giovedì 18 luglio 2013

"Notte delle stelle" all'Oasi Lipu di Cesano Maderno


Sabato 10 Agosto 2013 nelle Oasi e Riserve LIPU di tutta Italia, si festeggia la “notte delle stelle”.

All’Oasi di Cesano Maderno la serata (ore 20,30) sarà dedicata al relax con letture di “racconti stellari” in compagnia dei volontari LIPU e degli “Amici della Biblioteca di Cesano Maderno”.

La serata chiude il programma degli eventi in Oasi, prima della breve pausa estiva.

Le attività riprenderanno a Settembre  con un calendario ricco di iniziative tra cui l’attesa Festa di Compleanno per i 15 anni dall’istituzione dell’Oasi cesanese.  

Prenotazione obbligatoria, posti limitati.
Donazione: € 5 a persona; € 3 Soci LIPU.
Informazioni e prenotazioni: 0362.546827

L’iniziativa rientra nel calendario degli “Eventi Natura 2013” dell’Oasi organizzati in collaborazione con il Comune di Cesano Maderno e consultabili sui relativi siti internet.

Legambiente Desio commenta il fiasco finanziario di Pedemontana


Riceviamo e pubblichiamo

Il 10 luglio 2013 si è conclusa l'asta pubblica per la vendita di azioni della società autostrada Serravalle. La Serravalle è la principale azionista di Pedemontana con oltre il 76% delle azioni.

La vendita di azioni Serravalle avrebbe dovuto portare un po di soldi per il proseguimento dei lavori – tra le altre – di Pedemontana. Ma …L'ASTA E' ANDATA DESERTA (per la seconda volta).

Insomma il Progetto Pedemontana dal punto di vista dei finanziamenti traballa sempre di più. E traballa soprattutto la leggenda della grande opera che si finanzia da se con capitali privati.

A questo link abbiamo affidato ad una breve videointervista il nostro commento sull'ennesimo fiasco finanziario per Pedemontana.

Legambiente Desio 

Campagna exit: pedemontana usciamone vivi

Sequenze inverighesi: dalle palafitte sul Lambro fino agli odierni momenti di crisi

Venerdi, 19 luglio 2013 alle ore 21,15
Auditorium di Inverigo (presso Santa Maria della Croce)

Luigi Perego e Paolo Bianchi

SEQUENZE INVERIGHESI

in cui narrazione, immagine e musica accompagneranno un  viaggio ad Inverigo e territori vicini, attraverso  25 secoli di Storia: dalle palafitte sul Lambro fino agli odierni momenti di crisi.  Società, arte ed economia sono  gli argomenti su cui la ricerca documentaria, oltre che fotografica, ha indagato, disvelando aspetti poco noti.

I due autori hanno messo a fattor comune gli studi di storia locale in un caso e l'arte fotografica nell'altro. Questa iniziativa personale degli autori è rivolta alla popolazione ed  alle associazioni che a diverso titolo si curano del territorio oltre che alle Istituzioni quali sindaci, assessorati alla cultura e scuole dei territori vicini ad Inverigo.


Sarà una serata in letizia in cui riflettere sul nostro ieri e pensare ad un domani migliore per le terre collinari lambite dal Lambro. Un nuovo e duraturo sviluppo economico di questi territori potrà realizzarsi attraverso una rinascita culturale della sua gente, consapevole del proprio passato. La conoscenza dei monumenti, del paesaggio e dei costumi da parte dell¹intera collettività potrà meglio contribuire alla salvaguardia dei beni storici e paesaggistici, patrimoni collettivi  finora mal considerati, ma ora indispensabili per un rilancio economico in questi tempi di crisi.

L'ingresso è aperto a tutti.


