaus. 
La visita all’abbazia non sarà quindi soltanto un incontro con un importante monumento medievale, ma anche l’occasione per comprendere come un luogo possa diventare, nel tempo, un centro di spiritualità, riflessione e dialogo.


Dopo il pranzo al sacco, la visita e l’approfondimento, si riprenderà il cammino scendendo verso il cimitero di Fontanella, dove riposano padre Turoldo e il cardinale Loris Capovilla, segretario personale di papa Giovanni XXIII. Il percorso proseguirà poi nei rigogliosi boschi del versante meridionale del Monte Canto, perdendo gradualmente quota fino a raggiungere il nucleo medievale di Volpera. L’ultimo tratto attraverserà un paesaggio vario, fatto di boschi, vigneti e coltivi, lungo comode mulattiere, antichi tratturi e facili stradine di campagna, fino al ritorno al Santuario della Madonna di Prada.

Le informazioni per partecipare


L’escursione si svolgerà domenica 18 ottobre 2026, con ritrovo alle ore 10.00 a Mapello (BG), presso il parcheggio del Santuario della Madonna di Prada, in via dei Roncassi.
Il percorso ad anello è lungo circa 8,3 chilometri, con un dislivello complessivo di circa 270 metri in salita e altrettanti in discesa. Si tratta di un itinerario collinare facile, ma è comunque necessario indossare calzature da trekking con suole antiscivolo. È consigliato anche l’uso dei bastoncini da escursionismo.
Il pranzo sarà al sacco e il termine dell’escursione è previsto indicativamente per le 17.45.
La partecipazione è riservata ai soli tesserati Arci ed è obbligatoria la prenotazione, fino a un massimo di 30 partecipanti. È prevista una sottoscrizione di 5 euro. Gli organizzatori precisano inoltre di non assumersi responsabilità per eventuali incidenti o danni alle persone e alle cose.

Per iscrizioni: cultura@arcimacherio.it
Informazioni: Augusta, 335 632 8590; Gianni, 339 844 6553.


Con questa nuova proposta, Arci Macherio invita ancora una volta a camminare per conoscere: non soltanto per raggiungere una meta, ma per entrare in sintonia con i paesaggi, le vicende storiche e le persone che hanno lasciato un segno nei luoghi attraversati.

LE BRIANZE raccontate e camminate è un’iniziativa di Arci Macherio. 
Testo di presentazione dell’escursione a cura di Gianni Casiraghi, Augusta Brambilla e Simone Recalcati.

martedì 6 ottobre 2026

Celeste, la pazza del Segrino: una passeggiata tra letteratura e natura


Il Lago del Segrino è uno di quei luoghi della Brianza che non hanno bisogno di molte presentazioni. Ma forse non tutti sanno che, oltre alla sua bellezza naturale, il piccolo lago ha avuto anche una certa fortuna letteraria, entrando nelle pagine di alcuni importanti scrittori.

Per riscoprirne la storia e la fama letteraria, sabato 17 ottobre è in programma “Celeste, la pazza del Segrino”, una passeggiata letteraria organizzata dalla Libreria “Lagom” e dall’Associazione Culturale “Brianze”, con il patrocinio del Consorzio Parco Lago del Segrino.

Un pomeriggio per camminare lungo le rive del lago e andare alla ricerca delle tracce lasciate nelle pagine di scrittori come Ippolito Nievo e Stendhal, accompagnati da letture e racconti dedicati a questo suggestivo angolo di Brianza. Ma la passeggiata non si fermerà alla letteratura. Al termine del percorso è previsto un laboratorio esperienziale di metodo Caviardage®, condotto da Sara Pozzi, insegnante certificata del metodo. Utilizzando vecchi libri e semplici materiali artistici, i partecipanti saranno invitati a trasformare le sensazioni e le emozioni suscitate dal paesaggio in poesie visive. Un modo insolito, dunque, per guardare il Segrino: camminando, leggendo e lasciandosi suggestionare dal paesaggio. Perché conoscere un territorio significa anche imparare a osservarlo con occhi diversi.

L'appuntamento è per sabato 17 ottobre 2026, dalle 14.15 alle 16.30. Il ritrovo è alle 14.15 presso il Centro Visitatori del Parco “Dr. Elvezio Malvezzi”, in via Valassina 31, Longone al Segrino (CO). La partecipazione è su prenotazione, con un massimo di 12 partecipanti e un'età minima di 18 anni. Il contributo è di 15 euro, comprensivo dei materiali per il laboratorio. Le iscrizioni devono essere effettuate entro il 15 ottobre.

Per informazioni e iscrizioni: lagom.nsu@gmail.com oppure 338 4295290 (WhatsApp).

Tra Castelmarte e Proserpio, a piedi: storia e paesaggio del Triangolo Lariano


Domenica 11 ottobre il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” propone una camminata alla scoperta di Castelmarte e Proserpio, nell'ambito della tradizionale serie di escursioni nei paesi del Triangolo Lariano.

