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mercoledì 17 luglio 2024

Salvaguardare il torrente Gandaloglio: la diffida del Circolo 'Ilaria Alpi'

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” invita la Comunità Montana Lario Orientale - Valle San Martino a non realizzare le opere di ‘difesa spondale’ sul torrente Gandaloglio: una diffida contro i lavori di sistemazione delle sponde!


Una diffida contro i lavori di ‘sistemazione spondale’ sul torrente Gandaloglio. Ad inviarla nei giorni scorsi alla Comunità Montana Lario Orientale - Valle San Martino è stato il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, che periodicamente monitora lo stato ecologico del torrente Gandaloglio, rilevandone in particolare i rischi connessi alla perdita di naturalità, conseguenti a interventi di artificializzazione. Già lo scorso aprile, insieme ad altre associazioni ambientaliste, era stato denunciato il pesante taglio di alberi lungo il percorso del torrente nei territori di Dolzago, Ello e Colle Brianza.

Stavolta il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” si è attivato dopo aver letto la delibera della Giunta Esecutiva della Comunità Montana, approvata lo scorso aprile, avente per oggetto “Interventi urgenti e prioritari per la difesa del suolo e la mitigazione dei rischi idrogeologici del territorio lombardo - Rimodellazione versante e posizionamento di sistema di drenaggio acque, consolidamento e realizzazione nuove difese spondali al piede sul torrente Gandaloglio - Lotto 1”, lavori per i quali sono stati stanziati 800.000 euro.

La preoccupazione del Circolo ambientalista è che il letto e le sponde del torrente vengano deturpati dal punto di vista naturalistico, molto più e in maniera più profonda di quanto causato dal taglio della vegetazione della scorsa primavera. Per questo è partita una diffida nei confronti della Comunità Montana, in cui il Circolo chiede appunto di evitare ogni intervento che possa interessare l’alveo e le sponde del torrente, visto che la delibera prevede la “realizzazione nuove difese spondali al piede sul torrente Gandaloglio”.

In particolare, il Circolo scrive che “devono essere evitati tutti i lavori che prevedano:

  • la presenza – già dalla fase di cantiere – di mezzi meccanici (escavatori, camion, ecc.) nell’alveo del torrente;
  • la modifica dell’alveo e delle sponde, per lo più naturali, del torrente Gandaloglio, con qualsiasi intervento di rettifica, escavazione del letto e/o delle sponde.

I rischi, ben evidenti, sono infatti quelli di perdere la naturalità dell’ecosistema del torrente. Gli interventi di sistemazione idraulica tengono infatti conto solo dell'aspetto idraulico e non considerano gli aspetti ecologici quali la naturalità delle acque, la flora, la fauna e la microfauna, ovvero il cosiddetto ‘ecosistema fluviale’.


È ampiamente dimostrato che gli scavi in alveo determinano notevoli problematiche ambientali e idrogeologiche. I fenomeni di erosione che questi scavi provocano, si propagano sia a monte che a valle per diversi chilometri. Sono difatti accertate in letteratura le seguenti problematiche:
aumento della vulnerabilità delle opere fondate in alveo (ad esempio i ponti);

  • modifica delle pendenze naturali dei corsi d’acqua;
  • degrado dell’ecosistema fluviale, perdita di zone umide o a falda subaffiorante, modifica degli ambienti golenali, riduzione delle biomasse dei pesci e della densità degli invertebrati.

Nel caso in cui non venisse dato seguito alla diffida e pertanto venissero intrapresi nuovi provvedimenti ed azioni per l’esecuzione dei lavori sul torrente, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” verificherà se rivolgersi ad autorità superiori per evidenziare i possibili rischi segnalati. Infatti, la diffida è emessa, anche a futura memoria, in relazione ai possibili rischi, anche futuri, connessi alle specifiche caratteristiche del territorio afferente il torrente Gandaloglio, dal punto di vista sia delle possibili ricadute ambientali sia del possibile danno a persone o cose.

La diffida è stata inviata per conoscenza anche alla Regione Lombardia (che ha finanziato i lavori) e ai sindaci dei Comuni di Dolzago, Ello e Colle Brianza.

venerdì 12 aprile 2024

Torrente Gandaloglio: un taglio degli alberi devastante, tutela del territorio a rischio!

Fotografie di Roberto Fumagalli

In merito ai lavori in corso lungo il torrente Gandaloglio, nell'area che comprende i Comuni di Dolzago, Ello e Colle Brianza, e in attesa che la Comunità Montana Lario Orientale valle San Martino fornisca la documentazione richiesta tramite un accesso agli atti che abbiamo già inoltrato, vogliamo avanzare alcune considerazioni. Chi conosce quei luoghi sa che, da decenni, il versante sotto la cascina Panizzera è interessato da una grave minaccia di dissesto idrogeologico, con un movimento franoso che ciclicamente mette in allarme soprattutto gli abitanti di Dolzago che vivono proprio sotto. Pertanto, intervenire per garantire la sicurezza è stato e rimane un dovere.