Info: paolo.bianchi64@alice.it

mercoledì 17 luglio 2013

Seregno. Parcheggio nel Meredo e parco giochi al cimitero: due errori da evitare


di Mauro Brivio, segretario del PD di Seregno

Sono in realizzazione a Seregno due progetti di compensazione ambientale: il primo deriva dalla cessione e dal dovuto ripristino dell’area un tempo occupata dalla cava di inerti situata di fronte al parcheggio del cimitero comunale, e consiste nella sistemazione della stessa area a giardino pubblico e parco giochi; il secondo è parte di una serie di interventi di riqualificazione del verde (piantumazioni, ripristino di strade interpoderali etc.) nel parco del Meredo, e prevede la realizzazione di un parcheggio all’interno del parco, lungo la via Saronno.

Già in passato abbiamo espresso perplessità circa la realizzazione di tali opere agli assessori competenti, ma non essendo mai venuta una risposta chiara in proposito chiediamo al Sindaco e alla Giunta Comunale:

- Di stralciare interamente il progetto del parcheggio nel Meredo, dirottando le risorse ad esso adibite su altre opere di riqualificazione del verde cittadino;

- Di completare il giardino pubblico presso il cimitero limitando le opere alla piantumazione di erba ed alberi, stralciando l’installazione dei giochi e dirottando le risorse relative alla riqualificazione del Veliero presso il parco della Porada.

Siamo infatti convinti che la realizzazione di tali opere si rivelerebbe presto un errore che la città di Seregno pagherebbe a lungo, per le seguenti ragioni:

- Parco del Meredo: Gli accessi del parco sono già serviti da adeguati parcheggi, ad eccezione di quello di Via Saronno, che però è assai vicino alla Strada Vicinale del Meré Nord, una strada chiusa, con una sezione abbastanza larga da poter accogliere lo stesso numero di posti auto senza arrecare alcun disagio ai residenti. Inoltre per via della posizione e della tipologia del parco, e per l’uso che ne fanno i cittadini, è difficile immaginarne un utilizzo diverso che renda necessari i posti auto previsti, senza contare che, coerentemente con la promozione di una mobilità sostenibile, gli unici posti auto cui sarebbe lecito pensare sono quelli per i disabili, che però, come già osservato, potrebbero essere facilmente predisposti nei parcheggi esistenti. Ma soprattutto la realizzazione di un parcheggio dentro il parco, sia pure al suo margine, oltre a comportare una sottrazione del verde esistente peggiorerebbe inevitabilmente la qualità e la percezione che si ha del parco dall’interno e dall’esterno, che sia utilizzato o meno. Va poi considerato che se anche la superficie del parcheggio fosse realizzata come da progetto, con materiali posati direttamente su terra battuta (prato armato, blocchetti di cemento etc.) al fine di preservare la permeabilità del suolo, l’assestamento del terreno ne richiederebbe dopo pochi anni il rifacimento, senza contare gli altri costi di manutenzione. 


- Giardini del cimitero: l’area su cui sorgerebbero è collocata in una posizione e in un contesto tali da rendere inopportuna una sistemazione a giardino pubblico e parco giochi. È situata infatti tra il cimitero comunale, la piattaforma ecologica, il cogeneratore ed alcune aree produttive, in una zona in cui il residenziale è quasi assente. Di conseguenza è ragionevole pensare che il suo utilizzo da parte dei cittadini (e dei bambini e genitori in particolare) sarebbe quasi nullo: questo significa che con ogni probabilità si va a realizzare un giardino dai costi di manutenzione elevati e del tutto fuori luogo, e che le attrezzature per il gioco, così come l’intera area, sarebbero destinate a divenire in breve ricettacolo di rifiuti e degrado.

Questa richiesta sarà tradotta appena possibile in un provvedimento che il PD Seregno porterà in Consiglio Comunale. Tuttavia considerati i tempi a disposizione e la sensibilità dell’Amministrazione in materia, confidiamo che questa nostra richiesta possa trovare una risposta motivata quanto prima.

