martedì 31 dicembre 2024

Seregno e il Piano Clima al contrario: l'ennesima ferita al verde urbano


Lo scorso giugno, il sindaco di Seregno aveva presentato la bozza del Piano Clima, un progetto che si proponeva di contrastare la calura estiva e migliorare la vivibilità urbana attraverso interventi mirati, tra cui la piantumazione di nuovi alberi. Tuttavia, le recenti azioni dell'amministrazione sembrano andare in una direzione opposta, come denuncia Antonello Dell'Orto, figura di spicco di Legambiente Seregno e da sempre attento alla tutela del verde.

Dell'Orto è intervenuto con dure parole per condannare l'ennesima potatura aggressiva che ha colpito i tigli di via Wagner, definendola uno "scempio" che lascia spazio solo a "lacrime e rabbia". Nella sua denuncia, pubblicata nella chat di Legambiente a poche ore dalla fine dell'anno, sottolinea l'amarezza di chi lotta per un rapporto più equilibrato tra la natura e la città.


"Avremmo voluto auguraci un fine 2024 ed inizio 2025 all'insegna della speranza per un miglior rapporto con la Natura in città, ma purtroppo proprio nell'ultimo giorno dell'anno registriamo questo scempio che sta avvenendo a danno dei bellissimi tigli di via Wagner a Seregno"
, scrive Dell'Orto, evidenziando come l'intervento rappresenti "una ferita irreparabile inferta a questi poveri esseri viventi che hanno solo la colpa di darci ossigeno, un po' di ombra nelle estati torride e nascondere un po' il cemento e l'asfalto imperante".


La critica di Dell'Orto si estende all'amministrazione comunale guidata dal sindaco Rossi, definita "la peggiore di sempre nella storia di Seregno per la gestione del verde pubblico". In particolare, accusa l'amministrazione di decisioni errate che continuano a infliggere danni al patrimonio arboreo della città.

Questa potatura, come molte altre denunciate in passato da Legambiente e cittadini sensibili al tema, pone interrogativi sulla coerenza tra le politiche dichiarate e quelle realmente attuate. Se piantare alberi è una delle priorità dichiarate per combattere le isole di calore urbane, azioni come queste rischiano di vanificare qualsiasi progresso.


Conclude Dell'Orto: "Con amarezza diciamo grazie all'ennesimo sbaglio più o meno voluto dell'Amministrazione Rossi". L'appello è chiaro: riflettere sul valore delle piante urbane e fermare queste operazioni prima che il verde cittadino subisca danni irreparabili.

 

Rassegna stampa

Il Giornale di Seregno, 7 gennaio 2025

 

Botti di Capodanno: un appello per la sicurezza e il rispetto degli animali

Fonte immagine: ENPA Monza

Ogni anno, la notte di Capodanno porta con sé una tradizione che, nonostante i numerosi appelli, continua a provocare danni gravi e a compromettere la sicurezza e la serenità di tutti. I fuochi d’artificio e i botti, simbolo di festeggiamento per alcuni, sono invece una fonte di terrore per gli animali e di inquinamento per l’ambiente. L’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) di Monza lancia un forte messaggio di sensibilizzazione, invitando a riflettere sulle gravi conseguenze di questa tradizione.

Ogni anno, decine di migliaia di animali domestici subiscono danni irreparabili a causa dei botti di Capodanno. Non si tratta solo di paura: sono tantissimi gli animali che scappano in preda al panico, rischiando di perdersi o addirittura di morire. I numeri sono allarmanti anche tra gli animali selvatici: molti vengono feriti o intossicati dai fragori. E poi ci sono gli uccelli, che, disorientati dalla violenza dei suoni, spesso si schiantano contro finestre o muri nel tentativo di fuggire.

Merlo morto a causa dei botti. Fonte immagine: ENPA Monza

Purtroppo, questa pessima abitudine di festeggiare con fuochi d’artificio è difficile da estirpare. Non solo durante la notte di San Silvestro, ma anche nei giorni precedenti e successivi, i botti di allenamento si ripetono, creando una vera e propria tortura per gli animali, che non comprendono il significato di tali rumori, ma solo il dolore e la paura che ne derivano. Eppure, nonostante le ordinanze di tanti Comuni, tra cui Monza, il fenomeno sembra non conoscere fine.

Ma i botti di Capodanno non danneggiano solo gli animali. L’inquinamento atmosferico è un altro grave effetto collaterale dei fuochi artificiali. Ogni anno, nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, si registrano picchi preoccupanti di inquinanti nell’aria che respiriamo. Il PM10, una particella inquinante pericolosa, aumenta significativamente durante i festeggiamenti. Non solo: i botti emettono anche sostanze tossiche come potassio, stronzio, bario, magnesio, alluminio, zolfo, titanio, manganese, rame, bromo e piombo, che contribuiscono al degrado della qualità dell’aria e hanno effetti nocivi per la salute di tutti.

Fortunatamente, esistono valide alternative ai tradizionali fuochi d’artificio che permettono di celebrare l’arrivo del nuovo anno in modo più rispettoso per gli animali e per l’ambiente. Le fontane luminose, i droni con luci LED che disegnano spettacolari coreografie nel cielo, sono solo alcune delle soluzioni creative e innovative che possono rendere i festeggiamenti altrettanto magici senza causare danni.

L'ENPA rinnova il suo appello a tutti coloro che amano festeggiare il Capodanno a considerare le conseguenze dei botti. Ogni anno, si registrano casi di animali feriti o traumatizzati, eppure esistono alternative che non solo non mettono in pericolo la vita degli animali, ma sono anche più sicure e rispettose dell’ambiente. Invitiamo tutti a riflettere e a sensibilizzare gli altri sulla cultura del rispetto, a proteggere i propri animali domestici durante la notte di Capodanno, e a non partecipare a un “concerto di morte” che ogni anno continua a mietere vittime innocenti.

lunedì 30 dicembre 2024

Parco GruBrìa: scatta la ricerca per il Presidente e i membri del Consiglio


Il Consorzio Parco Grugnotorto Villoresi e Brianza Centrale (GruBrìa) ha ufficialmente avviato la procedura per selezionare il Presidente, il Vice-Presidente e i Membri del Consiglio di Amministrazione per il periodo 2025-2030. La scadenza per l’attuale organo amministrativo, presieduto da Cristina Riboldi, è fissata al 15 gennaio 2025.

I candidati devono possedere:

  • i requisiti richiesti per la nomina a Consigliere Comunale o Provinciale;
  • competenze tecniche o amministrative comprovate da studi, esperienze lavorative in enti pubblici o privati, o incarichi ricoperti.

Non saranno ammesse le candidature di persone in conflitto con il Consorzio, o legate ad attività concorrenti o connesse ai servizi consortili, come amministratori, soci o dipendenti con poteri di rappresentanza.

Va sottolineato che i membri del Consiglio di Amministrazione non percepiranno alcun compenso per il loro incarico.

Gli interessati possono presentare domanda utilizzando il modello disponibile sul sito del Consorzio. Alla candidatura devono essere allegati:

  • un curriculum vitae aggiornato;
  • una copia di un documento d’identità valido.

Le candidature devono essere inviate entro le ore 12:00 del 7 gennaio 2025, tramite:

L’Assemblea del Consorzio valuterà le candidature sulla base delle esperienze e competenze indicate nel curriculum vitae. Tuttavia, si riserva la facoltà di non effettuare alcuna nomina qualora le candidature non soddisfino i requisiti richiesti.

