sabato 25 luglio 2026

Difendere gli alberi si può: da Cadorago una storia che riguarda tutti

I cedri di Cadorago. Immagini tratte dal web

La vicenda dei sei cedri secolari abbattuti davanti alla scuola primaria di Cadorago non riguarda soltanto quel Comune del comasco. È una storia che merita di essere raccontata perché dimostra come cittadini informati e determinati possano trasformare una vicenda locale in una questione di interesse nazionale. Purtroppo gli alberi non ci sono più. L'abbattimento è stato eseguito nei giorni scorsi, nonostante le richieste di sospendere i lavori per approfondire possibili alternative. Ma sarebbe un errore considerare questa una sconfitta totale. Da questa esperienza emerge infatti un insegnamento prezioso per tutte le comunità che si trovano a difendere il proprio patrimonio arboreo.

Tutto è nato quando un gruppo di cittadini ha deciso di non limitarsi all'indignazione. È nato così il Comitato Cedri Sonori, che ha scelto di studiare la documentazione tecnica, coinvolgere esperti e chiedere trasparenza all'amministrazione comunale. Il punto centrale della loro iniziativa è stato proprio questo: basarsi sui documenti. Secondo quanto sostenuto dal Comitato, la stessa perizia fitostatica commissionata dal Comune non avrebbe indicato come necessaria l'eliminazione degli alberi. Per gli esemplari classificati in classe C sarebbero stati previsti monitoraggi periodici e interventi arboricolturali per ridurne la pericolosità, mentre l'abbattimento sarebbe stato riservato ai casi di classe D, caratterizzati da una situazione di rischio estremo. Per questo i cittadini hanno chiesto non di impedire qualsiasi intervento, ma di sospendere l'abbattimento e aprire un confronto pubblico e trasparente con tecnici e amministrazione. Le loro richieste non sono però state accolte. L'ordinanza comunale è stata eseguita e i sei grandi cedri sono stati abbattuti.

Le immagini dei tronchi a terra hanno suscitato un'ondata di emozione. Molti abitanti hanno ricordato quei cedri come parte della propria infanzia: gli intervalli trascorsi all'ombra delle loro chiome, il profumo della resina, il vento tra i rami, la frescura che proteggeva la scuola durante l'estate. Sono testimonianze che ricordano una verità spesso dimenticata: gli alberi monumentali non sono semplicemente elementi del verde urbano. Sono luoghi della memoria collettiva, parte integrante del paesaggio e dell'identità di una comunità.

Ma la storia non si è fermata con il taglio degli alberi. Il Comitato ha deciso di proseguire il proprio lavoro coinvolgendo l'Associazione ONDA – Organismo Nazionale Difesa Alberi, che ha trasmesso al Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste una segnalazione corredata da una perizia agronomica indipendente redatta dal dottor Daniele Regondi. Ed è qui che arriva la notizia più importante. 

La lettera del Ministero

Con una comunicazione ufficiale, il Ministero ha preso formalmente in carico la vicenda, chiedendo al Comune di Cadorago di trasmettere tutti gli elementi utili per chiarire quanto accaduto. Gli atti sono stati inviati anche alla Regione Lombardia e ai Carabinieri Forestali per gli accertamenti di rispettiva competenza. Non significa che gli alberi torneranno. Purtroppo questo non è possibile. Significa però che il lavoro dei cittadini ha ottenuto un risultato fondamentale: portare una vicenda locale all'attenzione delle istituzioni nazionali e chiedere che venga verificato se tutte le decisioni siano state assunte nel modo corretto. È forse questo l'aspetto più interessante dell'intera vicenda. Troppo spesso, quando un'amministrazione decide di abbattere alberi, si dà per scontato che non esistano alternative o che ormai sia inutile intervenire. L'esperienza di Cadorago dimostra invece che i cittadini possono svolgere un ruolo importante se scelgono la strada dell'approfondimento, della documentazione e del confronto tecnico. Studiare le perizie, farle valutare da professionisti indipendenti, rendere pubblici i documenti, informare la cittadinanza, coinvolgere le associazioni e gli organi competenti: sono strumenti democratici che possono fare la differenza. Non sempre riusciranno a salvare gli alberi. A Cadorago non è stato possibile. Ma possono contribuire a creare una maggiore consapevolezza, a migliorare la qualità delle decisioni pubbliche e, soprattutto, a fare in modo che in futuro situazioni analoghe vengano affrontate con più trasparenza e con una reale valutazione di tutte le possibili alternative all'abbattimento. Per questo la storia dei Cedri Sonori va oltre i confini di Cadorago. È un'esperienza che può essere utile ovunque. Anche da noi in Brianza, dove troppo spesso il patrimonio arboreo viene considerato un ostacolo anziché una ricchezza da tutelare.

1 commento:

  1. Quando si tratta di Alberi adulti, l'approcio delle amministrazioni è sempre lo stesso. Appena l'albero mostra qualche segno di malattia, parassitosi o leggera instabilità, fanno fate una perizia ad un agronomo giusto per tutelarsi e poi, anche se vengono prospettate più soluzioni, procedono con la scelta peggiore cioè l'abbattimento. L'abbattimento infatti ha costi differenti ed inferiori dal prendersi carico di un albero adulto per cercare di preservarlo. Così si perde un patrimonio naturale, storico e i suoi servizi ecosistemici preziosissimi. Poi per cercare di chetare la rabbia e lo sconcerto dei cittadini propinano la solita piantumazione con fuscelli che spesso nemmeno sopravvivono poichè con i climi alterati ed estremi che stiamo vivendo andrebbero manuntenuti adeguatamente e anche questo non viene fatto o viene fatto solo quando la situazione è ormai disperata.
    Anche nel caso di rimostranze e attivismo per evitare gli abbattimenti, i Comuni comunque procedono, dimostrando sia la loro arroganza sia la volontà di dare priorità a scelte orreversibili. Per l'insipenza amministrativa e la mancanza di sensibilità ambientale stiamo pagando un prezzo altissimo.

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