Si parte alle 9.30 dalla stazione di Canzo, in coincidenza con l'arrivo del treno da Milano. Il percorso porterà a Castelmarte, dove si visiteranno l'Oratorio di San Rocco, risalente al XVII secolo, e la Torre, simbolo dell'antico castello da cui il paese prende il nome. La conoscenza del territorio sarà accompagnata dalla collaborazione della locale Proloco.


Dopo il pranzo al sacco si proseguirà verso Proserpio, andando alla ricerca delle tracce meno evidenti del suo centro storico: ville, cortili, affreschi ed edicole votive, con l'accompagnamento dell'associazione Punto d'incontro.

Un itinerario di circa 10 chilometri, con un dislivello di circa 200 metri, classificato come facile ma consigliato a chi ha un minimo di allenamento. Il rientro alla stazione di Canzo è previsto per le 16.30 circa.

  • Da portare: pranzo al sacco e borraccia con acqua. Consigliate scarpe da trekking e abbigliamento adeguato.
  • Ritrovo: domenica 11 ottobre, ore 9.30, stazione di Canzo
  • Percorso: circa 10 km | dislivello 200 m
  • Partenza e arrivo alla stazione di Canzo

È consigliata la prenotazione scrivendo a info@circoloambiente.org.


In caso di maltempo sarà rimandata a data da destinarsi: per eventuali aggiornamenti è consigliabile consultare la pagina Facebook del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”.

lunedì 5 ottobre 2026

Da Montorfano a Meda, sei ore dentro la Brianza che cammina


La sveglia suona alle 5.45. Colazione, preparativi e alle 6.30 sono già da due amici con cui condividerò la giornata. Destinazione Meda, dove ci aspetta l'autobus messo a disposizione dagli organizzatori della 38ª Meda-Montorfano. Quest'anno, per una volta, si parte da Montorfano e si arriva a Meda.


Alle 7 siamo sul pullman. Poco dopo siamo a Montorfano. Scendiamo e, prima della partenza, ci concediamo un caffè nella bella caffetteria nei pressi di piazza Roma. Intanto, in piazza, le autorità salutano i partecipanti. Poi prende la parola Tiziano Grassi, presidente del Comitato per il Parco Groane Brughiera. È una realtà di volontariato che da anni lavora per la tutela del territorio e che, grazie a proposte concrete e al lavoro di tanti volontari, è riuscita a diventare un punto di riferimento per chi ha a cuore il paesaggio e gli spazi naturali della Brianza. La Meda-Montorfano è organizzata dal Comitato insieme al CAI e alla SEM di Meda, con il patrocinio e il sostegno di diverse amministrazioni comunali e del Parco delle Groane.


Alle 8, puntuali, si parte. Siamo in 270: circa 140 sono arrivati con i tre pullman organizzati per l'occasione, gli altri direttamente a Montorfano, in auto o perché abitano nei dintorni. Un lungo serpentone attraversa il paese e raggiunge il lido. Da qui imbocchiamo il sentiero della Riserva naturale di Montorfano: all'inizio costeggiamo il lago, poi il percorso entra nel bosco. Il gruppo inevitabilmente si allunga. I più allenati prendono il largo, gli altri procedono con il proprio passo. Ed è forse proprio questa una delle cose belle della camminata: è una camminata democratica. Nessuno deve dimostrare niente a nessuno. Ognuno va al proprio ritmo, aspettando magari gli amici, fermandosi per una fotografia o semplicemente per guardarsi intorno.


Il percorso è ben segnalato. Nei giorni precedenti i volontari hanno sistemato e integrato la segnaletica e hanno collocato anche alcuni nastri bianco-rossi che indicano il percorso. Sarà la "scopa", cioè il gruppo di volontari che chiude la camminata, a recuperarli uno a uno al passaggio. E poi ci sono i boschi. Camminare in questi ambienti rende tutto più piacevole. Si chiacchiera, si incontrano persone conosciute e se ne conoscono di nuove. Ci si scambiano esperienze, battute, informazioni sul percorso. Dopo qualche ora sembra quasi di essere diventati tutti amici, anche con chi fino a poco prima non avevamo mai visto.


Entrati nel territorio di Cantù arriva una bella sorpresa. Gli amici dell'Azienda Agricola Elma hanno preparato per tutti i partecipanti una bevanda ristoratrice. Un tè caldo, dopo qualche ora di cammino, è decisamente una buona idea. E infatti quel tè è proprio buono. Si riparte. A Olgelasca di Brenna incontriamo un altro piccolo gioiello della Brianza: la chiesa di Sant'Adriano, risalente all'XI-XII secolo. All'interno, alcuni lacerti di affreschi raccontano una storia antica che meriterebbe di essere conosciuta molto di più. Fuori, le panchine invitano alla sosta. Ci fermiamo, mangiamo qualcosa e poi ripartiamo.


