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| STOP: l'emblematico e profetico cartello all'ingresso del cantiere del deposito della metrotranvia tra Desio e Seregno |
La notizia pubblicata oggi da Il Giorno sul possibile ridimensionamento della metrotranvia Milano-Seregno conferma le incertezze su un'opera che rischia di non essere completata, mentre gli extracosti aumentano e le risorse necessarie restano da reperire.
La nostra posizione a favore del trasporto pubblico è nota. Altrettanto nota è la nostra contrarietà al deposito costruito nelle aree verdi del Parco GruBrìa, all'interno della rete ecologica, tanto più che un vecchio deposito di dimensioni analoghe si trova a poche centinaia di metri.
Oggi, con il futuro dell'opera incerto, rischiamo di ritrovarci con una struttura parzialmente costruita e inutilizzata: una cattedrale nel deserto, un monumento al consumo di suolo.
Se il deposito non verrà completato e utilizzato, non lasciamo in eredità al territorio altro cemento e un'area verde compromessa.
| L'area del deposito prima dell'intervento cementificatorio |
Chiediamo ai Comuni di Desio e Seregno di affrontare fin da ora questa eventualità e di impegnarsi a valutare un progetto concreto che preveda la rimozione delle opere realizzate, il ripristino ambientale dell'area e la creazione di un vero parco pubblico, collegato alla città e ai quartieri attraverso percorsi ciclopedonali.
Non si tratta di rinunciare al trasporto pubblico, ma di evitare che un'opera in difficoltà lasci dietro di sé un danno ambientale permanente. Il ripristino richiederà verifiche tecniche e risorse, ma è necessario cominciare a discuterne adesso.
Il Parco GruBrìa non è un'area da sacrificare e poi dimenticare. Se il deposito non serve, si rimuova il cemento e si restituisca l'area ai cittadini.

Condivido pienamente le considerazioni sulla necessità di tutelare il Parco GruBrìa e di evitare che un progetto infrastrutturale finisca non solo fallito ma anche per compromettere ulteriormente un territorio già sottoposto a diverse pressioni.
RispondiEliminaVorrei aggiungere un ulteriore elemento alla riflessione, visto che il deposito tranviario tra Desio e Seregno non è più soltanto un progetto sulla carta, ma una struttura già in fase di realizzazione, con risorse pubbliche che sono state investite e opere che hanno già preso forma: qualsiasi ipotesi di rinuncia al suo utilizzo dovrebbe essere valutata considerando anche le conseguenze economiche e ambientali. Un eventuale abbandono del cantiere potrebbe infatti comportare non soltanto la perdita degli investimenti già sostenuti, ma anche ulteriori costi per la demolizione delle strutture realizzate, lo smaltimento dei materiali e il ripristino dell'area.
A ciò si aggiunge la necessità di individuare un'alternativa per il ricovero e la manutenzione dei tram, qualora la metrotranvia venga comunque realizzata.
Credo quindi che, accanto alla giusta attenzione per la tutela del Parco GruBrìa, sia importante chiedersi quale sia la soluzione complessivamente più sostenibile, dal punto di vista ambientale e anche economico e funzionale.
Sarebbe auspicabile che ogni decisione partisse da una valutazione trasparente dei costi già sostenuti, di quelli ancora necessari e delle possibili alternative, evitando che risorse pubbliche già investite finiscano per essere vanificate.
Quando la pubblica amministrazione avvia un'opera, ha anche la responsabilità di portarla a compimento senza lasciare dietro di sé cantieri abbandonati o strutture incompiute. Anche quando si rendono necessarie modifiche al progetto originario, occorre trovare soluzioni che consentano di arrivare a una conclusione dignitosa e funzionale dell'intervento, nel rispetto del territorio e delle risorse pubbliche già impiegate.
Grazie per il commento e per gli spunti di riflessione, che abbiamo trovato interessanti. I temi sollevati meritano una riflessione articolata che pubblichiamo qui: «Metrotranvia Milano-Seregno: gli errori di programmazione li paghiamo tutti».
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