Visualizzazione post con etichetta Gruppo Difesa Natura Suello. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gruppo Difesa Natura Suello. Mostra tutti i post

martedì 8 luglio 2025

Frana all'Alpetto di Cesana Brianza: la Holcim deve mantenere in sicurezza la ex miniera!


Comunicato stampa a cura di:
Gruppo Volontari per la Difesa della Natura - Suello
Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


A seguito della frana staccatasi in data odierna dalla miniera Alpetto di Cesana Brianza, le nostre associazioni ribadiscono le forti perplessità in merito al progetto del nuovo 'parco' fotovoltaico da parte di Silea. Infatti il progetto - da noi contestato - prevede proprio l'installazione dei pannelli fotovoltaici ai piedi della parete della ex cava da cui oggi si è staccata la frana! 
Quella odierna è l'ennesima frana all'Alpetto, ricordando - tra le ultime - quelle verificatesi nel 1997 e nel 2011.

Nel nostro comunicato precedente avevamo evidenziato l'assurdità del progetto del fotovoltaico, in presenza proprio dei rischi perenni che corre la miniera Alpetto.
Ora ribadiamo la necessità che, in termini prioritari, la parete di cava venga costantemente mantenuta in sicurezza da parte della Holcim, che per decenni ha condotto l'attività estrattiva e che invece ora - proprio grazie al progetto dell'azienda pubblica Silea - si vedrebbe sollevata dalla responsabilità e dall'onere  della messa in sicurezza permanente e del definitivo ripristino paesaggistico e ambientale.

Il progetto del fotovoltaico invece metterebbe a carico della società pubblica Silea (quindi indirettamente ai portafogli dei cittadini) la futura e perpetua messa in sicurezza dei fronti cava (anche per proteggere i pannelli stessi e l'abitato sottostante).

Alla luce di quanto sopra le noste associazioni ribadiscono l'appello a Silea e ai sindaci soci, di abbandonare il progetto e di costringere in ogni caso la Holcim alla permanente messa in sicurezza della ex cava, anche allo scopo di proteggere l'abitato sottostante.

martedì 16 marzo 2021

Coordinamento lecchese rifiuti zero: "Silea (Valmadrera) abbia il coraggio di abbandonare questo progetto di teleriscaldamento"

Fonte immagine: https://www.sileaspa.it/

 

L’appalto predisposto da Silea per il progetto del Teleriscaldamento lascia sempre maggiori dubbi, in particolare sulla sostenibilità sia ambientale che economica dello stesso.
Dalle indiscrezioni e notizie girate sulla stampa locale dopo l’assemblea di coordinamento del 4 marzo, appare che la proposta fatta da Varese Risorse per la rete di Teleriscaldamento/centrali di integrazione non sia per niente soddisfacente. Da quello che si deduce sembra che nel loro progetto sia previsto l’utilizzo solo parziale del calore del forno: ciò non rispetterebbe appieno la prescrizione dell’AIA. Inoltre non ci sarebbero soluzioni alternative non fossili alle fonti da utilizzare nelle caldaie di integrazione. Non pare siano stati fatti ribassi della durata della concessione, fissata come base a gara in 35 anni, e quindi anche dal punto di vista economico la proposta non risulterebbe vantaggiosa.
Ricordiamo che “l’alimentazione da fonti non fossili” (alla scadenza dell’AIA del forno) era una richiesta vincolante nata dalle convenzioni fatte nel 2018 con i 3 comuni di Lecco, Valmadrera e Malgrate.