Abbiamo già deciso che, al prossimo attraversamento urbano, ci concederemo un gelato e un caffè. La gelateria-caffetteria è chiusa per ferie. Peccato. Ma dentro ci sono alcune persone che stanno sistemando il locale in vista della riapertura del giorno successivo. Ci fermiamo comunque sulle panchine appena fuori e, con nostra grande sorpresa, ci viene offerto il caffè. A questo punto, cosa volere di più?

Riprendiamo il cammino. Con calma, ma senza perdere troppo tempo. L'ultimo tratto, sotto il sole e sull'asfalto, è forse quello meno piacevole. E ci scappa anche l'ennesimo inciampo, tanto per ricordarci che dopo qualche ora di cammino le gambe cominciano a presentare il conto. Poi finalmente Meda.


Dopo poco più di sei ore siamo arrivati. Ci aspettano la pastasciutta offerta dagli organizzatori e gli splendidi giardini di Villa Antona Traversi. Non c'è praticamente coda. La pasta è ottima, la birra è fresca e il meritato riposo ancora migliore. A un certo punto anche l'amico Tiziano, dopo una giornata intensa passata a seguire l'organizzazione, si siede al nostro tavolo per mangiare. E quando sembra che la giornata non possa offrire altro, arriva un'ultima piacevole sorpresa: un bicchierino di Porto, arrivato direttamente dal Portogallo. Un altro caffè, quattro chiacchiere e poi è davvero ora di andare. Ci avviamo al parcheggio per recuperare l'auto e torniamo a casa stanchi, ma decisamente soddisfatti. E soprattutto con un senso di gratitudine verso chi ha organizzato questa giornata. Perché la Meda-Montorfano non è soltanto una bella passeggiata. È un modo concreto per far conoscere il territorio, per mettere in relazione luoghi che spesso percepiamo come separati e per promuovere quella che potremmo chiamare una vera e propria cucitura naturalistica della Brianza.

Camminando, le persone vedono i boschi, i laghi, i sentieri, le cascine, le piccole chiese, i paesaggi ancora conservati. Scoprono che questi luoghi non sono semplicemente "spazi vuoti" tra un paese e l'altro, ma costituiscono un patrimonio comune. E forse è proprio così che, poco alla volta, cresce anche la cultura della tutela: facendo conoscere il territorio, facendolo vivere e facendo capire alle persone che vale la pena conservarlo.

Alla prossima Meda-Montorfano, allora. Ma possibilmente prima, su qualche altro sentiero della nostra Brianza.

martedì 29 settembre 2026

A piedi nel Meredo, tra strade vicinali, cascine e memoria

Sabato 3 ottobre una nuova camminata narrante alla scoperta del Parco Agricolo del Meredo


Ci sono luoghi che si possono attraversare tante volte senza riuscire davvero a vederli. E poi ci sono le strade vicinali del Meredo: basta percorrerle a piedi, con qualcuno che sappia raccontarle, per scoprire che dietro un nome, una cascina, un boschetto o una vecchia crocetta si nasconde una parte importante della storia di Seregno. È questo l'obiettivo della camminata narrante “Per le strade vicinali del Parco Agricolo del Meredo”, in programma sabato 3 ottobre 2026, con ritrovo alle ore 10 presso il parcheggio della Strada Vicinale del Merè Nord. L'iniziativa riprende l'esperienza dello scorso anno, quando la passeggiata alla scoperta delle vie vicinali del quartiere Sant'Ambrogio registrò il tutto esaurito e accompagnò i partecipanti attraverso le strade rurali, le cascine, i boschi e i luoghi della memoria del Meredo.

Anche questa volta il cammino sarà un'occasione per guardare con occhi diversi un territorio che conserva ancora importanti tracce del suo passato agricolo. Le vecchie strade vicinali, nate per collegare campi e cascine, sono oggi percorsi preziosi per conoscere e vivere il paesaggio del Parco Agricolo del Meredo. Un patrimonio tanto più significativo in una città dove gli spazi agricoli e naturali sono sottoposti da decenni a una forte pressione urbanistica.  La passeggiata sarà accompagnata da Alberto Isnenghi del WWF Insubria, per gli aspetti naturalistici, da Zeno Celotto del Circolo culturale Seregn de la memoria, che accompagnerà i partecipanti tra storia, toponomastica e curiosità del territorio, e da Massimiliano Morelli, che racconterà la storia delle cascine e del paesaggio agricolo del Meredo. Il percorso permetterà così di intrecciare natura, storia e memoria, seguendo quelle strade che ancora oggi attraversano campi e aree boscate e che costituiscono una delle caratteristiche più interessanti del paesaggio del Meredo. La rete delle strade vicinali non è infatti soltanto una rete di percorsi: è una testimonianza concreta della lunga storia agricola di questa parte di Seregno.