Per maggiori informazioni, è possibile consultare l’avviso completo sul sito ufficiale del Consorzio.

Nel quadro di questa importante procedura, auspichiamo che l’attuale Presidente, Arturo Lanzani, possa essere riconfermato alla guida del Consorzio. Grazie alla sua comprovata esperienza, alle sue competenze tecniche e alla visione strategica dimostrata negli anni, Lanzani rappresenta una figura chiave per garantire continuità e sviluppo al Parco Grugnotorto Villoresi e Brianza Centrale.

domenica 29 dicembre 2024

Una passeggiata al parco del Meredo: biodiversità a rischio tra lavori e progetti infrastrutturali


Durante una passeggiata odierna nel parco del Meredo a Seregno, ci siamo fermati ad osservare il recente taglio di alberi nel boschetto al confine con Meda. Taglio che ci risulta regolare e autorizzato. 

 


Alcuni degli alberi rimasti in piedi riportano sul tronco un bollo rosso, segno che non dovevano essere abbattuti. Abbiamo documentato con foto la situazione attuale, consapevoli che, con la futura realizzazione della tangenziale Meda-Seregno, anche questi alberi probabilmente non saranno risparmiati.


Avvicinandoci alla magnifica farnia monumentale, abbiamo notato con dispiacere che il cartello segnaletico che identificava questa pianta unica è scomparso. Non sappiamo se si tratti di un atto di vandalismo oppure se è prevista una nuova segnaletica per l’area.


Poco più a sud, i lavori procedono per la costruzione di una nuova strada ciclopedonale. Questa infrastruttura attraversa un filare di alberi, e non possiamo fare a meno di notare che la sua ampiezza appare eccessiva. Un sentiero pedonale più stretto sarebbe stato sufficiente e avrebbe preservato molte alberature. I lavori non sono ancora conclusi: ci auguriamo che vengano rimossi alcuni rifiuti che notiamo ai margini del percorso e che, a completamento, si provveda alla piantumazione di nuove piante autoctone.


Purtroppo, è evidente una crescente tendenza a considerare il Meredo non come un luogo in cui proteggere la biodiversità, ma come uno spazio da trasformare in un parco divertimenti o una palestra all'aperto. Questa visione rischia di compromettere irrimediabilmente il ruolo naturale del parco e il suo equilibrio ecologico. La necessità di nuove infrastrutture dovrebbe essere bilanciata con una maggiore attenzione alla tutela dell’ambiente e alla conservazione del patrimonio verde esistente.

Invitiamo tutti, dai cittadini alle associazioni ambientaliste, a riflettere su questa deriva e a unirsi nel richiedere interventi più rispettosi dell’ecosistema. Il parco del Meredo è un patrimonio da proteggere, non da sacrificare in nome di una visione che sembra trascurare l'importanza della biodiversità e del paesaggio naturale.


Concludiamo la nostra passeggiata con una speranza: che il Meredo torni ad essere valorizzato come spazio naturale e che ogni intervento futuro venga pianificato con una maggiore sensibilità ambientale.


Rassegna stampa

Il Giornale di Seregno, 7 gennaio 2025

Proteggere il Monte San Primo significa tutelare l’acqua di tutti


La maestosa vista delle Prealpi Lombarde che sovrastano il Lago di Como, utilizzata in passato dal Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo" per promuovere manifestazioni a tutela del monte contro i prospettati impianti sciistici, è stata scelta anche da un’azienda che imbottiglia acqua minerale per raccontare l’origine della sua purezza e unicità.

Questa immagine potente celebra non solo la bellezza del territorio, ma anche il delicato equilibrio naturale che lo caratterizza. Tuttavia, essa rappresenta anche un monito: preservare l’ambiente non è solo un atto di rispetto verso la natura, ma una condizione indispensabile per mantenere la qualità di risorse fondamentali come l’acqua.

Le acque che sgorgano dalle falde profonde del Monte San Primo intraprendono un lungo percorso geologico attraverso stratificazioni di rocce glaciali e carbonatiche. Questo processo millenario le arricchisce di sali minerali e oligoelementi, rendendole un bene prezioso e di alta qualità.
 
Nonostante la promozione di quest’acqua come prodotto esclusivo imbottigliato, è importante ricordare che essa è accessibile a tutti: basta aprire il rubinetto. Molte delle acque captate dagli acquedotti pubblici della Brianza Comasca provengono dalle stesse falde profonde, condividendo caratteristiche di purezza e composizione. Bere l’acqua del rubinetto non solo è una scelta ecologica e sostenibile, ma permette di evitare rifiuti e trasporti inutili, oltre che risparmiare risorse economiche.

La qualità di queste acque dipende strettamente dalla salute del territorio. Il Monte San Primo, che alimenta in modo significativo le falde idriche locali, è oggi minacciato dal progetto “OltreLario: Triangolo Lariano meta dell'outdoor”, che prevede la realizzazione di:

  • Impianti sciistici e di innevamento artificiale.
  • Piste da sci e aree per il “tubing” in plastica.
  • Nuovi parcheggi e infrastrutture invasive.

Queste opere, oltre a consumare suolo, richiederebbero anche elevate quantità di acqua ed energia, alterando il ciclo idrico naturale e rischiando di compromettere le sorgenti che alimentano non solo l’acqua imbottigliata, ma anche quella potabile dei comuni circostanti.

Il Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo" ha proposto un modello di sviluppo alternativo che valorizzi la montagna senza danneggiarla, puntando su:

  • Interventi di tutela ambientale, per preservare il paesaggio e la biodiversità.
  • Turismo dolce, con percorsi di trekking e attività a basso impatto.
  • Promozione dell’acqua pubblica, che è uguale a quella pubblicizzata, ma ecologicamente ed economicamente più sostenibile.

Bere acqua del rubinetto, infatti, significa fare una scelta consapevole e responsabile: non solo si risparmia, ma si riduce la produzione di rifiuti e di inutili trasporti, sostenendo la tutela delle risorse naturali.

La bellezza del Monte San Primo non è solo una risorsa paesaggistica, ma un simbolo della nostra relazione con l’ambiente. Le sue falde, che alimentano sia l’acqua pubblica sia quella imbottigliata, ci ricordano quanto sia importante mantenere intatto questo equilibrio.

Commenta Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" e portavoce del Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo": "Proteggere le nostre montagne significa anche garantire la qualità delle acque che scorrono nei nostri rubinetti, valorizzare il nostro patrimonio naturale e costruire un futuro più sostenibile. È un impegno che richiede consapevolezza e scelte responsabili, partendo dalla semplice, ma significativa, decisione di bere acqua del rubinetto".

venerdì 27 dicembre 2024

Allarme taglio alberi al Parco del Meredo: un patrimonio naturale a rischio

Parco del Meredo. Contornata in verde l'area oggetto del taglio alberi

A Seregno, nel Parco del Meredo al confine con Meda, sono in corso tagli di alberi in un’area boscata che desta non poche preoccupazioni. Le segnalazioni corredate di foto e video, che ci sono giunte, suggeriscono che l’intervento potrebbe essere legato ai lavori previsti per la costruzione della tangenziale Meda-Seregno nell’ambito del progetto Pedemontana. La zona interessata coincide infatti con il tracciato pianificato per l’infrastruttura.

