mercoledì 10 luglio 2013

Com'è bello costruire al confine del parco!


Il Centro Ricerca sui Consumi di Suolo ha elaborato una indagine preliminare sul consumo di suolo nelle aree naturali lombarde dal quale si evince che i confini dei parchi non fermano il consumo di suolo ma, anzi, in qualche caso lo fomentano.

Per quanto riguarda la Brianza riportiamo i dati riferiti all’analisi di un’area buffer di 500 metri creata attorno al Parco delle Groane e al Parco della Valle del Lambro.

Il Parco delle Groane ha subito al suo interno una crescita di aree antropizzate di 27 ettari, ma nelle sue aree limitrofe è stato registrato un consumo pari a ben 143 ettari.

All’interno del Parco della Valle del Lambro è stato invece registrato un aumento delle superfici antropizzate pari a 141 ettari, ma sono ben 222 gli ettari consumati nelle aree limitrofe in prossimità a esso.

Vedi il rapporto preliminare cliccando qui


lunedì 8 luglio 2013

Seregno: un PGT color grigio cemento


Il Comune di Seregno ha recentemente inserito all'o.d.g. del consiglio comunale il Piano di Governo del Territorio.

Pubblichiamo di seguito il parere che le associazioni ambientaliste locali hanno consegnato all'amministrazione comunale.

domenica 7 luglio 2013

Passeggiata nel Bosco delle Querce: 37 anni fa l'incidente dell'ICMESA e oggi il progetto dell'autostrada Pedemontana


Seregno: un PGT poco trasparente


Comunicato Stampa del Partito Democratico di Seregno

IN RISPOSTA ALLE DICHIARAZIONI DELL’ASSESSORE ALL’URBANISTICA, EDOARDO MAZZA E DEL CAPOGRUPPO DELLA LEGA NORD, ROBERTO TREZZI SUL PGT

E’ iniziato il caldo, lo si capisce non tanto dalla temperatura, quanto dalle dichiarazioni degli esponenti politici che sostengono questa maggioranza.

All’Assessore all’urbanistica Mazza, che afferma che il PGT risponde ai punti programmatici votati anche da noi in Consiglio Comunale, rispondiamo semplicemente che è falso: il PGT è suo, se lo difenda se vuole (e se non si vergogna), ma lasci stare il PD Seregno, che non vuole questo PGT proprio perché sono stati disattesi tutti i punti programmatici che erano stati condivisi. La nostra non è una posizione strumentale, ma di contenuti.

Che il PGT non sia poi così chiaro e limpido come vogliono farci credere ce lo ricorda il capogruppo della Lega Nord, il quale sostiene che essendo una persone perbene non lo voterà. Dunque i suoi colleghi di maggioranza che lo voteranno non sono persone perbene?

Invitiamo il capogruppo della lega a stare in silenzio se gli è rimasto un minimo di pudore (la credibilità l’ha già persa da tempo), perché è solo grazie a lui se il Sindaco governa, infatti quando si è dimesso tutto il gruppo consiliare della lega per la nota vicenda che ha coinvolto il Sindaco (il quale non ha ancora risposto) se anche il Consigliere Trezzi si fosse dimesso, il Sindaco non sarebbe riuscito a rimanere al suo posto. Invece il Consigliere Trezzi ha preferito ubbidir tacendo agli ordini di scuderia. Quindi taccia e si voti il PGT, perché anche se non lo farà la responsabilità di quello che è successo ricade comunque su di lui.

Partito Democratico di Seregno

giovedì 4 luglio 2013

Diossina 2.0 - Seveso, dall'Icmesa alla Pedemontana


Diossina 2.0
Seveso, dall'Icmesa alla Pedemontana
Monologo Civile di Massimiliano Vergani


A volte basta un attimo per scordare una vita, ma alle volte non basta una vita per scordare un attimo.
Jim Morrison


“Questa è una storia di fantasmi. Entità quasi indefinite e molto potenti.
Questa è una storia di mezze verità. Cose mai svelate. Mostri.
Questo è un film horror della peggior specie. Un film nel quale si conosce sin da subito l'assassino, ma
nessuno, proprio nessuno, ha il coraggio di rivelarlo.
Questa, in ogni caso, è una brutta faccenda. Che dura da quarant'anni”.


