mercoledì 28 agosto 2013

Galbiate: la chiesa incompiuta di San Michele teatro della Mandragola di Macchiavelli



La Mandragola di Niccolò Machiavelli
Sabato 31 Agosto 2013 ore 21.30 
Chiesa incompiuta di San Michele a Galbiate 
(alle 20.45 visita guidata alla Chiesa, all’antico Oratorio e alla Cappella di S. Anna)


TeatrOsfera, associazione teatrale attiva da alcuni anni sul territorio, riconosciuta dal Comune e dalla Provincia di Lecco, porterà in scena, sabato 31 agosto 2013 (e in alternativa, in caso di maltempo, domenica 1 settembre 2013), la Mandragola di Niccolò Machiavelli, nell’incantevole cornice della chiesa incompiuta di San Michele a Galbiate.

La chiesa di S. Michele, realizzata a cavallo tra il seicento ed il settecento, con la sua pianta a croce greca, le imponenti mura che si ergono verso il cielo e la mancanza della copertura è una location assolutamente suggestiva ed intrigante. Il Parco negli anni scorsi ha effettuato un intervento di restauro conservativo, inaugurato nel settembre 2008, ed ora questo monumento a cielo aperto, che sembrava destinato ad un degrado inarrestabile, è ritornato ad essere patrimonio della comunità e luogo di straordinaria bellezza, immerso nella natura e utilizzato per spettacoli ed eventi culturali.

La Mandragola di Niccolò Machiavelli, è un capolavoro del teatro del XVI secolo. In essa i personaggi si alternano in scena esaltando le caratteristiche peculiari di ciascun essere umano (la furbizia in Ligurio, l’avidità in Frate Timoteo, la stoltezza in Nicia, la passione amorosa in Callimaco, la prudenza in Lucrezia).
La storia è ambientata a Firenze nei primi anni del 1500, e narra di un giovane e ricco signore, Callimaco Guadagno, che si innamora perdutamente della bella e onestissima Lucrezia, moglie del ricco dottore in legge Nicia Calfucci. Per riuscire a raggiungere il cuore (e il letto) di lei, Callimaco segue i consigli del furbo Ligurio, e asseconda un piano diabolico che si snoda tra spassosi equivoci, rapimenti notturni e pozioni miracolose.
TeatrOsfera si presenta ancora una volta al pubblico lecchese con una serata insolita e una messa in scena originale e moderna, accentuata dalla suggestiva cornice della chiesa incompiuta per un evento unico e indimenticabile a dimostrazione che arte e cultura ben si sposano con i progetti di valorizzazione del territorio.

L’ingresso è gratuito con offerta libera interamente destinata al cine-teatro “C. Ferrari” di Galbiate per le necessarie spese di ammodernamento – in particolare per l’acquisto del proiettore digitale – per salvare questo importante patrimonio per l’intera comunità galbiatese.

La strada Galbiate S. Michele sarà chiusa al traffico veicolare. Il luogo si raggiunge a piedi o con il servizio di bus navetta da Galbiate messo a disposizione dal Parco.

Per maggiori informazioni:
www.teatrosfera.it/ - info@teatrosfera.it

www.parcobarro.itinfo@parcobarro.it

La Metrotranvia Milano-Seregno scippata da Expo 2015?

Il percorso della metrotramvia nel Comune di Seregno
 Riceviamo e pubblichiamo

Signor Sindaco,

come al solito le decisioni importanti vengono anticipate dalla stampa nella più completa disinformazione del Consiglio Comunale. Così vengo a sapere che Antonio Acerbo, che ricopre le funzioni di garanzia e controllo dell’andamento delle opere essenziali e delle opere connesse ad Expo 2015, comunica, attraverso la stampa locale (Il Cittadino di Sabato 24 Agosto 2013), la decisione di bloccare la Metrotranvia Milano - Seregno all'altezza di Paderno».