La diossina entra nei PGT di Cesano, Desio e Seveso

Riceviamo e pubblichiamo il seguente intervento di "Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile"

TCDD (DIOSSINA): QUALCOSA SI MUOVE  (E NON SOLO PER LA PEDEMONTANA)

Dopo le lettere del 10/06/2013 dei Sindaci della tratta B2 + Desio e Bovisio Masciago (tratta C), già precedute anche da richieste di  chiarimenti da parte degli stessi, le sollecitazioni ai vari livelli istituzionali dei gruppi ambientalisti di INSIEME IN RETE, le iniziative sul territorio che in varia forma hanno evidenziato il rischio presente laddove il terreno risulta essere ancora contaminato da TCDD, l'ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) ha inviato ai Sindaci con porzioni di territorio che ricadono nell'ex zona B (Seveso, Cesano Maderno e Desio), un'importante lettera che vi alleghiamo.
Il tutto era già stato anticipato da un articolo de Il Cittadino che riprendeva le comunicazioni dell'Assessore di Cesano Maderno Vaghi (cliccare qui).

ARPA chiede la CARATTERIZZAZIONE del suolo qualora, nelle ex zone B, si intenda edificare.
Caratterizzazione significa analisi chimiche certificate alfine di rilevare se sia o meno presente DIOSSINA nel terreno ove si scaverà.

Ciò che ARPA scrive è estremamente importante anche se fa riferimento ad un legge che, nel frattempo, è stata modificata, con la legge 71 del 23/06/2013, che prevede procedure differenti in particolare per gli scavi sotto i seimila metri cubi (di fatto tutti quelli legati ad interventi edilizi residenziali o produttivi sino a medie dimensioni).

E sulla base della lettera di ARPA ancora di più non si comprende perchè se i privati devono farsi carico delle indagini sulla presenza di diossine nel sottosuolo, la sola Pedemontana finora ha ritenuto di esserne esentata, nonostante le prescrizioni CIPE ed i volumi ingenti di terreni, certamente contaminati da diossine, che vorrebbe movimentare.
--------------------------------------

IL DOCUMENTO


lunedì 15 luglio 2013

Mezzago: il 50% del territorio comunale è stato conferito al PLIS del Rio Vallone


Il ruolo del Parco del Rio Vallone nel nuovo Piano di Governo del Territorio del comune di Mezzago

Tratto dal sito dell'Associazione dei Comuni Virtuosi

Il PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) del Rio Vallone (www.parcoriovallone.it) riveste un ruolo fondamentale per la salvaguardia dell'ambiente, la conservazione e la gestione equilibrata del territorio, favorendo la tutela del paesaggio, preservando di fatto un polmone di verde in un territorio fortemente urbanizzato dove la pressione edificatoria e infrastrutturale ha assunto nel corso degli anni livelli preoccupanti. Si occupa di preservare lo stato di naturalità ed è schierato in prima fila nel non facile compito di dare continuità e prospettive di sviluppo alle attività agricole, primo importante baluardo al consumo di suolo.
In questi anni il parco ha acquisito importanti aree per il rimboschimento, realizzando una fitta rete sentieristica della quale cura costantemente la manutenzione; ha creato zone umide favorevoli alla conservazione di varie specie di fauna e flora autoctone, al loro riequilibrio, al mantenimento del patrimonio arboreo esistente. Promuove iniziative divulgative, culturali e di educazione ambientale rivolte in modo particolare ai bambini, per favorire la conoscenza dell'ambiente naturale e paesistico.

Credendo fermamente nel ruolo del Parco e sostenendone concretamente l'attività, nel corso tempo il comune di Mezzago ha conferito in esso circa 200 ettari, ovvero il 50 per cento della superficie comunale, confermando il bene comune "territorio-paesaggio" come punto centrale delle proprie politiche pubbliche che, attraverso la valorizzazione dei caratteri specifici di ogni luogo nelle sue componenti urbane, naturali e agroforestali e nella interrelazione fra esse, concorrendo al benessere della vita umana materiale e sociale.

