domenica 25 gennaio 2026

Raccolta differenziata oltre l’80%: perché in Brianza la vera sfida è produrre meno rifiuti

Andamento della Raccolta Differenziata a Seregno 2015-2024. Fonte Catasto Rifiuti ISPRA

La Brianza viene spesso citata come uno dei territori più efficienti nella gestione dei rifiuti urbani. Percentuali elevate di raccolta differenziata, sistemi porta a porta consolidati e buone performance ambientali sono ormai una costante in molti Comuni dell’area. Ma proprio questi risultati pongono una domanda nuova e più scomoda: che cosa facciamo, oggi, per ridurre davvero la quantità di rifiuti che produciamo?

Per provare a rispondere, abbiamo scelto di focalizzare l’attenzione sui dati di Seregno. Non perché sia un’eccezione, ma proprio perché rappresenta bene l’andamento medio dei Comuni brianzoli: popolazione stabile, raccolta differenziata molto elevata e un sistema di gestione dei rifiuti ormai maturo. Le dinamiche che emergono da questi numeri sono quindi facilmente generalizzabili all’intera area.

I dati raccontano una storia di successo. In poco più di un decennio la percentuale di raccolta differenziata a Seregno è cresciuta in modo molto marcato, passando dal 53,77% del 2010 a valori stabilmente superiori all’80% tra il 2019 e il 2021, con un picco dell’81,45% nel 2019. Anche nel 2024, nonostante una lieve flessione, il dato resta molto elevato, attestandosi al 78,20%. Si tratta di risultati che collocano il Comune – e con esso buona parte della Brianza – tra le realtà più virtuose della Lombardia e del Paese.

Dopo il forte balzo registrato tra il 2015 e il 2017, l’andamento della raccolta differenziata entra però in una fase di maturità. Le oscillazioni degli ultimi anni sono contenute e fisiologiche: quando si raggiungono percentuali così alte, migliorare ulteriormente diventa sempre più complesso. Questo non indica un arretramento, ma segnala che il sistema ha ormai intercettato gran parte del rifiuto differenziabile.

Andamento della Raccolta Urbana a Seregno 2015-2024. Fonte Catasto Rifiuti ISPRA

È proprio in questa fase che i limiti di una lettura basata solo sulle percentuali diventano evidenti. Continuare a concentrarsi quasi esclusivamente sulla raccolta differenziata rischia di nascondere il problema principale: la quantità complessiva di rifiuti prodotti resta elevata.

Il biennio 2020–2021, segnato dalla pandemia, è particolarmente istruttivo. In quel periodo la raccolta differenziata ha mantenuto livelli molto alti, superando l’80% anche in condizioni difficili. Allo stesso tempo, però, la produzione di rifiuti pro capite è aumentata sensibilmente, arrivando nel 2021 a circa 420 chilogrammi per abitante all’anno. Lockdown, smart working e aumento degli acquisti online hanno portato con sé più imballaggi e più rifiuti domestici.

Questo dato è ancora più significativo se messo in relazione con l’andamento della popolazione. A Seregno, come nella maggior parte dei Comuni brianzoli, la popolazione è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi quindici anni. L’aumento dei rifiuti non è quindi legato a più abitanti, ma a cambiamenti nei modelli di consumo e negli stili di vita. È una dinamica che riguarda l’intero territorio.

Andamento della raccolta rifiuti pro-capite a Seregno 2015-2024. Fonte Catasto Rifiuti ISPRA

Negli anni successivi alla pandemia la produzione pro capite è tornata su valori più contenuti, attorno ai 400 chilogrammi per abitante all’anno, ma il messaggio resta chiaro. Anche con sistemi di raccolta molto efficienti, la quantità di rifiuti prodotti può crescere. La raccolta differenziata gestisce i rifiuti, ma non li evita.

Per questo la vera sfida ambientale per la Brianza non è inseguire qualche punto percentuale in più di raccolta differenziata, ma ridurre la produzione complessiva di rifiuti. Significa intervenire a monte, ripensare imballaggi, consumi e abitudini quotidiane, e spostare il dibattito pubblico dal “come smaltiamo” al “perché produciamo così tanto”.

I dati mostrano che siamo arrivati a un punto di svolta. La gestione dei rifiuti ha raggiunto livelli di eccellenza; ora serve un cambio di paradigma. La transizione ecologica, in Brianza, passa sempre più dalla capacità di produrre meno rifiuti, non solo di differenziarli meglio.

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