Così Expo 2015, per bocca di un suo rappresentante autorevole, butta a mare un'opera attesa da anni che è il risultato della partecipazione degli enti locali interessati al tracciato, che è quasi interamente finanziata e che è ormai nella fase della progettazione esecutiva (a Novembre ci sarà la presentazione ai comuni del progetto esecutivo).

Il pretesto è una sua inutilità (secondo Acerbo la Metrotranvia addirittura "ruberebbe terreno all'agricoltura") la motivazione reale è invece, secondo il mio parere, la necessità di dirottare quanto più denaro possibile verso Expo 2015 anche a discapito di opere di importanza strategica per il nostro territorio.

In conclusione chiedo quali iniziative intenda intraprendere l'Amministrazione Comunale, anche contattando gli altri comuni interessati, per contrastare le intenzioni di Expo 2015.

Giuseppina Minotti, capogruppo della FdS di Seregno


Leggi anche:
- Il percorso della Metrotramvia a Seregno
- Metrotramvia a Seregno: un intervento invasivo 
- Metrotramvia: "Che fine farà il filare di platani davanti all'ospedale di Desio?"

martedì 27 agosto 2013

Da Meda al Lago di Montorfano: un nuovo sentiero per promuovere il Parco Regionale della Brughiera


UN NUOVO SENTIERO A OVEST DI CANTU’ PER PROMUOVERE IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA

di Tiziano Grassi, Presidente del Comitato per il Parco Regionale della Brughiera


A piedi su sentieri e strade per circa 28 km per camminatori allenati (durata 6 ore circa).
Si parte dalla stazione FNM di MEDA (MB) con l'invito ad arrivare in treno al ritrovo a chi abita lungo la linea ferroviaria Milano-Asso.

Dalla stazione si parte alle ore 7,45 per entrare nella Brughiera dall'appendice più a sud del Parco dietro il centro storico di Meda.

Entrati nei boschi si prende la direzione di LENTATE proseguendo per NOVEDRATE e CARIMATE. Da qui ci si dirige verso VERTEMATE fincheggiando poi FINO MORNASCO e CUCCIAGO.

Seguendo e guadando il "magico" Rio Acquanegra (con scorci naturalistici di grande bellezza), si arriva all’Oasi WWF del Bassone - Torbiere di Albate (anche questo è un S.I.C.).

Da qui si continua per SENNA COMASCO per poi attraversare il Parco Spina Verde in zona ex-polveriera nel comune di COMO. Si sale, sempre nei boschi, passando da Lora e infine, fiancheggiando il Golf Villa d’Este, cominceremo a intravedere tra le chiome degli alberi i primi scorci "da cartolina" del LAGO DI MONTORFANO (Sito di Interesse Comunitario).

Arrivati poi in zona Lido (all'incirca intorno alle ore 13,30), sosteremo sui prati per consumare il "meritato" pranzo al sacco che sarà a carico dei partecipanti. Qui ci troveremo sulla punta più a nord del Parco della Brughiera dopo aver percorso circa 28 chilometri.

Il rientro è previsto, dopo la sosta in zona Lido per il pranzo al sacco, con il BUS C45 delle ore 15,00 da via Brianza – MONTORFANO. Si scende a  INVERIGO zona stazione FNM per poi prendere il treno direzione Milano delle ore 16,00 per arrivare a MEDA intorno alle ore 16,20.

Tutte le operazioni per gli spostamenti del rientro e l'acquisto dei biglietti (costo a carico dei partecipanti) saranno seguite dagli accompagnatori dell'escursione fino alla luogo del ritrovo iniziale (stazione FNM di Meda). Per eventuali difficoltà che possono sopraggiungere durante l'escursione, a circa metà del percorso si passa dalla stazione delle Ferrovie delle Stato di Cucciago, da cui si può prendere il treno per tornare a Camnago di Lentate e poi con le FNM andare a Seveso con cambio per Meda. 