Alcuni cittadini hanno già avvertito la Polizia Locale, che dovrebbe intervenire per effettuare degli accertamenti. Tuttavia, la mancanza di un corpo di vigilanza ambientale specifico a Seregno complica ulteriormente il monitoraggio di queste operazioni. Non è escluso che i tagli possano essere regolari, ma la loro portata e le conseguenze sollevano dubbi e timori.


Il Parco del Meredo rappresenta una delle ultime aree verdi libere di Seregno, fungendo da prezioso collegamento con il Parco Regionale Bosco delle Querce di Meda e Seveso. Su questo territorio, però, si concentrano pressioni sempre più forti legate a grandi opere, come la tangenziale di Pedemontana e la bretella ferroviaria. Già alcuni anni fa, in un’area vicina, si era assistito a un massiccio taglio di alberi che era stato segnalato al Parco, ma senza risultati concreti per fermare la perdita di biodiversità.


All’inizio di questo mese, avevamo già lanciato un grido d’allarme sull’urgente necessità di salvaguardare il Meredo. Purtroppo, il nostro appello è rimasto inascoltato dalle amministrazioni pubbliche. Ora, di fronte al silenzio delle istituzioni, invitiamo i Comitati, le associazioni ambientaliste e i cittadini a unirsi nel dare voce a queste preoccupazioni.

Non sappiamo se sia ancora possibile fermare la costruzione della tangenziale, ma è fondamentale muoversi per ottenere azioni concrete di mitigazione e compensazione. In particolare, chiediamo che vengano attuate con urgenza le compensazioni forestali e che il Plis GruBrìa venga integrato in un Parco regionale, come il Bosco delle Querce o il Parco Nord.

La questione è ormai una sfida per la sopravvivenza di una delle ultime aree verdi di Seregno, un luogo che rappresenta un patrimonio naturale e affettivo per la comunità. Questo è il momento di agire, uniti, per difendere il nostro territorio.

Macherio e Pedemontana: salvare il Progetto Locale 24 con un fronte unito di associazioni

Il Progetto Locale 24 (PL 24)

Facendo seguito ai post recentemente pubblicati sull’assemblea del 18 dicembre a Macherio, vogliamo condividere un intervento di Sinistra e Ambiente che riprende il nostro appello pubblicato il 20 dicembre: “Di fronte a questa situazione, è essenziale mobilitarsi per proteggere questi preziosi spazi verdi. Serve un intervento deciso e unitario da parte delle associazioni ambientaliste, insieme a un controllo rigoroso sui piani di compensazione ambientale.” Questo appello, in questa occasione, ha ricevuto un riscontro positivo, dimostrando l’importanza di unire le forze per tutelare il territorio.

TRATTA C DI PEDEMONTANA: A MACHERIO E LISSONE C'É INCERTEZZA SU ALCUNE COMPENSAZIONI AMBIENTALI
di Sinistra e Ambiente, Meda

L'area del PL 24. Per ingrandire l'immagine cliccare qui

Il recente incontro pubblico promosso dall’amministrazione comunale insieme alla società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) aveva l’obiettivo di illustrare gli interventi previsti con l’avvio dei cantieri per la tratta C dell’infrastruttura. Tuttavia, l’evento ha suscitato preoccupazioni tra i cittadini e gli attivisti, tra cui i rappresentanti di Sinistra e Ambiente, che hanno partecipato per evidenziare criticità e richiedere chiarimenti.

Nonostante le proteste di associazioni, comitati, gruppi ambientalisti e liste civiche, le volontà politiche di completare l’infrastruttura restano immutate. Nel frattempo, sono state avviate diverse attività preliminari alla realizzazione del progetto, tra cui:
  • La bonifica da diossina sulla tratta B2, seguita da vicino al Tavolo Permanente.
  • La bonifica degli ordigni bellici (BOB).
  • Gli espropri e la presa in possesso delle aree interessate dai lavori.
Inoltre, dichiarazioni recenti confermano che i prestiti richiesti da APL sono stati erogati, consolidando un quadro tutt’altro che favorevole per i territori coinvolti.

In questo contesto, le compensazioni ambientali rappresentano un aspetto cruciale per i gruppi ambientalisti.

Durante l’assemblea, Sinistra e Ambiente ha posto una domanda precisa: la conferma o eventuale variazione della configurazione del Progetto Locale PL24, previsto con un budget di 1,702 milioni di euro per Macherio e con estensioni nei Comuni di Lissone e Sovico. L’amministrazione comunale, tuttavia, ha evitato di rispondere.

Dalla presentazione di Pedemontana sono emersi due aspetti particolarmente preoccupanti:
  • È stata prevista la dislocazione di un deposito di terre (C_03) per le lavorazioni da Lissone a Lesmo. Sebbene il materiale venga in gran parte reimpiegato, lo stoccaggio temporaneo potrebbe compromettere la naturalità delle superfici interessate.
  • Pedemontana ha escluso un adeguamento delle risorse stanziate nel 2009 per le compensazioni ambientali, ritenendo i fondi già sufficienti rispetto agli obblighi normativi. Tuttavia, con gli attuali costi di realizzazione, non è garantita la copertura completa delle opere previste nel Master Plan del 2009.
Dislocazione del deposito di terre C_03 a Macherio

Anche nel Comune di Lissone emergono preoccupazioni. Qui, i fondi per le compensazioni ammontano a 1,4 milioni di euro, ma l’amministrazione ha deciso di destinare 900.000 euro a interventi nel parco Carlo Maria Martini, nell’area di via Pestalozzi e nella zona mercato, privilegiando soluzioni per migliorare la permeabilità del terreno. Questa scelta è stata criticata dalle liste civiche di minoranza, poiché sottrae risorse alle aree libere di Santa Margherita, già compromesse, dove le compensazioni avrebbero avuto maggiore senso.

Di fronte a queste incertezze, è fondamentale un coordinamento stretto tra i gruppi ambientalisti e le associazioni locali, affinché le compensazioni ambientali per le tratte B2 e C non vengano ridotte o snaturate. Per un territorio che già subisce la realizzazione di un’autostrada ritenuta inutile e impattante, sarebbe un ulteriore sfregio.

martedì 24 dicembre 2024

Auguri dalla Brianza Centrale!

 


Cari lettori,

in questo periodo speciale, vogliamo cogliere l'occasione per porgere a tutti voi i nostri più sentiti auguri di un Buon Natale e di un nuovo anno ricco di serenità, gioia e speranza.

Il nostro pensiero va alla Brianza, un territorio straordinario che merita di essere custodito e valorizzato. Viviamo in una delle aree più urbanizzate d’Italia, ma crediamo fermamente che il futuro possa essere diverso, migliore, più sostenibile. La nostra speranza per il 2025 è che finalmente ci si unisca per dire basta alla cementificazione indiscriminata, per fermare la costruzione di nuove strade e per invertire la rotta verso la tutela del verde.

Immaginiamo una Brianza che protegge i suoi preziosi spazi naturali, che amplia le aree verdi a beneficio di tutti e che vede finalmente nascere un grande "Parco Regionale della Brianza Centrale" per difendere la nostra identità territoriale e ambientale. Un parco che non sia solo un confine tracciato su una mappa, ma un simbolo di rispetto per la natura e per il nostro futuro.

Facciamo appello a tutte le associazioni ambientaliste: uniamo le forze, troviamo una visione comune. Solo insieme possiamo costruire una Brianza solidale e unita, che sappia dire di no al consumo di suolo e di sì alla bellezza, alla biodiversità e alla qualità della vita.