Queste premesse hanno costituito, com'era naturale, l'asse portante del percorso di elaborazione del nuovo Piano di Governo del Territorio il cui scenario progettuale individua nella salvaguardia del valore naturale e paesaggistico del territorio e nel miglioramento dello stato dell'ambiente, le condizioni irrinunciabili per lo sviluppo dei sistemi rurali, insediativi e socio – economici.

In tale prospettiva, fra gli interventi pianificati dal nuovo PGT, la conferma del PLIS del Rio Vallone (non scontata in tutte le realtà amministrative) e ancor di più il suo previsto ampliamento mediante l'estensione delle aree in dotazione, rappresenta un'azione decisa e caratterizzante sotto diversi aspetti.

Di fondamentale importanza è la tutela degli ambiti di pregio agricolo e ambientale e la valorizzazione delle risorse locali, con l'obiettivo di costituire una corona "verde" al territorio edificato garantendo l'esistenza di un corridoio "ecologico" che colleghi la parte est del comune con la parte ovest. Altrettanto importante la volontà di salvaguardare e favorire lo sviluppo delle aree dedicate alla rara e pregiata coltivazione dell'asparago, che conferisce un carattere esclusivo a un comparto rilevante dell'attività agricola di Mezzago.

All'interno dello scenario progettuale del PGT, il PLIS gioca un ruolo rilevante anche per quanto riguarda l'acquisizione e valorizzazione delle "aree obiettivo di qualità territoriale". Queste sono aree verdi da acquisire alla proprietà pubblica mediante lo strumento della perequazione urbana e territoriale. In pratica, a fronte di una trasformazione e quindi di un consumo di suolo (dissipazione di un valore naturale non più riproducibile), è prevista la cessione al comune di una dotazione di aree aggiuntiva rispetto a quella ordinaria prevista dalla legge. Tali aree vengono possono essere conferite in dotazione al PLIS del Rio Vallone e destinate all'incremento degli spazi verdi e alla mitigazione e ricomposizione paesistica degli ambiti interessati da nuove infrastrutture della mobilità (Pedemontana e linea ferroviaria Gronda est) e da nuovi insediamenti.

All'interno del PGT il Parco viene inoltre individuato come elemento di connessione della rete ecologica locale con le reti ecologiche di previste da enti superiori (Provincia e Regione) che, pur con modesto valore intrinseco di naturalità, ha un elevato valore ambientale territoriale e paesaggistico, oltre che di interferenza nell'infrastruttura Pedemontana.

Sono queste operazioni strategiche di "riordino territoriale", da attuare mediante la realizzazione di un appropriato sistema di verde, orientato alla salvaguardia ambientale, alla valorizzazione paesaggistica ed alla ridefinizione dei margini urbani. In questo senso il verde urbano non è considerato esclusivamente come elemento estetico e ricreativo del territorio, ma come un vero ecosistema naturale, un capitale prezioso per contribuire a mitigare l'inquinamento delle varie matrici ambientali (aria, acqua, suolo), migliorare il microclima e mantenere la biodiversità; obiettivi ambiziosi per i quali ancora una volta il Parco del Rio Vallone ricopre un ruolo essenziale.

La parola al Parco

Raccontare "cosa fa il Parco" è uno sforzo non solo utile ma necessario; non per farsene un particolare vanto, ma per cercare di spiegare quanto sia variegata e complessa la "governance" dei residui ambienti naturali e agricoli presenti nelle nostre zone.

Un'azione che talvolta passa inosservata, così come può sfuggire ai nostri occhi il pur indispensabile germinare di un seme o il crescere di una pianta; eppure il Parco "si muove", ogni giorno, con silenziosa e speranzosa insistenza. Raccontarlo significa innanzitutto condividerlo, perché solo così potremo fare sempre meglio. Ecco dunque il motivo per cui Vi invitiamo a leggere il report delle attività portate avanti nel 2012 dal Consorzio Parco del Rio Vallone.

Seveso - Meda: 37 anni dopo di nuovo il rischio diossina


Il 10 luglio 2013, 37° anniversario del disastro ICMESA, il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE ha promosso ed organizzato una iniziativa / conferenza stampa presso la sala Polivalente del Centro Visite del Bosco delle Querce a tema: SEVESO – MEDA: 37 ANNI DOPO DI NUOVO IL RISCHIO DIOSSINA.