A questo punto non ci rimane che consigliare a tutti di partecipare con noi a questa escursione che, alla sua terza edizione, è già per tanti una delle migliori programmate all'interno de "Le Stagioni del Parco",  in quanto ci dà l'occasione di ammirare luoghi poco conosciuti della Brughiera, ma che presentano aspetti naturalistici e di paesaggio della Brianza Comasca veramente unici. Ci ricorda altresì, che chiedere l'istituzione di un Parco Regionale per la Brughiera è indispensabile per dare continuità ad un territorio a verde per ora ancora preservato (sempre però a rischio di "estinzione"), ma sopratutto è indispensabile in quanto questo polmone verde è un bene primario e vitale per i cittadini. Non è solo un luogo dove fare le gite domenicali. E' (e speriamo che sia anche per le generazioni future) quello che mangiamo, quello che respiriamo, quello che beviamo. In poche parole.....è la nostra vita e quella della fauna e della flora che lo rende tale.


lunedì 26 agosto 2013

Casatenovo. Passeggiata da Cascina de Bracchi a Valaperta alla scoperta di contadini e partigiani

Lo scorso 30 giugno, a Casatenovo, si è svolta una passeggiata che aveva come scopo quello di  raccontare i luoghi e le testimonianze della resistenza in Brianza attraverso le "voci"di chi c'era.

Il percorso ha toccato Cascina Borromeo dove vecchi e bambini aiutavano i partigiani nascondendo le armi in cascina, Cascina Bracchi luogo di fughe nei campi e nei boschi, di inseguimenti tra fascisti e partigiani e poi naturalmente Valaperta, luogo delle rappresaglie, una storia triste fatta di stalle che bruciavano, gente in fuga, atti di violenza e meschinità che sfociarono nell'eccidio che ancora oggi noi doverosamente ricordiamo.

Di seguito il fotoracconto della giornata.

Casatenovo. Cascina de Bracchi. Ondulazioni collinari con coltivi.
Sulla strada campestre che da Cascina de Bracchi scende verso la Valle Nava
Lo storico Alessandro Panzeri, autore del libro "Il Comandante Sam"
Giuseppe Cantù, uno dei testimoni (al centro), con Francesco Biffi di Sentieri e Cascine (a dx) e uno dei fratelli Biffi (a sx)
Coltivi a mais e Cascina de Bracchi. Sulla destra, il nuovo PGT di Casatenovo, prevede un'area oggetto di ambito di trasformazione residenziale.
Lungo gli ombrosi sentieri della Valle della Nava
Valle della Nava. Fioriture.
Controluce tra natura e ambiente in Valle della Nava
La segnaletica casatese idesta dall'associazione "Sentieri e Cascine"
Coltivi a mais sulla piana alluvionale della Nava
Roggia della Nava
Il guado della roggia, per guadagnare i sentieri sulla sinistra orografica della Nava che conducono verso Bernaga e Valaperta

Sinfonia verde con salici
Grande quercia, uscendo dalla Valle della Nava
Ristoro tra la natura. Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, nel Comune di Lomagna
Valaperta con le alture di Rimoldo
Lo storico Alessandro Panzeri ricorda i tragici eventi del 3 gennaio 1945
Filare verso il luogo dell'eccidio di Valaperta
Il cippo in ricordo dei quattro martiri partigiani di Valaperta
In fila indiana, verso il colle di Valaperta
La chiesetta di Valaperta (scarica la pubblicazione della parrocchia "Di generazione in generazione" che parla dell'eccidio di Valaperta)
Le cascine di Rimoldo e Valaperta che furono oggetto di barbare rappresaglie con saccheggi, violenze ed incendi ad opera della Brigate Nere
La videotestimonianza realizzata da "Sentieri e Cascine" di Carla Sala, "giovane" ultranovantenne, testimone delle tragiche vicende a Valaperta
Massimo Fumagalli dell'Anpi provinciale e Francesco Biffi

domenica 25 agosto 2013

Earth Overshoot Day 2013: vivere sopra le nostre possibilità

di Roberto Brambilla

Lo scorso 20 agosto l'umanità ha finito di consumare le risorse che il nostro pianeta è in grado di produrre in un anno in modo sostenibile e quindi, per arrivare al 31 dicembre, inizia a consumare le scorte - il “capitale natura” - impoverendolo.