È con questo spirito che auguriamo a ciascuno di voi un Natale autentico e un 2025 pieno di progetti condivisi e conquiste per il nostro territorio. La Brianza centrale ha bisogno di tutti noi, del nostro amore e del nostro impegno. Continuiamo a credere che insieme possiamo fare la differenza.

Auguri dalla Brianza Centrale!

 

lunedì 23 dicembre 2024

Auguri di buone feste dal Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera


Il Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera porge a tutti i suoi sostenitori e simpatizzanti i più sentiti auguri per un lieto Natale e un gioioso Anno Nuovo.

Il 2024, ormai prossimo alla conclusione, è stato un anno memorabile per il Comitato, coronato da un importante riconoscimento: il Premio Pro Meda 2024, assegnato dalla Pro Loco "Pro Meda". Questo premio rappresenta un tributo alla preziosa attività svolta dal Comitato per la tutela e la valorizzazione dell'ambiente naturale, un impegno che ha sempre rappresentato la sua missione principale.

L'anno che si chiude ha visto numerose iniziative e celebrazioni legate al 40º anniversario del Comitato, fondato il 24 maggio 1984. Un traguardo significativo che è stato condiviso con la comunità locale e tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno supportato il lavoro del Comitato, contribuendo con entusiasmo e partecipazione.

In vista del 2025, il Comitato rinnova il proprio impegno a tutela dell'ambiente e degli ecosistemi del Parco Regionale Groane-Brughiera, con lo stesso entusiasmo e determinazione che hanno caratterizzato questi quarant'anni di attività. I sentieri del Parco continueranno a essere il punto d'incontro per progetti, escursioni e iniziative che coinvolgeranno la comunità, promuovendo la bellezza e il valore del patrimonio naturale.

Per rimanere aggiornati sulle attività del Comitato, si invitano tutti a seguire la Pagina Facebook ufficiale e a visitare il sito web www.comitatoparcobrughiera.it.

Con un pensiero speciale rivolto a tutti i sostenitori, il Comitato augura buone feste e dà appuntamento al 2025, per un nuovo anno ricco di iniziative e successi condivisi.

Il blog Brianza Centrale desidera esprimere un sentito ringraziamento al Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera per il prezioso lavoro svolto in questi 40 anni a favore dell’ambiente e del territorio. Con l’occasione, il blog formula i più sinceri auguri di Buone Feste e un felice Anno Nuovo, auspicando che il 2025 sia altrettanto ricco di iniziative e soddisfazioni.

Inverno 2025: un ricco calendario di eventi all’Oasi Lipu di Cesano Maderno


L’Oasi Lipu di Cesano Maderno inaugura il 2025 con un calendario ricco di iniziative pensate per coinvolgere grandi e piccini nel fascino della natura e della fauna selvatica. Gli eventi, organizzati in collaborazione con il Comune di Cesano Maderno e il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea, offrono occasioni uniche per scoprire, imparare e vivere l’ambiente naturale attraverso laboratori, serate tematiche e corsi dedicati.

Laboratori creativi per i più piccoli

Sabato 11 gennaio e sabato 8 febbraio, i giovani esploratori dai 6 agli 11 anni potranno partecipare a due attività pratiche e divertenti. Nel Laboratorio Mangiatoie, i partecipanti impareranno a creare ripari per gli uccelli durante l’inverno, mentre nel Laboratorio Nidi per Selvatici si concentreranno sulla costruzione di nidi sicuri per la fauna locale. Gli appuntamenti inizieranno alle ore 14:30 e avranno una durata di circa due ore. È prevista una donazione minima di 5 €, ridotta a 3 € per i Soci Lipu.

La Natura Disegnata: un evento speciale per artisti e appassionati

Domenica 9 febbraio, l’Oasi ospiterà “La Natura Disegnata”, un evento dedicato all’arte naturalistica guidato dall’illustratore Stefano Turconi. Bambini (dai 6 anni) e adulti potranno cimentarsi nella creazione di disegni ispirati agli animali dell’Oasi. L’appuntamento, della durata di due ore, inizierà alle ore 14:30 presso il Centro Visite “Alex Langer”. La donazione minima è di 5 €, ridotta a 3 € per bambini fino ai 14 anni e Soci Lipu.

Serata Informativa: “SOS Fauna Selvatica”

Mercoledì 12 febbraio, il Centro Visite “Alex Langer” ospiterà una serata informativa con il personale del Centro Recupero Fauna Selvatica (CRFS) “La Fagiana” di Pontevecchio di Magenta. Durante l’incontro, Stefania Pulici e Lorena Di Giacinto condivideranno preziosi consigli sul primo soccorso agli animali selvatici in difficoltà. L’appuntamento è alle ore 20:45, senza necessità di prenotazione.

Anteprima: Corso di Fotografia Naturalistica

La primavera 2025 sarà arricchita da un corso di fotografia naturalistica digitale, un’occasione per imparare a catturare le meraviglie della natura con la guida degli esperti e volontari Lipu Roberto Gelmetti e Luca Villa. Il programma prevede sette lezioni teoriche e tre uscite pratiche, con inizio il 14 marzo presso il Centro Visite “Alex Langer”. I partecipanti potranno esplorare tecniche di macrofotografia e fotografia della fauna, concludendo il percorso con una mostra delle loro opere. Il costo è di 140 €, che include l’iscrizione annuale alla Lipu, con tariffe agevolate per Soci e nuclei familiari.

Informazioni e prenotazioni


Tutte le attività si svolgeranno presso il Centro Visite “Alex Langer” in via Don Luigi Orione, 43, a Cesano Maderno (MB). Per ulteriori dettagli e iscrizioni, è possibile contattare l’Oasi tramite telefono al numero 0362.546827 o via email a oasi.cesanomaderno@lipu.it

domenica 22 dicembre 2024

Pedemontana e la movimentazione terre di scavo a Macherio

La localizzazione dei depositi di terre di scavo

Proseguiamo ora la nostra analisi sui temi affrontati nell’assemblea pubblica del 18 dicembre 2024 a Macherio, approfondendo il capitolo dedicato alla movimentazione delle terre di scavo per la realizzazione dell’autostrada Pedemontana. L’argomento è stato presentato dai tecnici di Pedemontana Lombarda, con l’intervento dell’ingegner Sabato Fusco e il supporto dell’ingegner Monguzzi, fornendo un quadro delle attività previste per le prossime fasi operative.

Viabilità di cantiere e movimentazione materiali

Come spiegato dai tecnici, la movimentazione delle terre rappresenta una delle sfide principali, in particolare nella tratta C, che include gran parte del territorio di Macherio. Questo tratto, progettato in larga parte in trincea o galleria, richiederà uno scavo stimato di circa 13 milioni di metri cubi di terra, di cui circa il 50% sarà riutilizzato direttamente in cantiere per i riempimenti e i ritombamenti necessari alla realizzazione dell’infrastruttura.

Per gestire tale volume, sono state individuate:

  • Aree di deposito terre: come l’area denominata “C03” situata nei campi dietro il curvone delle scuole di Macherio, destinata al temporaneo stoccaggio dei materiali scavati.
  • Piste di cantiere: evidenziate in verde nelle mappe presentate durante l’assemblea, prevalentemente sovrapposte o adiacenti al tracciato autostradale, al fine di ridurre al minimo l’impatto sulle strade comunali.