Ciò che risulta difficile da comprendere e giustificare sono tutti quegli interventi di supporto - avviati nelle settimane passate - a partire dal taglio boschivo attualmente in corso a monte del ponte della Bosina, e in corrispondenza del Ponte dell'Oglio fino a Dolzago.


Inoltre, l'autorizzazione reca espressamente "taglio di manutenzione in prossimità di strade, canali e ferrovie". Da qui nasce la prima osservazione: se ci trovassimo in presenza di una delle tre circostanze appena menzionate, non avremmo nulla da obiettare, poiché si tratterebbe di situazioni artificiali dove un taglio anche pesante degli alberi potrebbe favorire la sicurezza del transito veicolare o ferroviario. Tuttavia, nel nostro caso, ci troviamo di fronte a un torrente che scorre liberamente lungo un profondo vallone, generando un ecosistema di grande pregio naturalistico e paesaggistico. Pertanto, ci troviamo in un ambiente naturale dove sarebbe stato necessario adottare un approccio radicalmente diverso, rispetto, appunto, a strade, ferrovie o canali artificiali. Invece, stiamo assistendo a un taglio indiscriminato degli alberi lungo tutto il corso del torrente, dalle sponde all'alveo fino ai versanti. 

 


Un'ispezione della zona avrebbe chiaramente mostrato che, considerata la qualità forestale già compromessa da tagli passati, sarebbe stato necessario un intervento più prudente per preservare la porzione forestale ancora di buona qualità lungo il torrente. La perdita della copertura forestale del torrente avrà un impatto negativo sull'ecosistema, esponendolo maggiormente ai raggi solari in stagioni sempre più siccitose, con scarse precipitazioni e alte temperature. La pioggia di questo periodo non deve ingannare.


Se il problema è il dissesto idrogeologico, un taglio indiscriminato degli alberi nel tratto dal Ponte dell'Oglio fino alla filanda della Bosina e in altri tratti risulta non solo inutile ma addirittura dannoso, controproducente e in contrasto con i principi di prevenzione dei fenomeni di dissesto idrogeologico. In effetti, sarebbe stato più efficace e importante preservare alcune piante lungo i versanti proprio per la loro capacità di trattenere i pendii.

Desideriamo ora sapere se questi lavori di abbattimento degli alberi siano preliminari alla realizzazione di eventuali interventi di sistemazione delle sponde del torrente Gandaloglio. Esprimiamo fin d'ora le nostre perplessità su tali lavori, poiché riteniamo che le sponde dei torrenti debbano essere mantenute il più possibile naturali, senza interventi di artificializzazione, inclusi quelli realizzati con tecniche di ingegneria naturalistica. Questo al fine di preservare la naturalità delle rive del torrente e evitare la velocizzazione delle acque a valle in caso di piena, il che potrebbe comportare rischi maggiori per gli abitanti delle zone circostanti.


Chiediamo pertanto agli Enti coinvolti (Comunità Montana, Regione e Comuni) di rendere pubblica fin da subito la natura del progetto complessivo, cioè il tipo di interventi che si prevede di attuare. Monitoreremo l'andamento di tali lavori come associazioni, al fine di evitare ulteriori danni ambientali oltre a quelli già causati dal taglio degli alberi.

Per quale motivo è stato autorizzato un taglio così indiscriminato e su così vasta scala?


Il cartello in loco mostra l'autorizzazione generica della Comunità Montana Lario Orientale - valle San Martino. Ci chiediamo quindi quale ufficio specifico abbia rilasciato tale autorizzazione.

Gli interventi di disboscamento eseguiti rispettano le autorizzazioni rilasciate? Se sì, dobbiamo allora guardare con sospetto un Ente che, nel proprio Statuto, promuove principi come "tutela del paesaggio... salvaguardando gli equilibri naturali e della biodiversità; tutela del patrimonio naturalistico; promozione della formazione della coscienza ambientale come condizione indispensabile per l'armoniosa convivenza tra Uomo e Natura".

Restiamo in attesa di risposte tempestive da parte degli Enti competenti.