E alla fine della camminata ci sarà anche un momento conviviale. Presso Cascina Monti Brivio saranno allestiti alcuni gazebo informativi del Parco GruBrìa e del Circolo culturale Seregn de la memoria, prima del rinfresco finale offerto dagli abitanti della cascina. Un modo semplice per stare insieme e, soprattutto, per ricordare che il paesaggio non è qualcosa di separato dalla nostra storia: è la storia che ancora possiamo attraversare a piedi.

Informazioni

  • Sabato 3 ottobre 2026
  • Ritrovo: ore 10
  • Luogo: parcheggio della Strada Vicinale del Merè Nord, Seregno
  • Partecipazione: gratuita
  • Iscrizione obbligatoria entro il 1° ottobre 2026 scrivendo a comitato.santambrogio@seregno.info

venerdì 18 settembre 2026

38ª ME-MO "al contrario": da Montorfano a Meda


Torna domenica
4 ottobre 2026 la storica ME-MO, la camminata che da 38 anni attraversa la brughiera collegando Montorfano e Meda.

Organizzata da CAI Meda, Società Escursionisti Medesi SEM e Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, l’edizione 2026 sarà per il secondo anno consecutivo “al contrario”: dalla partenza di Montorfano, alle 8.00 in piazza Roma, si seguirà il sentiero fino a Meda, dove l’arrivo è previsto tra le 13 e le 14 in piazza Vittorio Veneto. Negli ultimi anni è stata infatti scelta l’alternanza della direzione, offrendo ai partecipanti prospettive sempre diverse sul percorso.

 


Un’occasione per attraversare a piedi un prezioso territorio di boschi e brughiere, lungo un itinerario che collega l’area milanese a quella comasca e ai percorsi verso i parchi della Svizzera.

Per raggiungere Montorfano saranno disponibili tre pullman da Meda, con partenza alle 7.00 da piazza del Mercato, offerti con il contributo del Comune di Meda. I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria (cliccare qui).

Anche l’arrivo a Meda sarà parte della giornata: dopo la camminata, gli organizzatori offriranno gli storici spaghetti all’Amatriciana della ME-MO, ospitati dalla famiglia Antona Traversi nella suggestiva Rotonda del Parco Storico di Villa Antona Traversi.

 


Saranno inoltre disponibili, con prenotazione,
visite guidate alla chiesa di San Vittore, a cura degli Amici dell’Arte, e a piazza Vittorio Veneto, a cura di Pro Loco Pro Meda, alle 14.30 e alle 15.30 (cliccare qui).

 


Durante la giornata saranno distribuite anche la
mappa del sentiero ME-MO, la nuova maglietta 2026 con nuova grafica e altri materiali dedicati alla brughiera e al Parco. Le offerte libere raccolte durante l’iniziativa, al netto delle spese organizzative, saranno devolute all’associazione medese L’Abbraccio OdV.

Per chi avesse necessità di rientrare a Montorfano sono previsti anche collegamenti treno + bus dalla stazione FNM di Meda.

 


⚠️
L’iscrizione alla camminata è obbligatoria e le prenotazioni per escursione, pullman e visite guidate si apriranno dalle ore 10.00 di domenica 20 settembre (cliccare qui).

In caso di maltempo, l’escursione sarà rinviata a domenica 11 ottobre 2026.

  • 📅 Domenica 4 ottobre 2026
  • 🥾 Montorfano → Meda
  • 📍 Partenza: piazza Roma, Montorfano, ore 8.00
  • 🚌 Pullman da Meda: ore 7.00

 


 

giovedì 17 settembre 2026

Il fiume, la diossina e il Bosco delle Querce: una camminata lungo il Tarò-Certesa


Domenica 27 settembre 2026, alle ore 9.30, il Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera e WWF Insubria propongono una camminata narrante lungo il Tarò-Certesa, da Meda fino al Bosco delle Querce di Seveso.

Un percorso per conoscere il territorio attraverso la storia del suo fiume, ma anche per tornare nei luoghi che conservano la memoria del disastro dell’Icmesa del 1976 e della contaminazione da diossina.

La camminata, condotta dal geologo Gianni Del Pero, partirà da via Vignazzola a Meda e seguirà il sentiero Baden Powell, collegando la Collina della Memoria di Meda con il Bosco delle Querce di Seveso. Due luoghi simbolici della memoria di una delle più gravi emergenze ambientali della storia industriale italiana.

Il percorso si inserisce nella Giornata mondiale dei fiumi e fa parte del progetto “Atlante delle rive”, ideato da Marco Paolini insieme al filosofo della scienza Telmo Pievani, che invita a riscoprire i fiumi come elementi fondamentali del paesaggio, della storia e della vita delle comunità.