"L’obiettivo è garantire che la maggior parte dei mezzi si muova all’interno del cantiere, minimizzando l’interferenza con la viabilità urbana e il traffico locale," ha sottolineato Fusco.

Impatti sulla viabilità locale

Nonostante gli accorgimenti, sarà inevitabile il passaggio di mezzi pesanti sulle strade comunali per trasportare la parte di materiale non riutilizzabile verso i depositi finali. Fusco ha però rassicurato i presenti, precisando che il numero di mezzi coinvolti sarà limitato: "Parliamo di alcune centinaia di veicoli al giorno, contro una capacità stradale che si misura in migliaia di veicoli all’ora. Questo significa che il traffico non verrà significativamente influenzato."

I percorsi verso i depositi di terre

Inoltre, i camion opereranno prevalentemente in fasce orarie non di punta, per evitare interferenze con il traffico urbano e ridurre i disagi ai cittadini.

Le operazioni di movimentazione terre saranno diluite nel tempo:

  • 2025: prime attività di deposito nella zona di Macherio, con utilizzo delle piste di cantiere già predisposte.
  • Marzo 2026 - Gennaio 2027: interruzione di tratti di via Regina Margherita, con deviazioni garantite da viabilità alternative evidenziate in azzurro.
  • Giugno - Dicembre 2027: completamento della galleria e delle infrastrutture correlate, con ulteriori modifiche temporanee alla viabilità locale.

Le intersezioni più complesse, come quelle lungo via Regina Margherita e la SP6, saranno affrontate con piani dettagliati e in costante dialogo con le amministrazioni comunali.

Un aspetto importante sottolineato durante l’assemblea è la volontà di migliorare continuamente il piano operativo:

  • I sindaci della tratta C hanno incaricato il Centro Studi PIM di analizzare e perfezionare le proposte di cantierizzazione.
  • Verranno coinvolte anche le polizie locali, per ottimizzare la gestione delle viabilità alternative e risolvere criticità specifiche.

"C’è tutto il tempo per verificare e migliorare le proposte attuali, in modo da garantire un equilibrio tra le esigenze del cantiere e quelle del territorio," ha dichiarato Fusco.

Pedemontana, Greenway e Sentiero delle Valli: chiarimenti e impegni dall’assemblea pubblica a Macherio

In azzurro il percorso della Greenway

Durante l’assemblea pubblica tenutasi il 18 dicembre 2024 a Macherio, è emerso un tema particolarmente sentito dai cittadini: il futuro della Greenway e il destino del Sentiero delle Valli, due infrastrutture coinvolte nella realizzazione dell’opera autostradale Pedemontana. Alberto Colombo, rappresentante di gruppi ambientalisti attivi sulla tratta B2 e C, ha sollevato alcune questioni, chiedendo chiarezza e riferimenti concreti a documenti ufficiali.

La Greenway: una storia tra limbo e nuovi sviluppi

L’ingegnere Fusco ha riconosciuto che, in passato, la Greenway era rimasta in una situazione di stallo per via della mancanza di un ente disposto a prendersi in carico la sua manutenzione. Tuttavia, ha annunciato che la situazione si è sbloccata nel 2021, grazie all’intervento della Provincia di Monza e Brianza, che ha accettato di assumersi la gestione della futura infrastruttura.


"Realizzare un’opera senza garantirne la manutenzione non sarebbe stata una scelta responsabile. Ora, con il supporto della Provincia, possiamo procedere con sicurezza verso la realizzazione della Greenway,"
ha dichiarato Fusco.

L’opera è stata confermata nel piano economico-finanziario aggiornato, approvato dal CIPE nella primavera 2024, e si prevede che venga sviluppata tra il completamento delle tratte B2 e C e l’avvio dei lavori della tratta D.


Gli atti ufficiali citati da Fusco comprendono:

  • Il verbale della seduta del Collegio di Vigilanza del 2021, che sancisce la disponibilità della Provincia a gestire la Greenway.
  • Il piano economico-finanziario della Pedemontana, che include il progetto come parte integrante del quarto atto aggiuntivo.

Sentiero delle Valli: una questione di viabilità

Un altro punto discusso è stato il futuro del Sentiero delle Valli, una via ciclopedonale che sarà interessata dai lavori della TRM10, un tratto della Pedemontana. Alberto Colombo ha espresso preoccupazioni circa una chiusura prolungata del percorso, paventando che la sua riapertura potrebbe essere rimandata fino al termine della tratta C o D.

In risposta, Fusco ha precisato che il Sentiero delle Valli non è direttamente legato al progetto della Greenway. La Pedemontana, ha garantito, si impegnerà a ripristinare la viabilità interrotta durante i lavori.

"L’interruzione del Sentiero delle Valli sarà limitata al tratto in corrispondenza della TRM10. È previsto un ripristino della viabilità, sia attraverso un sottopasso sia con un sovrappasso, in linea con le esigenze tecniche e temporali," ha spiegato Fusco.

Fusco ha ribadito che l’obiettivo principale è garantire un equilibrio tra la realizzazione dell’autostrada e la tutela delle infrastrutture locali. Per questo, il progetto prevede:

  • Ripristino viabilità: ogni interruzione sarà temporanea e riguarderà solo le aree strettamente necessarie.
  • Trasparenza: saranno forniti ulteriori dettagli sui documenti ufficiali che regolano le operazioni e la manutenzione della Greenway.
  • Collaborazione: il Collegio di Vigilanza continuerà a monitorare il rispetto degli impegni assunti verso i territori.

Strade temporanee e soluzioni definitive: Pedemontana si fa spazio tra Bareggia e Desio

 

Durante l’incontro con i cittadini che si è tenuto a Macherio lo scorso 18/12/2024, tra le varie questioni, è stata presentata un'analisi delle planimetrie di dettaglio relative ai lavori per l’autostrada Pedemontana, con un focus sull’area che si estende dalla zona est dello svincolo di Desio fino al cimitero di Bareggia. Grazie al supporto del Comune di Macherio, sono state individuate alcune criticità e proposte soluzioni mirate per minimizzare l’impatto delle opere sul territorio.

Gestione di via Santa Margherita


Inizialmente, il progetto esecutivo prevedeva l’interruzione di via Santa Margherita per circa tre mesi. Tuttavia, tale soluzione è stata rivista per evitare disagi significativi alla viabilità locale:

  • Deviazione temporanea: Sarà costruita una parte della galleria artificiale partendo da est, consentendo una deviazione di via Santa Margherita sulla porzione di galleria già completata.
  • Ripristino: Al termine dei lavori, la strada tornerà alla posizione originaria, mantenendo tutte le caratteristiche preesistenti, inclusa la pista ciclabile.
  • Limitazione delle interruzioni: Gli interventi di raccordo degli asfalti saranno effettuati principalmente di notte per minimizzare i disagi.

Accesso al cimitero di Bareggia


Per garantire l’accessibilità al cimitero durante i lavori, sono state previste soluzioni temporanee:

  • Viabilità alternativa: Sarà utilizzabile la strada sul lato opposto di via Fratelli Bandiera, dove sarà possibile parcheggiare.
  • Percorso pedonale: Un percorso temporaneo consentirà un accesso diretto al cimitero anche dal quartiere di Bareggia.
  • Ripristino finale: Al completamento dei lavori, l’accesso tornerà alla posizione originaria con le stesse caratteristiche iniziali.

sabato 21 dicembre 2024

Mobilità ciclabile tra Cesano e Seregno: progetti in corso e rischi da mitigare


Proseguono i lavori per la realizzazione della nuova pista ciclabile nel quartiere di Cassina Savina, a Cesano Maderno. Il progetto, che si estende per oltre un chilometro, rappresenta un importante tassello per la mobilità sostenibile, collegando Cesano Maderno con i comuni limitrofi di Seregno e Seveso. L'opera sarà completata entro la primavera del 2025.