Associazione Monte di Brianza
CAI CALCO
Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"
CROS Varenna
Legambiente Lecco
WWF Lecco
.

domenica 21 gennaio 2018

Il Giorno della Memoria a Dolzago

Il gruppo dolzaghese Senza Stanza con il patrocinio del comune di Dolzago organizza, per commemorare il giorno della memoria, un incontro con il ricercatore e documentarista Puccy Paleari nella serata di venerdì 26 gennaio 2018, presso la sala consiliare del municipio.
Il relatore guiderà il pubblico attraverso un viaggio storico per comprendere le origini e gli sviluppi di accadimenti che ancor'oggi devono essere ricordati.

domenica 29 maggio 2016

Arte, storia e natura del Monte di Brianza

 

Domenica 5 giugno 2016 il calendario escursionistico de "Le Stagioni del Parco" si arricchisce di un'inedita "tappa alpina" dedicata alla scoperta dell'altura simbolo di tutto il nostro territorio: il Monte di Brianza.

Promossa in connubio con Alta Brianza itinerari ed in collaborazione con l'Associazione “Monte di Brianza” e con l'Associazione Culturale Archeologica di Oggiono, l'escursione di tutta la giornata non sarà caratterizzata solo da notevoli dislivelli da affrontare, dalle ripide rampe degli storici tracciati o dagli impegnativi sentieri montani dell'itinerario ad anello, disegnato sul versante collinare che delimita ad oriente la regione dei laghi prealpini. Sullo sfondo degli splendidi panorami del Lago d'Oggiono, del Resegone, delle Grigne, dei monti del triangolo lariano e dei mille colli briantei, in una inaspettata quanto incredibile sequenza di vedute e panorami, dominati ad occidente dal Montofano ed incorniciati dalle lontane immacolate giogaie della catena alpina, s'incontreranno, infatti, le leonardesche impronte del Marco d'Oggiono, i classicheggianti affreschi dell'Appiani, il capolavoro romanico del Battistero di San Giovanni Battista e poi, ancora, le strade longobarde nei possedimenti di Teodolinda, i lasciti del Barbarossa fino all'antica abbazia cluniacense di Figina collegata a Pontida, a Civate, al Moro... Non solo. In un continuo eccelso susseguirsi di storia, di arte e di natura, ecco ancora le Marcite di Ello, il prezioso scrigno quattrocentesco della Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo e la casa natale dei Negroni Missaglia alternarsi ai nobili tratti di sontuose ville di delizia, a massi avelli romani, alle antiche vestigia di chiese, borghi, torri e castelli medioevali.

Tutto in una volta. Tutto in un sol giorno. Solo con un poco di fatica in più, dal lago alla montagna attraverso la nostra storia.


Domenica 5 giugno 2016

MONTE DI BRIANZA
ARTE STORIA NATURA


escursione nei comuni di Oggiono, Ello, Galbiate, Colle Brianza e Dolzago
partenza ore 8,30 presso Piazza della Chiesa,  Oggiono (LC)

L' itinerario in sintesi 
(per luoghi e beni artistici ed architettonici)

OGGIONO 
Battistero romanico di San Giovanni Battista  (visita guidata)
Chiesa Prepositurale di Santa Eufemia (visita guidata):
  • Andrea Appiani - “Sposalizio di Maria Vergine”
  • Marco d'Oggiono - “Madonna tra Sant'Eufemia e Santa Caterina d'Alessandria”
  • Marco d'Oggiono -  Polittico
Sala della Comunità Pastorale S. Giovanni Battista (visita guidata):
Marco d'Oggiono - “Ultima Cena” riproduzione fotografica in dimensioni reali
Piazza Alta - panorama sul Lago d'Oggiono e sulle Prealpi
Via I° Maggio - finestra in cotto tardo gotica
Piazza Garibaldi
Scalinata medioevale del Bosisolo
Canyon e storiche canalizzazioni del Torrente Daverio
Località Castello - resti del castello di origine medioevale dei Perachi

ELLO
Sito naturale della Marcita di Ello
Scalinata comunale ottocentesca di Villa Annoni
Chiesa tre/quattrocentesca dei Santi Giacomo e Filippo (visita guidata)
Opere idrauliche e Filatoio Redaelli, De Vecchi, Dell'Oro
Casa natale degli armaioli Negroni - Missaglia
Lastra con iscrizione di Via De Vecchi
Villa Radaelli, Prinetti, Amman
Masso della Fertilità  localmente detto della “Scarlinghera”
NB: in corrispondenza del “Masso della Scarlinghera” si concluderà la parte mattutina dell'itinerario con possibilità di ridiscendere verso Oggiono, ripercorrendo a ritroso il percorso di salita. Altrimenti si proseguirà, per un ultimo tratto, ancora in salita, in direzione della località Figina. Ponte dell'Olio