Gemma Beretta di Insieme in Rete
All'invito fatto da INSIEME IN RETE ai Sindaci dei Comuni della Tratta B2, gli stessi, hanno risposto positivamente, presenziando direttamente o a mezzo di loro Delegati e Assessori. Presenti Paolo Butti per Seveso, Gianni Caimi per Meda, Rosella Rivolta per Lentate S/S, l'Assessore Pietro Nicolaci per Cesano Maderno e L'Assessore Raimondo Leuratti per Barlassina nonchè l'Assessore Fabio Rivolta di Seveso e alcuni Consiglieri Comunali. Anche il Comune di Desio (tratta C) ha inviato una comunicazione di adesione e partecipazione.

Sono intervenuti anche alcuni Consiglieri Regionali (Corbetta - M5S e Barzaghi - PD) firmatari della MOZIONE URGENTE non ammessa alla discussione in Consiglio Regionale e il Consigliere Provinciale del PD Elio Ghioni.
Durante l'incontro, alla presenza dei giornalisti e su sollecitazione del tavolo composto dai rappresentanti di INSIEME IN RETE, (Gemma Beretta Portavoce, Edoardo Bai, Gianni Del Pero, Alberto Colombo, Giuseppe Grassi) c'è stato un confronto franco con i Sindaci e i Consiglieri presenti.
A fuoco la questione delle INDAGINI AMBIENTALI come da prescrizione Cipe n°3, l'anomalo iter progettuale della pedemontana, il black-out informativo da parte di APL e Regione Lombardia, il rispetto delle norme concernenti le zone ancora contaminate da TCDD e la necessità di una fascia di tutela o piano d'area nei PGT che impedisca le edificazioni a lato autostrada e la questione della viabilità territoriale.

I relatori al tavolo di Insieme in Rete: Bai, Del Pero, Colombo, Grassi
Più localmente, s'è trattata la proposta di AMPLIAMENTO del Bosco delle Querce, ora condivisa anche dalle amministrazioni di Butti e Caimi, sotto la cui giurisdizione ricade la gestione del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce. Proposta e che ora può avere l'opportunità di iniziare l'iter per concretizzarla.

INSIEME IN RETE, nel rispetto dei reciproci ruoli, pur mantenendo fermo il suo giudizio di inutilità dell'opera autostradale Pedemontana, intende continuare sulla strada del dialogo con il livello amministrativo locale, al fine di rafforzare le condivisioni sulle comuni preoccupazioni, rischio diossina, viabilità, compensazioni ambientali e identificare possibili azioni utili.

Di seguito il comunicato elaborato da INSIEME IN RETE diffuso alla stampa, ai Sindaci e ai Consiglieri.

