domenica 25 gennaio 2026

Monza, quartiere Cazzaniga: verde sotto pressione. Le associazioni contestano il Piano Attuativo di via Boito


Un’area verde di circa 11.500 metri quadrati, con 37 alberi, situata tra via Boito e via Carissimi, nel quartiere Cazzaniga di Monza, è al centro di un acceso confronto urbano. Si tratta del Piano Attuativo adottato dalla Giunta comunale l’11 dicembre 2025, che prevede la realizzazione di due edifici residenziali di cinque piani (più pilotis) per un totale di 10.880 metri cubi edificati.

Contro questo intervento, un ampio coordinamento di associazioni e comitati cittadini ha presentato formali osservazioni al Comune di Monza, sollevando numerose criticità di carattere urbanistico, ambientale, normativo e sociale.

Il quartiere Cazzaniga rappresenta una delle zone più densamente edificate della città, con oltre 8.000 abitanti per chilometro quadrato. È un’area racchiusa tra infrastrutture di grande impatto – il Parco di Monza, la ferrovia per Como, i vialoni Brianza e Cesare Battisti – e fortemente segnata dalla presenza del polo sanitario del San Gerardo, che genera flussi di traffico quotidiani molto elevati.

Negli ultimi anni il quartiere è stato interessato da una lunga sequenza di piani attuativi e interventi edilizi, che hanno progressivamente ridotto gli spazi liberi e aumentato il carico urbanistico. In questo quadro, le poche aree verdi residue assumono un valore strategico per la qualità della vita, la salute e il paesaggio urbano.

L’area interessata dal Piano Attuativo è oggi completamente permeabile e alberata. Su di essa si prevede di costruire due edifici residenziali, nonostante il lotto sia interessato anche dal futuro passaggio sotterraneo della metropolitana M5, a circa 15 metri di profondità.

Proprio questo aspetto è al centro della prima osservazione presentata dalle associazioni. Secondo il DPR 753/1980, che disciplina le fasce di rispetto ferroviarie, lungo le infrastrutture su rotaia dovrebbe essere garantita una distanza di almeno 30 metri entro la quale è vietato costruire, salvo deroghe esplicite. Nel progetto, invece, la distanza considerata è di 25 metri, senza che nella documentazione pubblicata risulti allegata alcuna autorizzazione in deroga. Una scelta che solleva interrogativi anche in relazione a vibrazioni, rumore e sicurezza.


Un secondo nodo critico riguarda il rapporto tra altezze edilizie e dotazione di verde. Il Piano delle Regole del PGT consente edifici fino a cinque piani solo in presenza di un miglioramento delle aree libere piantumate. Tuttavia, il progetto prevede l’abbattimento di 15 alberi, a fronte di nuove piantumazioni che richiederanno decenni per raggiungere un’effettiva funzione ecologica.

La stessa relazione tecnica del Piano descrive l’area come una “macchia di verde di notevole estensione e valore paesaggistico”, riconoscendone implicitamente l’importanza. Inoltre, il futuro passaggio della M5 potrebbe compromettere ulteriormente le alberature esistenti. Per questo le associazioni chiedono una valutazione agronomica specifica e una verifica puntuale del rispetto del Regolamento del Verde comunale, approvato nel 2025.

Un altro punto centrale riguarda la cessione delle aree pubbliche, prevista nella misura di due terzi della superficie del comparto. Nel caso in esame, tali aree verrebbero cedute in via Correggio, a circa 3,5 chilometri di distanza, privando di fatto il quartiere Cazzaniga di nuovi spazi verdi fruibili.

Secondo i firmatari delle osservazioni, questa scelta contraddice lo spirito della norma e le esperienze già realizzate nello stesso quartiere, dove altri piani attuativi hanno garantito cessioni “in loco”, migliorando concretamente la dotazione di spazi pubblici.

Le osservazioni affrontano anche una questione sociale rilevante: il costo delle abitazioni. Cazzaniga è oggi uno dei quartieri più cari di Monza, sia per la vendita sia per gli affitti. In un’area così prossima all’Università di Milano-Bicocca, le associazioni ritengono necessario prevedere alloggi a prezzi calmierati, destinati in parte a studenti e giovani.

La richiesta è che almeno il 50% degli alloggi venga realizzato con prezzi di vendita o canoni di locazione concordati con l’Amministrazione comunale.

Infine, viene segnalata una carenza di trasparenza amministrativa. Nella relazione tecnica del Piano Attuativo vengono citati numerosi allegati economici e documentali che non risultano pubblicati sul sito comunale. L’assenza di questi documenti, secondo le associazioni, impedisce una valutazione completa dell’operazione, anche sotto il profilo economico e della correttezza formale.

Le osservazioni presentate non si limitano a contestare un singolo intervento edilizio, ma pongono una questione più ampia di governo del territorio: la necessità di fermare il consumo di suolo residuo, tutelare il verde urbano, garantire sicurezza, trasparenza e diritto alla casa.

La decisione finale sul Piano Attuativo di via Boito–Carissimi rappresenterà quindi un passaggio significativo per comprendere quale direzione intenda prendere Monza nella gestione del proprio sviluppo urbano.

Le associazioni e i comitati firmatari delle osservazioni

  • Circolo Legambiente “Alexander Langer” Monza
  • CCR – Gruppo Ambiente e Territorio
  • Desbri di MB
  • Connetti Brianza
  • Comitato Aria Pulita Monza
  • Comitato via Blandoria
  • Comitato per il Parco A. Cederna
  • Comitato La Villa Reale è anche mia
  • Comitato Sant’Albino
  • Comitato Gallarana
  • Comitato saicosavorremmoincomune (Q.re Regina Pacis – San Donato)
  • Comitato via Boito Monteverdi
  • Comitato Ospedale Umberto I°
  • Comitato Triante
  • Comitato Pro Buon Pastore
  • Comitato Salvaguardia Buon Pastore
  • Comitato Basta Cemento
  • Presidio ex Macello
  • Comitato San Fruttuoso Bene Comune
  • Osservatorio antimafie di MB “Peppino Impastato”

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