Introdurre ora condizioni aggiuntive per Varese Risorse, a gara chiusa, sembra una procedura scorretta nei confronti delle due società invitate alla gara e di qualsiasi altro potenziale concorrente. Chiediamo se non sia meglio, a questo punto, revocare la procedura d’appalto evitando soluzioni pasticciate come quella che Silea entri in società con quote significative con Varese Risorse.
A proposito di quest’ultima proposta, Silea si caricherebbe di quota-parte degli investimenti (il totale previsto per il progetto è di 80 milioni di €, bisognerebbe pertanto investirne diversi), del rischio di impresa, utilizzando inoltre, secondo noi, una tecnologia superata e non in linea con sistemi a bassa temperatura e senza combustione. Con questa partecipazione societaria si sottrarrebbero così risorse economiche ed energie da quella che dovrebbe essere la mission primaria di Silea, e cioè una gestione efficiente del ciclo dei rifiuti sempre più orientato verso il recupero e riciclo della materia.
Le ipotesi ventilate di avere soldi dai finanziamenti EU “Next generation” sono oggi tutte da verificare, anche alla luce di richieste fatte a Bruxelles da alcuni gruppi parlamentari, di escludere l’incenerimento per un possibile effetto “lock-in” (cioè in sostanza di dichiararlo tecnologia trappola che bloccherebbe le alternative migliori per l’ambiente).
Se Lecco, Malgrate e Valmadrera vogliono dotarsi di una rete di teleriscaldamento, lo facciano in modo autonomo senza coinvolgere nei propri interessi una società che dovrebbe essere al servizio di tutti gli 87 comuni.
Il precedente CdA di Silea aveva promesso un teleriscaldamento a costo zero per i cittadini ed ora invece si ipotizza di investire risorse economiche pubbliche. Ancora una volta invitiamo gli attuali amministratori a non bruciare anche i nostri soldi!
Sulla questione richiamata più volte delle conseguenze penali per il non rispetto dell’AIA, ricordiamo che è dal 2007 che ciò accade e cioè ormai da 15 anni. Va osservato che nel 2015 (legge 68/2015) il d.lgs. 152 del 2006 ha subito modifiche per le conseguenze relative al non rispetto dell’AIA. In base alle interpretazioni più attendibili, i rischi per il mancato adempimento delle prescrizioni dell’AIA non comportano sanzioni penali ma semmai sanzioni amministrative che possono andare da poche migliaia ad un massimo di ventiseimila euro. In realtà si tratta di una questione prettamente politica: bisognerebbe intavolare una trattativa con la Regione per arrivare ad una moratoria. Facciamo notare che quando la rete di teleriscaldamento sarà completata, cosa che avverrebbe probabilmente verso la fine del decennio, e cioè a pochi anni dalla promessa dismissione del forno (2032), solo allora si completerebbe l’adempimento della prescrizione. Suona un po’ come presa in giro.
Per tutto questo chiediamo ai sindaci di non assegnare l’appalto, come consentito dalla legge. E’ il caso di prendersi un opportuno periodo per valutare la situazione, coinvolgendo i portatori di interessi come le associazioni ed i cittadini. Ci aspettiamo buon senso!

Coordinamento Lecchese Rifiuti Zero
L’altra Via
Circolo Ambiente Ilaria Alpi
Gruppo Difesa Natura Suello

mercoledì 3 marzo 2021

Incenerimento rifiuti e teleriscaldamento. Le associazioni lecchesi: "non c'è trasparenza e non è la soluzione!"


a cura del Coordinamento Lecchese Rifiuti Zero

Giovedì 4 marzo 2021 i sindaci dei comuni della nostra provincia sono chiamati a votare nell’assemblea dei Soci di Silea, un atto di indirizzo per l’affidamento della costruzione e gestione della rete teleriscaldamento da allacciare all’inceneritore.
Suona strano che ad appalto chiuso anche se non espletato (ha partecipato una sola società, Varese Risorse del gruppo ACSM-AGAM) si debba ancora votare da parte dei sindaci un atto di indirizzo: viene allora da chiedersi perché è stata indetta la gara d’appalto.

Il Nostro Coordinamento è sempre stato contrario a questo progetto, soprattutto perché la fonte primaria di calore fino alla sua dismissione è l’inceneritore che sarà utilizzato al massimo carico termico (più del doppio del necessario). Il fatto che si dica che nel 2032 l’inceneritore verrà spento non ci rassicura: che certezze ci sono che ciò avvenga? L’assemblea dei sindaci metterà nero su bianco questo impegno?

Per allacciare il teleriscaldamento e per rinnovare il forno si sono fatti e si faranno in futuro investimenti importanti per molti milioni di € (il totale probabilmente ad oggi già supera i 10 milioni di €). Questa somma poteva essere impiegata in una riconversione dell’impianto (ricordiamo lo studio fatto da Silea sulla fabbrica dei materiali) e in un potenziamento delle attività di raccolta differenziata e riciclo. Azioni di questo tipo, in linea con una visione moderna della gestione dei rifiuti, avrebbero potuto portare ad una dismissione progressiva del forno a partire dal 2024, anno in cui verranno ripagati gli investimenti fatti all’inizio del 2000 per raddoppiare l’impianto.

Sulle voci di possibili scenari di utilizzo di fonti rinnovabili per il teleriscaldamento, riscontriamo anche questa volta l’impossibilità per i cittadini di accedere alle informazioni. Le commissioni ambiente tenute nei comuni di Valmadrera, Lecco e Malgrate si sono svolte a porte chiuse e con impegno scritto dei partecipanti alla non divulgazione. Non ci si nasconda dietro scuse come possibili problemi legali di turbative d’asta o di divulgazione di segreti industriali: c’è solo una società cui può andare l’appalto ed ai cittadini non interessano i segreti industriali, ma sapere come verrà salvaguardata la propria salute e spesi i soldi che
vengono versati come tasse.

Finché non si capirà che i processi vanno condivisi e non si devono subire le scelte degli “esperti” (quasi sempre portatori di interessi economici), la politica resterà un qualcosa di lontano e continuerà ad avere una valenza negativa. A questi, per noi, cattivi amministratori ricordiamo che tra un SI ed un NO c’è il COME, cioè il modo in cui vengono prese le decisioni!

