Visualizzazione post con etichetta ANED. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ANED. Mostra tutti i post

martedì 14 dicembre 2021

Monza. Paolo Berizzi presenta "È gradita la camicia nera"

 

Lunedì 20 dicembre 2021, alle ore 20.45

CGIL Monza e Brianza, Sala Bruno Trentin

via Premuda 17, Monza

 

presentazione del libro:

È gradita la camicia nera

Verona, la città laboratorio dell'estrema destra tra l'Italia e l'Europa

incontro con l'autore Paolo Berizzi

e  Raffaele Mantegazza, docente Università Milano Bicocca di Milano

 

A cura di: ANPI, Brianza Accogliente e Solidale, ANED Monza, CGIL Monza e Brianza

 

Nel cuore del ricco Nordest, Verona è il laboratorio italiano dell’estrema destra di potere. Qui ex skinhead e animatori di festival nazirock, capi ultrà che allo stadio inneggiano a Hitler ed esaltano “una squadra a forma di svastica”, tradizionalisti cattolici nemici giurati dell’illuminismo, dello Stato unitario e del “dilagante progressismo ecclesiale”, avvocati dal saluto romano fin troppo facile, promotori di cene e gite in cui “è gradita la camicia nera” entrano in consiglio comunale nella lista del sindaco, organizzano manifestazioni finanziate dal Comune, diventano presidenti di società partecipate o della commissione sicurezza, finiscono a capo dell’Istituto per la storia della Resistenza... In questo libro, Paolo Berizzi racconta le vicende e le contraddizioni di una città unica. Riavvolge il filo che risale non solo ai tempi della repubblica di Salò, di cui Verona fu una delle capitali, ma addirittura agli albori del movimento fascista, visto che quello di Verona fu, nel 1919, il “fascio terzogenito”, nato appena due giorni dopo la fondazione dei Fasci di combattimento in piazza San Sepolcro a Milano. Mostra il fertile terreno di coltura che ha alimentato l’eversione nera, da Ordine Nuovo alla Rosa dei venti al Fronte Nazionale di Franco Freda, o i deliri dei due serial killer che, firmandosi Ludwig, intendevano ripulire il mondo dalla “feccia morale e sociale”, sterminando prostitute, omosessuali, senzatetto, tossicodipendenti, presunti viziosi, preti scomodi. Fotografa un presente in cui la destra radicale monopolizza il tifo calcistico, le proteste ai tempi della pandemia, eventi come il Congresso mondiale delle famiglie. Verona è oggi l’immagine di un possibile futuro per l’Italia e per l’Europa, e questo libro è un invito a non distogliere lo sguardo.

Scarica qui l'estratto di lettura


Paolo Berizzi è inviato di “Repubblica”, dove lavora dal 2000 e firma la rubrica quotidiana Pietre. Ha subito atti intimidatori a causa della sua attività giornalistica sull’estrema destra italiana. Da febbraio 2019 vive sotto scorta, unico cronista europeo sottoposto a protezione per minacce neofasciste e neonaziste. Tra i suoi ultimi libri: NazItalia. Viaggio in un paese che si è riscoperto fascista (Baldini+Castoldi 2018) e L’educazione di un fascista (Feltrinelli 2020).

lunedì 13 dicembre 2021

Vedano al Lambro: presentazione del libro "Lettera a un neonazista".


 

Un incontro per discutere di come si possano combattere le suggestioni che alimentano il ritorno di idee neonaziste, specialmente tra i giovani. Una serata per raccontare il valore della democrazia e la sfida educativa di trasmetterlo ai ragazzi. 

 

Martedì 14/12/2021 alle 21 a Vedano al Lambro, nella Sala della Cultura di via Italia, presentazione del libro "Lettera a un neonazista": a parlarne sarà l’autore, Raffaele Mantegazza, docente di scienze pedagogiche all’università di Milano Bicocca.

venerdì 10 gennaio 2020

Brianza: 17 comuni per 21 pietre d'inciampo

Gunter Demnig posa le pietre d'inciampo a Seregno (2019). Foto di Paul Barker Hemings
Dalla Colonia (Germania) alla Brianza nel segno della memoria: con la posa di 21 nuove pietre d’inciampo anche la provincia MB partecipa alla costruzione del più grande monumento diffuso d’Europa, nato su iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig, per ricordare le vittime della Shoah e della deportazione.

Le pietre di inciampo, infatti, sono installazioni che hanno la forma di piccoli blocchi quadrati di pietra (10x10 cm.), ricoperti di ottone lucente, che vengono posti davanti la porta della casa nella quale ebbe ultima residenza (nel selciato del posto di lavoro o di arresto) un deportato nei campi di sterminio nazisti per ricordarne il nome, l’anno di nascita, il giorno e il luogo di deportazione e la data di morte. Queste installazioni diffuse in diverse città dell’Europa rappresentano metaforicamente delle tessere per costruire un grande mosaico della memoria.