Camminare lungo il Tarò-Certesa significa quindi osservare un corso d'acqua spesso nascosto e poco conosciuto, ma anche ripercorrere una storia che ha profondamente segnato Meda e Seveso. Una storia nella quale ambiente, industria, salute, trasformazioni del territorio e memoria si intrecciano.

Info:

  • Domenica 27 settembre 2026
  • Ore 9.30
  • Meda-Seveso, da via Vignazzola al Bosco delle Querce
  • A cura di Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera e WWF Insubria

martedì 15 settembre 2026

Le Brianze da camminare: da Santa Maria Hoè a San Zeno di Olgiate Molgora


Dopo la presentazione del programma di “Le Brianze raccontate e camminate”, la rassegna organizzata da Arci Macherio per andare alla scoperta di luoghi poco conosciuti della Brianza, è ora il momento di entrare nel dettaglio del prossimo appuntamento.


Domenica 27 settembre 2026 è in programma una nuova escursione, questa volta nel cuore della Brianza collinare, da Tremonte a San Zeno di Olgiate Molgora, passando attraverso Mondonico e alcuni dei suoi borghi e luoghi storici.


Un itinerario di circa 7,3 chilometri, con un dislivello positivo di 190 metri, che si sviluppa ai piedi del San Genesio, tra sentieri, mulattiere, strade storiche e brevi tratti urbani. Un percorso definito agevole nella sua parte collinare, ma che presenta anche un tratto in discesa da affrontare con particolare attenzione.


Da Santa Maria Hoè a Olgiate Molgora

  • Il ritrovo è fissato alle 13.45 a Santa Maria Hoè, nel parcheggio pubblico lungo via Santa Petronilla.
  • Da qui prenderà avvio la camminata, attraversando alcuni luoghi significativi del territorio: Albosco e la chiesa di Santa Petronilla, Tremonte e la chiesa di Santa Veronica, quindi la strada e il ponte del Bordeà, Mirabella e Paù.
  • Il percorso proseguirà quindi verso Mondonico, con il passaggio in via Emilio Gola e lungo il sentiero di Casate, per raggiungere il Dosso inferiore, San Donnino, Monticello e Bruggione.
  • La parte finale condurrà alla chiesa di San Biagio, quindi verso La Squadra e Valmara, fino alla chiesa parrocchiale di San Zeno, a Olgiate Molgora, dove l'escursione terminerà intorno alle 18.45.


È dunque una camminata che, oltre all'aspetto escursionistico, permette di attraversare una Brianza fatta di piccoli nuclei storici, antiche strade, edifici religiosi e paesaggi collinari. Un territorio che spesso si attraversa senza conoscerne la storia e le trasformazioni, e che iniziative come questa cercano di far riscoprire proprio attraverso il cammino.


Le informazioni pratiche

  • L'escursione è riservata ai soli tesserati Arci e l'iscrizione è obbligatoria. Il numero massimo è fissato in 30 partecipanti.
  • È prevista una quota di 5 euro, comprensiva del ristoro.
  • Considerate le caratteristiche del percorso, sono indispensabili calzature da trekking con suola antiscivolo. È inoltre fortemente consigliato l'uso dei bastoncini da escursionismo.
  • Ritrovo: domenica 27 settembre, ore 13.45 - Santa Maria Hoè (LC), parcheggio pubblico di via Santa Petronilla
  • Arrivo: ore 18.45 circa - Olgiate Molgora (LC), chiesa parrocchiale di San Zeno
  • Per iscrizioni: cultura@arcimacherio.it – 335 632 8590 (Augusta)
  • Per informazioni: 339 844 6553 (Gianni)

L'iniziativa è organizzata da Arci Macherio.

Un nuovo appuntamento, dunque, per camminare nella Brianza meno conosciuta, seguendo il filo di quella storia locale che è al centro dell'intero programma di “Le Brianze raccontate e camminate”.

Un itinerario di straordinario fascino e di grande soddisfazione, da non perdere assolutamente

Cari amici e care amiche, 

dopo la tremendamente calda pausa estiva, ritornano finalmente le escursioni di “LE BRIANZE raccontate e camminate” di Arci Macherio, e lo fanno con uno dei percorsi più classici in assoluto in terra briantea: un itinerario di straordinario fascino e di grande soddisfazione, da non perdere assolutamente.
Una passeggiata “da leccarsi i baffi” che da molto tempo vi volevamo proporre ma che, per un verso o per un altro, abbiamo più volte dovuto accantonare momentaneamente in attesa che tutti gli astri si allineassero.

Ebbene, il pomeriggio di domenica 27 settembre ci aspetta un’escursione di prim’ordine che ci condurrà in uno dei luoghi più iconici della Brianza, quel Mondonico che fu anche eletto come dimora artistica da alcuni dei più illustri maestri della pittura lombarda dell’Ottocento e del Novecento: Emilio Gola, Aldo Carpi ed Ennio Morlotti.