Rete civica italiana collabora con il Global Footprint Network per diffondere in Italia l'evento dell'Overshoot Day.  Stiamo vivendo al di sopra delle nostre possibilità e quindi è necessario prendere provvedimenti e adottare nuove politiche per la riconversione ecologica dell'economia e la creazione di posti di lavoro sostenibili. La crisi - in questo senso - può essere una opportunità. Occorre però diffondere una nuova cultura di cui Rete civica italiana è promotrice.

Di seguito la traduzione del comunicato stampa del Global Footprint Network. Potete scaricare da questo link tutti i documenti (andare in fondo al testo) sia nella versione originale inglese che in italiano.


Il 20 agosto è l'Earth Overshoot Day: è la data in cui la nostra Impronta ecologica supera la capacità di rigenerazione del pianeta

L'umanità ha esaurito il budget naturale di questo anno e sta vivendo in una “situazione di sovrasfruttamento”, secondo i dati del Global Footprint Network, un centro di ricerca internazionale sulla sostenibilità con uffici in California, Europa e Giappone.

L' Earth Overshoot Day (il giorno del superamento in italiano) è approssimativamente la data in cui il consumo di risorse naturali da parte dell'umanità inizia a superare la produzione che la Terra è in grado di mettere a disposizione in totale per quell'anno. Il Global Footprint Network analizzala domanda dell'umanità di risorse ecologiche del pianeta (come ad esempio la produzione di cibo, le materie prime, l'assorbimento di anidride carbonica) - in altre parole l'Impronta ecologica dell'umanità (Ecological Footprint ) - rispetto alla capacità naturale di ricostituire quelle risorse e assorbire I rifiuti. I dati del Global Footprint Network’s mostrano proprio quello: in poco più di otto mesi, noi abbiamo usato una quantità di prodotti naturali pari a quella che il pianeta rigenera in un anno.

Il resto dell'anno coincide con il “superamento”. Manterremo quindi il nostro deficit ecologico esaurendo le scorte di pesci, alberi e altre risorse, e accumulando rifiuti, come l'anidride carbonica in atmosfera e negli oceani. Al crescere del nostro livello di consumo - o di "spesa" - l'interesse che stiamo pagando su questo sempre più grande debito ecologico - foreste che si riducono, la perdita di biodiversità, il collasso della pesca, scarsità di cibo, la produttività dei terreni degradati e l'accumulo di anidride carbonica nella nostra atmosfera e negli oceani - non solo grava sull'ambiente ma mina anche le nostre economie. Il cambiamento climatico – che è provocato dall'emissione di gas serra ad un tasso più veloce di quanto possano essere assorbiti da foreste e oceani - è il più diffuso impatto dovuto al sovrasfruttamento ecologico.

Nel 1961, l'umanità usava solo circa due terzi delle risorse ecologiche messe a disposizione dalla Terra. Allora, la maggior parte dei paesi aveva riserve ecologiche. Eppure, sia la domanda globale che la popolazione stanno aumentando. Nei primi anni '70,l'aumento delle emissioni di carbonio e la domanda umana di risorse cominciarono a superare ciò che il pianeta poteva metterci a disposizione in maniera rinnovabile. Siamo andati in overshoot ecologico.

"Affrontare tali vincoli ha un impatto diretto sulle persone. Popolazioni a basso reddito hanno difficoltà a competere con il resto del mondo per le risorse," ha detto Mathis Wackernagel, presidente del Global Footprint Network e co-creatore dell'indicatore ambientale “Impronta ecologica” (Ecological Footprint).