Da indiscrezioni apprese da articoli sui giornali, sembra che una delle fonti rinnovabili che verranno utilizzate in futuro sarà il Biometano, forse quello generato ad Annone con il compostaggio. La quantità però non sarebbe sufficiente per un teleriscaldamento come quello a progetto, ma coprirebbe solo un terzo della potenza necessaria. Ci sembra anche questa una cattiva notizia: il futuro va verso sistemi di riscaldamento con acqua a bassa temperatura che aumentano l’efficienza energetica. Che ora si proponga un teleriscaldamento che utilizza acqua vicina ai 100 gradi con dispersioni nelle tubazioni (in media i teleriscaldamenti perdono più del 10% di calore nei tubi), ci sembra una vera baggianata termodinamica.

Ricordiamo che nei tre comuni interessati, più del 95% dei riscaldamenti è già a metano e parte dei condomini ed abitazioni utilizzano caldaie a condensazione (cioè ad alto rendimento e probabilmente superiore a quello del teleriscaldamento). E allora perché non vendere il biometano ai cittadini invece di investire altri 50 milioni?
Forse una risposta sta nel fatto che ACSM-AGAM vende GAS: allacciandosi al teleriscaldamento le utenze sostituiranno le caldaie con gli scambiatori di calore ed in modo indiretto pagheranno il gas alla società che gestisce il teleriscaldamento. Di conseguenza gli utenti non potranno più scegliere dove comprare il gas al minor costo e dovranno pagare l’acqua riscaldata al prezzo che il gestore deciderà.

A chi si arrampica sui vetri chiedendo “la certificazione di origine del metano”, ricordiamo che Bio o no il metano genera CO2 e più si scalda l’acqua più se ne produce. Il futuro passa per riscaldamenti che vadano progressivamente ad eliminare la combustione (es. pompe di calore) e per una efficienza energetica degli edifici.
C’è infine la questione di tutti gli altri 84 comuni soci di Silea che non utilizzeranno il teleriscaldamento: che interessi hanno ad entrare in questa vicenda?
Come soci partecipano economicamente agli investimenti necessari al forno ed a eventuali rischi nel caso questa iniziativa non andasse a buon fine (esempio per mancanza di utenze). Gli impianti però (rete e centrali) al termine del periodo di concessione diventeranno di proprietà solo dei tre comuni Lecco, Valmadrera e Malgrate ed agli altri non resterà nulla.

Chiediamo quindi ai Sindaci se hanno i dati necessari ed hanno fatto con coscienza tutte le valutazioni economiche del caso.
Per tutto questo riteniamo sia necessario sospendere l’approvazione di questo appalto e intavolare un approfondimento ed una discussione pubblica che coinvolga in primo luogo i cittadini, le associazioni e tutti coloro che hanno interessi nella vicenda in modo che si decida con la partecipazione di tutti.
Oltre alla salute non bruciamo anche i nostri soldi!

Coordinamento Lecchese Rifiuti Zero
L’altra Via
Circolo Ambiente Ilaria Alpi
Gruppo Difesa Natura Suello


Contatti: rifiutizerolecco@gmail.com  - https://leccorifiutizero.wordpress.com/

sabato 23 gennaio 2021

Le perplessità degli ambientalisti sull'impianto di compostaggio di Annone


 

Comunicato stampa a cura di: Coordinamento Lecchese Rifiuti Zero, L’altra Via, Circolo Ambiente Ilaria Alpi, Gruppo Difesa Natura Suello.

 

Compostaggio di Annone: non siamo contrari al nuovo impianto anaerobico, esprimiamo la nostra perplessità all’aumento delle quantità di rifiuti trattati all’impianto.