La pista ciclabile, già visibile in diversi tratti, collega il centro sportivo “Mario Vaghi” di via Po con l’area verde di via Paolo VI, passando per via Cantore e via Anna Frank. Quest’ultima è parallela alla riqualificata via Viganò. Il percorso prosegue fino a Seregno, dove si integra con i tracciati ciclabili del Parco della Porada, offrendo un itinerario sicuro immerso nel verde.

Questo progetto non si limita al contesto urbano, ma mira a creare una rete ciclabile intercomunale, in collaborazione con il Comune di Seregno. Riportiamo queste notizie diffuse in un comunicato stampa del Comune di Cesano Maderno. Tuttavia, segnaliamo che la mobilità dolce a Seregno, e in particolare nell'area sud-ovest della città, è ancora carente. Ad oggi non sono previsti cantieri specifici per affrontare queste criticità. La via Colzani rappresenta un punto ad altissimo rischio, soprattutto nelle ore di punta. Inoltre, risulta difficoltoso accedere in sicurezza e in continuità di percorso dal confine con Cesano alla stazione di Seregno, dove nonostante la presenza di un deposito bici (completato, sembra) in piazza XXV Aprile (Stazione), le biciclette restano, come sempre, "all'aria".

Il costo dell’opera che verrà realizzata a Cassina Savina si aggira intorno ai 400 mila euro, cofinanziati dalla Fondazione Cariplo nell’ambito del progetto “La Brianza Cambia Clima”, che punta alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici. La pista ciclabile sarà dotata di sistemi di drenaggio urbano sostenibile per prevenire gli allagamenti e migliorerà il microclima locale grazie alla piantumazione di alberi e arbusti autoctoni.

Tra le opere accessorie, è previsto l’adeguamento della viabilità con rialzi in carreggiata per attraversamenti pedonali sicuri, l’installazione di cancelli a molla per proteggere l’accesso alle aree verdi e l’incremento della biodiversità mediante nuove aree verdi.

Il Sindaco di Cesano Maderno Gianpiero Bocca ha sottolineato l'importanza strategica del progetto: “Questa nuova pista ciclabile rappresenta un collegamento fondamentale tra la rete ciclopedonale cittadina e quella di Seregno. In futuro, il circuito sarà potenziato per unire il centro di Cesano Maderno alle stazioni ferroviarie di Cesano, Seveso Baruccana e Seregno, incrementando l'offerta di mobilità sostenibile.” L’Assessore ai Lavori Pubblici e Ambiente, Manuel Tarraso, ha aggiunto: “Abbiamo scelto un tracciato che evita arterie trafficate, garantendo sicurezza e un percorso piacevole nel verde. Questo intervento è parte di un sistema integrato di collegamenti ciclopedonali che mira a migliorare la mobilità e la qualità della vita per i cittadini.”

Trasformare un problema in opportunità: il Parco del Meredo come fulcro della mobilità di Seregno

Il Meredo e il quartiere Sant'Ambrogio in una cartina degli anni '60

Il seguente contributo si inserisce nella discussione già avviata nel post pubblicato su questo blog lo scorso 12 dicembre 2024, che proponeva una visione innovativa per affrontare il tema della nuova bretella ferroviaria nel Parco del Meredo (leggi qui). L'autore, che abita nel quartiere e che ci ha chiesto di mantenere l'anonimato, ha sviluppato un'idea estremamente interessante, che potrebbe rappresentare un passo avanti non solo per la viabilità del quartiere Sant'Ambrogio ma per l'intera città di Seregno. Le sue proposte, supportate da dettagliate piantine che accompagneranno questo testo, meritano un'attenta riflessione per il loro potenziale impatto positivo sulla mobilità urbana e sulla qualità della vita dei residenti.

Riceviamo e pubblichiamo
L’interessantissima proposta esposta da questo blog il 12.12.24 ha dimostrato come da un problema, come quello della nuova bretella ferroviaria nel parco del Meredo, possa scaturire un’opportunità per la città. Infatti, trasformare il tratto ferroviario seregnese della Seregno-Saronno in percorso alberato (v. dis.1 col.rosso) ciclopedonale dal confine con Seveso alla stazione, compreso il capolinea della metrotranvia, potrebbe agevolare i collegamenti tra aree distanti e faticosamente raggiungibili. Inoltre, risolverebbe (v. dis. 2) il problema dei movimenti dei residenti di via Como e Saronno Est, che sono “reclusi” tra le due linee ferroviarie.

Disegno 1

Si potrebbe anche pensare di non eseguire più la rotonda di via Nazioni Unite e finalizzare la relativa spesa ad altre opere viabilistiche, come quelle citate di seguito:
  • A1: Riapertura, come passaggio ciclopedonale e/o veicolare, del vecchio passaggio a livello chiuso da anni.
  • A2: Riapertura, come passaggio veicolare, del vecchio passaggio a livello di via Seveso chiuso da anni.
  • B: Nuovo percorso di accesso ciclopedonale alla nuova pista da via Savonarola o Crocefisso, senza dover scendere e risalire nel sottopasso di via Nazioni Unite.
  • C: Prevedere, visto che le rotaie sono già qualche metro sotto la quota strada, solo un sovrappasso ciclopedonale (v. col.giallo) allineato a viale Santuario per il collegamento dei quartieri S. Valeria e Ceredo con l’esistente via Como. Ciò agevolerebbe in sicurezza e velocità il collegamento alla stazione ferroviaria, ai bus, al mercato e al capolinea della metrotranvia.
  • D: Prevedere la soluzione dello scavalco della linea ferroviaria RFI attraverso due soluzioni (v. Bottego/v. Cap. Giulietti), una alternativa all’altra, ciclopedonali e veicolari a senso unico alternato.
Disegno 2

L’eventuale passaggio veicolare tra la via Seveso e la via Saronno (v. nodo A2), insieme al collegamento della via Saronno alla via Bottego (v. nodo D), permetterebbe un logico ed agevole collegamento veicolare (v. linea gialla) all’interno del quartiere Sant’Ambrogio e unirebbe nello stesso tempo tutta la zona ora “isolata” posta tra le due ferrovie al suo quartiere.

È importante sottolineare che l’eventuale nuovo sovrappasso tra via Luini (viale S. Valeria) e la via Como dovrà essere esclusivamente ciclopedonale e non veicolare, evitando in questa maniera anche e soprattutto speculazioni edilizie con cambi di destinazione d’uso dei terreni agricoli.