Dal 16 gennaio al 1° febbraio in 17 Comuni MB sono programmate le cerimonie di posa per ricordare i cittadini della Brianza che non fecero più ritorno a casa.


La prima cerimonia si terrà a Monza giovedì 16 gennaio alle 11 in via Prina, dove c’era la dimora dei coniugi Alessandro Colombo e Ilda Zamorani, italiani ebrei, morti ad Auschwitz nelle camere a gas.

Il 1° Comitato provinciale per le pietre di inciampo di Monza e Brianza: l’arrivo delle pietre di inciampo nei Comuni MB è il risultato del lavoro promosso dal Comitato nato lo scorso anno su iniziativa di Aned, Anpi, Associazione Senza Confini di Seveso.

Si tratta del primo Comitato a valenza provinciale che si è costituito in Italia con l’obiettivo di realizzare una rete della memoria coinvolgendo le istituzioni e le associazioni locali. Ne è Presidente Milena Bracesco, figlia di un deportato, Vice Presidente Aned Monza- Sesto San Giovanni, Vice Presidente Fabio Lopez, Figlio di un salvato dalla Shoah, segretaria Roberta Miotto, vice Presidente di “Senza confini” e consigliere Loris Maconi, Presidente sezione Provinciale di Anpi.

La Provincia MB ha aderito al progetto nel 2019 per allargare la partecipazione a tutti i Comuni MB portando all’attenzione dell’Assemblea dei Sindaci il progetto Europeo promosso dall’artista tedesco.

Lo scorso gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, sono state posate le prime pietre di inciampo a Cesano Maderno, Lissone, Seregno.

Quest’anno, oltre ai primi tre Comuni, hanno aderito altri 14 Comuni in cui saranno posate le nuove installazioni: Monza, Bernareggio, Bovisio Masciago, Briosco, Brugherio, Cogliate, Desio, Limbiate, Meda, Nova Milanese, Sovico, Sulbiate, Verano Brianza, Villasanta.

Sito dedicato: www.provincia.mb.it/pietredinciampomb

lunedì 15 gennaio 2018

Monza, 27 gennaio 2018: nasce il "Bosco della Memoria"


Sabato 27 gennaio 2018, in occasione del Giorno della Memoria, dopo quasi dieci anni di lavoro si inaugura a Monza il BOSCO DELLA MEMORIA, un ambizioso progetto di recupero e valorizzazione di un pezzo importante di storia locale, fino ad ora privo di un luogo di ricordo e visibilità in città.

Una cerimonia semplice e intensa, che porrà al centro le testimonianze dirette, inaugurerà l'istallazione permanente presso il bosco urbano di via Messa.

Composto da 92 elementi in acciaio corten, segnaletica verticale e un grande landmark (punto informativo) il Bosco della Memoria ricorderà le vicende umane e politiche dei deportati brianzoli nei campi di concentramento e sterminio nazifascisti.

Ad ognuno dei 92 deportati verrà dedicato un albero: le inumane vessazioni subite nell'esperienza della deportazione trovano un riscatto indelebile in questo legame simbolico con un elemento naturale forte e vitale.

Il bosco diventerà così luogo di memoria e testimonianza delle esperienze di donne e uomini brianzoli, in gran parte operai e antifascisti, che pagarono con la deportazione il proprio impegno contro il Regime.

Questo spazio segue l'esempio dei tanti memoriali che in Italia e in Europa ricordano la tragedia di milioni di persone vittime della barbarie dei totalitarismi: il Bosco della Memoria sarà un luogo vivo e frequentato, attraversato sia da semplici visitatori sia da scolaresche e gruppi organizzati.

Sarà un luogo di conoscenza e approfondimento storico, destinato soprattutto alle nuove generazioni e attento a sottolineare gli intrecci tra passato e presente.

Lasciando da parte rituali e retoriche commemorative, l'immersione nella storia della deportazione, sul nostro territorio strettamente connessa con la storia delle antifascismo, vuole essere un efficace strumento contro vecchie e nuove forme di discriminazione, intolleranza, sessismo, razzismo e fascismo.

Le vicende dei nostri deportati e deportate ci lasciano infatti in eredità un patrimonio di sentimenti e passioni, la cui salvaguardia passa necessariamente da un quotidiano impegno nella riaffermazione di ideali di uguaglianza, libertà e giustizia sociale.

A.N.E.D.
Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti
Sezione Monza - Sesto San Giovanni


Per ostenere l'iniziativa cliccare su: http://sostieni.link/16959