Ma prima ancora, nel territorio di Santa Maria Hoè, visiteremo le chiese dei borghi di Albosco e Tremonte. Per l’antica strada del Bordeà saliremo fino all’omonimo pittoresco ponticello. 
Da qui, con qualche brevissimo tratto leggermente più ripido, contorneremo a mezza costa le lussureggianti pendici del San Genesio, con splendidi scorci panoramici sugli antistanti colli di Montevecchia, fino a giungere ai 487 metri delle assolate case di Pau’. 
In seguito, prestando la dovuta attenzione, prima per praterie e poi nei boschi dell’alta valle della Molgora, scenderemo in quel di Mondonico.

Successivamente descriveremo un anello perlopiù pianeggiante che toccherà tutti i luoghi più suggestivi della zona come Casate, San Donnino, Monticello, la magnifica Chiesa di San Biagio (aperta esclusivamente per noi) e La Squadra. 
Dopo un meritato momento di ristoro, un ultimo tratto in discesa ci condurrà verso le case di Valmara e quindi all’antichissimo sito della Chiesa Parrocchiale di San Zeno, dove si concluderà la nostra escursione che, riassumendo, misura complessivamente circa 7.300 metri per un dislivello totale in salita di 190 metri e di circa 275 metri in discesa.

L’escursione sarà guidata da Massimo Cogliati, stimato storico locale e autore dei principali volumi sulla storia e il territorio di Olgiate Molgora. Con la sua profonda conoscenza archivistica e la sua grande passione divulgativa, ci accompagnerà alla riscoperta delle pagine di storia più affascinanti, dei segreti e dei racconti legati ai luoghi e alle dimore artistiche che hanno reso celebre questo angolo di Brianza".

Vi aspettiamo numerosi.

un cordiale saluto
Gianni Casiraghi, Augusta Brambilla e Simone Recalcati
per il gruppo di lavoro di LE BRIANZE raccontate e camminate

venerdì 11 settembre 2026

Le Brianze raccontate e camminate: alla scoperta della Brianza che non ti aspetti

Cinque appuntamenti, da settembre 2026 a gennaio 2027, per camminare, conoscere e riscoprire luoghi, paesaggi e storie della Brianza.


La Brianza non è soltanto quella che si attraversa in automobile, fatta di strade trafficate, capannoni, centri abitati e una crescente urbanizzazione. Esiste un'altra Brianza, spesso nascosta o poco conosciuta, fatta di sentieri, colline, boschi, antiche strade, piccoli nuclei storici e luoghi che conservano tracce importanti della storia del territorio.

È questa la Brianza che l’ARCI Macherio propone di conoscere attraverso “Le Brianze raccontate e camminate”, un programma di cinque escursioni in calendario tra settembre 2026 e gennaio 2027.

Non si tratta semplicemente di passeggiate nella natura. L’idea è quella di mettere sullo stesso piano il piacere del camminare, la scoperta dell’ambiente, la conoscenza della storia e della cultura locale e il benessere che nasce dal trascorrere qualche ora all’aperto.

Ogni itinerario è stato pensato per andare alla ricerca di una Brianza meno conosciuta, anche attraverso la possibilità di entrare in luoghi normalmente non accessibili o di riscoprirli con l'aiuto di accompagnatori d'eccezione: persone che conoscono profondamente la storia, la cultura e l'ambiente dei territori attraversati.

Tutte le passeggiate sono state ideate da Gianni Casiraghi, uno dei più profondi conoscitori del territorio brianzolo, che da anni ne studia e ne racconta la storia, i paesaggi e le trasformazioni.

Il programma parte domenica 27 settembre con Mondonico, per una traversata di primo autunno nel cuore della Brianza, ai piedi del San Genesio, da Tremonte a San Zeno.

Domenica 18 ottobre sarà la volta di Fontanella, con un anello sul Monte Canto nei luoghi legati alla figura di David Maria Turoldo, da Mapello all’Abbazia di Sant’Egidio.

Domenica 15 novembre, il percorso si sposterà nella Valle del Lambro, con il Sentiero Franco, da Rancate alla Casa del Popolo, in un itinerario dedicato anche al ricordo di Franco Verga.

Domenica 20 dicembre sarà invece l'occasione per una passeggiata natalizia tra le colline de La Valletta Brianza, seguendo le tracce delle antiche strade pedemontane, percorsi che raccontano una storia del territorio molto più antica di quella delle strade moderne.

Infine, domenica 24 gennaio 2027, l'appuntamento sarà con il Lago di Alserio. Un'escursione invernale nella natura, da Anzano ad Alserio, attraverso il Bosco della Buerga e fino al Casin del Lago.

Cinque itinerari diversi, dunque, ma accomunati dalla stessa idea: camminare per conoscere. Perché un sentiero può raccontare una storia, un bosco può conservare la memoria di un territorio, un'antica strada può spiegare come si muovevano le persone prima dell'avvento delle automobili e un luogo apparentemente marginale può rivelare vicende che meritano di essere riscoperte.