Disegno 3

Il nodo D risulterebbe molto importante perché sarebbe l’incrocio tra:
  • Il nuovo percorso lineare, sicuro e veloce ciclopedonale est-ovest ora inesistente a Seregno (col. rosso).
  • La testa di una delle due soluzioni di sottopassi da via Sabatelli o da via Cap. Giulietti (col. verde).
  • Il proseguimento del nuovo eventuale sovrappasso ciclopedonale proveniente da S. Valeria, che collegherebbe, solo con un nuovo sovrappasso, in maniera lineare, sicura e veloce anche il quartiere Ceredo alla stazione, valorizzando altresì il parco di via Marzabotto.
Queste soluzioni rappresentano una visione integrata che potrebbe migliorare sensibilmente la mobilità, la sicurezza e la vivibilità del quartiere Sant’Ambrogio e dell’intera città di Seregno.

venerdì 20 dicembre 2024

Appello alla politica: investire in cultura per rilanciare il territorio brianzolo

 La provincia di Monza e Brianza si colloca al 107° posto, ultima in Italia, nella classifica delle province per la spesa dei Comuni destinata alla cultura, secondo i dati del Sole 24 Ore sulla Qualità della Vita. Un dato allarmante che evidenzia la necessità di un deciso cambio di rotta nelle politiche culturali locali.

La provincia di Monza e Brianza all'ultimo posto per la spesa in cultura, in posizione 107 nella classifica della Qualità della Vita redatta dal Sole 24 Ore. Soltanto 1 euro speso per cittadino all'anno in investimenti per la cultura. Molte associazioni culturali di Monza e Brianza sono rimaste davvero allibite da questo dato desolante. «Il nostro territorio, così ricco di storia e tradizioni secolari, è trascurato da coloro che invece dovrebbero valorizzarlo», deplorano gli esponenti della cultura di Monza e Brianza.

«Rivolgiamo un appello a tutti i parlamentari e consiglieri regionali eletti in Brianza, di ogni colore politico, affinché si impegnino a invertire questa brutta realtà e a sensibilizzare i Comuni brianzoli e la Provincia a investire di più nella cultura e negli spazi dove si fa cultura», dichiara Ettore Radice, presidente dell'Associazione Mnemosyne.

Nelle città e nei paesi della Brianza, altamente cementificati, ci vorrebbero meno palazzi residenziali e più strutture per la cultura, come biblioteche, teatri, auditorium per la musica e centri di aggregazione per i giovani nelle periferie, dove fare attività culturali: strutture attive, propositive e funzionanti, rimarcano i presidenti delle associazioni.

«La cultura, non l'intrattenimento, serve a formare i cittadini, rendendoli pienamente consapevoli dei loro doveri e diritti, e aiuta la socializzazione tra le persone e i rapporti intergenerazionali», sottolinea Zeno Celotto, presidente del Circolo culturale Seregn de la Memoria.

«Siamo sempre più convinti che sia necessario promuovere un turismo culturale di qualità, affinché la cultura diventi anche una risorsa per l'economia del territorio, con eventi che possano attrarre turismo da altre province», rileva Antonetta Carrabs, presidente della Casa della Poesia.

I Comuni della nostra provincia devono anche considerare che ogni euro speso per la cultura avrà un ritorno pari a 1,80 euro per il territorio, secondo i dati del Ministero della Cultura.

«Il Festival della Letteratura di Mantova dovrebbe essere preso ad esempio: è un vero polo di attrazione, rendendo alla città quasi un raddoppio della redditività e attivando iniziative di accoglienza e ristorazione che hanno arricchito il territorio anche dal punto di vista economico», espone Gianna Parri, presidente del Premio Letterario Brianza.

«Le associazioni culturali di Monza e Brianza – evidenzia Radice – ormai da tempo, con grande sforzo organizzativo e di volontariato, realizzano rassegne ed eventi che raccolgono la partecipazione di moltissimi cittadini, provenienti anche dal milanese e da altre province limitrofe. Per dare un impulso di maggiore efficacia, serve sinergia tra le associazioni culturali, le amministrazioni comunali e la Provincia, in modo da risalire la china e proporre agli abitanti del nostro territorio un'offerta di maggiore attrattività».

Le associazioni auspicano che dal 2025 vengano destinate più risorse alla Cultura e che il territorio della Brianza possa davvero primeggiare pure per Cultura e  turismo, dotandosi anche di nuove strutture, fruibili dall’intera cittadinanza.

Pedemontana e i lavori autostradali a Macherio, tra vibrazioni e barriere antirumore: la tutela della scuola


Lo scorso 18 dicembre 2024, durante l'assemblea pubblica sui lavori di Pedemontana a Macherio, sono stati discussi i dettagli relativi ai lavori per la realizzazione della nuova galleria autostradale, che interesseranno aree vicine alla scuola primaria. I rappresentanti del Comune e del contraente generale hanno illustrato il progetto delineando le misure di tutela previste per la scuola e le abitazioni vicine.

La fase più critica sarà la realizzazione dei diaframmi, strutture verticali realizzate con macchinari che perforano il terreno, generando vibrazioni che potrebbero essere percepite all'interno della scuola. La distanza dei diaframmi varia da pochi metri, nel punto più vicino alla scuola, fino a circa 15 metri per altre sezioni. Questa fase durerà alcuni mesi, su un totale di circa 1000 giorni previsti per il completamento dell'opera.


Il contraente ha sottolineato che, una volta terminata questa fase, le lavorazioni proseguiranno “a fondo cieco” all’interno della galleria, eliminando ogni disturbo alla superficie. Per garantire la funzionalità e la sicurezza della scala antincendio della scuola, verrà installata una paratia di micropali che ne assicurerà l’integrità durante l’intero periodo dei lavori.


Per ridurre al minimo i disagi, il progetto prevede:

  • Barriere antirumore provvisorie: Saranno installate durante i lavori, contribuendo a mitigare l’impatto acustico.
  • Pianificazione delle attività: Le lavorazioni più invasive, come quelle sui diaframmi, saranno eseguite durante i mesi estivi, quando la scuola è chiusa.
  • Monitoraggio continuo: Durante le fasi più critiche, sarà attivo un controllo costante delle strutture scolastiche per prevenire eventuali danni e garantire la sicurezza degli utenti.

L’intervento comporterà alcune modifiche nell’area circostante la scuola:

  • Pista di pattinaggio: Sarà espropriata, ma verrà ricostruita in una nuova area grazie a un indennizzo versato al Comune di Macherio.
  • Parcheggio pubblico di via 25 Aprile: Verrà temporaneamente ricollocato durante i lavori e ripristinato in fase definitiva sopra la galleria.

Il Comune ha richiesto e ottenuto dal contraente la disponibilità a organizzare incontri specifici con la dirigenza scolastica, i genitori e le associazioni sportive per condividere aggiornamenti e rassicurazioni.

Pedemontana e depositi di terre: uno scempio ambientale tra Lissone e Macherio. Serve un intervento deciso e unitario delle associazioni ambientaliste!

Aree deposito terre

Dall’assemblea pubblica organizzata dal Comune di Macherio lo scorso 18 dicembre 2024, è emerso un quadro ancora più preoccupante di quanto temuto riguardo alla realizzazione della Pedemontana tra Lissone e Macherio. Il progetto prevede l’occupazione di circa 50 ettari di suolo fertile, inclusi terreni classificati come Aree Agricole di Interesse Strategico, destinandoli a "depositi di terre". Questi territori, in passato salvati dalla cementificazione grazie alle battaglie delle associazioni ambientaliste – ricordiamo in particolare l’Associazione Torrette Bini Dosso Boscone, ormai dissolta – rischiano ora di essere trasformati in una gigantesca "discarica" per inerti provenienti dagli scavi dell’intera tratta tra Desio e Lesmo.