(MV) “Diossina 2.0” non è l'ennesimo racconto sul disastro dell'esplosione dell'Icmesa di Seveso del 1976, ma racconta il “dietro le quinte” di una brutta vicenda, purtroppo tornata di stretta attualità in seguito al progetto dell'Autostrada Pedemontana lombarda, che dovrà passare sullo stesso territorio già martoriato molti anni fa.
Negli anni è stato scritto e detto tantissimo sul disastro di Seveso: libri, documentari, film, pure spettacoli teatrali. Molto è stato detto, non tutto però. Nessuno ha mai messo in fila, in modo semplice, “raccontabile”, tutti i pezzi di un puzzle che trasferiscono una verità molto più oscura e inquietante di quella che è passata attraverso i mezzi di informazione.

Lo spettacolo è sostanzialmente un'inchiesta che ricostruisce ruoli, responsabilità e scenari che stanno nascosti fra le pieghe del dramma dell'Icmesa e che, oggi, vengono riproposti a causa del progetto dell'Autostrada.

“Diossina 2.0” è un progetto “civile”, un monologo drammatico e documentato. Una frustata per le coscienze, una storia in cui, purtroppo, tutto è realmente accaduto. In una delle zone più ricche ed avanzate d'Italia.

Non è una vicenda locale, perché Seveso '76 è stato il più grave disastro industriale italiano della storia. Tristemente noto in tutto il mondo.

“Questa storia era dentro di me da tanti e tanti anni. L’ho marginalmente vissuta da bambino e quelle sensazioni, quei ricordi non mi hanno mai abbandonato. Cercavo un modo per raccontarla e ora credo di averlo trovato”.

“La mia versione di questa brutta storia è scritta per essere ‘raccontata’, soprattutto ai più giovani, nell’arco di poco più di un’ora, quindi non approfondisce alcune delle tematiche pur importanti legate al disastro della diossina del 1976, che avrebbero sicuramente arricchito di drammaticità il testo, ma lo avrebbero reso meno fruibile, meno incalzante. Ho scelto un taglio molto preciso, che lega il disastro di quasi quarant’ anni fa alla cronaca di questi giorni ed ho raccontato ciò che ho ritenuto più funzionale alla completa comprensione di una vicenda per certi versi inquietante. Il mio è un ‘monologo civile’ che spero possa tener viva la memoria di ciò che è stato e che purtroppo ancora è. Dimenticare il passato è il peggior modo di andare incontro al futuro, e nel mio testo questo aspetto emerge in tutta la sua meschinità”.

“Diossina 2.0 – Seveso, dall’Icmesa alla Pedemontana” è una frustata. Che non viene dalla mia fantasia, ma dalla cruda realtà dei fatti”.

Serata ad inviti:


martedì 2 luglio 2013

Pedemontana e diossina: una mozione indigesta


Riceviamo e pubblichiamo:

I mercoledì dell'arte 2013/2014 con Michelangelo (e il FAI)


Il FAI - Fondo Ambiente Italiano presenta il nuovo corso del ciclo I mercoledì dell’arte dal titolo Michelangelo. Una vita, interamente dedicato alla figura di questo straordinario protagonista del Rinascimento italiano, che fu pittore, scultore e architetto. Fulcro del corso sarà proprio l'eccezionalità di questo artista che nell’arco di una vita lunghissima (1475-1564) lasciò al mondo capolavori di inestimabile bellezza, la cui fama perdura immutata ancora oggi.

Le ventisei lezioni del corso - che si terranno dal 1 ottobre 2013 al 14 maggio 2014 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano, dalle ore 18.00 alle ore 19.15 - racconteranno molteplici aspetti della vita pubblica e privata di Michelangelo di cui si conserva una documentazione eccezionalmente ampia. Il corso, curato da un comitato scientifico di alto profilo accademico coordinato da Giovanni Agosti, docente di storia dell’arte moderna all’Università degli Studi di Milano, sarà quindi costituito da una sequenza di puntate che tracceranno, sul filo della cronologia, l’intera parabola del grande artista.

Ad arricchire il ciclo sono inoltre in programma lezioni tematiche “trasversali” affidate a specialisti, nazionali e internazionali, dell'argomento, tra i quali Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, Pina Ragionieri, direttrice della Fondazione Casa Buonarroti e Howard Burns, Scuola Normale Superiore di Pisa.
Gli incontri verranno animati dalla partecipazione dei giovani attori della scuola del Piccolo Teatro di Milano che leggeranno brani tratti dagli scritti di Michelangelo.

Sono aperte le iscrizioni. Per maggiori informazioni sul programma delle lezioni e sui prezzi consulta il sito FAI o la pagina Facebook dedicata.

L’Ufficio Cultura e Ricerca del FAI è a disposizione per informazioni e iscrizioni: 02 467615252/346 o ufficio_cultura@fondoambiente.it.