Leggiamo in questi giorni le prime prese di posizione sul progetto di riconversione ed ampliamento dell’impianto di compostaggio ad Annone.
Il progetto prevede la costruzione di un nuovi edifici nei quali avverrà un pre-trattamento della frazione organica “anaerobico” (cioè in assenza di ossigeno) e di aumentare l'attuale capacità dell'impianto da 28.000 tonn/anno di rifiuti organici a 38.000 tonn/anno.
Con questo trattamento iniziale verrà captato bio-gas, successivamente purificato in bio-metano che sarà quindi immesso nella rete di distribuzione del gas.
La nostra posizione in merito in merito è per un trattamento dei rifiuti organici che rigeneri materiale da reimpiegare in agricoltura (compost), in linea con la circolarità dei processi naturali. Questo significa che per ottenere un buon compost da utilizzare in agricoltura è essenziale mantenere la successiva lavorazione
chiamata “aerobica”. Allo stesso tempo il metano prodotto nella prima fase di lavorazione non dovrà essere bruciato in loco per produrre calore o energia ma immesso in rete, per sostituire combustibili fossili (es. carburanti per autotrazione). Ciò consentirà di avere un bilancio finale negativo della CO2 prodotta. Se l’impianto funzionerà con queste caratteristiche non siamo contrari alla riconversione.
Grazie a questo progetto Silea percepirà nei prossimi anni incentivi economici, derivanti dai contributi CIC (Certificati di Immissione al Consumo), previsti da una recente legge. I CIC possono generare ricavi sino a 0,91 €/mc, mentre il prezzo di vendita commerciale del bio-metano è oggi sotto la soglia di 0,20 €/mc. Con
una produzione prevista dal progetto di 2,5 milioni di mc annui si può capire di che entità sia il ricavo per Silea.
Poniamo allora sul tavolo della discussione con i Sindaci le seguenti domande per chiarire la loro posizione e per dissipare dubbi e preoccupazioni dei cittadini:

1) Il progetto prevede un aumento della quantità di rifiuti organici trattati a 38.000 tonn. non giustificato dal reale fabbisogno della provincia:


RIFIUTI ORGANICI PRODOTTI PROVINCIA DI LECCO

  • Anno 2019: 23.056 tonn.
  • Anno 2020: 22.713 tonn.
  • Anno 2021: 23.500 tonn.

*Dati prov. Lecco e per l’anno 2021 previsione SILEA

 

Questo incremento da cosa è giustificato? Non sarà per un computo meramente economico di massimizzazione degli utili, in base alle possibilità dell’impianto e degli spazi?
I contributi CIC probabilmente permetterebbero di ripagare l'investimento del nuovo impianto anche senza aumentarne la potenzialità. Va considerato che queste 10.000 tonn/anno aggiuntive genereranno un aumento del traffico pesante per portare i rifiuti, in parte probabilmente provenienti da fuori Provincia, su un tratto di super-strada spesso congestionato, con i relativi problemi di inquinamento.
Occorrerà aumentare la capacità filtrante degli odori, come previsto dal progetto Silea e rimarcato in alcune osservazioni fatte dalla ATS, in sede di Valutazione Ambientale. Tutto ciò genera apprensione nella popolazioni locali di Annone e Suello, popolazioni già toccate gli scorsi anni dal ripetuto problema degli
odori generati dall’impianto.

2) Gli utili generati come verranno spesi? Per abbassare la TARI (la tariffa di smaltimento degli organici è stata aumentata per l’anno 2021 da Silea ai Comuni circa del 15%)? Per migliorare i servizi e la Tariffazione Puntuale guardando avanti (nel senso previsto dalle direttive sull’economia circolare) oppure verranno utilizzati per finanziare ulteriori investimenti all’inceneritore di Valmadrera?

3) Sul sito di Annone verranno stoccati i liquami, generati dalla digestione anaerobica, in 6 silos alti 10 mt, per una capacità complessiva di 250.000 litri. Tali liquami dovranno poi essere portati via e smaltiti altrove, essendo rifiuti pericolosi. Chiediamo garanzie affinché vengano prese tutte le misure di sicurezza per evitare qualunque tipo di sversamento nel lago di Annone sottostante (cosa già avvenuta nel 2015 con acque sporche derivanti dall’impianto). Occorre ora massima attenzione, perché con la fase anaerobica, i liquami conterranno sostanze con elevata tossicità.

4) Il comune di Annone e gli enti coinvolti nel progetto, quali osservazioni, considerazioni ed eventuali richieste hanno portato in sede di valutazione Ambientale?
L’impianto è collocato in una “sfortunata posizione”. E’ posto in prossimità di un Lago sul quale si sta investendo per renderlo fruibile sempre da più dalle persone: pista ciclo-pedonabile, casetta ecologica del Comune di Suello, Canottaggio; insomma un ambiente naturale da valorizzare. Non riteniamo sia il caso di entrare ancora nel merito di tale scelta che fu il frutto di valutazioni fatte da amministratori forse un po’ miopi. Tuttavia, collegandoci ai proventi derivanti dagli incentivi CIC, si potrebbe allora pensare di reinvestirli - come compensazione ambientale - nel miglioramento delle condizioni del Lago di Annone, lago che lo studio ambientale di Silea presentato in provincia (a dimostrazione, secondo Silea, che non ci saranno impatti sul lago) definisce essere di “stato ecologico scarso” e di “stato chimico non buono”.

Amministratori attenti potrebbero cogliere l’occasione!
Attendiamo risposte ed auspichiamo la massima trasparenza e informazione completa ai cittadini su temi così delicati ed importanti.

Coordinamento Lecchese Rifiuti Zero
Contatti:      
rifiutizerolecco@gmail.com    
https://leccorifiutizero.wordpress.com/