Anche per questo iniziative di questo tipo hanno un valore che va oltre quello puramente escursionistico. In un territorio dove il consumo di suolo e la trasformazione del paesaggio rischiano spesso di cancellare le tracce del passato, conoscere ciò che ancora rimane significa anche imparare a riconoscerne il valore e, quindi, a difenderlo.

“Le Brianze raccontate e camminate” propone così un modo lento e curioso di attraversare il territorio: non soltanto per arrivare a una destinazione, ma per osservare ciò che si incontra lungo il percorso, ascoltare chi quel territorio lo conosce e lasciarsi sorprendere da una Brianza che spesso si trova molto più vicina di quanto si pensi.

Per ciascuna passeggiata verranno diffuse, prima dell'appuntamento e su questo blog, una presentazione dettagliata dell'itinerario e tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione e iscrizione.

Il calendario, intanto, è già pronto. Cinque date per tornare a camminare nella Brianza e, soprattutto, per provare a conoscerla un po' meglio.

Monte San Primo: "Diventare Bosco", il 20 settembre l'ultimo appuntamento con la rassegna alla Colma di Sormano


Si avvia alla conclusione la fortunata rassegna "Piccole storie per una Grande montagna", l'iniziativa culturale e ambientale promossa dal Coordinamento 'Salviamo il Monte San Primo' per far scoprire e valorizzare la bellezza e la fragilità del territorio montano. Il terzo e ultimo appuntamento del ciclo si terrà domenica 20 settembre, a partire dalle ore 9.45, nella suggestiva cornice della Colma di Sormano.

L'evento, intitolato "Diventare Bosco", propone una passeggiata nella natura ricca di attività dedicate ai più piccoli e alle loro famiglie. Immersi tra i boschi e i prati del Monte San Primo, i partecipanti saranno guidati in un percorso esperienziale che unisce il benessere del movimento alla magia della parola.

A condurre la mattinata saranno due figure di riferimento: Massimo Lozzi, insegnante di Yoga, che curerà i momenti di gioco yoga all'aperto, e Marta Stoppa, narratrice, che incanterà il pubblico con i suoi racconti di storie e leggende locali.


Dettagli dell'evento:     
        

  • Ritrovo: Ore 09:45 presso il Vecchio Osservatorio – Colma di Sormano (CO). Il rientro è previsto entro le ore 13:00.
  • A chi è rivolto: Bambini dai 4 anni in su e rispettive famiglie.
  • Percorso: Facile, accessibile a tutti e con dislivello minimo.
  • Cosa portare: Scarpe comode da ginnastica o da cammino, abbigliamento comodo a strati, un telo o stuoia per sedersi sul prato, borraccia d'acqua e merenda per i bimbi.

La partecipazione è gratuita, ma l'iscrizione è obbligatoria poiché i posti sono limitati a un massimo di 20 partecipanti, al fine di garantire la qualità dell'esperienza e il rispetto dell'ambiente circostante. In caso di maltempo, l’evento sarà annullato.

Con questo terzo incontro, il Coordinamento 'Salviamo il Monte San Primo' chiude un ciclo di appuntamenti che ha saputo coniugare con successo la sensibilizzazione sul rispetto dell'ambiente montano e il contatto con la natura, l'importanza di tutelare il prezioso patrimonio naturale del Monte San Primo.

Per informazioni e iscrizioni:  

sabato 22 agosto 2026

La solidarietà sale in montagna: ANPI Seregno al rifugio “Gino e Massimo”


Martedì 18 agosto alcuni soci dell’ANPI di Seregno hanno raggiunto il rifugio “Gino e Massimo”, in Valtellina, nel territorio del Parco delle Orobie Valtellinesi, per portare la propria solidarietà ad Anna, la giovane ragazza che gestisce il rifugio, e alla sua famiglia.

Il rifugio era stato vandalizzato da ignoti poco meno di un mese fa, pochi giorni prima della preparazione della Pastasciutta antifascista. Un gesto vigliacco che aveva colpito non soltanto una struttura, ma anche un luogo diventato punto di incontro e di condivisione dei valori della memoria, della libertà e dell’antifascismo.


A raccontare la giornata è Mariadele Frigerio, presidente dell’ANPI di Seregno: «Martedì 18 agosto ci siamo recati al rifugio “Gino e Massimo”, con la bellissima accoglienza dei gestori del rifugio e dei camminatori presenti. Questo rifugio è stato vandalizzato da vigliacchi il mese scorso, pochi giorni prima che preparasse la Pastasciutta antifascista. Siamo andati a portare la nostra solidarietà (come anche molte altre persone) ad Anna, la giovane ragazza che lo gestisce, e alla sua famiglia».