Prepararsi al Futuro è nell'interesse delle Nazioni

I dati del Global Footprint Network’s ( 2012 National Footprint Accounts) mostrano che l'umanità ora sta usando le risorse ecologiche e i servizi naturali ad un tasso pari alla produttività di un pianeta e mezzo. Siamo sulla strada di aver bisogno di due pianeti prima della metà del secolo.

L'Impronta ecologica totale della Cina è la più grande del mondo, soprattutto a causa della sua grande popolazione. L'Impronta ecologica cinese pro capite è di gran lunga più piccola di quella delle nazioni europee o nord americane, ma negli ultimi sette anni ha superato quello che è mediamente disponibile per ogni persona a livello globale. In effetti, se tutti gli umani dovessero vivere con lo stile di vita del “cinese medio”, ci vorrebbero 1,2 Terre a sostegno della popolazione mondiale. Le richieste pro capite degli altri paesi sugli ecosistemi del pianeta sono ancora più alte: se ognuno dovesse vivere come lo statunitense medio di oggi, ci vorrebbero quattro pianeti per sostenere la popolazione mondiale. In Qatar, il tipico residente richiede le risorse di sei anni e mezzo Terre.

Mentre la recessione globale che ha avuto inizio nell'ottobre del 2008 ha rallentato la domanda di risorse dell'umanità, il consumo in assoluto continua ad aumentare. Per evitare difficoltà economiche, il tema dei limiti delle risorse deve essere messo al centro del processo decisionale. L'andamento attuale della produzione di risorse non è già in grado di soddisfare le esigenze di una popolazione - in crescita – di 7 miliardi di persone. Di queste circa due miliardi non hanno accesso alle risorse necessarie per soddisfare i loro bisogni di base.

Oggi, più dell' 80% della popolazione mondiale vive in nazioni che utilizzano più di quanto i loro ecosistemi possono produrre in modo rinnovabile. Questi paesi "debitori ecologici" o prosciugano le loro risorse ecologiche o le prendono altrove.
Le nazioni ecologicamente debitrici utilizzano più di quello che hanno all'interno dei propri confini. I residenti della Svizzera consumano le risorse ecologiche di quattro Svizzere. Ci vorrebbero quattro Italie per sostenere l'Italia. I greci utilizzano risorse ecologiche pari a 3,1 volte il prodotto della loro nazione.

Non tutte le nazioni chiedono di più di quanto i loro ecosistemi siano in grado di fornire, ma anche le riserve di tali “creditori ecologici" come la Svezia si stanno riducendo nel corso del tempo. Non possiamo più sostenere un crescente divario economico tra ciò che la natura è in grado di fornire e quanto le nostre infrastrutture, economie e stili di vita richiedono.

"La vita quotidiana in molti paesi del Mediterraneo ci sta mostrando che cosa significa vivere al di là dei limiti finanziari", ha detto Alessandro Galli, Global Footprint Network Mediterraneo-MENA Direttore Regionale. "Deficit ecologici e finanziari sono due facce della stessa medaglia. Nel lungo periodo, le nazioni non possono tentare di risolvere un deficit senza affrontare l'altro.

È possibile invertire la tendenza. I paesi “debitori ecologici” sono interessati a ridurre la loro dipendenza dalle risorse, mentre i creditori hanno un interesse economico, politico e strategico per preservare il loro capitale ecologico. Global Footprint Network e la sua rete di partner stanno lavorando con le organizzazioni, i governi e le istituzioni finanziarie di tutto il mondo per far prendere decisioni in linea con la realtà ecologica. Invece di liquidare le risorse, è più saggio considerarle come una costante fonte di ricchezza.

