lunedì 27 luglio 2026
PTCP della Brianza: gli ambientalisti chiedono più tutele per il suolo libero e la Rete Verde
La variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia di Monza e della Brianza entra nella fase conclusiva delle osservazioni e il mondo ambientalista torna a richiamare l’attenzione su una questione fondamentale: il futuro di un territorio tra i più urbanizzati d’Italia.
Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di Monza e Brianza, realtà che da anni segue con attenzione l’evoluzione della pianificazione provinciale, ha presentato nei termini previsti dalla legge un articolato documento con 11 osservazioni alla variante adottata dal Consiglio Provinciale con deliberazione n. 13 del 28 aprile 2026. Un lavoro approfondito che conferma il ruolo svolto negli anni dal Coordinamento e dal suo referente Giorgio Majoli, la cui competenza e continuità nell’analisi degli strumenti urbanistici provinciali hanno rappresentato un punto di riferimento per molte associazioni ambientaliste brianzole. Il blog Brianza Centrale ha sempre seguito e sostenuto questa attività, ritenendo fondamentale che anche nella nostra provincia, dove il consumo di suolo ha raggiunto livelli critici, vi sia una presenza attenta e competente capace di analizzare gli strumenti urbanistici e proporre alternative concrete.
Il primo tema posto dal Coordinamento riguarda gli Ambiti Agricoli Strategici (AAS) e la Rete Verde di ricomposizione paesaggistica. La richiesta è chiara: la variante del PTCP deve recepire integralmente gli ampliamenti delle aree agricole e della rete ecologica già approvati dai Comuni nei rispettivi PGT dal 2013 ad oggi. In un territorio dove gli spazi liberi sono sempre più frammentati, non è sufficiente fotografare la situazione esistente: occorre riconoscere e rafforzare le tutele già deliberate dagli enti locali. Da qui anche la richiesta di escludere nuove previsioni edificatorie su suolo libero, evitando ulteriori incrementi dei carichi urbanistici, del traffico e dell’impermeabilizzazione del territorio.
Particolare attenzione viene dedicata agli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP), introdotti proprio per tutelare alcune aree strategiche rimaste libere. Secondo il Coordinamento, la quota minima di territorio libero da mantenere all’interno degli AIP dovrebbe essere portata almeno all’80%, superando l’attuale criterio del 51%, ritenuto insufficiente per garantire una reale prevalenza della tutela ambientale. Un tema particolarmente importante perché molti AIP rappresentano oggi alcune delle ultime connessioni verdi tra centri abitati, aree agricole e sistemi naturalistici.
Un altro capitolo riguarda la crescita degli insediamenti produttivi e logistici. Gli ambientalisti chiedono che il PTCP censisca e rappresenti in modo completo i poli esistenti e quelli previsti, valutando nella VAS (Valutazione Ambientale Strategica) gli effetti complessivi su traffico, qualità dell’aria e rumore. La Brianza conosce già gli effetti della progressiva trasformazione del territorio in una piattaforma infrastrutturale e logistica: nuove strutture non possono essere valutate singolarmente senza considerare l’impatto cumulativo.
Una delle osservazioni più rilevanti riguarda i procedimenti SUAP (Sportello Unico Attività Produttive), spesso utilizzati per introdurre varianti urbanistiche finalizzate alla realizzazione di nuovi insediamenti produttivi. Il Coordinamento evidenzia una possibile contraddizione: da un lato la variante al PTCP dichiara di voler rafforzare la tutela del sistema rurale e ridurre il consumo di suolo; dall’altro alcune procedure semplificate potrebbero consentire trasformazioni proprio nelle aree agricole strategiche o nelle aree libere. La proposta è quindi quella di introdurre criteri più restrittivi, privilegiando il recupero delle aree dismesse e impedendo nuovo consumo di suolo negli ambiti maggiormente tutelati.
Le osservazioni affrontano anche il tema della tutela dei boschi, dei corridoi vallivi e degli elementi geomorfologici. Il Coordinamento chiede che il PTCP riconosca il valore strategico delle aree forestali individuate dal futuro Piano di Indirizzo Forestale dell’Alta Pianura e sostenga il percorso di riconoscimento del Parco Regionale PANE. La richiesta è di considerare boschi e aree verdi non come spazi residuali, ma come vere infrastrutture ecologiche fondamentali per la qualità ambientale della Brianza.
Due osservazioni riguardano infine le modifiche introdotte dalla variante sugli impianti da fonti energetiche rinnovabili e sui nuovi Servizi di Interesse Provinciale (SIP). Il Coordinamento non mette in discussione la necessità della transizione energetica, ma evidenzia il rischio che formule generiche possano permettere la collocazione di impianti a terra o nuove funzioni anche all’interno di aree agricole strategiche e della Rete Verde. Per questo viene chiesto che siano definiti criteri chiari di compatibilità ambientale e che venga sempre garantita la continuità ecologica dei corridoi verdi.
Le osservazioni presentate dal Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP rappresentano quindi un contributo articolato al dibattito sul futuro territoriale della provincia. Non si tratta soltanto di difendere ciò che resta del territorio libero, ma di proporre un diverso modello di sviluppo: meno consumo di suolo, più rigenerazione urbana, tutela delle aree agricole, valorizzazione del paesaggio e maggiore attenzione agli effetti cumulativi delle trasformazioni. La Brianza è ormai un territorio densamente urbanizzato e infrastrutturato. Proprio per questo il nuovo PTCP dovrebbe avere il coraggio di assumere fino in fondo una priorità: non consumare altro suolo libero e proteggere le ultime connessioni ecologiche rimaste.
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