Le aree interessate comprendono non solo terreni agricoli di grande valore, ma anche zone boscate che fungono da rifugio per la biodiversità e costituiscono una parte cruciale del corridoio primario della Rete Ecologica Regionale (RER). La loro trasformazione in "depositi" significherebbe la “morte ecologica” di uno degli ultimi spazi verdi rimasti nella Brianza centrale. Inoltre, le compensazioni ambientali previste dal progetto originale (Progetto 24) sembrano essere state accantonate, cedendo il passo a un utilizzo indiscriminato del territorio, avallato da una classe politica che appare disinteressata alla tutela ambientale.

Di fronte a questa situazione, è essenziale mobilitarsi per proteggere questi preziosi spazi verdi. Serve un intervento deciso e unitario da parte delle associazioni ambientaliste, insieme a un controllo rigoroso sui piani di compensazione ambientale. È indispensabile, inoltre, promuovere una presa di coscienza collettiva sull'importanza di preservare il territorio, evitando che interessi economici di breve periodo compromettano irreparabilmente il futuro della Brianza centrale.

Per affrontare efficacemente la questione, torneremo ad occuparcene analizzando punto per punto quanto emerso durante l’assemblea.

giovedì 19 dicembre 2024

Parco GruBrìa, nuovo calendario 2025 e una dedica speciale al Parco del Meredo


In questi giorni è disponibile il nuovo calendario da tavolo 2025 del Parco GruBrìa, il "nostro parco". Il nostro blog, è nato nel 2009 per sostenere l’ampliamento del Parco della Brianza Centrale, oggi unito al Parco Grugnotorto Villoresi in un’unica realtà, da cui deriva il nuovo nome: una crasi tra le due denominazioni storiche.

Siamo particolarmente felici di parlarne perché una delle immagini selezionate per il calendario ritrae un luogo che ci sta molto a cuore: il Parco del Meredo. La foto mostra la piana agricola, attraversata da una strada vicinale, dove alcuni bambini delle vicine scuole Aldo Moro sono stati immortalati durante una visita didattica.

In un contesto di pressioni continue per nuove infrastrutture (come la tangenziale Meda-Seregno di Pedemontana, il raccordo ferroviario e cabina elettrica), vedere il Parco del Meredo utilizzato per insegnare ai più piccoli le sue peculiarità storiche e naturalistiche è un segnale di speranza.

🌱 Educare le nuove generazioni alla bellezza e all'importanza di queste aree verdi è fondamentale per proteggerle oggi e in futuro.

Info: Parco GruBrìa, piazza Gio.I.A. - Nova Milanese
Tel. 0362 374512 - E-mail parco@grubria.it

mercoledì 18 dicembre 2024

Meda: interventi per l’ambiente e la gestione delle acque piovane nella Valle dei Mulini


Il WWF ha diffuso un aggiornamento sui lavori in corso nella Valle dei Mulini di Meda, dove si stanno attuando azioni concrete per affrontare i cambiamenti climatici e gestire le acque piovane, sempre più critiche a causa di eventi meteorologici estremi. Tra le iniziative, BrianzAcque sta realizzando un’area di laminazione in via Angeli Custodi, fondamentale per contenere le acque durante i fenomeni più intensi.

L’area è stata denominata Valle dei Mulini per la presenza storica di numerosi mulini che un tempo punteggiavano il territorio, alimentati dal corso della Roggia Desio, un canale artificiale risalente al XIV secolo.

Parallelamente, proseguono le piantumazioni di alberi e arbusti grazie alla collaborazione tra il Comune di Meda, WWF Insubria e la Cooperativa Sociale La Brughiera Onlus. Nella giornata di mercoledì 18/12/2024 sono stati messi a dimora 20 noccioli e 2 piante di fico, che si sommano agli interventi degli ultimi anni per un totale di oltre 2000 nuovi alberi piantati lungo la valle.

Gli interventi in corso, che includono sia la creazione dell’area di laminazione sia le piantumazioni, rappresentano un impegno collettivo per la tutela del territorio e per sensibilizzare la comunità sull’importanza della sostenibilità ambientale.

martedì 17 dicembre 2024

Lupi a Lecco, WWF: "Meno allarmismo, più soluzioni razionali"

Concorso WWF Lecco 2023: “Disegniamo la natura”. Disegno di Agata Loizedda

In seguito all’avvistamento di un branco di sette lupi nella zona di Morterone (LC) e alle dichiarazioni rilasciate dal consigliere regionale Giacomo Zamperini, il WWF Lecco ha ribadito la propria posizione in merito alla questione, sottolineando la necessità di un approccio basato sulla scienza e sul buon senso.

“La presenza di pochi lupi di passaggio sul nostro territorio non rappresenta una minaccia per l’essere umano”, chiarisce il WWF Lecco. “Definire pericolosi questi animali significa alimentare paure ingiustificate, spesso radicate in antichi pregiudizi. Il ritorno del lupo in aree dove storicamente era presente richiede analisi scientifiche e obiettive, non risposte emotive o allarmistiche”.

L’associazione ha ricordato che gli attacchi di lupi agli esseri umani sono eventi estremamente rari e distanti nei secoli: “I lupi non attaccano le persone, e l’idea che possano farlo appartiene alle favole, non alla realtà. Quando si avvicinano alle abitazioni, il motivo è quasi sempre riconducibile a cattive abitudini umane, come l’abbandono di rifiuti che possono attirare questi animali”.

Il WWF Lecco non nega che la presenza del lupo possa comportare rischi per gli animali da allevamento, ma sottolinea come questi siano ampiamente riducibili grazie alle misure di prevenzione disponibili. “Il vero rischio legato alla presenza del lupo riguarda le predazioni sul bestiame”, afferma l’associazione. “Tuttavia, esistono strumenti efficaci per proteggere gli allevamenti, come recinzioni adeguate e cani da guardiania, che possono ridurre al minimo gli impatti. Piuttosto che alimentare paure, sarebbe auspicabile che la politica si impegnasse per garantire le risorse necessarie a implementare queste misure”.

Il WWF Lecco invita a guardare al lupo non come a un problema, ma come a una risorsa per gli ecosistemi. “I lupi giocano un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio naturale. Regolano le popolazioni di ungulati predando soggetti deboli o malati, favorendo la salute complessiva di queste specie. Inoltre, contribuiscono al controllo di altri predatori come le volpi e limitano la diffusione di animali problematici per l’agricoltura, come i cinghiali”.

Secondo l’associazione, è necessario un cambiamento di prospettiva: “Non possiamo continuare a vedere ogni animale selvatico come una minaccia per le nostre attività. L’uomo è solo una parte dell’ecosistema e ha il dovere di rispettarne gli equilibri. Dopo secoli di danni inflitti all’ambiente, è arrivato il momento di assumersi la responsabilità di convivere con la fauna selvatica, adottando soluzioni razionali e sostenibili”.

Il WWF Lecco conclude ricordando che la convivenza con i lupi è possibile e necessaria: “Serve superare i pregiudizi e abbandonare l’immagine del lupo come il ‘cattivo’ delle favole. Dobbiamo imparare a vederlo per ciò che realmente è: un alleato prezioso per la biodiversità e per l’equilibrio dei nostri ecosistemi”.

“Con rispetto e conoscenza, è possibile affrontare le sfide della convivenza con il lupo senza ricorrere a soluzioni drastiche o distruttive. La strada è quella della coesistenza, basata sulla ragione e sull’adozione di misure preventive adeguate”.