Il Global Footprint Network è un think tank internazionale sulla sostenibilità che lavora per far si che il concetto di “limite ecologico” sia centrale nel processo decisionale grazie all'utilizzo dell'Impronta Ecologica, uno strumento di gestione delle risorse che misura quanta natura abbiamo, quante ne usiamo e chi usa cosa.

Per ulteriori informazioni sull' Earth Overshoot Day e come viene calcolato, vai a:
http://www.footprintnetwork.org/en/index.php/GFN/page/earth_overshoot_da

Per calcolare la propria impronta ecologica personale e imparare che cosa si può fare per ridurla, vai a:
http://www.footprintnetwork.org/calculator

Andrew Simms del Regno Unito think tank New Economics Foundation (NEF) è l'ideatore del concetto di Earth Overshoot Day


Contact:
 
Scott Mattoon
Senior Communications Manager
Global Footprint Network
(510) 839-8879 x 302
scott.mattoon@footprintnetwork.org

Haley Smith Kingsland
Media & Outreach Associate
Global Footprint Network
(510) 839-8879 x 316
haley.kingsland@footprintnetwork.org
 

Roberto Brambilla per l'Overshoot Day in Italia
www.retecivicaitaliana.it
r.brambilla@mclink.it 

cell 338 88 03 715 / uff 039 988 1021
twitter @Roberto_Brambil

Il WWF Lecco propone il corso “Scoprire la natura con il GPS”


L'Associazione WWF Lecco, in collaborazione con il Parco Monte Barro, con il patrocinio del Comune di Galbiate e grazie al supporto tecnico di Garmin GPS Academy, propone un corso per l’uso del GPS per escursionismo ambientale.

Garmin GPS Academy è la prima scuola di formazione sulla navigazione satellitare creata da Garmin Italia. Un sistema informativo e formativo che ha lo scopo di trasmettere la corretta conoscenza e le nozioni importanti per un consapevole utilizzo dei GPS. La Garmin GPS Academy ha lo scopo di diffondere la conoscenza tecnica dei sistemi e degli strumenti di navigazione satellitari.

Il Relatore

Luca Sannazzari, testimone fin dalla fine degli anni 90 della nascita e sviluppo del sistema GPS ad uso civile in tutte le sue applicazioni: nautiche, sportive e ricreative.
Profondo conoscitore della strumentazione Garmin e delle varie applicazioni, co-autore di una guida all’Uso GPS edita da Hoepli, attualmente si occupa della formazione della rete vendita e della promozione del brand durante eventi e manifestazioni.

Il programma del Corso

Il corso per l'uso del GPS per escursionismo ambientale è rivolto a chi già possiede un GPS, a chi sta pensando di acquistarlo, o semplicemente a chi vuole scoprire le potenzialità di questo strumento per l'escursionismo lungo i nostri sentieri, per scoprire la cartografia, le banche dati disponibili sul web per l’orientamento, per la pianificazione e per la registrazione delle escursioni. Sarà possibile, per chi già lo possiede, utilizzare il proprio GPS, mentre Garmin metterà comunque circa 10/15 unità GPS a disposizione dei partecipanti..

Il programma prevede una serata teorica che si terrà giovedì 12 settembre presso la Sala Conferenza Parco Monte Barro di Villa Bertarelli a Galbiate e una giornata di pratica con una uscita outdoor nel Parco prevista per sabato 14 settembre.

L’Organizzazione si riserva di chiudere anticipatamente le iscrizioni al raggiungimento di un massimo di 30 partecipanti. Tutte le informazioni e le modalità di iscrizione, che si chiuderanno entro il 9 settembre, sono disponibili sul sito wwf.lecco.it.

Garmin è "partner tecnico per le Oasi WWF"; per questo motivo il ricavato dell’evento è interamente destinato al “Progetto Oasi” del WWF Italia.

Info:
Segreteria telefonica: 0341 1716138
Email: sezione@wwf.lecco.it

A Verano "El risott giald" con Francesco Magni e Massimo Galimberti