Un gesto semplice ma significativo: andare, esserci, incontrarsi e dimostrare che di fronte alla vigliaccheria non si rimane indifferenti.

La solidarietà, quando diventa presenza, cammina. Anche in montagna.

venerdì 7 agosto 2026

Parco GruBrìa. Oltre cento persone alla scoperta del Meredo: una notte tra natura, pipistrelli e stelle


Le previsioni della vigilia sono state ampiamente superate. La visita guidata serale al Parco del Meredo (Seregno), organizzata dal Parco GruBrìa e presentata nei giorni scorsi anche su questo blog, ha richiamato nella serata di ieri oltre un centinaio di persone. Al punto di ritrovo, lungo la Strada vicinale del Merè Nord, erano presenti più di cento partecipanti; qualcuno ne ha contati oltre 120. Un successo che testimonia quanto sia forte il desiderio di conoscere e vivere il patrimonio naturale del nostro territorio.


Ad accogliere i partecipanti è stato il presidente del Parco GruBrìa, Arturo Lanzani, che ha aperto la serata con un intervento dedicato alla storia del parco e, in particolare, all'area del Meredo, protagonista della visita. Lanzani ha ricordato il percorso avviato per ottenere il riconoscimento del GruBrìa come Parco Regionale, un obiettivo importante per rafforzare la tutela di uno degli ultimi grandi spazi agricoli e naturali della Brianza, che tutti auspichiamo possa essere raggiunto al più presto. Ma ha anche richiamato l'attenzione sulle minacce che continuano a gravare su questo territorio: la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra su suolo agricolo, il progetto del cosiddetto "salto del montone" ferroviario e la proposta di localizzare un nuovo ospedale nell'area del Dosso di Seregno. Non è stato un intervento di circostanza. Nelle sue parole emergevano passione, senso di responsabilità e un profondo legame personale con questi luoghi, quelli dove, da bambino, andava a giocare dopo essere uscito dalla vicina scuola. Un racconto autentico, molto apprezzato dai presenti e particolarmente significativo anche per noi, che da anni ci battiamo perché questo territorio venga tutelato e perché il GruBrìa possa ottenere il riconoscimento di Parco Regionale.


Terminata la presentazione, il gruppo si è incamminato lungo la strada in calcestre che conduce nel cuore del parco, accompagnato dal naturalista Matteo Siesa. Qui, grazie ai bat detector, strumenti capaci di trasformare gli ultrasuoni emessi dai pipistrelli in suoni udibili dall'orecchio umano, è stato possibile "ascoltare" la presenza di questi preziosi mammiferi, spesso invisibili ma fondamentali per l'equilibrio degli ecosistemi. L'escursione è stata anche l'occasione per conoscere meglio la fauna che popola il parco nelle ore notturne e per osservare l'ambiente con uno sguardo diverso da quello abituale.

Dopo aver percorso alcuni sentieri immersi nella vegetazione, il gruppo ha raggiunto un grande prato dove attendeva Federico "Billy" De Meglio, astrofilo dell'associazione Cose dell'Astromondo, con due telescopi già puntati verso il cielo: uno predisposto con l'oculare ad altezza dei bambini, l'altro per gli adulti.


Spente le torce, abbassati gli schermi dei telefoni e lasciando che gli occhi si abituassero gradualmente al buio – per quanto possibile in un'area inevitabilmente interessata dall'inquinamento luminoso – è iniziata una coinvolgente lezione di astronomia. Con un linguaggio semplice e accessibile, Billy ha guidato i presenti alla scoperta del cielo estivo, illustrando le principali costellazioni e stelle visibili in questo periodo: l'Orsa Maggiore, la Stella Polare, il Grande Carro, Vega, Deneb e Altair. Non sono mancati alcuni avvistamenti di stelle cadenti e il passaggio di satelliti artificiali, osservati con curiosità da grandi e piccoli.

La serata si è conclusa intorno alle 23.30 con il rientro verso il punto di partenza. Proprio durante il ritorno alcuni partecipanti hanno fatto notare un aspetto che spesso passa inosservato: all'interno del parco la temperatura era sensibilmente più bassa rispetto alla vicina strada asfaltata. Una dimostrazione concreta di uno dei tanti servizi ecosistemici che queste aree verdi offrono quotidianamente anche ai centri abitati circostanti.


L'elevata partecipazione a questa iniziativa lancia un messaggio chiaro. In un territorio tra i più urbanizzati della Lombardia, le persone riconoscono il valore di un parco come il GruBrìa e desiderano conoscerlo, frequentarlo e proteggerlo. È un segnale che non dovrebbe passare inosservato. Chi ha responsabilità nelle scelte di pianificazione del territorio farebbe bene ad ascoltare questa domanda di tutela che arriva con forza dai cittadini. Perché il futuro del Parco GruBrìa non riguarda soltanto la conservazione della natura, ma anche la qualità della vita delle comunità che vivono attorno ad esso.