GALBIATE
Antico percorso per Polgina e Figina
Località Figina (visita guidata)
Chiesa cluniacense dei Santi Nicolao e Sigismondo a Figina (visita guidata)

COLLE BRIANZA
Lavatoio e fontana con masso avello romano in località Ravellino
Chiesa Parrocchiale di Ravellino
Antico percorso tra Ravellino e Panizzera
Cascina Panizzera

DOLZAGO
Nucleo medioevale di Cavonio
Lavatoio con masso avello a Cavonio
Chiesa romanica di Sant'Alessandro a Cavonio  (visita guidata)
ex Mulino di Cavonio
La Torre e il nucleo medioevale di Cogoredo
Villa Nava, Brusadelli a Cogoredo
Laghetto di Cogoredo

OGGIONO
Località Trescano
Cascina Ghisolfa (origine medioevale) sull'omonimo poggio panoramico su Brianza e Prealpi
Salita medioevale al Chiarè
Sorgente Pissarrot dal Lazzerett
Chiesa di San Giobbe al Lazzaretto
Piazza Alessandro Manzoni
Via Marco d'Oggiono

NB: l'itinerario, qui sinteticamente descritto, a seconda delle condizioni del tempo e dello stato di percorribilità dei percorsi, potrà essere ridotto e/o subire modifiche anche sostanziali.

Dove parcheggiare


Si consiglia di lasciare i mezzi a motore presso il parcheggio pubblico gratuito di Viale Vittoria che dista poche centinaia di metri ed una manciata di minuti a piedi da Piazza dell Chiesa, dove è previsto il ritrovo di partenza dell'escursione. Il parcheggio e la piazza sono collegati da un comodo percorso, in prevalenza pedonale, (vedi immagine sopra).

Altre informazioni
  • la partecipazione all'intero itinerario, comprensiva delle visite guidate, è gratuita;
  • le visite guidate e le descrizioni lungo l'itinerario sono a cura dell'Associazione Culturale Archeologica di Oggiono e dell'Associazione “Monte di Brianza”, con contributi di “Alta Brianza itinerari”;
  • lungo il percorso sono assai rari i luoghi ove è possibile rifornirsi di acqua potabile, si consiglia quindi di attrezzarsi a dovere, sin dalla partenza, con acqua e bevande sufficienti per l'intera giornata;
  • lungo l'itinerario, nel centro di Oggiono e, successivamente, in quello Ello, si incontreranno alcuni bar;
  • dovendosi percorrere lunghi tratti su ripide mulattiere, è consigliato l'utilizzo di bastoncini da trekking;
  • trattandosi di itinerario di media montagna, per precauzione - anche se non è prevista pioggia - si consiglia di equipaggiarsi con mantelline e/o indumenti impermeabili;
NB: per ulteriori informazioni fare esclusivamente riferimento al manifesto ufficiale dell'iniziativa.


venerdì 13 maggio 2016

Una passeggiata alla scoperta delle piante selvatiche commestibile del Monte di Brianza


Di seguito presentiamo alcune immagini della passeggiata "Piante Selvatiche Commestibili - risorse a km 0", promossa dall'Associazione Monte di Brianza col patrocinio del PLIS Monte di Brianza che, domenica 8 maggio 2016, ha visto una inaspettata quanto numerosa partecipazione (oltre 60 persone).


Un percorso breve e facile per boschi e piccole radure con partenza dal piazzale della chiesa parrocchiale, osservati dalla torre del Castellaccio di Dolzago il nutrito gruppo con prevalenza femminile ha guadagnato i facili sentieri che, tra boschi e piccole radure, del versante occidentale del Monte di Brianza hanno condotto alle antiche località di Cogoredo e di Cavonio.


L'escursione curata dall'appassionata esperta Daniela Bonanomi ha favorito la conoscenza di decine di specie vegetali spontanee, che nascono in natura nei boschi e nei prati della Brianza collinare alcune poco note o addirittura sconosciute alla maggior parte dei presenti.


Grande interesse hanno destato le approfondite descrizioni - di fiori, foglie, radici e gambi - per ciascuna essenza incontrata le usanze e le leggende ad esse collegate e soprattutto la loro commestibilità (o la loro tossicità) così come le proprietà e gli usi terapeutici, sempre molto richiesti dalle partecipanti, che hanno contribuito, loro stesse, con numerosi interventi, alla riuscita dell'evento.


 

In conclusione della mattinata, all'ombra  delle preziose linee del romanico oratorio di Sant'Alessandro a Cavonio, il team coordinato dalla stessa Daniela Bonanomi ha sapientemente preparato un invitante quanto appetitoso buffet a base di tisane e specialità culinarie prodotte con erbe spontanee della zona.


(Foto di Gianni Casiraghi)