Seveso – Meda, 10 luglio 2013

37 anni fa il territorio di Seveso, Meda, Cesano Maderno, Desio, Bovisio Masciago e in piccola parte Barlassina, fu colpito da uno dei più gravi incidenti industriali del nostro tempo.
Una situazione che mise in ginocchio la popolazione locale e provocò dolore e sradicamento, mettendo a serio rischio la salute della gente. Le conseguenze di questo grave incidente che vide lo sprigionarsi di una nube tossica di diossina non sono ancora superate e un nuovo pericolo è alle porte.
Oggi il pericolo si chiama Pedemontana, visto che il tracciato della futura autostrada – già in fase avanzata di realizzazione nella zona di Varese – attraverserà  poi il territorio che nel 1976 è stato ed è tutt’ora contaminato dalla nube tossica di TCDD.
Su questo aspetto, la preoccupazione dei gruppi ambientalisti di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE è stata accolta e fatta propria dai primi cittadini.
Nei giorni scorsi i Sindaci di Lentate, Barlassina, Meda, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio hanno inviato a Regione Lombardia due lettere, rispettivamente indirizzate all’Assessore Maurizio del Tenno (Infrastrutture e Viabilità) e a Mario Mantovani (Sanità), richiamando la loro attenzione su quello che deve essere fatto dalle istituzioni a tutela della salute dei cittadini.
La prima missiva, firmata insieme dai Sette Sindaci – e questo è già di per sé una novità degna di rilievo -, rilancia uno dei punti fondamentali che il coordinamento INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE da tempo evidenzia: il pericolo per la popolazione di fronte alla realizzazione di un’opera che andrà a muovere il terreno contaminato da diossina nelle ex zone A, B e R. L’eco di questa preoccupazione è giunta anche in Regione Lombardia, attraverso una mozione presentata da consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, del PD, e della Lista Ambrosoli, con un primo supporto del consigliere leghista Romeo, poi sfilatosi e riallineatosi con la maggioranza (PDL e Lega) nella votazione contraria alla messa all’ordine del giorno della mozione urgente.
La Giunta e la maggioranza in Regione Lombardia, dunque, continuano colpevolmente a sottovalutare la delicatezza della questione, oppure vogliono nascondere qualcosa di scomodo: a oggi, infatti, non sono ancora stati resi pubblici gli esiti dei sondaggi ambientali e delle indagini geognostiche effettuate in prossimità del tracciato della futura autostrada già nel settembre 2012. Perché questo silenzio?
La preoccupazione è legittima, visto che le ultime analisi del 2008 effettuate dalla stessa società Pedemontana avevano evidenziato il superamento dei limiti di presenza della diossina in 52 punti (di cui ben 10 oltre il limite industriale) su 127 realizzati nella tratta tra Meda e Desio.
I dati del 2008 erano stati validati da ARPA.
Ora ARPA, come riferito dallo stesso ente in diverse dichiarazioni, non è stata nemmeno interessata.
Pressapochismo, superficialità, o cos’altro?
La seconda lettera approfondisce proprio questa domanda e chiede all’Assessore regionale alla Sanità Mario Mantovani un costante aggiornamento sulle eventuali nuove ricerche relative agli effetti sanitari della diossina sulla popolazione dopo l’incidente del 10 luglio 1976. I più recenti risultati scientifici, infatti, confermano che l’esposizione a diossina è cancerogena (Dioxin Exposur and Cancer Risck in the Seveso Women’s Health Study, Mocarelli et. al. 2011).
Ma Regione Lombardia non ha ancora risposto, come non lo ha fatto di fronte alle precedenti note inviate dal Comune di Seveso dove si chiedeva di informare costantemente l’Autorità locale in merito alle eventuali nuove ricerche sanitarie sugli effetti della diossina sulla popolazione dell’area interessata dall’incidente Icmesa.
Che fare allora oggi?
I gruppi ambientalisti e i cittadini chiedono ai Sindaci e agli altri amministratori del territorio di
- prendere definitivamente in mano le redini della situazione e di chiedere immediatamente a ARPA di intervenire a verifica del livello di contaminazione dei terreni che dovrebbero essere interessati dal passaggio di Pedemontana al fine di poter verificare la revisione del progetto dell’autostrada evitando il passaggio della stessa in aree in cui si riscontrano concentrazioni di diossine eccedenti i livelli soglia di contaminazione;
- richiedere immediatamente a Regione Lombardia l’ampliamento del Bosco delle Querce includendo nel perimetro del Parco le aree verdi di via della Roggia a Seveso, precisando i tempi e le modalità di realizzazione di questo progetto.
Questo investimento, di cura del territorio, sarebbe un indicatore della forza con la quale i Sindaci e le Sindache si assumono la responsabilità verso una popolazione che non merita il ritorno a un passato da ricordare solo come monito per le generazioni future.  

INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

Rassegna stampa sull'evento:

- La7 (video)
- Il Cittadino (pagina di Seveso):


- Il Cittadino web / Il Giorno / MB News:

- Il Giornale di Seregno